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Erin

Un po' di fiducia no?

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Cari tutti,

scrivo qui perchè in questo momento ho proprio bisogno di sfogarmi...

Chi di voi, come me, è sempre in dubbio sulle proprie capacità in ogni cosa, potrà forse capirmi meglio...

In poche parole, data la mia depressione altalenante, oggi il mio compagno se ne è uscito con la frase del tipo: "Se continui ad essere così depressa non sarai in grado di crescere dei figli e io se sei così non voglio figli da te"

Che legnata.....

Nemmeno lui ha fiducia in me.

Sono molto giù, sono arrabbiata con lui perchè non può permettersi di decidere anche per me....

Mi sento profondamente offesa e non capita.

Con tutta la fatica che sto facendo per uscirne... una cosa come questa non ci voleva proprio.

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Se devo essere sincera, io un po' lo capisco. Certo, non ha avuto molto tatto, ma almeno è stato sincero e devi ammettere che sono considerazioni che uno fa. Poi è chiaro che non è quello che un depresso ha voglia di sentirsi dire, però bisogna mettersi anche dall'altra parte e vedere le cose dal punto di vista di uno che con un depresso dovrebbe costruirci una famiglia. Non sta decidendo per te, ma per se stesso.

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Sì sì, posso capire....

Questa cosa mi ha fatto davvero pensare.

Mai come ora capisco quanto chi ci sta vicino abbia dei limiti e non abbia la "bacchetta magica" per far scomparire i nostri problemi.

Solo, mi sento profondamente amareggiata per la mancanza di fiducia nelle mie capacità di riprendermi.

Che credo sia l'unica cosa reale che lui mi può dare e che, credo, si stia stancando di darmi, non vedendo i risultati da anni.

Visto che anche lui in questo periodo non è "tutto d'un pezzo", ma ha anche lui i suoi problemi, stiamo facendo una bella frittata...

...

Uff.

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Non è facile, soprattutto se sono anni che andate avanti così. E' normale che lui sia scoraggiato, ed è normale che lo sia anche tu. Ci sono passata anch'io con mio marito che ha sofferto di una brutta depressione, ti assicuro che dopo anni ti senti logorata. Io mi sentivo un mostro di egoismo perchè capivo che era una vera e propria malattia e non faceva certo apposta a stare così, non era neanche mancanza di carattere o chissà che altro, d'altra parte, però, dopo anni che non lo vedevo reagire e lo vedevo solo piangersi addosso ho iniziato ad essere veramente insofferente. Per fortuna poi ne è uscito, ammetto, però, che non so come reagirei di fronte ad una sua ricaduta. E' una malattia, è vero, la persona che ne è colpita soffre tantissimo e realmente non trova i mezzi per uscirne, però non è neanche giusto che chi gli sta accanto si faccia trascinare giù.

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è un argomento davvero difficile! Però è anche vero che c'è sempre un certo pregiudizio verso questo tipo di problemi, fosse un tumore o una malattia di quelle croniche che portano enormi sacrifici per il malato e chi gl ista accanto, nessuno si sognerebbe di dargli la colpa! Invece per una depressione, visto poi la sua natura, è molto più facile arrivare alle accuse! comprensibilmente eh, visto che magari un malato fisicamente, non porta in casa quel clima di insoddisfazione e pessimismo proprio del depresso! Però continuo a pesnare che ci sia il preconcetto...anche da parte dello stesso malato che tra l'altor si logora ancora di più, sentendosi impotente di fronte alla vita!!! Che brutto! Ci sono passata e quando penso a quei momenti, mi rendo conto che nonostante adesso ci sono tanti momenti no, in confronto è davvero un'altra storia!

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è un argomento davvero difficile! Però è anche vero che c'è sempre un certo pregiudizio verso questo tipo di problemi, fosse un tumore o una malattia di quelle croniche che portano enormi sacrifici per il malato e chi gl ista accanto, nessuno si sognerebbe di dargli la colpa! Invece per una depressione, visto poi la sua natura, è molto più facile arrivare alle accuse! comprensibilmente eh, visto che magari un malato fisicamente, non porta in casa quel clima di insoddisfazione e pessimismo proprio del depresso! Però continuo a pesnare che ci sia il preconcetto...anche da parte dello stesso malato che tra l'altor si logora ancora di più, sentendosi impotente di fronte alla vita!!! Che brutto! Ci sono passata e quando penso a quei momenti, mi rendo conto che nonostante adesso ci sono tanti momenti no, in confronto è davvero un'altra storia!

Ma nessuno dà la colpa al depresso, come nessuno dà la colpa al malato di cancro. Però, entrambe le situazioni ti logorano e ti sfiniscono. Nel mio caso, ad esempio, ho anche scritto che mi sentivo parecchio in colpa per la mia insofferenza verso la depressione di mio marito, come mi sarei sentita in colpa per l'insofferenza verso il cancro di mio padre e tutti i problemi che ne scaturivano, se avessi avuto modo di provarla. Purtroppo, il cancro non mi ha dato il tempo di provarla, perchè se l'è portato via in 10 mesi, se però fosse andato avanti degli anni (come è successo con la depressione), sono convinta che sarei arrivata alla fine ugualmente esausta di tutto. Non a caso, ho sentito molta gente che c'è passata dire, non senza vergogna, che la morte del malato terminale, alla fine, è quasi una liberazione.

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Ma nessuno dà la colpa al depresso, come nessuno dà la colpa al malato di cancro. Però, entrambe le situazioni ti logorano e ti sfiniscono. Nel mio caso, ad esempio, ho anche scritto che mi sentivo parecchio in colpa per la mia insofferenza verso la depressione di mio marito, come mi sarei sentita in colpa per l'insofferenza verso il cancro di mio padre e tutti i problemi che ne scaturivano, se avessi avuto modo di provarla. Purtroppo, il cancro non mi ha dato il tempo di provarla, perchè se l'è portato via in 10 mesi, se però fosse andato avanti degli anni (come è successo con la depressione), sono convinta che sarei arrivata alla fine ugualmente esausta di tutto. Non a caso, ho sentito molta gente che c'è passata dire, non senza vergogna, che la morte del malato terminale, alla fine, è quasi una liberazione.

Credo che l'insofferenza nasca molto anche dal peso che chi vive con il depresso si sente obbligato a portare. E questo sicuramente sfinisce e logora.

Tuttavia credo che la tendenza naturale a colpevolizzare sia più difficile da "eliminare" nel caso della depressione, perchè entrambi i soggetti (il depresso e chi gli sta accanto) sentono di avere parte e potere nella situazione.

Per esempio, per una malattia incurabile tu davvero non puoi farci niente e, dal punto di vista prettamente razionale, non hai colpa in quanto è chiaro che non sei tu la causa della malattia.

E' invece difficile scindere "la colpa", la causa della depressione tra il malato di depressione e chi lo circonda.

E proprio per la natura stessa della depressione, che non scaturisce solamente dal modo in cui il depresso vede il mondo, ma anche da come gli altri si relazionano con lui.

Per come riesco ad osservarmi io in quanto depressa, vedo che alla componente di autolesionismo si associa molto spesso anche una componente di rimprovero nei confronti degli altri che non capiscono.

Chi si relaziona con me, quindi, anche se parte ben disposto, si sente in parte accusato di essere la causa della mia depressione e, per risposta, si ritira, smette di cercare di aiutarmi sostenendo che invece la colpa è solo mia se sto così... è un meccanismo di difesa dell'altro, che il depresso non vuole capire.

E' come se ci si "rimbalzassero" continuamente le accuse e spessissimo ci si ritrova nella situazione (che io personalmente detesto) in cui il non-depresso diventa aggressivo e rimprovera e mortifica il depresso. E di qui non si esce, perchè il depresso così va sempre più giù.

La mia soluzione è tuttora quella di cercare di eliminare l'aspetto della "colpa", anche se a volte, come in questi giorni, qualcosa ancora salta fuori.

Ho dovuto accettare che chi mi sta accanto non è in grado di risolvere i miei problemi esistenziali e non ne ha colpa. Chiedo gentilmente di evitare, in questo periodo, di dirmi "non sei capace" "non ce la fai", perchè non reggo.

Ci sono delle cose che vorrei fortemente ma che non posso più avere come vorrei io.

Questo mi frustra moltissimo, ma cerco, per rispetto, di non farlo pesare, di parlarne e di trovare una soluzione. e' difficile mantenere l'equilibrio.

Ancora oscuro, per me, è il mio mortificarmi per la mia inadeguatezza.

Ho bisogno di un po' di fiducia e devo trovarla in qualche modo che ancora non ho capito.

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Ma nessuno dà la colpa al depresso, come nessuno dà la colpa al malato di cancro. Però, entrambe le situazioni ti logorano e ti sfiniscono. Nel mio caso, ad esempio, ho anche scritto che mi sentivo parecchio in colpa per la mia insofferenza verso la depressione di mio marito, come mi sarei sentita in colpa per l'insofferenza verso il cancro di mio padre e tutti i problemi che ne scaturivano, se avessi avuto modo di provarla. Purtroppo, il cancro non mi ha dato il tempo di provarla, perchè se l'è portato via in 10 mesi, se però fosse andato avanti degli anni (come è successo con la depressione), sono convinta che sarei arrivata alla fine ugualmente esausta di tutto. Non a caso, ho sentito molta gente che c'è passata dire, non senza vergogna, che la morte del malato terminale, alla fine, è quasi una liberazione.

Impa non mi riferivo a te, ovviamente non potrei esprimere pareri su una perosna singola di cui nememno conosco bene la storia! La mia era uan constatazione generaizzata!

Lo dice anche Erin ma provo a spiegarl ocon paroel mie, la differenza è "la colpa"!

La colpa che un depresso sente di avere e quella che spesso gli si attribuisce, a votle anche per esasperazione e non perchè lo si pensa davvero che sia colpevole!

Guarda quello che succede in questo forum, gente che parla di "persone che si piangono addosso", non credo affatt odirebbero uguale diun malato di cancro che magari si deprime all ostesso modo! Ma di lui possono dire che ha un motivo, il malato di depressionedi solito quel motivo non ce l'ha....o meglio non lo può spiegare, a volte nememno a se stesso!

Non recrimino nessuno eh, mi rendo conto che sia difficile ma la mia è uanconstatazione fatta per esperienza diretta e indiretta di moltissimi casi!

Per essere onesta io penso anche che alcuni depressi nonostante stiano male, cercano di aiutarsi e altri che davvero si piangomo addosso senza provare nemmeno a trovare una via d'uscita, quindi non è detto che a volte uno non ce la fa e basta, ci sono tantissimi casi!

Credo che l'insofferenza nasca molto anche dal peso che chi vive con il depresso si sente obbligato a portare. E questo sicuramente sfinisce e logora.

Tuttavia credo che la tendenza naturale a colpevolizzare sia più difficile da "eliminare" nel caso della depressione, perchè entrambi i soggetti (il depresso e chi gli sta accanto) sentono di avere parte e potere nella situazione.

Per esempio, per una malattia incurabile tu davvero non puoi farci niente e, dal punto di vista prettamente razionale, non hai colpa in quanto è chiaro che non sei tu la causa della malattia.

E' invece difficile scindere "la colpa", la causa della depressione tra il malato di depressione e chi lo circonda.

E proprio per la natura stessa della depressione, che non scaturisce solamente dal modo in cui il depresso vede il mondo, ma anche da come gli altri si relazionano con lui.

Per come riesco ad osservarmi io in quanto depressa, vedo che alla componente di autolesionismo si associa molto spesso anche una componente di rimprovero nei confronti degli altri che non capiscono.

Chi si relaziona con me, quindi, anche se parte ben disposto, si sente in parte accusato di essere la causa della mia depressione e, per risposta, si ritira, smette di cercare di aiutarmi sostenendo che invece la colpa è solo mia se sto così... è un meccanismo di difesa dell'altro, che il depresso non vuole capire.

E' come se ci si "rimbalzassero" continuamente le accuse e spessissimo ci si ritrova nella situazione (che io personalmente detesto) in cui il non-depresso diventa aggressivo e rimprovera e mortifica il depresso. E di qui non si esce, perchè il depresso così va sempre più giù.

La mia soluzione è tuttora quella di cercare di eliminare l'aspetto della "colpa", anche se a volte, come in questi giorni, qualcosa ancora salta fuori.

Ho dovuto accettare che chi mi sta accanto non è in grado di risolvere i miei problemi esistenziali e non ne ha colpa. Chiedo gentilmente di evitare, in questo periodo, di dirmi "non sei capace" "non ce la fai", perchè non reggo.

Ci sono delle cose che vorrei fortemente ma che non posso più avere come vorrei io.

Questo mi frustra moltissimo, ma cerco, per rispetto, di non farlo pesare, di parlarne e di trovare una soluzione. e' difficile mantenere l'equilibrio.

Ancora oscuro, per me, è il mio mortificarmi per la mia inadeguatezza.

Ho bisogno di un po' di fiducia e devo trovarla in qualche modo che ancora non ho capito.

Erin io credo sia giusto il tuo approccio, del cercare di evitare il rimbalzarsi colpe che probabilmente non esistono nememno! Credo sia un apsso importante di cui puoi proprio parlare con tuo marito! Fargli capire chiarametne che questo potrebbe aiutervi..

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Tuttavia credo che la tendenza naturale a colpevolizzare sia più difficile da "eliminare" nel caso della depressione, perchè entrambi i soggetti (il depresso e chi gli sta accanto) sentono di avere parte e potere nella situazione.

Per esempio, per una malattia incurabile tu davvero non puoi farci niente e, dal punto di vista prettamente razionale, non hai colpa in quanto è chiaro che non sei tu la causa della malattia.

E' invece difficile scindere "la colpa", la causa della depressione tra il malato di depressione e chi lo circonda.

Per eliminare la colpa nel caso della depressione, basta vederla per quello che è: una malattia. Ma anche se la inquadri in questo modo, dopo anni non puoi fare a meno di sentirti stanco e di dire "Basta!", è una questione di sopravvivenza, altrimenti si affonda insieme al depresso. E la stessa cosa accade quando ci si sente "liberati" dalla morte di un malato terminale.

Non credo sia tanto una questione di colpa, ma piuttosto di quanto sia difficile convivere con una persona così, come è difficile convivere con una persona malata di Alzheimer o con un malato che ha bisogno di cure continue. Sono patologie diverse, che però alla lunga stremano. Però, se si minaccia di lasciare il depresso, allora lui accusa di non capirlo e di colpevolilzzarlo (almeno mio marito mi disse così, ma in realtà io cercavo di capirlo e avevo ben chiaro che la cosa non dipendesse da lui, però non ne potevo più lo stesso), se invece si mette un vecchio malato di Alzheimer in una casa di riposo, allora si dice che non c'era scelta.

Guarda quello che succede in questo forum, gente che parla di "persone che si piangono addosso", non credo affatt odirebbero uguale diun malato di cancro che magari si deprime all ostesso modo! Ma di lui possono dire che ha un motivo, il malato di depressionedi solito quel motivo non ce l'ha....o meglio non lo può spiegare, a volte nememno a se stesso!

Si, sicuramente ci sono persone così. Io ho conosciuto solo un'altra persona malata di depressione e che purtroppo, alla fine, si è suicidata. Da quello che mi hanno detto, era seguita ed amata e nessuno la colpevolizzava, però in effetti sono cose che mi hanno solo riferito. Se tu hai varie esperienze dirette ed indirette, allora sarà come dici, però mi chiedo: a volte potrebbe essere che il depresso si sente oggetto di accuse anche quando queste non ci sono, proprio perchè la depressione lo porta a soffrire di manie di persecuzione (forse non è proprio il termine adatto, ma era solo per rendere l'idea di ciò che voglio dire)?

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Si, sicuramente ci sono persone così. Io ho conosciuto solo un'altra persona malata di depressione e che purtroppo, alla fine, si è suicidata. Da quello che mi hanno detto, era seguita ed amata e nessuno la colpevolizzava, però in effetti sono cose che mi hanno solo riferito. Se tu hai varie esperienze dirette ed indirette, allora sarà come dici, però mi chiedo: a volte potrebbe essere che il depresso si sente oggetto di accuse anche quando queste non ci sono, proprio perchè la depressione lo porta a soffrire di manie di persecuzione (forse non è proprio il termine adatto, ma era solo per rendere l'idea di ciò che voglio dire)?

(ho capito cosa intendi con quel termine) io credo di si! Non è che voglio dire assolutamente che è sempre colpa di chi sta accanto al depresso! anzi mi apre di averlo spiegato anche nel post sopra.

ci sono quei depressi che davvero no vogliono essere aiutati, e caspita è vero che è una malattima ma è anche vero che il coniuge (o chi sta accanto) a un certo punto devo anche salvaguardare se stesso!

Non volevo assolutamente dire che è sempre colpa di chi sta accanto Impa, anzi guarda ti dico subito che io ho un'amica fortemente depressa che pensa che tutto il mondo è contro di lei, è così convinta che è difficile argmentare, perchè lei pare restarci male, pare che non la si comprende! Si chiede a riccio! Anchee a volerglielo spiegare con le buone!

Ora che lei reagisca così lo comprendo, lo facevo anche io, la differenza però che io vedo è che io dopo ci ragionavo su e a volte anche se non l'ammettevo provavo a seguire quei consigli, per capire per sondare quanto fosse vero che stavo perdendo il contatto con la realtà!

La mia amica è evidente non lo fa, anzi peggiroa di giorno in giorno!

Capisco in questi casi che chi sta sempre accanto ha difficoltà a rapportarsi!

Io più sopra, denunciavo semplicemente il fatto che in generale in società, il depresso è poco compreso! Facevo l'esempio delle critiche mosse nello stesso forum, di chi parla di persone che si piangono addosso! Ed era una generalizzazione assoluta! Si parlasse di una persona in particoalre potrei pure capire, qualcuno che si piange addosso ci sarà!

Se si parla di un malato per motivi fisici, ben evidenti, ecco tutta la comprensione ded mondo!

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Io più sopra, denunciavo semplicemente il fatto che in generale in società, il depresso è poco compreso! Facevo l'esempio delle critiche mosse nello stesso forum, di chi parla di persone che si piangono addosso! Ed era una generalizzazione assoluta! Si parlasse di una persona in particoalre potrei pure capire, qualcuno che si piange addosso ci sarà!

LeggendoVi la cosa mi riesce ora di vederla un po' più chiara.

Digi ha reso bene l'idea di come può collocarsi il mondo del depresso nel mondo degli altri.

Io invece ero ancora un po' chiusa nella convinzione che per farsi capire ci volessero sforzi immani. Ossia che, almeno per farsi accettare come malati "veri" si dovesse dimostrare chissà che cosa.

Il quadro che proponete mi è di conforto.

Vorrei soltanto aggiungere una cosa su cui vorrei la vostra opinione.

E riguarda proprio la difficoltà di capire il depresso a parte di chi non lo è. Il perchè molti non riescono ad accettare questa come una malattia vera e propria.

La risposta che mi dò al momento è questa: perchè la depressione è una malattia della volontà.

Ed essendo tale è difficile non legarla alla "colpa". Perchè, solitamente, una malattia ha una causa estranea alla volontà. E' assurdo pensare che uno "voglia ammalarsi" e poi non "voglia guarire".

Se facciamo il confronto con una malattia "normale", questa, una volta che si manifesta, non è più legata solo alla volontà dell'individuo. Per esempio, se io sono un'alcolista che beve e poi mi viene la cirrosi epatica, sicuramente anche se VOGLIO fortemente guarire, non posso soltanto con la volontà. La volontà mi aiuterà a prendere i farmaci per guarire, ma da sola non è sufficiente. Perciò diciamo che la volontà non è costretta ad agire "da sola".

Con la depressione, invece, tutto si esaurisce in un'unica cosa: la volontà, che è causa, mantenimento dello stato ed insieme anche potenziale unica cura.

Allora mi chiedo, come faccio a guarire dalla depressione con la volontà, se la depressione E' una malattia della volontà?

Perdonate il giro di parole.

E' questo che molti non capiscono, che non si può curare qualcosa che è malato semplicemente con con la stessa cosa, anche lei malata.

L'atteggiamento dei più, pertanto, secondo me è riassunto bene nella frase:

"Chi è causa del suo mal, pianga se stesso"

Come se la Volontà umana non potesse e non DOVESSE mai ammalarsi.

Per fortuna c'è chi va oltre.

Grazie a tutte e due.

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Erin ti poni delle domande molto difficili,specialmente quella sul come guarire una malattia, se lo strumento di cui ci si potrebbe servire è la stessa malattia! Non ho delel risposte, ci ptoremmo ragionare su!

Io però non penso che la depressione sia proprio la malattia della volontà, nel senso che quella ci può essere o non essere per guarire, e infatti c'è genteche fa di tutto, altra che si lascia andare, dipende anche da quanto male si sta ovviamente!

Credo che la depressione nasce anche da una serie di fattori che si sommano negli anni fino a esplodere in uno stato depressivo!

La volontà è improtante ma non credo sia la cura. Altrimenti staremmo davvero messi male e invece tanta gente ce la fa a uscirne!

Io credo che la depressione è difficile da accettare come malattia, perchè riguarda la mente, perchè riguarda l'anima! Il depresso con tutte le sue domande esistenziali, pone chi gli sta accanto in maniera forzata di fronte alle stesse domande!!! Si può capire che le difese sono fortissime!!!

Questo in generale però, in quanto credo che altre volte il depresso viene compreso, solo che stargli accanto è semplicemente difficile per la sua negatività, il pessimismo che spesso la fanno da padroni!

almeno la mia esperienza è stata quella, io vedevo mio marito che a volte era semplicemente stanco di vedermi star male e di "rovinare" in questo modo ogni cosa! Una delle cose che mi ha aiutato in certi momenti difficili con lui (compresa con l'analisi) è stato ammettere di essere diventnata pesante e chiedergli se con gentilezza mi spiegasse cosa per l'ennesima volta lo aveva irritiato! Insomma parlavamo della nostra, irritazione, rabbia, stanchezza e preocccupazione nei confronti dell'altro, dicendocelo nel modo più sincero possibile ma anche con toni pacati ,senza urlarci addosso! Ci è servito a comprenderci meglio e ad attenuare i sensi di colpa! anche lui ne aveva tanti! Sentiva addirittura di poter essere la causa dei miei problemi!

Anche rispetto alla psicoterapia, a volte mi chiedeva "ma perchè non funziona"? E io gli dicevo che non era vero che non funzionava, che se finalmente stavamo lì a parlarne senza litigare era perchè stava funzionando, gli chiedevo di DI FIDARSI DI ME !!! E lui a volte ci riusciva altre no!

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Io più sopra, denunciavo semplicemente il fatto che in generale in società, il depresso è poco compreso! Facevo l'esempio delle critiche mosse nello stesso forum, di chi parla di persone che si piangono addosso! Ed era una generalizzazione assoluta! Si parlasse di una persona in particoalre potrei pure capire, qualcuno che si piange addosso ci sarà!

Si, sono d'accordo. La depressione è tanto varia quante sono le persone che ne soffrono. E le critiche mosse sul forum erano assolutamente generiche.

La risposta che mi dò al momento è questa: perchè la depressione è una malattia della volontà.

Io non credo che la depressione sia una malattia della volontà. Per quello che ho potuto capire negli anni in cui ne ha sofferto mio marito (anni in cui mi sono documentata un po' come ho potuto, perchè non è certo il mio campo e non ne ho mai parlato con un esperto), l'ho intesa più come una "malattia del cervello", o meglio del sistema di comunicazione del cervello che, colpito da depressione, non riesce più a vedere le cose belle che ci sono intorno, ma vede solo le brutte. Il depresso non vede le gioie della vita, si rende conto che ci sono ma non riesce a farle sue, vede solo le negatività e se anche uno glielo fa notare e capisce che, in effetti, avrebbe dei motivi per essere felici, non riesce a goderne lo stesso, perchè il "brutto" prende il sopravvento sul "bello". E' un male interiore che ti prende e chi ne soffre si sente senza scampo, proprio perchè non riesce a vedere le vie di fuga, che in realtà ci sono. Ricordo che lessi che è come se il cervello andasse in black-out, per cui il soggetto non riesce a reagire proprio perchè il suo cervello (cioè lui) non glielo permette. La volontà, di conseguenza, è azzerata, ma questa è appunto una conseguenza, non la causa. Le cause sembra siano molteplici: fattori ormonali, squilibri nei neurotrasmettitori, pressioni esterne che magari innescano un meccanismo biologico (ormoni e neurotrasmettitori) che portano a falsare la realtà e altro ancora che non ricordo. Per questo gli antidepressivi vanno ad agire proprio sugli ormoni e sui neurotrasmettitori. E per questo chi ha sofferto di depressione è a rischio ricadute: perchè, almeno così sembra, il suo cervello è portato a soffrirne.

Certo è che se uno si limita a osservare il depresso che piange tutto il giorno senza cercare di approfondire le cause del suo malessere, può essere portato a dire che non ha volontà, non ha voglia di reagire, che se volesse ce la potrebbe fare, ecc. ecc. Ma questa è superficialità in chi osserva, non colpa in chi soffre.

Per quello che è stata la mia esperienza, ti posso dire che mio marito ha avuto bisogno di uno scossone per decidere a curarsi. Finché non è arrivato quello scossone, passava il tempo a capire che era depresso, ma a non fare assolutamente nulla per curarsi. Dopo essersi preso paura, invece, ha deciso di reagire ed è partito dalle medicine, una volta sentitosi meglio con le medicine, ha iniziato anche degli incontri costruttivi con lo psicologo (che c'erano anche prima, le medicine gliele ha prescritte lui, ma diciamo che non erano costruttivi proprio a causa della depressione che lui non curava) e alla fine, finalmente e dopo parecchio tempo, ne è uscito.

Ma è una malattia talmente varia che non credo si possa stabilire un percorso standard per uscirne, ognuno deve trovare il proprio, solo che la stessa depressione è così subdola che solitamente è proprio lei che impedisce al malato di trovare la propria via d'uscita.

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Ma è una malattia talmente varia che non credo si possa stabilire un percorso standard per uscirne, ognuno deve trovare il proprio, solo che la stessa depressione è così subdola che solitamente è proprio lei che impedisce al malato di trovare la propria via d'uscita.

quoto!!!! Il problema è proprio questo...

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Ma è una malattia talmente varia che non credo si possa stabilire un percorso standard per uscirne, ognuno deve trovare il proprio, solo che la stessa depressione è così subdola che solitamente è proprio lei che impedisce al malato di trovare la propria via d'uscita.

sì, sono d'accordo anch'io su questo. Diciamo allora che la depressione può impedire la volontà di guarire. E' come una specie di parassita della mente.

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Sicuro quello che ti ha detto in modo così diretto (sbagliando) e' dovuto ad una sua nn più sopportazione della tua depressione,ma ciò a te nn aiuta minimamente,xche al depresso nn e' che dicendogli così lo si rimette in riga,anzi!!

Sicuro lui e' saturo di questa situazione che dici si trascina da anni,ma quello che mi domando e' il xche tu sei depressa.

Questo e' quello che veramente conta xche se nn curi questo male nn si sblocchera' nulla in te e di conseguenza nei rapporti che hai e potrai avere. Conosco bene la depressione,io senza accorgermene ci sono andato grazie alla mia ex moglie e i suoi pressing impossibili,arrivato quasi a kanciarsi dal balcone pieno di medicine,ne sono uscito fuori, con il finto aiuto della mia ex che si mi aiutava,ma nn realizzava che era proprio lei con le sue richieste impossibili a farmela venire.mi sono sfanculato dalla mia ex e ho capito molte cose che prima che ero succube di tale situazione nn riuscivo a vedere o capire. Pensa che ora io di lei dico: "nn amerò più così tanto da farmi venire la depressione x richieste impossibili da chi ami" e lei dice a me che nn amera' più nessuno come me x quanto mi e' stata appresso (peccato che lei nn ha mai sofferto di anzia o depressione,ma quella vera,nn la cazzatella di due settimane , anzi,più autostimata di lei poche ne conosco,a momenti direi quasi inritante ormai quando capita che ci incontriamo xche si pensa di essere l'unica donna al mondo e che ho perso chissà che e quindi ho capito che nn potrà mai capire come mi aveva ridotto!) Se vai ben a vedere le cose, e' un cane che si morde la coda,il depresso deve riprendersi da solo con l'aiuto di un medico,chi e' attorno cerca di autare o magari neanche si accorge di peggiorare,ma una cosa e' certa,dopo che la depressione e' passata,i conti con chi e' stato veramente vicino senza influenzare in negativo e chi invece e' stato vicino solo xche si sentiva in obbligo a starti vicino e quindi magari inciscuamente a tratti aumentava anche la nostra anzia,vengono tutti a capo nn riconoscendosi più xche l'exdepresso nn lo sta più e sta più in vigore,chi e' stato vicino invece si stente spaccato e le cose appunto si invertono.

Spero tramite la

mia esperienza di averti illuminato un cincinino.

Un abbraccio.

Ciao!

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Sicuro quello che ti ha detto in modo così diretto (sbagliando) e' dovuto ad una sua nn più sopportazione della tua depressione,ma ciò a te nn aiuta minimamente,xche al depresso nn e' che dicendogli così lo si rimette in riga,anzi!!

Sicuro lui e' saturo di questa situazione che dici si trascina da anni,ma quello che mi domando e' il xche tu sei depressa.

Questo e' quello che veramente conta xche se nn curi questo male nn si sblocchera' nulla in te e di conseguenza nei rapporti che hai e potrai avere. Conosco bene la depressione,io senza accorgermene ci sono andato grazie alla mia ex moglie e i suoi pressing impossibili,arrivato quasi a kanciarsi dal balcone pieno di medicine,ne sono uscito fuori, con il finto aiuto della mia ex che si mi aiutava,ma nn realizzava che era proprio lei con le sue richieste impossibili a farmela venire.mi sono sfanculato dalla mia ex e ho capito molte cose che prima che ero succube di tale situazione nn riuscivo a vedere o capire. Pensa che ora io di lei dico: "nn amerò più così tanto da farmi venire la depressione x richieste impossibili da chi ami" e lei dice a me che nn amera' più nessuno come me x quanto mi e' stata appresso (peccato che lei nn ha mai sofferto di anzia o depressione,ma quella vera,nn la cazzatella di due settimane , anzi,più autostimata di lei poche ne conosco,a momenti direi quasi inritante ormai quando capita che ci incontriamo xche si pensa di essere l'unica donna al mondo e che ho perso chissà che e quindi ho capito che nn potrà mai capire come mi aveva ridotto!) Se vai ben a vedere le cose, e' un cane che si morde la coda,il depresso deve riprendersi da solo con l'aiuto di un medico,chi e' attorno cerca di autare o magari neanche si accorge di peggiorare,ma una cosa e' certa,dopo che la depressione e' passata,i conti con chi e' stato veramente vicino senza influenzare in negativo e chi invece e' stato vicino solo xche si sentiva in obbligo a starti vicino e quindi magari inciscuamente a tratti aumentava anche la nostra anzia,vengono tutti a capo nn riconoscendosi più xche l'exdepresso nn lo sta più e sta più in vigore,chi e' stato vicino invece si stente spaccato e le cose appunto si invertono.

Spero tramite la

mia esperienza di averti illuminato un cincinino.

Un abbraccio.

Ciao!

Ciao, grazie.

Ho in mente una risposta molto lunga e articolata, che richiama diverse cose che mi hai detto.

Appena avrò un attimo più di tempo ti risponderò.

Ciao!

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Sicuro quello che ti ha detto in modo così diretto (sbagliando) e' dovuto ad una sua nn più sopportazione della tua depressione,ma ciò a te nn aiuta minimamente,xche al depresso nn e' che dicendogli così lo si rimette in riga,anzi!!

Sicuro lui e' saturo di questa situazione che dici si trascina da anni,ma quello che mi domando e' il xche tu sei depressa.

Ciao testafusa,

inizio a risponderti in parte.

E per farlo ti rimando ad una risposta che ho scritto poco fa ad Egocentrum, che mi sembra abbastanza chiarificatrice nei riguardi di questo aspetto.

Vai alla sezione "Argomenti" e cerca il topic "Non essere mai piaciuto ad una donna a 30 anni suonati", la risposta è quella mia di oggi 6 nov. con l'ora delle 4 circa.

Buonanotte, se stai dormendo :)

Io stanotte non ho sonno.

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erin

Io invece ero ancora un po' chiusa nella convinzione che per farsi capire ci volessero sforzi immani. Ossia che, almeno per farsi accettare come malati "veri" si dovesse dimostrare chissà che cosa.

io nn credo sia cosi'.

io penso che amici o parenti molte volte chiudono gli occhi

o fanno finta di nn capire perche'nn sanno cosa fare, oppure

hanno paura e vogliono evitare la realta'!!

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io nn credo sia cosi'.

io penso che amici o parenti molte volte chiudono gli occhi

o fanno finta di nn capire perche'nn sanno cosa fare, oppure

hanno paura e vogliono evitare la realta'!!

Ti dirò... sul fatto che i parenti chiudono gli occhi perchè non sanno cosa fare...hai ragione.

I miei fanno così. E non credo sia perchè non mi vogliono bene... è proprio perchè non sanno cosa fare.

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