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I test psicologici: chi può usarli?


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Un cordiale saluto a tutti i colleghi che decideranno di accedere a questo spazio del forum di Psiconline.

Come già esplicitato nella nota informativa del forum, desideriamo che qui si crei un contatto diretto fra professionisti della psicologia e della psicoterapia e che si possa dibattere insieme delle prospettive e dei problemi della professione.

Contiamo che diventi uno spazio fecondo dove ciascuno possa contribuire con le sue capacità e ciascuno possa soddisfare i propri bisogni a livello professionale.

Di nuovo Benvenuti.

La Redazione

Buongiorno carissimi colleghi,

vorrei aprire con una questione fondamentale: ci hanno sempre insegnato che i test psicologici sono materia dello psicologo, ovvero non possono essere somministrati, nè tanto meno intepretati da altre figure professionali.

Ho visto però che sul sito wwww.psychomer.it, si parla di test per il pedagogista, o come leggere la WISC (Strumenti per il pedagogista: Imparare a leggere la WISC III) e vorrei capire quindi se figure come queste sono da vedere come collaboratori oppure come concorrenti.

grazie.

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Buongiorno carissimi colleghi,

vorrei aprire con una questione fondamentale: ci hanno sempre insegnato che i test psicologici sono materia dello psicologo, ovvero non possono essere somministrati, nè tanto meno intepretati da altre figure professionali.

Ho visto però che sul sito wwww.psychomer.it, si parla di test per il pedagogista, o come leggere la WISC (Strumenti per il pedagogista: Imparare a leggere la WISC III) e vorrei capire quindi se figure come queste sono da vedere come collaboratori oppure come concorrenti.

grazie.

Cara Collega,

sono andato a vedere il sito di cui parli e l'articolo che citi, scritto da una "pedagogista clinica" in formazione.

L'autrice scrive che vi sono alcuni test utilizzabili esclusivamente dallo psicologo ed altri che invece possono essere utilizzati dai pedagogisti o da altre categorie e pone anche una questione di "semplicità" o meno dei reattivi.

E' ovvio che il problema importante è quello della "sommnistrazione" e della "interpretazione diagnostica".

L'autrice dell'articolo afferma che il pedagogista non può somministrare ad esempio una WISC ma deve saperla "leggere".

"Leggere" nel senso di capire lo strumento nei suoi meccanismi e nei suoi risultati non mi sembra un problema. Interpretarlo ed utilizzarlo a fini diagnostico-riabilitativi sì!

Credo che qui la nostra competenza esclusiva debba essere affermata con forza per cui spero che altri colleghi, che man mano si avvicinano a questo spazio che muove ora i suoi primi passi, vogliano partecipare e contribuire al dibattito con le loro idee in modo da poter avere un confronto ampio ed articolato su questo specifico argomento.

Luigi

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Caro Luigi,

infatti questo era uno spunto per una discussione più ampia.

Le differenze tra le copentenze proprie dello psicologo e quelle di altre figure professionali sembrano sempre più assottigliarsi.

Come dici tu serve ribadire con forza e soprattutto con compatezza di categoria, quali sono i nostri peculiari interventi

in ogni settore in cui operiamo.

Mi auguro di sentire più voci su questo delicato ed importantissimo argomento.

un saluto a tutti

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Cari colleghi.

Ritengo che alcuni test possano essere adoperati anche da docenti. Certo però che occorre che si preparino ad usarli. Mi riferisco a test di efficienza mentale, il WISC già è più scientifico, ma pensate ad esempio al Mosaico di Gille, sia nella forma per 6-11 anni sia nella forma 3-6. E' abbastanza facile anche somministrarlo, cum granu salis, perché occorre a volte "adattare" la consegna degli items al linguaggio adoperato dal soggetto, che varia da regione a regione o da paese a paese, ma soltanto in minima parte. Oggetti che servono per sedersi, la divisione impari, l'ago e gli altri utensili che servono per cucire, alcuni oggetti che non sono più adoperati e ai quali il test fa riferimento perché il mosaico di Gille è antico, è vecchio.

D'altronde i test sono vecchi perché hanno bisogno di un certo tempo per acquisire quella validità che è indispensabile ad uno strumento che poi deve contribuire a confermare una diagnosi che in modo intuitivo l'insegnante ha già dato, ma che va comunque verificata da strumenti (test<) appositamente costruiti. Né si può pensare che tutto possa essere scoperto e compreso soltanto con la somministrazione di un test o più test.

Tutto questo che ho detto vale comunque per alcuni test di efficienza mentale. Per i test di personalità il discorso cambia perché l’interpretazione va data in conformità a una dottrina ben conosciuta, sia in sede teorica, sia in sede clinica.

Poi è anche vero che si stanno allentando le maglie dell’attività esclusiva dello psicologo. Pensate ai counselor. Ce ne sono di tutti i tipi e vengono preparati da scuole che accettano ogni titolo di studio, anche i non accademici. Questo dovrebbe mettere in allerta gli psicologi, perché nel chiuso dei loro studi i counselor fanno di tutto, voglio dire che fanno psicoterapia, “psicoanalisi” e prescrivono ricette di cucina.

In barba alla legge, ai codici deontologici, specie quello degli psicologi che può mettere in stato di accusa uno psicologo che “rompe” e quindi per ridurlo al silenzio lo zittisce con un’accusa da santa inquisizione.

Buona domenica.

Antonio

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