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quando un disordine dell'alimentazione può definirsi patologia???


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forse fanno dei test, sul nostro senso di inferiorità! :Talking Ear Off:

alle altre rispondono subito :Shame On You: qui si fanno preferenze nn è giusto! :Waiting:

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più che altro strombazzano queste nuove sezioni con gli esperti... ma non mi sembra che questi esperti stiano dando un grosso contributo.

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più che altro strombazzano queste nuove sezioni con gli esperti... ma non mi sembra che questi esperti stiano dando un grosso contributo.

si infatti, sono già spariti tutti

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Salve.

Abbiamo più volte chiesto di evitare gli OT e ancora una volta ci troviamo a doverlo ricordare.

Gli OT spezzano il discorso e rendono difficile (e spesso anche inutile) la partecipazione di altri al dibattito.

Se poi chi deve partecipare è anche professionalmente impegnato (e quindi non ha tempi rilevanti da dedicare alla presenza sul forum) l'OT diventa un reale impedimento e un concreto invito a fare altro.

Per questo, lo ripetiamo per l'ultima volta, in particolare in questi spazi dedicati al confronto con gli esperti, cancelleremo tuuti gli OT.

Non per censura ma per regola.

Un saluto

La Redazione

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in un una depressione si può inserire un disturbo alimentare??

e con gli antidepressivi si può curare ? :mellow:

grazie

Credo proprio di si.

Una delle sintomatologie della depressione è proprio la difficoltà a relazionarsi con il cibo, sia in senso di una scarsa assunzione che in senso di una assunzione eccessiva.

I farmaci aiutano il problema primario (la depressione) e quindi, di conseguenza, anche quello secondario (l'assunzione anomala di cibo). Ma, in ogni caso, io credo che non sia l'elemento risolutivo di un quadro depressivo.

Luigi

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in un una depressione si può inserire un disturbo alimentare??

e con gli antidepressivi si può curare ? :mellow:

grazie

Certamente. La persona depressa perde vitalità ed interessi. In questa direzione può sviluppare una tendenza anoressica: umore nero, perdita di appetito. Al contrario, quale risposta sovracompensativa (cioè eccessiva), al fine di combattere (illusoriamente) la depressione, può sviluppare tendenze sia alla bulimia, sia al sovrappeso, sia all'obesità vera e propria. L'uso degli antidepressivi può curare ovviamente la depressione e, indirettamente, il disturbo alimentare. Il tutto però in stretta connessione con un supporto psicoterapeutico, e soprattutto sotto stretto controllo specialistico: il "fai da te" non solo è sconsigliato ma è da bocciare, anche perché i dosaggi farmacologici sono in funzione della diagnosi, che solo un esperto può formulare in modo corretto.

Luciano Peirone

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Salve.

Abbiamo più volte chiesto di evitare gli OT e ancora una volta ci troviamo a doverlo ricordare.

Gli OT spezzano il discorso e rendono difficile (e spesso anche inutile) la partecipazione di altri al dibattito.

Se poi chi deve partecipare è anche professionalmente impegnato (e quindi non ha tempi rilevanti da dedicare alla presenza sul forum) l'OT diventa un reale impedimento e un concreto invito a fare altro.

Per questo, lo ripetiamo per l'ultima volta, in particolare in questi spazi dedicati al confronto con gli esperti, cancelleremo tuuti gli OT.

Non per censura ma per regola.

Un saluto

La Redazione

Ovviamente, gli esperti non spariscono... lavorano! Dopo aver scritto sul forum, tornano ai pazienti, fanno supervisione, insegnano, fanno formazione, scrivono altri libri, scrivono altri articoli, partecipano ai convegni scientifici (portando contributi e/o aggiornandosi), fanno diagnosi e terapia, etc. etc. Non sono onnipotenti... Fanno quello che possono! Per le risposte bisogna avere pazienza...

Luciano Peirone & Elena Gerardi

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Credo proprio di si.

Una delle sintomatologie della depressione è proprio la difficoltà a relazionarsi con il cibo, sia in senso di una scarsa assunzione che in senso di una assunzione eccessiva.

I farmaci aiutano il problema primario (la depressione) e quindi, di conseguenza, anche quello secondario (l'assunzione anomala di cibo). Ma, in ogni caso, io credo che non sia l'elemento risolutivo di un quadro depressivo.

Luigi

che io sappia, i farmaci antidepressivi, specialmente quelli che agiscono sulla regolazione della serotonina, hanno anche un qualche tipo di relazione sull'appetito e la sensazione di sazietà.

ora, siccome non mi ricordo se sta relazione è diretta o inversa ( :Whistle: ), per evitare di sparare minchiate mi fermo qui; era per dire però che oltre a questa di correlazione, cè anche quella legata più strettamente ai farmaci.

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Ovviamente, gli esperti non spariscono... lavorano! Dopo aver scritto sul forum, tornano ai pazienti, fanno supervisione, insegnano, fanno formazione, scrivono altri libri, scrivono altri articoli, partecipano ai convegni scientifici (portando contributi e/o aggiornandosi), fanno diagnosi e terapia, etc. etc. Non sono onnipotenti... Fanno quello che possono! Per le risposte bisogna avere pazienza...

Luciano Peirone & Elena Gerardi

detta cosi può sembrare che quelli che ci scrivono sul forum non c'hanno niente da fare :Just Kidding:

secondo me c'erano altri modi per comunicare il messaggio, però vabbuono lo stesso (pe sta volta) :sweat:

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detta cosi può sembrare che quelli che ci scrivono sul forum non c'hanno niente da fare :Just Kidding:

secondo me c'erano altri modi per comunicare il messaggio, però vabbuono lo stesso (pe sta volta) :sweat:

-_- e menomale che son psicologi...

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che io sappia, i farmaci antidepressivi, specialmente quelli che agiscono sulla regolazione della serotonina, hanno anche un qualche tipo di relazione sull'appetito e la sensazione di sazietà.

ora, siccome non mi ricordo se sta relazione è diretta o inversa ( :Whistle: ), per evitare di sparare minchiate mi fermo qui; era per dire però che oltre a questa di correlazione, cè anche quella legata più strettamente ai farmaci.

Ma senti senti, sicuro?

Zioè, se io piglio un anti-depressivo, secondo te, mangio di più o di meno?

Se mangio poco, mangerò di più, o meglio, se mangio tanto , di meno.

Ma se io mi mangio un kilo di yoghurt,a pranzo, per esempio, lo si può definire abbuffata?

Sono seria, eh?, non dubitate, perchè ci sono tanti modi di alimentarsi.

C'è chi mangia poco e spesso, c'è chi mangia di notte, c'è chi mangia le pizze, ( io ho visto il mio analista abbuffarsi su un pezzo di pizza in piedi, chè pareva bulimico), c'è chi vive a caffè..

Come si fa a dire che uno ha un disturbo alimentare?

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Credo proprio di si.

Una delle sintomatologie della depressione è proprio la difficoltà a relazionarsi con il cibo, sia in senso di una scarsa assunzione che in senso di una assunzione eccessiva.

I farmaci aiutano il problema primario (la depressione) e quindi, di conseguenza, anche quello secondario (l'assunzione anomala di cibo). Ma, in ogni caso, io credo che non sia l'elemento risolutivo di un quadro depressivo.

Luigi

grazie per le risposte così celeri, che mi avete dato :D:

allora , per trovare un equilibrio con il cibo , come si fa???

io ad esempio se prendo degli antidepressivi mangio tantissimo solo alla sera in modo sproporzionato , senza farmaci mi si chiude lo stomaco e nn mi va più giu nirnte!!! ù

che devo fare????

grazie per le eventuali risposte :Nerd:

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Credo proprio di si.

Una delle sintomatologie della depressione è proprio la difficoltà a relazionarsi con il cibo, sia in senso di una scarsa assunzione che in senso di una assunzione eccessiva.

I farmaci aiutano il problema primario (la depressione) e quindi, di conseguenza, anche quello secondario (l'assunzione anomala di cibo). Ma, in ogni caso, io credo che non sia l'elemento risolutivo di un quadro depressivo.

Luigi

weeeeeeeee luigi ,finalmente si ha l'onore di leggere i tuoi commentiiJust%20Kidding.gif!!

ci hai sempre ripresi ( giustamente) e noi bimbi ci siam sentiti sempre bastonati. :teasin1125tc:

hai deciso di metterti nella mischia e con cio' dai l'opportunita' a noi di usare

la carota ed il bastone contro di te con i giusti limiti . .....hombre, e' tempo di vendetta !!:girl_devil::icon_nav1:

avrei una domanda,

parli di depressione cronica od occasionale?

thanksss

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Ma senti senti, sicuro?

Zioè, se io piglio un anti-depressivo, secondo te, mangio di più o di meno?

Se mangio poco, mangerò di più, o meglio, se mangio tanto , di meno.

Ma se io mi mangio un kilo di yoghurt,a pranzo, per esempio, lo si può definire abbuffata?

Sono seria, eh?, non dubitate, perchè ci sono tanti modi di alimentarsi.

C'è chi mangia poco e spesso, c'è chi mangia di notte, c'è chi mangia le pizze, ( io ho visto il mio analista abbuffarsi su un pezzo di pizza in piedi, chè pareva bulimico), c'è chi vive a caffè..

Come si fa a dire che uno ha un disturbo alimentare?

se le tue domande vanno riferite ai "disturbi dell'alimentazione", sono prive di senso :Tounge: , in quanto quasi mai, in questi casi, la patologia dipende da fattori legati alla fame e al nutrimento (sazieta e simili), ma ce ne sono in gioco tutt'altri, prevalentemente emotivi.

inoltre, se le diagnosi di disturbo alimentare si basassero su come se magna la pizza o se beve er caffe, credo che più della metà della popolazione italiana ne sarebbe affetta (io da ricoverare d'urgenza :D: ).

riguardo alla tua domanda sull'antidepressivo, al momento ti posso solo dire che gli effetti non ne inizi a vedere subito, ma dopo un paio di settimane.

poi se mangi di più o di meno, me lo devo andare a rivedere (:Whistle: ), fermo restando che sta correlazione non è l'unica, ma una delle possibili, e non onni-presente (nel senso che non produce a tutti gli stessi effetti, come per ogni farmaco del resto).

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Sì,infatti la maggior parte della gente che conosco si potrebbe definire affetta da disturbi alimentari,perchè nella nostra società, non si mangia quasi mai per vera fame.

Ci sono i tre pasti regolari, colazione pranzo e cena, il cibo procurarselo è facile,già pronto in vaschetta..

Poi ci sono i cioccolatini, che si bruciano naturalmente con 80 km di bicicletta, ecc.

Io non so come facciate a identificare proprio un disturbo alimentare, in base a fattori emotivi.

Metti che io mi "gratifichi" con tre cioccolatini al posto di una scopata, se io non lo percepisco come disagio, non è un disturbo, è un pasto sostitutivo, caro Egocentrum, e non ho bisogno degli psicofarmaci.

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chi ha un disturbo alimentate è ossessionato dal cibo (sia che ne assuma troppo o troppo poco) e dal proprio peso e/o immagine corporea che spesso percepisce in maniera distorta.

le persone con disturbi alimentari gravi passano le giornate a contare le calorie, a digiunare, oppure a mangiare e vomitare... so di persone che passano giornate intere a mangiare e vomitare. oppure ci sono le abbuffare nelle quali si ingeriscono quantità di cibo abnormi, molto superiori alla media, con addirittura il rischio di lacerare lo stomaco, nei casi più estremi.

poi ci sono casi meno gravi, ma che hanno come constante il disagio verso il cibo e verso il proprio corpo.

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sì, questi sono i casi conclamati, diciamo, ma nel mezzo si collocano una marea di persone in peso norma, che proprio non manifestano niente, nè abbuffate, nè digiuni, nè ossessioni, eppure ce l'hanno lo stesso, il disturbo!

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non penso, se non hanno nessun tipo di ossessione verso il peso, il corpo e il cibo...non hanno disturbi alimentari.

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Io ho notato, per esempio, che il cibo e il corpo sono argomenti preferiti per moltissimi.

Le diete, la pancia, il corpo, le calorie, lo sport, la golosità, e l'alimentazione sana, e le verdure e chi più ne ha più ne metta, sono al centro delle conversazioni quotidiane, soprattutto delle donne.

Sarà un fatto di disturbo?

Si conversa parlando di quel che si mangia.

E non è gente in cura.

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se per questo ho una parente fissata con i cibi naturali, la macrobiotica e chi più ne ha più ne metta.

ho sempre pensato fosse ossessiva, e recentemente ho scoperto che la psicologia ha riconosciuto come patologiche anche le ossessioni per il "cibo sano", ortoressia si chiama. ma anche in questo caso, il dato patologico è proprio nel pensiero ossessivo. sono tutte forme di controllo... cercare di controllare l'incontrollabile (la propria ansia, l'angoscia, la vita stessa) attraverso il controllo ossessivo del peso, o del tipo di cibo che si assume. li pensiero si focalizza su questo, e così non cade sugli aspetti angoscianti e incontrollabili della vita.

o invece nella bulimia di fronte all'ansia, alle angoscie, ci si butta sul cibo, in un rito che permette di "non pensare"...

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