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miamissy

Fobia sociale.

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Salve a tutti.

Sono una ragazza di 26 anni con una lunga storia di disturbi dell'alimentazione ed autolesionismo alle spalle.Soffro di questi disturbi da quando ero un'adolescente ed anche se li ho quasi del tutto superati vivo sempre con un gran malessere interiore alteranati a periodi di quasi normalità.Ho lettodi questa "fobia sociale" e forse ho trovato una risposta alle domande che mi ponevo da tempo.Sono una ragazza che vorrebbe stare in compagnia,uscire,fare tutto quello che fanno le altre persone ed invece non riesco.Inizialmente non riuscivo soltanto a parlare in pubblico,mangiare davanti alle persone etc...adesso invece non riesco quasi più ad uscire di casa neanche per comprare il pane,o mi sento profondamente a disagio nel ricevere a casa anche i membri della mia famiglia.Questa situazione mi soffoca e non so come devo comportarmi.Capisco che è stupido da parte mia comportarmi così ma il disagio nello stare a contatto con le persone è così forte da rendermi impossibile lo svolgere la vita quotidiana.Da poco è scomparsa mia madre e la situazione è notevolmente peggiorata.Volevo chiedere se,qualcuno di voi ha esperienza o sa qualcosa in merito a questa fobia sociale.

Grazie in anticipo.

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Ciao miamissy, sei o sei stata seguita per i tuoi disturbi alimentari? Se si con che tipo di terapia e per quanto tempo?

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Ciao miamissy,

non saprei aiutarti riguardo ai tuoi disturbi di alimentazione, ma per la fobia sociale se vuoi possiamo parlarne.

Anch'io potrei quotare la tua frase dicendo che sono un ragazzo "che vorrebbe stare in compagnia,uscire,fare tutto quello che fanno le altre persone ed invece non riesco".

La mia fobia, probabilmente, non è profonda come la tua, perché nel mio caso si tratta più che altro di una forte ansia che in determinare circostanze riesco anche a superare.

Non posso negare, comunque, che anche se supero i miei blocchi, ho come una barriera che mi impedisce quasi sempre di aprirmi e attirare gli altri. Ne ho parlato meglio in un thread, aperto qualche giorno fa.

Hai mai provato a chiederti il perché di questa paura? Io l'ho fatto, e devo dire che alcune risposte le ho trovate. Non che abbia risolto nulla (capire un problema e risolverlo sono due cose diverse), ma è sicuramente un primo, importante passo.

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Beh,non ho mai parlato dei miei disturbi con medici o psicologi e l'unica cura che mi ha dato il mio medico è stato lo xanax 0.50 per gli attacchi di panico e lo stilnox per dormire(che però non prendo più poichè mi causa allucinazioni).Lo xanax l'ho preso per circa un anno e mezzo poi l'ho interotto perchè non vedevo alcun risultato,insomma mi sentivo comunque a pezzi,depressa,senza forze e così ho lasciato peredere.

Mochi,me lo sono chiesta per tanti anni il perchè della mia fobia e ho sempre dato la colpa a un'educazione troppo severa e un carattere eccessivamente emotivo.Ho sempre pensato che crescendo sarebbe passato tutto,che sarei diventata una ragazza come tutte le altre,solare e un po' più sicura di me e invece mi sono accorta che tutto è peggiorato.Ogni giorno che passa mi sento oppressa da questa mia fobia.Vorrei uscire,sorridere,far parte del mondo anche io, ma quando provo e credimi,è uno sforzo grandissimo,ottengo il risultato contrario.La mattina Mi dico "oggi esco e porto a spasso il mio cane" e programmo tutto...mi organizzo col lavoro e i vari impegni e poi invece,mi blocco non esco.Mi prende l'ansia il terrore di dover affrontare gli sguardi delle persone,la gente che potrei incontrare mi terrorizza.Mi prenderei a schiaffi da sola..mi dico "reagisci ,buttati esci da questa situazione" ma sono solo belle parole.

Grazie ad entrambi per il vostro aiuto.

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Potresti provare a spiegare un po' meglio cos'è che ti spaventa, nell'interagire con le altre persone?

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Beh,non ho mai parlato dei miei disturbi con medici o psicologi e l'unica cura che mi ha dato il mio medico è stato lo xanax 0.50 per gli attacchi di panico e lo stilnox per dormire(che però non prendo più poichè mi causa allucinazioni).Lo xanax l'ho preso per circa un anno e mezzo poi l'ho interotto perchè non vedevo alcun risultato,insomma mi sentivo comunque a pezzi,depressa,senza forze e così ho lasciato peredere.

Valuta bene se non sia il caso di intraprendere una psicoterapia, perché per quello che hai raccontato sembrerebbe essere in presenza di uno spostamento sintomatico; cambia il disturbo, ma le motivazioni per cui si manifesta restano.

I disturbi che hai avuto in passato potrebbero essere collegati a quelli attuali e non sottovaluterei anche di affrontare l'elaborazione del lutto della mamma, che è una figura importantissima.

I farmaci, specie se prescritti dal medico di base, possono avere una funzione di tamponamento, ma non lavorano sulle cause che scatenano i disturbi, assopendole, ed è per questo che, finito l'effetto, poi non si notano miglioramenti se non si fa anche un lavoro sulle proprie risorse interne. Sono utili per smorzare gli attacchi acuti (effetti collaterali invalidanti esclusi), ma non bastano. Non è come curare una varicella che una volta trattata farmacologicamente svanisce e si torna quelli di prima.

Puoi continuare a cercare informazioni su ciò che ti sembra ti accada leggendo libri oppure su forum specializzati, però sono tutti mezzi con i quali rischi di aumentare l'isolamento in cui ti trovi se diventano la tua esclusiva finestra sul mondo.

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Aikon probabilmente hai ragione.Adesso che ci penso potrebbe essere effetivamente così.Dall'adolescenza ad oggi sono passata da piccoli disturbi ad altri più seri e se devo essere sincera fino in fondo,non penso di essere mai stata serena e spensierata negli ultimi 15 anni.

C'è sempre qualcosa che mi fa "star male",un qualcosa che non mi abbandona mai ma speravo di aver trovato le radici in questa mia fobia.

Con i disturbi alimentari mi sono isolata molto e forse tutto ciò che mi restava per sentirmi "viva" era proprio l'autolesionismo.Voglio dire,perchè isolarmi?non sempre le ragazze anoressiche/bulimiche si isolano anzi..spesso c'è una specie di iperattività;così pensavo mgari è questa mia fobia ad avermi portato a tutto questo.

In ogni caso,ti ringrazio moltissimo per l'ascolto ed i consigli.Sicuramente affrontare la situazione con un esperto sarebbe la miglior soluzione,il problema è il coraggio e la volontà di tirar fuori quel qualcosa,che sta nascosto,e che fa male.grazie.

Mochi,mi spaventa proprio essere lì ,stare fisicamente inseme con altre persone.Sudo,spesso mi capita che tremano le mani,mi gira la testa e non vedo l'ora di scappare,fuggire via e rifugiarmi in un posto sicuro lontano dagli sguardi,dai giudizi della gente.Non ha senso,lo so.Perchè dovrei agitarmi?Non lo so.Mi capita ogni volta che sono in mezzo alla gente,oramai da anni e se all'inizio,era un disagio minimo,adesso sta impedendomi di vivere la vita.

Non esco perchè so che starei di nuovo male,so che in mezzo alla gente incomincerei a provare quel forte disagio,come del resto capita,e così evito di uscire.

E' come un cane che si morde la coda.Se continuo così credo che impazzirò.

Grazie ancora per i consigli e l'ascolto.siete gentilissimi.

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Ho capito: intuisci in questa fobia il fondamento del tuo malessere di sempre. C'è un filo conduttore tra fobia e anoressia/bulimia e cioé la costrizione. Entrambe le situazioni sono costruzioni protettive fatte di cautele ed inibizioni. E l'autolesionismo apparentemente "esce" da queste costrizioni ed è per questo che in quelle occasioni ti sentivi viva. Nello stato attuale la fobia ingloba tutto compreso, forse, stati depressivi che sopperiscono all'autolesionismo. Ti ci ritrovi?

Capisco che sia difficile chiedere aiuto a qualcun altro quando si ha paura dei giudizi e si soffre anche solo per la presenza fisica perché l'incontro con un'altra persona è incontrollabile. Ti trovi perciò a vivere una realtà nella quale non riesci a gestire la libertà e l'imprevedibilità, ovvero un'occasione di cui tu non ne hai il diretto controllo.

Però cerca di pensare al fatto che possa esistere qualcuno che non ti "ingombri" con la sua presenza e che non esprima giudizi su di te: potresti accettare di incontrare qualcuno così?

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Ho capito: intuisci in questa fobia il fondamento del tuo malessere di sempre. C'è un filo conduttore tra fobia e anoressia/bulimia e cioé la costrizione. Entrambe le situazioni sono costruzioni protettive fatte di cautele ed inibizioni. E l'autolesionismo apparentemente "esce" da queste costrizioni ed è per questo che in quelle occasioni ti sentivi viva. Nello stato attuale la fobia ingloba tutto compreso, forse, stati depressivi che sopperiscono all'autolesionismo. Ti ci ritrovi?

si molto.Non so come o perchè siano nati i miei problemi di anoressia e bulimia,ricordo solo tanta rabbia ma anche una certa serenità.Il non provare più emozioni,o almeno credevo che fosse così,mi dava serenità.

L'utolesionismo invece è durato molto più a lungo,anche quando la mia lotta contro il cibo sembrava un po' attenuarsi.Sembrerò stupida nel dirlo,ma quelle cicatrici che mi porto dietro sono quello di più prezioso che ho.Ne sono quasi gelosa.E' qualcosa di "mio" che nessuno può togliermi.

Mi chiedo,ma come sono finita a questo punto? Perchè non sorrido e vivo la mia età come i mie coetanei?Ho un disturbo vero oppure sono solo stupidaggini e devo darmi una scrollata per tirarmi su?Si perchè quelle poche persone a cui permetto di starmi vicino(il mio fidanzato) dicono che devo semplicemente tirarmi su d'umore e smettere di essere così ansiosa,chiusa e triste.Che la vita è piena d'ostacoli e io devo imparare ad affrontarli.

"Ti trovi perciò a vivere una realtà nella quale non riesci a gestire la libertà e l'imprevedibilità, ovvero un'occasione di cui tu non ne hai il diretto controllo"- esatto. le situazioni, tutto ciò di cui non ho il controllo mi crea molta ansia,paura etc

Ti ringrazio moltissimo per l'aiuto che mi stai dando.

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