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Ok, ma se uno va in psicoterapia, cioè fa un grosso investimento in termini sia emotivi che economici è ovvio che ci va con delle aspettative (nel senso etimologico del termine: cioè si aspetta qualcosa, nutre speranza). Come pensi che si possano eliminare tali aspettative pur mantenendo la motivazione a guarire?

capire che nella vita tutto serve, non è una aspettativa

perchè corregge, ci fa correggere a volte anche cambiare, ma non è per una delusione che si cambia

è per un amore,un semplice riconoscersi dentro al bisogno di guardare..capire ...sperimentare..

e voluti bene..prima di tutti noi..riconoscersi così in questo tempo dove tutti sono i migliori è estremamente contro corrente.. ma in questa malattia..essere i migliori di tutti proprio non ci serve a niente.

hai capito ? la speranza è una apertura è una domanda : fammi guarire tu..dammi il modo per guarire..è perdersi per ritrovarsi..

la malattia non è la morte ,la nostra morte..voglio guarire deve essere più forte di tutto..

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Cioè la realtà così com'è, così come la vedresti se non ti rifugiassi dentro dipendenze affettive e illusioni. E' solo da quella realtà che, secondo me, si può ricostruire un modo di rapportarsi agli altri e a se stessi più sano. E' per questo, credo, che ad un certo punto della terapia si sta peggio di prima, perché appunto arriva un momento in cui ci si rende conto che quelle che si credevano fondamenta sicure erano, in fin dei conti, fondamenta di sabbia, quelli che si credevano amori erano rifugi, quelle che si credevano convinzioni erano paure. Ma è proprio in quel preciso istante nel quale guardi in faccia i tuoi fantasmi senza più difese o maschere che puoi iniziare a vivere da persona non più felice o più serena ma più libera.

ok... ma io non ti avevo chieso di una fantomatica descrizione di una "realtà standard"... ma della tua di realtà...

poi se non vuoi rispondere puoi farlo eh, ci mancherebbe.

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proprio cosi',questo e' il percorso,togliersi maschere,affrontare i propri fantasmi,ecc...,si arriva poi alla realta' vivibile. mi ci ritrvo abbastanza in questo.ciao

realtà vivibile? in che senso?

starai mica parlando di un "contentino"... :Raised Eyebrow:

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caro egocentrum..

capisco che non puoi essere daccordo con tutti..

però mi sembra che il contentino te , te lo cerchi da solo su tutto..

scusami ma puoi permettere che qualcuno non sia proprio daccordo che si possa scrivere anche qualcosa che non ti faccia ridere così tanto..

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caro egocentrum..

capisco che non puoi essere daccordo con tutti..

però mi sembra che il contentino te , te lo cerchi da solo su tutto..

scusami ma puoi permettere che qualcuno non sia proprio daccordo che si possa scrivere anche qualcosa che non ti faccia ridere così tanto..

eh? che vuò? :Confused:

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ok... ma io non ti avevo chieso di una fantomatica descrizione di una "realtà standard"... ma della tua di realtà...

poi se non vuoi rispondere puoi farlo eh, ci mancherebbe.

Non è una descrizione di realtà né tanto meno una fantomatica descrizione di una "realtà standard" (che poi cosa vuol dire???). E' ovvio che se parlo di realtà allora parlo della mia realtà, non certo della tua o di una realtà media o standard...

Nello specifico nel mio post mi riferivo alla MIA realtà prima che io entrassi in un profondo disagio psichico ed era una realtà alla quale io potevo ancora affacciarmi senza ricorrere alle più rocambolesche vie di fughe e senza cercare contenimento nelle più profonde e buie sofferenze( anoressia, dipendenza affettiva, negazione, abuso di alcol e non ultimo ipocondria). Era una realtà la MIA che potevo ancora accettare e VIVERE senza rabbia(vivibile appunto come diceva prima qualcuno). E' quella realtà che voglio ricominciare a guardare dritta negli occhi, non un'altra più soft e fantasmatica ma quella che mi appartiene e che, per certi aspetti NON E' POSSIBILE CAMBIARE.Allora l'unica cosa che posso fare, visto che non posso mutare il paesaggio, é spostare il mio punto di vista e cercare di osservare con occhi nuovi. E' questo per me il senso del mio percorso psicanalitico.

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realtà vivibile? in che senso?

starai mica parlando di un "contentino"... :Raised Eyebrow:

Ego, perché tutto questo cinismo? Perché sali sempre in cattedra? Purtroppo c'è chi considera una data realtà solamente "vivibile". Esistono tragedie immani nelle persone e nelle famiglie. Credi che chi ha vissuto un dramma o una grave perdita possa vivere una realtà definibile in altro modo? O forse hai una specie di bacchetta magica?

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ciao ragazzi, oggi ho avuto la seduta con la psicologa (quella "nuova") , che poi alla fine così nuova non è perchè sarebbero 6 mesi che ci sto in "contatto", in contatto nel senso che ho fatto un pò di sedute di psicoterapia familiare, poi sono andati i miei a parlarci varie volte. però io ho saltato tantissime sedute..

comunque, oggi ci ho parlato, le ho detto che mi sentivo a disagio lì con lei, ma che questo disagio ce l ho sempre un pò avuto con tutti gli psicoterapeuti da cui sono andata.

l ho sentita abbastanza vicina...però mi sembra che non gliene frega niente di me, cioè lei pensa alla sua vita, ai suoi problemi.

quello che voglio dire è che non mi basta 1 ora, sento che porto dentro un fardello troppo pesante..

insomma è n altra stronza... :Straight Face:

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ciao ragazzi, oggi ho avuto la seduta con la psicologa (quella "nuova") , che poi alla fine così nuova non è perchè sarebbero 6 mesi che ci sto in "contatto", in contatto nel senso che ho fatto un pò di sedute di psicoterapia familiare, poi sono andati i miei a parlarci varie volte. però io ho saltato tantissime sedute..

comunque, oggi ci ho parlato, le ho detto che mi sentivo a disagio lì con lei, ma che questo disagio ce l ho sempre un pò avuto con tutti gli psicoterapeuti da cui sono andata.

l ho sentita abbastanza vicina...però mi sembra che non gliene frega niente di me, cioè lei pensa alla sua vita, ai suoi problemi.

quello che voglio dire è che non mi basta 1 ora, sento che porto dentro un fardello troppo pesante..

insomma è n altra stronza... :Straight Face:

Ma no Roberta!!! Dai, cerca di continuare con lei! Tutti gli psicoterapeuti sembrano un po' freddini.

Ma tu cosa ne sai di quello che pensa o prova?

E poi cerca di pensare a quello che provi tu e non a quello che prova lei! Il suo controtransfert se lo gestisce lei, tu non c'entri! Forza! Vedrai che pian piano comincerai a sentirti accolta.

Un abbraccio

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Ma no Roberta!!! Dai, cerca di continuare con lei! Tutti gli psicoterapeuti sembrano un po' freddini.

Ma tu cosa ne sai di quello che pensa o prova?

E poi cerca di pensare a quello che provi tu e non a quello che prova lei! Il suo controtransfert se lo gestisce lei, tu non c'entri! Forza! Vedrai che pian piano comincerai a sentirti accolta.

Un abbraccio

scusa silvia, già che ci sto, volevo chiederti una cosa...puoi rispondermi quando vuoi e quando trovi un pò di tempo per farlo perchè forse è un discorso un pò lungo.

ma che vuol dire che se lo gestisce lei il suo controtransfert? cioè facciamo che lei prova un impulso verso un paziente, cioè che vorrebbe abbracciarlo perchè lo vede troppo triste,in difficoltà oppure in forte angoscia, in quel caso si deve trattenere??

mi spieghi come funziona ? grazie silvietta ^_^

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L'analista non ti scarica addosso il suo controtransfert, resta neutro, per poterti rimandare il tuo transfert!

Commetterebbe un errore se ti parlasse delle sue emozioni nei suoi confronti, questo a seconda dell'orientamento, naturalmente.

Le cose sue è bene se le tenga per sè, anche perchè sei tu che paghi per sapere di te.

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Che cosa ti immagini che voglia? :Just Kidding:

eh boh :Hug:

di solito quando una femmina risponde acida vuole solo che una cosa :He He: (scherzo -mica tanto-)

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Non è una descrizione di realtà né tanto meno una fantomatica descrizione di una "realtà standard" (che poi cosa vuol dire???). E' ovvio che se parlo di realtà allora parlo della mia realtà, non certo della tua o di una realtà media o standard...

Nello specifico nel mio post mi riferivo alla MIA realtà prima che io entrassi in un profondo disagio psichico ed era una realtà alla quale io potevo ancora affacciarmi senza ricorrere alle più rocambolesche vie di fughe e senza cercare contenimento nelle più profonde e buie sofferenze( anoressia, dipendenza affettiva, negazione, abuso di alcol e non ultimo ipocondria). Era una realtà la MIA che potevo ancora accettare e VIVERE senza rabbia(vivibile appunto come diceva prima qualcuno). E' quella realtà che voglio ricominciare a guardare dritta negli occhi, non un'altra più soft e fantasmatica ma quella che mi appartiene e che, per certi aspetti NON E' POSSIBILE CAMBIARE.Allora l'unica cosa che posso fare, visto che non posso mutare il paesaggio, é spostare il mio punto di vista e cercare di osservare con occhi nuovi. E' questo per me il senso del mio percorso psicanalitico.

vedi, l'hai rifatto :Batting Eyelashes:

realtà standard, piu o meno fantomatica, è quella che hai descritto tu: brutta, buia, fredda, cattiva, pilastri, sabbie, impossibile e altre cose che ci hai messo.

potresti benissimo scriverci un romanzo, però non mi hai detto nella pratica come è (per non ridire la tua ).

all'inizio ti ho fatto una domanda molto precisa, e forse anche per questo ci hai girato cosi intorno, ed era questo il motivo per cui ti ho detto che se non vuoi rispondere non fa niente, ma se ti va però e non lo fai, io non posso di certo non fartelo notare.

riguardo la parte in neretto, te fai psicoanalisi solo per vedere le cose in modo diverso? :huh:

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vedi, l'hai rifatto :Batting Eyelashes:

realtà standard, piu o meno fantomatica, è quella che hai descritto tu: brutta, buia, fredda, cattiva, pilastri, sabbie, impossibile e altre cose che ci hai messo.

potresti benissimo scriverci un romanzo, però non mi hai detto nella pratica come è (per non ridire la tua ).

all'inizio ti ho fatto una domanda molto precisa, e forse anche per questo ci hai girato cosi intorno, ed era questo il motivo per cui ti ho detto che se non vuoi rispondere non fa niente, ma se ti va però e non lo fai, io non posso di certo non fartelo notare.

riguardo la parte in neretto, te fai psicoanalisi solo per vedere le cose in modo diverso? :huh:

"all'inizio ti ho fatto una domanda molto precisa, e forse anche per questo ci hai girato cosi intorno, ed era questo il motivo per cui ti ho detto che se non vuoi rispondere non fa niente, ma se ti va però e non lo fai, io non posso di certo non fartelo notare."

Beh, dopo un'affermazione del genere non mi resta che abbandonare questa specie di tuo monologo mascherato da dialogo!!!!

Non è che se delle cose non ti arrivano devi per forza dire che uno non ti ha risposto!!! ^_^

P.S: mai visto un altro caso in cui il nickname fosse così calzante!

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già, me lo d

icono spesso :Big Grin:

"brutta, buia, fredda, cattiva, pilastri, sabbie,"

Ma questi aggettivi li ho usati io o sono una tua interpretazione-descrizione delle mie patologie??? Pilastri??? Sabbie?? Sabbie mobili magari! :Waiting:

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eh boh :Hug:

di solito quando una femmina risponde acida vuole solo che una cosa :He He: (scherzo -mica tanto-)

Prego, dottò, si accomodi, che noi vogliamo conoscere i zuoi penzieri più reconditi, si stenda e faccia finta di essere in macchina mentre guida, si lasci andare.... :D:

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L'analista non ti scarica addosso il suo controtransfert, resta neutro, per poterti rimandare il tuo transfert!

Commetterebbe un errore se ti parlasse delle sue emozioni nei suoi confronti, questo a seconda dell'orientamento, naturalmente.

Le cose sue è bene se le tenga per sè, anche perchè sei tu che paghi per sapere di te.

guarda io stavolta con questa terapeuta non pago perchè fa parte dell ' asl...quindi non si fa pagare.

le ho chiesto il suo orientamento ma lei è stata molto vaga, però mi ha detto che è anche psicoanalista oltre che psicologa però ha risposto in modo vago.

ieri mi ha detto che io la faccio diventare curiosa perchè mi chiudo, rimango sulle mie, vabbè che ieri poi ero particolarmente nervosa...

però ecco volevo capire fino a quanto il controtransfert consente di fare, io ho letto il libro di un paziente di uno psicoterapeuta junghiano....ecco, il rapporto era così profondo che addirittura lo psicoterapeuta lo accompagnava in macchina, facevano colazione insieme e lo psicoterapeuta a volte lo invitava ad alcune feste che teneva a casa sua!

e lo ha aiutato nel suo percorso universitario.... !!!

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guarda io stavolta con questa terapeuta non pago perchè fa parte dell ' asl...quindi non si fa pagare.

le ho chiesto il suo orientamento ma lei è stata molto vaga, però mi ha detto che è anche psicoanalista oltre che psicologa però ha risposto in modo vago.

ieri mi ha detto che io la faccio diventare curiosa perchè mi chiudo, rimango sulle mie, vabbè che ieri poi ero particolarmente nervosa...

però ecco volevo capire fino a quanto il controtransfert consente di fare, io ho letto il libro di un paziente di uno psicoterapeuta junghiano....ecco, il rapporto era così profondo che addirittura lo psicoterapeuta lo accompagnava in macchina, facevano colazione insieme e lo psicoterapeuta a volte lo invitava ad alcune feste che teneva a casa sua!

e lo ha aiutato nel suo percorso universitario.... !!!

:Shame On You: :Shame On You: :Shame On You:

Senti, io credo che l'analista non possa non provare sentimenti e emozioni (è un essere umano). Anzi, tali sentimenti e emozioni dell'analista sono uno strumento prezioso che l'analista stesso può usare per penetrare più a fondo l'animo del paziente. Il controtransfert non è più considerato, da molto tempo oramai, come un ostacolo all'analisi, ma piuttosto come una possibile fonte di una più profonda conoscenza dell'altro.Es: "Perché quel paziente scatena in me certe fantasie? Perché ho provato quella determinata sensazione nei confronti di X?". A seconda dell'orientamento gli analisti lasciano trasparire in maniera più o meno evidente il proprio controtransfert. E' chiaro che non si tratta mai di "sfoghi" o "slanci affettivi" che in qualche modo servano a gratificare o a colmare dei vuoti dell'analista stesso. Si tratta, sempre e comunque, di un qualcosa che è terapeutico per il paziente. In un certo senso l'analista si mette in gioco totalmente nella relazione ma mantenendo uno sguardo vigile e attento allo svolgersi della terapia stessa. Il paziente può permettersi di lasciarsi andare, di perdersi e forse questo è auspicabile. L'analista non asseconda i bisogni patologici del paziente ma alterna la frustrazione di questi bisogni all'accoglimento delle esigenze del paziente.

Roberta tu non vai in analisi per ottenere l'amore della tua analista ma per liberarti di questo patologico bisogno di dipendenza e cominciare a costruire relazioni più sane.

Scusa se la risposta è un po' confusa, ma sono riflessioni a "caldo" su un tema molto complesso.

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"L'analista non ti scarica addosso il suo controtransfert, resta neutro, per poterti rimandare il tuo transfert!

Commetterebbe un errore se ti parlasse delle sue emozioni nei suoi confronti, questo a seconda dell'orientamento, naturalmente.

Le cose sue è bene se le tenga per sè, anche perchè sei tu che paghi per sapere di te."

Scusa lightning ma questa affermazione sulla neutralità mi sembra poco corretta. E anche l'ultima frase mi pare un po' assurda. Nella psicoterapia psicodinamica non funziona per nulla così!!!!

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diciamo che il fatto che sia dell'asl non ti deve far dimenticare che si tratta di una prestazione professionale, pagata da qualcuno comunque.

I ruoli è bene che nella tua mente siano ben distinti, tu paziente, lei/lui terapeuta, il terapeuta è una funzione, seppur essere umano.

La relazione che si instaura è il motore della terapia, ed è attraverso la sua comprensione che si dipanano i conflitti e i nodi che ciascuo di noi porta.

Lui/ lei portano in terapia qualcosa, tu porti a tua volta.

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"L'analista non ti scarica addosso il suo controtransfert, resta neutro, per poterti rimandare il tuo transfert!

Commetterebbe un errore se ti parlasse delle sue emozioni nei suoi confronti, questo a seconda dell'orientamento, naturalmente.

Le cose sue è bene se le tenga per sè, anche perchè sei tu che paghi per sapere di te."

Scusa lightning ma questa affermazione sulla neutralità mi sembra poco corretta. E anche l'ultima frase mi pare un po' assurda. Nella psicoterapia psicodinamica non funziona per nulla così!!!!

E come funziona?

Vi è un "analista senza memoria, nè desiderio" ( Bion)

Bisogna fare spazio nella propria mente, al nuovo, lasciar fluttuare i pensieri liberamente, non puoi scaricare le tristezze addosso a un paziente, nè rabbia, nè proiezioni tue di cose irrisolte, se sbaglio dì pure.

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Non vi può essere nè comprensione dell'altro, nè accoglimento, se non fai un po' di vuoto in te stesso.

Tanti baciucchiamenti e abbracci e pacche sulle spalle e commozioni mi risultano sospette, comunque, oh, sono mie impressioni, non sono mica un'analista, dico la mia esperienza e ciò che ho imparato.

LA SEDUTA é L'Unico luogo dove non ti correggono, se Dio vuole!

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