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Ciao David,

scusa ma credo che non si possa giudicare uno psicoterapeuta da poche righe.

Non credo che il problema risieda nella persona dello psicoterapeuta, ma in questo caso nella mia patologia (sono borderline nella sfera degli affetti).

Anzi, lei è la prima persona con la quale sono riuscita a lasciarmi andare. Forse è proprio questo il motivo per cui temo di perderla.

Secondo me è molto competente (e cmq non è la prima arrivata: è psichiatra, psicoterapeuta, psiconcologa, prof.ssa universitaria)

Sei tu che hai precisato che

"La mia diagnosi è : Ansia generalizzata con attacchi di panico. Depressione moderata"

Ti ho risposto in quel modo perchè dici di aver fatto questa terapia, con i risultati che indichi nel post

per un disturbo d'ansia...mentre ora parli di borderline...

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la psicoterapia in principio ti destabilizza, ti toglie i puntelli e le sicurezze.

Non sempre porta benessere, perlomeno in principio, perchè esci e ti vedi quello che sei!

Entri sicuro, esci insicuro, perturbato, ecco.

Esci con un cumulo di macerie tra le mani, le macerie di te stesso.

Da queste macerie ricostruisci.

Dipende da che terapia stai facendo,

in questo caso si parlava di disturbo d'ansia.

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la psicoterapia in principio ti destabilizza, ti toglie i puntelli e le sicurezze.

Non sempre porta benessere, perlomeno in principio, perchè esci e ti vedi quello che sei!

Entri sicuro, esci insicuro, perturbato, ecco.

Esci con un cumulo di macerie tra le mani, le macerie di te stesso.

Da queste macerie ricostruisci.

Pagare per farsi demolire...

No, a me non mi fregano piu! Shame%20On%20You.gif

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disturbo d'ansia?

Cioè un disturbo solo?

Io soffro di una platea di disturbi,l'ansia è solo un sintomo per me, non un disturbo, è come un segnale, non è che lo devo guarire,nella mia concezione personale, e seguo una terapia ad indirizzo psicodinamico.

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per esempio, per spiegarti,io ebbi due attacchi di panico.

Andai in terapia, dopo la prima seduta sono spariti.

però sono venuti fuori mille altri sintomi, ma mille.

Anche andare in terapia lo considero un sintomo.

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Io soffro di una platea di disturbi,l'ansia è solo un sintomo per me, non un disturbo, è come un segnale, non è che lo devo guarire,nella mia concezione personale, e seguo una terapia ad indirizzo psicodinamico.

eh infatti. anche perchè se poi avevi un disturbo solo, e metti pure che si guariva, ciao ciao al terapeuta ( :He He: )

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eh infatti. anche perchè se poi avevi un disturbo solo, e metti pure che si guariva, ciao ciao al terapeuta ( :He He: )

già già, ehm..:)))

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per esempio, per spiegarti,io ebbi due attacchi di panico.

Andai in terapia, dopo la prima seduta sono spariti.

però sono venuti fuori mille altri sintomi, ma mille.

ma... lol! :21:

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Sei tu che hai precisato che

"La mia diagnosi è : Ansia generalizzata con attacchi di panico. Depressione moderata"

Ti ho risposto in quel modo perchè dici di aver fatto questa terapia, con i risultati che indichi nel post

per un disturbo d'ansia...mentre ora parli di borderline...

vero

Purtroppo, da quello che ho capito io, per certe diagnosi ci vuole tempo. La diagnosi (in termini psicodinamici) che ho ricevuto dopo un anno di terapia è quella di Disturbo d'ansia generalizzato in Personalità Abbandonica. In pratica sono borderline solo nella sfera degli affetti e non, ad esempio, in quella dell'impulsività.

Cmq concordo con lightning, cioè che arriva sicuramente un momento in terapia in cui sei fortemente in crisi ed è da quella crisi che, a mio parere si può cominciare a lavorare davvero. Per quanto riguarda la dipendenza dalla terapeuta e i sentimenti ambivalenti nei suoi confronti, credo che sia stata una tappa necessaria e funzionale al proseguimento della terapia stessa e anche un sintomo della mia stessa patologia (angosce abbandoniche). Prima della terapeuta non mi ero mai affidata a nessun altro e per me questo è già un successo.

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disturbo d'ansia?

Cioè un disturbo solo?

Io soffro di una platea di disturbi,l'ansia è solo un sintomo per me, non un disturbo, è come un segnale, non è che lo devo guarire,nella mia concezione personale, e seguo una terapia ad indirizzo psicodinamico.

anche io

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ma... lol! :21:

è la prima volta che ti vedo iol:)))

dovrò cambiare terapeuta? Cioè cambiare occhiali?!

Io sono molto miope, quasi cieca, mi mancano otto diottrie circa, porto lenti molto spesse.:)))

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la psicoterapia in principio ti destabilizza, ti toglie i puntelli e le sicurezze.

Non sempre porta benessere, perlomeno in principio, perchè esci e ti vedi quello che sei!

Entri sicuro, esci insicuro, perturbato, ecco.

Esci con un cumulo di macerie tra le mani, le macerie di te stesso.

Da queste macerie ricostruisci.

è vero quello che scrivi, infatti io già sapendolo l altra volta quasi non ce la facevo ad andare alla seduta perchè già sapevo che dopo sarei stata male e infatti è andata proprio così!

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Per me era la sopportazione di un'assenza, l'incapacità di albergare dentro la mia testa una persona.

" Non c'è, non c'è, non è con me, non è più con me, sparisce, puff"

Non sono tranquilla e non reggo l'assenza quando non ho fiducia nella persona, ho paura che sparisca.

Quando lo ospito dentro di me, sono sicura che c'è, mi fido, non lo perdo, anche se è assurdo, perchè in realtà non puoi mettere la mano sul fuoco che l'altro non ti abbandoni.

Il mostro è la solitudine, è mostruoso non poter chiamare un altro, perchè l'ho buttato fuori di me.

Divento folle, perchè sono sola di fronte alla mia coscienza.

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è vero quello che scrivi, infatti io già sapendolo l altra volta quasi non ce la facevo ad andare alla seduta perchè già sapevo che dopo sarei stata male e infatti è andata proprio così!

io fino a qualche tempo fa dopo la seduta stavo male per giorni ,ora nn più, nn so cosa sia cambiato in me .....

cmq credo sia normale stare male......è difficile dire certe cose a voce alta e trovarsele di fronte

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è vero quello che scrivi, infatti io già sapendolo l altra volta quasi non ce la facevo ad andare alla seduta perchè già sapevo che dopo sarei stata male e infatti è andata proprio così!

Vorrei proprio sapere che di che terapia si tratta...

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vero

Purtroppo, da quello che ho capito io, per certe diagnosi ci vuole tempo. La diagnosi (in termini psicodinamici) che ho ricevuto dopo un anno di terapia è quella di Disturbo d'ansia generalizzato in Personalità Abbandonica. In pratica sono borderline solo nella sfera degli affetti e non, ad esempio, in quella dell'impulsività.

Cara Silvia

Per il disturbo d'ansia esiste un trattamento d'elezione, che è quello cognitivo comportamentale.

Per fare una diagnosi è vero, ci vuole del tempo. Ma non ci vuole un anno per diagnosticare un disturbo di ansia.

Ognuno è libero di curare i propri disturbi come vuole.

Personalmente ritengo che se per un problema c'è un rimedio efficace...io scelgo quello.

Per essere terra terra, se ho una carie vado dal dentista. Se foro...dal gommista. E non l'inverso.

Ritengo inoltre che non è SOLO la terapia a fare il terapeuta. La terapia è uno strumento.

Ci sono bravi cognitivisti, bravi psicanalisti, bravi sistemici e via dicendo.

Se dopo un anno di terapia manifesti ancora i sintomi dell'ansia, e ancora la paura dell'abbandono,

chiediti se esiste una via più rapida per risolvere il tuo problema,

un modo per vivere la vita in maniera serena.

Ancora tantissimi auguri.

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la psicoterapia in principio ti destabilizza, ti toglie i puntelli e le sicurezze.

Non sempre porta benessere, perlomeno in principio, perchè esci e ti vedi quello che sei!

Entri sicuro, esci insicuro, perturbato, ecco.

Esci con un cumulo di macerie tra le mani, le macerie di te stesso.

Da queste macerie ricostruisci.

Questa, come la racconti, è la tua esperienza di psicoterapia,

e poi, di che psicoterapia stiamo parlando? Per quale disturbo?

Sicuramente altre persone avranno un esperienza simile alla tua.

Ma altre...anche diversa.

E' ovvio che in un percorso del genere ci si mette in discussione ed anche molto,

ma con certi disturbi ti assicuro che non si lascia un paziente "con le macerie"

ma si ricostruisce dalle macerie.

Un saluto

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Cara Silvia

Per il disturbo d'ansia esiste un trattamento d'elezione, che è quello cognitivo comportamentale.

Per fare una diagnosi è vero, ci vuole del tempo. Ma non ci vuole un anno per diagnosticare un disturbo di ansia.

Ognuno è libero di curare i propri disturbi come vuole.

Personalmente ritengo che se per un problema c'è un rimedio efficace...io scelgo quello.

Per essere terra terra, se ho una carie vado dal dentista. Se foro...dal gommista. E non l'inverso.

Ritengo inoltre che non è SOLO la terapia a fare il terapeuta. La terapia è uno strumento.

Ci sono bravi cognitivisti, bravi psicanalisti, bravi sistemici e via dicendo.

Se dopo un anno di terapia manifesti ancora i sintomi dell'ansia, e ancora la paura dell'abbandono,

chiediti se esiste una via più rapida per risolvere il tuo problema,

un modo per vivere la vita in maniera serena.

Ancora tantissimi auguri.

Caro David,

credo di essere stata imprecisa nel mio racconto.

La diagnosi di Ansia generalizzata l'ho ricevuta subito e non dopo un anno di terapia. La diagnosi di Personalità abbandonica è subentrata dopo, evidentemente le angosce abbandoniche si sono rese chiare alla terapeuta proprio attraverso il rapporto che con lei si andava creando e attraveso, quindi, l'analisi del mio transfert. In principio soffrivo di continui attacchi di panico che comunque sono spariti.Adesso resta da lavorare sul mio disturbo di personalità e credo sia un lavoro più lungo e profondo. Non credo nelle terapie che risolvono tutto in breve tempo, io ho traumi antichi che non si risolvono nel giro di qualche mese e non mi accontenterei del semplice miglioramento dei sintomi. Voglio scavare in profondità. Comunque la terapia che seguo io è psicoterapia ad indirizzo psicodinamico e devo dire che la mia vita è già cambiata parecchio. Un tempo ero paralizzata dagli attacchi d'ansia e non uscivo di casa, oggi ho un lavoro e una vita quasi normale. Adesso c'è da lavorare sugli impulsi autolesionistici che mi scattano ogni qual volta intravedo la possibilità di un abbandono da parte di qualcuno che reputo significativo. E per me la mia terapeuta è significativa, ma so che riuscirò ad uscire da questa dipendenza che al momento è funzionale al proseguimento stesso dell'analisi.

Spero di averti chiarito un po' di più la mia situazione.

Un abbraccio

Silvia

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Non puoi assicurare niente, mi spiace, Davide70.

I primi terapeuti di cui diffiderei sono quelli che propongono certezze di risultati.

Non vi è certezza di risultato, in qualunque psicoterapia, è la premessa, con la quale un buon professionista ti prende in carico, altrimenti sarebbe disonesto con se stesso e con il paziente.

Un saluto.

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Non puoi assicurare niente, mi spiace, Davide70.

I primi terapeuti di cui diffiderei sono quelli che propongono certezze di risultati.

Non vi è certezza di risultato, in qualunque psicoterapia, è la premessa, con la quale un buon professionista ti prende in carico, altrimenti sarebbe disonesto con se stesso e con il paziente.

Un saluto.

:Applause:

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Ospite pruillio

chi assicura una "guarigione" e' un cialtrone,daltronde la psicologia non e' una scienza

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Caro David,

credo di essere stata imprecisa nel mio racconto.

La diagnosi di Ansia generalizzata l'ho ricevuta subito e non dopo un anno di terapia. La diagnosi di Personalità abbandonica è subentrata dopo, evidentemente le angosce abbandoniche si sono rese chiare alla terapeuta proprio attraverso il rapporto che con lei si andava creando e attraveso, quindi, l'analisi del mio transfert. In principio soffrivo di continui attacchi di panico che comunque sono spariti.Adesso resta da lavorare sul mio disturbo di personalità e credo sia un lavoro più lungo e profondo. Non credo nelle terapie che risolvono tutto in breve tempo, io ho traumi antichi che non si risolvono nel giro di qualche mese e non mi accontenterei del semplice miglioramento dei sintomi. Voglio scavare in profondità. Comunque la terapia che seguo io è psicoterapia ad indirizzo psicodinamico e devo dire che la mia vita è già cambiata parecchio. Un tempo ero paralizzata dagli attacchi d'ansia e non uscivo di casa, oggi ho un lavoro e una vita quasi normale. Adesso c'è da lavorare sugli impulsi autolesionistici che mi scattano ogni qual volta intravedo la possibilità di un abbandono da parte di qualcuno che reputo significativo. E per me la mia terapeuta è significativa, ma so che riuscirò ad uscire da questa dipendenza che al momento è funzionale al proseguimento stesso dell'analisi.

Spero di averti chiarito un po' di più la mia situazione.

Un abbraccio

Silvia

Sono d'accordo con questa impostazione di lavoro.

Non sempre è utile far scomparire in tempi rapidi una sintomatologia.

Un sintomo ha la sua ragione d'esistere, è una "soluzione" ad un conflitto: prima di essere eliminato occorre individuare il conflitto (e senza sintomo non si può individuare) per poterlo poi sciogliere. Automaticamente scomparirà anche la sintomatologia, ma senza rischi di ricadute o di spostamento.

Penso che non sia importante eliminarne la manifestazione quanto saperlo contenere (da parte del terapeuta) quel tanto che basta affinché il paziente trovi nuove "soluzioni" non cariche di sofferenza.

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Sono d'accordo con questa impostazione di lavoro.

Non sempre è utile far scomparire in tempi rapidi una sintomatologia.

Un sintomo ha la sua ragione d'esistere, è una "soluzione" ad un conflitto: prima di essere eliminato occorre individuare il conflitto (e senza sintomo non si può individuare) per poterlo poi sciogliere. Automaticamente scomparirà anche la sintomatologia, ma senza rischi di ricadute o di spostamento.

Penso che non sia importante eliminarne la manifestazione quanto saperlo contenere (da parte del terapeuta) quel tanto che basta affinché il paziente trovi nuove "soluzioni" non cariche di sofferenza.

Grazie Aikon!

Ho bisogno di incoraggiamento!

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