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chi mi aiuta?

ciò che mi assilla è il lavoro...

attualmente lavoro come "consulente informatico" in un'azienda da circa 4 anni, un lavoro non scelto da me Nel senso che non era quello che volevo fare io nella vita), ma per fortuna che ne ho uno mi ricordo sempre.

faccio parte di quelle persone che non sono capaci di farsi valere quando è il momento. appartengo a quel gruppo di gente che si sente fuori luogo ed incapace tanto da non riuscire ad essere obiettiva come dovrei. per lo meno i primi anni riuscivo ad assumermi le mie responsabilità anche se con molto stress (questo è comunque un ambiente parecchio aggressivo) mentre ad un certo punto, circa da più di un anno, non ci riesco più, vado in panico per ogni situazione da affrontare, l'affronto come posso, ma a fatica... mi hanno demansionata e non sono ben vista ed io sono anche brava a tirarmele dietro. non mi suggerite di andare in analisi, perché sono parecchi anni che ci vado, e solo da un anno ho smesso e un po' per motivi economici, un po' perché anche se qualche miglioramento l'ho fatto mi ritrovo comunque qui ora con un problema evidente. ogni volta che vorrei esprimere le mie ragioni ai capi, mi sale la paura, mi vergogno e non riesco ad andare, ho paura della loro risposta e di non sapere reagire alla situazione, bisogna anche sapere cosa dire. è una cosa più grande di me e non riesco a ridimensionarla. sto male per ogni stupidaggine che accade lì e anche quando mi dico chissenefrega, non ci credo realmente e ci casco come una pera cotta. mi sono chiesta quale sia la convenienza a restare come sono per me. io ho l'angoscia di verificare che sono davvero incapace e di dimostrare che non valgo niente e poi, a detta di tutti (indirettamente) non sono molto sveglia e questo è purtroppo vero. io non sono una pigra che non vuole darsi da fare, ma molti credono che non me ne freghi nulla ed effettivamente è quello che faccio credere, non per cattiveria, ma sono tutte bugie.

leggo continuamente, mi informo per vedere come potrei in un qualche modo uscirne... ci sono dei metodi? c'è un qualche sistema?

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Uscirne nel senso di allontanarti da quell'ambientino di emme? :huh:

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grazie per la tua gentile risposta! in parte mi fa sentire rincuorata, è come se mi avessi dato una carezza ed è certo che quella è una soluzione che ho valutato un sacco di volte, però sta di fatto che io il problema di essere così come mi sono descritta ce l'ho e non credo che riuscirei a risolvere il problema cambiando posto semplicemente perché questo è il mio atteggiamento e tendo a ripeterlo. so che esistono realtà diverse, non ho più l'età per potermi permettere chissà quale tipo di lavoro... vengo da una realtà passata insolita... ho fatto di tutto in passato pur di realizzarmi in quello in cui credevo, e fra le tante esperienze vissute mi sono anche occupata di liuteria (e continuo a farla come passione)... questo per dirti che ci ho provato! quello che mi piaceva fare non dà da vivere. qualsiasi altro lavoro alla mia portata può andar bene, però sono sicura che comunque sia, in me c'è debolezza di carattere, sono spenta e non credo in me. Un po' dipende dell'ambiente che non mi favorisce, però anche io non sono capace di reagire come molti invece sanno fare. Poi forse non serve a molto nemmeno arrabbiarsi per forza, però per lo meno sembra che in quel posto ti trattino meglio se sai essere più sicuro e "farti valere" (ed essere anche un po' lecchino).

in un qualche modo devo pur sopravvivere, prima di trovar altro!

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Wow! Costruisci violini?

Sai, una cosa che mi ha molto colpito quando nuotavo in quell'ambiente era la propensione delle persone

a descriverlo come un mare popolato da squali, dove più sei squalo meglio sopravvivi, eppure in diversi

anni di battaglie, arrabbiature, e ragioni fatte valere con i capi non ho mai visto manco mezza pinna.

E' un ambiente molto distorcente, andrebbe affrontato allo stesso modo in cui si affronta questa figura:

320px-Caf%C3%A9_wall.svg.png

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no, mi occupo di chitarre e bassi elettrici! :D:

bella risposta la tua, mi piace! e come si affronta questa figura?

la guardo così come mi appare e la lascio essere, oppure la osservo per come sarebbe realmente? :Thinking:

il punto è proprio questo: i miei occhi tendono a vedere le righe storte e non dritte... anzi, diciamolo chiaro e tondo: non sono in grado di guardare questa figura!!! :Phbbbt:

da quello che mi dici pure tu hai un'esperienza analoga alla mia... e quindi sai di cosa parlo. sta di fatto che lì dove lavoro io ci sono persone che si sbattono molto e diciamo che vengono premiate spostandole di piattaforma e persone come me che sembra che non sappiano fare un tubo (forse è proprio così) e che vengono abbandonate negli angoli come i cestini della spazzatura e a me quello fa arrabbiare. forse non sarò eccelsa, ma sono lì da 4 anni e nessuno mi considera... (allora perché sono lì da 4 anni, se sono un disastro?) ci sono persone che vengono difese ad oltranza perché vanno a fare le vittime, perché vanno a fare le spie ai capi etc... e persone che basta che sbaglino e vengono punite a vita... non si capisce proprio! proprio come la tua immagine, va tutto al contrario di come ragiono!!! :boxing:

sì, lo so che agli occhi dei capi siamo dei numeri e soldi che camminano, ma se i soldi non rendono dovrebbero preoccuparsi di farli rendere in un qualche modo, mentre così non avviene. :diablo:

perché non mi racconti un po' la tua esperienza? cosa hai visto, cosa ti è successo, quali strategie hai adottato... lavori ancora lì?

vorrei smetterla di lamentarmi, vorrei fare, mi sento legata, in prigione... :Sigh:

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E' un ambiente molto distorcente, andrebbe affrontato allo stesso modo in cui si affronta questa figura:

320px-Caf%C3%A9_wall.svg.png

Cioè? Noi vediamo storto quello che in realtà non è?

Me lo puoi spiegare tu, con parole più semplici?

Grazie

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ciao senzapadroni!!! :icon_surprised:

come dicevo prima io non so guardare questa figura, non so se vada vista storta o dritta! :(:

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Cioè? Noi vediamo storto quello che in realtà non è?

Me lo puoi spiegare tu, con parole più semplici?

Grazie

La si affronta tenendo sempre presente che ti fa vedere come storte delle linee che invece sono parallele, anche dopo che hai scoperto che fa quell'effetto.

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Sai, nikiland...

Io, nella mia vita, mi sono sempre sentita un agnello in mezzo a tanti lupi...(gesù non c'entra). I "lupi" me li andavo anche a cercare... ma questa è un'altra storia...

E pensavo: per sopravvivere bisogna sgomitare, calpestare, mangiare: bisogna essere lupi! Ma io non so esserlo -pensavo- e non voglio nemmeno diventarlo: preferisco farmi mangiare, pittosto!

Così mi sono fatta mangiare...

Ora non faccio più l'agnello...(non c'è più niente qui da mangiare)... Ma non so più chi sono...

Mi sono persa dentro di me...

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no, mi occupo di chitarre e bassi elettrici! :D:

bella risposta la tua, mi piace! e come si affronta questa figura?

la guardo così come mi appare e la lascio essere, oppure la osservo per come sarebbe realmente? :Thinking:

il punto è proprio questo: i miei occhi tendono a vedere le righe storte e non dritte... anzi, diciamolo chiaro e tondo: non sono in grado di guardare questa figura!!! :Phbbbt:

da quello che mi dici pure tu hai un'esperienza analoga alla mia... e quindi sai di cosa parlo. sta di fatto che lì dove lavoro io ci sono persone che si sbattono molto e diciamo che vengono premiate spostandole di piattaforma e persone come me che sembra che non sappiano fare un tubo (forse è proprio così) e che vengono abbandonate negli angoli come i cestini della spazzatura e a me quello fa arrabbiare. forse non sarò eccelsa, ma sono lì da 4 anni e nessuno mi considera... (allora perché sono lì da 4 anni, se sono un disastro?) ci sono persone che vengono difese ad oltranza perché vanno a fare le vittime, perché vanno a fare le spie ai capi etc... e persone che basta che sbaglino e vengono punite a vita... non si capisce proprio! proprio come la tua immagine, va tutto al contrario di come ragiono!!! :boxing:

sì, lo so che agli occhi dei capi siamo dei numeri e soldi che camminano, ma se i soldi non rendono dovrebbero preoccuparsi di farli rendere in un qualche modo, mentre così non avviene. :diablo:

perché non mi racconti un po' la tua esperienza? cosa hai visto, cosa ti è successo, quali strategie hai adottato... lavori ancora lì?

vorrei smetterla di lamentarmi, vorrei fare, mi sento legata, in prigione... :Sigh:

Prova a fare questo esercizio mentale: immaginati di essere un'altra persona, estranea all'ambiente (meno

coinvolta, quindi più distaccata), che ne legge questa descrizione come se fosse data da qualcun altro.

Immagina poi di star scegliendo un ambiente nel quale provare ad entrare, e che questo è uno dei papabili,

e di voler capire dalle descrizioni di chi c'è dentro se, ad esempio, è un ambiente che premia chi si sbatte

o se è invece più favorevole a meschinerie e vittimismi (così, tanto per sapere come regolarti nel caso in

cui tu decida di entrarci o non trovi di meglio).

Forse ti accorgerai che assomiglia ad un quadro di Escher, pieno di scale che vanno su e scale che vanno

giù ma che sono poco consistenti tra di loro. E' l'effetto distorsivo.

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ma sono lì da 4 anni e nessuno mi considera... (allora perché sono lì da 4 anni, se sono un disastro?) ci sono persone che vengono difese ad oltranza perché vanno a fare le vittime, perché vanno a fare le spie ai capi etc... e persone che basta che sbaglino e vengono punite a vita...

Non so se ho capito bene tutto il discorso ma rispetto al grassetto della frase, mi verrebbe da pensare che forse sia meglio così.:unsure:

Poi vorrei dire anche un' altra cosa che magari vi sembrerà anche scontata ma a me non più tanto... ovvero, per poter riconoscere un ambiente poco sano, di stronzi o subire qualche tipo di angheria non è che bisogna pewr forza esser persone sicure di sè, risolte, super dotate o cos' altro... vale a dire, non c' è bisogno che si pensino di avere o che ti vengano riconosciuti punteggi validi di qualità personali ( con che metro poi?) per potersi permettere certe situazioni...:Confused:

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Immagina poi di star scegliendo un ambiente nel quale provare ad entrare, e che questo è uno dei papabili,

e di voler capire dalle descrizioni di chi c'è dentro se, ad esempio, è un ambiente che premia chi si sbatte

o se è invece più favorevole a meschinerie e vittimismi (così, tanto per sapere come regolarti nel caso in

cui tu decida di entrarci o non trovi di meglio).

Non so se ho capito bene tutto il discorso ma rispetto al grassetto della frase, mi verrebbe da pensare che forse sia meglio così.:unsure:

Poi vorrei dire anche un' altra cosa che magari vi sembrerà anche scontata ma a me non più tanto... ovvero, per poter riconoscere un ambiente poco sano, di stronzi o subire qualche tipo di angheria non è che bisogna pewr forza esser persone sicure di sè, risolte, super dotate o cos' altro... vale a dire, non c' è bisogno che si pensino di avere o che ti vengano riconosciuti punteggi validi di qualità personali ( con che metro poi?) per potersi permettere certe situazioni...:Confused:

ma che bella gente che c'è qui. grazie per le vostre risposte, siete tutti carini!

cara gabri mi spiace che tu soffra così tanto. ma povera, ma cosa ti è capitato?

rispetto invece ai due discorsi che ho riportato sopra, ammetto di non avere chiaramente capito i vostri pensieri.

ma perché sarebbe meglio così? che non mi abbiano considerata?

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nel senso che certe attenzioni sarebbe meglio non riceverle...

Però forse non ho capito, che genere di considerazione intendi?

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Non essere considerati, almeno finché non viene messa in discussione la propria permanenza a bordo, ha

degli indubbi vantaggi, e per quel ne so io è un'opzione molto gettonata nonché, a posteriori, quella

che garantisce il più alto tasso di sopravvivenza.

Ma ovviamente cos'è meglio per una persona dipende da quello che vuole lei, e l'anonimato ha anche dei

"contro" che non tutti vogliono o sono in grado di sopportare.

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Ma ovviamente cos'è meglio per una persona dipende da quello che vuole lei, e l'anonimato ha anche dei

"contro" che non tutti vogliono o sono in grado di sopportare.

d' accordo però, sempre meglio tener presente che se si è nell' anonimato non lo si deve certamente alle proprie mancanze... giusto per non perdere l' orientamento...

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Non lo terrei presente con tanta certezza: potrebbe essere una delle tante scale del quadro simil-Escher.

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Non essere considerati, almeno finché non viene messa in discussione la propria permanenza a bordo, ha

degli indubbi vantaggi, e per quel ne so io è un'opzione molto gettonata nonché, a posteriori, quella

che garantisce il più alto tasso di sopravvivenza.

Ma ovviamente cos'è meglio per una persona dipende da quello che vuole lei, e l'anonimato ha anche dei

"contro" che non tutti vogliono o sono in grado di sopportare.

posso confermare... in un certo senso è la scelta che ho fatto io sul lavoro: ritagliarmi la mia "nicchia" nella quale non ho grosse soddisfazioni ma rimango "fuori dai guai". questo ha evitato che fossi toccata da cambiamenti spiacevoli... almeno finora. c'è anche da dire che in alcune occasioni ho mostrato al mio capo che io non sono una che accetta di buon grado di farsi mettere i piedi in testa... per cui questa situazione va bene anche a lui, lui non mi "rompe", io non sono obbligata a reagire per difendermi e in ogni caso non gli creo grane... e stiamo tranquilli tutti e due.

non è l'ottimale. ma garantisce la sopravvivenza, appunto...

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Non lo terrei presente con tanta certezza: potrebbe essere una delle tante scale del quadro simil-Escher.

sì, non è detto, il mio certamente voleva dire "escludendo a priori altrui cause". Non lo so Ste, la domanda "dipende da me?" presuppone anche un cosa... se ci metti il cosa sbagliato, ovvero quello che tu pensi non sia distorto e invece lo è, si rischia di diventar matti a cercare di arrampicarsi su quelle scale. Boh, sempre che abbia capito cosa intendi. :unsure:

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Beh... se sei in un quadro in cui c'è una scala che se ti sbatti ti porta dove vorresti andare, e tu invece

scendi lungo una scala dell'anonimato, certo che dipende da te. Però, insomma... 'sti quadri che escono da

'sti ambienti lasciano ben un po' perplessi.

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posso confermare... in un certo senso è la scelta che ho fatto io sul lavoro: ritagliarmi la mia "nicchia" nella quale non ho grosse soddisfazioni ma rimango "fuori dai guai". questo ha evitato che fossi toccata da cambiamenti spiacevoli... almeno finora. c'è anche da dire che in alcune occasioni ho mostrato al mio capo che io non sono una che accetta di buon grado di farsi mettere i piedi in testa... per cui questa situazione va bene anche a lui, lui non mi "rompe", io non sono obbligata a reagire per difendermi e in ogni caso non gli creo grane... e stiamo tranquilli tutti e due.

non è l'ottimale. ma garantisce la sopravvivenza, appunto...

Modalità di rapporto "separati in casa" che hanno trovato un equilibrio... penso che sia piuttosto diffusa.

L'importante è che non sia combinata con ambizioni o con necessità di cambiamenti derivanti da altri fattori,

perché Le Chatelier è sempre in agguato.

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si, le ambizioni è meglio scordarsele... :Just Kidding: la stupidità invece è endemica, nella mia nicchia tento di evitare il contagio! :Straight Face:

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Intendevo soprattutto le ambizioni aziendali, tipo quella di procacciarsi di che rifornire le nicchie.

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ok! comunque... voi cosa ne pensate? una mia collega è molto ben protetta dai capi ed è ben vista. lei vuole mettersi in mostra e tenta di far "carriera"... sa leccarsi bene i suoi capi... insomma!

a parte l'odio che ho per lei perché mi ha "rubato il posto", nel senso che avrei voluto andare io in quella piattaforma ed invece non è andata così... so che se ci fossi stata io lì avrei avuto vita più dura perché non sarei stata protetta nello stesso modo... lei che è in mostra sta rischiando più di me? io non credo... io sono nell'ombra, in un posto in cui c'è poco da fare e mi sento inutile... lei no! tutti la cercano, al vogliono, dicono di lei che è brava!

a me sembra che la sua posizione stia dandole dei vantaggi, il fatto di essere in vista è più responsabilizzante, ma anche positivo. io rischio di essere sbattuta fuori da un momento all'altro! o forse sto di nuovo vedendo le righe storte dell'immagine? mah... non ci capisco più nulla... :(:

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Le stai sicuramente vedendo storte, ma non perché tu abbia qualche carenza... bensì perché sono storte.

O meglio... sono aggrovigliate in modo molto poco coerente, contorto, per cui si vedono storte.

Hai presente i quadri di Escher, no? Guarda questo, ad esempio:

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/a/a3/Escher%27s_Relativity.jpg

E' costruito 'storto' di proposito. Se tu volessi vederlo dritto, con gli elementi coerenti tra di loro,

non ci riusciresti e probabilmente cadresti nello sconforto e ti sentiresti inadeguata... poi magari

qualcuno ti direbbe "guarda Niki che quel quadro non puoi vederlo dritto! Se lo vedi dritto è meglio che

vai dall'oculista!".

Quei posti ben gestiti (sono ironico, eh!) dove c'è gente che lavora tanto e gente che si deprime perché

è sottoutilizzata, sono come quei quadri, con l'unica differenza che invece che essere aggrovigliati dalla

sapiente maestria di un artista, lo sono perché fondamentalmente lasciati a se stessi... tenuti per due o

tre fili, e per il resto lasciati allo sbando, cosicché dopo un po' si aggrovigliano e si contorcono.

Rischi più tu o lei, chiedi. Rischiate entrambe, assieme ai vostri colleghi. Il vostro problema è comune,

e chi tra di voi rischia di meno non è certo per via della posizione che ricopre nell'azienda ma per via

delle relazioni che ha (dentro e soprattutto fuori dall'azienda).

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scusa ste per non essermi più fatta viva. non ho risolto il mio problema con il lavoro, ho solo avuto tremila cose da fare e basta...

purtroppo non vedo il quadro che dici, quello del link, ma credo di avere capito cosa intendi dire. è deprimente sta cosa!

quindi di fatto io sto rischiando molto perché non ho buone relazioni con i capi... mentre è favorita la mia collega ad es.

ci hanno fatto una riunione di recente dicendoci che sbagliamo troppo, ci fanno seguire più cose di un tempo perché mancano le persone e alcuni se ne sono andati e non riescono a rimpiazzarli, siamo sottopagati, contratti non buoni etc...

anziché dirci rivalutarci... ma come possono pensare di farci lavorare bene se pretendono e non danno un po' di contenti e non ci parlando un po' più costruttivamente e positivamente? sembra che facciano di tutto per mandarci via...

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