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Salve a tutti, avevo già scritto in precedenza, facendo una mia piccola presentazione, sperando in qualche risposta, visto che prbabilmente sto davvero cercando aiuto; come scritto in precedenza il mio problema sono le abbuffate e i digiuni che seguono, il mio procurarmi il vomito in alcuni momenti (non sempre), il mio continuo pensiero dicotomico "o digiuno o mi abbuffo senza fine tutto il giorno"; sto cercando di seguire da qualche tempo un programma che ho trovato inun libro molto carino su "come vincere laìe abbuffate", tenendo un diario alimentare personale, ma non riesco a fermarmi; sono alta meno di un metro e sessanta per 43 chili, sono aumentata di un chilo in questi ultmi tempi e mi sento una grassona ambulante; mi peso al mattino e alla sera; non riesco a parlarne con il mio psichiatra perchè ho paura, tanta paura; paura di ingrassare ancora, paura di diventare come mia madre, sovrappeso. No riesco più a gestirmi, soprattutto, l' aumento di peso mi manda in depressione totale, anche quando si tratta di pochissimi etti; il problema maggiore è che riconosco della follia in questo, ma non vedo altre strade, non ce la faccio, sono così accecata. Come se in realtà non volessi stare bene, visto che le abbuffate mi servono a sentirmi peggiore; solo quando digiuno mi sento forte; come posso fare?

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Salve a tutti, avevo già scritto in precedenza, facendo una mia piccola presentazione, sperando in qualche risposta, visto che prbabilmente sto davvero cercando aiuto; come scritto in precedenza il mio problema sono le abbuffate e i digiuni che seguono, il mio procurarmi il vomito in alcuni momenti (non sempre), il mio continuo pensiero dicotomico "o digiuno o mi abbuffo senza fine tutto il giorno"; sto cercando di seguire da qualche tempo un programma che ho trovato inun libro molto carino su "come vincere laìe abbuffate", tenendo un diario alimentare personale, ma non riesco a fermarmi; sono alta meno di un metro e sessanta per 43 chili, sono aumentata di un chilo in questi ultmi tempi e mi sento una grassona ambulante; mi peso al mattino e alla sera; non riesco a parlarne con il mio psichiatra perchè ho paura, tanta paura; paura di ingrassare ancora, paura di diventare come mia madre, sovrappeso. No riesco più a gestirmi, soprattutto, l' aumento di peso mi manda in depressione totale, anche quando si tratta di pochissimi etti; il problema maggiore è che riconosco della follia in questo, ma non vedo altre strade, non ce la faccio, sono così accecata. Come se in realtà non volessi stare bene, visto che le abbuffate mi servono a sentirmi peggiore; solo quando digiuno mi sento forte; come posso fare?

Farebbe bene a parlarne con lo psichiatra e magari affiancare alla terapia farmacologica anche un percorso psicoterapeutico (se non lo sta già facendo).

Da quello che posso capire mi pare che lei si stia sottoponendo a una tortura! (

Utilizza il consumo smisurato del cibo per colmare la sensazione di vuoto che percepisce ma nello stesso tempo si sente in colpa appena si accorge di essere ingrassata di un chilo?

Nessuna colpa a amare il cibo (è uno dei pochi piaceri della vita) ma tutto dovrebbe essere commisurato alla propria persona: di solito chi si abbuffa oltre misura cerca nel cibo la soluzione per colmare una mancanza...

Mi chiedevo se ,oltre al cibo, non abbia anche la voglia di coltivare altre passioni (tipo lo sport, il colleziomismo,,eccetera) per scaricare un pò la tensione anche in altre maniere.

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Ciao e grazie per aver risposto! @Stefano. Passioni in realtà ne ho molte: fumetto (frequento una scuola privata e l' accademia), lettura, cinema (in questo periodo mi sto innamorando di Bergman), cucina, teatro. Non ho capito se soffri anche tu di problemi alimentari? Mi rendo conto sempre di più che nei giorni in cui (come oggi), non seguo le regole e mi abbuffo, è come se tutto il resto della mia vita a quel punto non seguisse più alcuna misura, dallo studio ai miei rapporti, allo stile di vita; per esempio oggi sono uscita a vagare per la città come fossi una sorta di fantasma senza identità, sordo verso il mondo esterno. Mentre, se digiuno o annoto comunque tutto ciò che assumo durante la giornata pesando gli alimenti e contando le calorie, allora, sono la Simona buona, quella che si impegna in tutto, che studia, che mette in ordine, che annota tutto sul suo diario.

@Laraa. Ho 27 anni, e tempo fa, circa una decina, quando frequentavo la terza superiore, iniziai per la prima volta a pensare al mio corpo in maniera diversa. Fu allora che scoprii il mangiare e vomitare come una sorta di valvola di sfogo. Da bambina diligente e studiosa mi trasformai in procrastinatrice triste. NOn me lo sono mai perdonato. Soprattutto, non ho mai capito perchè. Certo, non è stato un percorso continuo, visto che ho avuto anni in cui non pensavo minimamente a quello che ingurgitavo, ma ora rieccomi qui. E stasera non riuscirò mai a pesarmi, considerando quello che ho mangiato.

Scusatemi, non voglio piangermi addosso, scrivo qui, sostanzialmente perchè nessuno può vedermi e mi sento più libera. Mi piacerebbe molto sapere anche delle vostre esperienze; magari on line non è il massimo, però è comunque rasserenante sapere che non siamo soli, non credete?

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  • 2 weeks later...

"mi sento una grassona ambulante

non riesco a parlarne con il mio psichiatra perchè ho paura, tanta paura

paura di diventare come mia madre, sovrappeso

No riesco più a gestirmi

Come se in realtà non volessi stare bene

solo quando digiuno mi sento forte"

le frasi che mi hanno più colpita (e che tu hai scritto all'inizio) sono queste... e cercherò di rispondere alle sensazioni che provo leggendo ognuna delle tue frasi...

"mi sento una grassona ambulante"

paura non razionale al momento... da come si nota, stai drammatizzando! è una situazione che può capitare... forse dovresti focalizzare la molla di tutto...

"non riesco a parlarne con il mio psichiatra perchè ho paura, tanta paura"

una sensazione che ho provato anche io talvolta in passato... io perché me ne vergognavo, o semplicemente perché non era ancora arrivato il momento di mettere in gioco questo argomento... paura di dirlo al tuo psichatra? tu perché?

"paura di diventare come mia madre, sovrappeso"

avverto questa frase come fosse il nodo del problema o come se vi fosse qualcosa da elaborare anche qui... di importante!

"No riesco più a gestirmi

Come se in realtà non volessi stare bene"

forse senti il carico di troppe responsabilità nella tua vita in generale? vuoi concederti un po' di fragilità? una pausa? non ti vuoi bene?

"solo quando digiuno mi sento forte"

sì, perché senti di avere fatto qualcosa di giusto e buono per te... è faticoso fare qualcosa per il tuo bene... ma è anche gratificante... non ti interessa gratificarti? una forma più o meno latente di pigrizia? cos'è?

personalmente lo capisco bene... capisco i tuoi stati d'animo... può darsi che incominciando a dare una risposta a queste domande (se non l'hai già fatto bene da sola) possa aiutarti...

e mi verrebbe da dirti di incominciare non castigandoti troppo se in questo periodo sei così... (ma non che sia una scusa per non fregarsene, intendiamoci)!

rispondi a questa domanda: cosa succederebbe se diventassi davvero una grassona senza senso?

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