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gli esempi di gesta, i testi , devo essere come la luce di un faro sul ciglio della strada....servono ad illuminare la via...

pultroppo l'uomo troppo spesso stolto si piega e li venera per la luce concessa invece di osservare cio che la luce svela...

la luce svela cose diverse a ciascun lettore, poichè interpretiamo le parole altrui nella nostra, di luce, secondo me.

e sono le nostre ombre che si delineano nella luce, c'è una poesia di John Donne,sull'amore, se me la ricordo la posto, molto bella..

eccola:

Ferma, amore: ti darò una lezione

sulla filosofia d'amore.

Tu ed io, queste tre ore,

passeggiammo e innanzi a noi due ombre,

opera nostra, andavano con noi.

Ma ora che il sole è a picco su di noi,

siamo diritti sulle nostre ombre

e ogni cosa è ridotta a luce coraggiosa.

Così, mentre crescevano

i nostri amori bambini, crescevano

le finzioni, proiettando ombre

su noi e su ogni nostra cura. Fino ad ora.

JOHN DONNE

Stand still, and I will read to th

A Lecture, love, in Love's philosophy.

These three hours that we have spent,

Walking here, two shadows went

Along with us, which we oureselves produc'd;

But, now the Sun is just above our head,

We do those shadows tread;

And to brave clearness all things are reduc'd.

So whilst our infant loves did grow,

Disguises did, and shadows, flow,

From us, and our cares; but, now 'tis not so.

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Per quel che ho notato, in questo e in altri topic, all'inizio è come se ci si dovesse riscaldare :boxing: prima di arrivare a parlare di qualcosa di più concreto, anche se io trovo interessante anche la fase iniziale.

Non credo però che qualcuno che interviene decide che piega dare ad un topic, spesso si capisce una cosa mentre chi ha fatto la domanda ne intendeva un'altra (parlo per me in primis) oppure da un argomento ne nasce un altro.

Se prendi per esempio il topic sulla depilazione alla fine siamo arrivati a parlare del tradimento :icon_mrgreen:

Concordo che i battibecchi quando vanno sul personale sono senz'altro fastidiosi.

Perchè non farlo anche ora? :):

Mamma mia......vabbé, provo a saltare a pie' pari tutte le discussioni personali!

Lis, mi dispiace risponderti solo ora, non è da me. Ma a parte un paio di settimane fantozziane dove non ho avuto tempo per niente, è evidente che mi costa una certa fatica mettermi a parlare in questo casino che nemmeno riesco a seguire facilmente!

Su questo forum è successo tante volte che l'argomento deragliasse in altro e molti 3d alla fine erano da buttare. Tuttavia altri cntinuavano a rimanere interessanti nonostante il cambio d'argomento. Ora mi sembra tutto un po' più degradato.

E' assurdo che manchi completamente la moderazione.

Attualmente non sento il bisogno come allora di condividere le mie esperienze o le mie emozioni, questo è il motivo principale per cui non lo faccio. Però è anche vero che non è completamente così, ma mi secca tremendamente farlo in una situazione piena d'interferenze come questa!

Sono anche venuti a mancare i miei migliori interlocutori.

cè qualche altra persona che conosci, oltre a me naturalmente, che è una "brava anaffettiva"? :huh:

Ego, vedi, questo è il motivo per cui ti ritengo un anaffettivo. Per me un anaffettivo è colui che non riesce ad entrare in contatto sincero con le proprie e altrui emozioni.

Non è perché non ti alteri mai che tu possa essere definito più sano. Tu ti trinceri in un ruolo e fai le domande furbette per far rimbalzare la palla e screditare chi ti riprende. Io ti riprendo perché penso che spesso porti avanti conversazioni troppo tortuose e dispersive anche se questo non esclude che tu possa comunque essere di stimolo per varie persone.

Vuoi far passare sempre l'idea che il problema è del prossimo, quindi fai queste domande per lasciar intendere che magari io proietto su di te qualche "figura" problematica che appartiene al mio vissuto.

Di anaffettivi ne conosco tanti e non credo di essere talmente presa dalle mie proiezioni da non riuscire a distinguere e soprattutto vedere come ti poni.

D'altronde Juditta ti ha risposto molto meglio e più sinteticamente di me.

se vuoi fare l'apprendista di Ego, comincia nel cercare di evitare, soprattutto in questi casi, domande con "perchè": inducono razionalizzazioni, e se zazà decide di risponderti, probabilmente lo farà a quel livello (quando invece è possibile che la decisione del fare o non fare una determinata cosa in certi momenti, venga presa a livello emotivo), magari dicendoti le stesse cose che ha già scritto: "eh perch cè Ego che monopolizza i topic" (il che non è nenache del tutto errato :Big Grin:)

Vedi, continui a far lo stesso. Non sei capace di essere diretto, a me sembra che sia tu a razionalizzare sempre, a deviare. Non è la prima volta che io esprimo il mio disappunto per il tuo modo di porti e mai che tu mi abbia chiesto subito e direttamente perché io lo stessi facendo.

Guarda che io non penso che tu dica fesserie sempre e comunque ma non stimo affatto il tuo modo di porti da "psicologo" che è qui non si capisce a fare cosa.

ma si riconosce al paziente il diritto di essere informato sulla durata della terapia, di valutare INSIEME i risultati conseguiti, e le realistiche possibilità di miglioramento?

perchè a leggere Turbo ( e a questo punto gli chiederei di intervenire per spiegare meglio la sua esperienza) la sensazione è quella di una persona che si trova parcheggiata in una terapia vitalizia...senza sapere bene il perchè.

secondo me è una questione di rispetto.

Turbo è fuggito, mi sa....:D:

Sono d'accordo con te riguardo la valutazione dei risultati raggiunti, perché si parla al passatto. MA come può fare uno psi a stabilire la durata? ha forse la sfera di cristallo?

E mi ricollego a Lis:

In realtà la mia era più una domanda retorica, una sorta di invito a scrivere ancora per la mia curiosità di sapere cosa ne pensava di questo argomento.

I casi sono tanti, troppi, perché si possa stabilire qualcosa con precisione.

Non so se sia il caso di Turbo, ma sicuramente esistono situazioni in cui la terapia s'imballa e prosegue all'infinito in una sorta di dipendenza che non porta a nessuna conclusione. Ma ci sono anche casi in cui i traumi sono talmente forti e reiterati negli anni che è un'illusione pensare che possa esistere una terapia fast miracolosa che annulla 'sta robaccia in breve tempo.

Queste sono considerazioni che faccio sulla scorta del buon senso, che ritengo di possedere.

Non so molto delle differenze tra i vari indirizzi terapeutici, ma non capisco come pensiate di farvi un'idea informandovi su internet. QUalche lettura non può sostituire una laurea e anni di studio. E inoltre basta vedere come si scazzano far loro gli addetti del settore che prendono delle scelte su quale indirizzo seguire per pensare che forse è meglio rinunciare a capire a livello culturale cosa sia meglio fare e augurarsi di aver incontrato il medico giusto e se non va, continuar a provare con qualcun'altro. Può darsi che sia un imbroglio che facciamo a noi stessi perché rappresenta una fuga psicologica ma può darsi che abbiamo ragione perché il materiale umano è quello che è e la preparazione pure, e più volte si è visto che non tutti i medici sono altrettanto validi

Finisco dicendo che un'altra ipotesi può essere quella che più di tanto non si può guarire, anche qui dipende moltissimo dall'entità e durata dei traumi. Questa possibilità non piace a nessuno, ma se fosse così?!

Secondo me esiste anche questa situazione e allora ci si aiuta per quel che si può, anche andandoci a vita. Non lo auguro a nessuno, ma io vedo un parallelo con certi problemi fisici che necessitano cure a vita e finché si può, si fanno.

Sono belle le utopie e da sempre qualcuno cerca di venderci la soluzione perfetta, ma io preferisco vedere la realtà nuda e cruda, tanto alla fine ritorna sempre a bussare la nostra porta.

Ciao

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Mamma mia......vabbé, provo a saltare a pie' pari tutte le discussioni personali!

Lis, mi dispiace risponderti solo ora, non è da me. Ma a parte un paio di settimane fantozziane dove non ho avuto tempo per niente, è evidente che mi costa una certa fatica mettermi a parlare in questo casino che nemmeno riesco a seguire facilmente!

Su questo forum è successo tante volte che l'argomento deragliasse in altro e molti 3d alla fine erano da buttare. Tuttavia altri cntinuavano a rimanere interessanti nonostante il cambio d'argomento. Ora mi sembra tutto un po' più degradato.

E' assurdo che manchi completamente la moderazione.

Attualmente non sento il bisogno come allora di condividere le mie esperienze o le mie emozioni, questo è il motivo principale per cui non lo faccio. Però è anche vero che non è completamente così, ma mi secca tremendamente farlo in una situazione piena d'interferenze come questa!

Sono anche venuti a mancare i miei migliori interlocutori.

Ego, vedi, questo è il motivo per cui ti ritengo un anaffettivo. Per me un anaffettivo è colui che non riesce ad entrare in contatto sincero con le proprie e altrui emozioni.

Non è perché non ti alteri mai che tu possa essere definito più sano. Tu ti trinceri in un ruolo e fai le domande furbette per far rimbalzare la palla e screditare chi ti riprende. Io ti riprendo perché penso che spesso porti avanti conversazioni troppo tortuose e dispersive anche se questo non esclude che tu possa comunque essere di stimolo per varie persone.

Vuoi far passare sempre l'idea che il problema è del prossimo, quindi fai queste domande per lasciar intendere che magari io proietto su di te qualche "figura" problematica che appartiene al mio vissuto.

Di anaffettivi ne conosco tanti e non credo di essere talmente presa dalle mie proiezioni da non riuscire a distinguere e soprattutto vedere come ti poni.

D'altronde Juditta ti ha risposto molto meglio e più sinteticamente di me.

Vedi, continui a far lo stesso. Non sei capace di essere diretto, a me sembra che sia tu a razionalizzare sempre, a deviare. Non è la prima volta che io esprimo il mio disappunto per il tuo modo di porti e mai che tu mi abbia chiesto subito e direttamente perché io lo stessi facendo.

Guarda che io non penso che tu dica fesserie sempre e comunque ma non stimo affatto il tuo modo di porti da "psicologo" che è qui non si capisce a fare cosa.

Turbo è fuggito, mi sa....:D:

Sono d'accordo con te riguardo la valutazione dei risultati raggiunti, perché si parla al passatto. MA come può fare uno psi a stabilire la durata? ha forse la sfera di cristallo?

E mi ricollego a Lis:

I casi sono tanti, troppi, perché si possa stabilire qualcosa con precisione.

Non so se sia il caso di Turbo, ma sicuramente esistono situazioni in cui la terapia s'imballa e prosegue all'infinito in una sorta di dipendenza che non porta a nessuna conclusione. Ma ci sono anche casi in cui i traumi sono talmente forti e reiterati negli anni che è un'illusione pensare che possa esistere una terapia fast miracolosa che annulla 'sta robaccia in breve tempo.

Queste sono considerazioni che faccio sulla scorta del buon senso, che ritengo di possedere.

Non so molto delle differenze tra i vari indirizzi terapeutici, ma non capisco come pensiate di farvi un'idea informandovi su internet. QUalche lettura non può sostituire una laurea e anni di studio. E inoltre basta vedere come si scazzano far loro gli addetti del settore che prendono delle scelte su quale indirizzo seguire per pensare che forse è meglio rinunciare a capire a livello culturale cosa sia meglio fare e augurarsi di aver incontrato il medico giusto e se non va, continuar a provare con qualcun'altro. Può darsi che sia un imbroglio che facciamo a noi stessi perché rappresenta una fuga psicologica ma può darsi che abbiamo ragione perché il materiale umano è quello che è e la preparazione pure, e più volte si è visto che non tutti i medici sono altrettanto validi

Finisco dicendo che un'altra ipotesi può essere quella che più di tanto non si può guarire, anche qui dipende moltissimo dall'entità e durata dei traumi. Questa possibilità non piace a nessuno, ma se fosse così?!

Secondo me esiste anche questa situazione e allora ci si aiuta per quel che si può, anche andandoci a vita. Non lo auguro a nessuno, ma io vedo un parallelo con certi problemi fisici che necessitano cure a vita e finché si può, si fanno.

Sono belle le utopie e da sempre qualcuno cerca di venderci la soluzione perfetta, ma io preferisco vedere la realtà nuda e cruda, tanto alla fine ritorna sempre a bussare la nostra porta.

Ciao

eh?

me lo rispieghi? :Just Kidding:

Ho corretto prove invalsi tutto il giorno, e non connetto..._) ( scherzooo)

dopo aver immesso 2000 crocette in un computer, mi ciuccio il dito per consolazione. :Phbbbt:

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eh?

me lo rispieghi? :Just Kidding:

Ho corretto prove invalsi tutto il giorno, e non connetto..._) ( scherzooo)

dopo aver immesso 2000 crocette in un computer, mi ciuccio il dito per consolazione. :Phbbbt:

Però sei venuta qua a rispondere.....

Se sei stanca davvero, guardati la partitaaaaa!!! :clapping:

ciaux

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Mamma mia......vabbé, provo a saltare a pie' pari tutte le discussioni personali!

Attualmente non sento il bisogno come allora di condividere le mie esperienze o le mie emozioni, questo è il motivo principale per cui non lo faccio. Però è anche vero che non è completamente così, ma mi secca tremendamente farlo in una situazione piena d'interferenze come questa!

Sono anche venuti a mancare i miei migliori interlocutori.

a te piace captare dal presunto pollo di turno (nn solo a napoli le persone sono fesse)

la moderazione e le tue 2 settimane che manchi e cosi' via.......

sembrano certi programmi a ripetizione su' rai international.

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Sono belle le utopie e da sempre qualcuno cerca di venderci la soluzione perfetta, ma io preferisco vedere la realtà nuda e cruda, tanto alla fine ritorna sempre a bussare la nostra porta.

non so citare e non ho voglia di rispondere punto per punto,prendo spunto da quest'ultimo pensiero.

Dunque, la realtà nuda e cruda è quella invisibile.

Come posso sapere come io, tu, noi, percepiamo la realtà nuda e cruda?

la mia bisnonna aveva quattordici figli, ne ha persi sette, uno schiacciato da un carro guidato dal suo fratello maggiore, una si è impiccata a diciannove anni per un amore osteggiato dalla famiglia!, uno è morto di difterite, uno si è addormentato al sole bagnato, ed è morto, ecc ecc.non ricordo tutte e sette le tragedie.

Lei è sopravvissuta.

ora, se io perdessi anche uno solo dei mei figli, non so se sopravviverei.

Qual è la realtà nuda e cruda della mia bisnonna, e qual è la mia?

tutto è relativo.

non esiste una realtà nuda e cruda, esiste un sistema di valori variabile nelle epoche, una sensibilità individuale alla vita, un modo di percepire unico per ciascuno, e una forza interiore diversa.

non lo so

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a te piace captare dal presunto pollo di turno (nn solo a napoli le persone sono fesse)

la moderazione e le tue 2 settimane che manchi e cosi' via.......

sembrano certi programmi a ripetizione su' rai international.

Tex, che succede?

Non ho capito bene cosa vuoi dire, ma il tono non mi sembra molto simpatico e non so perché fai così, non mi pare di averti fatto grandi torti. Se poi vuoi continuare su questo tono, non so più che altro dirti. Ma d'altronde penso che non vuoi nemmeno sentirlo.

Ciao

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Sono belle le utopie e da sempre qualcuno cerca di venderci la soluzione perfetta, ma io preferisco vedere la realtà nuda e cruda, tanto alla fine ritorna sempre a bussare la nostra porta.

non so citare e non ho voglia di rispondere punto per punto,prendo spunto da quest'ultimo pensiero.

Dunque, la realtà nuda e cruda è quella invisibile.

Come posso sapere come io, tu, noi, percepiamo la realtà nuda e cruda?

la mia bisnonna aveva quattordici figli, ne ha persi sette, uno schiacciato da un carro guidato dal suo fratello maggiore, una si è impiccata a diciannove anni per un amore osteggiato dalla famiglia!, uno è morto di difterite, uno si è addormentato al sole bagnato, ed è morto, ecc ecc.non ricordo tutte e sette le tragedie.

Lei è sopravvissuta.

ora, se io perdessi anche uno solo dei mei figli, non so se sopravviverei.

Qual è la realtà nuda e cruda della mia bisnonna, e qual è la mia?

tutto è relativo.

non esiste una realtà nuda e cruda, esiste un sistema di valori variabile nelle epoche, una sensibilità individuale alla vita, un modo di percepire unico per ciascuno, e una forza interiore diversa.

non lo so

Mi spiego meglio allora. Quando ho parlato di realtà nuda e cruda pensavo a situazioni tipo in cui la persona inizia un percorso e lo finisce pure. Dopo un certo tempo sente il bisogno di riprendere. Conosco situazioni del genere personalmente, se non ricordo male è accaduto anche a qualcuno qui e in fondo anche a me.

Io l'ho raccontato ma probabilmente pochi lo ricordano: quando è morto il mio analista io non ero sicura di riprendere con un altro, apparentemente non ne sentivo il bisogno, ma questa situazione fittizia è durata poco.

Con questo esempio voglio dire che molto probabilmente qualsiasi percorso terapeutico porta dei benefici, ma non è detto che sia definitivo questo risultato. Qualche volta lo è e qualche volta no. E a distanza, senza conoscere le persone e le loro situazioni non possimao stabilire se queste conclusioni momentanee e le riprese rappresentino una presa in giro oppure si tratta di un percorso che ha un andamento a tappe, che nessuno può prevedere. Per questo non mi convincono troppo le pianificazioni. Ma è anche vero che io non conosco affatto i presupposti teorici di certi indirizzi di cura. E ribadisco che nelle nostre condizioni è abbastanza improbabile che ci possiamo raccapezzare in questo mare magnum, quindi tanto vale affidarsi alla nostra capacità di ascoltarsi e barare il meno possibile con noi stessi.

Conosco persone che hanno superato la soglia dei sessanta e non hanno risolto completamente certe fobie, tipo paura di volare, ansie, ecc ecc, tanto per fare qualche esempio. Venendo a conoscenza dei loro traumi, delle difficoltà che si sono presentate lungo il corso di una vita, non mi stupisco. Ma non pensare che vivano ancora in un mare di sofferenza, con certe difficoltà s'impara a conviverci, si gestiscono in tanti modi.

Quindi io non sto dicendo: Rassegnatevi!

Per niente, guarda. Solo penso che tutto è terribilmente opinabile, discutibile, e tanto vale procedere con lo spirito dell'esploratore.....vediamo cosa mi succede....le provo tutte....ma non mi confronto con studi statistici di riuscita o meno, o non so cos'altro........tipo sfera magica.

L'ignoto del futuro, il non sapere se starò meglio prima o poi mi mette un'ANSIA ENORME e allora cerco qualche "oroscopo" che mi prefiguri.....cosa?!

Insomma, farei meno congetture culturali del piffero e penserei al mio pecorso come un percorso mai tracciato da nessuno, senza programmi. La terapia non è un esame universitario o un lavoro, che si può pianificare.

Questa è la mia opinione, fine.

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Ospite pruillio

mi pare abbiate detto la stessa cosa in sostanza,tutto e' relativo,tutto e' soggettivo,l'unica cosa concreta,e' il dolore,e la forza per combatterlo.

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mi pare abbiate detto la stessa cosa in sostanza,tutto e' relativo,tutto e' soggettivo,l'unica cosa concreta,e' il dolore,e la forza per combatterlo.

Questo è poco, anzi molto, ma sicuro!

Tornando sempre a Turbo (ma è fuggito?! :icon_mrgreen:) che ha sollevato il problema, possiamo fare solo ipotesi sul perché lui continui ad andare pur con la sensazione che non serva a molto. E infatti lui giustamente ha chiesto confronti, scambio di opinioni e di esperienze.

Per parte mia posso dire che può capitare che la terapia cada in un periodo di stanchezza. A me è successo e non avevo la forza di esternarlo in seduta, mi facevo qualche fantasia di cambiare analista perché vedevo la mia vita imballata e desideravo qualche stimolo che non mi sembrava di ricevere.

Oggi per me è impossibile stabilire se questo dipendeva esclusivamente da me (quindi anche cambiando sarei rimasta imballata comunque) o anche da lui.

C'è da dire anche che quando questi rapporti terapeutici si protraggono a lungo, si crea un rapporto affettivo mica facile da trasformare.

Infatti io ero imbarazzata a raccontargli queste fantasie, gli volevo bene e non avevo nessuna intenzione di perderlo come presenza nella mia vita. Non sarebbe successo proprio nulla se gliene avessi parlato, ma penso che il problema era sempre il mio modo di pormi nel rapporto in genrale, un modo "dipendente", quindi paura del confronto ed eventuale distacco (fosse solo di opinioni su una questione così spinosa). Mi viene da chiedermi se lui se ne fosse accorto, ma poi si è ammalato ed è morto. Quella apparente situazione di stallo mi sembrava durasse da un annetto circa, chi può dire come sarebbe andata se lui fosse rimasto in vita?

A questo punto mi piacerebbe sapere se Turbo ha mai parlato direttamente al suo dottore di questa sensazione, ma dubito ripassi da queste parti!

ciao

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Ospite pruillio

Questo è poco, anzi molto, ma sicuro!

Tornando sempre a Turbo (ma è fuggito?! :icon_mrgreen:) che ha sollevato il problema, possiamo fare solo ipotesi sul perché lui continui ad andare pur con la sensazione che non serva a molto. E infatti lui giustamente ha chiesto confronti, scambio di opinioni e di esperienze.

Per parte mia posso dire che può capitare che la terapia cada in un periodo di stanchezza. A me è successo e non avevo la forza di esternarlo in seduta, mi facevo qualche fantasia di cambiare analista perché vedevo la mia vita imballata e desideravo qualche stimolo che non mi sembrava di ricevere.

Oggi per me è impossibile stabilire se questo dipendeva esclusivamente da me (quindi anche cambiando sarei rimasta imballata comunque) o anche da lui.

C'è da dire anche che quando questi rapporti terapeutici si protraggono a lungo, si crea un rapporto affettivo mica facile da trasformare.

Infatti io ero imbarazzata a raccontargli queste fantasie, gli volevo bene e non avevo nessuna intenzione di perderlo come presenza nella mia vita. Non sarebbe successo proprio nulla se gliene avessi parlato, ma penso che il problema era sempre il mio modo di pormi nel rapporto in genrale, un modo "dipendente", quindi paura del confronto ed eventuale distacco (fosse solo di opinioni su una questione così spinosa). Mi viene da chiedermi se lui se ne fosse accorto, ma poi si è ammalato ed è morto. Quella apparente situazione di stallo mi sembrava durasse da un annetto circa, chi può dire come sarebbe andata se lui fosse rimasto in vita?

A questo punto mi piacerebbe sapere se Turbo ha mai parlato direttamente al suo dottore di questa sensazione, ma dubito ripassi da queste parti!

ciao

credo (e questo e' un mio parere personale),che molti di noi si siano trovati bene o male,in un momento di "stasi" nella terapia,specie se molto prolungata.

personalmente,penso proprio che per quanto mi riguarda,io debba andare a fare un giretto ogni tanto dallo psi,per darmi una rinfrescatina (ovvio,che non tutti abbiamo problemi,terapie uguali ecc...),quindi credo che se non per tutta la vita,ma per molto tempo dovro' in un qualche modo rimanere in terapia.

il mio problema non ha una scadenza,o una guarigione,diciamo che se non ho bisogno dello psi,e' un buon risultato.

ah,un giorno vado in seduta,e dico allo psi,che ero imbarazzato a dover riparlare per l'ennesima volta dello stesso argomento,piccolo scrupolo sciocco mio,che pero' puo' succedere,insomma,l'importante e' parlarne,in fondo si va' per questo.

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Questo è poco, anzi molto, ma sicuro!

Tornando sempre a Turbo (ma è fuggito?! :icon_mrgreen:) che ha sollevato il problema, possiamo fare solo ipotesi sul perché lui continui ad andare pur con la sensazione che non serva a molto. E infatti lui giustamente ha chiesto confronti, scambio di opinioni e di esperienze.

Per parte mia posso dire che può capitare che la terapia cada in un periodo di stanchezza. A me è successo e non avevo la forza di esternarlo in seduta, mi facevo qualche fantasia di cambiare analista perché vedevo la mia vita imballata e desideravo qualche stimolo che non mi sembrava di ricevere.

Oggi per me è impossibile stabilire se questo dipendeva esclusivamente da me (quindi anche cambiando sarei rimasta imballata comunque) o anche da lui.

C'è da dire anche che quando questi rapporti terapeutici si protraggono a lungo, si crea un rapporto affettivo mica facile da trasformare.

Infatti io ero imbarazzata a raccontargli queste fantasie, gli volevo bene e non avevo nessuna intenzione di perderlo come presenza nella mia vita. Non sarebbe successo proprio nulla se gliene avessi parlato, ma penso che il problema era sempre il mio modo di pormi nel rapporto in genrale, un modo "dipendente", quindi paura del confronto ed eventuale distacco (fosse solo di opinioni su una questione così spinosa). Mi viene da chiedermi se lui se ne fosse accorto, ma poi si è ammalato ed è morto. Quella apparente situazione di stallo mi sembrava durasse da un annetto circa, chi può dire come sarebbe andata se lui fosse rimasto in vita?

A questo punto mi piacerebbe sapere se Turbo ha mai parlato direttamente al suo dottore di questa sensazione, ma dubito ripassi da queste parti!

ciao

La tua perplessità è comprensibile umanamente, ma non del tutto corretta, semplicemente perchè in qualunque avvenimento umano, ipotizzare un fattore diverso da quanto realmente avvenuto, porta semplicemente a un'altra ipotesi, non sostenibile, in quanto non si può provare a posteriori.

Si parla di sensazioni, come giustamente hai detto e di un "mi viene da chiedermi" che in fondo è una manifestazione di malinconia..quasi infelicità.

Sembra che tu ti chieda se avresti potuto essere e adesso non sei:)

Sensazioni..

Una cosa importante: per riuscire a sopravvivere ai lutti bisogna attaccarsi a qualcosa di molto forte, a un credo, oppure a un sentimento forte nei confronti di un'altra persona.

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La tua perplessità è comprensibile umanamente, ma non del tutto corretta, semplicemente perchè in qualunque avvenimento umano, ipotizzare un fattore diverso da quanto realmente avvenuto, porta semplicemente a un'altra ipotesi, non sostenibile, in quanto non si può provare a posteriori.

Si parla di sensazioni, come giustamente hai detto e di un "mi viene da chiedermi" che in fondo è una manifestazione di malinconia..quasi infelicità.

Sembra che tu ti chieda se avresti potuto essere e adesso non sei:)

Sensazioni..

Una cosa importante: per riuscire a sopravvivere ai lutti bisogna attaccarsi a qualcosa di molto forte, a un credo, oppure a un sentimento forte nei confronti di un'altra persona.

In realtà ciò che ho scritto è il prosieguo del mio intervento precedente, in sintesi io volevo invitare chiunque a provare sempre e comunque a parlare del problema col medico oppure a non esitare a provare con altri, senza soffermarsi troppo in congetture e valutazioni culturali sulle terapie. Cerco sempre di rimanere in tema, pur facendo esempi su di me, sulla mia esperienza.

La malinconia la provo per l'affetto che avevo per lui, ma è a prescindere dall'argomento.

L'infelicità ce l'ho, ma per tutta una serie di guai che devo risolvere. Il lutto l'ho superato e in generale penso che la morte si superi quando si accetta che è una cosa naturale e fa parte della vita.

Per me quando ci si attacca ad un credo o ad altro non è un buon segno.

Ogni cosa e persona deve avere il suo spazio dentro di noi. Se credo, lo faccio perché sento la spiritualità. Se amo è perché ci sono persone da amare. Nessuno deve essere il sostituto dell'altro.

E' ovvio che si spera che la nostra vita sia piena di affetti, e di realizzazioni. In questo io vedo l'equilibrio e la sanità. Per esempio gli eremiti non mi hanno mai convinto.

Parlando sempre di me, è ovvio che se ho un problema che per comodità genericamente definiamo "dipendenza affettiva", ho sempre bisogno di qualcuno che mi veda per esistere, per attivare la parte migliore di me. E' questo il problema che mi ha impedito di parlare chiaramente in passato, l'ho già detto. Suppongo che oggi, se si ripresentasse il problema, avrei meno remore a farlo. Forse qualche progresso l'ho fatto.

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credo (e questo e' un mio parere personale),che molti di noi si siano trovati bene o male,in un momento di "stasi" nella terapia,specie se molto prolungata.

personalmente,penso proprio che per quanto mi riguarda,io debba andare a fare un giretto ogni tanto dallo psi,per darmi una rinfrescatina (ovvio,che non tutti abbiamo problemi,terapie uguali ecc...),quindi credo che se non per tutta la vita,ma per molto tempo dovro' in un qualche modo rimanere in terapia.

il mio problema non ha una scadenza,o una guarigione,diciamo che se non ho bisogno dello psi,e' un buon risultato.

ah,un giorno vado in seduta,e dico allo psi,che ero imbarazzato a dover riparlare per l'ennesima volta dello stesso argomento,piccolo scrupolo sciocco mio,che pero' puo' succedere,insomma,l'importante e' parlarne,in fondo si va' per questo.

Sono d'accordo, anche perché i problemi si risolvono a tappe e solo le occasioni che ti presenta la vita ti fanno rendere conto veramente a che punto stai.

Arrivano delle prove che ti danno la misura dei risultati raggiunti.

A proposito dello scrupolo, anch'io sono molto seccata di dover ritornare sempre su certi argomenti ma non posso non farlo. E mi ha fatto piacere sentirmi dire che se questo accade è perché non sono superficiale. Se effettivamente c'è una situazione generale che mi provoca sofferenza, non esprimerla perché data per scontata, non serve a nulla.

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Ego, vedi, questo è il motivo per cui ti ritengo un anaffettivo. Per me un anaffettivo è colui che non riesce ad entrare in contatto sincero con le proprie e altrui emozioni.

Non è perché non ti alteri mai che tu possa essere definito più sano. Tu ti trinceri in un ruolo e fai le domande furbette per far rimbalzare la palla e screditare chi ti riprende. Io ti riprendo perché penso che spesso porti avanti conversazioni troppo tortuose e dispersive anche se questo non esclude che tu possa comunque essere di stimolo per varie persone.

Vuoi far passare sempre l'idea che il problema è del prossimo, quindi fai queste domande per lasciar intendere che magari io proietto su di te qualche "figura" problematica che appartiene al mio vissuto.

Di anaffettivi ne conosco tanti e non credo di essere talmente presa dalle mie proiezioni da non riuscire a distinguere e soprattutto vedere come ti poni.

non mi volevo riferire tanto alla "figura", ma più al tipo di relazione che tu (non) instauri con coloro che ritieni anaffettivi, tra i quali ci sono anche io: infatti guarda come sono i nostri scambi (cosi come probabilmente anche quelli passati), d'altronde lo hai anche ribadito:

Vedi, continui a far lo stesso. Non sei capace di essere diretto, a me sembra che sia tu a razionalizzare sempre, a deviare. Non è la prima volta che io esprimo il mio disappunto per il tuo modo di porti e mai che tu mi abbia chiesto subito e direttamente perché io lo stessi facendo.

"oooh caxxo, alterati! ma non lo vedi che te sto a da contro, caccia fuori quelle tue emozioni di miedda, reagisci! chiedimi, dimmi qualcosa! guardami caxxooo, guardami!!" (non è vero, guardami guardami ce l'ho messo perchè ci stava bene, ma pò esse pure).

naturalmente una persona anaffettiva, questi tipo di feedback non è in grado di darteli (men che meno quelli del versante opposto: incaxxati vs abbracciami, ad es.), o te li riesce a dare solo se tu accentui il tipo di segnale a cui, secondo te, ste persone sono più sensibili; segnali e comportamenti che hai imparato ad usare con l'esperienza, visto che dici di conoscerne tanti di anaffettivi.

cosa che poi, il ricevere o meno quel tipo di feedback comporti per te, è un altro discorso, ma per ora, siccome anche a me mi consideri uno dei tali, vien da se che mi "cucini" con la/e ricetta/e che conosci; tuttavia, non tutti i tipi di relazione sono necessariamente uguali (perchè non lo sono anzitutto le persone, ovviamente), e sta a te scegliere di provare o meno a sfruttare le situazioni che ti si presentano, per vedere se esistono altri modi di cucinare lo stesso piatto, modi che magari, gli cambiano anche sapore. (misa che ho fatto casino con la metafora :Thinking: ).

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:o:

sì, era un bambino piccolo, siccome a quel tempo c'erano gli orti a marina, e gli orti avevano i fossi di irrigazione, il bambino, che era libero, si bagnò in piena estate nel fossetto, e poi si addormentò al sole delle due di pomeriggio,da noi picchia forte, congestione e insolazione.

sai, con quattordici figli non è che si può stare a badarli tutti..

:unknw:

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ah e quella che si è impiccata, si è impiccata perchè il mio bisnonno la vergava in quanto il suo ragazzo non era ben visto, e quest'ultimo dopo che glielo dissero andò, prese il fucile e si sparò.

del resto uno degli zii della mi mamma era sordo, perchè era cascato da un fico da piccino, e si era spiaccicato la nuca, quindi stette sordo a vita, a quei tempi montare sui fichi era una cosa normale per i ragazzetti, mia mamma mi ha raccontato che si arrampicavano in gruppo sul tetto del forno, che era una casa, usando il fico adiacente come scala :D:

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gli esempi di gesta, i testi , devo essere come la luce di un faro sul ciglio della strada....servono ad illuminare la via...

pultroppo l'uomo troppo spesso stolto si piega e li venera per la luce concessa invece di osservare cio che la luce svela...

Spesso siamo portati a guardare il dito che indica la Luna...

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Attualmente non sento il bisogno come allora di condividere le mie esperienze o le mie emozioni, questo è il motivo principale per cui non lo faccio. Però è anche vero che non è completamente così, ma mi secca tremendamente farlo in una situazione piena d'interferenze come questa!

Sono anche venuti a mancare i miei migliori interlocutori.

I casi sono tanti, troppi, perché si possa stabilire qualcosa con precisione.

Non so se sia il caso di Turbo, ma sicuramente esistono situazioni in cui la terapia s'imballa e prosegue all'infinito in una sorta di dipendenza che non porta a nessuna conclusione. Ma ci sono anche casi in cui i traumi sono talmente forti e reiterati negli anni che è un'illusione pensare che possa esistere una terapia fast miracolosa che annulla 'sta robaccia in breve tempo.

Queste sono considerazioni che faccio sulla scorta del buon senso, che ritengo di possedere.

Non so molto delle differenze tra i vari indirizzi terapeutici, ma non capisco come pensiate di farvi un'idea informandovi su internet. QUalche lettura non può sostituire una laurea e anni di studio. E inoltre basta vedere come si scazzano far loro gli addetti del settore che prendono delle scelte su quale indirizzo seguire per pensare che forse è meglio rinunciare a capire a livello culturale cosa sia meglio fare e augurarsi di aver incontrato il medico giusto e se non va, continuar a provare con qualcun'altro. Può darsi che sia un imbroglio che facciamo a noi stessi perché rappresenta una fuga psicologica ma può darsi che abbiamo ragione perché il materiale umano è quello che è e la preparazione pure, e più volte si è visto che non tutti i medici sono altrettanto validi

Finisco dicendo che un'altra ipotesi può essere quella che più di tanto non si può guarire, anche qui dipende moltissimo dall'entità e durata dei traumi. Questa possibilità non piace a nessuno, ma se fosse così?!

Secondo me esiste anche questa situazione e allora ci si aiuta per quel che si può, anche andandoci a vita. Non lo auguro a nessuno, ma io vedo un parallelo con certi problemi fisici che necessitano cure a vita e finché si può, si fanno.

Sono belle le utopie e da sempre qualcuno cerca di venderci la soluzione perfetta, ma io preferisco vedere la realtà nuda e cruda, tanto alla fine ritorna sempre a bussare la nostra porta.

Ciao

Non mi è mai capitato di frequentare un forum per tanti anni quindi magari dico delle stupidaggini però credo che il problema delle interferenze nasca proprio dal fatto di conoscersi da "vecchia data" per cui si finisce per mischiare sentimenti, discussioni, recriminazioni, insomma un po come succede nei rapporti di amicizia "reali".

Oltretutto con le persone che abbiamo accanto spesso non ci imbarchiamo in discussioni così "personali", molte delle cose che ho scritto quì non mi è mai capitato di dirle ad altri e scrivo solo da pochi mesi ^_^

Ti capisco perfettamente quando dici di non sentire il bisogno di condivisione perché per me è stato cosi per tantissimo tempo...

Ciao anche a te :):

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Capisco lo sconforto, anche se io certi benefici riesco a scorgerli, ma quando non ci riesco cerco di ricordarmi che se non lo avessi fatto (il percorso interminabile) probabilemente a quest'ora mi sarei suicidata o sarei imbottita di psicofarmaci.

Ciao Turbo, in gamba :;):

Ciao Zazà, capito qui un po' di rado, ma certamente se la salvezza me l'avessero dovuta dare i terapeuti ora non sarei qui a scrivere...un abbraccione! :friends:

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Ogni cosa e persona deve avere il suo spazio dentro di noi. Se credo, lo faccio perché sento la spiritualità. Se amo è perché ci sono persone da amare. Nessuno deve essere il sostituto dell'altro.

mi piace molto questa frase e la condivido pienamente.

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Ospite pruillio

mi piace molto questa frase e la condivido pienamente.

io condivido con te,che condividi,siamo sulla stessa frequenza ultimamente. :Batting Eyelashes:

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Ti capisco perfettamente quando dici di non sentire il bisogno di condivisione perché per me è stato cosi per tantissimo tempo...

fino a quando, se posso chiedere? :huh:

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Ciao Zazà, capito qui un po' di rado, ma certamente se la salvezza me l'avessero dovuta dare i terapeuti ora non sarei qui a scrivere...un abbraccione! :friends:

e cosa ti aspettavi ti avrebbero dovuto dare i terapeuti, invece?

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