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Salamandra Mannara

chi ha interrotto la terapia? come e perchè?

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per quelli che hanno interrotto la terapia: mi raccontate le vostre esperienze per sommi capi?

io sono in terapia da quasi due anni, ma due anni svoltisi a singhiozzo per due pause natalizia di un mese e mezzo ciascuna, due lunghe pause estive (due mesi) di cui una addizionata con una gravidanza anticipata per malattia.

a due anni di distanza non ho ottenuto un minimo di risultato sperato (fare un po' di chiarezza nella mia vita, e soprattutto prendere una decisione su cosa fare...).

per andare alla seduta settimanale ci metto un'ora di viaggio e tra una cosa e l'altra mi va tutta la mattinata, non sopporto più il viaggio, i giorni prima entro in crisi perchè non voglio continuare...

MA

le sedute mi piacciono, salta sempre fuori qualcosa di nuovo, forse per certi aspetti mi conosco un po' meglio, ma resta il fatto che invece la possibilità di prendere uan decisione sul da farsi della mia vita la vedo invece sempre più lontana.

ne ho parlato già qualche volta con la psicoterapeuta e appunto siamo arrivati al punto che la terapia è per il momento l'unica cosa che riesco a fare con continuità e impegno.

ad ogni modo io mi sento sfiduciato, mi sento come in un circolo vizioso...

e sinceramente al momento non ho nemmeno voglia di intrapprendere un altro percorso, ricominciare tutta la storia dall'inizio.

vabbè, io ho raccontato un po' i miei sentimenti, se avete deciso di interromepre la terapia dite come è stato e cosa è successo dopo.

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interrompere la terapia è la cosa più giusta che puoi fare.

non sei te che hai problemi ma è il mondo che li ha, per questo non puoi guarire perchè è il mondo di oggi che deve guarire...

io ho fatto terapia, sono migliorata, ma i problemi restano sempre quelli......perchè? perchè è il mondo di oggi che non va bene.

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io sto facendo terapia da uno psichiatra e pure io mi sento in un circolo vizioso.

da quando ho cominciato terapia il mio vuoto esistenziale si fa sentire sempre più forte perchè non vuole essere dimenticato,è come se bussasse alla mia porta e dicesse "toc toc,non dimenticarti mai di me!"

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io sto facendo terapia da uno psichiatra e pure io mi sento in un circolo vizioso.

da quando ho cominciato terapia il mio vuoto esistenziale si fa sentire sempre più forte perchè non vuole essere dimenticato,è come se bussasse alla mia porta e dicesse "toc toc,non dimenticarti mai di me!"

anche io a volte sento un vuoto esistenziale assurdo, sai?

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significa che per gravidanza a rischio (della psicoterapeuta) lei è andata in malattia in anticipo di più di un mese rispetto lo stop delle sedute previste.

cioè: mica è una colpa sua, è che mi sono trovato più volte un po' spiazzato. tipo questa estate avrei voluto andare ma c'era la pausa estiva...

continuo a scoprire emozioni (al più negative) della mia infanzia, cose che veramente non ricordavo, e scopro molti punti di forza della mia adolescenza.

ritengo cose utilissime per un percorso di crescita personale, ma alla fine non ho risolto il problema del quesito iniziale.

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carissimi, non ho più' scritto su questo sito da tempo. Pero' sentivo di aver lasciato un discorso in sospeso.....

Le pillole della felicità aiutano per uscire dalle crisi, sono farmaci sintomatici, risolvono i sintomi, ma ovviamente le cause non vengono risolte. Ho preso l'antidepressivo per 6 mesi circa, ho dovuto sospendere perché devo prendere altre medicine incompatibili .,.,.. Sono andato da un psicoterapeuta privatamente 50 euro a colloquio. Mi trovavo bene ma alla fine intravedevo le cause della mia depressione in una vita completamente sbagliata, dove ho sbagliato tutto fin dall'inizio, intravedevo qualche possibilità di miglioramento solo dopo almeno alcuni anni di psicoterapia , con il rischio che alla prima delusione sarei tornato punto e da capo. Purtroppo ho dovuto sospendere la psicoterapia anche per via delle ristrettezze economiche e dare il colpo di grazie è stata la diagnosi di una miocardite con insufficienza mitralica di grado elevatissimo, cioè ho il cuore malato e c'e' il rischio a volte speranza che possa morire da un momento all'altro. Il mix di farmaci per il cuore è incompatibile con il cipralex ed altri farmaci antidepressivi... E' brutto sapere di morire da un momento all'altro.... e per di più senza avere nessuno al mio fianco..... senza amore. Adesso capisco quel motto: se hai l'amore hai tutto... beato chi ce l'ha'......

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io ho sospeso tutto perchè mi sono rotta le scatole

Tutto tutto? anche i farmaci? di botto o li hai scalati? e da quanto tempo? e ora come stai?

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beh insomma: alla fine ci vado ancora.

anzi ora mi piace.

forse era stata una crisi di abbandono a causa della pausa estiva.

ci vado volentieri, è cambiato giorno e il più delle volte ho dei riscontri positivi, anche se non posso ancora parlare di risultati apprezzabili.

in genere succede sempre una cosa curiosa: in genere non so come iniziare la seduta (ci si siede, saluta e devo fare tutto io, a volte inizio a parlare del più o del meno -per motivi logistici arrivo sempre un po' all'ultimo momento- e da li si sviluppa qualcosa, altre volte ho cose "grosse" da raccontare, altre volte mi "preparo" come se fosse una lezione ma li poi inizio un altro percorso), mentre non riesco mai ad andare via.

non è che allo scadere del tempo mi dice "basta" e mi caccia via, ma in genere resto sempre almeno 5 minuti in più, altre volte addirittura finisco ri daccontarle cose mentre mi metto la giacca o addirittura in corridoio (lei resta in stanza).

la prossima volta, se non si intromette qualche altro pensiero penso che dovrei parlarle proprio di questo.

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Tutto tutto? anche i farmaci? di botto o li hai scalati? e da quanto tempo? e ora come stai?

i farmaci no.......ma sto male anzi malissimo ! a te come vanno le cose ?

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qui non succede nulla.

non soo ancora riuscito a mollare.

anzi: ho detto che non andavo per tutta febbraio e invece ci vado anche la settimana prossima.

non sta accadendo niente, o meglio: tra poco ci sarà il baratro perchè non ho risolto i mie problemi e questo ha portato a un stato scandaloso la mia situazione.

per ora sto bene, o meglio: sto così e così... forse perchè non me ne rendo conto?

mi ha detto che ci sono stati tanti cambiamenti in me, che io aspettavo il miracolo (non è vero, ma sono stato zitto)...

l'unico cambiamento è che non è cambiato nulla, e quidni se prima la emme era fino al collo, ora è alla gola.

cacchio: ma perchè ho iniziato la "terapia"??? :icon_rolleyes:

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Salamandra ciao, posso chiederti che tipo di terapia fai? Magari l'approccio terapeutico non è funzionale alle tue esigenze e comunque per tutti i dubbi che ti passano per la testa io credo che la cosa migliore sia affrontarli in terapia. Io per esempio, a seguito di un episodio di depressione, lo scorso anno mi sono affidata ad una terapeuta ad indirizzo cognitivo comportamentale e nel giro di un anno ho risolto (anche con l'aiuto di farmaci). La consapevolezza che ho acquisito grazie alla mia terapeuta mi ha permesso di rendermi conto recentemente di altre questioni irrisolte in me a cui sento la necessità di dare un senso, ma poiché la cognitivo comportamentale è una terapia basata sul presente ed io ora ho bisogno di lavorare sul mio passato, di comune accordo con la professionista che mi ha seguito lo scorso anno, mi sono rivolta ad una terapeuta sistemico relazionale. Non si ricomincia mai una terapia completamente da capo, proprio perché si acquista una certa consapevolezza e questo aiuta a velocizzare il percorso. Ti saluto e spero di essere stata utile.

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ciao.

la mia è una terapia di indirizzo psicodinamico.

che non so cosa voglia dire, perchè dal primo gioro mi sono seduto e mi ha chiesto di dirle che c'era che non va.

la seduta inizia con il saluto, mi si siede davanti e io parlo.

spesso mi sono sforzato di aprlare, pensavo di trovar sempre la cosa che ritenesse interessante, che mi chiedesse un approfondimento, che la seduta dopo riprendesse un mio discoro un sogno, un collegamento...

ad un certo punto, seduta dopo seduta, dopo un anno avevo perso fiducia, ma sentivo di dover andare ancora.

alla fine non le raccontavo più i sogni: tralascianod che non li ricordo quasi mai, ma se faccio un sogno inquietante mi diceva: "si vede una certa inquietudine".

comunque ne ho parlato a lungo anche perchè c'è stata tutta una evoluzione in questi mesi sul mio percepire la terapia, e martedì fiisco.

non so come siano le terapie, so che questa terapeuta parla poco o niente, io parlo, racconto...

siccuramente sarà un percorso lungo ma io *non ho tempo* e questo lo sapeva bene il team al quale questa dottoressa fa parte.

ho parlato anche di questo.

capisco che detta così si capisca poco, ma dovrei altrimenti raccontarti tutta la storia e la faccenda si allunga.

probabilmente ci sono state troppe pause, questi giorni stavo proprio pensando che nei momenti più fragili c'erano pause di uno-due mesi...

o forse troppo distante: 50 km andare e 50 tornare o in corriera, o in treno, a volte in auto...

a volte (per recuperi) ho fatto due sedute settimanale, mi aveva proposto di fare sempre due, ma proprio non ce l'ho fatta.

non mi sento un fallito, ma fino ad ora ho fallito i miei progetti e mi sento senza voglie e stimoli.

una cosa che sento è che quest aterapia deve concludersi.

sicuramente come diceva la dottoressa sarebbe stato meglio appunto decidere di concluderla invece di lasciare il giorno che le ho detto.

e così ho fatto altre 4 sedute, e la settimana prossima dovrebbe terminare.

dico dovrebbe perchè fino adesso la seduta doveva essere l'ultima.

però ormai è da troppo tempo che non trovo più interesse and andare, voglia, a volte mi sono divertito, a volte ci andavo a cuor leggero, a volte lo aleggerivo dopo la seduta...

ora passo 7 giorni alla settimana a pensare a concludere, a come non andar più.

tranne questa ultima settimana, dove abbiamo deciso di fare l'ultima seduta.

nel male del nulla, mi sembra già un piccolo progetto pure questo.

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Scusa ma non avete mai parlato di quale fosse l'obiettivo da raggiungere con la terapia? certo senza entrare nei particolari non è facile per me capire quali siano i tuoi bisogni e per quale specifico problema tu ti sia rivolto ad un terapeuta. Dici che non hai tempo quindi mi pare di intuire che il tuo problema ti ostacoli non poco nella vita di tutti i giorni. Per quel che ne so, la cognitivo comportamentale è una terapia breve che si focalizza sul presente e lavora sui sintomi. È molto adatta ad esempio per il disturbo ossessivo compulsivo. La mia prima psi che adottava questo metodo mi disse che lei i sogni non li calcolava proprio. Anche la sistemico relazionale è una terapia che può essere relativamente breve e va ad analizzare nel dettaglio le dinamiche familiari che portano ognuno di noi ad essere come è. Insomma... dipende qual'è l'obiettivo che ti proponi e quali sono i tuoi disagi. Non trovi un terapeuta più vicino al luogo in cui abiti?

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purtroppo ho scoperto solo girando in internet, confrontandomi con altre persone, e vedendo filmati di vari psicologi che si trovano in rete che *di solito* (ma non è uno standard evidentemente, anche se ora che so che molti fan così mi sembra il minimo da richiedere) si parla appunto degli obiettivi, ci si da un tempo etc.

poi possono insorgere altre problematiche OK, però appunto all'inizio io ho solo espresso il mio disagio, non mi aveva detto nulla di come si svolgevano i colloqui, ho scoperto dopo un anno che la seduta durava 50 miuti e non 60 perchè ogni volta sforavo... magari anche solo essere più puntuali, più rigore...

ora a posteriori per me è facile analizzare tutto ciò che non è andato, ma per me durante era una continua attesa che succedesse quacosa che cambiasse la situazione.

sui sogni ti dirò: a me non fa ne caldo ne freddo sebbee c'è chi par che viva di sogni per fare una terapia, ad ogni modo è lei che già un anno fa manifestando io dei dubbi e un punt di stasi ha detto che c'erano varei cose da valutare, tra cui i sogni...

se un terapeuta mi dice così, penso che li valuti i maniera un po' più approfondita di quel che possa fare io...

il tutto era basato, immagino si dica così, sulle libere associazioni, io parlavo e se mi fermavo era difficile che dicesse una parola...

fattole presente questo, mi ha detto che io non l'ho lasciata parlare e che ero "travolgente" nei miei racconti, avevo bisogno di liberarmi...

io le ho detto senza problemi che, dal mio punto di vista, non è stato così, è stato anche "frustrante" non sentire mai una sua ripresa su qualcuno dei mie racconti, un sogno, un particolare, un'emozione...

come hai ben scritto la mia vita è comletamente ferma.

in senso molto lato io avevo bisogno di capire se ero in grado di fare una cosa, se ne avevo voglia, se ne avevo le risorse, oppure di guardarmi dentro e trovare le energie per fare altro. e pur non avendone parlato (nel senso stretto del termine, dialogato, rapportato con lei) su questa cosa, io nei miei "monologhi" l'ho detto più volte, ma non c'è mai stata una risposta a questi quesiti, nemmeno detto "beh non è una cosa che si possa rispondere così facilmente" o come nei film "c'è ancora tanto su cui lavorare".

nulla.

per carità: con un tempo infinito a disposizione probabilmente riuscirei a guardarmi dentro, chi lo sa...

ma non erano questi i miei obiettivi che appunto, anche se fatti presenti, non sono mai stati discussi.

una breve scossa qualhe settimana fa quando le ho detto che in questi due anni avevo in qualche modo accettto la lentezza dell'evoluzione del mio progresso, ma che dal momento in cui andare in terapia mi creava disagio pensandoci tutto il giorno e purtroppo anche la notte rimanendo sveglio a pensare a come uscirne, io non accetavo più questa condizione.

perchè, non ricordo se l'ho scritto sopra, in terapia ci sono andato volentieri, a volte ne ho sentito la necessità, dei periodi ne uscivo e stavo bene e caricato almeno per un paio di giorni, poi è passato il tempo e vedevo che nulla cambiava e siamo arrivati al "mal di pacia" e ho detto basta. (mi vien da dire forse, spero sia così...).

la prima volta che le ho esposto questo disagio è rimasta colpita e un po' imbarazzata mi ha detto: "cosa è successo? sembra non le vada bene nulla di se".

allora (io a maggio faccio 38 anni... lei avrà più o meno la mia età. più verso il meno che il più) le ho fatto un breve riassunto di come sto vivendo, le ho chiesto se c'è qualcosa in quello che faccio che a lei piacerebbe, se il mio è solo pessimismo immotivato o se mi sono semplicemente cacciato con le mie mani nel vischio...

con un giro di parole ha cambiato discorso.

perchè per me adesso è facile pensare che già al momento avrei potuto salutarla, girare i tacchi e chiudere così.

ma io mi faccio mille problemi, ho voluto darle fiducia ed ascoltarla.

ora quello ch emi dice mi entra per un orecchio... e ritona fuori di rimbalzo senza nemmeno entrare...

si, ci sono N terapeuti e centri da me, diciamo che avevo "diritto" ad accedere a questo servizio e ne ho "approffitato" (21 euro a seduta + viaggio, diciamo una 30ina di euro a seduta): e così 2000 euruzzi se ne sono andati ma soprattutto il tempo che non ho deciso che fare, e ora sto abbandonando quello che era il mio progetto ma non convinto, solo per logorio.

comunque si, non so se nell'immediato riprendo con una terapia diversa, ma sentivo parlare delle terapia brevi e stavo raccogliendo informazioni su queste.

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Salamandra spero di averti dato informazioni utili. Sai mi sembra che tu non abbia instaurato una relazione terapeutica significativa con la dottoressa, cosa che invece è molto molto utile. Da come parli si capisce che te la sei trascinata quasi per inerzia. L'età secondo me non conta molto. Io ho la tua stessa età e la mia cara doc era più giovane di me, qurlla di ora forse ancora di più! Ma io mi sono trovata bene da subito ed abbiamo collaborato insieme per la mia ripresa. Magari fai una ricerca sui privati nella tua città, il minimo stabilito dell'albo sono 40 euro a seduta. La media chiede sui 50. Ma ti assicuro che se trovi la persona giusta sono soldi ben spesi. Per te è importante il dialogo da quello che ho capito. Fai qualche colloquio e ricordati che hai tutto il diritto di chiarire i tuoi dubbi e controllare il numero di iscrizione all'albo psicologi della tua regione. . Loro sono li per aiutarci, ma anche noi dobbiamo aiutarli ad aiutarci. Non ti arrendere se senti il bisogno di far luce su qualcosa che ti riguarda. E poi ricordati anche che quando si è in terapia siamo portati a riflettere di più su quanto ci accade e a rimuginare di continuo, quindi è normale e positivo questo lavorio ti testa, questo continuo dialogo interiore è produttivo e va discusso con la nostra guida. Ci si sta anche male spesso ma è un dolore necessario. Coraggio non ti arrendere! sentiti libero di contattarmi per mp se hai bisogno di aiuto pratico nella tua ricerca ma non vuoi rendere pubblici troppi dettagli. Buona domenica!

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allora, per chi legge: la mia terapia si è interrotta definitivamente.

la cosa che doveva essere istantane asi è prolungata per mesi e specialmente ultimamente quando avevo "deciso" ci ho messo 4 sedute.

ad ogni modo è stato meglio organizzare la chiusura piuttosto che andar via e basta.

io non ho nulla contro la mia terapeuta durante la seduta, i problemi insorgevano nei sei giorni che separavano la seduta, nella rielaborazione del tutto.

come ho scritto non mi piaceva più andarci, troppo stressante, troppi dubbi.

nel tempo ho fatto delle buone sedute, e devo dire che l'ultima è stata una di queste.

@ amestante, ti scriverò con più calma in questi giorni.

comunque grazie per le parole che hai usato qui.

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