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Boots

una storia incredibile

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Ciao a tutti,

sono nuova in questo forum e scrivo perchè ho tanto bisogno di consigli spassionati...

sono alle prese con un conflitto fortissimo, legato al mio matrimonio. mi piacerebbe sapere cosa fareste al posto mio, ecco un riassunto (cerco di essere il più breve possibile):

sono sposata da 13 anni con un uomo 15 anni più grande di me, abbiamo avuto nei primi 10 anni una relazione molto forte, coltivata purtroppo nella forte gelosia di lui e nel morboso possesso nei miei confronti. sullo sfondo delle tensioni derivanti da questo rapporto non sereno si sono aggiunte le tensioni derivanti dal fatto che prima di sposarci eravamo d'accordo sul fatto di avere figli, poi dopo il matrimonio mio marito si è praticamente rimangiato la parola e io ne ho sofferto moltissimo, anche perchè nel frattempo stavo crescendo i suoi due figli del primo matrimonio. in tutta questa situazione di grande sofferenza io purtroppo ho commesso l'errore di tradirlo, e lui ovviamente mi ha scoperta. questo è accaduto 4 anni fa, e da allora sono stata il bersaglio inerme delle vendette di mio marito. inizialmente, dopo i primi mesi di tortura psicologica, io avevo maturato la decisione di lasciarlo e lui quando lo ha capito, senza chiedermi o dirmi niente, mi ha messa incinta. quando ho saputo di essere incinta inizialmente sono rimasta sbigottita, poi la gioia della gravidanza ha preso il sopravvento su tutto e ho pensato che mio marito fosse stato così intelligente da passarci sopra e da voler ricominciare da capo con me... non immaginavo che era solo il preludio di una tremenda vendetta. mi ha trattata come una regina per i primi mesi di gravidanza per poi scadere lentamente nell'indifferenza fino a quando verso il sesto mese di gravidanza ho capito che qualcosa proprio non quadrava, c'era un'altra. per rendere breve una storia lunga, riassumo dicendo nei 3 anni successivi sono stata trattata malissimo, abbandonata alla nascita di mia figlia in modo crudele, sentendomi dire da mio marito semplicemente che il mio tradimento aveva cambiato la sua testa e che lui non mi amava più e che invece amava l'altra (che io conosco), poi è tornato a casa, per riandarsene dopo pochi mesi, non prima di avermi rimessa incinta, ho passato la mia seconda gravidanza, con una bimba di pochi mesi da accudire, nella depressione più totale. e' terribile "non essere scelti" quando si aspetta un bimbo, essere rifiutati e dover accudire una bimba piccolissima e quello che porti in grembo simultaneamente. E' tornato a casa per la seconda volta chiedendomi però stavolta di abortire, mi ha ricattata dicendo che se non abortivo e non mi facevo chiudere le ovaie in modo da non poter avere più figli ne da lui ne da altri non sarebbe tornato, io non ne ho voluto sapere. lui si è fatto la vasectomia e poi se ne è andato di nuovo da lei, per poi tornare a casa una terza volta dopo poche settimane intenzionato a ricominciare seriamente. abbiamo ricostruito il nostro matrimonio giorno dopo giorno, per me è stato difficilissimo rimettere insieme i pezzi e restituire fiducia a mio marito, anche perchè lui e lei lavorano insieme in ospedale e fanno insieme anche turni di notte. comunque mi sono concentrata sulla sua volontà di ricominciare con me e con i nostri due figli. dopo meno di un anno ho scoperto che mio marito sta ancora con lei. non so nemmeno se si siano mai lasciati. nell'arco di questi tre anni di delirio lui mi ha ripetuto più volte che la cosa migliore da fare per me è accettare lei! che devo capire che solo una "certa elasticità" può salvare il nostro matrimonio e che il tradimento non è una cosa drammatica, anzi, fa parte del matrimonio e le persone intelligenti lo accettano. mi ha proposto persino di condividere con lui le esperienze sessuali con l'altra ed eventualmente con altre donne...

in tutto ciò lui ha vissuto una evidente crisi dei 50 anni, inizialmente è dimagrito tantissimo, andava in palestra tutti i giorni, si depilava, si è comprato una moto di grossa cilindrata ed usciva sempre con gli amici. disinteressandosi completamente alla nostra bambina. ora la situazione è più sotto tono, non regge i ritmi adolescenziali che si era imposto e sta di più a casa, è persino presente, anche se limitatamente, con i bambini. ma lei c'è sempre.

il mio dilemma è andare avanti o no. in tutto ciò io non provo più nulla per mio marito, inutile dire che mi ha fatta soffrire talmente tanto che non lo amo più. ma sono preoccupata per i miei bambini, che oggi hanno 1 anno e 2 anni. se ci lasciamo, loro non avranno neppure memoria di cosa sia una famiglia... e poi, ormai, io non potrò mai più liberarmi di lui, perchè è il padre dei miei figli, e soprattutto ora sarei comunque costretta a vederlo spessissimo almeno finchè i bambini non avranno un'età tale da poter stare da soli col padre.

c'è qualcuno che ha vissuto qualcosa di simile? che possa consigliarmi? ringrazio chiunque possa portarmi la sua esperienza.

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Io non ho vissuto una tale esperienza però leggendo la tua storia posso dirti quello che penso. Secondo me dovresti lasciarlo, crescere i vostri figli non negandogli la possibilità di conoscere il padre ma non restando schiava di un uomo del genere.

Pensi sia stata la differenza d'età a creare i problemi in cui sei incorsa o l'età non centra niente?

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dopo quello che ho letto mi viene da dire che di sbagli se ne fanno tanti, a volte si superano, a volte (come nel caso di tuo marito) il dolore è grande e per rimorso si commettono errori più grandi senza pensare (e questa è la gravità) che ci possono andare di mezzo i figli, non va bene. I problemi dei genitori non devono essere assorbiti in questo modo dai piccoli. Insomma, posso capire che per te sia mooolto complicato ricominciare da sola, ma sarebbe meglio, se ami davvero i tuoi bambini. e non dico di negare loro il padre, ma di fare in modo che questi conflitti vengano affrontati e superati da entrambi e la lontananza secondo me vi aiuterebbe. e non è detto che tu non riesca a rifarti una nuova vita... sicuramente migliore! coraggio!!!

sono stata con una persona più grande di me di 16 anni, a volte le distanze sono tante e mi viene da dire che gli uomini più grandi si sentono di avere più esperienza e pensano di poter "dominare" l'altro, con trucchetti etc...

mi chiedo cosa tu ci stia ancora a fare con lui a questo punto, la tua famiglia ce l'hai, li volevi i bimbi e li hai (non così desideravi questa famiglia, ma una parte della famiglia è lì) e diventano loro la tua famiglia... un proverbio dice: meglio soli che mal accompagnati... che serenità daresti ai bimbi se vi vedessero litigare? e un'altra cosa... se io fossi in te, un giorno, quando saranno grandi, non direi MAI male del padre, perché potrebbero non capire chiaramente la situazione...

Insomma, è una situazione delicata, ma potresti uscirne fuori più forte e matura...

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