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alexcompl

Sentirsi a disagio e diversi

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Salve a tutti;

Sono un ragazzo di ventisette anni, universitario, a pochi esami dalla laurea specialistica.
Premetto, che quello che ho sempre riconosciuto in me una debolezza, o un difetto, e di cui parlerò, non mi ha mai preoccupato più di tanto, avendola sempre riconosciuta come una questione di personalità; è solo nell'ultimo periodo che questo "fastidio" mi si sta rilevando via via più complesso da gestire; a volte "il giorno dopo" non ci penso più, ma quando mi trovo a viverlo mi crea un grande disagio, fino al punto da aver iniziato a pensare che potesse trattarsi di un disturbo, sicchè incuriosito e facendo ricerche su internet, ho visto essere un "malessere" molto frequente e inquadrabile sotto un'ottica piscologica, ed ecco perchè ho deciso di parlarne su un forum.

Premessa importante: non credo di reputarmi una persona sola, nonostante talvolta, sento di soffrire un po di solitudine. Ma è una solitudine molto passeggera, che mi fa ricredere alla prima occasione, quando gli amici passano da casa anche solo per salutarmi, o quando ricevo qualche telefonata, o quando qualcuno si interessa a me, mi rendo conto di non essere solo e che questa è forse solo una mia "preoccupazione".
Più precisamente, quello che a volte mi destabilizza, è una mia sensazione di essere diverso dalla gente, e di non trovare qualcuno che sia paragonabile me. Cercherò di essere chiaro. Se sto a contatto con amici stretti, dai cugini\fratelli\ o parenti, alle amicizie classiche e di ogni giorno, mi sento abbastanza sereno, e privo di problemi. E' quand mi trovo a frequentarmi con persone nuove, spesso e soprattutto se in comitive, che inizio a sentire una sensazione di disagio.

Come ho detto, sono le comitive che mi preoccupano un pò. Perciò a volte capita che con un amico - con il quale non ho nessun problema - ci si trovi a stare con altra compagnia, e li mi sento tagliato fuori da probabili amicizie, inadatto a instaurare comunicazioni. Difficile da spiegare, ma è come se mi sentissi snobbato, o deriso. Ma mi rendo conto che la gente non lo fa, non lo fa apertamente, è come se io pensassi che loro lo pensano. Questo "pensare che la gente mi stia valutando" automaticamente crea delle strani reazioni nel mio modo di comportarmi, cosi che divento goffo, nel modo di rispondere, ma anche nel modo di muovermi, e peggioro la situazione. Spesso con delle scuse banali me ne vado via, altre volte resisto, ma va a finire che me ne sto da solo in un angolo cercando in modo imbarazzante di nascondere la mia "asocialità", ma il piu delle volte preferisco tornare a casa, e stare da solo, con il mio intrattenimento che siano libri,musica,film, e anche lo studio. In quei momenti appunto come già detto sento di soffrire di "solitudine", che però dura fin quando non si realizza la prima occasione che sistematicamente smentisce il fatto che io sia una persona sola.

Dirò, che per timido, sono sempre stato timido fin da piccolo; ma con le amicizie sincere sono sempre stato anche spigliato, sfacciato e senza problemi; ripeto, il mio problema si instaura quando per qualche circostanza, mi trovo a dover stare in ambienti con diverse persone. E' li che mi sento inadatto a instaurare un legame, a comunicare, ad essere sincero. ho come una paura ossessiva di sembare ridicolo, patetico. Per colpa di questo problema ho perso delle occasioni di conoscere anche delle ragazze che inizialmente sembravano interessate e poi, vedendo questa riservatezza assoluta da parte mia, questo "costruirmi dei muretti intorno" hanno lasciato perdere.
A volte ho raggirato il problema, cercando di abolire la mia "lucidità". Per quanto possa sembrare scorretta questa mia argomentazione, devo dire che a volte da "brillo" me la sono cavata bene e senza problemi; altre volte invece ho ottenuto l'effetto contrario: mi sento sentito peggio. Quando cerco di trovare delle risposte penso che tutto sommato ho avuto una vita felice, senza problemi gravi, nonostante ho sempre convissuto con questa situazione di "inadeguatezza" che però, come già detto, non ho fatto mai pesare, riconocendola come una semplice "timidezza" o piu espressamente "una questione di personalità", e le uniche cose che mi hanno turbato seriamente in passato sono state le mie situazioni sentimentali vissute in modo molto intensi ma poi terminate in modo spiacevole; in realtà oggi come oggi, credo e reputo di aver affrontato quei momenti, che appartengono al passato, e per i quali sostanzialmente non soffro più, ma talvolta arrivo a pensare che (forse, probabilmente, ma non ne sono affatto sicuro) è da quelle esperienze che io abbia maturato una "reazione spontanea" a stare sempre sulla difensiva verso la gente che non conosco.
Non so cosa posso fare per migliorare questo lato di me stesso, per questo ne ho parlato qui, per sapere se qualcun'altro si è trovato all'incirca nella stessa situazione, e come l'ha vissuta
grazie per l'attenzione

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Ciao!

io posso dire di essermi riconosciuta abbastanza nella tua descrizione e in realtà non ho una risposta al problema. Sto facendo il mio percorso di crescita personale e spero un giorno di arrivare a superare questa difficoltà. Nel frattempo, per pur che la cosa mi impedisca di cogliere occasioni buone in cui conoscere gente nuova, continuo a pensare che quando sarà il momento saprò essere più "spigliata". Per ora faccio quello che mi sento senza forzare la cosa. Per quanto riguarda il fatto che questo problema ti impedisce di conoscere nuove ragazze non posso dire la stessa cosa di me, ma questo dipende forse dal fatto che sono una ragazza e, come da tradizione, ho sempre aspettato che si facessero avanti loro. Tuttavia mi sento di dirti una cosa: non posso sapere come siano andate le cose, ma io penso che se una persona è davvero interessata a conoscerti non si fa fermare dalla tua timidezza. Però non so, forse parlo così perchè io mi comporterei così, ma mi rendo conto che non sono tutti come me. E questa consapevolezza sta, invece, alla base del mio percepire me stessa così diversa dal resto del mondo.

Spero di esserti stata di aiuto in qualche modo. In bocca al lupo!

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Ciao Alex! Anche io ho spesso momenti così e non credo sia solo x timidezza.. Io ho parecchi anni in più di Te e si dice che crescendo(o invecchiando o come dir si voglia) la timidezza passi un po', forse perché si dovrebbe diventare più sicuri di se'.. Sarà ma io non sono diventata più sicura e sono ancora molto timida.. Io non ti rispondo xke ho un consiglio da darti, purtroppo no, ma solo per dirti che il tuo e' un problema che abbiamo in comune..so che questa mia rivelazione non ti aiuterà per niente, mi spiace..solo volevo dirtelo.. Anche a me capita di stare in un angolo mentre sto tra sconosciuti, mi guardo intorno e mi sento diversa da tutti loro. Si sta male. Mi sento così insicura e insignificante.. Ora sto seguendo un percorso psicologico che spero davvero tanto mi faccia affrontare meglio tutte queste brutte situazioni di disagio, tutte queste paure.. Solo questo.. Ti saluto e ti auguro un in bocca al lupo. Ciao!

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