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Ciao a tutti

Scrivo su questo forum perché credo che in alcuni casi il confronto sia l’arma migliore per risolvere i conflitti e quindi chiedo a tutti Voi di dirmi la Vostra.

Sono una c.d. Capo Ufficio. Circa 3 anni fa ( dopo una ricerca durata molti mesi ) ho selezionato e preso a collaborare nel mio ufficio una ragazza. Inizialmente si è presentata molto timida e paurosa di qualsiasi cosa. Io l’ho seguita nella formazione sia materiale che psicologica cercando di non farle avere quel timore di tutto ( che fra le altre cose nell’ottica lavorativa non serviva a molto … visto che a lavoro bisogna lavorare). Ho spiegato regole dell’Ufficio e della struttura e sopratutto ho chiesto di collaborare in maniera trasparente visto che la mia intenzione era farla crescere ed ovviamente far crescere l’ufficio.

Bene a distanza di quasi 3 anni mi ritrovo davanti una persona che non rispetta le regole minime di convivenza e dell’educazione ( i vaffa e le aggressioni verbali ai miei danni sono all’ordine del giorno), ogni volta che le chiedo qualcosa o le correggo qualcosa che ad avviso di una persona che ha circa 15 anni di esperienza più di lei merita di essere corretta, ci sono accuse di mobbing e di vessazione ( che ovviamente io compirei ai suoi danni). Assoluta mancanza di rispetto dei ruoli e delle regole dell’ufficio ….e così via. Insomma l’agnellino si è trasformato in un lupo.

Certo io non sono un capo lasco anzi pretendo molto e sono molto precisetta ma visto che pretendo molto da me non capisco perché non dovrei fare altrimenti dai miei sotto posti?

Bene attendendo di trovare il modo di levarla dall’organico come faccio a neutralizzare i suoi attacchi e trasformarmi da un capo di diritto ad un capo di fatto??

Ps se mi sapere consigliare letture o corsi da fare io sono assolutamente disponibile a tutti i consigli. Ciao sib

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massimizzando il problema, lo si gonfia.

minimizzando il problema, lo si sgonfia.

Io penso a questo.

Scopo ultimo sempre il lavoro.

Anche il mio capo oggi e' andato su tutte le furie per una cavolata enorme e senza nesso logico!!!! e se l'e' presa con me....è diventato paonazzo e urlava come un pazzo scatenato.... ma e' da un po' che e' sotto pressione e dice che si sente attaccato da tutti noi... MANIA DI PERSECUZIONE TIPICO DELL ITALIANO MEDIO... ad ogni modo l ho lasciato sfogare per 5 minuti buoni e poi io mi sono CAUTAMENTE scusata CON APPARENTE SINCERITA' E TRISTEZZA (anche se internamente ero incavolatissima perche non centro nullla!!!!!!!) in maniera BREVE (io sono a favore delle scuse anche solo per chiudere subito la discussione -scuse brevi senza sfotto'-) ...ad ogni modo oggi pomeriggio lho preceduto in alcuni lavori perche stesse buono e non mi rompesse con qualche altra cavolata..... almeno non mi ha rotto......poi ha pure collaborato PIU DEL SOLITO senza dire "AH..."....

Cioè... prima di tutto.. se si è CAPI... l interesse primario e' creare AMBIENTE SERENO... perche AUTOMATICAMENTE porta i suoi frutti positivi.....

INCAVOLARSI... ALZARE LA VOCE...DIRE VAFFA.... non RISOLVE NULLA!!!! Anzi assumere questo atteggiamento credo che possa portare all ICTUS o cose simili

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credo che in alcuni casi il confronto sia l’arma migliore per risolvere i conflitti e quindi chiedo a tutti Voi di dirmi la Vostra.

Lo è, ma se si lascia che il confronto si sposti sul piano emotivo diventa automaticamente una faida, per cui meglio

lasciare fuori (o comunque tenere per se) valutazioni di tipo psicologico o caratteriale.

Tieni conto che l'aggressività molto spesso non è altro che un modo per dare una spinta alle proprie ragioni quando

si ritiene che non vengano considerate e non si hanno o non si vedono altri modi per farle valere.

E tieni conto anche che il vostro è un rapporto asimmetrico, per cui se avete ragioni contrapposte su qualcosa di

legato al lavoro, le tue cadono dall'alto mentre le sue devono vincere la forza di gravità e in più rischiano di

ricaderle in testa pesantemente, anche se valide (cosa che non rende certo sereni e coccolosi).

Se si tratta di cose superabili col confronto (non sempre lo sono), una volta messo il confronto sul piano oggettivo

l'aggressività si dovrebbe sgonfiare. Se sei tu il capo, la responsabilità di tenerlo lì è principalmente tua e hai

tutti gli strumenti per farlo. Se invece non li hai, il tuo vero problema non sono i sottoposti.

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grazie a tutti per le preziosissime risposte.

Capeggio un'altra persona che avrebbe, però, nella struttura dell'ufficio un ruolo inferiore. La persona in questione sarebbe destinata ad affiancarmi nel mio ruolo.

Nel senso che una funge più che altro da segretaria mentre l'altra persona dovrebbe fare cose più importanti.

Tutti spunti interessanti sui quali è importante riflettere. Non nego che possono esserci dei miei errori relativi al timore di perdere il controllo .... e su quello ci stò lavorando minimizzando come giustamente il problema ( quando mi accorgo che mi sale il nervoso per cose che non riguardano strettaemnte il lavoro mi fermo e rifletto).

Ho però notato più volte che Lei anche quando tento di spostare il confronto su cose oggettive lei butta di nuovo in avanti elementi emozionali ( per questo parlo di trasformazione da agnello a lupo), sui quali ha ben capito di avere strada facile, e quindi chiedo, consapevole del fatto che sono io la responsabile ed è mia la responsabilità in ordine alla gestioen del confronto come faccio a neutralizzare queste sue tendenze?

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La tua responsabilità però non è totale. Non è tua figlia ma una persona adulta quindi se ritieni che il

suo comportamento è sbagliato forse è meglio che ti limiti a farglielo presente, prima informalmente e poi

formalmente. Se la ragione sta oggettivamente dalla tua parte, e non ti è difficile provarlo, non hai nulla

da temere (viceversa molto probabilmente nemmeno). Poi tocca a lei: se la capisce bon, sennò la capirà

quando dovrà subirne le conseguenze.

Poi, boh... se cerchi in giro sicuramente trovi tonnellate di materiale ed eserciti di "coach" e esperti di

"coaching" che insegnano come secondo loro si controllano le emozioni altrui nei rapporti interpersonali

(cioè si "manipolano le persone", anche se di rado viene usata quest'espressione perché non suona bene)...

però... quelle sono cose che lascerei perdere. Ho l'impressione che generino più piromani che pompieri.

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come faccio a neutralizzare queste sue tendenze?

beh, dovrebbe essere una cosa temporanea, dato che come dicevi nel primo post, stai cercando il modo di "toglierla dall' organico". Quello è un modo di sicuro risolutivo per neutralizzare qualcuno. In futuro magari, hai fini della selezione, (scusa se mi permetto), suggerirei di non cercare qualcuno che sembra impacciato e remissivo e per questo più facilmente "gestibile", perchè potrebbe, come nel caso concreto, rivelarsi falso.

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E' sicuro che questa esperienza mi ha insegnato a porre maggiore attenzione alla fase della selezione del personale .... ma in una struttura con poche risorse economiche la selezione non ha un affiancamento di natura psicologica molto forte per cui si va per tentativi ... ed in effetti nel momento della mia scelta ho dato importanza alla capacità intelletiva e non al lato strutturale della persona... per cui ora a distanza di alcuni anni ho scoperto che quello che era remissione è semplicemente un atteggiamento di facciata ... oki non si nasce imparati e ne farò tesoro.

Per quanto riguarda le ragioni del contenzioso cercherò senza alcun dubbio di placare le sue aggressioni limitandomi a contestarle i suoi errori ...sono sicura di aver fatto un buon lavoro ma mi bloccano le reazioni aggressive... per cui più che cercare insegnamenti sulla manipolazione altrui ( non sono convinta che servono a niente per definizione) penso sia meglio che sia io ad imparare a gestire questo tipo di comportamenti per essere lucida quando succedono in modo da rispondere all'aggressione contenendo la risposta alla mera oggettività dei fatti senza trascendere nella deriva della emotività incontrollabile che non risolve ed invece peggiora.... ho interpretato i vostri suggerimenti in maniera esatta? Infine sono arrivata alla determinazione di toglierla dall'organico perchè credo che questi atteggiamenti nascondano una insofferenza al lavoro inteam/lavoro strutturato e gerarchizzato e quindi penso che la sua strada sia più votata ad una professione autonoma ed indipendente ... che ne dite?

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Sul contenere sì, ma avendo il coltello dalla parte del manico non dovresti avere grossi problemi...

Rimedi della nonna come per esempio un semplice "vedi di calmarti e poi ne riparliamo" detto in modo

deciso, da superiore gerarchico li puoi usare agevolmente.

Sull'insofferenza al lavoro gerarchizzato può essere che tu abbia ragione. O forse avendola tu, per così

dire, "svezzata" professionalmente, è solo una ribellione nei tuoi confronti (càpita...).

Sull'insofferenza al lavoro in team - sempre se si può definire team una coppia capo/sottoposto - invece

non so... Non è che, magari, a quello non siete adatte entrambe? Non è facile... a parole son campioni tutti,

ma poi nei fatti la maggior parte delle persone non tollera scontri e scazzi, che sono cose spiacevoli ma

che nel lavoro in team accadono.

E' un po' come voler essere bravi marinai purché non ci sia mai un temporale...

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mi assumi?? Che profilo cerhi????? :)

Cmq sì hai interpretato bene. E credo sia normale se ti fai trasportare essendo la prima esperienza negativa in questa cosa. Ma presa l abitudine, ti farai scivolare addosso queste cose. Vedrai ;)

Bisogna pensare che chi sbaglia doppiamente e' questa persona che non pensa al bene del lavoro.. lei rimane nel torto..... ciao (sono disponibile ai trasferimenti....)

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bene bene ...grazie mille a tutti siete stati preziosissimi. Farsela scivolare ed essere professionale credo sia la soluzione .... mi sono lasciata trasportare dall'emotività anche io " senza ricordarmi che cmq è un posto di lavoro" e quindi mi sono lasciata trasportare su un terreno che mi ha ingenerato paure... con i vostri suggerimenti ho capito che così non è e devo solo riprendere in mano le redini. Ma ci stò lavorando :LOL: per l'assunzione parliamone... chissa che non sia ... per il profilo ?? direi resistente agli urti .... :21:

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Io fra gli animali preferisco la volpe.

Essa mette paura ai conigli ma nn si fa

odiare come il lupo.

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Salve Sib, ho 38 anni e da quasi 20 sono a capo di una squadra di operai che purtroppo la crisi sta decimando. Nel corso degli anni ho visto l'avvicendarsi di tanti ragazzi e non, che nei primi tempi apparivano sempre come agnelli e col tempo ho capito che la loro trasformazione in lupi è sempre stata colpa mia che li ho trattati da amici e sempre messi a loro agio mettendomi in prima persona al loro livello o quasi. Solo col tempo ho capito che sul posto di lavoro bisogna scindere le cose e se c'è da rimproverare, meglio farlo subito che aspettare che la cosa degeneri, anche perché lavorando in squadra la pecore nera guasta il resto del gregge e se per una volta fai dei favoritismi questo ti si ripercuote contro. Nell' attuale staff io sono il più giovane e porto loro rispetto in quanto più grandi di me ma sul lavoro mi sono riverenti perché resto il loro capo e nel settore ho più esperienza e anzianità.

In bocca al lupo!!! (mi auguro di no)

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Se tu sei un capo, un leader, e sei abituato a comandare mi spieghi come mai arriva una e ti mette sotto? Non capisco davvero. Una persona abituata al comando no si fa piegare da un'attricetta che fa la brava bimba all'inizio e poi mostra le unghie. Se sei veramente quel capo che dici e credi di essere allora dimostralo e rimettila al suo posto. Mi pare la cosa più importante che un leader debba saper fare e se non ci riesci allora mi verrebbe da chiederti come mai ti sei convinto finora di poter comandare se non ne hai la capacità? Un vero leader non si fa mettere sotto da nessuno e tantomeno permette che si usi un certo linguaggio. Come mai non l'hai ripresa subito già la prima volta che ha osato avere un tale atteggiamento nei tuoi confronti? Avresti dovuto porre rimedio subito e ristabilire l'equilibrio. Adesso che ti ha ridotto a fare la pecorella della situazione spero che riuscirai a tirartene fuori ricapovolgendo la tua situazione. Buona fortuna :)

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Se tu sei un capo, un leader, e sei abituato a comandare mi spieghi come mai arriva una e ti mette sotto? Non capisco davvero. Una persona abituata al comando no si fa piegare da un'attricetta che fa la brava bimba all'inizio e poi mostra le unghie. Se sei veramente quel capo che dici e credi di essere allora dimostralo e rimettila al suo posto. Mi pare la cosa più importante che un leader debba saper fare e se non ci riesci allora mi verrebbe da chiederti come mai ti sei convinto finora di poter comandare se non ne hai la capacità? Un vero leader non si fa mettere sotto da nessuno e tantomeno permette che si usi un certo linguaggio. Come mai non l'hai ripresa subito già la prima volta che ha osato avere un tale atteggiamento nei tuoi confronti? Avresti dovuto porre rimedio subito e ristabilire l'equilibrio. Adesso che ti ha ridotto a fare la pecorella della situazione spero che riuscirai a tirartene fuori ricapovolgendo la tua situazione. Buona fortuna :)

il perchè è semplice ... e lo si scopre cammin facendo. Perchè nn sono in grado di comandare o cmq nn lo sono stata nel caso di specie. Ora la situazione si è risolta io rimango il capo e lei fatta fuori ... ma diciamo che mi è servita da lezione... e sopratutto ho capito che fare il capo è incompatibile con il farsi degli amici!!

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Ciao a tutti

Scrivo su questo forum perché credo che in alcuni casi il confronto sia l’arma migliore per risolvere i conflitti e quindi chiedo a tutti Voi di dirmi la Vostra.

Sono una c.d. Capo Ufficio. Circa 3 anni fa ( dopo una ricerca durata molti mesi ) ho selezionato e preso a collaborare nel mio ufficio una ragazza. Inizialmente si è presentata molto timida e paurosa di qualsiasi cosa. Io l’ho seguita nella formazione sia materiale che psicologica cercando di non farle avere quel timore di tutto ( che fra le altre cose nell’ottica lavorativa non serviva a molto … visto che a lavoro bisogna lavorare). Ho spiegato regole dell’Ufficio e della struttura e sopratutto ho chiesto di collaborare in maniera trasparente visto che la mia intenzione era farla crescere ed ovviamente far crescere l’ufficio.

Bene a distanza di quasi 3 anni mi ritrovo davanti una persona che non rispetta le regole minime di convivenza e dell’educazione ( i vaffa e le aggressioni verbali ai miei danni sono all’ordine del giorno), ogni volta che le chiedo qualcosa o le correggo qualcosa che ad avviso di una persona che ha circa 15 anni di esperienza più di lei merita di essere corretta, ci sono accuse di mobbing e di vessazione ( che ovviamente io compirei ai suoi danni). Assoluta mancanza di rispetto dei ruoli e delle regole dell’ufficio ….e così via. Insomma l’agnellino si è trasformato in un

Certo io non sono un capo lasco anzi pretendo molto e sono molto precisetta ma visto che pretendo molto da me non capisco perché non dovrei fare altrimenti dai miei sotto posti?

Bene attendendo di trovare il modo di levarla dall’organico come faccio a neutralizzare i suoi attacchi e trasformarmi da un capo di diritto ad un capo di fatto??

Ps se mi sapere consigliare letture o corsi da fare io sono assolutamente disponibile a tutti i consigli. Ciao sib

Sono errori toui come capo..il fatto che tu pretenda troppo da te stessa, non significa che lo puoi pretendere dagli altri, puoi pretendere solo il giusto, il resto si chiede per favore..il confine tra giusto e paranoico e sottile, l'elasticità è il vero ingrediente..

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il perchè è semplice ... e lo si scopre cammin facendo. Perchè nn sono in grado di comandare o cmq nn lo sono stata nel caso di specie. Ora la situazione si è risolta io rimango il capo e lei fatta fuori ... ma diciamo che mi è servita da lezione... e sopratutto ho capito che fare il capo è incompatibile con il farsi degli amici!!

Io penso che dipenda dal tipo di settore in cui si lavora. Ad ogni modo esercitare potere non è semplice e ci si ritrova a dire e a fare cose che non ci appartengono.

Il capo potrebbe essere amico dei colleghi se si riuscisse a scindere il lavoro dalla vita fuori dall'ufficio, ma questo non sempre diventa possibile.

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Tu come porti avanti il tuo ruolo di capo? Perché hai parlato di te di lei e del tuo perfettinismo verso te stessa, ma come capo come sei? Non sei dura, ok. Ma come sei, perché non essere dura non vuol dire niente. Lei è diventata così o perchè lo sarebbe diventata comunque per carattere,magari è così anche fuori, a casa, o perchè ha la convinzione che ribellarsi al capo è figo a prescindere di come sia il capo, o perchè l'hai portata tu a quest'atteggiamento con fare pignolo e puntiglioso.

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