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Maschio o femmina? Magari entrambi. Il sopralluogo


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Stamattina sono andato in un paese fuori città. Cerco un posto dove non mi conosca nessuno. Sono stanco di andare in giro con il cuore in gola, per la paura di incontrare qualcuno che mi conosce. Voglio camminare per strada tranquillo. Cioè, tranquillo mica tanto, la paura c’è sempre, qualcuno (vigili o polizia) può fermarmi e farmi passare brutti momenti, oppure qualche uomo ubriaco o di malumore, o ragazzini che sfottono. Ma voglio farlo.

Fa caldo, indosso una polo maniche corte, i peli, ahimé, ci sono, sulle braccia e ho perfino la barba, e non posso quindi essere credibile fino in fondo. Ma vado.

Scelgo una piazzetta appartata, entro in un negozio di borse, maglie e bigiotteria. Appena entro chiedo di poter dare un’occhiata. “Immagino sia per un regalo” fa lei, ed io la guardo e “sì, in un certo senso è un regalo: un regalo a me!” Lei sorride, e io mi affretto a chiarire che sto cercando qualcosa di speciale. Le racconto che sono venuto ad abitare da poco in zona e che ho bisogno di un luogo dove vivere la mia femminilità (la verità, insomma). Mi dice che lei ha solo maglie e camicie, non ha neanche gonne, mi indica un altro negozio vicino, ma sulla strada principale del paese, troppo centrale e affollato. Allora giro in zona (però mi riprometto di venirci comunque, qua) e trovo un piccolo negozio di intimo in una zona un pochino più frequentata, ma tutto sommato tranquilla. Entro e chiedo se ha autoreggenti, ma color moka o simile. Lei mi mostra quello che ha e intanto noto che ha dei vestiti, su un appendiabiti.

Le dico allora che sono interessato ai vestiti, più che altro, ma che verrei dopo l’estate, per i miei soliti motivi, che comunque non spiego a lei.

Le calze non mi piacciono, ma rimaniamo d’accordo che dopo l’estate, quando ci rivediamo, me le ordina del colore che cerco. Bene.

Torno nella zona del negozio di prima, poco lontano comunque, e entro nel piccolo supermercato accanto. Il mio vecchio sogno di andare a fare la spesa en femme…

Entro e ci sono soltanto una donna a servire al banco alimentari e un’altra alla cassa, nessun cliente. Bene. Fosse sempre così… Prendo del pane e pago. Lo scopo è farsi conoscere come uomo per poi, un giorno, entrare en femme e sorprendere. A me piace così.

Poco più avanti c’è un panificio, entro e compro altri due panini, sempre con lo stesso scopo. Il posto però è decisamente più frequentato del minimarket. Non so bene, forse ci ritorno, anche qua. Per oggi è andata bene così.

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Allora dimmi, visto che ti piace vestirti da donna, non lo puoi fare a casa tua?? Perché lo devi fare per forza in giro e farti vedere dalle persone?? Te lo spiego io il perché, perché non è solo il fatto che ti piaccia vestirti da donna e che ti piace essere anche guardato, hai qualche altro vizio, che pretendi che questa società condivida?? Fallo a casa tua, dove non ti vedono bambini e nessuno ti critica, oppure vai dallo psicologo, l'importante è che non pretendi che questo venga accettato dagli altri, giustificandolo con, a me piace molto..

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Sopralluogo, seconda parte.

Sempre nei paraggi in cui mi sono aggirato sabato scorso, verso le 9,30 – 10 di un soleggiato sabato mattina.

Un centro commerciale, piccolino, un supermercato, un bar, un negozio di abbigliamento cinese. In un fabbricato vicino, separato da una strada, il negozio di scarpe, degli stessi cinesi. Entro e scorro le scarpe da donna, quelle basse, estive, cerco un numero alto. Io porto il 43, per le scarpe da uomo, da donna va bene il 42. Il numero più alto che hanno è un 41, chissà: credo che i sandali aperti possano andare bene anche un po’ più piccoli. Suola di sughero, bassa, laccetti neri con qualche paillettes vezzosa ma discreta, aperti davanti, sobri ma eleganti. Li provo. Meglio di quanto temessi, mentre infilo la destra, una ragazza che a sua volta cercava il suo paio di scarpe mi guarda con evidente sorpresa. Io sorrido e infilo l’altra. Meglio di quanto temessi, bene. Mi mancano un paio di scarpe estive, visto che indosso abiti femminili soltanto in inverno. 12 euro, mi sembra ottimo, anche se la qualità è bassa, ma io non devo metterle tutti i giorni, va bene così.

Esco e deposito i sandali in auto. Secondo giro.

Entro nel centro commerciale, subito a destra mi trovo per primo il negozio di abbigliamento. Entro, ovvio.

Reparto gonne, alcune molto belle da rivedere in autunno. Nel negozio ci sono molte persone. Cioè, non tante, a dire la verità, ma troppe per me, circa una dozzina, quasi tutte donne. Mentre scelgo entra la ragazza che era nel negozio di scarpe, che mi guarda distrattamente, sorridendo. Scelgo una gonna leggera, a fiori sul blu, al ginocchio, senza provarla. Forse, se ci fosse stata meno gente, l’avrei anche provata, ma non è quello che cercavo oggi. Non è importante farlo oggi, oggi voglio soltanto guardarmi intorno, per decidere cosa farò dopo l’estate. Pago la gonna ed esco, depositando anche questa in auto. Poi rientro. Terzo giro.

Questa volta arrivo fino al supermercato, con l’idea di vedere la possibilità di entrarci, in futuro, en femme. Entro e giro tra gli scaffali. Poca gente, per un supermercato, ma troppa per i miei gusti, saranno in tutto una ventina di persone, uomini e donne, poche coppie, nessuna famiglia.

Il desiderio c’è, ma onestamente non credo che avrò il coraggio di venire a fare la spesa in questo supermercato indossando abiti femminili. Però mai dire mai, in ogni caso non lo farei il sabato mattina, ma la sera tardi, sperando che ci sia meno gente di adesso. Intanto verrò qualche volta, per farmi conoscere e prendere confidenza con il personale e valutare se potrò trovare ostilità o indifferenza.

Lungo la strada del ritorno ho adocchiato un altro paio di piccoli supermercati con l'entrata un po' defilata, nascosta, le prossime volte vado a ficcare il naso per verificare.

Adesso, comunque, se voglio, posso mettermi una gonna anche d’estate, anche se purtroppo non posso depilarmi. Quindi lo farei solo in privato.

Per oggi va bene così, ma che fatica, la tensione.

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Sí siamo in un forum di psi. Ma tu qua sei a venuto a fare cosa? Quale e' la tua domanda? Quale aiuto ti serve?

Stai raccontando gli affari tuoi senza formulare alcun quesito. A parte il titolo....

Probabilmente sei semplicemente un maachio affetto da esibizionismo acuto.

Io sono donna e nn ho bisogno di dimostrare la mia femminilità come dici.

Se mi sentissi uomo non andrei di certo in giro con la barba falsa etc. Io mi accetto per quello che sono a differenza tua.....

Forse sei uno scrittore.... Scrittore o libero esibizionista? Forse entrambe.

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Adesso, comunque, se voglio, posso mettermi una gonna anche d’estate, anche se purtroppo non posso depilarmi. Quindi lo farei solo in privato.

Nessuno intorno a te sa...vero?

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Toh, guarda guarda!

Ora che avevo deciso di abbandonare questo forum di psicologi della domenica, di dilettanti da "la posta del cuore", arriva una voca amica.

Ti ringrazio, Lis.

No, nessuno intorno a me sospetta minimamente di questa mia passione, tranne una persona: mia moglie.

La mia seconda moglie (la prima è stata stroncata dalla mia passione per le gonne), la quale è tanto intelligente quanto innamorata, e sopporta con infinita pazienza le mie follie, assecondandole quanto basta per riuscire a controllare che non mi metta nei guai.

Ad ogni modo, sono talmente contento che qualcuno si interessi di me, che ti regalo un altro pezzettino della mia lucida follia:

"Altro sopralluogo.

In realtà ho concluso poco, ma è stato abbastanza importante.

Sono arrivato sul posto alle 19,10. Non sono riuscito a fare prima, uscendo dal lavoro alle 18,30. Non so se per l’orario o perché è mercoledì, ma trovo i negozi chiusi, sia quello di intimo, sia quello di abbigliamento e borse, sia il piccolo supermercato. Girando per le vie mi accorgo che sono tutti chiusi. Mi guardo intorno per cercare informazioni, ma non trovo nessuno in posizione comoda per non intralciare il traffico. Forse chiudono tutti presto. Mi informerò sabato, credo.

Vado diretto al piccolo centro commerciale. Entro direttamente nel parcheggio seminterrato. Quattro auto. Nessuno in giro. Magari fosse così il giorno che deciderò. Parcheggio in un posto in zona posteriore all’entrata, vicino ad un’Alfa bianca. Scendo e mi avvio alla porta del centro commerciale lentamente, lo faccio immaginando di indossare una gonna stretta, una gamba dietro l’altra. Mi sembra quasi di sentire il collant che struscia sulle ginocchia. Attraverso il locale ascensori, deserto. Chiamo uno degli ascensori per vedere come è fatto ma soprattutto per verificarne la velocità. Mi sembra troppo lento, infatti, potrei trovarmi bloccato con altre persone e forse è meglio evitare. Penso che quella sera salirò per le scale, e così faccio. Lentamente, per sentire meglio la gonna che ho indosso, intanto osservo che ci sono i tavolini del bar proprio accanto alla scala, separata da una vetrata, e penso che per fortuna in ottobre non ci sarà il dehors, un problema in meno.

Mi infilo nella sliding door che dà sul centro commerciale, il vero muro da superare in quell’occasione. L’ingresso del centro commerciale sarà verosimilmente pieno di gente, mi immagino gli sguardi su di me. Ora è vuoto. Sono le 19,30.

Mi introduco nel supermercato. Deserto.

C’è un cliente alle casse, ci passo accanto entrando. Giro tra gli scaffali, arrivo fino al bancone della gastronomia, dietro al quale ci sono un ragazzo che sta già mettendo via la roba e una ragazza. Nessun cliente. Mentre sorrido alla ragazza, ricambiato, arriva un signore con una bimba. Meno male che non ho la gonna. La ragazza gli dice che ci sono io, ma faccio passare lui, intanto penso a cosa comprare e cosa dire per un minimo di conversazione. Ordino un po’ di olive ascolane, mentre lei mi serve arriva il ragazzo. “Sempre così poca gente, a quest’ora?” domando buttandola lì. “E’ che siamo vicini alla chiusura, a quest’ora viene poca gente”. Mai notizia migliore di questa!!! “Ah, sono arrivato a rompere le scatole, allora!” dico sorridendo. “Nooo, ma figuriamoci…!” fanno in coro i due ragazzi. Il cliente ha sempre ragione.

Mi avvio, sollevato, alla cassa, dove ci aspetta una signora sulla cinquantina, poco meno. Il papà con la bimba è davanti a me, dietro di me una signora, più sessanta che cinquanta, con il carrello. Meno male che la gonna che indosso la vedo solo io… Mentre mi avvicino alla cassa, entrano due coppie, l’entrata è accanto alle casse. La signora alle casse mi guarda, forse la gonna la vede anche lei. “Chiudete proprio alle venti o un po’ prima?” No, proprio alle venti risponde lei. Poi un piccolo pasticcio che fa lei con il resto, che ci serve per rompere il ghiaccio e farmi andare via mentre entrambi stiamo ridendo cordialmente. Bene, se riesco a tornare presto ci sono tre persone che si ricorderanno di me. Voglio che, la sera che succederà, la gente veda una gonna indosso ad una persona, e che tutti vedano una persona normale che ha voglia di mettersi gonna e collant.

Basta, è ora di andare.

Tappa presso un supermercato “In’s”, che si rivela un discount. Sono le 19,50, mancano dieci minuti alla chiusura. Mentre scendo dalla macchina esce una famiglia, entro e trovo il vuoto assoluto. Nessuno. Raggiungo il banco frigo sul fondo, prendo un pacchetto di tortellini, mi immagini tornare verso le casse, all’uscita, con la gonna, poi pago al ragazzo alla cassa e chiedo anche a lui se a quell’ora è sempre così. Mi risponde che a quell’ora non c’è mai nessuno, ma che anche durante il resto della giornata non è che ci sia quella gran folla. Mi segno mentalmente anche questo posto.

Lungo la strada, un’ultima tappa in un negozio di abbigliamento cinese, entro e la signora mi chiede se voglio aiuto, visto che stavo scorrendo le gonne, io rispondo di no e scelgo una gonna leggera, lunga sotto al ginocchio, anche questa volta senza provarla. Dieci euro, va bene così.

Si va a casa, la tua famiglia ti aspetta. Anche stasera non ho combinato niente di concreto, ma le emozioni non sono mancate. Gli appunti cominciano ad essere corposi e la situazione comincia a delinearsi. In autunno avrò forse diverse possibilità, speriamo, e spero che in qualcuna di queste io possa vivere la mia femminilità in modo sereno. Oddio, sereno… Viverla, ecco.

Immagino che avrò una grande paura.

Ma anche per stasera va bene così…"

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Mi piace leggere quello scrivi, i dettagli sono accurati, mi sembra di essere proprio lì...

So che la fantasia di vestirsi da donne è comune a molti uomini ma pochi riescono a parlarne con le persone che hanno attorno, purtroppo questa fantasia tende a generare confusione in chi si trova a fare da spettatore, per quanto una persona possa chiederti di metterti nei suoi panni nel momento in cui lo fai per davvero la spaventi.

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Stranamente per me, apprezzo... Apprezzo Lis per la sua notevole razionalità e apprezzo molto Gabriel nel suo modo di scrivere. Che ci faccio in questo forum me lo chiedo da stamattina, ma essendo un avido lettore mi ritrovo spesso a leggere di tutto... studio da quando ho imparato a leggere cercando di andare sempre oltre quello che trovo stampato, in poche parole il cosiddetto "leggere tra le righe". Sei molto intrigante Gabriel, direi quasi "affascinante". Ammiro il tuo coraggio nell'esserti aperto, ma non comprendo bene la tua paura... paura di essere additato? deriso? etichettato? o forse solo di essere "scoperto"?

A differenza tua, Gabriel, io sono omosessuale... ti chiederai cosa centra questo? Beh... fino a qualche anno fa provavo anche io disagio in mezzo alla gente, avevo paura di essere "scoperto"... e per scoperto intendo essere messo a nudo davanti a me stesso di fronte alla stupidità, falsa morale ed ignoranza della società generale e di massa... credimi, questo è durato molto poco... proprio quando ho capito che coloro che mi stavano intorno avevano addirittura più paura di me... così, nonostante nessuno abbia mai capito o sospettato della mia omosessualità l'ho portata alla luce parlandone come se stessi parlando di una ricetta di cucina... molti sono scappati via quando hanno dovuto affrontare una simile consapevolezza... al punto che non erano più spaventati della mia omosessualità... ma della mia sicurezza, imperturbabile...

ora dimmi, qual'è la tua reale paura?

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Uno che la pensa come me... parzialmente ma ha detto la stessa cosa.

Uno scrittore.

Non ho capito...ma lui puo provocare gli altri, ma gli altri non possono far la stessa cosa con lui? Pari opportunità certo.........

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Ciao hope, interessante osservazione... ma la sua più che una provocazione l'ho interpretata come: "un celato urlo disperato" dietro un affascinante racconto (titolo che gli calzerebbe a pennello :icon_razz: ).

Quest'uomo è confuso, spaventato... persino di se stesso. Non ha consapevolezza di quello che è, probabilmente ha persino paura di guardarsi allo specchio... non si riconosce, non si sente bene... non sta bene... con la sua immagine, con la sua sessualità.. si sente,ripeto, disperato... ha, probabilmente, bisogno di approvazione dal mondo (scusami angelo se riprendo il tuo concetto). Scrivere, e voi potreste insegnarmelo, è un ottimo modo per tirare fuori ciò che all'interno bolle, rischiando di esplodere. Nelle sue parole ho sentito emozioni reali, drammatiche, ma non castrate. Castrato lo si sente lui perchè non può esprimersi come vorrebbe. La mi paura è che si consideri un malato, e questo sarebbe un errore. A mio modesto parere, dovrebbe provare. Ma non ponderando quando e come farlo, sembra quasi il progetto di un furto o di un delitto perfetto... Dovrebbe farlo d'istinto, così come la sua emotività lo coinvolge. All'improvviso... magari portandosi dietro una gonna in auto ed uscito dal lavoro indossarla! Questo gli toglierebbe, sempre a mio ignorante parere, sia la paura che la confusione. Io mi assenterò per una settimana e non so se riuscirò a scrivere ancora da domani, in quanto non avrò un pc a disposizione... Ma, credetemi, non so xchè mi sto lasciando coinvolgere... sono affascinato dalle mille e mille sfaccettature della mente umana...

Lo chiedo con molta umiltà, se questo è un forum di psi... cercate di riflettere prima di rispondere, e anche se qualcuno possa sembrare arrogante, provocatorio, o addirittura folle... cercate di andare oltre quello che leggete, xchè bisogna leggere in modo oggettivo e non intingerlo nella personale emotività del momento in cui lo leggete o con il tono in cui immaginate qualcuno stia scrivendo.

Spero di poter partecipare spesso con voi e di essere più presente, se a voi fa piacere, quando sarò di nuovo a casa... (perdonate l'off topic)

A presto.

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Ciao hope, interessante osservazione... ma la sua più che una provocazione l'ho interpretata come: "un celato urlo disperato" dietro un affascinante racconto (titolo che gli calzerebbe a pennello :icon_razz: ).

Quest'uomo è confuso, spaventato... persino di se stesso. Non ha consapevolezza di quello che è, probabilmente ha persino paura di guardarsi allo specchio... non si riconosce, non si sente bene... non sta bene... con la sua immagine, con la sua sessualità.. si sente,ripeto, disperato... ha, probabilmente, bisogno di approvazione dal mondo (scusami angelo se riprendo il tuo concetto). Scrivere, e voi potreste insegnarmelo, è un ottimo modo per tirare fuori ciò che all'interno bolle, rischiando di esplodere. Nelle sue parole ho sentito emozioni reali, drammatiche, ma non castrate. Castrato lo si sente lui perchè non può esprimersi come vorrebbe. La mi paura è che si consideri un malato, e questo sarebbe un errore. A mio modesto parere, dovrebbe provare. Ma non ponderando quando e come farlo, sembra quasi il progetto di un furto o di un delitto perfetto... Dovrebbe farlo d'istinto, così come la sua emotività lo coinvolge. All'improvviso... magari portandosi dietro una gonna in auto ed uscito dal lavoro indossarla! Questo gli toglierebbe, sempre a mio ignorante parere, sia la paura che la confusione. Io mi assenterò per una settimana e non so se riuscirò a scrivere ancora da domani, in quanto non avrò un pc a disposizione... Ma, credetemi, non so xchè mi sto lasciando coinvolgere... sono affascinato dalle mille e mille sfaccettature della mente umana...

Lo chiedo con molta umiltà, se questo è un forum di psi... cercate di riflettere prima di rispondere, e anche se qualcuno possa sembrare arrogante, provocatorio, o addirittura folle... cercate di andare oltre quello che leggete, xchè bisogna leggere in modo oggettivo e non intingerlo nella personale emotività del momento in cui lo leggete o con il tono in cui immaginate qualcuno stia scrivendo.

Spero di poter partecipare spesso con voi e di essere più presente, se a voi fa piacere, quando sarò di nuovo a casa... (perdonate l'off topic)

A presto.

Bisogna leggerlo secondo un contesto di aiuto nei suoi confronti, cosa che hai fatto tu, ma bisogna leggerlo anche secondo un contesto societario,cosa che ho fatto io, infatti non ho niente contro di lui, per il bene del suo disagio, gli ho consigliato di vestirsi a casa sua come vuole, quando è fuori di cercare di non farlo, perché ci sono anche bambini, ma appena gli scrivi qualcosa che vada contro quello che vuole fare, ti banalizza, quindi io non so come aiutarlo.

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Non si possono assecondare tutti i "a me piace molto", perché con l'esempio che ho fatto prima, se ad una persona piace molto uscire nudo in strada, dovremmo dargli la stessa risposta che avete dato a lui, assecondando, e facendolo uscire nudo..ricordate voi prima di dare un consiglio ad una persona, soprattutto se riguarda una morale societaria, che se acconsentì ad un mi piace molto, ad una persona di poterlo fare, allora lo devi fare con tutti gli, a me piace molto, ho volete essere voi a decidere, a quale mi piace si può acconsentire e quale no, io non sono in grado di farlo..quindi direi di no a lui, e direi di no ad uno che vuole uscire nudo.

Ti faccio io una domanda, se io ti dicessi che a me piace molto uscire nudo, tu mi risponderesti si provaci piano piano..

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sono d'accordo in parte.

I bambini sono curiosi quindi immagina la scena:

"mamma, xchè quell'uomo indossa la gonna?".... non voglio scrivere la risposta xchè potrebbero essere migliaia tutte diverse xD;

ragazzi dai 10 in su:

"ahhahaahahaha finocchio..."

ovviamente questo grazie alla stupidità, ignoranza, in primis della società, poi dei genitori che fanno indossare ai propri figli i collari del "giusto" e "sbagliato", "male" e "bene"... e cresciamo secondo queste inutili definizioni ed etichette... che limitano le nostre aperture mentali, che ci impongono delle strade ecc. ecc.

ma qui usciremmo davvero fuori e potrei scrivere per giorni, ma domattina ho un aereo da prendere... xciò... ripeto... sono d'accordo ma solo in parte...

Ti faccio una domanda:

Avreste più paura di un uomo che vi punta una pistola, o di uno che indossa una gonna? Dai ragazzi... non siamo falsi moralisti... ignoriamo i barboni che vivono per strada, e ci lasceremmo sconvolgere da un uomo in gonna?

Non siamo così limitati dai! Sono dell'idea che quando non c'è crudeltà gratuita, ognuno è libero di essere, vestire, parlare ecc ecc nel rispetto di se stesso e degli altri...

A presto

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ti rispondo immediatamente, se hai il coraggio per farlo perchè dovrei giudicarti? perchè andresti in giro col batacchio ciondolante? e allora? beato te che ci riesci... l'importante, ripeto, è che tu non sia gratuitamente crudele... vuoi parlare di pudore e decenza? bene... comincia a spegnere la tv allora XD

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ti rispondo immediatamente, se hai il coraggio per farlo perchè dovrei giudicarti? perchè andresti in giro col batacchio ciondolante? e allora? beato te che ci riesci... l'importante, ripeto, è che tu non sia gratuitamente crudele... vuoi parlare di pudore e decenza? bene... comincia a spegnere la tv allora XD

Le società si basano su regole, e sono quest'ultime che le fanno andare avanti, le regole vengono fatte, per essere infrante nel tempo, con la modernizzazione, ma non nei tempi che prestabilisci tu..ci vogliono i tempi giusti, con la giusta preparazione psicologica..io mi privo di tante cose, perché io so stare con gli altri...forse voi avete rispetto solo per voi stessi e le vostre voglie...

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quali regole? il fatto che una gonna è solo indossabile da una donna? e chi lo ha deciso?

fino a qualche tempo fa il rosa lo indossavano solo le bambine no? eddai... devo essere sincero ritorno alla delusione dell'umanità... vogliono migliorare il mondo e poi si fermano all apparenza!

state facendo un dramma sulla storia di un uomo che vuole indossare una gonna in pubblico... razionalmente a chi farà del male? a se stesso xchè gli altri lo derideranno! giusto? bene... chi ha il diritto di fargli rinunciare a questa esperienza?

Vuoi parlare di andare avanti/società/regole?

La verità è che queste castrazioni esistono dall'epoca cristiana, sul decidere chi andava in paradiso e chi no? siamo davvero ancora fermi all'epoca delle favole o vogliamo evolverci? E poi volete davvero dirmi che la società con le sue regole è davvero una cosa buona? a cosa ci ha portato? ad essere manipolati? fragili? depressi? ossessionati? falsi? bugiardi? ipocriti? limitati? inutili? in una fase di stallo? formichine operaie senza una meta? beh... contenti voi.... avete la società dei vostri sogni immagino! XD

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Un giorno queste cose che dite voi avverranno e saranno accettate dalla morale comune, ma ripeto ci vogliono i loro tempi, per una giusta preparazione psicologica e morale, mi dispiace che è nato in un era di transizione dove queste cose, ancora non sono moralmente accettate, perché a differenza tua c'è gente che tiene conto di tante cose, soprattutto delle domande che potrebbero porsi i bambini che tu prima hai banalizzato ignorantemente..

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