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KassandraK

Quelle violenze sessuali infantili che stanno rovinando la mia storia d'amore

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Buonasera a tutti...

Volevo portare alla vostra attenzione il mio problema, con la speranza di trovare dei validi consigli o qualche aiuto.

Parto parlando del problema principale, ovvero il fatto che da bambina ho aimè subito ripetuti abusi sessuali dall'età di 8 anni fino ai 10 da mio nonno (ora ne parlo con disinvoltura ma non è così facile affrontare la cosa).

Come potrete immaginare questo fatto è stato devastante per me, soprattutto il non riuscire a parlarne con nessuno, il sentirmi sporca, colpevole e non compresa. Anche a distanza di anni, quando ho tentato di parlarne con dei parenti (mia sorella in particolare), sono stata trattata come fossi io la carnefice e lui la vittima, perchè "era fatto così, un pò pervertito" (premetto che non ho mai raccontato i particolari). Purtroppo la mia famiglia non è stata d'aiuto a priori, perchè sono cresciuta in un contesto in cui il sesso era un tabù, un "peccato". Inoltre mio padre è sempre stato molto maschilista ed ha sempre chiamato le donne "cagne in calore" (comprese noi figlie) ed attribuendo altri aggettivi sempre inerenti alla "facilità ormonale" delle donne (es. "le donne ragionano con l'utero", "le donne sono tutte pu***ne" etc.).

Questo mio passato disastroso ha portato le sue conseguenze sgradevoli nella mia vita. Oltre ad aver avuto periodi intensi di bulimia e/o di depressione (di cui tuttora soffro), naturalmente anche le relazioni con gli uomini sono state molto complicate. Ho sempre creduto che l'unico interesse per gli uomini con cui stavo fosse il mio corpo (seppur io lo trovi orribile) ed ho sempre cercato di "accontentarli" facendo sesso con loro, pur non provando io stessa quasi niente nel rapporto (il primo orgasmo l'ho avuto all'età di 20 anni, dopo anni di ripetuti rapporti sessuali, dai 16 anni in poi, ed anche dopo quello non sono stati mai molto frequenti) ed ogni volta, al termine di un rapporto sessuale, piangevo di nascosto. Solo negli ultimi anni (ora ne ho 28) ho cominciato a provare piacere e a non piangere, trovando compagni in grado di farmi capire che di me apprezzavano qualità che andavano oltre il corpo.

Ultimamente però il trauma si è risvegliato tutto insieme per un brutto episodio (che per tutti voi sembrerà probabilmente banale o "normale") scaturito dal mio attuale compagno.

Faccio una breve descrizione del mio ragazzo; io sono la sua prima donna (è più piccolo di me, ha 22 anni attualmente e stiamo insieme da un anno e mezzo) e con me ha fatto tutte le sue prime esperienze. Questa cosa naturalmente mi ha attirata verso di lui, sicuramente perchè in questa sua inesperienza ci rivedevo la "purezza" che io purtroppo avevo perso troppo presto. Inoltre a detta di tutti i nostri amici comuni, lui non si era mai interessato alle donne e anzi diceva di poterne fare a meno (infatti mi chiedono come io abbia fatto a fargli cambiare idea), ed in effetti questa cosa l'avevo notata da me, soprattutto perchè a differenza di molti "maschi" che conosco, quando una bella ragazza passava lui non si voltava a guardare, anzi, a volte distoglieva anche lo sguardo (è molto timido, soprattutto con le donne).

Quando poi ci siamo messi insieme, il suo ammettere di non aver mai avuto una donna perchè "non ne aveva avuto occasione" (quindi non per scelta) e lo scoprire che anche lui aveva guardato film pornografici o simili, non dico distrusse l'immagine santa che io avevo di lui, ma mi ci fece restare molto male. Sapevo e so che la pornografia per un uomo è una cosa normale, ma mi disgusta, soprattutto quando si parla di pornografia violenta o volgare.

Parlandone con lui questa cosa uscì fuori (ovvero il fatto che la trovo una cosa piuttosto ripugnante), quindi in sua difesa mentì, dicendomi che da quando stava con me non faceva più uso di queste cose (copione che poi ho visto essere piuttosto comune in queste situazioni) ed io come un'ingenua, non so nemmeno io come in verità, ci credetti. Volevo che restasse più puro che mai ai miei occhi. Fu un errore madornale.

Dopo un anno e tre mesi di relazione è successo il patatrac. Ero a casa sua per aiutarlo a studiare e lui, come suo solito, mi stava lasciando utilizzare il suo computer per scaricare delle slide sull'argomento (un'altra cosa che mi ha sempre fatto fidare di lui è proprio il fatto che mi facesse tranquillamente vedere tutto se volevo, cellulare, messaggi, computer... cosa che io non facevo perchè non ne sentivo il bisogno fidandomi ciecamente. Per la prima volta nella mia vita fidandomi così tanto, tralaltro...). Scaricate le slide sono andata a guardare nella cartella "download" per prelevarle (nel frattempo lui era li presente con me) e lì ho visto ciò che non avrei mai voluto vedere; due foto erotiche. Specifico l'aspetto "erotiche", che lo ha salvato da una parte, perchè come poi mi ha confermato anche lui, mi ha fatto comprendere che la violenza dei porno e la volgarità non lo attiravano, ma preferiva una foto che fosse bella anche a livello di fotografia stessa, e questo sicuramente non lo ha reso un santo ma sicuramente più accettabile ai miei occhi di persona che ha subito una violenza sessuale e che trova schifosa la violenza di quel genere.

All'inizio non mi sono nemmeno resa conto, nel senso che era una cosa talmente inaspettata per me che nemmeno la concepivo come quello che era in realtà. Solo dopo qualche minuto ho capito che erano foto che lui aveva utilizzato per masturbarsi.

Il mondo mi è totalmente crollato addosso. E' stato come vedere di fronte a me un angelo trasformarsi in un mostro deforme. Lui ovviamente ha cominciato a tartagliare scuse, del tipo "sono quelle cose che si scaricano da sole" (che effettivamente era anche vero perchè lui non si era reso conto si fossero scaricate, altrimenti il pc non me lo avrebbe nemmeno fatto usare) e altre cose del genere, ma si vedeva benissimo che stava mentendo. Il suo volto bianco non poteva mentire più di tanto. Non sto a raccontare tutto quello che è successo in quella serata terribile, ma la delusione ed il dolore per me sono stati fortissimi al punto che inizialmente mi faceva ribrezzo anche che mi sfiorasse. Mi disse che da quando stava con me era veramente accaduto di rado, e che era accaduto in momenti in cui io stavo male o ero troppo stanca per avere rapporti (li abbiamo quasi tutti i giorni perchè praticamente conviviamo), ma la cosa non mi fece comunque cambiare atteggiamento. Il fatto che avesse usato altre donne, tralaltro così lontane in canoni di bellezza da come sono fatta io (che poi, come ho già detto, mi reputo bruttissima, anche se comunque sembro piacere abbastanza dato che ho sempre avuto dei "pretendenti"), mi faceva (e mi fa) sentire malissimo.

Ho comunque continuato ad andare avanti con lui come nulla fosse successo, fra momenti di crisi, attacchi di rabbia, momenti di autolesionismo, nausea e vomito ed altre cose, e questa "sopportazione" è durata fino a qualche giorno fa, in cui ho deciso, non facendocela più, di prendermi una pausa con lui.

Io amo moltissimo questo ragazzo e non voglio perderlo per un problema che è fondamentalmente mio. Si, lui ha sbagliato a mentirmi e sbaglia nel suo modo di nascondersi al mondo, ed anche a me, facendo credere a chiunque che lui sia esente da impulsi sessuali comuni, ma io so benissimo che la mia reazione, il dolore forte che ancora provo nonostante siano passati più di due mesi da questo avvenimento, sono legati soprattutto alle brutte esperienze del mio passato e alla mia poca autostima, scaturita in parte anche da quelle esperienze.

Gli ho chiesto questa pausa perchè ho bisogno di affrontare FINALMENTE (dopo anni in cui sono fuggita dal problema) questo mio disagio e di tornare da lui più consapevole di me stessa e in uno stato in cui io possa accettare quello che ha fatto (e che sicuramente rifarà essendo uomo, anche se lui mi ha promesso il contrario, ma ormai non mi fido più e in ogni caso NON VOGLIO che trattenga qualcosa che gli serve per stare bene e che è naturale per lui come per tutti).

Il problema ora è che non so da dove partire. Vado già da una psicologa con cui da poco ho tirato fuori questo mio trauma, ma io ho bisogno di una vera e propria terapia, non solo di parlare. Qualsiasi consiglio in questo momento è prezioso per me. La lontananza da lui mi fa stare molto male (come so per certo anche a lui), ma allo stesso tempo credo sia necessaria. I momenti in cui lo aggredivo erano diminuiti molto rispetto al primo mese, ma continuavano ad esserci. Non c'è un giorno in cui non ho una crisi di pianto per quanto è successo. Non voglio tornare precocemente a vederlo senza aver risolto questo problema perchè so che questo mio male manderebbe tutto in frantumi come già aveva cominciato a fare.

Spero possiate aiutarmi, grazie.

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Ciao kassandra, ciò che hai subito da piccola mi fa vergognare di essere uomo..capisco benissimo il disagio che ti ha creato nel futuro e lo dimostra la reazione che hai avuto, sull'isola del porno, non c'è bisogno che te lo dica io che ha fatto una cosa normalissima che fanno tutti gli uomini, ma vedo che sei intelligente e questo sei riuscita a capirlo, c'è una cosa che però non capisco bene, tu hai subito una violenza sessuale, questo solitamente porta ad avere un blocco, mentre tu dici che a 16 anni lo facevi con altri, questo è un po strano, strano nel senso che non riesco a capire bene la tua reazione alla violenza subita, se ti fosse venuto un blocco lo capirei molto di più, poi dici anche che lo facevi con loro per accontentarli anche se tu non provavi niente,come se volessi accontentare ciò che ti ha ferito (l'uomo), questi due passaggi non li riesco a connettere con la violenza subita, l'unica cosa che mi vien da pensare e che tu ormai nell'accontetare l'uomo ne vedi un modo per placare la sua ira, la sua animalaggine. .la scena del porno non ti ha dato fastidio in sé, ma hai scoperto che non basta accontentare l'uomo con ogni suo desiderio per placarne la sua natura..tu vuoi domare la natura dell'uomo per evitare l'immagine che na hai di lui..il sesso meglio che sia una tua scelta anzichè la sua..quindi la tendenza ad accontentare dovrebbe nascere proprio dal fatto che vuoi che sia una tua scelta e non una sua..naturalmente io non sono uno psicologo quindi prendila come una chiacchierata tra amici..

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Ciao kassandra, ciò che hai subito da piccola mi fa vergognare di essere uomo..capisco benissimo il disagio che ti ha creato nel futuro e lo dimostra la reazione che hai avuto, sull'isola del porno, non c'è bisogno che te lo dica io che ha fatto una cosa normalissima che fanno tutti gli uomini, ma vedo che sei intelligente e questo sei riuscita a capirlo, c'è una cosa che però non capisco bene, tu hai subito una violenza sessuale, questo solitamente porta ad avere un blocco, mentre tu dici che a 16 anni lo facevi con altri, questo è un po strano, strano nel senso che non riesco a capire bene la tua reazione alla violenza subita, se ti fosse venuto un blocco lo capirei molto di più, poi dici anche che lo facevi con loro per accontentarli anche se tu non provavi niente,come se volessi accontentare ciò che ti ha ferito (l'uomo), questi due passaggi non li riesco a connettere con la violenza subita, l'unica cosa che mi vien da pensare e che tu ormai nell'accontetare l'uomo ne vedi un modo per placare la sua ira, la sua animalaggine. .la scena del porno non ti ha dato fastidio in sé, ma hai scoperto che non basta accontentare l'uomo con ogni suo desiderio per placarne la sua natura..tu vuoi domare la natura dell'uomo per evitare l'immagine che na hai di lui..il sesso meglio che sia una tua scelta anzichè la sua..quindi la tendenza ad accontentare dovrebbe nascere proprio dal fatto che vuoi che sia una tua scelta e non una sua..naturalmente io non sono uno psicologo quindi prendila come una chiacchierata tra amici..

Ciao Angelo, grazie per la tua risposta...

Dopo quello che è successo (ed in più dopo aver sopportato un padre come il mio che è davvero terribile) io mi sono sempre "opposta" agli uomini, diventando una sorta di amazzone odiatrice di uomini e dominatrice di uomini, o almeno così volevo apparire, forse per tenerli lontani da me... ma poi quando mi innamoravo perdevo tutto questo e diventavo la ragazzina che ero nel periodo degli abusi, facendomi dominare totalmente per paura di essere sbagliata se mi fossi opposta... non so se riesco a spiegarmi... dentro di me ero vittima del mio essere vittima e in maniera malata avevo bisogno di riprodurre il mio vissuto, forse per autolesionismo, perchè credevo di meritarmelo... non lo so... non so spiegare tante cose di me, purtroppo in testa ho tanti nodi stretti che non riesco a districare e che continuano a farmi star male...

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Sì è una reazione normalissima..l'odio verso gli uomini è giustificato, il volerli dominare anche è una specie di sfogo alla rabbia repressa che hai, poi ogni tanto esce fuori la tua vera natura che si oppone alle tue vicende subite, e li vai in tilt,perché non sai come comportarti, se aprirti a lui o stare sul piede di guardia, come prima cosa è evidente che hai bisogno di sfogare, ma non sai con chi, prendertela col l'uomo in generale non ti sta portando a nessun risultato, tranne quello di far del male a te stessa, hai bisogno di aprirti, perché ora sei chiusa, ma questa apertura dipende solo da te..io personalmente no so come poterti aiutare questi sono argomenti delicati, dove ognuno reagisce in maniera diversa, chi si in colpa per essere stata in grado di reagire, chi in colpa solo il cattivo della situazione e chi incolla la categoria in generale, tu sembra stia incolpato te stessa per non essere stata in grado di reagire, ma è una colpa che non hai, devi accettare di essere stata una vittima è basta, che il poter fare qualcosa non era nelle tue capacità e che tentar di farlo ora è troppo tardi..perdona te stessa...

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Sì è una reazione normalissima..l'odio verso gli uomini è giustificato, il volerli dominare anche è una specie di sfogo alla rabbia repressa che hai, poi ogni tanto esce fuori la tua vera natura che si oppone alle tue vicende subite, e li vai in tilt,perché non sai come comportarti, se aprirti a lui o stare sul piede di guardia, come prima cosa è evidente che hai bisogno di sfogare, ma non sai con chi, prendertela col l'uomo in generale non ti sta portando a nessun risultato, tranne quello di far del male a te stessa, hai bisogno di aprirti, perché ora sei chiusa, ma questa apertura dipende solo da te..io personalmente no so come poterti aiutare questi sono argomenti delicati, dove ognuno reagisce in maniera diversa, chi si in colpa per essere stata in grado di reagire, chi in colpa solo il cattivo della situazione e chi incolla la categoria in generale, tu sembra stia incolpato te stessa per non essere stata in grado di reagire, ma è una colpa che non hai, devi accettare di essere stata una vittima è basta, che il poter fare qualcosa non era nelle tue capacità e che tentar di farlo ora è troppo tardi..perdona te stessa...

Attualmente il mio problema principale è di non riuscire a perdonare l'uomo che amo per avermi sostituita con delle perfettissime donne quando io per motivi di salute non ero disponibile...

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È una questione che mio avviso dovresti valutare insieme alla terapeuta. Mi sembra che tu sia gia a buon punto, poiche insieme a lei sei riuscita a prendere atto del trauma e a lavorare al fine di elaborarlo. Per alcuni anche riuscire a ricordare o a parlarne è molto difficile. Purtroppo sono esperienze che lasciano dei segni, sia nella vita delle persone che si trovano a viverle, sia nella vita dei loro affetti piu importanti.

A riguardo ti chiedo: con lui hai parlato dell abuso e delle problematiche legate alla sfera affettivo/sessuale che di conseguenza ti trovi a vivere? Magari, se la terapeuta lo ritiene opportuno, potresti provare a coinvolgere anche lui nelle sedute. In questa maniera gli offriresti la possibilita di comprendere con cosa ha a che fare, il perche di certi comportamenti che possono sembrare bizzarri, come comportarsi quando si manifestano.

Mi incuriosisce poi questa tua necessità di ricercare una sorta di "purezza assoluta" nel partner. Azzardo una considerazione basata sul nulla, perche ovviamente non dispongo degli elementi per potermi esprimere a riguardo con piu sicurezza: è possibile che alla base di questo tuo desiderio di purezza vi sia la tendenza (molto comune in questi casi) dell abusato a ricreare in un certo qual modo le dinamiche alla base del rapporto abusato/abusante vissuto in precedenza? D'altro canto asserisci di aver visto in lui la "purezza" che ti è stata "tolta", e che proprio questa purezza ti ha attirata verso di lui. 

A tal riguardo ti consiglio di lavorare con la terapeuta valutando anche quest eventualità,al fine di comprendere se puo essere questa la dinamica alla base della tua chiamiamola intransigenza nei confronti di quella che percepisci come "la sua purezza", o se vi siano altre dinamiche alla base, e di intervenire di conseguenza.

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