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Buonasera, volevo condividere con voi questa mia esperienza e tramite le vostre opinioni cercare qualche "risposta".
Sono un ragazzo gay di 32 anni dichiarato e per circa 15 mesi ho avuto una relazione con un ragazzo piu piccolo di me di 12 anni.
La storia e' stata vissuta alla luce del sole (io frequentavo casa sua e lui la mia) uscite, piccoli viaggi, cene. amici comuni... .

La differenza di età mi ha sempre spaventato molto pero col tempo ero riuscito a superare un po questo timore. Finche' a giugno 2015 non vengo a sapere da un mio amico che ha per caso scoperto che il mio ragazzo era su una nota chat gay in cerca di nuovi incontri.
Naturalmente affronto subito la cosa con il mio ragazzo ma lui nega nonostante le abbondanti prove testimonino il contrario.
Io dopo qualche giorno di riflessione decido, essendo molto innamorato, di dargli un altra possibilità e lui mi promette di non ripetere piu quell'azione.

Passa un mesetto e scopro che ha ceduto e si e' rimesso in chat a cercare incontri, io non so perche non riesco a troncare subito la storia e nonostante i molti litigi e le varie promesse la nostra storia continua.
A dicembre 2015 il caso ha voluto che durante una giornata di prevenzione per l' HIV il mio ragazzo decidesse di fare i test e qui l'amara scoperta della sua positività. Allarmato faccio tutti i controlli anche io e risulto fortunatamente negativo nonostante i molti mesi di esposizione al virus.
I giorni seguenti la scoperta sono stati tutt'altro che facili da sopportare e da gestire poiche io mi sono chiuso in un silenzio composto da tante paranoie e dubbi e che mi ha involontariamente portato ad avere un atteggiamento piu freddo nei suoi confronti. Non so come mai ho reagito cosi peo avevo bisogno di capire come io potevo affrontare questa nuova situazione sentimentale e come potevo e se volevo ridefinire il nostro rapporto che aveva ora un elemento in piu...la sua positività.
Io sono un tipo riflessivo molto riservato mentre il mio ragazzo era l'opposto. Questo fa si che ci scontrassimo in tantissime occasioni.
Decido comunque di non andarmene e di rimanergli accanto nonostante tra noi il clima fosse molto teso.
Lui inizialmente ha preso la notizia con molta sportività ne e' rimasto scioccato certo ma sembrava stesse reagendo e facesse di tutto per non abbattersi. Dopo un mesetto pero all'improvviso ha avuto un crollo e ha iniziato a non voler piu uscire, passava ore a giocare alla play, non voleva che uscissi e ogni secondo libero dovevo passarlo con lui.
Col passare dei giorni questa situazione stava diventando sempre piu' insostenibile perche' non potevo fare un passo fuori casa da solo che partivano scenate pazzesche.

In questo clima poco sereno andiamo avanti con lui che mi recrimina di non stargli vicino e io che mi sento soffocare ma cerco di resistere capendo che la situazione e difficile da sopportare per un adulto figuriamoci per un ragazzo non ancora diciottenne. Su consiglio del medico che lo ha in cur per l'hiv decide di farsi seguire da uno psichiatra perc i pensieri poco belli che ha manifestato.

A fine gennaio si ripresenta pero la solita storia degli incontri in chat, si era tornato a cercare nuove prede, e qui io sono sbottato dopo l'ennesima discussione decido di lasciarlo ma essendo molto molto innamorato gli dico : "noi ora non stiamo insieme pero se davvero tu tieni a me cosi tanto come dici dimostrami che questa situazione si concluderà e che tu non la ripeterai."

Lui accetta e iniziamo a vederci circa una volta a settimana (questo era l'accordo che avevamo fatto e per un paio di settimane sembrava funzionare nonostante la sua fase depressiva).
Alla terza settimana tutto crolla di nuovo. un mio amico lo ritrova in chat e io decido di dare un taglio definitivo alla storia.

Lui non ci sta e sostiene con molta veemenza di non essere lui il ragazzo della chat ma io ormai disilluso dopo mesi e mesi non ci credo e mantengo la mia posizione.

Inizia cosi uno dei periodi più stressanti. Lui mi chiama infinite volte al giorno, mi scrive messaggi infiniti, cerca di incontrarmi in tutti i modi.
Ha continui sbalzi di umore passa dal pianto all'essere tranquillo ad avere scatti di rabbia. Inizialmente rispondo alle chiamate e ai messaggi ma dopo un mese di questo tran tran inizio a essere esausto anche perche non si arrivava a niente e ci stavamo facendo solo altro male cosi gli propongo un periodo di distacco e la possibilità di sentirci ogni tre giorni in modo da tranquillizzarlo un po e vedere se riesce d accettare e metabolizzare meglio il distacco.
La "pace" dura solo un giorno poi riprendono gli stessi atteggiamenti compulsivi. A questo punto decido di ridurre notevolmente le mie risposte sia ai messaggi che alle telefonate e di oscurare un o quelli che sono i miei social come facebook.

La sua risposta a questo mio passo e' stato assumere una scatola di psicofarmaci dopo avermi offeso e subito dopo dichiarato amore eterno. La famiglia ha iniziato ad essermi contro e la situazione sempre piu esasperata.
Dalla sua dimissione dall'ospedale c'e stato un piccolo momento di break in cui siamo tornati per un breve lasso di tempo a sentirci ogni tre giorni e a parlare tranquillamente. Finche un giorno mi chiede di vederci e anche se non molto convinto accetto sperando che possa aiutarlo a vedere che il nostro rapporto si puo evolvere e puo essere comunque civile anche se non siamo fidanzati.

Il pomeriggio scorre abbastanza sereno nonostante qualche frecciatina, passate un paio d'ore decido di riaccompgnrlo a casa e al momento del saluto inizia ad essere piu teso e riparte col chiedermi di tornare insieme. Io mantengo la mia posizione e vedendo il rifto si altera sempre di piu finche non mi chiede di fargli vedere il mio telefono cellulare dove secondo lui vi erano delle converszioni con altri ragazzi (cosa non vera).
Io rifiuto e li si altera tantissimo e cerca di prendermi il telefono con la forza ma io resisto ma ad un tratto grida " io ti ammazzo" e mi stringe le mani intorno al collo. Sono stati due secondi non di piu poi riacquista lucidità e si mette a piangere tremante. Lo accompagno a casa e lo affido alla madre la quale pero non mi chiede niente nonostnte io abbia iniziato a raccontare perche suo figlio stava tremando e piangendo.

I giorni successivi sono abbastanza calmi e cosi per un altro mesetto.
Arriviamo a ieri in cui improvvisamente tutti i comportamenti compulsivi riprendono (in meta giornata ho ricevuto 150 chiamate perse 200 messaggi su whatsapp e un centinaio di sms piu altri messaggi su facebook oltre le chiamate a casa.)
Ad un certo punto stressato e cercando di fargli capire che se continuava cosi otteneva solo l'effetto opposto da me ho risposto al telefono e abbiamo discusso piu o meno animatamente per circa 2 ore finche la chiamata si e' staccata e io decido di andare a cena lasciando il telefono in carica.

Al mio ritorno in camera trovo altre 30 chiamate perse pero non lo richiamo perche sembrava si fosse calmato.
Oggi mi chiama la sorella dicendomi che nella serata di ieri suo fratello ha perso il controllo e ha aggredito i genitori fisicamente e questi non sapendo piu che pesci prendere han chiamato il 118 e lo hanno fatto ricoverare in psichiatria. La notizia mi ha turbato molto, forse inconsciamente mi sento responsabile e essendo ancora innamorato una parte di me vorrebbe aiutarlo ma non so come devo comportarmi perche nonostante i miei sforzi io sono diventato la sua ossessione. Mi dispiace vedere la persona che ho amato e amo ridursi cosi e mi sento impotente.

I suoi in accordo con la psichiatra che lo ha in cura vogliono che io sparisca per un po ed ho accettato pero da quando me lo hanno comunicato sento un peso al petto e un senso di ansia e di agitazione e ho continuamente voglia di piangere.

Spero con tutto me stesso che si riprenda...

Grazie.

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credo che il tuo allontanamento sia la cosa migliore da fare, questo ragazzo ora, non è assolutamente in grado di capire e non penso sia solamente la notizia della sua positività che lo rende così poco ... razionale. credo lui debba continuare ancora e ancora ad essere curato dallo psichiatra e sarà un percorso difficile e lungo.

la cosa da comprendere è se tu sei disposto ad accompagnarlo in questo percorso, o no....

tutto qui.

L.

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