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CRONACA - VITA QUOTIDIANA - COMMENTI e RIFLESSIONI........

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Dopo l´annullamento della visita di papa Ratzinger rimane alta la tensione nella cittadella universitaria

La Sapienza nella bufera ma l´inaugurazione non salta

Anna Maria Liguori e Giovanna Vitale

Il papa non sarà presente all´inaugurazione dell´anno accademico della Sapienza, ma la scaletta della cerimonia non subirà nessun´altra variazione. Il discorso che avrebbe dovuto tenere Benedetto XVI verrà stampato, distribuito e letto pubblicamente. Tutto il resto si svolgerà come da tabella di marcia. Aprirà, domani alle 9,30, il rettore Renato Guarini; alle 9,50 è previsto il saluto del rappresentante degli studenti, Gianluca Senatore; alle 9,55 quello del rappresentante del personale, Dina Bei Schmid; alle 10 la lectio magistralis dello storico Mario Caravale sulla pena di morte; alle 10,20 l´intervento del sindaco Walter Veltroni seguito, dieci minuti più tardi, dal ministro dell´Università Fabio Mussi. Alle 10,40 il programma contemplava l´arrivo del pontefice, il suo discorso, la visita alla cappella dell´università. Qui però la scaletta salta e si arriva direttamente alla chiusura della cerimonia: fortemente anticipata, monca.

«La nostra mobilitazione non è solo contro il Papa ma contro la triade che si era creata per il giorno dell´inaugurazione: Veltroni- Mussi-Ratzinger», s´accalora Stefano Zardenga delle Rete per l´Autoformazione. «Noi ce l´abbiamo con il modo in cui Benedetto XVI è stato invitato, che ci è sembrato completamente fuori luogo. Inoltre, siamo contro il suo fondamentalismo e per un sapere libero. Per questo avevamo già deciso, al suo arrivo, di coprire la Minerva con un telo: un gesto simbolico a significare che in quel momento veniva oscurata la libertà di pensiero».

La Rete dell´Autoformazione non è l´unica a gioire per la rinuncia del Papa. A dirsi soddisfatti sono anche i 67 firmatari della lettera anti-Ratzinger. Posizione che fa emergere con maggiore chiarezza la feroce spaccatura in seno al corpo docente. «Pur essendo un laico convinto, non credo a questi estremismi», spiega Roberto Antonelli, preside di Scienze Umanistiche che non ha firmato l´appello contro il pontefice: «Ci sono grandi valori non confessionali da difendere, è vero, ma tutto ha una misura. Il Papa è anche il vescovo di Roma, e già solo questo avrebbe costituito titolo a parlare». Laici versus laici, dunque?

Fatto sta che pure il fronte degli studenti si è diviso: fra collettivi duri e puri, che avevano preparato una contro-inaugurazione a base di assedi sonori e "frocessione", e papaboys organizzati per attutire l´impatto di Benedetto XVI con i contestatori. Che sarebbe stato comunque scongiurato dall´ apparato di sicurezza messo a punto ieri mattina dal Comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza presieduta dal prefetto Mosca. Tre i punti critici individuati: l´ingresso alla Sapienza, che sarebbe stato presidiato da un lungo filare di transenne per proteggere l´arrivo della delegazione vaticana e tenere lontani manifestanti e curiosi, mentre piazzale Aldo Moro sarebbe stato chiuso al traffico e l´accesso all´ateneo consentito solo a studenti iscritti, personale docente e non docente. Altro punto critico: lo scalone del Rettorato da difendere con cecchini appostati sui tetti e uomini, in divisa e in borghese, sparpagliati un po´ ovunque. Ultimo pericolo: il tragitto dall´Aula Magna alla cappella universitaria, da effettuare attraverso gli angusti sottopassaggi e vialetti della cittadella universitaria passando proprio accanto alla Facoltà di Fisica, epicentro della protesta. Rischi comunque calcolati, da neutralizzare con facilità. Tant´è che, giurano al Viminale, «non è per motivi di sicurezza» che il Papa ha alla fine rinunciato alla visita. Sparita dal programma inaugurale, insieme all´imponente apparato di sicurezza. (16 gennaio 2008)

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Ma alla fine perchè il Papa non è andato alla Sapienza? Vediamo le tappe della giornata di ieri. Fin dalle prime ore del mattino si percepisce un cambiamento: il Vaticano non è più così entusiasta della visita., vorrebbe rinunciare. Al Viminale si tiene un incontro per riferire al papa e al suo staff che hanno chiesto garanzie sulla sicurezza. Intanto un gruppo di studenti occupa il Rettorato. Intanto le forze di polizia, il rettore e i rappresentanti degli studenti raggiungono un accordo: le proteste durante il giorno dell'inaugurazione avrebbero avuto uno spazio all'interno dell'ateneo. Tutti sembrano soddisfatti ma intanto cresce l'ansia su quello che si deciderà in Vaticano. Nel pomeriggio, in poche righe l'annuncio: visita annullata.

Da quel momento si scatena il finimondo, ancora più di prima. Circolano molte voci. Si dice che il ministero dell'Interno abbia risposto solo in parte alle garanzie chieste dal Vaticano. Nessun problema per Benedetto XVI, ma chi si sentiva in grado di assicurare che non vi fossero scontri all'esterno? 'Non potevo negare che le contestazioni erano previste e attese e quindi ci siamo rimessi alle sue valutazioni', ha raccontato il ministro Giuliano Amato. E a quel punto, il pontefice avrebbe scelto di annullare la visita.

Tutti fanno a gara ora nel chiedere a Benedetto XVI di ripensarci ma sembra difficile che accada. Per stavolta è andata, forse ce ne sarà un'altra, chissà. Ma perché ha detto no il Papa? 'E' opportuno soprassedere' spiega soltanto la nota del Vaticano. E' un eccesso di prudenza? E' il timore di poter essere responsabile di atti di violenza? O il non voler o il non saper affrontare le critiche a viso aperto? In fondo Giovanni Paolo II non diceva nulla di diverso e quando c'erano contestazioni non si tirava certo indietro.

Quel che è sicuro è che non sarà una giornata facile quella di domani dalle parti della Sapienza. Confermate tutte le contestazioni, quelle dei collettivi studenteschi e delle associazioni omosessuali, ma anche quelle dell'estrema destra. Luca Romagnoli, segretario della Fiamma Tricolore e professore di Geografia alla Sapienza di Roma, ha proposto a studenti e professori di boicottare l'inaugurazione, e comunque sarà con i suoi davanti all'Università.

E anche i rapporti fra gli studenti appaiono deteriorati: la spaccatura sempre più evidente nel Paese non li sta risparmiando.Le frange più moderate contestano l'occupazione del rettorato realizzata oggi dalla 'Rete di autoformazione'. 'E' un'esigua minoranza' precisa Gianluca Senatore, uno dei due rappresentanti degli studenti, di cui era previsto l'intervento durante la cerimonia. All'incirca lo 0,5%. Loro, invece, la maggioranza, il papa lo vogliono: 'Saremmo pronti a raccogliere almeno 130 mila firme di studenti favorevoli alla visita del Papa se questo potesse far cambiare idea al Pontefice. Abbiamo perso un'occasione unica di concentrare l'attenzione sui problemi reali dell'Università e sul finanziamento della ricerca. Tutte le liste e le associazioni degli studenti (Sapienza in movimento, Sinistra universitaria, Vento di cambiamento, Studenti di centro, Cl) tranne quella dei collettivi sono d'accordo su questo. Siamo talmente convinti della nostra laicità che non abbiamo nessun problema al confronto con la Chiesa'.

Flavia Amabile

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Peccato che proprio quelli, che predicano la libertà e l'uguaglianza, siano i primi a negarla a chi non la pensa come loro!

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Ledger, ultima intervista profetica

Parla della morte come di un'amica

Nonostante la famiglia di Heath Ledger insista a ripetere che la morte del figlio è stata accidentale, sono tanti i particolari emersi dal passato dell'attore che fanno pensare a un suicidio. La sua ultima intervista, in occasione della promozione di "I'm Not There" su Bob Dylan, Ledger appariva turbato e un po' confuso e parlando della morte diceva: "Mi sento bene pensando alla morte perché mi sento vivo attraverso di essa".

La morte come un'amica dunque, come qualcosa da non temere. "Al tempo stesso - continuava però l'attore - non vuoi morire perchè vuoi continuare a esserci per il resto della tua vita".

L'ultima foto di Ledger è stata invece scattata sabato scorso, a Londra, e anche qui c'è un attore sorridente anche se maliconico. Abbigliato da clown ride sul set del suo ultimo film, "L'immaginario del dottor Parnasso", diretto da Tery Gilliam e nei cinema il prossimo anno.

Messaggi di condoglianze per la sua improvvisa scomparsa sono arrivati dai colelghi e dal primo ministro australiano, Kevin Rudd: "E' stato un momento molto triste quello in cui ho appreso della morte di Heath Ledger - ha detto . - Abbiamo perso uno dei più sottili e capaci attori del nostro paese mentre era ancora nel fiorire dei suoi anni. I suoi ruoli saranno ricordati come alcune tra le migliori performance mai offerte da un attore australiano".

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Peccato che proprio quelli, che predicano la libertà e l'uguaglianza, siano i primi a negarla a chi non la pensa come loro!

La tolleranza è una grande virtù di sapienza e indirettamente costituisce un arricchimento culturale.

La tolleranza non può essere definita per antonomasia una dote della classe studentesca nè del Clero in genere.

Il problema vero di sua Eminenza il Papa è che dove va parla senza contradditorio e nega l'evoluzione della scienza come progresso culturale e sociale.

Il fatto che parli a casa di altri lo trovo un problema marginale in quanto è stato evitato da sua magnificienza il Rettore.

La verità è che nessuno è intoccabile.

La verità è che il papa non rappresenta Cristo sulla terra ma solo il potere temporale della Chiesa cattolica.

Il Papa non ha diritto di parola ovunque.

Nessuno di Noi potrebbe tenere discorsi di inaugurazione in una Chiesa se non fosse uno di Loro...non comprendo perchè questa regola normale non si debba applicare al Papa quando va a casa d'altri.

Qui non si tratta di libertà ma di invasione di spazi culturali altrui.

La Chiesa attuale sta negando aperture consolidatesi da oltre 45 anni con il Concilio Vaticano II.

Questo Papa è un restauratore.

I Giovani hanno diritto di replica e di contestazione.

Il Papa è un Leader....il problema che lo faccia a casa sua.

Quando il Papa / Clero saranno democratici sarà bene invitarli ovunque per ora che accettino che chi di spada ferisce di spada perisce.

La libertà non è accettare che un Leader di un certo gruppo religioso parli in una libera università dello Stato Italiano ma che il diritto di replica sia perennemwente esistente e costituisca un metodo di confronto e di crescita e non un luogo ove esistono gli intoccabili.

Il Papa può essere contestato guai se non fosse così.

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errata corrige evitato sta per invitato (lapsus calamitae freudiano)

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E' l'Oca l'ultima maschilista

Referendum a Siena, le donne non votano al Palio

GIOVANNA FAVRO

INVIATA A SIENA

Vicolo del Tiratoio 13, contrada dell’Oca, Siena. L’ultimo fortino del maschilismo italiano - o almeno di quello messo nero su bianco - abita qui, duecento metri da piazza del Campo. Dietro la porta c’è un incantevole e antico salone con il soffitto affrescato, in cui troneggia un lungo tavolo. E’ riservato ai 13 membri della «sedia», l’organo di governo della contrada, ed è un tavolo cui nessuna donna s’è mai seduta. Perché delle 17 contrade senesi, l’Oca è rimasta l’unica a tener fuori le donne dal potere. Non possono partecipare e votare alle assemblee, né assumere incarichi. Maschio è il governatore, maschio il capitano che organizza la partecipazione al Palio, maschi sono i tenenti che l’aiutano, maschi i membri della «Signoria», il comitato di saggi che affianca il governatore.

Le donne hanno ingaggiato una guerra, e s’è indetto un referendum. Ma i contradaioli fedeli alla tradizione le hanno sonoramente sconfitte. Su 424 voti di altrettanti Ocaioli, le suffragette ne hanno avuti solo 29. I no sono stati 393, comprese 134 donne. Le «ribelli», comunque, non si danno per vinte. Minacciano di ricorrere in tribunale, brandendo la Costituzione e le mille carte sulle pari opportunità. Con loro s’è schierato anche Aceto, al secolo Andrea Decortes. Il più famoso fantino della storia, che ha tenuto alti i colori dell’Oca per 21 anni, vincendo il Palio 5 volte, è convinto che sia «una questione di giustizia. Siamo nel 2008, è tempo che si riconosca che uomini e donne sono uguali».

Liti, discussioni, battute: niente di nuovo per il Palio, dove della faccenda del voto alle donne, in Contrada si fa una questione di Stato. Enrico Toti, membro della «Signoria», invita invano, da mesi, a trovare un accordo. Ricorda che nel 2006 «avevamo fatto un documento per comporre la questione, e far entrare le donne nel 2007, dopo il Palio». Le donne sono arrivate in massa all’appuntamento, ma sono state messe alla porta. Battute alle urne, hanno raccolto quasi 400 firme, comprese quelle di molti uomini: si chiede di cambiare sistema, e di ammettere piena parità.

«Non esiste una regola che ci escluda espressamente - dice una delle Ocaiole ribelli, Paola Martini -: non si rendono conto che il Medio Evo è passato? Sono fuori da ogni logica, e contro la Costituzione, le leggi, il buon senso. Mi vergogno di dover pubblicamente ribadire che non siamo inferiori ai maschi».

Maurizio Meli, il governatore vicario, dice che per capire questa guerra bisogna essere senesi. Spiega che non è un fatto di discriminazione, né di maschilismo, ma di tradizione: «Siamo la Contrada che ha vinto di più, nella storia. La più nobile, blasonata, invidiata. Molti ocaioli sono convinti che non si debba cambiare: temono persino che porterebbe sfortuna. Forse è giusto che si arrivi a una regola nuova, ma gradualmente».

Del resto, nella sede della «società» dell’Oca, non si parla che di questo, la «tradizione». Si trova in via Santa Caterina: c’è un bancone da bar, e quattro tavolini in cui si gioca a carte. Tutte le donne presenti ieri sera erano dello stesso avviso: «Noi si vive bene così - dice Franca Casini - gli uomini ci rispettano, si vince, e si fa la nostra parte nella società femminile. Tutta Siena muore d’invidia per noi».

Quelli dell’Oca sono speciali, ripetono in via Santa Caterina. «S’è sempre comandato, e sempre si comanda», dice la loro canzone. «Sicuramente - spiega il portavoce della Contrada - noi senesi siamo bislacchi. Ci piace fare come ci pare, e andiamo fieri della nostra diversità. E poi, le Contrade e il Palio sono legati al concetto della guerra. Non è un caso se abbiamo il capitano e i tenenti: la guerra è sempre stata terra dei maschi, e il Palio è fatto di scontri, anche fisici». Inutile ribadire che in tutto il mondo pure le donne vestono la divisa, e che la legge italiana dovrebbe valere pure all’Oca. «Che c’entra? - fa Maurizio Meli -. Chi vince il Palio, ad esempio, non deve andare a sbandierare e festeggiare davanti alla chiesa del perdente. Per legge, uno potrebbe far festa dove gli pare. Ma a Siena, questa regola la rispettano tutti». Sarà. Le suffragette, comunque, sono decise a non mollare. Giurano che non è un fatto di potere, ma di principio. «E sa perché? - dice la loro leader -. Perché siamo stufe, e siamo tante. Non siamo inferiori ai maschi, punto e basta. Si rassegnino».

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in subbuglio per una foto scattata dal robottino della Nasa Spirit

C'è vita su Marte? Ufologi in tilt

Probabilmente è un effetto ottico, ma sembra una statuina verde femminile a mani giunte inginocchiata

MILANO - È una collinetta? Un semplice gioco di ombre? O veramente si tratta di qualche strana creatura marziana? Probabilmente non è il famoso omino verde quello scovato sulle alture del pianeta rosso ma un'insolita roccia. Tuttavia, le immagini catturate a fine del 2007 dalla sonda spaziale Spirit, e riprese ora da vari siti, hanno acceso un vivace dibattito in rete e messo in agitazione diversi blogger.

IMMAGINI - Bluff o clamorosa scoperta? Questi i fatti: si tratta di alcune affascinanti foto panoramiche scattate appunto da uno dei due robot della Nasa in missione sulla superficie marziana nell'ambito dell'operazione Mars Explorer. Nonostante le tempeste di sabbia che imperversano, sono ancora in attività le due rover robotizzate Spirit e Opportunity che dal 2004 hanno continuato a marciare sul suolo mandando immagini a 360 gradi e dati sulla conformazione del pianeta. Proprio uno di questi paesaggi è finito sotto la lente d'ingrandimento degli appassionati di astronomia. Dalle colline si intravede, infatti, un misterioso omino, apparentemente di colore verde che passeggia indisturbato. Anche i londinesi Daily Mail e Times si domandano a questo punto - un po'ironicamente - se effettivamente la sonda abbia scoperto finalmente la vita su Marte. Per il Daily Mail ha tutta l'aria di essere «una figura femminile che distende un braccio»; per il Times è «Bin Laden che si nasconde a 300 milioni di miglia di distanza dalla Terra».

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E' nato un nuovo insetto resistente al cotone ogm

Helicoverba ZeaEra previsto ed è successo: l'evoluzione biologica è intervenuta per reagire alle modifiche apportate dall'uomo, con l'ingegneria genetica, agli organismi viventi. L'industria biotech ha ottenuto un cotone resistente ai parassiti e i parassiti si sono "evoluti" per resistere alle tossine di quel cotone.

Il protagonista di questa storia è una nuova forma del lepidottero Helicoverpa Zea - come racconta "Nature Biotechnology". Secondo la rivista la popolazione del novello parassita è, per ora, limitatissima e tenuta sotto stretto controllo.

Coltivato fin dal 1996, il "cotone BT" deve il suo nome al Bacillus turingiensis, il batterio che produce la tossina dal quale viene estratto il gene poi inserito nel Dna della normale pianta di cotone per ottenere una variante resistente ai parassiti, tra cui l'Helicoverpa Zea. Gli insetti non riescono ad attaccare il cotone BT che si difende da loro rilasciando la tossina batterica. Risultati: raccolti migliori e minor uso di pesticidi che fanno male.

Parassita previsto

"Non c'e' proprio alcun pericolo in tutto cio' - spiega l'esperto in biotecnologie Roberto Defez dell'Istituto di Genetica e Biofisica 'A. Buzzati Traverso', del CNR di Napoli - tanto piu' che diversi gruppi di ricerca hanno trovato, ancora prima che comparisse, i rimedi a questo problema che era largamente previsto".

Infatti, spiega il ricercatore, Linda Gahan della Carolina State University e David Heckel dell'Universita' di Melbourne, Australia, hanno appena chiesto la licenza di brevetto per un kit di controllo dei parassiti resistenti al cotone geneticamente modificato.

Quindi si sapeva che gli insetti avrebbero aggirato l'ostacolo, e si sapeva talmente tanto bene che le societa' produttrici di semi ogm sono gia' pronte a immettere sul mercato nuovi prodotti specifici. E' legittimo domandarsi se gli ogm, e soprattutto i brevetti che ne derivano, siano una soluzione per l'agricoltura o un generatore di nuovi bisogni e profitti.

Per limitare la popolazione del nuovo parassita le ditte che vendono sementi OGM impongono ai coltivatori di creare vicino ai campi ogm le cosiddette 'zone rifugio', appezzamenti di terreno con coltivazioni 'cuscinetto' di cotone non Ogm. La presenza delle zone rifugio fa si' che il parassita resistente al cotone BT non diventi predominante ma rimanga una specie minoritaria a fianco di parassiti normali.

Inoltre esistono gia' nuove generazioni di piante di cotone ogm contenenti altre tossine cui i parassiti sono vulnerabili, per cui - per ora - non ci sarebbe nessun pericolo.

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La stessa strutturazione della produzione alimentare, in mano a poche persone che hanno come priorità interessi e profitti di pochi e non del benessere mondiale, DI PER SE' è un operazione antieconomica. Di economico ha solo il portafogli delle multinazionali interessate, che GIA' OGGI comandano gli stati a bacchetta, come loro cagnolini fedeli, facendo cambiare le leggi sempre a loro favore. La faccenda pertanto non ha nulla di ideologico, ma solo di portafoglio: il nostro che dimagrisce implicitamente, o che aumenta molto meno, il che è peggio perchè crediamo non accada nulla.

Già oggi nel campo medico, molti ricercatori che trovano soluzioni alternative alla chemioterapia, spesso vengono uccisi o ridotti al silenzio. Troppi posti di lavoro persi, e miliardi di utili non distribuiti dalle aziende interessate.

Considerare "proprietà intellettuale" il patrimonio genetico, in nome del lavoro che occorre per evolvere le specie, serve solo a pochi, ma a discapito di tutti gli altri, anche se attraverso sofismi "sembra" il contrario. In tal caso, la torta non si allarga, perchè le "diseconomie nascoste" ed i costi impliciti non sono percebili facilmente, a livello mondiale. E' una faccenda analoga ai prodotti finanziari derivati, che sembrano convenienti, ma che in partenza "nascondono" rischi e costi impliciti grazie alla loro difficilissima calcolabilità, possibile solo a pochissimi superprofessionisti attrezzati.

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Obesità, uno studio inglese dice che è scritta nei geni

L'obesità sarebbe scritta nei geni. Lo sostiene uno studio dell'University College di Londra pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition. Secndo la ricerca la genetica svolge un ruolo fondamentale in merito all'accumulo di chili ineccesso: addirittura pare che le differenze nell'indice di massa corporea e nel girovita siano per il 77% imputabili ai geni.

I ricercatori inglesi hanno studiato oltre 5.000 coppie di gemelli, monozigoti e non. Così hanno determinato l'influenza dei geni e dell'ambiente circostante. Questo perchè i gemelli identici hanno lo stesso patrimonio genetico, a differenza di quelli eterozigoti, che hanno differenze nel Dna come i fratelli no gemelli.

Va comunaue tenuto presente che tutti i gemelli subiscono l'influenza dello stesso ambiente e stesse abitudini alimentari. Si è potuto verificare come la genetica influenzi più dell'ambiente la possibilità di essere obesi. Jane Wardle, ricercatrice a capo dello studio: "Sarebbe sbagliato dare tutta la colpa ai genitori se un bambino è grasso: è infatti più probabile che ciò dipenda dalla sua predisposizione genetica. Ciò non vuol dire che chi è geneticamente predisposto diventerà sicuramente obeso, però senz'altro corre maggiori rischi di diventarlo".

Tam Fry, della Child Growth Foundation: "La genetica non è cambiata nell'arco degli ultimi decenni, nonostante ciò l'obesità tra i piccoli cresce vertiginosamente. Anche se in alcuni di loro i chili di troppo dipendono dal Dna, fare movimento ed evitare gli eccessi a tavola privilegiando una dieta sana ed equilibrata, può cambiare le cose, prevenendo il rischio di obesità e da tutte le malattie ad essa connesse".

L' obesità è un fattore di rischio per la salute, tipica, anche se non esclusiva, delle società dette "del benessere". Si definisce obeso un individuo la cui massa di tessuto adiposo sia eccessiva e sia in grado di essere causa o aggravante di malattie. Tra queste sono le disfunzioni cardiocircolatorie, il diabete, problemi alle articolazioni e la sindrome da apnea notturna.

Dieta ipocalorica e movimento fisico possono aiutare nei casi meno gravi, ma per quelli più problematici si interviene anche con terapie farmacologiche o chirurgiche.

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Capo insulta dipendenti: licenziato

Cassazione contro espressioni scurrili

Secondo la Cassazione, espressioni scurrili nei confronti dei dipendenti possono giustificare il licenziamento di un capo dell'azienda. I giudici hanno infatti confermato il licenziamento per giusta causa dichiarato legittimo dalla Corte d'appello di Milano nei confronti di un uomo, in servizio al reparto macelleria di un supermercato, che aveva messo in atto "plurimi e scorretti comportamenti nei confronti di tre dipendenti a lui sottoposte".

L'uomo, in particolare, aveva rivolto alle tre donne addette al suo reparto "espressioni scurrili", quali "bastarde, figlie di p... toglietevi dai c... io qui non vi voglio, vi faccio licenziare tutte e tre, andate a lavorare altrimenti vi facci un c... così".

Per la Suprema corte "tale condotta non poteva certo ritenersi giustificata dall'esercizio del potere gerarchico nei confronti dei sottoposti, siccome oggettivamente sproporzionata": per quanto, si legge nella sentenza degli alti giudici, "l'ambiente di lavoro possa essere informale, nel comportamento e nel lessico usato non ci si può spingere fino alle maniere rozze ed eccessive ed a usare la voce alta, peraltro nelle vicinanze degli spazi frequentati dalla clientela del negozio, per richiamare i dipendenti ad una più esatta osservanza delle loro obbligazioni".

Il datore di lavoro, infatti, "non può consentire situazioni di sopraffazioni o violenze, fisiche o verbali, essendo a suo carico l'obbligo di tutela anche della personalità morale dei dipendenti".

La corte territoriale, osservano gli Ermellini, "ha invero sottolineato il carattere rozzo ed eccessivo delle espressioni rivolte alle tre dipendenti, in violazione dei principi di civiltà che non ammettono eccezione o attenuazione neppure nell'ambito delle relazioni professionali" poiché "ledono per la forma scurrile e triviale la dignità e l'amor proprio del personale, oltretutto sottoposto a vincolo di gerarchia nei confronti dell'autore di tali scorrettezze, la cui inaccettabilità non può essere bilanciata dalla mancanza di precedenti sanzioni disciplinari".

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MA CHI SONO I MODERATORI?

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Moderatore è un termine che ha diversi significati:

il moderatore è la persona che coordina, modera o dirige dibattiti.

nell'ambito di internet il moderatore modera o dirige i forum.

in chimica il moderatore indica una sostanza che può rallentare la velocità di una reazione chimica

in fisica il moderatore è un materiale che rallenta i neutroni emessi durante la fissione nucleare

nella religione protestante e presbiteriana indica il presidente del sinodo

in storia era un titolo assegnato ai governatori di province dell'Impero Bizantino nel periodo di Giustiniano

in ingegneria può indicare un impianto o un dispositivo che permette la regolazione di un flusso o un movimento

in idraulica è un tipo di canale artificiale

in Tribunale Ecclesiastico vi è pure un "Moderatore"

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Moderatore

Scusa non ho resistito -_-

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Scoperto gene che blocca metastasi

Studio italiano, il P63 crea rischi se smette di funzionare

(ANSA) - PADOVA, 3 APR - Si chiama p63 il gene capace di funzionare da difesa contro la diffusione di metastasi delle cellule tumorali. E' il risultato di uno studio condotto da due gruppi di ricerca delle Universita' di Padova e di Modena e Reggio, pubblicato su 'Cell'. Il processo metastatico dipende dalla coordinata accensione e spegnimento di centinaia di geni, tra i quali il p63. Se smette di funzionare in una cellula staminale tumorale apre la porta alla formazione di metastasi.

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Scoperto gene che blocca metastasi

Studio italiano, il P63 crea rischi se smette di funzionare

(ANSA) - PADOVA, 3 APR - Si chiama p63 il gene capace di funzionare da difesa contro la diffusione di metastasi delle cellule tumorali. E' il risultato di uno studio condotto da due gruppi di ricerca delle Universita' di Padova e di Modena e Reggio, pubblicato su 'Cell'. Il processo metastatico dipende dalla coordinata accensione e spegnimento di centinaia di geni, tra i quali il p63. Se smette di funzionare in una cellula staminale tumorale apre la porta alla formazione di metastasi.

ciao nello ,come stai? :abbr:

eppure ci sono molti scettici che nn credono alla genetica ma

io credo che il futuro delle quarigione di moltissime malattie

sara' basato propio su di essa.

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e si.....

si sente la Nello assenza....

per la genetica......chissà??

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CIAO a Mio ed a Tex

Una vita sana regala 14 anni in più

La longevità in 4 semplici regole: niente fumo, poco alcol, sport e tanta frutta e verdura

L’elisir di lunga vita non esiste, ma vivere 14 anni in più è possibile. Basta adottare quattro semplici regole: non fumare, moderare l’alcol, fare attività fisica e mangiare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Almeno questa è la conclusione di uno studio inglese pubblicato sulla rivista PLoS, che ha confrontato la durata della vita di chi si è adeguato ai quattro accorgimenti salutistici con quella di chi ha condotto un'esistenza più «disordinata». I comportamenti suggeriti non richiedono uno sforzo eccessivo, se non qualche modesta rinuncia. Se da una parte ci si priva del piacere della sigaretta o di un bicchierino in più in compagnia, dall’altro si ha la certezza di guadagnare «tempo». Ma attenzione, seguire le quattro regole non significa abolire del tutto l'alcol o cibarsi esclusivamente di frutta e verdura. Una dieta poco equilibrata avrebbe comunque un effetto dannoso. E poi si sa, un bicchiere di vino ogni tanto, almeno secondo alcuni studi, potrebbe aiutare un po' sul fronte cardiovascolare. Da evitare sono gli eccessi.

Una mela al giorno leva il medico di torno? Forse aiuta davvero (Grazia Neri)

LO STUDIO – Lo studio di PLoS è particolarmente interessante perché è il primo in cui vengono analizzati insieme i diversi fattori in questione in relazione alla salute. Finora, infatti, le ricerche ne avevano valutato l'impatto soprattutto quando considerati singolarmente. Ma l'unione, come si è visto, può fare la differenza. Per verificare l’efficacia delle quattro regole i ricercatori, guidati da Kay-Tee Khaw dell’Università di Cambridge, hanno esaminato, tra il 1993 e il 1997, circa 20 mila persone del Norfolk (Inghilterra). Uomini e donne di età compresa tra i 45 e i 79 anni. I decessi, da cui poi sono stati estrapolati i dati statistici, sono stati registrati nel 2006. Ai partecipanti, tutti in buona salute, è stato chiesto di riempire un questionario e in base alle risposte ad ognuno è stato assegnato un punteggio da zero a quattro, una sorta di bollino. Lo «zero» è andato a chi snobbava le sane abitudini: fumava, beveva, non faceva sport e odiava frutta e verdura. Agli altri è stato concesso un punto per ogni variabile pro-vita. Non fumi? Un punto. Bevi al massimo 7 bicchieri di vino (o di birra) alla settimana? Un punto. Fai attività fisica? Ancora un punto. Il tuo livello di vitamina C nel sangue è costante perché assumi cinque porzioni di alimenti tra frutta e verdura al giorno? Di nuovo un punto.

I RISULTATI – Dopo aver ordinato i dati per fasce d’età e considerato i decessi fino al 2006, i ricercatori hanno constatato che gli individui con il punteggio zero avevano una probabilità di morire quattro volte superiore ai coetanei con punteggio quattro. Inoltre, per loro il rischio di decesso risultava identico a quello di soggetti più vecchi di 14 anni con punteggio quattro. In conclusione: chi non segue alcun comportamento salutistico rischia di perdere 14 anni di vita. Insomma, basta poco per avere un’esistenza più lunga, a partire dalla famosa «mela al giorno che toglie il medico di torno».

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MILANO - Quattrocentonovantacinque donne vittime della violenza in famiglia tra il 2000 e il 2005, nel nostro paese. Nell'88,6% dei casi si e' trattato di uomini che hanno ucciso la propria partner (o ex). E' quanto emerge dall'incontro tra Marisa Guarnieri, presidente della Casa delle Donne Maltrattate di Milano, e il ministro Barbara Pollastrini, insieme per la stesura del piano di opzione straordinario contro la violenza sulle donne. In Lombardia nello stesso quinquennio sono stati uccisi all'interno della coppia 74 donne e 11 uomini. Il primato spetta a Milano con 38 casi, seguono Brescia e Bergamo con 14 e 10. (Agr)

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Si uccide davanti al prof e ai compagni

suicidio-shock in un liceo del frusinate

FROSINONE - Uno studente è morto gettandosi dalla finestra della sua classe al liceo classico di Ferentino, in provincia di Frosinone. E accaduto questa mattina, intorno alle 10,30. E l'intera scuola è sotto shock: il ragazzo, quindici anni, allievo della quarta ginnasio, si è tolto la vita davanti ai suoi compagni e al professore, mentre era in corso la lezione. E' salito improvvisamente sul banco e in un istante si è lanciato giù. Nessuno, sorpreso dalla repentinità del gesto, è riuscito a fermarlo.

Disperato il padre del ragazzo, che davanti al cadavere del figlio ha urlato: "Perchè te ne sei andato, perchè? Signore, potevi prendere me". Ancora ignoti i motivi di un gesto così disperato, ma a quanto sembra proprio oggi gli era stato consegnato un compito di greco con voto "4". Sulla vicenda indagano i carabinieri.

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MILANO - Quattrocentonovantacinque donne vittime della violenza in famiglia tra il 2000 e il 2005, nel nostro paese. Nell'88,6% dei casi si e' trattato di uomini che hanno ucciso la propria partner (o ex). E' quanto emerge dall'incontro tra Marisa Guarnieri, presidente della Casa delle Donne Maltrattate di Milano, e il ministro Barbara Pollastrini, insieme per la stesura del piano di opzione straordinario contro la violenza sulle donne. In Lombardia nello stesso quinquennio sono stati uccisi all'interno della coppia 74 donne e 11 uomini. Il primato spetta a Milano con 38 casi, seguono Brescia e Bergamo con 14 e 10. (Agr)

Non so so se parlare di uomini e di donne....

più in generale parlerei di persone violente....che spesso coincidono con alcune componenti caratteriali e fisiologiche degli uomini.....

Io da uomo dico che molti uomini sono delle bestie..

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Si uccide davanti al prof e ai compagni

suicidio-shock in un liceo del frusinate

FROSINONE - Uno studente è morto gettandosi dalla finestra della sua classe al liceo classico di Ferentino, in provincia di Frosinone. E accaduto questa mattina, intorno alle 10,30. E l'intera scuola è sotto shock: il ragazzo, quindici anni, allievo della quarta ginnasio, si è tolto la vita davanti ai suoi compagni e al professore, mentre era in corso la lezione. E' salito improvvisamente sul banco e in un istante si è lanciato giù. Nessuno, sorpreso dalla repentinità del gesto, è riuscito a fermarlo.

Disperato il padre del ragazzo, che davanti al cadavere del figlio ha urlato: "Perchè te ne sei andato, perchè? Signore, potevi prendere me". Ancora ignoti i motivi di un gesto così disperato, ma a quanto sembra proprio oggi gli era stato consegnato un compito di greco con voto "4". Sulla vicenda indagano i carabinieri.

mamma mia .....tremendo certo nn sarà stato x il 4 ! sarà stata goccia che ha fatto traboccare il vaso....

vedi MIO cosa ti può fare la societa!

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Si uccide davanti al prof e ai compagni

suicidio-shock in un liceo del frusinate

FROSINONE - Uno studente è morto gettandosi dalla finestra della sua classe al liceo classico di Ferentino, in provincia di Frosinone. E accaduto questa mattina, intorno alle 10,30. E l'intera scuola è sotto shock: il ragazzo, quindici anni, allievo della quarta ginnasio, si è tolto la vita davanti ai suoi compagni e al professore, mentre era in corso la lezione. E' salito improvvisamente sul banco e in un istante si è lanciato giù. Nessuno, sorpreso dalla repentinità del gesto, è riuscito a fermarlo.

Disperato il padre del ragazzo, che davanti al cadavere del figlio ha urlato: "Perchè te ne sei andato, perchè? Signore, potevi prendere me". Ancora ignoti i motivi di un gesto così disperato, ma a quanto sembra proprio oggi gli era stato consegnato un compito di greco con voto "4". Sulla vicenda indagano i carabinieri.

Chiedo ai ragazzi di parlare sempre serenamente dei propri problemi e se non hanno Chi li comprende di cercare sempre nell'ambito familiare, parentale, sociale scolastico, sociale ambientale, di trovare sempre una persona di buon senso che ci possa indicare la giusta strada.

Io ho grande pietà per questo ragazzo perchè nessuno è riuscito a fare breccia nel suo cuore.

Andiamo al cuore dei ragazzi non ai voti come fanno tanti professori.

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Chiedo ai ragazzi di parlare sempre serenamente dei propri problemi e se non hanno Chi li comprende di cercare sempre nell'ambito familiare, parentale, sociale scolastico, sociale ambientale, di trovare sempre una persona di buon senso che ci possa indicare la giusta strada.

Io ho grande pietà per questo ragazzo perchè nessuno è riuscito a fare breccia nel suo cuore.

Andiamo al cuore dei ragazzi non ai voti come fanno tanti professori.

ti posso dire che a volte nn ti accorgi nemmeno quando sei al limite.........

cmq aprirsi agli altri nn è cosi semplice .....soprattutto x i ragazzi

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ti posso dire che a volte nn ti accorgi nemmeno quando sei al limite.........

cmq aprirsi agli altri nn è cosi semplice .....soprattutto x i ragazzi

certo.....però non dobbiamo mai rinunciare al maggiore buon senso...

e se non si aprono i ragazzi allora pensiamo noi a indicare i percorsi interiori ed a cercare i ragazzi

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