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Arianna94

Non voglio più vivere aiutatemi

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Ciao a tutti,

mi chiamo Arianna e ho 22 anni. E' da molti anni ormai che soffro di depressione e ultimamente sto pensando al suicidio come unica soluzione. L'unica cosa che mi sta frenando è il fatto di non riuscire a trovare un metodo efficace e indolore. La mia vita è un fallimento totale.
 

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Ciao Arianna! In una scala da 1 a 10, quanto giudichi "autoritaria" tua madre?

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Non ti ho fatto a caso la domanda (ovviamente): la depressione c'è di solito là dove c'è estrema stanchezza emotiva e tra i "mangiatori d'energia" tra i primi posti troviamo gli autoritari (quelli che giocano sul senso di colpa li trovi sul podio). Un altro effetto secondario nel ritrovarseli addirittura come genitori è il "senso di nullità" ossia autostima pari a zero. Visto che non si possono eliminare fisicamente... Possibilità da parte tua di "cambiare aria"? Finire l'università all'estero magari? Difficile guarire un'infezione alla gamba se questa è perennemente immersa in una palude malsana...

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Il 3/8/2017 at 19:57, L.E.D. dice:

Non ti ho fatto a caso la domanda (ovviamente): la depressione c'è di solito là dove c'è estrema stanchezza emotiva e tra i "mangiatori d'energia" tra i primi posti troviamo gli autoritari (quelli che giocano sul senso di colpa li trovi sul podio). Un altro effetto secondario nel ritrovarseli addirittura come genitori è il "senso di nullità" ossia autostima pari a zero. Visto che non si possono eliminare fisicamente... Possibilità da parte tua di "cambiare aria"? Finire l'università all'estero magari? Difficile guarire un'infezione alla gamba se questa è perennemente immersa in una palude malsana...

Figuriamoci se mi permetterebbe mai di andare da sola all'estero

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20 ore fa, Arianna94 dice:

Ciao a tutti,

mi chiamo Arianna e ho 22 anni. E' da molti anni ormai che soffro di depressione e ultimamente sto pensando al suicidio come unica soluzione. L'unica cosa che mi sta frenando è il fatto di non riuscire a trovare un metodo efficace e indolore, perché ho tanta paura di soffrire.

La mia vita è un fallimento totale. Mi sveglio ogni giorno e non so per cosa vivo, vorrei solo non svegliarmi più. Mi sento tremendamente sola e sento che a nessuno importa di me. Mia madre è una casalinga narcisista che per tutta la vita non ha fatto altro che proiettare sui figli tutte le sue ambizioni, cercando di ottenere mediante loro la sua realizzazione personale. Mi ha sempre fatta sentire inadeguata, come se i figli degli altri fossero sempre migliori dei suoi. Eppure io era una figlia modello, andavo benissimo a scuola, non causavo mai problemi, perché non uscivo mai, me ne stavo semplicemente sulle mie, non davo fastidio a nessuno. Per anni mi ha costretta a studiare danza classica ad alti livelli, all'accademia di Roma, perché il suo sogno era sempre stato quello di diventare una ballerina. Così mi trovavo a frequentare due scuole, non avendo neanche un attimo di tempo libero. Trascorrevo tutto il pomeriggio a danza e mi rimaneva soltanto la notte per studiare. Dormivo pochissimo e la mia vita era un vortice che girava velocissimo e io non potevo fare altro che girare insieme a lui, perché non avevo scelta. A quei livelli c'era poi molta competizione, non tanto tra le ragazze, ma tra le mamme, che erano tutte accanite e volevano che le loro figlie primeggiassero sulle altre. Mia madre, che trascorreva con loro tutto il tempo della durata della lezione, si lasciò trascinare, diventò anche lei ossessionata con il fatto che dovessi essere meglio delle altre, anche se io ero sempre stata un tipo tranquillo e non competitivo. Non mi faceva saltare neanche una lezione, anche quando stavo male, piuttosto mi faceva saltare la scuola, mentre a danza non potevo assolutamente fare assenze. Sentivo sempre sulle mie spalle una grande pressione e responsabilità, perché da me dipendeva la sua felicità, quindi non potevo deluderla. Non so come, ma a scuola riuscii sempre a prendere ottimi voti, anche se non avevo praticamente tempo di studiare. A danza invece capitò che mi bocciarono, così colsi l'occasione per dire a mia madre che non avevo intenzione di ripetere l'anno e che avrei preferito concentrarmi solo sullo studio, dato che avrei iniziato il liceo classico, che era molto impegnativo. Lei la prese malissimo, come se le fosse crollato tutto il mondo adosso, perché aveva puntato tutto su quello. Era convinta che un giorno sarei diventata una ballerina professionista e lei sarebbe venuta ad applaudire ai miei spettacoli. Per molto tempo cercò di farmi cambiare idea, portandomi in altre scuole di danza e dicendo che un giorno mi sarei pentita della mia scelta, ma io non lo feci mai. Durante i mesi in cui mi tenne il muso mi sentii una nullità totale, perché sapevo di averla delusa. Era come se all'improvviso per lei non valessi più niente, perché il mio valore era associato unicamente alla danza. 

Col tempo il rapporto con mia madre tornò normale, però io iniziai a manifestare i primi sintomi di depressione e autolesionismo. Continuavo e continuo tutt'ora a sentirmi inadeguata. A 22 anni sono delusa da me stessa e dalla vita. Non ho amici, perché non ho mai incontrato persone sincere, ma solo gente falsa, che ha approfittato della mia amicizia per ottenere qualcosa in cambio. Col tempo mi sono sempre più allontanata dalle persone e dai rapporti sociali, convinta che mi avrebbero solo fatta soffrire di nuovo. Nonostante sia una bella ragazza, anche in amore non sono mai stata fortunata, ho sempre incontrato ragazzi che giocavano con i miei sentimenti, soltanto allo scopo di portarmi a letto, come se il fatto di essere bella significasse automaticamente darla con facilità. Nell'ultima mia relazione, avuta con un ragazzo di sei anni più grande di me, sono stata abusata psicologicamente e fisicamente. La sua violenza psicologica, che verteva tutta sul fatto di farmi sentire inferiore a lui, mi ha portata a soffrire di anoressia, perché lui era ossessionato con la magrezza, nonostante fossi già magra. Mi misi a dieta solamente per perdere qualche chilo, sperando di ottenere la sua approvazione, ma la situazione mi sfuggì di mano, e nel giro di poco tempo diventai pelle e ossa. A lui andava bene così, non mi disse mai che stavo diventando troppo magra o che dovevo mangiare di più, perché più io scomparivo, più lui si sentiva grande e potente. Dopo avermi avermi forzata ad avere un rapporto con lui, per il quale non mi sentivo ancora pronta, aprii finalmente gli occhi sulla realtà e decisi di chiudere la relazione. Quando glielo comunicai la sua risposta fu semplicemente: "Non c'è problema, tanto ci stavamo solo conoscendo. Comunque sei stata carina a dirmelo di sabato sera, così sono libero di andare a divertirmi". Ci rimasi malissimo, perché mi resi conto che non glien'era mai importato niente di me, mi aveva solo usata, approfittando del fatto che i miei sentimenti erano sinceri. Dopo aver chiuso con lui iniziai poco alla volta a riprendere peso, però dentro mi sentivo vuota.

Ora sono due anni che non frequento più nessuno, perché sono sicura che soffrirei di nuovo. Vivo sempre rinchiusa nella mia camera, non esco mai ed evito qualunque tipo di rapporto. Anche quando sono con altre persone mi sento fuori luogo, e non vedo l'ora di ritornare alla mia solitudine, perché sono sicura che nessuno può capire me e il mio dolore. Anche con l'università non va bene, perché  la depressione mi impedisce di concentrarmi e il solo pensiero di trovarmi davanti al professore per dare l'esame mi mette un'enorme ansia addosso. Io che ero sempre stata la prima della classe, ora mi ritrovo con esami arretrati, che non mi permetteranno di laurearmi in tempo. Mia madre è sempre più delusa da me e continua a infierire, portandomi tutti gli esempi delle sue amiche rimaste zitelle, e non si rende conto che non fa altro che peggiorare la mia situazione. Nessuno a casa sembra capire che con quello che ho dentro non riesco più a fare niente, non riesco più a vivere, perché per me me nulla ha più senso. A casa sono diventata la vergogna della famiglia e mia madre, che ha sempre avuto una predilezione per il maschio promogenito, sembra accorgersi solo dei suoi problemi, come se io non esistessi. In questi giorni è accaduto che mio fratello è stato lasciato dalla ragazza ed è un po' giù di morale. Ora non posso fare a meno di notare su di lui tutte le premure e le attenzioni che io non ho mai ricevuto, anche se in realtà ho sofferto e soffro molto più di lui. Se capita che mio fratello non riesce a dormire, mia madre è disposta a fare di tutto purché non venga emesso il minimo rumore in casa, e per tutto il giorno non fa altro che preoccuparsi del fatto che è stanco. Così mi capita di ripensare ai giorni in cui io dormivo a malapena tre ore a notte, e anche se il giorno dopo mi sentivo a pezzi, nessuno mostrava mai un accenno di preoccupazione per me, perché io dovevo continuare a dare il massimo, anche al costo di rimetterci con la salute. Mia madre non fa altro che ripetermi che devo prendermi cura di mio fratello, perché lui è molto fragile, mentre io sono forte. Io, che ogni giorno penso a un modo per farla finita, io che non ho più una vita, io che non trovo più nulla per cui valga la pena svegliarsi ogni giorno, devo aiutare mio fratello, che trascorre tutto il tempo tra aperitivi con gli amici, discoteche e vacanze costose.

A questo punto mi chiedo a cosa serve andare avanti in questa agonia, dato che a nessuno importa di me. Se anche le persone che dovrebbero tenere a me mi ignorano, come posso pensare di trovare qualcuno che mi capisca e mi aiuti? Il mondo e il futuro incerto mi fanno paura, perché non mi sento all'altezza di ciò che mi aspetta, mi sento sbagliata e inadeguata. Vorrei solo non esistere più, per non dover lottare ogni giorno con il mio dolore.

L'unica cosa che ultimamente riesce almeno un po' a confortarmi è la scrittura. Ho iniziato a scrivere dei libri, mettendoci dentro tutto quello che sento dentro, dato che non ho nessuno con cui potermi confidare. Nelle storie che scrivo mi immedesimo nei miei stessi personaggi, come se cercassi di vivere una vita più soddisfacente mediante loro. Infatti nelle mie storie c'è sempre un lieto, a differenza della mia vita.

Scusate se ho scritto troppo, però sentivo la necessità di sfogarmi con qualcuno, perché sono completamente sola. Spero che qualcuno mi aiuti a capire cosa c'è che non va in me e mi piacerebbe sapere se c'è qualcuno che vive una situazione simile alla mia e magari ce l'ha fatta. Vi prego di non suggerirmi psicologi o terapie varie, perché ci ho già provato, ma senza risultati.

Ringrazio tutti coloro che avranno la pazienza di leggere tutto e che decideranno di dedicarmi qualche minuto

Ciao carissima capisco quello che hai scritto. Io ho avuto una storia con una ragazza (di cui sono follemente innamorato e nutro un affetto smisurato) che fin dal l'adolescenza soffre di DCA in particolare anoressia nervosa.  Succube della sua famiglia in grave crisi quando morì il suo papà che le portò a precipitare la sua già fragile situazione sviluppando anche personalità borderline con tendenze sociopatiche.

mi ha mollato dopo quasi 4 anni per uno conosciuto su fb molto più grande di lei e anche di me.

vedi io nonostante tutto il dolore che mi ha causato ancora la desidero perché capisco esattamente quello che passa 

a volte solo l'amore può dare una svolta 

ma molto spesso si inganna o ci si lascia ingannare.

ti dico nn abbatterti conosco diverse ragazze con questi problemi e voglio bene ad ognuna l'affetto è tutto insieme alla comprensione.. io ho fatto i miei errori e probabilmente lei nemmeno mi amava... ma sai lei sa che nonostante si sia fidanzata nonostante faccia scene con il suo ragazzo ( uomo di 47 anni lei 32) facendo la scocciata per un messaggio che gli arriva da me.. io so che lei per me è tutto... vado avanti ma la penso... io credo che troverai sicuramente qualcuno che ti amerà incondizionatamente abbi pazienza... ti capisco per la solitudine e il lieto fine anche io ci spero sempre... un abbraccio

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Il 4/8/2017 at 11:42, Manu779 dice:

Ciao carissima capisco quello che hai scritto. Io ho avuto una storia con una ragazza (di cui sono follemente innamorato e nutro un affetto smisurato) che fin dal l'adolescenza soffre di DCA in particolare anoressia nervosa.  Succube della sua famiglia in grave crisi quando morì il suo papà che le portò a precipitare la sua già fragile situazione sviluppando anche personalità borderline con tendenze sociopatiche.

mi ha mollato dopo quasi 4 anni per uno conosciuto su fb molto più grande di lei e anche di me.

vedi io nonostante tutto il dolore che mi ha causato ancora la desidero perché capisco esattamente quello che passa 

a volte solo l'amore può dare una svolta 

ma molto spesso si inganna o ci si lascia ingannare.

ti dico nn abbatterti conosco diverse ragazze con questi problemi e voglio bene ad ognuna l'affetto è tutto insieme alla comprensione.. io ho fatto i miei errori e probabilmente lei nemmeno mi amava... ma sai lei sa che nonostante si sia fidanzata nonostante faccia scene con il suo ragazzo ( uomo di 47 anni lei 32) facendo la scocciata per un messaggio che gli arriva da me.. io so che lei per me è tutto... vado avanti ma la penso... io credo che troverai sicuramente qualcuno che ti amerà incondizionatamente abbi pazienza... ti capisco per la solitudine e il lieto fine anche io ci spero sempre... un abbraccio

Ciao Manu, grazie per le tue parole. Mi rendo conto che anche quello che stai affrontando tu non è per niente facile. Spero con tutto il cuore che la tua situazione possa risolversi per il meglio.

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1 ora fa, Arianna94 dice:

Spero con tutto il cuore che la tua situazione possa risolversi per il meglio, nel frattempo non ti abbattere e continua a lottare, perché ad amare non si sbaglia mai

:imNotWorthy:

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Il 3/8/2017 at 14:43, Arianna94 dice:

Ciao a tutti,

mi chiamo Arianna e ho 22 anni. E' da molti anni ormai che soffro di depressione e ultimamente sto pensando al suicidio come unica soluzione. L'unica cosa che mi sta frenando è il fatto di non riuscire a trovare un metodo efficace e indolore, perché ho tanta paura di soffrire.

La mia vita è un fallimento totale. Mi sveglio ogni giorno e non so per cosa vivo, vorrei solo non svegliarmi più. Mi sento tremendamente sola e sento che a nessuno importa di me. Mia madre è una casalinga narcisista che per tutta la vita non ha fatto altro che proiettare sui figli tutte le sue ambizioni, cercando di ottenere mediante loro la sua realizzazione personale. Mi ha sempre fatta sentire inadeguata, come se i figli degli altri fossero sempre migliori dei suoi. Eppure io era una figlia modello, andavo benissimo a scuola, non causavo mai problemi, perché non uscivo mai, me ne stavo semplicemente sulle mie, non davo fastidio a nessuno. Per anni mi ha costretta a studiare danza classica ad alti livelli, all'accademia di Roma, perché il suo sogno era sempre stato quello di diventare una ballerina. Così mi trovavo a frequentare due scuole, non avendo neanche un attimo di tempo libero. Trascorrevo tutto il pomeriggio a danza e mi rimaneva soltanto la notte per studiare. Dormivo pochissimo e la mia vita era un vortice che girava velocissimo e io non potevo fare altro che girare insieme a lui, perché non avevo scelta. A quei livelli c'era poi molta competizione, non tanto tra le ragazze, ma tra le mamme, che erano tutte accanite e volevano che le loro figlie primeggiassero sulle altre. Mia madre, che trascorreva con loro tutto il tempo della durata della lezione, si lasciò trascinare, diventò anche lei ossessionata con il fatto che dovessi essere meglio delle altre, anche se io ero sempre stata un tipo tranquillo e non competitivo. Non mi faceva saltare neanche una lezione, anche quando stavo male, piuttosto mi faceva saltare la scuola, mentre a danza non potevo assolutamente fare assenze. Sentivo sempre sulle mie spalle una grande pressione e responsabilità, perché da me dipendeva la sua felicità, quindi non potevo deluderla. Non so come, ma a scuola riuscii sempre a prendere ottimi voti, anche se non avevo praticamente tempo di studiare. A danza invece capitò che mi bocciarono, così colsi l'occasione per dire a mia madre che non avevo intenzione di ripetere l'anno e che avrei preferito concentrarmi solo sullo studio, dato che avrei iniziato il liceo classico, che era molto impegnativo. Lei la prese malissimo, come se le fosse crollato tutto il mondo adosso, perché aveva puntato tutto su quello. Era convinta che un giorno sarei diventata una ballerina professionista e lei sarebbe venuta ad applaudire ai miei spettacoli. Per molto tempo cercò di farmi cambiare idea, portandomi in altre scuole di danza e dicendo che un giorno mi sarei pentita della mia scelta, ma io non lo feci mai. Durante i mesi in cui mi tenne il muso mi sentii una nullità totale, perché sapevo di averla delusa. Era come se all'improvviso per lei non valessi più niente, perché il mio valore era associato unicamente alla danza. 

Col tempo il rapporto con mia madre tornò normale, però io iniziai a manifestare i primi sintomi di depressione e autolesionismo. Continuavo e continuo tutt'ora a sentirmi inadeguata. A 22 anni sono delusa da me stessa e dalla vita. Non ho amici, perché non ho mai incontrato persone sincere, ma solo gente falsa, che ha approfittato della mia amicizia per ottenere qualcosa in cambio. Col tempo mi sono sempre più allontanata dalle persone e dai rapporti sociali, convinta che mi avrebbero solo fatta soffrire di nuovo. Nonostante sia una bella ragazza, anche in amore non sono mai stata fortunata, ho sempre incontrato ragazzi che giocavano con i miei sentimenti, soltanto allo scopo di portarmi a letto, come se il fatto di essere bella significasse automaticamente darla con facilità. Nell'ultima mia relazione, avuta con un ragazzo di sei anni più grande di me, sono stata abusata psicologicamente e fisicamente. La sua violenza psicologica, che verteva tutta sul fatto di farmi sentire inferiore a lui, mi ha portata a soffrire di anoressia, perché lui era ossessionato con la magrezza, nonostante fossi già magra. Mi misi a dieta solamente per perdere qualche chilo, sperando di ottenere la sua approvazione, ma la situazione mi sfuggì di mano, e nel giro di poco tempo diventai pelle e ossa. A lui andava bene così, non mi disse mai che stavo diventando troppo magra o che dovevo mangiare di più, perché più io scomparivo, più lui si sentiva grande e potente. Dopo avermi avermi forzata ad avere un rapporto con lui, per il quale non mi sentivo ancora pronta, aprii finalmente gli occhi sulla realtà e decisi di chiudere la relazione. Quando glielo comunicai la sua risposta fu semplicemente: "Non c'è problema, tanto ci stavamo solo conoscendo. Comunque sei stata carina a dirmelo di sabato sera, così sono libero di andare a divertirmi". Ci rimasi malissimo, perché mi resi conto che non glien'era mai importato niente di me, mi aveva solo usata, approfittando del fatto che i miei sentimenti erano sinceri. Dopo aver chiuso con lui iniziai poco alla volta a riprendere peso, però dentro mi sentivo vuota.

Ora sono due anni che non frequento più nessuno, perché sono sicura che soffrirei di nuovo. Vivo sempre rinchiusa nella mia camera, non esco mai ed evito qualunque tipo di rapporto. Anche quando sono con altre persone mi sento fuori luogo, e non vedo l'ora di ritornare alla mia solitudine, perché sono sicura che nessuno può capire me e il mio dolore. Anche con l'università non va bene, perché  la depressione mi impedisce di concentrarmi e il solo pensiero di trovarmi davanti al professore per dare l'esame mi mette un'enorme ansia addosso. Io che ero sempre stata la prima della classe, ora mi ritrovo con esami arretrati, che non mi permetteranno di laurearmi in tempo. Mia madre è sempre più delusa da me e continua a infierire, portandomi tutti gli esempi delle sue amiche rimaste zitelle, e non si rende conto che non fa altro che peggiorare la mia situazione. Nessuno a casa sembra capire che con quello che ho dentro non riesco più a fare niente, non riesco più a vivere, perché per me me nulla ha più senso. A casa sono diventata la vergogna della famiglia e mia madre, che ha sempre avuto una predilezione per il maschio promogenito, sembra accorgersi solo dei suoi problemi, come se io non esistessi. In questi giorni è accaduto che mio fratello è stato lasciato dalla ragazza ed è un po' giù di morale. Ora non posso fare a meno di notare su di lui tutte le premure e le attenzioni che io non ho mai ricevuto, anche se in realtà ho sofferto e soffro molto più di lui. Se capita che mio fratello non riesce a dormire, mia madre è disposta a fare di tutto purché non venga emesso il minimo rumore in casa, e per tutto il giorno non fa altro che preoccuparsi del fatto che è stanco. Così mi capita di ripensare ai giorni in cui io dormivo a malapena tre ore a notte, e anche se il giorno dopo mi sentivo a pezzi, nessuno mostrava mai un accenno di preoccupazione per me, perché io dovevo continuare a dare il massimo, anche al costo di rimetterci con la salute. Mia madre non fa altro che ripetermi che devo prendermi cura di mio fratello, perché lui è molto fragile, mentre io sono forte. Io, che ogni giorno penso a un modo per farla finita, io che non ho più una vita, io che non trovo più nulla per cui valga la pena svegliarsi ogni giorno, devo aiutare mio fratello, che trascorre tutto il tempo tra aperitivi con gli amici, discoteche e vacanze costose.

A questo punto mi chiedo a cosa serve andare avanti in questa agonia, dato che a nessuno importa di me. Se anche le persone che dovrebbero tenere a me mi ignorano, come posso pensare di trovare qualcuno che mi capisca e mi aiuti? Il mondo e il futuro incerto mi fanno paura, perché non mi sento all'altezza di ciò che mi aspetta, mi sento sbagliata e inadeguata. Vorrei solo non esistere più, per non dover lottare ogni giorno con il mio dolore.

L'unica cosa che ultimamente riesce almeno un po' a confortarmi è la scrittura. Ho iniziato a scrivere dei libri, mettendoci dentro tutto quello che sento dentro, dato che non ho nessuno con cui potermi confidare. Nelle storie che scrivo mi immedesimo nei miei stessi personaggi, come se cercassi di vivere una vita più soddisfacente mediante loro. Infatti nelle mie storie c'è sempre un lieto, a differenza della mia vita.

Scusate se ho scritto troppo, però sentivo la necessità di sfogarmi con qualcuno, perché sono completamente sola. Spero che qualcuno mi aiuti a capire cosa c'è che non va in me e mi piacerebbe sapere se c'è qualcuno che vive una situazione simile alla mia e magari ce l'ha fatta. Vi prego di non suggerirmi psicologi o terapie varie, perché ci ho già provato, ma senza risultati.

Ringrazio tutti coloro che avranno la pazienza di leggere tutto e che decideranno di dedicarmi qualche minuto

Ciao, sono capitato in questo forum per caso, ma mi ha colpito molto quello che hai scritto.. Purtroppo i genitori possono influenzare molto negativamente la vita dei figli.. Per esempio, posso dirti che diverse mie amiche sono state “rovinate” dalla loro madre. A me invece è stato più che altro mio padre, con la sua insensibilità, a distruggermi. A dire il vero anche mia madre ha una buona dose di colpa, però devo ammettere che ora sta cercando di rimediare. Ma in passato, con il loro comportamento, mi hanno fatto diventare un disadattato rispetto ai canoni dell’attuale società, e non mi hanno lasciato sviluppare un’autostima sufficiente che mi permettesse di affrontare la vita con fiducia. Ho vissuto momenti, giorni, anni di nera disperazione, un pò come quello che descrivi tu, ma per molto più tempo. 
Non mi metto neanche ad elencarti quanti fallimenti ho dovuto accettare, quante umiliazioni ho dovuto subire, quanta sofferenza ho dovuto sopportare, il tutto per ritrovarmi a tirare ancora avanti giorno per giorno, inseguendo sogni che a volte sembrano realizzabili e che invece poi scompaiono lasciandosi dietro i loro fantasmi.
Anch’io avevo cominciato a scrivere, soprattutto per esternare i pensieri negativi e le sensazioni di angoscia che mi tormentavano. Purtroppo però le mie “opere” sono rimaste tutte idee frammentate. Forse un giorno avrò le forze e il coraggio di raccoglierle in un libro. Tra le cose migliori che ho scritto ci sono i testi delle canzoni di alcuni gruppi che ho avuto, dove suonavo e cantavo, ma anche quelli si sono rilevati dei fallimenti. Il massimo della condivisione ora per me è una pagina facebook anonima dove ogni tanto pubblico delle brevi frasi di dolore. 
Questo per farti capire che capisco cosa stai provando, che tipo di periodo stai vivendo. 
Una delle poche cose che posso dirti è di provare a dare un senso alle tue sofferenze. Per esempio con la scrittura: hai detto che ti piace e che sei brava.. prova a portare avanti questa cosa (senza però farti intrappolare troppo dal ruolo dell’artista maledetto). Da come hai scritto qua si vede che hai ancora molta lucidità… pensaci quindi, prima che sia troppo tardi.. La vita è una sfida costante, uno schifo di sfida.. Purtroppo siamo costretti ad accettarla.. Cerca di tenere duro, e soprattutto cerca di ritrovare te stessa.. Immagina di esserti separata da una parte di te molto tempo fa, e che adesso devi riprenderti un pò alla volta.. Io sto provando a farlo, sto cercando di finire un percorso che forse mi permetterà di dare un senso a tutto questo, e a vivere meglio nei prossimi anni.
Comunque tieni anche conto del fatto che probabilmente adesso sei “energeticamente esaurita”: tutto il malessere e gli stress che hai subìto negli anni ti hanno debilitata, per cui concediti anche delle pause e dei momenti di riposo, per riprenderti da tutte le attività che oltre che stancarti ti hanno portato “fuori da te”, e lontana da quello che avresti voluto fare.. Non lasciarti abbattere da tua madre, o da chi altro.. La maggior parte degli esseri umani crescendo diventano persone di merda, per le sofferenze subite o chissà per che altro.. Forse però in futuro migliorerà un pò anche lei, anche per quanto riguarda il comportamento nei tuoi confronti.
Vorrei dirti anche altre cose, ma è difficile riassumere tutto in un post.. Fammi sapere se leggerai questo messaggio. Ciao!

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Ciao Arianna..  io sono Federico, 20 anni.. Non sono né psicologo né qualunque altro tipo di dottore in grado di darti una mano da quel punto di vista..

Piuttosto mi piacerebbe offrirti la possibilità di chiacchierare, di parlare e di aprirti.. Ti prego, scrivimi una mail a carota47@gmail.com

Lo so che è passato tanto tempo da questo tuo messaggio.. Ma so anche che nulla si risolve così in fretta! Ti aspetto..

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Il 27/5/2018 at 21:56, Lucifen dice:

Ciao Arianna..  io sono Federico, 20 anni.. Non sono né psicologo né qualunque altro tipo di dottore in grado di darti una mano da quel punto di vista..

Piuttosto mi piacerebbe offrirti la possibilità di chiacchierare, di parlare e di aprirti.. Ti prego, scrivimi una mail a carota47@gmail.com

Lo so che è passato tanto tempo da questo tuo messaggio.. Ma so anche che nulla si risolve così in fretta! Ti aspetto..

Lucifen, guarda, puoi anche lasciar perdere.. Ti posso dire che ci siamo sentiti tramite mail per diversi mesi, ci siamo sfogati e consolati a vicenda diciamo.. Poi di punto in bianco, con una scusa, mi ha detto che non mi avrebbe potuto rispondere subito.. Sono passati sei mesi, ho provato a ricontattarla, e non mi ha più scritto..
Vabbè, meglio così, forse ci stavamo focalizzando troppo sul negativo. E questo mi ha fatto capire per l'ennesima volta che non ci si può fidare di nessuno

 

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26 minuti fa, Kyashan dice:

Lucifen, guarda, puoi anche lasciar perdere.. Ti posso dire che ci siamo sentiti tramite mail per diversi mesi, ci siamo sfogati e consolati a vicenda diciamo.. Poi di punto in bianco, con una scusa, mi ha detto che non mi avrebbe potuto rispondere subito.. Sono passati sei mesi, ho provato a ricontattarla, e non mi ha più scritto..
Vabbè, meglio così, forse ci stavamo focalizzando troppo sul negativo. E questo mi ha fatto capire per l'ennesima volta che non ci si può fidare di nessuno

 

Ottimo ahaha bene.. non avrà più bisogno di supporto, evidentemente.

Tu invece? Stai bene? ^^

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Il 4/6/2018 at 11:53, Kyashan dice:

Lucifen, guarda, puoi anche lasciar perdere.. Ti posso dire che ci siamo sentiti tramite mail per diversi mesi, ci siamo sfogati e consolati a vicenda diciamo.. Poi di punto in bianco, con una scusa, mi ha detto che non mi avrebbe potuto rispondere subito.. Sono passati sei mesi, ho provato a ricontattarla, e non mi ha più scritto..
Vabbè, meglio così, forse ci stavamo focalizzando troppo sul negativo. E questo mi ha fatto capire per l'ennesima volta che non ci si può fidare di nessuno

 

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