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Ansia, paranoie e problemi con me stessa


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Buonasera a tutti, 

Mi chiamo Emma e ho 26 anni. Vengo da un paese in Toscana, però attualmente lavoro a Milano (dove ho anche studiato all'università).

Mi piacerebbe parlarvi un po' di me e dei problemi che mi affliggono, perché non ho molte persone con le quali posso parlarne, senza essere giudicata o compatita. 

Sono sempre stata una bambina, e poi ragazza, un po' timida e insicura, timorosa del giudizio altrui e non incline ad aprirsi per paura. Gli anni delle elementari e delle medie, tutto sommato, sono stati buoni, discreti, senza nessun problema di bullismo o derisione altrui. il vero problema è iniziato il primo anno di liceo, per non finire più. 

Avevo 15 anni e all'epoca stavo uscendo con un ragazzo, dell'età mia, il quale era un po' cattivello nei miei confronti, ma si sa, a quell'età siamo un po' ingenui e tendiamo a fidarci dell'altro. Un sabato pomeriggio mi invita a casa sua, io, come una cretina, accetto, ignara di ciò che potesse accadere poco dopo. Qualche ora dopo essere arrivata a casa sua suonano alla porta e lui mi dice di nascondermi in camera perché era il nonno e non voleva che farmi vedere; quindi io rimango in camera, sola e in silenzio (premetto che non era successo nulla di grave prima di questo fatto, non avevamo mai fatto sesso, ero vergine), fino a che lui non apre la porta e mi dice che in realtà era un suo amico: io sapevo bene chi fosse l'amico perché era uscito co una delle mie migliori (e attuali) amiche, avendola trattata piuttosto di merda....non volevo più stare più perché non mi sentivo a mio agio con due ragazzi, e l'altro anche più grande di me di 3 anni ( che all'epoca erano un po'). Lui però dice di rimanere e che non succederà nulla...e invece succede l'impensabile: dopo le mie pressione a voler andare via il ragazzo più grande mi prende a schiaffi, facendomi uscire il sangue dal labbro, il tutto nell'impassibilità dell'altro, che non faceva nulla a riguardo. Io, ovviamente, insisto ancora di più perché avevo paura, paura che accadesse qualcosa di ancora più grave. Dopo qualche minuto entrambi i ragazzi iniziano a minacciarmi dicendomi cose come "adesso fai come ti diciamo noi oppure ti picchiamo". Io oppongo resistenza perché non volevo far nulla di sessuale, in quanto non avevo mai fatto nulla prima di quel momento, se non qualche bacio. Loro continuano a dirmi così, e io alla fine apro la porta e vado via dalla stanza, solo che essendo una ragazza con altri 2 ragazzi nella stessa casa, inutile dire chi ha avuto la meglio. il ragazzo più grande mi spinge sul letto con una forza incredibile e continua a sbattermi la testa contro il letto, e dandomi anche qualche botta in giro per il corpo. Dopo un po' cedo e li accontento (lo so, idiota ma non sapevo cosa fare, ancora me ne pento di ciò che ho fatto). All'epoca i cellulari erano i nokia, che avevano le prime fotocamere per fare foto e video. Mi chiedono di fargli un favore sessuale con la bocca, e io dico di sì perché non volevo continuare a prendere le botte, avevo molta paura. Ignara del fatto che stessero filmandomi nell'atto sessuale faccio ciò che mi avevano chiesto (penso abbiate capito), solo alla fine mi accorgo del danno e chiedo, anzi supplico, di cancellarlo...no, il ragazzo, l'altro con il quale stavo uscendo, dopo la mia ennesima richiesta di eliminazione mi dà una botta allo stomaco, facendomi cadere a terra per più di 5 minuti. Solo dopo essermi rialzata da quella botta riesco a scappare dalla casa e andare via, via lontano da quel luogo. Solo che non sapevo cosa mi avrebbe aspettato dopo, i mesi e gli anni successivi. Nel giro di pochi giorni il video fa il giro del paese, e io vengo chiamata in tutti i modi possibili, perdendo anche amicizie, o almeno persone quali ritenevo amiche. Vengo bullizzata per il mio fisico e viso,spintonata e addirittura una volta buttata anche il bidone della spazzatura (e una volta ad una festa c'erano alcuni di quel gruppo che mi butteranno l'acqua addosso a tutti, facendomi piangere e deridendomi). Gli anni successivi a questo fatto sono stati i più pesanti della mia vita, specialmente il terzo anno di liceo: stanca delle continue umiliazioni, dei voti scolatistici bassi, dell'autostima a pezzi, avevo deciso di ammazzarmi, ingerendo ammoniaca, ma mio padre era arrivato in tempo. Ho iniziato un percorso con uno psicologo per 2 anni, aveva anche funzionato, solo che poi quando mi ero trasferita a Milano per l'università alcuni problemi son tornati a galla: insicurezza, timore del giudizio altrui, difficoltà nell'instaurare rapporti duraturi di amicizia, ansia e paranoie. il primo anno di università era stato un incubo perché, ingenuamente, avevo pensato di scappare dal luogo del fatto e di non portare con me nessun problema, e così non è stato. Gli anni successivi invece erano andati meglio, avevo anche trovato un fidanzato, molto comprensivo e buono (relazione durata 3 anni e poi interrotta perché non ci amavamo più, però siamo in buoni rapporti). Durante il periodo esami però ero sempre in crisi perché avevo ansia e attacchi di panico, come penso che molti abbiano prima degli esami. Prendo la laurea triennale, faccio 2 stage e dopo un anno di pausa mi iscrivo alla laurea specialistica di 2 anni, anche lì ansia e paranoie per gli esami, però fortunatamente quei due anni son volati e ho preso anche quella laurea. Lo scorso anno ho iniziato a lavorare e anche adesso lo sto facendo, solo che mi sento sola, molto sola, con nessuno con cui parlare. Ho qualche amico/a qua a Milano ma non riesco ad aprirmi perché non c'è quel tipo di confidenza e non voglio annoiare nessuno con i miei problemi. 

Io penso sempre, e lo penserò per tutta la vita, che ero stata una cretina ad andare a casa sua, una idiota patentata, perché non pensavo mi succedesse nulla. Adesso, nonostante siano passati 11 anni, me ne pento ancora, e molte volte tornare a casa è un incubo (infatti non scendo spesso). Io vorrei tanto essere diversa, una ragazza con meno problemi e paranoie, ma non ci riesco. Molti sabati li passo in casa, a piangere su ciò che la mia vita sarebbe potuta essere e ciò che è in realtà; anche il pensiero di togliermi la vita sta tornando perché non vedo che senso abbia vivere, non avendo uno scopo o un obiettivo. Mi sento sola, triste e annoiata. Vorrei che la mia vita fosse diversa, vorrei avere più amici e anche qualcuno che mi ami. 

 

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9 ore fa, Emma 91 dice:

Io penso sempre, e lo penserò per tutta la vita, che ero stata una cretina ad andare a casa sua, una idiota patentata, perché non pensavo mi succedesse nulla. Adesso, nonostante siano passati 11 anni, me ne pento ancora

Emma, avevi 15 anni e sei andata a casa del tuo ragazzo di 15 anni, non sarebbe dovuto succedere nulla di brutto, tu sei stata solo la vittima ma spesso si tende a colpevolizzare le vittime.

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9 ore fa, L.E.D. dice:

Ciao Emma, hai denunciato il fatto alla polizia?

No,mai. Avevo troppa paura e ansia di dirlo ai miei genitori 

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4 ore fa, Lis dice:

Emma, avevi 15 anni e sei andata a casa del tuo ragazzo di 15 anni, non sarebbe dovuto succedere nulla di brutto, tu sei stata solo la vittima ma spesso si tende a colpevolizzare le vittime.

Già, solo che son passata io come "la bocca di rosa" del paese subendo molte umiliazioni :( 

Lo so, però nonostante siano passati tantissimi anni, non riesco ancora a superarla questa cosa e mi condiziona la vita, le relazioni, tutto. 

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1 ora fa, Emma 91 dice:

Già, solo che son passata io come "la bocca di rosa" del paese subendo molte umiliazioni :( 

Lo so, però nonostante siano passati tantissimi anni, non riesco ancora a superarla questa cosa e mi condiziona la vita, le relazioni, tutto. 

Hai più avuto notizie dei due stroxzi?

 

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20 ore fa, Lis dice:

Hai più avuto notizie dei due stroxzi?

 

Uno ha un figlio e compagna, l'altro, dopo aver ripetuto 3 anni di liceo, ha iniziato l'università però che cosa faccia adesso non lo so

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Il 18/10/2017 at 00:00, Emma 91 dice:

Buonasera a tutti, 

Mi chiamo Emma e ho 26 anni. Vengo da un paese in Toscana, però attualmente lavoro a Milano (dove ho anche studiato all'università).

Mi piacerebbe parlarvi un po' di me e dei problemi che mi affliggono, perché non ho molte persone con le quali posso parlarne, senza essere giudicata o compatita. 

Sono sempre stata una bambina, e poi ragazza, un po' timida e insicura, timorosa del giudizio altrui e non incline ad aprirsi per paura. Gli anni delle elementari e delle medie, tutto sommato, sono stati buoni, discreti, senza nessun problema di bullismo o derisione altrui. il vero problema è iniziato il primo anno di liceo, per non finire più. 

Avevo 15 anni e all'epoca stavo uscendo con un ragazzo, dell'età mia, il quale era un po' cattivello nei miei confronti, ma si sa, a quell'età siamo un po' ingenui e tendiamo a fidarci dell'altro. Un sabato pomeriggio mi invita a casa sua, io, come una cretina, accetto, ignara di ciò che potesse accadere poco dopo. Qualche ora dopo essere arrivata a casa sua suonano alla porta e lui mi dice di nascondermi in camera perché era il nonno e non voleva che farmi vedere; quindi io rimango in camera, sola e in silenzio (premetto che non era successo nulla di grave prima di questo fatto, non avevamo mai fatto sesso, ero vergine), fino a che lui non apre la porta e mi dice che in realtà era un suo amico: io sapevo bene chi fosse l'amico perché era uscito co una delle mie migliori (e attuali) amiche, avendola trattata piuttosto di merda....non volevo più stare più perché non mi sentivo a mio agio con due ragazzi, e l'altro anche più grande di me di 3 anni ( che all'epoca erano un po'). Lui però dice di rimanere e che non succederà nulla...e invece succede l'impensabile: dopo le mie pressione a voler andare via il ragazzo più grande mi prende a schiaffi, facendomi uscire il sangue dal labbro, il tutto nell'impassibilità dell'altro, che non faceva nulla a riguardo. Io, ovviamente, insisto ancora di più perché avevo paura, paura che accadesse qualcosa di ancora più grave. Dopo qualche minuto entrambi i ragazzi iniziano a minacciarmi dicendomi cose come "adesso fai come ti diciamo noi oppure ti picchiamo". Io oppongo resistenza perché non volevo far nulla di sessuale, in quanto non avevo mai fatto nulla prima di quel momento, se non qualche bacio. Loro continuano a dirmi così, e io alla fine apro la porta e vado via dalla stanza, solo che essendo una ragazza con altri 2 ragazzi nella stessa casa, inutile dire chi ha avuto la meglio. il ragazzo più grande mi spinge sul letto con una forza incredibile e continua a sbattermi la testa contro il letto, e dandomi anche qualche botta in giro per il corpo. Dopo un po' cedo e li accontento (lo so, idiota ma non sapevo cosa fare, ancora me ne pento di ciò che ho fatto). All'epoca i cellulari erano i nokia, che avevano le prime fotocamere per fare foto e video. Mi chiedono di fargli un favore sessuale con la bocca, e io dico di sì perché non volevo continuare a prendere le botte, avevo molta paura. Ignara del fatto che stessero filmandomi nell'atto sessuale faccio ciò che mi avevano chiesto (penso abbiate capito), solo alla fine mi accorgo del danno e chiedo, anzi supplico, di cancellarlo...no, il ragazzo, l'altro con il quale stavo uscendo, dopo la mia ennesima richiesta di eliminazione mi dà una botta allo stomaco, facendomi cadere a terra per più di 5 minuti. Solo dopo essermi rialzata da quella botta riesco a scappare dalla casa e andare via, via lontano da quel luogo. Solo che non sapevo cosa mi avrebbe aspettato dopo, i mesi e gli anni successivi. Nel giro di pochi giorni il video fa il giro del paese, e io vengo chiamata in tutti i modi possibili, perdendo anche amicizie, o almeno persone quali ritenevo amiche. Vengo bullizzata per il mio fisico e viso,spintonata e addirittura una volta buttata anche il bidone della spazzatura (e una volta ad una festa c'erano alcuni di quel gruppo che mi butteranno l'acqua addosso a tutti, facendomi piangere e deridendomi). Gli anni successivi a questo fatto sono stati i più pesanti della mia vita, specialmente il terzo anno di liceo: stanca delle continue umiliazioni, dei voti scolatistici bassi, dell'autostima a pezzi, avevo deciso di ammazzarmi, ingerendo ammoniaca, ma mio padre era arrivato in tempo. Ho iniziato un percorso con uno psicologo per 2 anni, aveva anche funzionato, solo che poi quando mi ero trasferita a Milano per l'università alcuni problemi son tornati a galla: insicurezza, timore del giudizio altrui, difficoltà nell'instaurare rapporti duraturi di amicizia, ansia e paranoie. il primo anno di università era stato un incubo perché, ingenuamente, avevo pensato di scappare dal luogo del fatto e di non portare con me nessun problema, e così non è stato. Gli anni successivi invece erano andati meglio, avevo anche trovato un fidanzato, molto comprensivo e buono (relazione durata 3 anni e poi interrotta perché non ci amavamo più, però siamo in buoni rapporti). Durante il periodo esami però ero sempre in crisi perché avevo ansia e attacchi di panico, come penso che molti abbiano prima degli esami. Prendo la laurea triennale, faccio 2 stage e dopo un anno di pausa mi iscrivo alla laurea specialistica di 2 anni, anche lì ansia e paranoie per gli esami, però fortunatamente quei due anni son volati e ho preso anche quella laurea. Lo scorso anno ho iniziato a lavorare e anche adesso lo sto facendo, solo che mi sento sola, molto sola, con nessuno con cui parlare. Ho qualche amico/a qua a Milano ma non riesco ad aprirmi perché non c'è quel tipo di confidenza e non voglio annoiare nessuno con i miei problemi. 

Io penso sempre, e lo penserò per tutta la vita, che ero stata una cretina ad andare a casa sua, una idiota patentata, perché non pensavo mi succedesse nulla. Adesso, nonostante siano passati 11 anni, me ne pento ancora, e molte volte tornare a casa è un incubo (infatti non scendo spesso). Io vorrei tanto essere diversa, una ragazza con meno problemi e paranoie, ma non ci riesco. Molti sabati li passo in casa, a piangere su ciò che la mia vita sarebbe potuta essere e ciò che è in realtà; anche il pensiero di togliermi la vita sta tornando perché non vedo che senso abbia vivere, non avendo uno scopo o un obiettivo. Mi sento sola, triste e annoiata. Vorrei che la mia vita fosse diversa, vorrei avere più amici e anche qualcuno che mi ami. 

 

Ciao Emma..benvenuta nel forum (per modo di dire..)
Da quello che hai scritto penso che sei una ragazza in gamba sei andata avanti con gli studi,hai affrontato la vita,nonostante il tutto complimenti :)
Che dirti..io ho vissuto il bullismo in piccola parte alle medie,tralasciando che a priori sono contro questo genere di cose siamo umani c'e' stata data la parola,il pensiero..ma quello che ti preoccupa penso che non sia questo,hai vissuto un incubo posso solo immaginare.
Continua ad essere forte come lo sei sempre stata non mollare mai,non vorrei darti consigli sbagliati prendi le cose cosi come cerco di dirtele..al tuo posto avevo gia denunciato il tutto,in modo da non farlo ripetere anche.Ti hanno levato la tranquillità che avevi dentro da bambina e nessuno dovrebbe fare quello che hanno fatto,nessuno deve essere padrone della vita altrui imponendo certi mali.
Non sentirti colpe che non hai,mi spiace per l'amicizie che hai perso hai provato a spiegare a qualcuno il tutto?magari poteva andare diversamente,ma chi ti conosce bene ti accetta per quello che sei nel senso(mettendo da parte la situazione che purtroppo hai vissuto se eri una ragazza cosi veramente sono fatti tuoi)e credimi quando ti dico chi non accetta ciò che sei e meglio perdere,anche se in questo caso nessuno penso si sia preoccupato conoscendoti nel dirti : ma davvero hai fatto questa cosa? prima di trarre conclusioni,tranquilla..
Per fortuna tuo padre è arrivato in tempo,interrompevi la tua preziosa vita per certe persone che volevano solo il male...per te.
Credo che in diverse ambiti ci sarà sempre qualcuno,se pur in modo diverso d'affrontare..cerca di guardare avanti e tener conto sempre di chi sei,combatti sempre..qualcosa di bello arriverà prima ho poi,sei riuscita a laurearti ed è gia un bel traguardo ora che lavori :) sei stata anche con un bravo ragazzo penso visto il rapporto che è rimasto,non ti manca nulla per star bene cerca la strada..
Hai pensato di riandare da un psicologo per le varie paure che senti?magari può aiutarti a ritrovare la pace con te stessa..
Se sono veri amici non darai nessuna noia ansi,sarà un piacere il fidarti nel parlare di questa esperienza ci vuole tanta forza

Non sei stata cretina,eri ingenua come tutti ad una certa età non possiamo pensare certe cose cosi brutte,e come mandare avanti certi discorsi con un bambino bruciando le tappe che la vita gradualmente ti offre,non ti tormentare..non è stata colpa tua.
Puoi pentirtene pensando "a saperlo",ma ognuno di noi si pente di tante cose che a saperle prima le eviterebbe,fa parte della vita il tutto ma per fortuna non esiste solo questo.Cerca di trarne da questa esperienza negativa una consapevolezza di ciò che può esserci e non sapevi purtroppo,lo so è un brutto modo di dire le cose(come se ci possa essere leggerezza in questo)ma devi andare avanti per il bene di stessa,per chi ti vuole bene..
Può essere che ciò che vuoi si realizzi quando riuscirai a star bene con te stessa,ad aprirti magari affrontando le cose in modo diverso ma pur sempre rimanendo te stesse nelle decisioni,stai calma non pensare mai alla morte come ad una salvezza non sappiamo cosa ci attende di specifico poi,pensa se poi sarà peggio? :) vivi questa vita come reputi meglio,prendi ciò che viene,affronta le cose senza fretta..non dimenticarti chi sei puoi avere ciò che desideri con il tempo,rimani qui andando avanti magari molte cose vengono da sole,quel malessere nel star male con la felicità sparirà..non ci penserai piu ti auguro questo
Buona fortuna

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Emma, non sei stata ingenua, nè stupida, nè tanto meno complice. Eri innamorata del tuo ragazzo come è giusto che sia a 15 anni. E' stato lui a stuprarti, assieme al suo amico. Sono stati loro le carogne. Tu non hai avuto nessuna colpa. Neanche quella di fidarti.

Denunciare non è facile, lo dicono tutte le vittime e lo dicono perchè è così. Non sentirti in colpa neanche per questo. Tu stavi cercando di fare il meglio per te stessa e per denunciare ci vuole una forza che a quindici anni non si ha e spesso neanche a 40 o 50. Perchè purtoppo la società è lì per giudicarti male comunque, anche se la vittima sei stata tu. Prova ne è come hanno reagito i tuoi "amici" del paese.

Se anche ciò che è successo lo avessi fatto volontariamente e anche se il video fosse stato fatto con il tuo consenso, sarebbero stati dei criminali loro lo stesso, perchè tu non eri d'accordo sulla sua diffusione. La tristezza è che loro non hanno subito nulla per tutto questo, perchè la ns società è complice.

Sei stata una ragazza molto molto forte, perchè sei riuscita ad andare avanti con la tua vita lo stesso. Ti ammiro. Hai finito gli studi, hai ottenuto due lauree, sei andata lontano dalla tua famiglia, hai trovato un lavoro ecc ecc. E questo è solo quello che ci hai raccontato, chissà cos'altro sei capace di fare.

Forse puoi ricontattare uno psicologo, se in questo momento senti che sta riemergendo un peso troppo gravoso. Lui ti può aiutare senz'altro più di noi.

Gli amici, quelli veri, non sono molti e non si trovano facilmente. Nell'arco di una vita se ne conteranno sì e no sulle dita di una mano. Datti tempo, hai appena cominciato la tua nuova vita lavorativa. Vedrai che avrai modo di conoscere altre persone e magari trovare con chi riuscire ad aprirti. In una metropoli come Milano immagino sia più difficile.

Non rimanere in casa il sabato, vai a fare una passeggiata, vai a leggere un libro al parco, prova ad iscriverti in una palestra, o ad un corso di qualcosa o a frequentare una biblioteca. Altrimenti prova a cercare se ci sono delle associazioni di volontariato a cui potresti dare aiuto. Ci sono tantissime persone che come te sono timide e fanno fatica a coltivare delle amicizie. Solo che se stiamo tutti a casa è acora più difficile incontrarci...

I momenti bui in cui ci sembra tutto orribile e la ns esistenza senza senso sono atroci. Ma credici se ti dico che se ne può uscire e vivere il mondo meraviglioso che ci meritiamo di vivere.

Facci sapere come stai.

Sei una persona preziosa, Emma. Traspare da come scrivi.

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