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xela

Cosa state scoltando in questo periodo, ora.

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Io ultimamente jazz jazz jazz jazz... è così caldo, avvolgente, notturno.. immagino di essere in un fumoso club a New Orleans in una notte senza tempo ad assistere ad una performance dal vivo e navigo nell'atmosfera ovattata che mi regalano i suoni....prediligo Miles Davis, John Coltrane, Ella Fitzgerald e la calda voce voce di Nina Simone anche se ce ne sono molti altri che potrei citare

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Sto ascoltando mio padre che recita

la Sporta di Giovan battista Gelli (1498-1563)

ovvero il mi babbo dice che :

Nella Firenze granducale a metà secolo, la produzione di commedie si orienta (come per altre ragioni a Venezia) verso un repertorio di consumo, in cui la sostanziale modestia dei testi è riscattata dalla loro dignità letteraria, da una sicura conoscenza della tradizione teatrale, da Plauto e Terenzio ad Ariosto e Machiavelli, e dalla qualità degli allestimenti, spesso in funzione celebrativa del potere mediceo. Tra i vari nomi di autori, quasi tutti membri dell'Accademia Fiorentina patrocinata da Cosimo I, da ricordare almeno Gelli, D'Ambra, Cini, il Lasca e il Cecchi.

Il singolare artigiano-filosofo Giovan Battista Gelli autodidatta e studioso di Dante, frequentatore in gioventù degli Orti Oricellari e appassionato sostenitore della supremazia della lingua fiorentina, scrisse due notevoli trattati in forma di dialoghi, I capricci del bottaio e La Circe, e due commedie, La Sporta e L'Errore. Quest'ultima (che fonde spunti presi dal Decameron, dalla Clizia e da altre commedie fiorentine nella vicenda di un vecchio sorpreso dalla moglie e dal figlio mentre, travestito da donna, crede di recarsi a un convegno amoroso) fu recitata «alla cena che fece Ruberto di Filippo Pandolfini alla Compagnia de' Fantastichi l'anno 1555 in Firenze» (come si legge nella prima stampa, 1556).

Storicamente più interessante La Sporta (1543), non tanto per l'invenzione - si tratta di un rifacimento assai fedele dell'Aulularia di Plauto, probabilmente imitato, o copiato, come insinua il Lasca in vari luoghi delle sue Rime, da un abbozzo perduto di Machiavelli - quanto per i ripetuti accenni nel testo del Gelli ad altre commedie: La Mandragola e La Clizia (III, 4), e quella Commedia in versi di Lorenzo Strozzi (V, 2) che sarà una delle fonti del suo proprio Errore. Non meno significativi per la ricostruzione di una cultura teatrale fiorentina integrata alla vita della città sono i riferimenti al "teatro delle monache" (III, 3 e 4), cioè agli spettacoli che le suore allestivano nei loro conventi, adattando lavori esistenti, o scrivendone loro di nuovi, come la commedia in cinque atti Amor di virtù, di suor Beatrice del Sera (1548), tratta dal boccacciano Filocolo e pubblicata recentemente da Elissa Weaver (1990).

A Machiavelli possono far pensare tutt'al più, in un testo lontano dal valere la Mandragola o la Clizia, certe massime, come questa di Ghirigoro: «Perché la roba di questo mondo è oramai tante volte stata rubata e tirata in qua e in là, che ella non ha più veri padroni; ed è di chi se la toglie, pur ch'ei sappia fare in modo ch'ella gli sia lasciata torre» (III, 1). Né possiamo sapere, in mancanza dell'archetipo machiavelliano, quanto originale sia l'edificante conclusione che Gelli aggiunge alla favola dell'Aulularia (giuntaci come è noto mutila delle ultime scene), con il vecchio e ridicolo Ghirigoro che dopo aver ricuperato la preziosa borsa o sporta piena di monete che gli era stata rubata, si pente della propria sordida avarizia e riprende un ruolo di padre nobile, un po' come il machiavelliano Nicomaco guarito delle sue velleità erotiche nella Clizia.

Lo stesso anno 1543 in cui fu composta La Sporta, fu recitata a Prato La Trinuzia di Agnolo Firenzuola (1493-1543), la più originale delle sue due commedie (l'altra, I Lucidi è un rifacimento dei Menaechmi). Come annuncia il titolo della Trinuzia, ambientata a Viterbo, tre matrimoni vengono a coronare il viluppo di bugie con cui due furbi servitori, il Golpe e il Dormi, cercano di agevolare i piani matrimoniali dei loro padroni: e si tratta davvero, come ha osservato Maestri, l'editore più recente della commedia, di un superficiale e saporito "teatro di parole" (Firenzuola, 1970: 8).

Francesco D'Ambra (1499-1558) scrisse tre commedie, Il furto in prosa (rappresentata nel 1544 nella sala del Papa adiacente al chiostro di Santa Maria Novella, poi nella villa medicea di Castello, davanti a Cosimo I), I Bernardi (1547) e La Cofanaria in endecasillabi sdruccioli. Merita di essere menzionata soprattutto quest'ultima, recitata «nelle Nozze dell'Illustriss. Sig. Principe Don Francesco De' Medici, e della Sereniss. Giovanna d'Austria» nel 1565 con Intermezzi di Giovan Battista Cini tratti dalla favola di Amore e Psiche e musicati da Alessandro Striggio, e pubblicata l'anno seguente con una Descrizione degl'intermedj dedicata dal Lasca (cioè dal Grazzini) ai futuri granduchi.

Nella Cofanaria presenta qualche interesse la trama straordinariamente complicata, che ruota attorno all'idea, balenata all'astutissimo servo di Ippolito, Panurghio, di far credere vivo, e in procinto di arrivare per magia da Firenze da Costantinopoli, Claudio già marito della giovane vedova Laura, che il suo padrone dovrebbe controvoglia sposare, per un accordo fra il padre di lui Bartolo e il padre di lei Ilario: ora Claudio non solo è vivo davvero, ma si trova già a Firenze, e si fa conoscere alla moglie; nel frattempo Ippolito è sorpreso dagli Otto in un forziere (il cofano del titolo) dentro il quale cercava di farsi portare in casa della ragazza da lui amata. Quando si scopre che questa è in realtà una sorella di Laura, che i genitori avevano smarrito durante l'assedio di Firenze (1529-30) e credevano morta, Ippolito può, sposandola, diventare ugualmente genero di Ilario, mentre Laura e Claudio sono felicemente riuniti. Che questo tipo di commedia faccia ormai parte di un repertorio semiufficiale mediceo si vede anche da altre allusioni, come quella all'«amicizia / Che tiene il nostro Principe con Cesare» (I, 3), cioè con l'Imperatore padre della sposa festeggiata.

La rappresentazione e la pubblicazione della Cofanaria illustrano tra l'altro esemplarmente la funzione e l'importanza che, in un teatro inteso soprattutto a celebrazioni dinastiche, hanno assunto gli Intermedi, tratti di solito da episodi mitologici che presentassero qualche analogia con l'evento da festeggiare (nozze, battesimi ecc.), e affidati per l'allestimento e gli "effetti speciali" ad esperti ingegneri. Dopo l'esempio canonico delle moresche e altri balli inscenati per la "prima" della Calandria a Urbino (1513), a Firenze c'erano stati gli Intermedi di Giovan Battista Strozzi per il Commodo di Antonio Landi (1539) montati da Aristotile da Sangallo; quelli per La Gelosia del Grazzini (1550); e dopo la Cofanaria quelli di Bernardo de' Nerli per Il Granchio di Leonardo Salviati (1566), e quelli del Cini per la sua propria commedia La Vedova, rappresentata nel 1569 nel Salone dei Cinquecento in onore dell'arciduca Carlo d'Austria.

Proprio Giovan Battista Cini (1525 circa-1586), autore di due brillanti commedie plurilingui, la già ricordata Vedova in versi riesumata dal Croce (1953) e messa in scena nel 1954 da Guido Salvini al Teatro Olimpico di Vicenza e Il Baratto in prosa (pubblicato solo recentemente da Maria Luisa Doglio, 1972) è il perfetto rappresentante del letterato fiorentino sotto i primi granduchi: fedelissimo cortigiano e ascoltato consigliere del principe o, per usare le sue parole, «non meno servitore che vassallo» e celebratore ufficiale delle glorie medicee, lascerà oltre ai testi teatrali un'ampia Vita del serenissimo Cosimo de' Medici primo Granduca di Toscana che sarà pubblicata postuma dal figlio nel 1611.

Ovvia ora vu' avete capito perchè farnetica il pover'omo

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CARA XELA, MA IL JAZZ? CAPSPITA PEGGIO DI GIGI D'ALESSIO.

ASCOLTO IL MADRIGALE, MONTEVERDI ,L'OPERA, MUSICA BAROCCA,

SCARLATTI E LE SUE STONATE, STO' LONTANO DALLA MUSICA ITALIANA, MI FA' VENIRE L'INDIGESTIONE. COMUNQUE APPREZZO

MOLTO MA MOLTO BATTIATO, HO MOLTI CD. MUSICALMENTE L'HO CONOSCIUTO POCHI ANNI FA' , E MI HA INCANTATO, I SUOI CRESCENDI SONO PUCCINIANI, LA SUA MUSICA E' SEMPLICE

MA BELLA MA AMO IL SAPORE INTERNAZIONALI DELLE SUE CANZONI.

NN URLA MA CANTA, DICE COSE SENSATE , E POCHE CHIACCHIERE,

SE' ERA FEMMINA MI INNAMORAVO.

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O Messere giaccio

con la mia ignominia nel più freddo

perpetrare la morte tiranna

e lassù vedo l'arciere fiero

che si fregia del mio Tissot

e non sa quando l'ora lo coglierà.

Ebbene ormai mi son giocato

la cupidigia dell'assolutismo

e fungo come un calice al suo

bevitore...............................

che ne sarà di me oltre l'Oceano

e oltre la memoria dei miei cari?

quale vento istriano coglierà i profughi

sulle loro terre morse dall'assenza?

dopo anni ritorneranno prigionieri di pensiero

con la semplicità costruttiva del popolo

in quelle pietre bianche e abbandonate

in quella strada irta salente con Roverelle

fiondate dal vento

porgimi o padre il mio vino

che voglio inebriare i i ricordi

dei pensieri.

L'uomo coi baffi passò

e sulle spalle portava pali di pomodori

mentre sulla Titocest l'avventura del viaggio

coglieva le nostri notti

nei Roveri di Slavonia.

Addio gioventù non completata.

(Autore : il mi babbo) :LOL:

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Io rock a tutto spiano...Afterhours,Marlene Kuntz...ora più che mai.

sarà che sono arrabbiatissima, e queste canzoni mi danno sempre la possibilità di sentire le emozioni al meglio

S.

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Io rock a tutto spiano...Afterhours' date='Marlene Kuntz...ora più che mai.

sarà che sono arrabbiatissima, e queste canzoni mi danno sempre la possibilità di sentire le emozioni al meglio

S.[/color']

MA CARISSIMA SIRENUSE, E' UN'ANNO CHE TI CONOSCO, SEI SEMPRE AVVELENATA,

OPSSSSSSSS SORRY MA TI VOGLIO SEMPRE BENE.

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musica classica...non per una particolare passione verso il genere

ma perchè sto studiando ed è l'unica musica che non interferisce con la concentrazione e copre in parte l'enormità di rumori che producono i miei vicini

:((

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CARA XELA, MA IL JAZZ? CAPSPITA PEGGIO DI GIGI D'ALESSIO.

ASCOLTO IL MADRIGALE, MONTEVERDI ,L'OPERA, MUSICA BAROCCA,

SCARLATTI E LE SUE STONATE, STO' LONTANO DALLA MUSICA ITALIANA, MI FA' VENIRE L'INDIGESTIONE. COMUNQUE APPREZZO

MOLTO MA MOLTO BATTIATO, HO MOLTI CD. MUSICALMENTE L'HO CONOSCIUTO POCHI ANNI FA' , E MI HA INCANTATO, I SUOI CRESCENDI SONO PUCCINIANI, LA SUA MUSICA E' SEMPLICE

MA BELLA MA AMO IL SAPORE INTERNAZIONALI  DELLE SUE CANZONI.

NN URLA MA CANTA, DICE COSE SENSATE , E POCHE CHIACCHIERE,

SE' ERA FEMMINA MI INNAMORAVO.

Ma Michaellllll come il jazz è peggio di gigi d'alessio!!!! :LOL: :twisted: :LOL:

Approvo su Battiato, è un grande autore e interprete. :LOL:

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odio il jazz

ultimamente ascolto musica metal :shock:

è vero che i gusti musicali soino assolutamente personali ma da te Chiara, che sei una pianista, e quindi a livello tecnico e professionale un' esperta, non so perchè ma pensavo mi dicessi che ti piaceva il jazz...ma ribadisco è tutto molto, molto individuale.

Il metal non mi piace tanto, il punk si..in effetti ci sono così tanti generi e artisti interessanti in giro che fare una lista di ciò che piace è sempre molto difficile, almeno per me.

Inoltre credo che la scelta musicale subisca il periodo che si sta attraversando, un pò come la lettura.

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Io rock a tutto spiano...Afterhours' date='Marlene Kuntz...ora più che mai.

sarà che sono arrabbiatissima, e queste canzoni mi danno sempre la possibilità di sentire le emozioni al meglio

S.[/color']

Come al solito S. ci troviamo in sintonia sulla selezione musicale :LOL:

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musica classica...non per una particolare passione verso il genere

ma perchè sto studiando ed è l'unica musica che non interferisce con la concentrazione e copre in parte l'enormità di rumori che producono i miei vicini

:((

Io adoro la musica classica, soprattutto piano e violoncello soli o insieme, Chopin e il contemporaneo Michel Nyman sono i miei preferiti anche se ci sono tanti altri compositori che ascolto e che mi paicciono.

Il fatto di usare la musica classica come scudo contro i vicini è un idea Ilaria :LOL:

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Sto ascoltando mio padre che recita

la Sporta di Giovan battista Gelli (1498-1563)

ovvero il mi babbo dice che :

Nella Firenze granducale a metà secolo, la produzione di commedie si orienta (come per altre ragioni a Venezia) verso un repertorio di consumo, in cui la sostanziale modestia dei testi è riscattata dalla loro dignità letteraria, da una sicura conoscenza della tradizione teatrale, da Plauto e Terenzio ad Ariosto e Machiavelli, e dalla qualità degli allestimenti, spesso in funzione celebrativa del potere mediceo. Tra i vari nomi di autori, quasi tutti membri dell'Accademia Fiorentina patrocinata da Cosimo I, da ricordare almeno Gelli, D'Ambra, Cini, il Lasca e il Cecchi.

Il singolare artigiano-filosofo Giovan Battista Gelli autodidatta e studioso di Dante, frequentatore in gioventù degli Orti Oricellari e appassionato sostenitore della supremazia della lingua fiorentina, scrisse due notevoli trattati in forma di dialoghi, I capricci del bottaio e La Circe, e due commedie, La Sporta e L'Errore. Quest'ultima (che fonde spunti presi dal Decameron, dalla Clizia e da altre commedie fiorentine nella vicenda di un vecchio sorpreso dalla moglie e dal figlio mentre, travestito da donna, crede di recarsi a un convegno amoroso) fu recitata «alla cena che fece Ruberto di Filippo Pandolfini alla Compagnia de' Fantastichi l'anno 1555 in Firenze» (come si legge nella prima stampa, 1556).

Storicamente più interessante La Sporta (1543), non tanto per l'invenzione - si tratta di un rifacimento assai fedele dell'Aulularia di Plauto, probabilmente imitato, o copiato, come insinua il Lasca in vari luoghi delle sue Rime, da un abbozzo perduto di Machiavelli - quanto per i ripetuti accenni nel testo del Gelli ad altre commedie: La Mandragola e La Clizia (III, 4), e quella Commedia in versi di Lorenzo Strozzi (V, 2) che sarà una delle fonti del suo proprio Errore. Non meno significativi per la ricostruzione di una cultura teatrale fiorentina integrata alla vita della città sono i riferimenti al "teatro delle monache" (III, 3 e 4), cioè agli spettacoli che le suore allestivano nei loro conventi, adattando lavori esistenti, o scrivendone loro di nuovi, come la commedia in cinque atti Amor di virtù, di suor Beatrice del Sera (1548), tratta dal boccacciano Filocolo e pubblicata recentemente da Elissa Weaver (1990).

A Machiavelli possono far pensare tutt'al più, in un testo lontano dal valere la Mandragola o la Clizia, certe massime, come questa di Ghirigoro: «Perché la roba di questo mondo è oramai tante volte stata rubata e tirata in qua e in là, che ella non ha più veri padroni; ed è di chi se la toglie, pur ch'ei sappia fare in modo ch'ella gli sia lasciata torre» (III, 1). Né possiamo sapere, in mancanza dell'archetipo machiavelliano, quanto originale sia l'edificante conclusione che Gelli aggiunge alla favola dell'Aulularia (giuntaci come è noto mutila delle ultime scene), con il vecchio e ridicolo Ghirigoro che dopo aver ricuperato la preziosa borsa o sporta piena di monete che gli era stata rubata, si pente della propria sordida avarizia e riprende un ruolo di padre nobile, un po' come il machiavelliano Nicomaco guarito delle sue velleità erotiche nella Clizia.

Lo stesso anno 1543 in cui fu composta La Sporta, fu recitata a Prato La Trinuzia di Agnolo Firenzuola (1493-1543), la più originale delle sue due commedie (l'altra, I Lucidi è un rifacimento dei Menaechmi). Come annuncia il titolo della Trinuzia, ambientata a Viterbo, tre matrimoni vengono a coronare il viluppo di bugie con cui due furbi servitori, il Golpe e il Dormi, cercano di agevolare i piani matrimoniali dei loro padroni: e si tratta davvero, come ha osservato Maestri, l'editore più recente della commedia, di un superficiale e saporito "teatro di parole" (Firenzuola, 1970: 8).

Francesco D'Ambra (1499-1558) scrisse tre commedie, Il furto in prosa (rappresentata nel 1544 nella sala del Papa adiacente al chiostro di Santa Maria Novella, poi nella villa medicea di Castello, davanti a Cosimo I), I Bernardi (1547) e La Cofanaria in endecasillabi sdruccioli. Merita di essere menzionata soprattutto quest'ultima, recitata «nelle Nozze dell'Illustriss. Sig. Principe Don Francesco De' Medici, e della Sereniss. Giovanna d'Austria» nel 1565 con Intermezzi di Giovan Battista Cini tratti dalla favola di Amore e Psiche e musicati da Alessandro Striggio, e pubblicata l'anno seguente con una Descrizione degl'intermedj dedicata dal Lasca (cioè dal Grazzini) ai futuri granduchi.

Nella Cofanaria presenta qualche interesse la trama straordinariamente complicata, che ruota attorno all'idea, balenata all'astutissimo servo di Ippolito, Panurghio, di far credere vivo, e in procinto di arrivare per magia da Firenze da Costantinopoli, Claudio già marito della giovane vedova Laura, che il suo padrone dovrebbe controvoglia sposare, per un accordo fra il padre di lui Bartolo e il padre di lei Ilario: ora Claudio non solo è vivo davvero, ma si trova già a Firenze, e si fa conoscere alla moglie; nel frattempo Ippolito è sorpreso dagli Otto in un forziere (il cofano del titolo) dentro il quale cercava di farsi portare in casa della ragazza da lui amata. Quando si scopre che questa è in realtà una sorella di Laura, che i genitori avevano smarrito durante l'assedio di Firenze (1529-30) e credevano morta, Ippolito può, sposandola, diventare ugualmente genero di Ilario, mentre Laura e Claudio sono felicemente riuniti. Che questo tipo di commedia faccia ormai parte di un repertorio semiufficiale mediceo si vede anche da altre allusioni, come quella all'«amicizia / Che tiene il nostro Principe con Cesare» (I, 3), cioè con l'Imperatore padre della sposa festeggiata.

La rappresentazione e la pubblicazione della Cofanaria illustrano tra l'altro esemplarmente la funzione e l'importanza che, in un teatro inteso soprattutto a celebrazioni dinastiche, hanno assunto gli Intermedi, tratti di solito da episodi mitologici che presentassero qualche analogia con l'evento da festeggiare (nozze, battesimi ecc.), e affidati per l'allestimento e gli "effetti speciali" ad esperti ingegneri. Dopo l'esempio canonico delle moresche e altri balli inscenati per la "prima" della Calandria a Urbino (1513), a Firenze c'erano stati gli Intermedi di Giovan Battista Strozzi per il Commodo di Antonio Landi (1539) montati da Aristotile da Sangallo; quelli per La Gelosia del Grazzini (1550); e dopo la Cofanaria quelli di Bernardo de' Nerli per Il Granchio di Leonardo Salviati (1566), e quelli del Cini per la sua propria commedia La Vedova, rappresentata nel 1569 nel Salone dei Cinquecento in onore dell'arciduca Carlo d'Austria.

Proprio Giovan Battista Cini (1525 circa-1586), autore di due brillanti commedie plurilingui, la già ricordata Vedova in versi riesumata dal Croce (1953) e messa in scena nel 1954 da Guido Salvini al Teatro Olimpico di Vicenza e Il Baratto in prosa (pubblicato solo recentemente da Maria Luisa Doglio, 1972) è il perfetto rappresentante del letterato fiorentino sotto i primi granduchi: fedelissimo cortigiano e ascoltato consigliere del principe o, per usare le sue parole, «non meno servitore che vassallo» e celebratore ufficiale delle glorie medicee, lascerà oltre ai testi teatrali un'ampia Vita del serenissimo Cosimo de' Medici primo Granduca di Toscana che sarà pubblicata postuma dal figlio nel 1611.  

Ovvia ora vu' avete capito perchè farnetica il pover'omo

Nello chi ti piace di contemporaneo? mi faccio gli affari tua :LOL: 8)

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CARA XELA, MA IL JAZZ? CAPSPITA PEGGIO DI GIGI D'ALESSIO.

ASCOLTO IL MADRIGALE, MONTEVERDI ,L'OPERA, MUSICA BAROCCA,

SCARLATTI E LE SUE STONATE, STO' LONTANO DALLA MUSICA ITALIANA, MI FA' VENIRE L'INDIGESTIONE. COMUNQUE APPREZZO

MOLTO MA MOLTO BATTIATO, HO MOLTI CD. MUSICALMENTE L'HO CONOSCIUTO POCHI ANNI FA' , E MI HA INCANTATO, I SUOI CRESCENDI SONO PUCCINIANI, LA SUA MUSICA E' SEMPLICE

MA BELLA MA AMO IL SAPORE INTERNAZIONALI  DELLE SUE CANZONI.

NN URLA MA CANTA, DICE COSE SENSATE , E POCHE CHIACCHIERE,

SE' ERA FEMMINA MI INNAMORAVO.

Ma Michaellllll come il jazz è peggio di gigi d'alessio!!!! :LOL: :twisted: :LOL:

Approvo su Battiato, è un grande autore e interprete. :LOL:

XELA, IO IL JAZZ NN RIESCO A CAPIRLO NN MI PIACE MA SE PIACE A TE

FARO' IN MODO DI FARLO PIACERE ANCHE A ME.

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CARA XELA, MA IL JAZZ? CAPSPITA PEGGIO DI GIGI D'ALESSIO.

ASCOLTO IL MADRIGALE, MONTEVERDI ,L'OPERA, MUSICA BAROCCA,

SCARLATTI E LE SUE STONATE, STO' LONTANO DALLA MUSICA ITALIANA, MI FA' VENIRE L'INDIGESTIONE. COMUNQUE APPREZZO

MOLTO MA MOLTO BATTIATO, HO MOLTI CD. MUSICALMENTE L'HO CONOSCIUTO POCHI ANNI FA' , E MI HA INCANTATO, I SUOI CRESCENDI SONO PUCCINIANI, LA SUA MUSICA E' SEMPLICE

MA BELLA MA AMO IL SAPORE INTERNAZIONALI  DELLE SUE CANZONI.

NN URLA MA CANTA, DICE COSE SENSATE , E POCHE CHIACCHIERE,

SE' ERA FEMMINA MI INNAMORAVO.

Ma Michaellllll come il jazz è peggio di gigi d'alessio!!!! :LOL: :twisted: :LOL:

Approvo su Battiato, è un grande autore e interprete. :LOL:

XELA, IO IL JAZZ NN RIESCO A CAPIRLO NN MI PIACE MA SE PIACE A TE

FARO' IN MODO DI FARLO PIACERE ANCHE A ME.

Ma io scherzavo Michael! :LOL: i gusti sono gusti, è normale.

Io Gigi D'Alessio proprio non lo sopporto quindi quando l'hai paragonato al jazz.... mi è venuta l'orticaria :LOL:

Ciao Michael! :)

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Io rock a tutto spiano...Afterhours' date='Marlene Kuntz...ora più che mai.

sarà che sono arrabbiatissima, e queste canzoni mi danno sempre la possibilità di sentire le emozioni al meglio

S.[/color']

MA CARISSIMA SIRENUSE, E' UN'ANNO CHE TI CONOSCO, SEI SEMPRE AVVELENATA, MI HAI SEMPRE BASTONATO MENTRE IO TI MANDAVO BACI

HAI UN MENSTRUAZIONE PERENNE!! OPSSSSSSSS SORRY MA TI VOGLIO SEMPRE BENE.

ma michael...!soprattutto da uno cavalleresco come te mica mi aspettavo tanta cafonaggine!

sappi però,che a volte costa più sforzo essere arrabbiati che essere tristi....

S.

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qst periodo ascolto i nomadi....marco masini...pierangelo bertoli...gaber...

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oh, scarico i metallica e mi scarica filmati porno... ma non è possibile !!

***ANNUNCIO***

---->QUALCUNO HA CANZONI DEI METALLICA? <----

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mi sto ascoltando Opera di elisa e Jead

è bellissima la consiglio a tutti :D

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CARA XELA, MA IL JAZZ? CAPSPITA PEGGIO DI GIGI D'ALESSIO.

ASCOLTO IL MADRIGALE, MONTEVERDI ,L'OPERA, MUSICA BAROCCA,

SCARLATTI E LE SUE STONATE, STO' LONTANO DALLA MUSICA ITALIANA, MI FA' VENIRE L'INDIGESTIONE. COMUNQUE APPREZZO

MOLTO MA MOLTO BATTIATO, HO MOLTI CD. MUSICALMENTE L'HO CONOSCIUTO POCHI ANNI FA' , E MI HA INCANTATO, I SUOI CRESCENDI SONO PUCCINIANI, LA SUA MUSICA E' SEMPLICE

MA BELLA MA AMO IL SAPORE INTERNAZIONALI  DELLE SUE CANZONI.

NN URLA MA CANTA, DICE COSE SENSATE , E POCHE CHIACCHIERE,

SE' ERA FEMMINA MI INNAMORAVO.

Ma Michaellllll come il jazz è peggio di gigi d'alessio!!!! :LOL: :twisted: :LOL:

Approvo su Battiato, è un grande autore e interprete. :LOL:

XELA, IO IL JAZZ NN RIESCO A CAPIRLO NN MI PIACE MA SE PIACE A TE

FARO' IN MODO DI FARLO PIACERE ANCHE A ME.

Ma io scherzavo Michael! :LOL: i gusti sono gusti, è normale.

Io Gigi D'Alessio proprio non lo sopporto quindi quando l'hai paragonato al jazz.... mi è venuta l'orticaria :LOL:

Ciao Michael! :)

COMUNQUE XELA, SE VIENI A CHICAGO CI SONO TANTI CLUBS PER GLI AMANTI DI JAZZ. CI SONO MOLTI GRUPPI ITALIANI, MOLTO APPREZZATI QUI A CHICAGO......DOVE DALTRONDE CREDO CHE QUESTA MUSICA SIA NATA.

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oh, scarico i metallica e mi scarica filmati porno... ma non è possibile !!

***ANNUNCIO***

---->QUALCUNO HA CANZONI DEI METALLICA? <----

SIIIIIIIIII CHIARAAAAAAAA IOOOOO, SPECIALMENTE I CD DEL GRUPPO

CHIAMATO FERROVECCHIO.

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Io rock a tutto spiano...Afterhours' date='Marlene Kuntz...ora più che mai.

sarà che sono arrabbiatissima, e queste canzoni mi danno sempre la possibilità di sentire le emozioni al meglio

S.[/color']

MA CARISSIMA SIRENUSE, E' UN'ANNO CHE TI CONOSCO, SEI SEMPRE AVVELENATA, MI HAI SEMPRE BASTONATO MENTRE IO TI MANDAVO BACI

HAI UN MENSTRUAZIONE PERENNE!! OPSSSSSSSS SORRY MA TI VOGLIO SEMPRE BENE.

ma michael...!soprattutto da uno cavalleresco come te mica mi aspettavo tanta cafonaggine!

sappi però,che a volte costa più sforzo essere arrabbiati che essere tristi....

S.

CIAO S, HAI RAGIONE E' UNA CAFONATA! :( VOLEVO FARE LO SPIRITOSO

ED INVECE NE' HO COMBINATA UNA DA VERO IMBECILLE.

NN E' DA ME ESPRIMERMI IN QUESTO MODO MA SPERO CHE ACCETTI

LE MIE SCUSE.

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CARA XELA, MA IL JAZZ? CAPSPITA PEGGIO DI GIGI D'ALESSIO.

ASCOLTO IL MADRIGALE, MONTEVERDI ,L'OPERA, MUSICA BAROCCA,

SCARLATTI E LE SUE STONATE, STO' LONTANO DALLA MUSICA ITALIANA, MI FA' VENIRE L'INDIGESTIONE. COMUNQUE APPREZZO

MOLTO MA MOLTO BATTIATO, HO MOLTI CD. MUSICALMENTE L'HO CONOSCIUTO POCHI ANNI FA' , E MI HA INCANTATO, I SUOI CRESCENDI SONO PUCCINIANI, LA SUA MUSICA E' SEMPLICE

MA BELLA MA AMO IL SAPORE INTERNAZIONALI  DELLE SUE CANZONI.

NN URLA MA CANTA, DICE COSE SENSATE , E POCHE CHIACCHIERE,

SE' ERA FEMMINA MI INNAMORAVO.

Ma Michaellllll come il jazz è peggio di gigi d'alessio!!!! :LOL: :twisted: :LOL:

Approvo su Battiato, è un grande autore e interprete. :LOL:

XELA, IO IL JAZZ NN RIESCO A CAPIRLO NN MI PIACE MA SE PIACE A TE

FARO' IN MODO DI FARLO PIACERE ANCHE A ME.

Ma io scherzavo Michael! :LOL: i gusti sono gusti, è normale.

Io Gigi D'Alessio proprio non lo sopporto quindi quando l'hai paragonato al jazz.... mi è venuta l'orticaria :LOL:

Ciao Michael! :)

COMUNQUE XELA, SE VIENI A CHICAGO CI SONO TANTI CLUBS PER GLI AMANTI DI JAZZ. CI SONO MOLTI GRUPPI ITALIANI, MOLTO APPREZZATI QUI A CHICAGO......DOVE DALTRONDE CREDO CHE QUESTA MUSICA SIA NATA.

Allora quando avrò i soldi verrò a Chicago ad acoltarmi un live di jazz e a visitare la città e tu mi farai da cicerone :LOL:

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CIAO XELA, QUANDO VUOI. CONOSCO LA CITTA' COME LE MIE TASCHE

CON ME SARAI PROTETTA E TI SENTIRAI SICURA, TE LO GARANTISCO. :LOL:  :LOL:  :LOL:

Allora ti prendo in parola :wink:

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