Vai al contenuto

Pubblicità

Messaggi consigliati

Premetto che non avrei nulla di cui “lamentarmi” perché so che non mi manca nulla. Una famiglia, una casa, mio padre ha un lavoro stabile ecc. Eppure sono almeno un paio d’anni a questa parte che mi sento come inghiottita dall’ombra, anche se fin da bambina mi è capitato qualche episodio simile ma mai così intenso. Sono una ragazza di 20 anni, da quel che mi sento dire di bell’aspetto; trovo sempre più difficile relazionarmi alle persone, che mi siano care o no, anche se sono circondata da persone che mi vogliono bene (tuttavia sono sempre stata introversa). Credo che peggio di sentirsi soli sia il sentirsi soli in mezzo a tanti. Soprattutto quando qualcuno a te molto vicino ti chiede cos’è che non va ed anche se in quel momento vorresti urlare e sfogarti per tutta la rabbia e il dolore che hai dentro, non riesci a dire nulla perché hai un’orribile sensazione di non essere capita. E poi mi ritrovo con le mie crisi di pianto la sera nel letto (almeno una a settimana, ma non è raro che possa succedere quotidianamente) oppure appena mi trovo da sola in casa.

Esco di casa sempre più raramente e lo faccio anche con difficoltà, oppure se lo decido spontaneamente me ne pento poco dopo. Se prima odiavo il fatto di non conoscere molte persone e uscire poco, adesso provo inquietudine e ansia al solo pensiero di varcare la porta di casa.

Non ho più degli hobby o passioni che avevo prima, mentre in passato mi tenevo impegnata tra studio (ho sempre avuto una media dei voti alta) e sport a livello agonistico (con qualche piccola soddisfazione a livello nazionale, avendo iniziato tardi), adesso invece mi capita di passare ore a fissare il vuoto, o dare buca a richieste di uscita per restare chiusa in casa a fare NULLA. A studiare trovo una difficoltà enorme e adesso in palestra salto diversi allenamenti (l’anno scorso poi mi sono fermata per 7 mesi).

Ho paura di essere entrata in una strada senza via d’uscita e che in futuro possa commettere qualche grossa stupidaggine in preda ai miei momenti di disperazione, più il tempo passa e più peggiora la cosa. Ho pensato cose così brutte che ho paura di raccontare e mi fanno provare vergogna verso me stessa, tanto che vorrei sparire da questa terra ma non trovo la forza di fare neanche quello. 

Mai avrei pensato di trovarmi in questa situazione, arrivare a non sopportarmi più, e tutto questo accade in un silenzio assordante perché non riesco proprio a parlarne con nessuno, nemmeno i miei fratelli/sorelle a me sempre vicini perché odio il solo pensiero che possano provare pena per me. So di avere bisogno di aiuto ma non trovo neanche la forza di chiederlo perché già ammetterlo a me stessa è stata un’impresa eclatante, mi ripeto che prima o poi andrò da qualcuno ma continuo sempre a rimandare questa decisione.

(Chiedo scusa per la lunghezza del post)

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
 

Pubblicità


Ciao, leggendo te mi sembra di leggere me stessa e leggere qui i miei pensieri che non riesco a verbalizzare è un grande dolore perciò spero che la mia risposta ti sia in qualche modo di minimo conforto. Siamo quasi coetanee, io ho 26 anni, e sento sulla mia pelle tutto quello che dici. Sentirsi soli, soli tra la gente, e non riuscire a chiedere aiuto è forse l'aspetto peggiore di questa condizione (al momento sono chiusa in camera da ore perché non ho voglia di incontrare i miei coinquilini e rispondere alle loro domande sui miei occhi gonfi perché ieri ho pianto tutto il giorno). Anch'io sono sola e lo sono perché mi sono auto-isolata, respingendo le persone e le occasioni sociali, rifiutando di condividere i miei pensieri bui per paura di spaventare o far soffrire gli altri e anche chi voleva starmi accanto in questo momento l'ho allontanato perché nessuno dovrebbe avere la sofferenza di portarsi dietro un corpo morto come sono io adesso. 
Ho fatto alcune sedute con uno psicologo ma poi ho lasciato ma adesso sto cercando la forza di chiedere di nuovo aiuto perché, lo sai anche tu, più fingiamo di ignorare quello che abbiamo dentro, più questa sofferenza cresce fino a diventare invalidante e io sento già di essere arrivata al massimo della sofferenza che posso sopportare. Lo so che pensare di intraprendere un percorso di psicoterapia è già di per sé spaventosamente sfiancante, l'idea di dover cominciare da zero un lavoro potenzialmente lunghissimo che ti causerà tanto stress mentale ti atterrisce, lo so. Ma d'altra parte possiamo far finta di niente e sperare che passi da sé ma questo non succederà mai, come non guarisce da sola nessuna malattia del corpo e della mente. Perciò la sola cosa che possiamo fare (e lo dico a te ma anche a me) è accettare che questa condizione è capitata proprio a noi (ma anche a tanti altri, non siamo sole) e affrontarla perché passi prima possibile.

Io oggi ho scritto un'email a una psichiatra e psicoterapeuta per chiedere delle informazioni ma, potendo, mi sarei rivolta ai centri di salute mentale dell'asl con cui limiteresti molto anche l'impatto economico della terapia se, come immagino, vorresti farlo senza dirlo a nessuno. Io purtroppo non posso per questioni burocratiche e probabilmente al momento non potrò permettermi neanche un trattamento lungo, però vorrei fissare almeno un paio di sedute per avere il parere di uno specialista (che ti ascolta senza giudicarti, senza aver paura, senza soffrire né provare pena per te, ma solo per farti guarire) per capire come devo affrontare il problema perché rmai ho capito che da soli non è possibile.

Ti faccio un grosso in bocca al lupo e ti mando un abbraccio 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
 
5 ore fa, desertorosso dice:

Ciao, leggendo te mi sembra di leggere me stessa e leggere qui i miei pensieri che non riesco a verbalizzare è un grande dolore perciò spero che la mia risposta ti sia in qualche modo di minimo conforto. Siamo quasi coetanee, io ho 26 anni, e sento sulla mia pelle tutto quello che dici. Sentirsi soli, soli tra la gente, e non riuscire a chiedere aiuto è forse l'aspetto peggiore di questa condizione (al momento sono chiusa in camera da ore perché non ho voglia di incontrare i miei coinquilini e rispondere alle loro domande sui miei occhi gonfi perché ieri ho pianto tutto il giorno). Anch'io sono sola e lo sono perché mi sono auto-isolata, respingendo le persone e le occasioni sociali, rifiutando di condividere i miei pensieri bui per paura di spaventare o far soffrire gli altri e anche chi voleva starmi accanto in questo momento l'ho allontanato perché nessuno dovrebbe avere la sofferenza di portarsi dietro un corpo morto come sono io adesso. 
Ho fatto alcune sedute con uno psicologo ma poi ho lasciato ma adesso sto cercando la forza di chiedere di nuovo aiuto perché, lo sai anche tu, più fingiamo di ignorare quello che abbiamo dentro, più questa sofferenza cresce fino a diventare invalidante e io sento già di essere arrivata al massimo della sofferenza che posso sopportare. Lo so che pensare di intraprendere un percorso di psicoterapia è già di per sé spaventosamente sfiancante, l'idea di dover cominciare da zero un lavoro potenzialmente lunghissimo che ti causerà tanto stress mentale ti atterrisce, lo so. Ma d'altra parte possiamo far finta di niente e sperare che passi da sé ma questo non succederà mai, come non guarisce da sola nessuna malattia del corpo e della mente. Perciò la sola cosa che possiamo fare (e lo dico a te ma anche a me) è accettare che questa condizione è capitata proprio a noi (ma anche a tanti altri, non siamo sole) e affrontarla perché passi prima possibile.

Io oggi ho scritto un'email a una psichiatra e psicoterapeuta per chiedere delle informazioni ma, potendo, mi sarei rivolta ai centri di salute mentale dell'asl con cui limiteresti molto anche l'impatto economico della terapia se, come immagino, vorresti farlo senza dirlo a nessuno. Io purtroppo non posso per questioni burocratiche e probabilmente al momento non potrò permettermi neanche un trattamento lungo, però vorrei fissare almeno un paio di sedute per avere il parere di uno specialista (che ti ascolta senza giudicarti, senza aver paura, senza soffrire né provare pena per te, ma solo per farti guarire) per capire come devo affrontare il problema perché rmai ho capito che da soli non è possibile.

Ti faccio un grosso in bocca al lupo e ti mando un abbraccio 

Sentire il parere di qualcuno che si trova nella mia stessa situazione non mi è mai successo finora, ed è un peccato perché mi hai dato un po’ di sollievo. Hai ragione, per fortuna/sfortuna non siamo le sole e dovremmo sempre incoraggiarci tra noi perché non ci si salva da soli. Come te mi trovo in questa continua indecisione se andare o meno da un esperto, ma nel frattempo che mi schiarisco le idee sono felice per la decisione che hai preso, un grande in bocca al lupo anche a te!

PS oggi sono uscita di casa (da sola) tutta la giornata per un paio di faccende, e nonostante il forte disagio iniziale adesso sto molto più serena di ieri; magari per far sì che questa non sia solo una giornata “fortunata” dovremmo fare piccoli passi gradualmente, anche a partire da un semplice caffè al bar (cosa che non facevo da tempo).

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
 

Unisciti alla conversazione

Adesso puoi postare e registrarti più tardi. Se hai un account, registrati adesso per inserire messaggi con il tuo account.

Ospite
Rispondi

×   Incolla come testo formattato.   Incolla invece come testo normale

  Sono permesse un massimo di 75 faccine.

×   Il tuo link è stato inserito automaticamente.   Visualizza invece come link

×   Il tuo contenuto precedente è stato ripristinato.   Editor trasparente

×   Non puoi incollare le immagini direttamente. Carica o inserisci immagini dall'URL.


  • Navigazione recente   0 utenti

    Non ci sono utenti registrati da visualizzare in questa pagina.

Pubblicità



×
×
  • Crea nuovo/a...

Informazione importante

Navigando questo sito accetti le nostre politiche di Politica sulla Privacy.