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Carsit

Dubbi sul mio comportamento

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Buongiorno a tutti.

Sono un ragazzo di ventisei anni che fra non molto - manca una manciatina di esami - dovrei finire la laurea triennale. Questo grosso ritardo è stato ottenuto in egual misura da una errata scelta di facoltà nei primi due anni nonché dei problemi di salute che mi hanno limitato non poco.

La mia asma, per farla breve, è di tipo intrinseco perché scaturita - in maniera cronica - da una leggera compressione di una porzione di polmone a seguito di una operazione di scoliosi. Volevo chiedere, in particolare alle persone affette da depressione o disturbi simili, ambito in cui sono piuttosto ignorante, se i miei sintomi e le mie reazioni possano essere ascrivibili a qualche disturbo particolare.

MI capita di fare esercizi respiratori (a casa) per 1-2-3 ore a giorno, magari immobilizzato a letto e con poca motivazione nello studiare o vedere altri membri della mia famiglia; inoltre mi sono reso conto, qua mi tocca esser sincero, che alcune volte ho paccato il mio giro di amicizie perché accampavo scuse sulle mie condizioni di salute (alle volte non stavo bene, ma in alcuni casi non ero proprio invogliato a uscire). Più volte mi è capitato di rimanere in fissa, sdraiato sul letto, e pensare agli anni "buttati" nell'università nel tentativo, tanto caparbio quanto stupido, di proseguire e cercare di chiudere il percorso. Mi sono reso conto di aver sviluppato una sorta di autodifesa contro pericoli e stimoli esterni, adottando un comportamento rinunciatario e piuttosto pessimista rispetto al carattere allegro che mostro in compagnia/pubblico;  e mi è difficile accettare, pur facendolo ora in questo spazio, che dovrò convivere l'intera vita con una patologia che mi limita a livello di ore da dedicarle (gli esercizi respiratori, come detto prima) e che mi costringe, quotidianamente, a partire con un gap fisico/mentale che svuota la mia persona di motivazioni e voglia di riaffrontare la vita con il giusto piglio.

Passo giorni senza riuscire a studiare con efficienza né coltivare rapporti d'amicizia con costanza. 

Ora non capisco se la mia mancanza di motivazione nello studio sia da imputare all'asma o se l'asma - con annessi disturbi psicologici - abbia giocato un ruolo tremendo in questo ampio lasso di tempo. Volevo sapere cosa ne pensate di questo breve quadretto ed eventuali suggerimenti. Mi rendo conto di star vivendo molto male, ma non riesco più a dare una svolta alla mia vita.

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Ciao!

 Io ti consiglierei di consultare uno specialista. Credo abbastanza probabile che i tuoi problemi fisici stiano influendo più del dovuto sulla tua visione del mondo lasciando forse troppo che condizionino la qualità della tua vita ed è comprensibile ma al tempo stesso da evitare e prolungare la situazione psicologicamente potrebbe servire solo a consolidarla. Già credo tu sia bravissimo a renderti conto di aver imboccato una via discutibile dunque metà della risposta te la stai già dando da solo e forse ora ti serve solo un aiuto per cambiare direzione. Il pensiero negativo è alla base di tanti problemi ed è capace di innescare  un effetto a cascata che può diventare difficile fermare più o meno come la risata contagiosa ma al contrario. Non sono uno psicologo ma solo ho anch'io i miei bei problemi psicologici da tantissimi anni e so che a volte capita che tutto diventi un cane che si morde la coda, un primo problema ne scatena un secondo e il secondo alimenta il primo e il primo alimenta a sua volta ulteriormente  il secondo e via così. La mia del tutto personale opinione è che da quello che dici forse non sei patologico ma ti consiglierei di consultare qualcuno per capire se stai sviluppando qualche comportamento patologico oppure no. Se hai questo dubbio non sottovalutarlo, verificalo subito. 

Ciao

Tiz   

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Ciao e grazie per avermi risposto; e soprattutto perdona il ritardo con cui scrivo.

Quindi il tuo suggerimento è assolutamente quello di rivolgersi a uno specialista? forse uno psicologo, che non mi intendo di queste figure professionali?

Sì, sono abbastanza lucido sulla mia situazione perché non riconoscerne i limiti sarebbe al pari di avere prosciutto sugli occhi. Se devo esser sincero, mio padre si è accorto del mio morale a terra e un paio di volte ha proposti di rivolgersi a uno specialista per avere un certo tipo di supporto, ma ho rifiutato per oscuri motivi.

Forse idiosincrasia verso l'idea del supporto; o magari perché potrei davvero ricevere delle risposte che mi possano davvero spaventare; e difatti qui sul blog cerco di ricevere delle sicurezze non da addetti ai lavori, ma magari persone come me che vivono una situazione non dissimile dalla mia.

Ti ringrazio per il contributo, penserò seriamente l'idea di consultare uno specialista :)

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Carsit;

  1. A partire dalla mia esperienza personale a riguardo della consultazione di un Psicoterapeuta; Sei Tu a scegliere inizialmente il tipo di Psicoterapeuta e non il contrario
  2. Di sicurezze al 100 % non né troverai fuori di te e da ciò che ho letto nemmeno dentro oggi come oggi.
  3. Il fatto di aver riconosciuto i tuoi limiti fisici e emotivi é 1° passo per recarti dal psicoterapeuta con le idee chiare su cosa vuoi ottenere da questi incontri
  4. Prova a fare questi esercizi in un'ambiente meno pregno di Emozioni negative, prova in un bosco conosciuto e tieni presente che se il Tuo corpo ti trasmette un dolore significa che bisogna lavorare gradualmente sulla respirazione e per tempi brevi, non stai preparando la maratona di Roma.
  5. Chiamare questo ritardo una Disgrazia e vederlo da una prospettiva Autoreferenziale; significa che in quella fase non avevi in chiaro cosa volessi farne del tuo avvenire professionale. Valutando cosa realmente vorresti realizzare dei prossimi 50 anni puoi focalizzare come studiare per ottenere questa laurea e che indirizzo darle per ottenere concretamente un impiego che ti piaccia farlo aldilà delle 40 ore settimanali ed oltre i 65 anni della pensione.
  6. Io 5 anni fa mollai il lavoro che facevo da 17 anni perché non svolgeva questo compito,ma lo intralciava; sono arrivato a prendere in considerazione la dipartita da questo mondo. Poi ho attraversato un periodo ?? in cui questi pensieri ritornavano in superficie, pur lavorando per programmi occupazionali quindi non isolato; Ho deciso di tentare di trasferirmi in Africa, ma le proposte di Volontariato richiedevano competenze accademiche che non avevo. allora ho riallacciato i contatti con un'amico Africano conosciuto in Senegal nel 2010 e stabilito di visitare il paese in sua compagnia per 1 mese per valutare il posto più adatto per intraprendere un'esistenza di Agricoltore-allevatore, tenuto presente il mio interesse per gli animali ( posseduto 2 cani e 1 gatto)r che lui stesse sperimentando l'allevamento di galline presso il suo domicilio, lo scorso 2016 acquistai un terreno di 10.000 mq in zona agricola privilegiata grazie alle sue conoscenze locali e dopo aver scartato altri siti
  7.  Con molta pazienza e dubbi sull'onesta dell'Amico , tenuto conto della sua scarsa disponibilità finanziaria, mantenni i contatti tramite sms molto strutturati come vedi da questa risposta, ma in lingua francese. La realizzazione concreta del progetto é in stand-by  , ma ho ottenuto una carta del comune che certifica la mia proprietà presso le autorità locali ( non esiste piano regolatore in campagna)
  8. Nell'intervallo di tempo tra la fine piani occupazionali e partenza per Senegal, vi ho inserito un Servizio di volontariato a tempo pieno presso un Centro diurno per soggetti affetti da demenze mentali degenerative e servizi di accompagnamento fuori domicilio per persone disabili o semplicemente anziane, é  gratificante solo dopo aver superato la fase ..cosa faccio?cosa é giusto fare on non fare ? La questione fondamentale non é Fare ma Esserci con tutti il limiti della condizione umana, quella la percepiscono anche loro e più di tanto chiacchierare o sbattersi come ossessi.
  9. Ora oltre a frequentare il centro diurno, Accompagno 3 anziani alla settimana , 1 al mese in alternanza con altra volontaria e mi é richiesto di fare trasporti di soggetti più difficili da gestire per la loro scarsità verbale. Mi sento più a mio agio con queste modalità di comunicazione non verbali che con le Paranoie di efficenza del loro personale di cura che si nasconde dietro la loro presunta "normodotalità" paragonandosi con utenti dementi, ma mostrano più delle volte di aver serio bisogno di intraprendere loro una terapia di conoscenza dei propri limiti e in particolare modo coloro che hanno studiato psicologia.

Non crucciarti sulla tua anomalia, ma trasformala in un atout per realizzare ciò che vorresti con tempi adatti al tuo stato di salute, Sfrutta con scaltrezza il tuo handicap per non farti travolgere dallo stress della vita quotidiana che ti circonda.

 

Leggi PROFEZIA DI CELESTINO di redfield james uscito nel 1993 perché menziona le paure ad affrontare la realtà e le modalità date da diversi personaggi per affrontare e potresti trovare spunti sulle prossime letture argomenti da dibattere con Psicoterapeuta, Sei Tu che devi condurre la seduta e Lui solo registrare e evidenziare elementi che ti possono essere sfuggiti e utili a portare avanti la terapia.

 

Ruben2013 

 

 

 

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