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DarkAdrenaline

Cronache bizzarre di un ragazzo depresso

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Buonasera a tutti!
Mi chiamo Gino, ho 25 anni e volevo farvi partecipe del vuoto che ho dentro.
Inizio dal presupposto che sono cosciente del fatto che ciò che mi succede, non è il male assoluto, ma mi ritrovo senza voglia di affrontare il domani.
Il mio tunnel è iniziato pressappoco un anno e mezzo fa, dopo essere stato licenziato (con giusta causa a detta dell'azienda, io non sono mai riuscito a sapere il perché) da il mio posto di lavoro fisso. Era un ambiente che con un po' di pazienza ero riuscito a modellarmi e mi ero circondato da persone piacevoli, e nel giro di 24 ore mi sono ritrovato con un cancello chiuso alle spalle. Ad aspettarmi fuori da quella azienda c'era la mia fidanzata, il mio primo vero amore, una storia che era già al terzo anno di vita. Una storia purtroppo malata, a causa di un mio tradimento fatto quando ero ubriaco (neanche troppo) e scoperto da lei, che non è mai più riuscita a perdonarmi. Anzi, a sua volta lei mi ha tradito, e solo lì ho capito cosa le avevo fatto provare. In questo tempo, io mi sono dato da fare per cercare un nuovo lavoro e l'ho trovato..molto difficile e pieno di nuove insidie, ma soddisfatto mi ero messo a "full", diciamo anche per non pensare al licenziamento. E più che altro per non pensare ad una situazione famigliare che vede un padre violento e malato (forse da tso) ed una madre soggiogata a questa situazione in preda anche lei ad una depressione.
È qui che inizio a drogarmi, prima come una piccola evasione, poi come vera e propria forma di divertimento, poi come unico pensiero giorno e notte.
Weekend passati interamente senza dormire, prelevando e spendendo molti dei miei soldi, e gli altri che spendevo li spendevo in regali o vacanze per cercare di aver dei bei momenti con la mia ragazza, anche se passato il momento di gioia magari per una settimana al mare, tornavano i dubbi e le tristezze derivati da quel tradimento, dopo che avevamo già fatto dei piani per convivere.
Arriva novembre, il mio lavoro mi obbliga ad andare in trasferta e sono giorni difficili, litigo con tutti, fidanzata, genitori al telefono, colleghi. Esasperato mi chiudo in hotel e cerco qualche amico per chattare, e trovo una mia lontana amica che mi chiede il perché fossi ancora sveglio. In breve, passai tutta la notte a spiegarle cosa non andava in me, nella mia relazione, nel mio lavoro, nel mio tutto. Mi disse che voleva vedermi per parlarmi quando fossi tornato. Lei, bellissima, e affascinante.. non sono resistito, non siamo resistiti e abbiamo iniziato a frequentarci. Non pensavo, non ero neanche felice e non volevo prendermi Delle responsabilità. Ho lasciato che la mia ragazza scoprisse e senza neanche dire nulla, ho lasciato che le cose morissero così e non sape5e quanto me ne pento. Da lì ho continuato quella relazione, che si è rivelata poi un disastro, e poi altre, tutte una peggio dell'altra. Nel frattempo il mio rapporto con le dipendenze è peggiorato ancora, spendo più di quanto guadagno, chiedo prestiti a tutti e ho pure preso qualche soldo dai miei, e sono stato anche beccato. Il lavoro va sempre peggio, con contratti sempre più ridicoli, paghe misere e nessuna prospettiva mentre vedo i miei amici che hanno già le loro strade ben delineate. Così mi ritrovo ora, dopo un incidente i cui mi sono fratturato i piedi e olnon mi ricordo neanche come ho fatto, da quanto ubriaco o fatto fossi, con una dipendenza forte fortissima e con persone accanto a me che non mi aiutano ad uscirne, anzi, forse sono loro che mi ci ributtano dentro senza farlo apposta. Ormai vivo fuori casa, mi vergogno a farmi vedere in condizioni pietose o mi vergogno solo a parlare dei miei problemi. Le mie relazioni o amicizie sono così superficiali che non ho veramente nessuno a cui confidarmi, ho paura del domani, ho apatia, ho voglia di farla finita anche se razionalmente so che c'è molto peggio. Ma mi accorgo che non sono fatto per resistere, cedo facilmente alla prima difficoltà. Mi sono ispirato così tanto a furia di bugie, a volte senza neanche un fine, e la esistenza è tutta una grande presa in giro. In casa non posso parlare dei miei problemi, gli altri non devono sapere dei miei problemi in casa, sono pieno di debiti e non neanche un xxxx di hobby, se non quello di distruggermi. Quindi ora sono a letto, non posso neanche muovermi e mi chiedo cosa farò quando tornerò a lavorare, chissà per quanto poi, per fare cosa e come affrontare i mesi che verranno. Niente mi rende felice ormai da 1 anno e mezzo, e vivo di un senso d'apatia e tristezza, a volte non mi alzerei più dal letto. Ho sviluppato una forte tolleranza agli antidepressivi ormai, quindi non ho neanche quella opzione, e lo psicologo non me lo posso più permettere e comunque dovrei nasconderlo ai miei, per evidenti problemi che loro non accettano la mia condizione. Finito questo papiro, che voleva essere solo uno sfogo, mi piacerebbe sapere se qualcuno si ritrova nella mia stupida condizione, e cosa farebbe al mio posto.

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Ciao Gino,

Forse non te ne sei accorto, ma hai anche dei punti di forza, come l'ironia, il titolo che hai dato al tuo papiro è divertent, l'ironia è utile per affrontare problemi enormi o molteplici senza esserne schiacciati.... Hai scritto che non sei fatto per resistere, ma cedi facilmente alle difficoltà, penso che sia una cosa un po'da tutti accumuliamo tanti problemi e poi non resistiamo al loro peso, prova a sederti, mettere per iscritto tutti i tuoi problemi, valuta  quale sia l'ostacolo più piccolo e come affrontarlo, ti renderai conto che uno alla volta riuscirai ad affrontarli... Ti aiuterà anche a renderti conto che risolvere i tuoi problemi non è impossibile.... Solo che devi trovare tu la giusta motivazione se no niente avrà senso... Ad esempio potrebbe essere riacquistare la tua dignità? Parli tanto di vergogna, non vorresti ritrovare il rispetto di te stesso? Oppure anche semplicemente stare bene, avere una vita equilibrata... Devi trovare la tua motivazione.

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