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Totale chiusura e menefreghismo


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Ciao, sono nuovo e mi presento. Mi chiamo Alessandro, ho 23 anni e sono nato e cresciuto in provincia di Milano. Fortunatamente lavoro e nel tempo libero mi dedico alla fotografia naturalistica da circa 2 anni.

Cercherò di essere il più riassuntivo possibile per descrivere il mio problema anche se è dura visto non ci conosciamo (ancora 😊) : da piccolo ero molto timido, il classico ragazzo preso di mira a scuola e mi reputo fortunato visto che non ho mai subito dei veri attacchi di bullismo anche se qualcosina penso di averla subita anch'io. Ci ho sempre provato con alcune ragazze, con scarsi successi ovviamente e il mio rapporto con i compagni e professori non è mai stato così ottimale (stavo molto solo): i compagni infatti li ho sempre temuti e giudicati superiori a me, mentre ai professori rispondevo male ma solo quando mi facevano esplodere perchè mi reputavo un tipo piuttosto tranquillo (anche quasi spaventato dal mondo visto il livello di ansia di mia mamma, i contrasto a mio papà che "interveniva" solo quando necessario). Questa situazione mi ha portato a chiudermi in me stesso e a scoprire il mondo dei giochi online in cui ci ho passato 3 anni della mia vita (14 -> 17): inizialmente era solo un gioco ma dopo un po' si è trasformato in una vera e propria dipendenza anche se a distanza di tempo posso dire che ero più attaccato alle persone con cui chattavo e sentivo con cuffiette e microfono rispetto al gioco in sè; infatti appena loro hanno smesso, non ho avuto problema a smettere anch'io (3 anni dopo però 😅). Non starò qui a raccontarvi tutti i 3 anni passati sul gioco però potete immaginarveli: aggressività, astinenza quando non giocavo, rinuncio alla scuola, a volte mangiavo al computer e giocavo di nascosto di notte. Ovviamente i miei non accettavano tutto questo, anzi mio padre, perchè mia mamma mi ha sempre permesso di giocare e dato anche dei soldi da spendere sul gioco e se non me li dava, utilizzavo la mia prepotenza (che ho sempre avuto con lei, fin da piccolo all'asilo), per ottenerli e lei, forse per paura o forse insicurezza in sè stessa, me li ha sempre dati.

Quando ho smesso di giocare (17 anni) è stato un trauma, avevo la terza media, non avevo hobby, interessi e ho notato che anche la mia capacità di concentrazione e memoria a breve termine era molto calata (che ancora oggi sento le conseguenze). Sono andato da una psicologa, un percorso di quasi 2 anni (volati) in cui mi ha sottoposto alla terapia emdr (se non ricordo male) anche se non riuscivo a farla con i movimenti oculari quindi utilizzava la tecnica del tapping sulle ginocchia. Non so se ringraziare la terapia o la mia inconsapevole voglia di cambiare, insomma ho preso la patente, mi sono iscritto ad una scuola serale d'informatica (così da credere di non avere problemi coi compagni in quanto tutti adulti e "intelligenti") ed iscritto ad alcuni siti d'incontri così da iniziare a far pratica con le ragazze (l'approccio visivo mi faceva ancora paura).

Mi sono diplomato, ho conosciuto il mio attuale migliore amico (a scuola) e ho trovato quasi subito lavoro in un'ambiente fantastico composto da: il capo e due collaboratori (sulla cinquantina) in cui parlavamo di tutto e grazie a soprattutto il mio capo che ho imparato tante cose sia in ambito professionale che soprattutto personale.

Ed ora, la botta.. 😂

Ho conosciuto una ragazza sui siti d'incontri, distante 350 km da me, mi sono completamente perso per lei e per la prima volta ho provato la sensazione di baciarla ma per timidezza ho solo avuto il coraggio di dirglielo. L'ho riempita di frasi dolci e le ho fatto capire in tutti i modi che mi piacesse ma lei ha solo approfittato di me e giocato coi miei sentimenti e si è fidanzata con un'altro. Sono stato molto male (4 mesi circa), avevo attacchi di panico, pianti e non riuscivo a lavorare ma fortunatamente il mio capo mi è riuscito a confortare e non licenziare e con l'aiuto di un'altra ragazza (sempre conosciuta nei siti d'incontri e di milano) sono riuscito, piano piano, a superare il momento. Con quest'ultima però mi sono comportato male, strageloso per qualunque altro ragazzo si vedesse e questa volta è stata lei a mandarmi a quel paese facendo però capire tantissime cose (anche qui devo ringraziare il mio capo).

Da quel giorno ho cancellato i siti d'incontri e iniziato a pensare di più a me stesso ed ho scoperto i viaggi e la fotografia. Ho iniziato a viaggiare da solo (sicuramente prendendo il treno per quella ragazza a 350 km, mi ha aiutato a prendere familiarità coi treni), fotografando i monumenti e cercando di non farmi mancare niente (visite ai musei, luoghi) e l'hanno scorso mi sono prenotato una vacanza di 4 giorni a firenze ed ho provato anche l'esperienza di alloggiare in un hotel da solo.

ARRIVIAMO AL PROBLEMA: se siete arrivati fin qui, vi ringrazio già anticipatamente e come avrete notato sono cambiato molto in questi anni e ho finalmente preso in mano la mia vita partendo da me. Il problema e il motivo per il quale sto scrivendo qui è che è da 1 anno e mezzo che non esco con una ragazza e la mia capacità di provare emozioni quindi anche quella di mostrarle agli altri si è ridotta molto così da arrivare ad un controllo totale della mia persona e non farmi coinvolgere emotivamente da nessuno. Penso solo a me stesso e quando qualcuno mi parla, difficilmente resto a sentirlo così da dimenticarmi di tutto quello che mi ha detto, come se avessi perso la capacità di concentrazione e mi sento perennemente superiore agli altri. Quando qualcuno mi parla, quello che mi viene nella testa è "tanto quello che mi dirà non sarà importante e lui in confronto a me, non conta niente". Odio la società la quale sta tutto il giorno ad accontentarsi di spippolare dietro le storie di instagram. Anch'io utilizzo instagram ma per pubblicare le mie fotografie e con la speranza che qualche azienda mi scopra e mi proponga il lavoro che amerei veramente (il mio sogno è lavorare per la NatGeo). In più vivo una tremenda frustrazione nei confronti delle ragazze "standard", questo continuo atteggiamento da "vorrei il ragazzo serio" "un vero uomo" "uno che non pensi solo al sesso" e poi le vedi limonarsi il primo sconosciuto.

Tutta questa immensa rabbia nei confronti di quelle persone che hanno in mente A e fanno B o che prendono la vita così in scioltezza (cosa che forse dovrei fare anch'io a 23 anni però che odio profondamente (forse perchè sono sempre stato con adulti)). Questo non andare a fondo delle cose ma semplicemente accontentarsi di fare quello che gli dice di fare qualcun'altro. Con zero personalità, ignoranti, o che pensano solo a divertirsi e farsi ragazze. Io, sarò strano ma forse sono l'unico uomo sulla terra che quando vede una ragazza, anche la più bella del mondo, non me la immagino nuda, non vedo assolutamente nessun fine sessuale con lei. Al lavoro (ho cambiato lavoro e ora sono con colleghi giovani) ne stavamo discutendo di recente e mi dicono che sono gay ma non è assolutamente vero! Molto semplicemente credo ancora nel rispetto e non mi accontento di fare sesso con una ragazza solo per divertirmi ma preferirei 1000 volte provare delle forti emozioni mentali.

Questo mi ha portato a chiudermi in me stesso e a fregarmene totalmente delle persone e a me sta bene però dentro di me, nel profondo, quella voglia di tornare a provare quelle belle emozioni è rimasta e mi manca un po' ma al tempo stesso delle ragazze non mi fido (in generale).

 

Spero di meritarmi una risposta e che qualcuno trovi una piccola soluzione o consapevolezza diversa perchè così rischio di chiudermi di nuovo e utilizzare la fotografia al posto del gioco... Grazie.

Alessandro

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Ciao Alessandro. Capisco benissimo il tuo passato per i giochi perché ho una persona molto importante con un caso molto simile al tuo. Ma la cosa che ancora di più comprendo è la solitudine che hai provato, perché anch'io per molti anni sono stata vittima di bullismo e sono sempre stata isolata o mi isolavo per mia spontanea volontà. La tua reazione di fronte all' ennesimo rifiuto è stata del tutto naturale in quanto il fatto di non provare più emozioni, come dici tu, è una sorta di autodifesa che la tua mente crea per evitare di restarci male e di soffrire di nuovo. Anch'io sono passata per questa fase in passato e soffrivo così tanto al punto da chiudermi totalmente in me stessa e a non uscire di casa. Non volevo coltivare rapporti d'amicizia per paura di essere giudicata o trattata male per l' ennesima volta. Come ho fatto a superare questo? Sinceramente non so risponderti perché da un lato l' ho superato, dall' altro non tanto. Perché ti dico ciò, perché ho esattamente la situazione inversa rispetto alla tua. Nessun rapporto d' amicizia, praticamente non so nemmeno che significhi ho solo conoscenti con i quale ho un rapporto falsissimo , ma ho una persona importantissima senza la quale sarei completamente tagliata fuori dal mondo. Il tuo "problema" iniziale è che a quanto pare cerchi a tutti i costi una persona con la quale avviare una relazione, tuttavia il fatto che come hai detto sembra che non provi alcun sentimento è una sorta di muro che ti impedisce di costruire qualcosa di concreto. Come prima cosa dunque devi cercare di abolire questo muro, facendo prima di tutto un tuo percorso che ti aiuti ad acquistare prima di tutto fiducia in te stesso e poi anche verso gli altri. Cerca di non tenerti dentro le emozioni anche quando stai avviando una conoscenza con una persona, perché le emozioni non è che non le provi, ma le blocchi, le uccidi sul nascere. Non devi per forza partire col fatto di "cercare" una ragazza perché molte delle volte gli incontri più belli sono quelli inaspettati (può sembrare una frase fatta ma è la verità). E poi non farti influenzare dal fatto che tutte le ragazze sono così, perché non è vero,  ragazze mature ci sono, è difficile trovarle di questi tempi e per alcuni versi ti dò ragione perché molte mie coetanee sono proprio su pianeti diversi dal mio. Ho capito che ho 18 anni ma una ragazza a 18 anni deve essere matura abbastanza da capire certe cose...

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