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Non è amore ma transfert: frottole

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Ciao a tutti, dopo due anni di sofferenza sono giunto a questa conclusione: quello che provo per la mia terapeuta si chiama Amore. Punto e basta. Non sono un ragazzino, saprò bene quando amo una persona.

Che poi, dentro, ci sia tanta proiezione (cioè transfert) mi pare ovvio esattamente come avviene in qualsiasi relazione umana, comprese quelle di amore agìto nella realtà.

Dire: "non è vero innamoramento ma transfert" non significa nulla. Ma proprio nulla. L'innamoramento c'è eccome con tutti gli annessi e connessi e col dolore che comporta non poterlo agire, sapere che per quella persona sei solo uno dei tanti pazienti, che ha una sua vita, è sposata etc, ma ma dire, come ho letto da più parti che il sentimento che nasce per il terapeuta non è un vero innamoramento mi sembra una boiata pazzesca.

Se vogliamo dire che è un dolore necessario, che per qualcuno è inevitabile, ok. Va bene. Se vogliamo dire che durante questo innamoramento ci sono tanti contenuti che vengono proiettati, vero anche questo. Se vogliamo dire che si ripetono comportamenti "infantili" vero pure questo.

Ma dire: "non sei innamorato, è il transfert" mi sembra una cosa assurda perchè il transfert è una componente di qualsiasi innamoramento e di qualsiasi amore, ed è materiale prezioso per il terapeuta, che ci lavora, ma intanto sei innamorato eccome.

Sarebbe come portare la macchina dal meccanico che deve riparare il motore e lui dicesse: non è un'automobile, è un motore. Il transfert è una componente dell'amore e del proprio terapeuta (anzi nel mio caso della terapeuta) ci si può eccome innamorare.

Contestatemi, che sto male come un cane 😞

 

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Pure io sono d'accordo con te. Il sentimento che nasce in una terapia è un vero e proprio innamoramento per una persona che non si sogna lontanamente di corrisponderlo. E' questo che fa star male, e io lo so benissimo.

Ma penso pure che se la psicologa/psicoterapeuta è brava ed è all'altezza di quello che sta facendo, può alleviare questi sentimenti fortissimi.

A me ad esempio è capitato che pochi mesi dopo l'inizio della psicoterapia mi innamorai della terapeuta. E nonostante le dissi che ero molto infatuato, a conti fatti lei non face nulla per alleggerire quell'amore che provavo, e provo tutto anche se un po meno. Infatti è una tirocinante.

I rapporti con questa dottoressa penso che andranno sempre a peggiorare, purtroppo. 

Vorrei non averla mai conosciuta

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È chiaro che sia amore ma se in due anni questo amore non è finito, non è stato elaborato e la tua psicologa non ti ha indirizzato verso un altro dottore, visto che la terapia è fallita, allora l'ujico motivo per cui ti tiene è per questione di soldi o perchè è una narcisusta.

La terapia deve andare oltre questo amore altrimenti vuol dire che non hai progredito.

Quasi tutti siamo passati da questo tipo di amore, o setting erotizzato, ma un bravo dottore se ne accorge e agisce di conseguenza.

Se il tuo amore in tutto questo tempo non è cambiato, non si è trasformato in qualcos'altro, se tu speri ancora che un giorno lei ti amerà, allora la terapia si è bloccata.

Pure io ho passato questa fase ma dopo sono abdata avanti e oggi vivo benissimo senza di lui e ho le mie storie. Non lo vedo,non lo sento ed è acqua passata. 

Ma dopo aver preso coscienza di questo io ho preso la mia decisione. Se tu o lei non riuscite a prenderla allora qualcosa non va.

Inoltre ti ricordo che loto hanno un codice deontologico da rispettare a cui devono attenersi.

Quindi se proprio dovesse nascere una storia potrebbe nascere solo al di fuori delle sedute. Sappilo.

 

 

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Sono D'accordissimo con Diamanda. Infatti pensandoci adesso che sono molto piu' lucido di qualche tempo fa, credo che il comportamento della mia psicoterapeuta sia stato esemplare. Mi ha allontanato, perchè era questo che andava fatto. E adesso passo le mie giornate molto serenamente. E mi rendo conto che anche se quello che provavo era un vero sentimento d'amore, era soltanto dovuto ad un effetto collaterale di una terapia.

 

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Quindi secondo voi lei cosa dovrebbe fare? Mandarmi a quel paese così da farmi ancora più male di quello che provo? E' vero sono due anni che la AMO. Non ha mai detto di ricambiarmi, non abbiamo contati al di fuori della terapia al di la delle mei email di servizio oppure quelle mie disperate quando non ce la faccio piu le scrivo e lei comunque non mi risponde. Non ha fatto nulla di nulla che possa essere una qulche violazione del setting. Interpreta le cose che le dico, anche queste, cerca di generalizzare e di fornirmi spiegazioni su quello che, secondo lei, lei rappresenta per me.... ma io la amo, La amo per come è fuori e per come è dentro, cosa ci posso fare? Quindi secondo voi uno non si può innamorare di una donna che è compatibile con lui per tutto? La terapia a cosa dovrebbe servire? A insegnarmi che i miei sentimenti non sono veri?

Per Diamanda: io non spero che un giorno lei mi amerà perchè semplicemente so che è impossibile razionalmente. Ma una parte di me vive costantemente di fantasie su di lei. Non riesco ad arrendermi. Io posso accettare che non posso averla esattamente come si può accettare la morte di una persona cara. Cioè come qualcosa che, in fondo, è inaccettabile. E' uno schifo della vita inaccettabile.

Lo so da me che le persone non resuscitano e per questo che odio la vita, odio tutto il male che c'è nella vita, odio le illusioni che uno si fa da bambino che vengono tutte deluse. La vita per me non è niente altro che una lunga corsa verso la morte. Non credo in dio e non mi sembra che abbia senso niente.

Ora, ripeto: lo so benissimo che non potrò mai avere una storia con la mia terapeuta, eppure sarebbe l'unica cosa che mi toglierebbe dalla testa il pensiero che alla fine la vita non è altro che un lungo interminabile accontentarsi. Tutti si accontentano. Tu lo volevo il to terapeuta? Lo volevi? SI. Ma hai dovuto acocntentarti. Ti sei trovata altre storie, certo... ma intanto quello che desideravi sul serio non l'hai avuto. Ecco, io non l'ho mai avuto, quello che desideravo sul serio. Mai. Ho dovuto fare compromessi come tutti credo per tutta la vita. Solo che adesso non ci sto più. Non mi va più.

E l'unico modo in cui lei potrebbe curarmi sarebbe proprio violare il suo cavolo di codice deontologico, violare tutto, darmi un bacio e dirmi che almeno una volta nella vita ho avuto quello che desideravo, e poi, solo allora lasciarmi andare, tanto la terapia sarebbe conclusa.

Resterò in terapia finchè non succederà oppure finchè non mi sarò accontentato per l'ennesima volta.

Sono folle? Malato? Depresso? Certo, se no non sarei in terapia, ma certo non guarisco con l'ennesimo rifiuto

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Allora, tu parli di etica professionale riferendoti a lei. Dici che non ha mai fatto nulla durante il setting per alimentare il tuo sentimento.

Ma ti spiego una cosa, il motivo per cui io me ne sono andata via dal mio psicologo. Questo sentimento deve essere elaborato altrimenti rimane lì e si fissa, e ti fa marcire e la terapia non va avanti.

Per questo dico che lei sbaglia, e lo fa per soldi, come lo ha fatto il mio, perchè se non parlate di questo sentimento, se lei non ti aiuta ad elaborarlo allora è una cosa che le conviene per tenerti legato e guadagnarsi le sue sedute.

Ora lo so che tu la giustificherai in mille modi, perchè sei cotto e stracotto, e no, non potrai mai avere una storia con lei.

Anche perchè se davvero lei provasse qualcosa l'unico modo per dimostrartelo sarebbe quello di terminare la terapia e vedervi fuori dal setting, come due persone normali.

Ecco, in questo caso allora potrebbe iniziarsi una relazione.

Ma mi pare evidente nel tuo caso ( come lo era nel mio ) che la tua psicologa non vuole iniziare nulla ma vuole solo fare sedute con te per avere i tuoi soldi.

Non è corretta, non è professionale e non ti sta aiutando nè ad elaborare questo sentimento nè ad avere altri progressi.

Dici che la cosa va avanti da due anni. 
E che miglioramenti vedi in te stesso? Sei cotto di lei e se ti dicesse di farle da cagnolino non ci penseresti due volte.

Ti sembra professionale una dottoressa che ti tiene legato a te per due anni senza darti una chance nè fuori nè nella terapia?

Se lei volesse darti un bacio sarebbe molto semplice, semplicissimo. 

Ti direbbe" allora, siccome io sono interessata a te, terminiamo qui la terapia e vediamoci fuori".

ma non lo fa!!!!

Non capisci? 

Sarebbe semplicissimo, al di fuori della terapia lei potrebbe darti baci e tutto quello che tu vuoi.

Ma lei non lo vuole! 

Lei non ti vuole!

E se aspetti che la cosa la decida lei allora resterai ancora ad ammuffire dentro il suo studio e a pagare una donna narcisista che è interessata solo a sfruttarti.

Mi spiace dirti queste cose in modo crudo.

Ma a volte gli psicologi sbagliano, non sono infallibili, e sono anche loro legati ai soldi.

Se lei fosse davvero interessata a te ( cosa di cui appunto ho la certezza che non lo sia) ti manderebbe da un altro dottore e ti direbbe di vedervi fuoi a cena o ti darebbe un appuntamento a casa sua.

Ma se non lo fa è perchè non vuole una relazione con te.

Così come il mio psicologo non la voleva. 

Magari lei ha un altro, e non te lo dice, magari non gli piaci nemmeno, e non ti dirà mai neanche questo.

Sono persone, persone, con tanti difetti, anche il fatto di non essere onesti e di pensare solo ai soldi pur vedendoti soffrire in questo modo.

Quando mi è capitato di vedere un ragazzo che si era preso di me e si stava illudendo io subito lo allontanavo per non farlo soffrire.

Ma lei come vedi guadagna dalla tua sofferenza e se ne frega del tuo dolore.

Devi ammettere che anche un dottore sbaglia, non sono infallibili.

Devi darci un tagio tu oppure ti rovinerai tutta la vita.

 

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C'è una differenza fondamentale fra il transfert amoroso e l'innamoramento vero. Il paziente che "si innamora" del terapeuta non conosce affatto il terapeuta in quanto persona, al di fuori del setting. Presume di conoscerlo, fa leva su ogni minimo dettaglio carpito durante le sedute per "costruire" una persona che in realtà non esiste. Questo vale anche nella vita: i "colpi di fulmine" di solito non portano mai a qualcosa di buono. Nel migliore dei casi sono un incastro di disturbi di personalità complementari o comunque compatibili. Comunque sia, il fenomeno del transfert amoroso fa parte della terapia e un buon terapeuta deve saperlo gestire, diciamo pure che è la chiave dell'evoluzione del paziente verso un assetto più funzionale.      

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