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Guest ste84tv

dialogo tra parte emotiva e mente (racconto)

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Sono in piedi, cercando di rimanere in equilibrio su una roccia, sono in cima ad una montagna e guardo ed osservo la vallata sotto di me. Come avrò fatto a raggiungere la cima?mi chiedo ed improvvisamente il cielo diventa di un colore blu scuro, quasi spettrale, il vento inizia violentemente ad esprimere la sua potenza ed inizio a capire che sta iniziando il temporale.

Mi guardo attorno per trovare un riparo ma nulla non ci sono alberi, non ci sono cespugli nei dintorni.

Mi scosto i capelli per guardare la vallata e noto con spavento, che quel vento orribile ha spezzato gli alberi, distrutto i tetti delle case, oggetti, foglie e rami sparpagliati qua e là.

Sento la paura come una vibrazione che parte dalla pancia e si diffonde in tutto il corpo. Quella vibrazione mi paralizza, non riesco a muovermi, né ad urlare, le lacrime scendono da sole, senza controllo. Avverto quel strano peso alla bocca dello stomaco, che solitamente si identifica come angoscia ma io lo definisco il dolore che, come un masso di sassi si inchioda lì nell'addome e con il peso ti spinge verso il basso. Quel peso che vuole disintegrarti, romperti in mille pezzi che poi cadono rovinosamente a terra.

Paralizzata devo impedire che quel peso e quel temporale mi uccidano, resisto ma non faccio nulla per impedire che queste forze malvagie mi sovrastino. I muscoli non rispondono ai miei comandi, la voce non esce per cui anche se ci fosse qualcuno che potrebbe aiutarmi, non mi sentirebbe mai. Le gambe sono immobili e il respiro diventa affannoso, come se volesse uscire da quella gabbia che è il mio corpo inerme. Muovo gli occhi per guardarmi attorno e capisco che, a parte il vento, non ci sono sabbie mobili che mi impediscano di muovere le gambe e le braccia e che, se volessi, potrei fuggire via, correre distante verso il bosco e cercare riparo. Ma allora cosa c'è che non va? Perchè la mia mente non dà dei precisi comandi ai miei arti, ai miei muscoli?

La mia mente è al buio e l'unica luce che vede è quella di uno schermo, come quello del cinema che proietta ripetutamente fino allo sfinimento, tutte quelle vicende in cui mi sono sentita sbagliata, troppo ansiosa, troppo paranoica, troppo insicura, troppo poco affascinante per essere amata, tutti quei momenti in cui solo l'idea di essere lasciata mi uccideva dentro perchè si, avvertivo come se qualcuno dentro di me mi sparasse. Un colpo, un proiettile che partiva da dentro. Quante volte per non sentire quel colpo mortale interiore, ho supplicato colui che avrebbe dovuto salvarmi dal temporale, delle briciole di attenzione? Colui che invece era indifferente a me, non si curava minimamente della mia persona, anzi mi spremeva come un'arancia per berne poi il succo, oppure mi usava come una bambola che, appena si scuciva un pochino o si rovinavano i capelli, finiva diretta nella spazzatura. Eppure le sue attenzioni erano fondamentali per non morire dentro. Sapevo che non era giusto, ma la paura della morte interiore era troppo forte, troppo più forte. La consapevolezza dell'ingiustizia che stavo infliggendo alla mia persona, era flebile, fragile, come una bolla di sapone. Solo la mia mente poteva salvarmi. Perchè si sa che la volontà che parte dalla mente, può avere la potenza di una scossa elettrica oppure come un fuoco che distrugge tutto ma che poi si dissolve per permettere di resettare e ricominciare da zero.

La mia mente però è incantata, non riesce a distogliere lo sguardo da quel filmato, il buio attorno le impedisce di vedere cosa mi stava accadendo.

Ad un certo punto, il vento si infuria ancora di più fino a spostarmi sull'orlo del precipizio. In quel momento ho capito che se non reagivo, la mia vita sarebbe finita davvero. La voce mi usci bella chiara e forte “Ehi svegliati stai precipitando!!!”. Quell'urlo viene finalmente percepito dalla mia mente, lo schermo di spegne e si accendono le luci. “Ehi cosa succede?” chiede la mente, un po spaesata, “succede che se non reagisci, che se non mi aiuti, cadiamo nel precipizio!!”.

Il vento si era concentrato dietro la mia schiena e come se fosse una persona, mi spingeva verso il precipizio. Le mie forze erano quasi finite, finchè vengo avvolta da una luce calda, così calda che mi sento bruciare, che mi solleva verso l'alto. La luce era davvero accecante e non sapevo dove ero, forse sono morta? mi chiedo, ma stranamente, avverto un leggero vuoto interiore, una calma mai provata prima. Non c'era più il vento e nemmeno il peso nello stomaco.

La luce si dissolve e mi ritrovo in una stanza bianca, senza arredamento ma di un bianco luccicante, così vivo che non sembra nemmeno che ci siano dei muri, sembra più di stare dentro una bolla di luce.

Di fronte a me appare una sagoma di luce gialla come il sole o le stelle. “chi sei? Un angelo che mi ha salvato?”.

“no, sono il tuo “io” interiore, sono la tua volontà, il tuo pensiero, la tua mente”.

“Ah finalmente” rispondo seccata, “ci voleva tanto?.

“non riuscivo a vedere cosa stava accadendo, perchè la tua paura mi ha oscurato la vista”.risponde mantenendo la calma.

“Ah quindi sarebbe colpa mia? Sei tu che comandi le mie azioni!”ribadisco con fermezza.

“E' colpa nostra! Tu sei la parte emotiva, ti porti addosso da troppo tempo un bagaglio di ferite passate, ricordi dolorosi, ansie, paure, insicurezze. Lo so che fa male, lo so che ricordare ti butta giù, ti toglie ogni forza. Lo so che le persone a cui hai creduto e dato tutto il cuore, ti hanno tradito e so che una lama inflitta nel petto provoca un dolore atroce. Ma se ci incamminiamo nel percorso della vita, dobbiamo collaborare, non possiamo agire separate. “spiega la mente con un tono triste e sconsolato.

“Hai ragione, ma il sacco di ricordi che mi porto dietro è così pesante che non riesco a camminare!”

“Infatti è anche colpa mia, avrei dovuto alleggerire quel peso che ti porti addosso, illuminandoti la strada, sostituendo i ricordi dolorosi con delle perle lucenti, che ti avrebbero fatto sentire le gambe più forti e leggere.” dice la mente.

“che cosa sono?” chiedo un po stranita.

Sorridendo la mente mi risponde: “ sono due perle che assottigliano quei ricordi dolorosi e se le coltivi ogni giorno e le fai diventare più forti, li fanno addirittura sparire. Si chiamano: speranza ed autostima!”.

Mi sento finalmente felice, una soluzione davanti a me si stava concretizzando:”quindi queste due perle sconfiggeranno per sempre quel vento, quel temporale che mi tormenta sempre più?” chiedo speranzosa.

“ Si certo, ma non sarà sufficiente che io te le consegni. Dovrai lavorarci su: dovrai coccolarle, osservarle,renderle tue. Dovrai fare in modo che le tue emozioni si plasmino attorno a loro”.

“in che senso?”chiedo, desiderosa di saperne di più.

“se terrai stretta a te l'autostima ti sentirai speciale, avvertirai il tuo valore personale, scoprirai le tue risorse, i tuoi talenti e i tuoi punti forza. Se terrai la speranza allo stesso modo, capirai che la vita non è un ciclo chiuso che si ripete, non percorre uno stesso binario, ma può improvvisamente cambiare rotta ed allora capirai che quei ricordi dolorosi, saranno davvero solo ricordi passati e non riflessi del tuo futuro”. La mente poi aggiunge: “ Un' altra cosa molto importante è che queste due perle unite assieme, fanno nascere un'altra perla, la più importante: l'amore per te stessa. Quando inizierai a capire che puoi salvarti da sola dal temporale, non farai più entrare nel tuo mondo interiore persone che potrebbero sporcarlo o rovinarlo. Le terrai fuori e ti amerai cosi tanto da essere gelosa e protettiva di quel meraviglioso giardino che è la tua interiorità.”

La mente mi tende la mano e mi chiede “allora collaboriamo?”, io ancora dubbiosa chiedo “ma scusami un' ultima cosa: quel vento, quel temporale ci saranno ancora?”-

“Certo, forse mi sono spiegata male: il vento ed il temporale sono le azioni che le altre persone compiono nei tuoi confronti, azioni che ti feriscono e danneggiano la tua serenità. A volte non sono fatte per cattiveria, ma anche per immaturità o egoismo. Tu non puoi controllarle! Si può controllare il clima? No! Come non puoi decidere e fare in modo che una persona non ti ferirà. Ma puoi essere così forte da proteggerti! Non sentirai più le gambe e la voce paralizzate ma avrai la forza di mandare via quel temporale, renderlo così piccolo ed innocuo da non farti più male!”.

Rifletto su queste parole e sento le mie spalle più leggere. “ Ok ci sto!” e stringo forte la mano di mente.

All'improvviso mi ritrovo nuovamente in piedi sulla roccia, nella cima di quella stessa montagna. Ma questa volta il panorama è diverso: il cielo è completamente azzurro, il sole è lucente, tiepido e non troppo caldo, un venticello leggero mi accarezza il viso e con stupore guardo la vallata e scopro che tutto è al suo posto. Il sole si affievola un po, alzo lo sguardo e vedo una nuvoletta grigia. Questa volta la guardo sorridendo,”ce la faremo questa volta, e più forti di prima” dico a mente.

 

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