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Relazione borderline a 16 anni


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Buongiorno a tutti,

Ho 16 anni e da poco più di tre mesi sono in una relazione con una ragazza borderline, la prima relazione della mia vita. È da molto che sento il bisogno di parlarne, ma per dei paletti messi da lei stessa non potevo farlo, mi aveva fatto giurare di non parlare con nessuno della nostra relazione e quando veniva a sapere cose anche inutili dette ad altre persone mi faceva sentire profondamente in colpa. Come regalo di natale ho deciso di liberarmi da questo peso su questo forum.

Lei è una ragazza bellissima, molto intelligente, interessante, insomma quello che ho sempre desiderato, e dopo tanto tempo alla ricerca dell’amore mi sembrava un sogno averla conosciuta, ma sin da inizio relazione ho notato che c’era qualcosa in lei che non andava. Malgrado questo ho deciso di lasciare i problemi da parte, proprio perché come persona mi faceva impazzire e pensavo che questo potesse bastarmi.

Inizialmente la relazione era meravigliosa, ero il primo ragazzo buono dopo anni di fidanzati cattivi e insensibili, ero perfetto, mi sentivo bene come mai prima d’ora. Stare con lei però dopo un po’ ha portato a farmi stare male, avevo frequenti attacchi di panico, diventavo aggressivo e propenso alla discussione mentre prima cercavo di evitarla a tutti i costi, le insicurezze su me stesso erano aumentate moltissimo e vivevo in un’ansia costante. I miei amici e i miei genitori si sono accorti del mio malessere, ma nessuno, nemmeno io, è riuscito a capire che la causa fosse lei.

Sono una persona che si mette costantemente a servizio degli altri tralasciando spesso i propri problemi, e con lei questo era elevato all’ennesima potenza, perché i suoi problemi erano sempre più grandi dei miei e dovevo sempre darle retta, senza rendermi conto che io in primis stavo molto male in quel momento. Ad inizio mese ho preso coscienza di questo e gliel’ho detto, lei però è riuscita anche in questo caso a manipolarmi facendomi passare per quello che la attaccava sempre senza ragione, da questa situazione ho capito che non ce la facevo più e il giorno dopo le ho chiesto di vederci per lasciarci. Anche in quel caso lei ha provato a manipolarmi, inizialmente facendomi pensare che poteva cambiare e che la nostra relazione poteva funzionare perché l’amore fa funzionare tutto, poi con tentativi disperati tipo baci e pianti (oltre che minacce non esplicite di andare a farsi del male, cosa che sapeva che solitamente con me funzionava per tenermi attaccato a lei ma che in quel caso sono riuscito a lasciare da parte).

Separarmi da lei però è stata durissima, ero ancora molto legato e nei giorni successivi mi sentivo perso. Ho scoperto il giorno dopo del suo disturbo, e aver preso coscienza di questo mi ha fatto sentire molto in pena per lei, cosa che mi ha portato a scriverle per farle sapere che mi dispiaceva per quello che sentiva e che credevo in lei e nel suo cambiamento. Tutt’ora non riesco a capire se lei sappia esattamente cosa ha, è da 3 anni che è in terapia quindi suppongo di si, anche se lei quando parla dei suoi problemi tende a parlare di cose specifiche come sindrome dell’abbandono senza far riferimento al disturbo effettivo, e questo mi lascia perplesso.

Comunque detto ciò quel messaggio è stata la mia rovina, lei l’ha preso come un riavvicinamento ed ha iniziato a scrivermi costantemente come prima. Io sono buono e prima di dirle di allontanarsi ci ho messo un po’, ma anche averlo detto non le ha fatto capire il concetto e tutt’ora mi cerca, soprattutto dal vivo (l’altro giorno mi ha seguito fino a casa mentre tornavo da solo). 

Non so davvero come uscirne, parlandoci lei continua ad ottenere quello che vuole e mi porta a pensare che l’unica soluzione sia tornare con lei, quando poi riflettendoci so che non è cosi. Inoltre da quando ci siamo lasciati ha iniziato a prendere confidenza con molti miei amici e conoscenti, e ho saputo che parla di me facendomi passare dal torto, questo mi spaventa perché ho paura che se sarò cattivo nel lasciarla definitivamente passerò come una brutta persona anche agli occhi dei miei amici.

Ora mi ha chiesto di farle sapere che intenzioni ho, se voglio continuare o chiudere definitivamente. Io sono più propenso alla seconda ovviamente, anche se ci sono alcuni dubbi. Lei è tornata in terapia dopo 6 mesi in cui si era rifiutata di andare, è più consapevole e propensa al cambiamento, e dice che le sue intenzioni se ci rimettiamo insieme sono di ascoltare ogni mia esigenza e cercare di comportarsi per farmi stare bene, volendo sapere da me però esattamente cosa va cambiato. Da un lato penso che sia inutile tutto ciò, che il rapporto non cambierà da un momento all’altro e che il rischio di ritornare a quel malessere di prima è altissimo. Dall’altro però sento che non ci stiamo dando un’altra possibilità e che sono troppo negativo nei suoi confronti, malgrado lei stia dimostrando di tenerci e di tenere a se stessa. Se avete letto fino a qua grazie per l’attenzione, mi farebbe piacere se qualcuno di voi mi dicesse la sua, purtroppo da solo non riesco a cavarmela, sono davvero troppo coinvolto.

Buona giornata

 

 

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Ciao Erik, sono incappata in questo forum per caso, cercavo delle risposte ma poi ho letto "borderline" e cosi mi sono fermata a leggere tutto il tuo post. Stavo infatti facendo delle ricerche sull'argomento e mi interessava capire la tua esperienza da persona coinvolta in una relazione con un partner border. Piu in verità cercavo di capire se quello che tu hai descritto potesse essere simile a quello che io ho vissuto invece indirettamente a causa della relazione border di mio fratello. Ed in effetti è molto simile in termini di vissuti emotivi, soprattutto per il senso di colpa che sembra essersi insinuato in te e che ora ti fa cercare risposte e fa sorgere in te altre domande.

Quello che tu chiedi è sapere cosa dovresto scegliere: se provarci e in questo modo non ti precluderesti una possibile felicità futura con lei, o lasciar perdere e vivere nella riacquistata tranquillità ma con il dubbio che qualcosa poteva essere fatto.

A questo punto ti rispondo: se ti focalizzi su cosa sia giusto e cosa sbagliato resterai fermo nel limbo. Nessuno puo dirti con certezza che cosa riserva il futuro e se un cambiamento è davvero possibile. Magari già l'avrai fatto, ma se ti informi sull'argomento, vedrai che non esistono dati certi e questo non perché è impossibile, ma perché è molto difficile. È difficile che un disturbo di personalità, quale è anche il borderline, possa guarire. Dal momento che il disturbo coinvolge appunto la personalità, guarire significherebbe creare una nuova persona. La personalità è come se fosse la struttura di una casa, in questo caso la struttura è danneggiata e guarirla implica trasformare la casa stessa in qualcosa di ovviamente diverso. La guarigione poi implica un processo che è la cura e la cura non si risolve nel giro di giorni, né settimane, a volte neanche di anni.

Chiediti innanzitutto se vuoi davvero aspettare tanto per poterla vedere cambiare. Sebbene lei possa ripetere di voler cambiare e sebbene tu possa vederla convinta e determinata, la convinzione non basta comunque a produrre un cambiamento,  anche se la motivazione e la volontà sono parte fondamentale di esso.

Il cambiamento non è un risultato ma un processo,  pertanto richiede tempo e persone che possono davvero aiutarla e quindi è fatto di una psicoterapia.

Non so se leggendo le mie parole ora starai tiranfo un sospiro di sollievo perché sono riuscita a farti sentire meno in colpa spiegandoti che è molto conplesso e che quindi sarebbe comprensibile e ragionevole da parte tua lascoar perdere.

O magari potresti invece aver pensato che lei merita qualcuno che sappia aspettare o che sappia credere in lei e che tu sei uno che è in grado di farlo, che è in grado di non deludere le sue aspettative, che è in grado di aiutarla.

Bene sappi che, lungi dal voler infrangere le tue speranze, devo però essere chiara su questo: tu non puoi salvarla. Nessuno puo.

Non è compito che spetti a nessun essere umano quello di salvare un'altra persona. Salvare nel senso piu ampio intendo. Cioè non puoi togliere a nessuno la sua sofferenza. Lei prova sicuramente dolore per il fatto di essere cosi, perché percepire la realta nel modo in cui la percepisce, le rende difficile creare e mantenere rapporti stabili con gli altri. Il fatto di essere border significa essere preda dell impusilvita, e non riuscire a gestire le proprie emozioni. Nella sua realtà gli altri sono un bisogno e una minaccia al tempo stesso, perché lei ha quedto terribile bisogno di essere con l altro, di sentirsi amata, apprezzata etc, ma allo stesso tempo l altro è il cattivo, è colui che abbandona, è colui che tradisce. Ecco perche il senso di colpa è uno dei vissuti piu comuni nel rapporto con un border, perche stare con un border ti fara sentire sempre come se tu non fossi stato all altezza dei suoi bisogni, come se tu riuscissi solo a ferire a fare male. Queste sensazioni però sono intervallate anche da momenti di felicità, di calma, di sintonia. Ed è la presenza di questi momenti che spesso lascia perplessi, perché uno allora si chiede "potrebbe essere sempre cosi allora?". Ma non è cosi peeche quello che manca infatti nel border è innanzitutto la stabilità. La stabilità nel regolare le emozioni, nel riconoscerle, nell esperirle. La stabilita nel mantenere i legami, nel mantenre la percezione degli altri che sia adeguata alla realtà e che non vada oltre. La stabilità e il mantenimento sono ciò che manca e va costruito e ce ne vuole.

Per noi possono sembrare cose normali queste, così normali da essere impensabili, eppure il border ci dice che cosi non è.

Quindi per ritornare alla tua domanda, non chiederti se ci puo essere o non essere un cambiamento per poter poi chiederti se allora sia piu giusto continuare oppure no. Ma rifletti sul fatto che stare con una persone con questo disturbo implica continui sforzi cognitivi ed emotivi. Implica tensione. Implica il mettere da parte i propri bisogni anche pratici perché lei non li capirebbe. O altrimenti implica tantissima pazienza e forza di volonta ma non solo tua, nel capire che quello che potrebbe ferirla non per forza è stato un attacco voluto. Stare con una border significherebbe lavorare costantemente sul fatto che esistono punti di vista diversi dal suo e che anche quelli vanno considerati. Insomma significa che ti devi fare un mazzo enorme.

Mio fratello oggi si ritrova a vivere un periodo di calma. Ma è una calma apparente che precede la tempesta. Lui purtroppo si è convinto di poterla salvare. Vuole credere in lei, ma ti assicuro che non è un bello spettacolo visto da fuori. Siamo tutti in pensiero per lui, perché soffre e anche se non lo vuole ammettere, si vede.

Quindi a lui già l ho detto e dico lo stesso anche a te: non spetta a te salvare una persona, anche se questa ti fa credere che tu potresti fare tutto e questo facesse bene al tuo ego.

È tuo diritto mollare e nessuno puo farti sentire in colpa per questo. Non dare un peso alle parole piu grande di quello che hanno. Le parole restano parole, mentre la tua libertà rimane il bene piu prezioso che tu possiedi. Sei libero di andartene. Sei libero di restare. Sei libero e quindi respira e togliti dal petto questo imutile senso di oppressione. Tu puoi scegliere tutto quello che vuoi e se non vuoi va bene uguale.

Anche se ho cercato di restare imparziale, voglio darti comunque la mia opinione: vai via, le cose non devono funzionare per forza, ma quando funzionano te ne accorgi perché non sentirai di doverti sforzare come adesso. Vedi questo macigno che senti? È innaturale. Un rapporto sano è come una pianta, cresce spontaneo, senza sforzi, e ricambia. Ti ricambia con l odore, con i frutti, con l ossigeno. Ricambia le cure. Perché un rapporto sano è innanzitutto fatto di reciprocità.

Lei questo non puo dartelo, non perché è cattiva, ma perche non sa farlo, deve impararlo e non dipende da te se lo imparerà o no.

Con questo ho concluso e spero di esserti stata di aiuto.

Ps: butta via il macigno e respira!

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