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cuorenero

solitudine

secondo voi cosè la solitudine ?  

29 voti

  1. 1.

    • il prezzo da pagare per essere liberi
      4
    • la conseguenza dei nostri difetti
      7
    • la condizione umana
      18


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allora, per tè, è il prezzo da pagare EssePunto.

perchè se stai meglio aumenta la tua disadattaggine.. ( se si puo' dire).

elio .. sai cosa mi colpisce sempre molto , vedere moltitudini in festa.

li vedi li tutti insieme con lo stesso sorriso e la voglia di festeggiare tutti uniti , tutti coinvolti .

e una moltitudine compatta che ti guarda e ti dice .. " no tu no , fermo li " .

e ti mettono in un angolo . ti escludono perchè se vuoi stare li in quel momento devi condividere questa loro enfasi .. se no statti a casa..

la gente è un mare in piena che ti respinge ..

io vedo le persone come tutte unite il mio inconscio le percepisce come tutti amici .. e mi dico cavolo ma si conoscono tutti .. pazzesco .

questa cosa succede ogni anno a capodanno.

capodanno è il giorno in cui se sei solo ai quasi il diritto a suicidarti .. l agente direbbe " capisco .. da solo la notte di capodanno anche io mi sarei suicidato.. " ..

m chi è solo, percepisce questi festeggiamenti quasi come qualcosa contro di se ...

( ps.. ovviamente percepire significa emotivamente . non razionalmente.. )

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Per me esiste una differenza sostanzile fra l' essere solo e il saper stare da soli.

L' essere soli implica tante cose, ci fa stare male xhè crediamo di nn essere capaci di poter fare amicizie, di nn essere compresi o di nn piacere a nessuno di nn essere acetatti. L' essere soli nn è una scelta propria. ( come l' ho interpretato grazie a cuorenero)

Il saper stare soli nn implica l' essere soli ma la capacità di poter vivere tranquillamente anche se nn hai aiuto dall' esterno di essere in simbiosi con se steesi, di sapersi accettare di analizzarsi. Possiamo stare soli ma è una nostra scelta. (come l' ho interpretato grazie a S. )

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allora, per tè, è il prezzo da pagare EssePunto.

perchè se stai meglio aumenta la tua disadattaggine.. ( se si puo' dire).

elio .. sai cosa mi colpisce sempre molto , vedere moltitudini in festa.

li vedi li tutti insieme con lo stesso sorriso e la voglia di festeggiare tutti uniti , tutti coinvolti .

e una moltitudine compatta che ti guarda e ti dice .. " no tu no , fermo li " .

e ti mettono in un angolo . ti escludono perchè se vuoi stare li in quel momento devi condividere questa loro enfasi .. se no statti a casa..  

la gente è un mare in piena che ti respinge ..  

io vedo le persone come tutte unite il mio inconscio le percepisce come tutti amici .. e mi dico cavolo ma si conoscono tutti .. pazzesco .

questa cosa succede ogni anno a capodanno.

capodanno è il giorno in cui se sei solo ai quasi il diritto a suicidarti .. l agente direbbe " capisco .. da solo la notte di capodanno anche io mi sarei suicidato.. " ..  

m chi è solo, percepisce questi festeggiamenti quasi come qualcosa contro di se ...  

( ps.. ovviamente percepire significa emotivamente . non razionalmente.. )

Anche per me capodanno è uno strazio.. e capisco il senso di non apparteneza alle feste anche io le odio, ma non mi pesa non andare alle feste.. oddio non me ne frega un tubo. Non mi piacciono quando c'è troppa gente. Per esempio domani sera ci vado è una festa brasiliana a milano, ma ci vado x la musica x la voglia di tuffarmi nella mischia che ogni tanto (raramene) mi prende. Poi sai cuore, molti fanno solo finta di divertirsi, sono li perkè credono che sia un must divertirsi quel tal giorno a quella tal ora... ma mica si divertono tutti... Poi invece se la gente la prendi non tutta insieme, ma a picoli gruppi, se sei in viaggio la trovi molto disponibile...davvero e forse ti passa un po' la paura ... ma bisogna avvicinarli a pochi x volta. Comunque il senso di estraneita alle feste è una cosa comunissima. Quello che tu percepisci come un mare compatto in realtà è solo una sterminata onda di tante individualità spaventate come te che si stringono l'un l'altra per sentire meno la pura....e se ci entrassi anche tu forse non ti divertiresti gran chè, ma almeno li vedresti da vicino e meno minacciosi...o no? :abb

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saper stare soli è una ricchezza..

essere costretti alla solitudine perchè il mondo ci si presenta come un compatto insieme di persone solidali e altre da noi . è un guaio .. bello grosso.

essere respinti ed emarginati non è una conquista ne una ricchezza .. è solo una cavolo di situazione in cui ci si ritrova .

ci si ritrova non perchè si è sbagliati ( io non credo che ci sono persone sbagliate .. ) ci si ritrova perchè non si hanno i punti di forza che la gente cerca . .quindi si è sottoposti ad uno scarto ..

una volta una mia amica mi confesso' non è che non sei simpatico è che vai preso a piccole dosi ..

cioè sono una specie di veleno .. io ringrazio la mia amica per la sincerità .. ma il senso è quelllo .. se non sei simpatico se non hai tutte le lucette accese del lunaprck se non sei un jukebox vai preso a piccole dosi .. perchè in fondo ognuno ha i suoi di problemi .. e quando si incontarno le persone vogliono divertirsi e stare bene...

quindi fanno una specie di spettacolino tutti si divertono e poi tornano sui loro guai .

siccome a me spesso le lucette si spengono la musica pure e si alza quel vento che sposta le cartacce tipico dei finali felliniani .. le persone fuggono e non si fanno piu' vedere per mesi ..

vi assicuro che per chi soffre di depressione fare finta di essere contento e sorridere è una cosa difficilissima..

lo riesco a fare solo con mio figlio ma perchè lui fa ridere davvero...

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Quand'ero piccola, un'estate con al mia famiglia andammo a Fregene e affoitaamo unacasetta a due piani.

Una sera( io avevo 7 anni, mia sorella 14) mia sorella fece una festa nel giardinetto invitando una marea di ragazzini della sua età.A me, con la scusa che non dovevo andare a dormire tardi,mi spedirono a letto.

Io in camera da sola, al buio, sentivo arrivare alla mia finestra le risate di tutti: mamma, papà, amici di mia sorella, musica. Mi sono ripetuta che dovevo stare tranquilla, buona, dovevo fare la "matura" e rimanermene lì, a dormire.Me lo sono ripetuta più volte mentre un magone e le lacrime mi salivano su, e mi sentivo solissima, esclusa, rifiutata.Mi dicevo una cosa mentre montava l'altra sensazione fin tanto che quest'ultima non è sbottata in un pianto disperato, singhiozzi coi quali chiedevo aiuto sentendomi pure in colpa perchè sapevo che "rompevo".

Per fortuna è accorsa mia amdre e mi ha detto che potevo vestirmi e scendere.Io mi sono messa il mio vestito bianco con la papera, quello che a me piaceva di più, perchè anch'io volevo partecipare alla festa e lasciare quella reclusione buia .

Ovviamente mia sorella ne fu contrariata.

Ecco, credo che agisca qualcosa di quella roba là: come se gli altri celebrassero una festa alla quale non siamo invitati.

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bello il tuo racconto ilaria.. conosco quella sensazione di reclusione e di esclusione molto bene . anche se non ho ricordi precisi . .ma mentre leggevo mi risalivano tutte le sensazioni precise..

solo che io il pianto l' ho sempre trattenuto..

e non ho mai rotto il silenzio .. me ne sono stato sempre li buono buono a soffrire dentro , ad esplodere dentro ..

e ancora oggi mi succede la stessa cosa . anche se non sono costretto o rinchiuso .. ma e come se ci stessi ..

peccato che non ho ricordi ..

sarebbe bello scoprire questa sensazione di blocco e di reclusione da dove nasce..

peraltro nel mio caso si aggiunge anche un blocco motorio .

ma credo che sia dovuto all' ansia.

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già...ma il confine tra l'escludersi dal mondo e il venirne esclusi qual è?

voi lo sapete riconoscere?

io non ne sono mica tanto sicura....

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esiste un libro di renato curcio .. si chiama " reclusione volontaria" .

ci fa riflettere sul fatto che gli stati di isolamento non sono sempre imposti come nel suo caso..persona "libere" vivono condizioni di alienazione e di solitudine a causa di una segregazione volontaria..

curcio fa molti esempi a partire dai santi e dai monaci ma in relatà comprende anche chi come me non si sente inserito nella relatà e guarda gli altri come dalle sbarre di un carcre ideale e dorato a cui mi ha consegnato una distorta percezione delle cose.

ma è la mia percezione .

e nasce da un vissuto emotivo .

ma quanti di noi sfruttano la propria libertà ?

quanti di noi usano a pieno la libertà per relazionarsoi e icontrare e muoversi nel mondo , e conoscere ?

le relazioni i matrimoni le convivenze finiscono spessissimo per diventare prigioni .

cosi' come sono prigioni le nostre maledette paure.

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PER TE NN ESISTONO LIBRI CHE POSSANO AIUTARTI..TANTO E' LA MALVAGITA' NELLA TUA INDOLE CHE ALLONTANANO ANCHE GLI

INSETTI :!: :!: :evil:

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già...ma il confine tra l'escludersi dal mondo e il venirne esclusi qual è?

voi lo sapete riconoscere?

io non ne sono mica tanto sicura....

E' un confine magico: si vede bene da lontano, ma da vicino diventa

invisibile. Per questo la vista non è il senso migliore per individuarlo.

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già...ma il confine tra l'escludersi dal mondo e il venirne esclusi qual è?

voi lo sapete riconoscere?

io non ne sono mica tanto sicura....

E' un confine magico: si vede bene da lontano' date=' ma da vicino diventa

invisibile. Per questo la vista non è il senso migliore per individuarlo.[/quote']

questa cosa decisamente mi piacerebbe approfondirla....

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bella frase.

certo la vista non và...

sono daccordo che sia un confine magico .

in effetti avere paura della gente equivale al fatto che la gente ha paura di te.

in effetti mi viene in mente lo specchio.

se io sono timido introverso sensibile .. la gente ha paura quindi si specchia in loro la mia tensione..

quindi il confine sta in cio' che trasmettiamo forse,...

sentirsi esclusi equivale a essere esclusi veramente.

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già...ma il confine tra l'escludersi dal mondo e il venirne esclusi qual è?

voi lo sapete riconoscere?

io non ne sono mica tanto sicura....

E' un confine magico: si vede bene da lontano' date=' ma da vicino diventa

invisibile. Per questo la vista non è il senso migliore per individuarlo.[/quote']

questa cosa decisamente mi piacerebbe approfondirla....

L'esclusione e l'autoesclusione comportano la contrapposizione di uno

e tanti. Da vicino fa paura, e la paura altera la vista almeno quanto il

desiderio.

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già...ma il confine tra l'escludersi dal mondo e il venirne esclusi qual è?

voi lo sapete riconoscere?

io non ne sono mica tanto sicura....

Bhè è un po' come il cane che si morde la coda...nn possiamo dire di escluderci volontariamente se nn ne facciamo parte.

Io posso dire di escludermi dal mondo solo quando mi sento accettato da esso, mentre se nn sono accettato dal mondo mi sento escluso.

Allora è facile capire che solo facendone parte o venire a conoscienza di ciò che bisogna "essere", possiamo dire che è una nostra scelta escluderci da lui.

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..io anche quando sono accettata mi sento esclusa...

Questo è xhè nn ti senti accettata per quello che sei o xhè magari, per essere accettata, scendi a compromessi.

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Potrebbe essere così, Chiara.

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Per me la solitudine non è una condizione ma sempre e comunque una scelta..sempre e comunque.

Stare in mezzo alla gente credo sia molto più difficile che stare da soli, ci vogliono molte energie, ma quando si riescono a sconfiggere le barrirere che ci dividono dagli altri allora dopo non se ne può più fare a meno, non si può più fare a meno dello scambio, dell'altro tipo di energia, quella che viene da ciò che ci stà intorno.

Avere spazi propri credo sia fondamentale, almeno per me lo è, ma passare gran parte del proprio tempo in solitudine, per come la penso io, credo sia distruttivo, anzi credo sia la morte della nostra creatività, della nostra crescita. Io penso che la troppa solitudine blocchi l'evoluzione, l'espansione, e che ci renda ottusi e fermi sempre in un unico punto.

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si xela .. la solitudine è distruttiva.

ma se potessimo decidere di non esserlo . .saremo tutti dei simpaticoni pieni di amici...

invece ci sono persone che , come me, sono insopportabili e nessuno desidera passare del tempo con loro..

a meno che non ci sforziamo di essere come ci vogliono .. ma è una finzione xela, non capisci .. a che serve mostrarsi carini simpatici e soìcievoli es invece si è . bui e tristi e neri. ?... se ne accorgono tutti che stai fingendo..

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si xela .. la solitudine è distruttiva.

ma se potessimo decidere di non esserlo . .saremo tutti dei simpaticoni pieni di amici...

invece ci sono persone che , come me, sono insopportabili e nessuno desidera passare del tempo con loro..

a meno che non ci sforziamo di essere come ci vogliono .. ma è una finzione xela, non capisci .. a che serve mostrarsi carini simpatici e soìcievoli es invece si è . bui e tristi e neri. ?... se ne accorgono tutti che stai fingendo..

Io quando stò in mezzo alla gente sono come sono, non mi mostro carina o simpatica, mostro me stessa, e non mi pongo il problema se agli altri sono simpatica o meno. I miei amici mi vogliono bene x quella che sono, non per quella che vorrebbero io fossi..non ha senso.

Secondo me Cuore ti stai facendo un problema che non c'è....io credo tu non sia solo buio e triste, sei tu che ti credi solo così, anzi che vuoi essere solo così.. Tu dirai: che xxxx ne sai tu di come sono io??? si certo, ma io penso questo...

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dici che io voglio essere solo ?...

quindi basta desiderare non essere soli .. e puffff. magicamente la gente incomicia a capirti e ad apprezzarti ?..

sarebbe bello ..

:wink::evil:

xela, non minimizzare i problemi degli altri.. il fatto che tu non ne soffri non siglifica che sia un problema del xxxx.

chi è solo emarginato ed escluso ha un grosso probelma e un casino di sofferenza.. non è uno scherzo..

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dici che io voglio essere solo ?...

quindi basta desiderare non essere soli .. e puffff. magicamente la gente incomicia a capirti e ad apprezzarti ?..

sarebbe bello ..

:wink:  :evil:  

xela, non minimizzare i problemi degli altri.. il fatto che tu non ne soffri non siglifica che sia un problema del c***o.

chi è solo emarginato ed escluso ha un grosso probelma e un casino di sofferenza.. non è uno scherzo..

Io non ho minimizzato il tuo problema Cuore, e se hai avuto questa impressione da ciò che ho scritto me ne dispiace molto.

Io ho passato molto tempo da sola, per scelta e perchè mi sembrava di esserlo. Mi sembrava perchè poi ho capito che erano le mie paure e le mie paronie che mi bloccavano e non mi premettevano di aprirmi verso gli altri, ero io che non permettevo agli altri di entrare nella mia "stanza", non erano gli altri che non volevano entrarci. Fin da piccola giocavo sola e stavo da sola, mi sentivo più prottetta e a mio agio, e fino a pochissimo tempo fa ho ricercato rapporti eslusivi, sia d'amore che di amicizia, perchè non mi sentivo CAPITA dalla stragrande maggioranza delle persone che vedevo navigare attorno a me. Ma per quel che mi riguarda ero IO che non volevo farmi capire... ed è stata molto dura aprirmi agli altri, dire: si usciamo, oppure telefonare io per uscire invece che aspettare che lo facessero gli altri...questa è la mia esperienza.

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si xe' .. immagino.

si tutto sommato è semplice , basta chiamare qualcuno e uscire insieme..

mi pare una ricetta molto utile.

ne farò gran tesoro.

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si xe' .. immagino.  

si tutto sommato è semplice , basta chiamare qualcuno e uscire insieme..  

mi pare una ricetta molto utile.

ne farò gran tesoro.

si sulla carta lo è, facile..praticamente un bel pò meno...ma non è impossibile.

per me chiedere, farsi avanti, proporsi, farsi accettare, parlare in mezzo alla gente(!) sono sempre state cose enormemente difficili , a meno che non avessi una spalla (amicizia/amore esclusivo di cui parlavo prima)

per come la penso io la solitudine è paura di farsi accettare, paura di un giudizio negativo, ma alla fine siamo noi a giudicarci (male), non gli altri.

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quindi per te è la conseguenza di un nostro difetto.

in effetti sembrerebbe l' atteggiamnto piu' sano rispetto al problema.

io invece incomincio a pensare che sia colpa sia di difetti nostri che anche di quelli degli altri.

insomma non facciamo sempre le vittime..

noi sbagliati gli altri perfetti.. io immagino che anch egli altri siano sbaglati quanto noi..

quindi io resto dell' idea che la solitudine è il prezzo da pagare per restare se stessi e non immaginare di essere peggio degli altri o dover somigliare ad un modello comportamentale qualsiasi .

xela tu hai mai vissuto una discriminazione dovuta ad un tuo carattere ?..

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