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aioblu

Scomunicati x aborto a bambina di 11a violentata da patrigno

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Ha abortito a 11 anni perché il suo patrigno l'aveva violentata. E il cardinale colombiano Alfonso Lopez Trujillo ha scomunicato tutti i medici che hanno autorizzato e praticato l'intervento e pure i familiari della ragazzina.

Nella sua visione, l'aborto è stato un vero e proprio "complotto" che ha organizzato un "crimine" per "stroncare una vita innocente". Dunque passibile di scomunica.

Sempre secondo l'alto prelato: "la bambina è caduta nelle reti dei malfattori che devono subire tutto il peso del Codice del Diritto Canonico".

Il medico, che ha confessato di essere cattolico e di aver studiato in un istituto religioso ha la coscienza a posto: "Ho visto il visino angosciato della bambina quando è arrivata all'ospedale, e quello del tutto trasformato quando ne è uscita, con la possibilità di ritrovare l'infanzia, gli amici, la scuola".

Tratto da: lagoblumagazine.splinder.com

Credo fin troppo facile intuire la posizione del pensiero laico su tale fatto di cronaca, ma mi farebbe piacere avere opinioni di chi si ritiene credente; cioè cerco di mettermi nei panni di un credente e cerco di immaginare cosa possa pensare, quale possa essere il suo parere rispetto a questo fatto. Un credente è contro l'aborto perchè viene ritenuto un omicidio, quindi è possibile immaginare il conflitto che lui possa vivere in questo caso, combattuto tra la salvaguardia della condizione della infanzia e la salvaguardia della vita.

Personalmente il mio pensiero va soprattutto alla condizione reale/sociale che ha prodotto tale episodio, unitamente al modo in cui concretamente ha vissuto e vive tale fatto la bambina sul piano fisico e psicologico/emotivo, e non solo lei ma tutte le realtà coinvolte ( famiglia, gruppo sociale di appartenenza, istituzioni, etc.).Penso a quello che può sentire una bambina che si trova compressa tra lo shock di una gravidanza ad 11 anni ed il trauma di un aborto...

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Penso alla condizione esistenziale di un patrigno che ha la responsabilità dell'accaduto...penso al tipo di rapporto tra la madre della bambina ed il "suo uomo"...penso all'atteggiamento che avranno le amichette della bambina nei suoi confronti...adesso ed in seguito...penso ai futuri rapporti di questo "gruppo familiare"...

sento una gran tristezza soprattutto...

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Una volta feci un discorso molto simile con un mio amico fortemente credente. Si trattava di un discorso teorico , che non partiva da un episodio concreto come questo che citi tu. Comunque sia , egli mi disse che non importava poi così tanto come il bambino fosse stato concepito , e nemmeno quanto potesse trovarsi in difficoltà la madre...l'unica cosa realmente importante era che questo bambino ormai c'era , era un'anima vivente e , soprattutto , innocente , che non meritava in alcun modo di pagare per le colpe e per i problemi di altri ...e che , quindi , un aborto sarebbe stato esattamente uguale ad un omicidio premeditato , nè più nè meno.

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Velvet, grazie della tua testimonianza.Davvero non è facile "entrare" in problemi così complessi.Ogni posizione sembra svanire di fronte all'emozione che ci assale quando veniamo posti di fronte a questi interrogativi.

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penso che i medici della scomunica se ne fanno un baffo.

se hanno studiato e credo di si non sono piu' soggetti alla maestà papale.

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Ha abortito a 11 anni perché il suo patrigno l'aveva violentata. E il cardinale colombiano Alfonso Lopez Trujillo ha scomunicato tutti i medici che hanno autorizzato e praticato l'intervento e pure i familiari della ragazzina.

Nella sua visione, l'aborto è stato un vero e proprio "complotto" che ha organizzato un "crimine" per "stroncare una vita innocente". Dunque passibile di scomunica.

Sempre secondo l'alto prelato: "la bambina è caduta nelle reti dei malfattori che devono subire tutto il peso del Codice del Diritto Canonico".

Il medico, che ha confessato di essere cattolico e di aver studiato in un istituto religioso ha la coscienza a posto: "Ho visto il visino angosciato della bambina quando è arrivata all'ospedale, e quello del tutto trasformato quando ne è uscita, con la possibilità di ritrovare l'infanzia, gli amici, la scuola".

Tratto da: lagoblumagazine.splinder.com

Credo fin troppo facile intuire la posizione del pensiero laico su tale fatto di cronaca, ma mi farebbe piacere avere opinioni di chi si ritiene credente; cioè cerco di mettermi nei panni di un credente e cerco di immaginare cosa possa pensare, quale possa essere il suo parere rispetto a questo fatto. Un credente è contro l'aborto perchè viene ritenuto un omicidio, quindi è possibile immaginare il conflitto che lui possa vivere in questo caso, combattuto tra la salvaguardia della condizione della infanzia e la salvaguardia della vita.

Personalmente il mio pensiero va soprattutto alla condizione reale/sociale che ha prodotto tale episodio, unitamente al modo in cui concretamente   ha vissuto e vive tale fatto la bambina sul piano fisico e psicologico/emotivo, e non solo lei ma tutte le realtà coinvolte ( famiglia, gruppo sociale di appartenenza, istituzioni, etc.).Penso a quello che può sentire una bambina che si trova compressa tra lo shock di una gravidanza ad 11 anni ed il trauma di un aborto...

Non sono credente

Sono contro l'aborto

Sono però contro l'assassinio sessuale delle bimbe innocenti e violentate.

Il cardinale è solo un povero pirla che voleva dimostrare a tutte le mammine della colombia e alle loro famiglie... che la Chiesa non molla...

quindi ha fatto la scomunica per ragioni di controllo sulla condotta familiare e sociale...

Mi limiterei a dire : è stato giusto questo aborto perchè fare la mamma a 11 è demenziale solo pensarlo.....e perchè l'infanzia non si ruba...

piuttosto farei una seggiolina elettrica al paparino o a scelta mi offro di amputarglielo sia il coso sia il cervello ammesso che ne abbia.

Firmato : CHIESA RETROGADA VA ABOLITA

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Cosa significa essere "cattolici"? Semplicemente essere stati battezzati come il 99% degli italiani? La Chiesa dovrebbe scomunicare, per coerenza, qualsiasi medico cattolico che pratica un aborto, le donne adulte che scelgono di abortire e le famiglie cattoliche consenzienti? Quanti cattolici resterebbero in Italia? In fondo fatti come questi testimoniano delle estreme difficoltà in cui si muove la chiesa nella società attuale, e della impossibilità pratica di mantenere atteggiamenti uniformi nelle varie situazioni...Poi prevale la singola decisione del cardinale, vescovo, sacerdote ecc. determinata dalla sua maggiore o minore rigidità.

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Ad occhio e croce direi che questo cardinale ha grossi problemi.... oppure è in mala fede (uno xxxxx)... scegliete voi...

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Sono credente e in generale contraria all'aborto, ma in questo caso lo giustifico pienamente, perché la bambina ha subito una violenza.

Non si tratta di una persona adulta che ha fatto una scelta consapevole, ma della vittima di un pedofilo!

Sono d'accordo sul discorso di turbociclo riguardo al fatto dell'"essere cattolici". Io personalemente credo che la fede sia soprattutto un fatto interiore, sia credere in determinati valori. I vescovi e i cardinali sono esseri umani e come tali possono sbagliare.

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Sono credente e in generale contraria all'aborto, ma in questo caso lo giustifico pienamente, perché la bambina ha subito una violenza.

Non si tratta di una persona adulta che ha fatto una scelta consapevole, ma della vittima di un pedofilo!

Sono d'accordo sul discorso di turbociclo riguardo al fatto dell'"essere cattolici". Io personalemente credo che la fede sia soprattutto un fatto interiore, sia credere in determinati valori. I vescovi e i cardinali sono esseri umani e come tali possono sbagliare.

straquoto in pieno

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che situazione tremenda,,,,,,come giudicare....ne una cosa ne l'altra.....solo sofferenza.....il fgiudizio è fuga dalla sofferenza stessa come dire...non è mai accaduto....!

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forza, piccolina undicenne... una parola per te, che sei vittima due volte, e forse anche tre, per i giudizi delle persone

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credo che la chiesa in questo modo si è allontanata ancora di più dai cuori della gente, credo che qulla povera bambina soffra già tremendamente per quello che ha subito (considerando anche da chi ha subito), condannarla a fare la madre a 11 anni, sarebbe stata un'altra "violenza" e sicuramente un trauma....

Probabilmente si è stroncata una vita ma una vita che ancora non c'era e che non sentiva dolore e che forse nascendo e vivendo in tale contesto familiare avrebbe provato una tristezza immane.....meglio l'aborto, nei panni della ragazzina avrei con ogni ombra di dubbio fatto la stessa cosa.....

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mi ponevo una domanda:

se uno stato deve fare ragionamenti pragmatici non ideologici, e lasciar abortire per evitare che muoiano in clandestinità più mamme di quante piccole vite se ne si salva, perchè ci turbiamo se qualcuno influente vuole impedire questa carneficina, sia di un tipo (un alto prelato per l'aborto impedito) che dell'altro (un esponente radical-liberale per gli incidenti impediti)?

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mi ponevo una domanda:

se uno stato deve fare ragionamenti pragmatici non ideologici, e lasciar abortire per evitare che muoiano in clandestinità più mamme di quante piccole vite se ne si salva, perchè ci turbiamo se qualcuno influente vuole impedire questa carneficina, sia di un tipo (un alto prelato per l'aborto impedito) che dell'altro (un esponente radical-liberale per gli incidenti impediti)?

scusa oscar, ma non ho ben capito qual'è il tuo quesito..... :teasin1125tc:

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Ed io mi ponevo un'altra domanda:

se i medici non acconsentivano all'aborto, e se questo fosse stato fatto clandestinamente da uno senza scrupoli, non era peggio? (ricordiamoci ke in molti paesi esistono ancora gli aborti clandestini senza igene, senza sicurezza dove molte donne ci lasciano la pelle!)

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