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lina

E' giusto separare i compagni a scuola?

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Una maestra di mio figlio di quarta elementare ha disposto i bambini secondo un suo disegno,

uno maschio in mezzo a due femmine e una femmina in mezzo a due maschi!

I bambini si lamentano poichè vorrebbero il compagno/a; naturalmente i bambini si cercano nell'ora di ricreazione, ma la maestra (quando capita nella sua ora)vieta loro di alzarsi. Alcuni genitori hanno fatto presente la cosa, ma la "maestrina", fra l'altro responsabile del plesso ritiene giusta la cosa: NON DEVONO CHIACCHIERARE, ma solo lavorare in silenzio!

Le colleghe ci hanno risposto che non hanno voluto contraddirla, non sarebbe stato educato da parte loro

Cosa ne pensate, è giusto? Qualche consiglio da darmi? Cosa fare? Qualcosa dovrò fare!!!! :wink: :twisted:

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Ciao, secondo me non è assolutamente una cosa giusta. Ricordo che un anno alle elementari le maestre hanno deciso di farci sedere in coppia maschio-femmina allontanandoci dai nostri compagni di banco di sempre.. io mi sentivo a disagio cosi come tutti gli altri bambini perchè si sa che a quell'età i bambini di sesso opposto non possono sopportarsi. Volevo tornare a sedermi cn la mia amica di sempre e soffrivo tanto, ogni due mesi ci costringevano a cambiare compagno (sempre di sesso opposto) e se magari mi ero abituata a quel compagnetto poi mi ritrovavo nuovamente in quella situazione iniziale d'imbarazzo. Tutto cio proprio perchè si rendevano conto che chiaccheravamo molto di meno disposti in quella maniera.. ma io mi chiedo.. se si decide di fare una professione come quella della maestra bisognerebbe trovare delle soluzioni migliori per mantenere l'ordine in classe altrimenti se si crede di non essere abbastanza paziente sarebbe bene cambiare lavoro o comunque inventarsi dei metodi alternativi che facciano sentire sempre a prorio agio i bambini..

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non ho capito..

la maestra ha separato degli amichetti e non vuole che loro si vedano anche durante la ricreazione o il dopo mensa ?

afanno la prima elementare ?

tu fino alla 3 elementare minimo { poi puoi starciu anche tutti e 5 gli anni } non puoi dividere degli amichetti a scuola..

la maestra vuole che loro socializzino, ma fino alla terza elementare i bambini si sentono frustrati...

adesso questi bimbi avranno atteggiamenti aggressivi per uno sfogo di frustrazioni, prima che si arriva al massimo dovete parlare con l'insegnante e se continua parlare con lo psicologo della scuola.

è un qualcosa di improponibile ! ! !

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Sono stata responsabile di plesso.

Sono solita mettere in banco un maschio e una femmina.

Non permetto agli alunni di alzarsi mentre mangiano la merenda e, appena hanno finito, li porto fuori oppure in salone. Questo per diversi motivi:

- concreto e pratico: la cubatura dell'aula non è sufficiente. Non si può dire ad un alunno "stai in piedi e stai fermo" perché non è capace, si mette a correre.

- prima si mangia, seduti e composti e con le mani pulite (non in senso metaforico), poi ci si alza.

- ci sono delle regole ed è importante farle rispettare.

Bisogna essere COERENTI. Il bambino accetta le regole se c'è coerenza, chiarezza e se è inserito in un contesto dove le regole sono condivise e socializzate: da noi lo sono a livello di classe e a livello di plesso, tra bambini e tra insegnanti.

Per Chiara: siamo abituati alla socializzazione. DOBBIAMO socializzare fin dalla scuola dell'infanzia, anzi no, dal nido, anzi no... dal ventre materno.

Fin da piccolo il bambino viene educato al gruppo, alla regola del gruppo, a sentirsi parte dal gruppo in tuttio i sensi. In fondo, dobbiamo essere amici... Amici AMICI.

Amici sono i genitori, amici sono gli educatori...

No, esiste anche l'individualità.

No, il genitore non deve fare l'amico, deve fare il genitore.

No, l'insegnante non deve fare l'amico, deve fare l'insegnante.

I bambini devono essere educati a rispettare le persone, ma anche i ruoli. Se a scuola si sta seduti in quel modo perché è stato deciso dal docente, deve essere così. Un bambino è un bambino, non possiamo affidargli nessuna responsabilità della gestione organizzativa e scolastica (che è decisa istituzionalmente all'interno del team da tutti i docenti).

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Una maestra di mio figlio di quarta elementare ha disposto i bambini secondo un suo disegno, forse elaborato dopo uno spinello:

uno maschio in mezzo a due femmine e una femmina in mezzo a due maschi!

I bambini si lamentano poichè vorrebbero il compagno/a; naturalmente i bambini si cercano nell'ora di ricreazione, ma la maestra (quando capita nella sua ora)vieta loro di alzarsi. Alcuni genitori hanno fatto presente la cosa,  ma la "maestrina", fra l'altro responsabile del plesso ritiene giusta la cosa: NON DEVONO CHIACCHIERARE, ma solo lavorare in silenzio!  

Le colleghe ci hanno risposto che non hanno voluto contraddirla, non sarebbe stato educato da parte loro

Cosa  ne pensate,  è giusto?  Qualche consiglio da darmi? Cosa fare? Qualcosa dovrò fare!!!! :wink:  :twisted:

non devono chiacchierare, non si devono alzare..... :shock:

non vorrei essere nei panni di quei bambini.....

alla faccia della scuola che aiuta a socializzare :wink:

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Che cos'è la socializzazione se non l'esperienza che si fa dell'altro per tutta la vita?...

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Sono stata responsabile di plesso.

Sono solita mettere in banco un maschio e una femmina.

Non permetto agli alunni di alzarsi mentre mangiano la merenda e, appena hanno finito, li porto fuori oppure in salone. Questo per diversi motivi:

- concreto e pratico: la cubatura dell'aula non è sufficiente. Non si può dire ad un alunno "stai in piedi e stai fermo" perché non è capace, si mette a correre.

- prima si mangia, seduti e composti e con le mani pulite (non in senso metaforico), poi ci si alza.

- ci sono delle regole ed è importante farle rispettare.

Bisogna essere COERENTI. Il bambino accetta le regole se c'è coerenza, chiarezza e se è inserito in un contesto dove le regole sono condivise e socializzate: da noi lo sono a livello di classe e a livello di plesso, tra bambini e tra insegnanti.

Per Chiara: siamo abituati alla socializzazione. DOBBIAMO socializzare fin dalla scuola dell'infanzia, anzi no, dal nido, anzi no... dal ventre materno.

Fin da piccolo il bambino viene educato al gruppo, alla regola del gruppo, a sentirsi parte dal gruppo in tuttio i sensi. In fondo, dobbiamo essere amici... Amici AMICI.

Amici sono i genitori, amici sono gli educatori...

No, esiste anche l'individualità.  

No, il genitore non deve fare l'amico, deve fare il genitore.

No, l'insegnante non deve fare l'amico, deve fare l'insegnante.

I bambini devono essere educati a rispettare le persone, ma anche i ruoli. Se a scuola si sta seduti in quel modo perché è stato deciso dal docente, deve essere così. Un bambino è un bambino, non possiamo affidargli nessuna responsabilità della gestione organizzativa e scolastica (che è decisa istituzionalmente all'interno del team da tutti i docenti).

Quanto più adulti e insegnanti parlano della scuola in "questo modo", tanto più nei bambini prenderà forma l'idea di un mondo troppo impegnativo, che genera solo noia e sofferenza.

E quanto più la scuola diventa il simbolo dello "spazio del dovere", tanto più sorgeranno nei ragazzi paure ee ansie da prestazione, stati d'animo che non permetteranno loro di vivere le esperienze nella loro totalità, impedendo che le possano considerare come fonte di benessere.

Molti bambini soffrono lo stress scolastico, proprio perchè la scuola di oggi non è un ambiente accogliente nè formativo, ma un luogo competitivo in cui si vale solo in funzione del voto, non del talento.

La scuola dovrebbe ispirarsi più al gioco, perchè i bambini imparano giocando e non sentendosi in prigione e sotto osservazione: a forza di mandar giù tensioni, si fanno venire il mal di pancia. Pensa per esempio all'eccesso di insegnanti già dalle elementari. Inoltre i bambini sono travolti da una mole sconsiderata di compiti, che riducono il temmpo libero per giocare.

La scuola dovrebbe puntare all'innovazione e all'insegnamento di cose pratiche, perchè il CERVELLO E' PRATICO NON TEORICO.

I nostri ragazzi, figli dell'era tecnologica, sono capaci di navigare in Internet, e contemporaneamente, parlare al cellulare e ascoltare un CD.

Poi a scuola prendono un brutto giudizio solo perchè non hanno imparato come i pappagalli una poesia a memoria!

Ciao

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Prendo spunto dall'ultima frase...

La memorizzazione, demonizzata negli anni 70 - 80. è importante. La memoria è una parte dell'intelligenza.

Imparare a memoria alcuni contenuti (tabelline, poesie) rende automatici alcuni processi, per cui "libera" quello "spazio di energia" (mi esprimo in modo un po' metaforico per farti capire" che può essere dedicato ad altro.

Noi viviamo nel tempo della memorizzazione: memorizzazione di codici, di parole - chiave, per fare un esempio. Certo, non si chiede ai bambini di memorizzare il nome di 200 personaggi di carte da gioco: molti di loro, quello lo sanno fare già. E senza nessuno sforzo.

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Noi viviamo nel tempo della memorizzazione: memorizzazione di codici, di parole - chiave, per fare un esempio. Certo, non si chiede ai bambini di memorizzare il nome di 200 personaggi di carte da gioco: molti di loro, quello lo sanno fare già. E senza nessuno sforzo.

Confermi ciò che ho detto: memorizzano 200 personaggi di carte da gioco, senza nessuono sforzo, perchè lo fanno giocando.

Imparano da soli l'uso del pc della p.s del cellulare, perchè lo fanno giocando!

Oggi si insegna nel nome degli STANDARD e degli obiettivi ministeriali.

Si insegna ai bambini l'uso della matematica, già dalla prima elementare, dicendo che serve per sviluppare il cervello. E' scientificamente dimostrato che fino a 14 anni il cervello non dispone delle aeree che servono per la matematica. Si costringono quindi bambini a studiare matematica in prima elementare, compiendo su di loro una violenza terrificante! Lo stesso vale per le poesie dell'Ottocento: testi scritti in altri

tempi e con un altro linguaggio, e sono destinati a gente di quel tempo che capiva quel linguaggio.

Il fatto di continuare a offrire ai ragazzi nozioni così superate, e poi di valutarli in base alla loro capacità di INCAMERARLE....è una vera tortura dell'anima!

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Che cos'è la socializzazione se non l'esperienza che si fa dell'altro per tutta la vita?...

deve iniziare dalla scuola però.............

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La socializzazione non è scegliere l'amichetta del cuore (che spesso è quella che più piace aq mamma...) e decidere che solo vicino a quella si sta.

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Scusa, Lina. Rispetto alla tua area del cervello, penso che dovresti leggere un po' di più... A quali anni è ferma questa tua teoria?

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Qua si va dal compagno di banco alla socializzazione, dalle poesie alla matematica. Secondo me siamo off topic. Comunque...

Lina, nessuno sta dicendo che la didattica deve essere ferma al passato e non proporre i contenuti in modo attivo e stimolante. Ma quello *che dici tu*, qui, e altrove, è teoria. E' teoria più di quel che pensi. L'insegnante che vuol proporre i contenuti sotto forma di gioco deve essere prima di tutto un'insegnante ferma, che sa condurre la classe, che sa GESTIRLA. La creatività non è anarchia. Si ottengono cose incredibili, dai bambini, quando imparano a rispettare le regole. La concentrazione va coltivata: ti immagini un'insegnante che deve dire 100 volte una cosa perché nessuno la ascolta? Significa noia, demotivazione, stanchezza, logoramento, frustrazione per tutti.

Nessuno sta parlando di torture medievali, perché sì, i bambini devono stare zitti, devono stare seduti, devono imparare... Tu non li devi sottovalutare. hanno una grande forza, una grande energia. Tu puoi chiedere loro, perché loro sapranno dare più dei risultati che ti aspetti. I bambini hanno flessibilità, hanno memoria: è una dote incredibile, la stessa che ci permette di imparare la lingua materna, o il sistema codificato di linguaggi che apprendiamo dall'infanzia. Perché li vuoi privare di queste possibilità? Già... i bambini devono giocare... Sai perché molti non sanno giocare? Perché non sanno rispettare le regole. E le regole vanno apprese e condivise.

Quanto alla socializzazione: non pensi che sia un percorso di conoscenza quello di scoprire, a poco a poco, lo straniero che ti è accanto affinché diventi amico? E perché non dovresti starci accanto?

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io non posso davvero dire nulla.

la mia princy è una peste :D

ho sempre dato carta bianca alle insegnanti.

sono severe,e tutto sommato non mi lamento.

ci sono bambini che fanno cosa vogliono,rispondono,fanno capricci.

manca la severità del complesso scolastico.

e con genitori pronti ad aggredire le maestre ,la scuola perde di credibilità.

altro che bulli fra qualche anno.

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io non posso davvero dire nulla.

la mia princy è una peste :D  

ho sempre dato carta bianca alle insegnanti.

sono severe,e tutto sommato non mi lamento.

ci sono bambini che fanno cosa vogliono,rispondono,fanno capricci.

manca la severità del complesso scolastico.

e con genitori pronti ad aggredire le maestre ,la scuola perde di credibilità.

altro che bulli fra qualche anno.

Se tua figlia è una peste, ci sarà pure la tua responsabilità ...non credi?

In questo caso è giusto (visto che non conoscono altri metodi) che esse siano severe con TUA FIGLIA!

E' giusto, forse che le maestre siano severe CON I BAMBINI PESTE!

E' giusto che le maestre, poi diano punizioni AD PERSONAM e non AD CAPOCCHIAM, coinvolgendo bambini tranquilli e timidi!

I genitori di quest'ultimi devono , visto che non c'è volontà di comunicazione genitore-famiglia, aggredire le povere maestre!

I genitori, invece dei bambini PESTE, visto che sono felici e contenti della severità delle maestre, continuino a praticare il LECCHINAGGIO! :D

Questi bambini peste, grazie al lecchinaggio delle mamme SONO GIA' BULLI!

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i bambini peste non sono i bulli di domani..

esagerare,pensando di sapere cosa si stà dicendo è segno di immaturità.

senza offesa..

l'arroganza è uno cosa che pregiudica una discussione.

per me finisce qui.

ps.. la mia bimba "è usata" dalle maestre per tenere un gruppetto di compagni molto "vivaci"

chiediti il perchè.

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