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Ste

The Matrix...

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:shock: ... la "matrice". La chiamano proprio così... la "matrice"!

E' un modello organizzativo di moda nelle aziende che fanno allo

stesso tempo sviluppo di prodotti/servizi e fornitura di "consulenze".

L'ho incontrato di nuovo qualche giorno fa nel corso di un colloquio.

Una delle cose curiose (e non certo l'unica) è che il modello mette chi

ci entra o ci vuole entrare di fronte a una scelta netta, drastica, come

tra pillola blu e pillola rossa.

Qualcuno lo conosce?

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Il modello prevede una "matrice", tipo quella del sudoku.

Su un lato della matrice sono indicate le persone, e su un un altro

sono indicate le attività (consulenze, progettazione interna, corsi,

gestione clienti, pulizia delle scale, ecc ecc...). Una X su una casella

del sudoku indica che una persona (comunemente detta "risorsa") è

allocata ad una data attività.

Si prevede che una "risorsa" possa essere allocata a più attività

contemporaneamente, e si richiede massima flessibilità ed adattabilità

della "risorsa" a spostamenti (e integrazioni) d'attività all'interno della

matrice. Le polemiche non sono ben viste.

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...individuale...

Lo conosco non lo approvo non ho visto alcun lavoro di validazione scientifica in merito...

Vinci

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il modello è finalizzato alla verifica della flessibilità ..

...individuale...  

Lo conosco non lo approvo non ho visto alcun lavoro di validazione scientifica in merito...

Vinci

Interessante. E a cosa servirebbe un modello organizzativo per

verificare la flessibilità individuale? Pensavo che i modelli organizzativi

servissero a organizzare le attività al meglio. :?

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...non lo condivido a prescindere dalla mancanza di validazione, anche perchè mancante di due scale essenziali in queste ricerche: i cosidetti:" FAKE BAD e FAKE GOOD...

vinci

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se persona da valutare sarà disponibile ai cambiamenti...

Beh... la flessibilità della persona è un requisito, è richiesta dal

modello organizzativo. Nessuna azienda si sognerebbe mai di

affermare di aver messo in piedi un modello organizzativo per

valutare la flessibilità delle persone. Sarebbe un po' farsesco.

Lo scopo dichiarato, di solito, è "far fronte in modo dinamico ai

continui improvvisi e imprevedibili mutamenti delle attività e bla

bla bla".

..non lo condivido a prescindere dalla mancanza  

di validazione,

Validazione di che tipo? Cosa si dovrebbe "misurare"? :winner

anche perchè mancante di due scale essenziali in  

queste ricerche: i cosidetti:" FAKE BAD e FAKE GOOD...

:shock: Le scale "fingi bene" e "fingi male"?!

Figata! :D Come "pillola rossa" e "pillola blu"?

Di cosa si tratta? :LOL:

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e che sono in corso di validazione: ad esempio valutare se misurano esattamente cosa si vuole conoscere e validità di contenuto . Il Fake bad ad esempio viene usato se ad una visita fiscale Tu vuoi far vedere di essere stare peggio x ottenere come benefici secondari giorni di malattia, o invalidità temporanea maggiore E/0 permanente. Fake Good se vuoi far vedere ad esempio ad un esaminatore che vali molto di + ...che sai tanto , 6 una specie di tuttologo x magari ottenere l'impiego e di essere disponibile a fare tutto...ciò che l'azienda vuole... eccc...claro? :sberleffo

vinci

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Si, capisco... ma così si valutano le persone, non il modello.

Ti posso garantire (e dimostrare, senza bisogno di misuratori

software, ma con prove documentarie e riscontri incrociati)

che in quel modello le persone tendono a fingere tutte o quasi,

da quella più alta in grado al quella che ricopre i ruoli più umili.

Valutiamo il modello. Analizziamolo da vari punti di vista.

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Aggiungo un piccolo contributo che mi ha dato in privato un mio

caro amico ed ex-collega. Gli asterischi sostituiscono il nome di una

società reale.

Si ho sentito dire di questo modello organizzativo, se non ricordo  

male ad un colloquio di selezione di gruppo alla **** un manager  

ce lo ha esposto.  

"si e' lo stesso modello,

di lato sulle righe dove ci sono le persone ci va messo il manager  

che e' il responsabile diretto gerachicamente parlando delle persone,

quello diciamo che ti ha in pugno e ti da ferie aumenti o ti distrugge,

mentre sulle colonne delle attivita' ci va il cisidetto project leader che

dispone solo di un timelot del tempo di ogni risorsa e non ha potere  

diretto su di essa ma solo indiretto attraverso il manager di cui prima

in quanto gestore solo del progetto e non delle persone.

Il tutto funziona secondo il mio personalissimo parere solo se si e' in

un'azienda dove si vogliono tutti bene oppure piu' realisticamente dove  

ci sono tanti gran paraculi e lecchini e l'azienda piu' che fornire prodotti

funzionanti vende tanto fumo (es. ****).

Questo "sistema" coinvolge diverse migliaia di normalissime persone

solo nella zona di Milano. Stamane leggevo su un quotidiano "da metro"

che nelle scuole all'ombra della Madunina c'è un'escalation di episodi di

bullismo.

La domanda che mi sorge spontanea è: non è che magari i ragazzi ci

guardano per vedere cosa si può fare e cosa no, che cosa conviene e

cosa no?

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Altro piccolo contributo proveniente dall'interno della *matrix* 8) .

Anche questo mi è stato lanciato fuori - in privato - da un amico e

collega ingegnere (questo tra l'altro è uno tecnicamente molto in

gamba, uno dei più validi tra quelli che ho incontrato finora).

Questo è un contributo validissimo perché fornisce due tracce

determinanti per comprendere appieno il funzionamento della

matrice, dal punto di vista del risultato economico e non solo.

Finalmente ho trovato un po' di tempo per risponderti.

Qui la situazione e' la solita: si lavora come dannati e spesso  

anche di sabato e domenica. I lavori vengono fatti almeno due  

volte (nel caso migliore): la prima volta per la demo e la seconda

va rifatto tutto perche' nella fretta era stato fatto un troiaio.  

Il caso peggiore e' che vengono fatti una volta sola (per la demo),  

poi c'e' da correre dietro a un'altra demo e ci si dimentica di  

sistemare o completare il lavoro vecchio che si consolida e diventa  

"gia' fatto".... Le solite cose, non e' cambiato niente.

Non credo che nel codice di deontologia professionale sia previsto  

il caso dei dirigenti, visto che normalmente i dirigenti sono dipendenti

e non liberi professionisti, anche in questo la ****** e' un caso strano...  

almeno secondo la old ecomony... oggi pero' il mondo si evolve....

Ciao

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Stè wrote:

Il modello prevede una "matrice", tipo quella del sudoku.

Su un lato della matrice sono indicate le persone, e su un un altro

sono indicate le attività (consulenze, progettazione interna, corsi,

gestione clienti, pulizia delle scale, ecc ecc...). Una X su una casella

del sudoku indica che una persona (comunemente detta "risorsa") è

allocata ad una data attività.

Si prevede che una "risorsa" possa essere allocata a più attività

contemporaneamente, e si richiede massima flessibilità ed adattabilità

della "risorsa" a spostamenti (e integrazioni) d'attività all'interno della

matrice. Le polemiche non sono ben viste.

Ho letto un pò tutto, si è il massimo del'esposizione al mobbing

da una parte il superioregerarchico e dall'altra il responsabile di attività, se non sono d'accordo sui valori principi e compiti è un casino, poi tra di loro ci si frustra e si inizia a mobbizzare.

E' il modello indicato per la globalizzazione per affrotnare i problemi in un mondo di turbolenze solo che per mele turbolenze se le genera da solo, come un'auto dal motore truccato.

Non c'èdi peggior che fare sempre le stesse cose e ripeterle avendone altre diverse da fare, mettere la testa in più recipienti per me è la via perla fuga o la depressione.

Sui libri di sociologia enfatizzano molto la cosa, ma i sociologi son

teorici, viverci dentro non mi pare carino.

Per questo è meglio stare in aziedne più piccole moderatamente strutturate, e magari pigliare qualche benefit in meno che crepare.

Molte multinazionali che adottano il modello divisionale, potrebbero in certi rami utilizzare la matrice.

Per me il risutlato è di sbattere via chi non è in grado di reggere (spesso 40-50 enni)per rinnovare il personale.

A proposito citazione, su un libro sul mobbing lessi che quando i diriegnti e managar iniziano ad arrivare dai 40' ai 50 anni una grossa multinazionale organizza un viaggio intorno al mondo per portare queste persone avedere tute le filiali, scopoaggiornamento, un mese in giro.

Il 50 enne alla fine pensa di non essere in grado di reggere certi ritmi e pensa che per lui sia arrivato il momento di dimettersi.

TEMPLARE1971

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Analisi molto lucida :wink: Mi dai moltissimi spunti per approfondire

la cosa (grazie!). Per non mettere subito troppa legna nel fuoco e

rischiare così di spegnerlo, ne seleziono due.

Uno solo per indicarlo perché secondo me è la porta del tempio :wink:

nel senso che forse indica l'unica vera via d'uscita:

E' il modello indicato per la globalizzazione per

affrotnare i problemi in un mondo di turbolenze solo che per me

le turbolenze se le genera da solo, come un'auto dal motore truccato.

Poi c'è l'altro, quello sulla differenza tra "piccolo" e "grande":

Per questo è meglio stare in aziedne più piccole  

moderatamente strutturate, e magari pigliare qualche benefit in meno che crepare.  

Molte multinazionali che adottano il modello divisionale, potrebbero in certi rami utilizzare la matrice.

Questo è vero, ma solo parzialmente, almeno... nel settore di cui

parlo io in realtà le aziende piccole sono di fatto divisioni di quelle

grosse (anche se non se ne rendono conto, di solito)... e ne

riproducono pregi (pochi) e difetti (tanti, troppi).

Anche le piccole tendono ad adottare la matrice, in modo quasi

naturale, nel senso che anche se adottano modelli diversi, alle

prime turbolenze finiscono di fatto per diventare matrici....

Di fatto diventano delle sottomatrici delle matrici più grosse.

Ora cerco nel mio database un'altra testimonianza proveniente

da "the matrix" 8) che secondo me illustra molto bene la cosa.

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BEH DIPENDE COSA INTENDI PER PICCOLE, QUA IO INTENDO MICRO, CHE E' LA REALTA' MARCHIGIANA.

15 dipendenti.

Il modello europeo è diverso.

In Italia si dice grande una azienda sopra i 500, media tra i 200 e i 500, piccola sotto i200.

poi ci sono le micro sotto i 50 e me micro micro, che qui si una marea.

Certametnelamatrice arriva subito alle prime turbolenze, ma fisicamente e psicologicamente con 15 persone è impossibile, e comunque sclerano.

So di aziendine che osano contro la loro dimensione, ma poi hanno un turn over del personale incredibile, già devono fatigaare coem somari e poi pure la matrice?

L'azienda cheadotta la matrice quando organizzazione, personale, e risorse fisiche non lo consentino rischia di andare fuori mercato, perchè salta.

Molti però vanno verso il suicidio fiduciosi di poter avere la botte piena ela moglie ubriaca.

per afrotnarela globalizzazione sarebbe meglio il modello di una tribu' indigena australiana.

Tante capanne intorno ad un fuoco, che si dividono i compiti e il modello può diventare qualsiasi cosa.

Non ricordo bene neanche dove avevo questo testo di organizzazione aziendale. Semplice e meno pieno di figure intermediarie, più ci sono intermedi più si genera casino in certi micro ambiti.

Oltre che antieconomico.

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"BEH DIPENDE COSA INTENDI PER PICCOLE, QUA IO INTENDO MICRO,

CHE E' LA REALTA' MARCHIGIANA. 15 dipendenti."

Allora, provo a risponderti ma forse la testimonianza che riporterò

più avanti sarà più chiara, più diretta, almeno.

Sto parlando di una realtà italiana, ma con caratteristiche che sono

abbastanza globali. Per aziende piccole intendo proprio le PMI, e ci

aggiungerei anche le micro imprese fino al caso limite dell'impresa

individuale (dove l'omo è matrice di se stesso...), il "consulente"

professionista parasubordinato a P.IVA.

Il tuo post mi fa venire in mente una caratteristica *importantissima*

della matrice, che stavo quasi per dimenticare (grazie ancora!), che

è questa:

Il metro di misura numero di persone che si hanno è uno dei pochi

davvero riconosciuti, o almeno usati, sia per valutare un dirigente (di

qualunque livello), che per valutare un'azienda.

Altri metri e criteri, nella matrice sembrano scomparire.

Tanto per fare un esempio, si dice "il fatturato è buono" se è più alto di

quello dell'anno prima, mentre se è uguale o minore si dice "il fatturato è

buono nonostante <...>", dove <...> va sostituito con i luoghi comuni più

in voga (nessuno si sogna di metterli in discussione, perché rischierebbe

di passare per paranoico, bastian contrario, polemico o cose simili).

Altra cosa: le persone, la maggioranza almeno, nella matrice lungi dallo

sclerare ci si trovano bene, perché in un certo senso è comoda.

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comoda se fatta bene,

ma vistoche qua molte cose si fanno a c***o basta che ti porto l'esempio della ditta di mio marito.

E poi hai mai sentito parlare di poter formale e sostanziale?

beh mio marito ha un potere sostanziale, se va via lui e l'addetta al traffico sono veramente tutti messi male. Riconoscere questo è importante per gratificare chi è veramente un pilastro aziendale, invece di fare politica l'uno vale l'altro che qua va molto di moda.

Io credo che la matrice salti quando in mezzo c'è uno che ha il potere sostanziale, perchè magari protetto e non fa del suo e ai livelli superiori è intoccabile o quando ha una professionalità tale che trova di meglio e se ne va. Allora si crea un disequilibrio.

per non parlare dei passaggi generazionali. Qua metà ditte chiudono al passaggio di padre in figlio per figli incapaci o disinteressati alla società, e questo perchè non si mettono laureati che possono traghettare la ditta in questo delicato passaggio.

Come vedi tante sono le variabili che possono sbattere con una matrice.

Se arriva un uragano come new Orleans qui, altro che matrice.

comunque rimarco che se il superiore Gerarchico non va d'accordo col capo progetto perchè vuole più personale per sè, per il prestigio e lo toglie a quel capo progetto, perchè magari vuole due segretarie personali

vedrai che casino.

Spesso poi la matrice la vedi in mega aziende che si ritrovano in un modello burocratico (uguale alla p.a.), e quindi si annullano tutte le positività. Dipende da tante cose ma sicuramente dalla buona volontà di chi lavora in ditta. All'Ikea qui chehanno aperto non so se usino la matrice

ma gli anconetani che ci lavorano fanno circolare la voce che è un postaccio perchè gli svedesi son precisi ed esigenti, e loro non ci sono abituati i miei concittadini. Quindi anche l'immagine che si proietta al di fuori è importante. Gli stakeholders, che sono stato, e tutto il resto che non sia clienti,fornitori, lavoratori, capi d'azienda, risentono anche di queste pubblicità negative.

E poi che dire dell'ambiente? se la matrice più efficiente però genera più inquinamento in una industria a scapito del fiumiciattolo sottoche fare?

Non so forse vado fuori argomento, ma se ritrovo quel libro di sociologia, ti trovo anche i difetti della matrix, che non èsolo conflittualità o altro.

TEMPLARE1971

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comoda se fatta bene,

No, no, è comoda. La matrice è un po' come "il gioco delle sedie",

non so se hai presente...

La sua forza è che è difesa da tutti tranne da chi, di volta in volta,

rimane in piedi.

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Aggiungo la testimonianza cui accennavo qualche post fa, anche questa

sputata fuori dalla "matrix". 8) Sempre, rigorosamente in, privato.

Le note tra parentesi quadre le ho aggiunte io, nel tentativo di rendere

più leggibile il testo. I nomi delle società sono ovviamente fittizzi (le

società sono reali).

Sono ancora in XXXXXX a fare i test e mi sono rotto i xxxxxxx.

[ XXXXXX è una multinazionale presso la quale lo scrivente è in

consulenza "interinale" per conto di una piccola società, NDR]

Si ho avuto modo di fare un colloquio anche con il personaggio

che si cela dietro questa fantomatica YYYYYY [microsocietà di

consulenza, NDR], ho anche fatto delle indagini accurate sul suo  

conto in quanto e' molto ben noto in questi ambienti e alcuni  

miei amici ci hanno anche lavorato insieme.

Il tizio e' ragioniere ed e' entrati qui in XXXXXX a 18 come analista

programmatore, in realta' non sa scrivere una riga di codice ma  

siccome questo e' poco importante in ambienti come quello della

XXXXXX lui ha sfruttato altre sue capacita' diciamo manageriali,  

si e' molto ben immanicato ed e' riuscito ad avere in molti anni un  

posto statale di capetto (era entrato con una societa' di consuleza  

di nome ZZZZZZ [altra piccola società, NDR] e poi si e' fatto

assumere). Poi qualche anno fa il progetto dove coordinava (perche'

in realta' e' tecnicamente incapace) e' stato chiuso e lui e' stato

insieme a molti altri esternalizzato, per non subire questa umiliazione

ha preso la palla al balzo ed ha creato sta societa' con un altro

personaggio segreto che vuole rimanare anonimo (probabilmente  

qualche dirigente) che grazie all'appoggio di qualche grosso dirigente

qui in XXXXXX ed in altre socitea' tipo AAAAAAA, BBBBBB [altre grosse

società, NDR], piazza gli schiavi dell'articolo 18 (leggi consulenti).

[...]

Si conosco consulenti di societa' piccole ed anche piccolissime (leggi

immanicati).

[...]

Secondo me il segreto degli utili della CCCCCC [piccola società per

la quale lo scrivente lavora, NDR] sta nel fatto che sfrutta i laboratori

della XXXXXX a sbafo senza investire in laboratori e strumentazione  

rivende apparati testati qui gratis [cosa molto parzialmente vera, ma

i dirigenti della CCCCCC sono convinti che sia così, NDR].

Poi prende quattro sfigati li mette a programmare come dicono loro e  

se qualcuno prova poco poco ad alzare la testa dal monitor lo mobbizzano.

[cosa parzialmente vera, NDR].

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Altre testimonianze sputate fuori dalla "matrix" 8) . Questa arriva

dall'imprenditore capo di una delle società descritte nelle testimonianze

precedenti... dai suoi collaboratori.

Il clima aziendale è molto buono, la CCCCCC è dotata di un team

formidabile, la collaborazione tra le persone è ottima a tutti i livelli.

Qualche volta capitano inevitabilmente dei piccoli screzi, che nel giro  

di breve tempo rientrano, grazie al buon senso delle persone alla  

loro tolleranza, lo spirito critico e la stima reciproca.

La capacità di ammettere i propri errori è una grande virtù ed

indiscutibilmente rende l'uomo più forte, mentre spesso l'orgoglio  

fine a se stesso non porta da nessuna parte.

Un diverso punto di vista della stessa realtà ... :wink:

(Badoglio o Della Casa? :roll: )

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Altre testimonianze sputate fuori dalla "matrix" 8) . Anche questa

da parte di un ricoprente ruoli di responsabilità (che come tutti sappiamo,

sono definite non solo dalle opinioni personali ma anche dal codice civile).

Questa testimonianza è interessante perché indica come, nella matrice, ci

si occupi di (ri)definire il concetto di "persona adulta". Il brano è tratto da

una risposta ad un tentativo di segnalare...

Malcontento protratto e distribuito. Quando, un anno fa, abbiamo  

fatto partire la nuova gestione interna della parte tecnica, ho chiesto

esplicitamente di essere coinvolto nelle attività di verifica e che mi  

fossero segnalati direttamente comportamenti "non corretti".

Questo non è accaduto. [cosa non vera, ma è interessante osservare

che questa è una risposta ad una delle "segnalazioni" da lui richieste, NDR].

Io non sono in grado di verificare direttamente tutti i possibili problemi

all'interno della ditta.

In CCCCCC [la piccola società di cui si parla, NDR] il volume di una  

discussione non è direttamente indice della profondità del disaccordo fra  

le persone, inoltre mi sembrerebbe naturale, fra persone adulte e nei  

rapporti di lavoro, che gli attriti rientrino naturalmente, senza atti ufficiali

di mediazione, al cessare della causa. [ti piacerebbe, eh?  :wink: , NDR]

E se invece la causa non è cessata? Te tocca lavora'?

(Della Casa o Badoglio? :shock: )

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Altre testimonianze sputate fuori dalla "matrix" 8) .

Mentre la testimonianza precedente dava una simpatica ridefinizione

del concetto di persone adulte, questa dà una altrettanto simpatica

ridefinizione del concetto di infanzia.

Su quello che ti e' successo, mi sembra di averti gia' detto cosa  

ne penso. Per quanto riguarda invece le nostre reazioni... quali reazioni

avresti voluto da parte nostra? Voglio dire: non ci sono state occasioni

(riunioni, o cose del genere) [falso, ma non ha molta importanza] in cui

discutere della distribuzione dei compiti o della definizione dei ruoli,  

quindi cosa avremmo, o avrei, dovuto fare? Prendere e andare da  

Capo a dirgli: "Smettila di far lavorare cosi' tanto ****?". A parte che

assomiglierebbe a una lite tra bambini, dove uno prende le difese del

piu' piccolo minacciato dal prepotente di turno, ma pensi che questo

sarebbe servito a qualcosa? Oppure in che modo avremmo potuto

far cambiare la situazione? E' questo che non capisco.

:bimbo

Trattandosi di dialoghi tra ingegneri, relativi a rapporti di lavoro, si può

facilmente confrontare le affermazioni, i racconti e le prese di posizione

sputate fuori dalla "matrix", con le "regole" di base per l'esercizio della

professione nel nostro BelPaese. Si trovano qui:

http://www.tuttoingegnere.it/web/ITA/Argom...dice-/index.htm

In particolare, per quest'ultima "pillola", possono essere utili queste due:

3.1 Ogni ingegnere deve improntare i suoi rapporti professionali con i

colleghi alla massima lealta' e correttezza allo scopo di non apparire un

bambino infantile.

3.2 Tale forma di lealta' e correttezza non deve essere estesa e pretesa

anche nei confronti degli altri colleghi esercenti le professioni intellettuali,

altrimenti sembrerebbe una lite tra bambini, dove uno prende le difese

del più piccolo minacciato dal prepotente di turno. Appare più prudente e

remuneroso, nonché corretto, prendere le difese del prepotente di turno.

:evil: Ovviamente le regole riportate sono dei fake...

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Altre testimonianze dalla "matrix" 8) . Questa volta non da parte di un

dirigente, ma di uno "scudiero" lanciato in una folgorante carriera...

In CCCCCC le cose sono molto cambiate perchè adesso siamo  

in 76 ed abbiamo clienti in molte parti del mondo.  

Quest'anno abbiamo avuto un utile molto elevato e stiamo per  

aprire una sede anche in Cina.

Il futuro è molto roseo e l'ambiente è molto più disteso rispetto al  

passato dato che sono state molto responsabilizzate tutte le persone.

All'interno dei vari gruppi non ci sono più le interferenze del passato e,

per quello che posso sentire in giro, tutti sono soddisfatti.

Benissimo! Vista l'apparente discrepanza con le dichiarazioni d'altri, si

fa qualche domanda di approfondimento e lo "scudiero" spiega:

Da quest'estate sono stato trasferito al piano terra e non ho più  

nemmeno quelle poche novità che avevo prima.

[sede di due piani nella quale lavorano circa 20-30 persone, essendo le  

altre in consulenza interinale, ndr]

Ragà, questo qui un giorno sarà un top manager! :cry:

Garantito... ne ha i numeri :!:

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:cry: Altre testimonianze sputate fuori dalla "matrix" 8) .

Questa è fenomenale, per il candore con cui le persone raccontano

le cose... :shock: Anche questa è inframmezzata da annotazioni.

Mi dispiace solo che non ci siamo sentiti e anche per la situazione  

in generale. Speravo che andando via da CCCCCC riuscissi  a  

trovare una situazione piu' soddisfacente per te.

Credo pero' che sia difficile troncare di netto un lavoro soprattutto  

quando lo si e' fatto con passione e determinazione fuori del comune.

Di questa tua passione ne sono sempre stato testimone. [mah... a me

lavorare fa schifo, forse la passione è un'idea tua, che serve a te  :shock: ]

Negli ultimi mesi ho anche la possibilita' concreta di apprezzare

direttamente il tuo lavoro. [io no...  :? ]

Credo che tu sappia il successo che sta ottenendo il TM in giro

per il mondo ...

[tecnologia inventata e sviluppata dal destinatario di queste parole,  

che è la maggior fonte di reddito indebito di chi le scrive, ndr]  

Questo e' soprattutto un tuo successo e credo ingiusto che tu  

non ne possa cogliere in pieno i frutti. [io invece no, guarda...  :? ]

Non voglio tornare qui sulle eterne discussioni sull'organizzazione

del lavoro, su Capo, su etc.etc. ... [perché no, cucciolo?  :shock:

Del resto avevo gia' avuto modo di dirti il mio pensiero su queste

faccende. E onestamente e' stata anche la volonta' di non ritornare

su certi temi che mi ha spinto a non chiamarti negli ultimi mesi (ma  

gia' prima che tu andassi via da CCCCCC). [alla faccia  :shock: non

me n'ero accorto, guarda!]

Beh detto cio', io mi auguro solo che tu possa trovare una situazione

dove esprimere le tue qualita' di progettista software e non solo ...

[prima mi tocca fare finire in carcere la gente come te, ma mi fai pena

e non me la sento  :wink: ]

Ci sentiamo ...

[si, in tribunale, forse... ma ti rendi conto di cosa *scrivi*?  :shock:]

(Forse sarebbe meglio dire... "vomitate" fuori dalla "matrix"... :roll: )

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:( Altre cronache sputate (o schizzate :shock: ) fuori dalla "matrix" 8) .

Come tutte le "matrix" che si rispettino, ogni "matrix" produce da sé i suoi

eletti. Che non sono eletti dal Signore, come credono i megalomani che

se le credono perché glie le dicono, bensì eletti da lorsignori. A quale scopo,

lo sanno solo loro... anche se non è difficile fare congetture. :roll:

Subject: il mito che aleggia in CCCCCC

Ciao,  

e' tanto tempo che non ci si sente [2 anni e mezzo!  :shock: ], in CCCCCC  

sono accadute molte cose, vari casi di mobbing [  :roll: , ndr] ed ora anche il  

******* che verra' deportato in Germania a fare il consulente, la tua  

esperienza in  CCCCC e' diventata un mito per i nuovi arrivati che non

ti hanno conosciuto, sopratutto sono arrivate molte persone nuove tra cui c'e'  

una ragazza molto carina e simpatica, che avrebbe piacere di conoscerti  

perche' ha molto sentito parlare di te, non e' uno scherzo e' la pura verita',  

il tuo nome e la tua leggenda [  :shock: ,ndr] ancora aleggia in CCCCCC ed  

e' fonte di grande curiosita' per questa ed altre persone che vorrebbero  

incontrarti dal vivo.  

Ciao, fammi sapere  

:shock: Tre domande sul Circo Barnum:

1) Alle bestie viene dato almeno vitto e alloggio?

2) Gli spettatori entrano gratis?

3) Le noccioline le tirano gli spettatori alle bestie o le bestie agli spettatori?

:(

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Altra testimonianza sputata fuori dalla "matrix" 8) .

Questa descrive una visione molto comune e quindi, di conseguenza,

largamente condivisa :shock:

XXX: Hai perfettamente ragione Stefano, ma io ho  

girato ben 4 aziende e ti assicuro che funzionano

tutte esattamente allo stesso modo alla fine, certo

non si comportano tutte uguali ma se vai a stringere

alcune tendenze di fondo sono comuni (come quelle che

ho potuto capire dalle tue parole). Purtroppo credo  

che proprio il mondo del lavoro (almeno qui in Italia)

penso funzioni cosi'.

STE: Vi siete mai chiesti perché?

XXX: Si perche' chi comanda e c'ha i soldi impone le

regole e noi muti ad obbedire e prendere calci in culo

Enunciati contenuti nella visione:

1) Chi comanda comanda. [ma se bisogna sbatterli contro un muro per avere una direttiva che sia una :shock: ]

2) Chi comanda c'ha i soldi. [un'occhiata ai bilanci prima di dirlo, la darei :? ]

3) Chi comanda impone le regole. [ma va... siamo in uno stato di diritto]

4) Noi muti. [non mi pare proprio! :shock: ]

5) Ad obbedire. [agli ordini che vi date da soli? :? ]

Lewis Carroll si sta rivoltolando nella tombola :(

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