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Grazie a Chiara per avermi risposto, dunque mio figlio sta frequentando l'ultimo anno di elementari, le sue maestre non mi hanno mai dato un grosso aiuto nel senso che mi hanno sempre detto che è un bambino particolarmente sensibile ma che ne verrà sicuramente fuori con i suoi tempi e quindi di non farmene un cruccio. Io gli ho creato un sacco di situazioni per farlo socializzare, invitavo i suoi compagni a casa senza dirglielo e per lui è sempre stato motivo di disagio, l'ho portato di forza a un corso di nuoto e stava tutta la lezione a bordo vasca a tremare dal freddo finchè l'istruttore mi ha consigliato di portarlo via, lo porto nei parchi dove vanno i suoi compagni e lui sta tutto il tempo con me sulla panchina.... non so più veramente che fare, per me è proprio un grosso dispiacere mi sento fallita come mamma e come educatrice. Dovrei andare da una psicologa? Non so neanche da che parte cominciare.

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Ciao Luana. Il tuo bambino è sensibile e va trattato con delicatezza, come stai facendo tu. Non costringerlo a socializzare, forse non vuole essere inserito a forza in un gruppo. Ha i suoi tempi, le sue modalità per socializzare. Ci sono persone che amano i piccoli gruppi, che non si trovano a proprio agio in mezzo alla folla, che sono selettive nello scegliere amicizie e compagnie. Tuo figlio non ama essere spronato a far parte di un gruppo. Probabilmente ha un numero limitato di amichetti con i quali lega di più, ma in questo caso il numero non fa la forza; è meglio che stia con quelli che preferisce, piuttosto che stare in mezzo ad un gruppo consistente solo per "fare numero".

Non sentirti una fallita, spesso i nostri figli hanno esigenze diverse da quelle che abbiamo noi nel nostro immaginario, lascialo crescere in serenità, in tranquillità: se le insegnanti non hanno rilevato nulla di anomalo è evidente che va tutto bene. Mantieniti calma e tranquilla con lui e cerca di assecondare i suoi gusti, le sue preferenze, vedrai che ogni cosa andrà al suo posto. :wink:

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E' proprio quello che ho sempre cercato di fare cioè stare calma e aspettare i suoi tempi, ma adesso che sta crescendo mi sto rendendo conto che si ritrova da solo, può un bambino di 11 anni uscire da scuola e passare il pomeriggio in casa a fare i compiti e guardare la tv? Penso che si stia bruciando la sua infanzia, la voglia di correre, di andare in bicicletta, di giocare con gli amichetti, perchè non ne sente il bisogno? Forse sono io che sono troppo ansiosa, ma miguardo attorno e vedo che è l'unico che si comporta così e questo mi rattrista.

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Sono caratteri così, lo so per esperienza, visto che anche mio figlio è così dalla nascita....La scenetta del nuoto mi ha fatto sorridere, mi sembrava di rivedere il mio piccolo mentre cercava in tutti i modi di tenersi lontano dall'insegnante di nuoto! Ho ,però, notato una cosa: quello che si dice loro viene concretizzato s o l o quando essi lo ritengono opportuno, anche a distanza di mesi...sono caratteri forti e decisi, ma hanno i loro tempi e non si possono cambiare molto.

Potrebbe essere utile per la socializzazione uno sport non competitivo o attività in cui siano valorizzate le sue capacità e con persone che conosce.

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Forse potrebbe andar bene uno sport di squadra, o meglio ancora gli Scout. Non parlo necessariamente di quelli Agesci, esistono associazioni scoutistiche che si definiscono pluriconfessionali. In questo ambito tuo figlio entrerebbe a far parte di un gruppo, opererebbe assieme ad altri coetanei, apprezzerebbe sicuramente l'essere inserito in una collettività, essere di ausilio agli altri e contemporaneamente doversi fidare degli altri, dei componenti della propria squadra. E' solo un'idea, ma in genere funziona. :wink:

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i consigli sono stati tutti buonissimi..

io essendo quasi capo scout e avendo tantissima esperienza anche da parte di mio padre e mia sorella, ti posso parlare degli scout come un'esperienza bellissima..

lì funziona come un gioco di branco, c'è un capo di una sestiglia { *squadretta* e gruppetto } e un vice con un trice.

ogniuno ha i propri compiti e responsabilità, queste aumentano dal grado in cui ti trovi e dalla persona se è idonea.

poi dai lupetti si pass aal reparto.

qui le cose sono uguali di fondo con qualche sfaccettature, ma diverse in pratica poichè ci osno ragazzi dai 13 mi pare ai 16 mi pare e i comportamenti e gli ambienti cambiano..

si hanno più respondabilità e le attività sono più impegnative e astute in tutto..

poi c'è il noviziato e il clan dove dopo tot anni si diventa capo scout.

allora, io ti consiglio PIENAMENTE gli AGESCI come dice mio zio pippononlosa { zio J.L. :D }, ma voi dovete essere di una famiglia credente cattolica e praticante poichè il ragazzo potrebbe sentirsi un pesce fuor d'acqua.

La promessa { per avere il fazzolettone al collo } si fa a Dio, e ci osno promesse di branco e a Dio per quanto riguarda esso.

la domenica si va a messa in UNIFORME e quando è libera te lo dicono loro..

oltre che fare un gioco di gruppo e di responsabilità { come in branco }, entra pure in contatto con la Chiesa, un altro agente della socializzazione, e chissà.. magari si trova bene ! :wink:

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Noi abbiamo iscritto nostra figlia agli scout dell' "Assoraider", una associazione scoutistica che, pur incoraggiando la professione della propria fede, non ne privilegia alcuna. I principi ispiratori sono quelli degli scout, ma non si riferiscono ad alcuna fede religiosa ritenendo che questa rientri nella sfera intima e personale degli individui e che quindi non spetti agli scout interferire in questo ambito.

Ovviamente è opportuno che tuo figlio sia d'accordo e che capisca che fare lo scout significa impegno, confronto con le difficoltà, ed anche umiltà. Penso però che possa essere risolutivo. In bocca al lupo.

Lo zio J.L. :wink:

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Parlo da figlia:

voi non avete idea di come ci sente quando si vede che non si è accettati per quello che si è.

non sapete che cosa vuol dire essere portati a fare un corso che non si vuole fare.

che cosa si prova quando si è costretti a dover stare con gli amichetti invitati "di sorpresa". E devi anche far buon viso a cattivo gioco.

Se lo sapeste, non fareste proprio niente.

E' orribile sentire che ti viene forzata la mano perchè sei "sbagliata", perchè il modo di stare al mondo lo decide chi è più grande, più autoritario di te.

Scusate lo sfogo, ma sono davvero ferite silenziose che si portano dentro...io ancora le ho, e ho quasi 32 anni...

Non pensate che i bambini - e i rgazzini- non se ne accorgano di quello che pensate di loro...

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Parlo da figlia:

voi non avete idea di come ci sente quando si vede che non si è accettati per quello che si è.  

non sapete che cosa vuol dire essere portati a fare un corso che non si vuole fare.

che cosa si prova quando si è costretti a dover stare con gli amichetti invitati "di sorpresa". E devi anche far buon viso a cattivo gioco.

Se lo sapeste, non fareste proprio niente.  

E' orribile sentire che ti viene forzata la mano perchè sei "sbagliata", perchè il modo di stare al mondo lo decide chi è più grande, più autoritario di te.

Non pensate che i bambini - e i rgazzini- non se ne accorgano di quello che pensate di loro...

sono pienamente d'accordo

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Sinceramente io penso...che se le debba curare il figlio...

non so...penso a quando mia mamma mi teneva il muso e non mi parlava più per una sufficienza di matematica...finchè non le chiedevo scusa...

mi sentivo fredda, ghiacciata...quante volte è successo perchè a scuola prendevo un 6...

se prendevo un buon voto non mi sentivo felice, mi sentivo solo sollevata...l'avevo scampata una volta di più...questo non c'entra con la socialità, però...è una delle ferite...

penso a quando mi diceva che ero superba e troppo orgogliosa, che mancavo di umiltà perchè non avevo amici che venivano a casa e non stavo in compagnia...asociale...al liceo me lo dicevano anche le insegnanti..quanto mi pressavano...che snervante era...

Se sapessi come curarle, l'avrei già fatto...in fondo, il problema è mio..sono io che reagisco così. Avrei potuto mandare tutti a quel paese, non ho mai avuto il coraggio per farlo...forse questa, chissà, sarebbe l'unica cura per me.

Non ce l'ho minimamente con mia mamma. Lei ha seguito ciò che riteneva giusto e avere a che fare con un carattere come il mio credo sia stata dura...non le chiedo più nulla.

Credo abbia imparato a tollerarmi...non so quanto ad accettarmi. Ogni tanto infatti torna alla carica, rinfacciandomi tutto quello che avrei dovuto fare e non ho fatto.

A volte mi sento un cumulo di risultati mancati...mai il massimo...

Non so come un genitore possa guarire le ferite...

in realtà, mi spiace anche aver risposto a Luana così, perchè nelle sue parole si legge solo la volontà di vedere il proprio figlio felice...non i suoi risultati scolastici...

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Grazie ellemir per la tuà sensibilità nei miei confronti, in effetti io vorrei solo renderlo felie, ma leggendo le tue parole ho capito che forse faccio maggior danno, quindi farò come dici tu, lo accetterò per quello che è, lui sta bene così, in effetti non ha nessun segno di sofferenza, quella che soffre sono solo io ma forse inutilmente. grazie ancora

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  • 1 month later...
Ospite Sirenen

ogni persona è splenditamente unica...

lui è fatto così, è unico, diverso, è tuo figlio.

amalo e apprezzalo. se non lo farai tu, da solo non ce la farà mai!

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Ciao, posso portare la mia esperienza personale: fino a 5 anni ero di una timoidezza esasperante, avevo paura di tutto e mi sentivo inferiore agli altri bambini, più estroversi, allegri e aggressivi. Sembrava che tutti sapessero cosa fare tranne me. Alle elementari ho capito di valere qualcosa perchè ho amato subito lo studio e mi gratificava, ma continuavo a sentirmi diversa ed emarginata a causa della mia grande sensibilità e timidezza. Dopo tre anni di medie da schifo e un primo anno di liceo... sono sbocciata di colpo!!! Queli che ritenevo i miei limiti in realtà mi hanno dato una marcia in più.. la sensibilità si è unita alla sicurezza, all'ascolto per gli altri, all'ironia... Da rospetto insignificante mi sono ritrovata bella ragazza disinvolta, allegra, generosa, con tanti amici (alcuni li conservo tuttora dopo 20 anni) un pò matta.. E' come se quello che ho sofferto da piccola mi abbia arricchito la personalità di tante sfaccettature, dandomi comunque la capacità di riflettere, di immedesimarmi negli altri, di capire a fondo tante situazioni.. Penso che tuo figlio troverà in un momento inaspettato la sua collocazione, la sua passione.. accostalo alle cose senza imporle, non farlo sentire diverso (i miei non l'hanno mai fatto) e vedrai che sarà felice a suo tempo.

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  • 1 month later...
Grazie a Chiara per avermi risposto, dunque mio figlio sta frequentando l'ultimo anno di elementari, le sue maestre non mi hanno mai dato un grosso aiuto nel senso che mi hanno sempre detto che è un bambino particolarmente sensibile ma che ne verrà sicuramente fuori con i suoi tempi e quindi di non farmene un cruccio. Io gli ho creato un sacco di situazioni per farlo socializzare, invitavo i suoi compagni a casa senza dirglielo e per lui è sempre stato motivo di disagio, l'ho portato di forza a un corso di nuoto e stava tutta la lezione a bordo vasca a tremare dal freddo finchè l'istruttore mi ha consigliato di portarlo via, lo porto nei parchi dove vanno i suoi compagni e lui sta tutto il tempo con me sulla panchina.... non so più veramente che fare, per me è proprio un grosso dispiacere mi sento fallita come mamma e come educatrice. Dovrei andare da una psicologa? Non so neanche da che parte cominciare.

Ciao Luana, sono andata a riprendere la tua discussione a proposito dei figli sensibili. Anch'io ho un figlio abbastanza sensibile, dico abbastanza xkè ora si è sbloccato un pò. Fino alla terza elementare era molto chiuso, sembrava il piccolo calimero piccolo e nero e ke tutti ce l'avvevano con lui, poi le maestre mi dicono ke ha dei problemi e mi consigliano la logopedista. Per andare dalla logopedista via asl devi passare dalla neuropsikiatra e lei mi spiega ke è un bambino sensibile, intelligentissimo ma dislessico; ha delle sedute con la logopedista ke lo aiutano e lo aprono moltissimo. Ora ha appena finito la prima media, ha degli amici e fa parte con successo in una squadra di basket, è ancora un pò introverso, ma ha i suoi tempi e cambierà. Con questo nn ti dico di seguire ciò ke ho fatto io, è solo la mia esperienza con mio figlio.

Stagli molto vicino, un :abbr: a te e al tuo bimbo. :Batting Eyelashes:

:ola (2):

Piccola

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Ciao Luana, sono andata a riprendere la tua discussione a proposito dei figli sensibili. Anch'io ho un figlio abbastanza sensibile, dico abbastanza xkè ora si è sbloccato un pò. Fino alla terza elementare era molto chiuso, sembrava il piccolo calimero piccolo e nero e ke tutti ce l'avvevano con lui, poi le maestre mi dicono ke ha dei problemi e mi consigliano la logopedista. Per andare dalla logopedista via asl devi passare dalla neuropsikiatra e lei mi spiega ke è un bambino sensibile, intelligentissimo ma dislessico; ha delle sedute con la logopedista ke lo aiutano e lo aprono moltissimo. Ora ha appena finito la prima media, ha degli amici e fa parte con successo in una squadra di basket, è ancora un pò introverso, ma ha i suoi tempi e cambierà. Con questo nn ti dico di seguire ciò ke ho fatto io, è solo la mia esperienza con mio figlio.

Stagli molto vicino, un :abbr: a te e al tuo bimbo. :Batting Eyelashes:

:ola (2):

Piccola

Ciao Piccola sembra proprio che abbiamo un po' di cose in comune vero? Mio figlio è molto sensibile e questo particolare momento per me lo sta toccando ma è anche un piccolo ometto e non vuole darlo a vedere, io sono fiera di lui e ho deciso di accettarlo così com'è avrà bisogno dei suoi tempi per sbocciare e crearsi una sua personalità. Grazie di tutto. :Hug::abbr:

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Brava Luana! Solo così potrai aiutare il tuo piccolo ometto. Ah, dimenticavo che un'altra cosa lo aiuterà più di qualsiasi altra: il tuo grande amore per lui.

Un abbraccio.

Lorella.

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  • 1 month later...

Secondo me invece dovresti portarlo da un psicologo, si fanno due chiacchere, non ci vedo nulla di male, non credo assolutamente che sia colpa tua, ne che tu abbia fallito come mamma, solo che non dovresti forzarlo più di tanto, al limite anzichè invitare i suoi compagni di scuola, vai tu con lui a casa di qualche amichetto con la scusa di fare una visita alla sua mamma, quando andrà alle medie si troverà davanti a una realtà completamente diversa, nuovi compagni, nuovi professori, finora per cinque anni ha avuto le stesse maestre che hanno imparato a conoscerlo e capirlo, ma alle medie no, portalo dallo psicologo, aiuterà anche te a capirlo meglio, credimi, un grosso abbraccio a te e a tuo figlio e un grosso in bocca al lupo

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Io sono stata totalmente chiusa fino ai primi anni delle superiori. Solitaria, introversa al massimo, ai compagni non dicevo nulla di me, ricordo che mi vergognavo perfino a dire i miei gusti musicali per paura che mi criticassero. Non stavo bene da sola, ma quando mi forzavo a stare con gli altri -perchè mi rendevo conto io stessa di non essere tanto normale-, stavo ancora peggio. Era una sofferenza, mi sentivo terribilmente a disagio.

Credo che il motivo di tutto ciò, perlomeno nel mio caso, fosse l'insicurezza: odiavo essere presa in giro e ridicolizzata, e ovviamente i compagni non perdevano occasione per farlo. Mi rendevo conto di non essere come loro, mi sembrava di non avere niente in comune con loro.

Poi al liceo ho cominciato ad aprirmi con due amiche che mi sembravano in qualche modo simili a me. E da allora ne ho fatta di strada...

Nel mio caso, credo che forzarmi non sarebbe servito, farmi fare sport o scout nemmeno: sono cose bellissime, ma non so se risolvono i problemi di questo tipo. Forse potrebbe essere utile aiutare il tuo bimbo a costruirsi una solida autostima, una base di sicurezza in cui credere. Il resto forse verrà da sè.

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  • 2 weeks later...

Ciao Luana, ciao a tutti!

Mi sebra quasi che parliate di me...Sono entrato in questo forum proprio per chiedere un parere ad altre persone, perchè anche io ho un rapporto difficile con i miei e da piccolo ero un pò come tuo figlio...

Sono daccordo con "ellemir", ma non nel fatto di lasciarlo stare....NON FARLO MAI LUANA!!!

Sono empatico e mi basta un attimo per capire cosa provano le persone...mi basta guardarle negli occhi e capire tutto. Ma in questo caso, anche se non posso gurdarlo negli occhi, posso capire qualcosa lo turba...Credo che sia abbastanza grande da capire certe cose, e forse c'è stato qualcosa, una consapevolezza...magari errata, che lo fa chiudere in se stesso.

Non fargli credere di essere solo...e parlagli come se fosse un adulto, senza mai sgridarlo o colpevolizzarlo: vedo che anche tu sei una persona sensibile...quindi guardalo negli occhi, abbassa tutte le tue difese e parlagli col sorriso...non constringerlo a fare nulla (ERRORE MADORNALE...che ancora assilla anche me!), ma cerca di capire quali sono le sue aspirazioni, i suoi desideri, le sue capacità...e assecondale!

Meglio avere un bambino felice, che uno triste che fa quello che vuoi tu...

Non fargli sentire il peso della tua preoccupazione e non preoccuparti...lui lo sente inconsciamente!

Se c'è qualcosa che potrebbe averlo sconvolto precedentemente, parlatene insieme...e non nascondergli niente!

Ciao...e facci sapere!

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