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penny

Transfert erotico

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è possibile che il transfert erotico o cmq un amore platonico sia provocato dal terapeuta in qualche modo?

Grazie a chi vorrà rispondere :Clown:

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è possibile che il transfert erotico o cmq un amore platonico sia provocato dal terapeuta in qualche modo?

Grazie a chi vorrà rispondere :Thinking:

Il transfert è una cosa piuttosto frequente in una relazione terapeutica e io dico " per fortuna " perchè è la garanzia che la relazione funziona...e se la relazione funziona, ciò avrà sicuramente una ricaduta positiva sulla terapia a patto che si parli della questione in modo aperto. Quindi, per rispondere alla tua domanda: non è il /la terapeuta che " provoca " il transfert, sono le dinamiche che si instaurano tra terapeuta e paziente e le proiezioni del paziente sul terapeuta...altra cosa è che a un certo punto ci si innamori veramente...come è successo a me!!!

:wub:

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prima di tutto grazie della risposta

poi volevo chiederti in base a cosa distingui le 2 cose?

non hai paura ch anche per lui possa esserci una sorta di "controtransfert"?

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prima di tutto grazie della risposta

poi volevo chiederti in base a cosa distingui le 2 cose?

non hai paura ch anche per lui possa esserci una sorta di "controtransfert"?

Ma sì certo che c'è...ma grazie al cielo quasi mai i transfert e controtransfert si trasformano in relazione sentimentale vera e propria! Altrimente sarebbe un inferno per 'sti poveri terapeuti! Io ho capito che noi stavamo andando aldilà quando durante una seduta è venuto fuori il discorso della motivazione sessuale nella relazione terapeutica e, nonostante io gli avessi detto che era opportuno parlarne e risolvere la cosa all'interno della relazione terapeutica stessa, lui mi ha risposto che era meglio " metterla da parte ". C'è da dire che la mia è una terapia breve con un numero di sedute predeterminato e che mi mancano poche sedute alla fine...resta da vedere cosa succederà poi! Quanto a te, non devi avere paura del transfert e del controtransfert...anzi! Anche se la cosa potrebbe essere imbarazzante è comunque un buon indice per la terapia: la cosa fondamentale è che se ne parli ( proprio i testi di psicologia dicono concordemente che se transfert e controtransfert vengono affrontati e risolti, costituiscono un plus, una risorsa aggiuntiva per la terapia stessa ). Quindi: tranquilla! Certo, per capire meglio quello che ti sta capitando dovrei saperne di più. Se ti va di raccontarmelo io ti ascolto...comunque non credo che tu stia correndo alcun rischio

P.S. : se ti senti più tranquilla mandami un messaggio privato

noooootte!!! :icon_confused:

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vorrei premettere una cosa. la nozione di transfert è di stampo freudiano, e prevede che tra analista e paziente non ci sia un rapporto *reale*, bensì basato unicamente sulle proiezioni del paziente, di figure (di solito genitoriali) importanti della sua vita.

in altri tipi di terapie, la possibilità che il rapporto terapeuta-paziente abbia delle fasi di transfert è contemplata, ma in genere si lavora sul rapporto reale tra le due persone sedute una di fronte all'altra. il transfert non è, a mio modo di vedere, l'unica via per portare all'alleanza terapeutica ed alla guarigione; una buona alleanza, ed i conseguenti benefici, si può avere in molti altri modi.

ciò detto, non è impossibile che il terapeuta cerchi di risvegliare nel paziente sentimenti erotici o romantici, ma in tal caso, o lo sta facendo consapevolmente, e per uno scopo preciso che ha a che fare con la terapia, oppure sta semplicemente abusando del proprio potere. o magari manca completamente di consapevolezza rispetto alle sue reazioni controtransferali.

Spero vivamente che questo non stia succedendo a te, Penny.

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vorrei premettere una cosa. la nozione di transfert è di stampo freudiano, e prevede che tra analista e paziente non ci sia un rapporto *reale*, bensì basato unicamente sulle proiezioni del paziente, di figure (di solito genitoriali) importanti della sua vita.

in altri tipi di terapie, la possibilità che il rapporto terapeuta-paziente abbia delle fasi di transfert è contemplata, ma in genere si lavora sul rapporto reale tra le due persone sedute una di fronte all'altra. il transfert non è, a mio modo di vedere, l'unica via per portare all'alleanza terapeutica ed alla guarigione; una buona alleanza, ed i conseguenti benefici, si può avere in molti altri modi.

ciò detto, non è impossibile che il terapeuta cerchi di risvegliare nel paziente sentimenti erotici o romantici, ma in tal caso, o lo sta facendo consapevolmente, e per uno scopo preciso che ha a che fare con la terapia, oppure sta semplicemente abusando del proprio potere. o magari manca completamente di consapevolezza rispetto alle sue reazioni controtransferali.

Spero vivamente che questo non stia succedendo a te, Penny.

Mi sembri un tantino contraddittoria S. : prima dici, giustamente, che col superamento dell'analisi di stampo freudiano, con le terapie più recenti, si lavora sul rapporto reale tra due persone e poi arrivi a dire che se un/una terapeuta risveglia sentimenti erotici in un/una paziente, è possibile che ciò abbia a che fare con lo scopo della terapia ( e su questo sono d'accordo ) oppure che stia abusando del suo potere o che manchi di consapevolezza rispetto alle sue reazioni controtransferali ( !!! )...non dico che non sia possibile ma ti assicuro che è come minimo infrequente: i terapeuti sono generalmente dei professionisti che sanno benissimo come gestire transfert e controtransfert e per quanto riguarda l'abuso di potere...beh! può succedere certo ma solo se ci si trova davanti a una mancanza totale di professionalità...e anche questa, per fortuna, è un'evenienza rara! Non hai preso in considerazione un'altra ipotesi: che proprio perchè si parla di due persone reali, in carne ed ossa, può nascere un sentimento " reale " che porti ad una relazione " reale "...e non ci vedo nulla di male, basta ovviamente che non si portino avanti contemporaneamente entrambe le cose: terapia e relazione sentimentale. Bisogna scegliere: o l'una o l'altra.

E poi comunque sono convinta che sia molto, molto raro che sia il terapeuta a risvegliare il transfert...è semplicemente una cosa che accade: lui/lei sono lì, ti ascoltano, si prendono cura di te, tu ti vedi attraverso i loro occhi come una persona nuova e migliore di ciò che pensavi ...per questo il transfert è una reazione piuttosto frequente. E, dal mio punto di vista, quando scatta può essere una risorsa; questo non significa ovviamente che se non c'è, il terapeuta debba cercare di farlo scattare...asssolutamente no! Semplicemente lavorerà su altre cose altrettanto efficaci.

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i terapeuti sono generalmente dei professionisti che sanno benissimo come gestire transfert e controtransfert e per quanto riguarda l'abuso di potere

Spesso sono semplicemente degli uomini, e per questo abusano del loro potere (e delle pazienti). Questo forum è pieno zeppo di torbide storie di sesso medico-paziente. Qualcuna sarà anche inventata, ma sono troppe per far finta di niente.

Secondo me Farfalla32 stai generalizzando un discorso che riguarda te, non tutti i terapeuti sono belli, bravi e, soprattutto, buoni.

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Spesso sono semplicemente degli uomini, e per questo abusano del loro potere (e delle pazienti). Questo forum è pieno zeppo di torbide storie di sesso medico-paziente. Qualcuna sarà anche inventata, ma sono troppe per far finta di niente.

Secondo me Farfalla32 stai generalizzando un discorso che riguarda te, non tutti i terapeuti sono belli, bravi e, soprattutto, buoni.

Ciao Bello e Impossibile...mi sta sorgendo un dubbio: non è che sei tu che hai avuto un'esperienza negativa con un terapeuta e adesso stai generalizzando? Perchè, a parte la mia esperienza personale, io ho delle amiche terapeute che sono delle bravissime persone e ho moltissimi amici e conoscenti che, per molteplici ragioni, sono o sono stati in terapia e non ho mai sentito parlare di storie torbide o squallide...tutt'alpiù qualcuno mi ha detto che, prima di trovare una persona con la giusta empatia, aveva cambiato diversi terapeuti...io stessa ne ho mollato uno dopo quasi un anno...ma insomma niente di grave! Ci sarà anche qualche bastardo, non dico di no, ma credo proprio che siano delle eccezioni rarissime

Nooooottte!!! :Raised Eyebrow:

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non vedo dove sia la contraddizione, farfalla. so bene che i casi citati,in cui si suscitano ed usano sentimenti romantici e/o erotici sono rari, ma mi sembra giusto citarli.ovviamente dietro situazioni del genere c'è non solo una totale mancanza di professionalità, ma anche qualche serio problema.

che poi tra paziente e terapeuta possano nascere dei sentimenti amorosi *veri*, non lo metto in dubbio; non essendomi mai capitato, nè da un lato nè dall'altro della "barricata", non ho sufficienti strumenti per esprimere un giudizio, ma la mia impressione è che, anche quando non ci sia solo il transfert, ma un rapporto reale tra due persone reali, sentimenti del genere possano essere in qualche modo viziati da una situazione che è comunque atipica, sbilanciata.

non escludo a priori che ci si possa innamorare davvero, e che si possa anche portare avanti una storia (magari dopo aver interrotto la terapia...), ma così a occhio, la vedo come una cosa un pò complicata.

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Ciao Bello e Impossibile...mi sta sorgendo un dubbio: non è che sei tu che hai avuto un'esperienza negativa con un terapeuta e adesso stai generalizzando?

No, e poi è molto più probabile che sia io a manipolare la terapeuta che il contrario.

Le tue amiche non contano, sono delle donne. Per come la vedo io, se una povera paziente fragile e sprovveduta si invaghisce del proprio terapeuta, 9/10 è perché egli ha in qualche modo, narcisisticamente, favorito la cosa (ovviamente il tuo appartiene a quel di 10% di validi professionisti). Niente di male, per l'amor di Dio, anche perché persone così deboli finiscono sempre nella rete di qualcuno che se ne approfitta.

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è possibile che il transfert erotico o cmq un amore platonico sia provocato dal terapeuta in qualche modo?

Grazie a chi vorrà rispondere :Batting Eyelashes:

Io credo che sia nel paziente che nel terapeuta, durante una terapia, possano essere stimolate delle reazioni nei confronti l'uno dell'altro. Il terapeuta da parte sua deve porre attenzione a contenere queste reazioni, se non riesce a farlo, perchè coinvolto da una qualche dinamica creata nel setting, dovrebbe interrompere la terapia e inviare il paziente da un altro terapista.

Un terapeuta capace, almeno così lo considero io, è quello che chiarisce i confini di questa relazione a scopo terapeutico, fornendo informazioni precise su quello che è l'alleanza terapeutica di cui il paziente puo giovarsi al fine di fruire al meglio della terapia.

Come mi disse il mio terapeuta: non accadrà mai il momento in cui andremo a mangiare una pizza insieme, lui rimarrà il mio terapeuta per sempre...

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magari manca completamente di consapevolezza rispetto alle sue reazioni controtransferali.

Spero vivamente che questo non stia succedendo a te, Penny.

:Batting Eyelashes:

no, S, non ti preoccupare e grazie del pensiero.

io ho sempre trovato persone oneste da quel punto di vista ma ciò non mi mpediva di pensare continuamente a loro; volevo capire la differenza con la dipendenza... ed anche se amore platonico e transfert sono la stessa cosa,

trovare qualcuno empatico è raro per la mia esperienza personale e mi chiedevo se poteva capitare di confondersi in particolari casi, anche per quello che avevo letto di farfalla :ola (2):

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:Batting Eyelashes:

no, S, non ti preoccupare e grazie del pensiero.

io ho sempre trovato persone oneste da quel punto di vista ma ciò non mi mpediva di pensare continuamente a loro; volevo capire la differenza con la dipendenza... ed anche se amore platonico e transfert sono la stessa cosa,

trovare qualcuno empatico è raro per la mia esperienza personale e mi chiedevo se poteva capitare di confondersi in particolari casi, anche per quello che avevo letto di farfalla :ola (2):

No Penny, ti assicuro che non c'è possibilità di confondersi...se sei abituata ad ascoltarti: sono due emozioni completamente diverse

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è possibile che il transfert erotico o cmq un amore platonico sia provocato dal terapeuta in qualche modo?

Grazie a chi vorrà rispondere :Batting Eyelashes:

L'ultima terapia l'ho fatta con la mia salumiera

abbiamo passato delle nottate a parlare di Bologna, Bresaola di manzo, Bresaola di Cavallo e Stracotto d'Asino mentre a Firenze infuriavano i Ghibellini con il gioco del tresette con il morto in Arno.

Non mi sono mai innamorato di nessun terapeuta perchè non ho mai avuto un terapeuta nel senso psicologico. Credo che i veri terapeuti siano i Maestri i maestri di Vita ei Maestri d'arte.....quelli si sono veri terapeuti ....gli altri sono dei ciarlatani....la cui parola funge da remo in un mare di eunuchi mentali.

Meglio Colgate con il Gardol che Tre giorni a Venezia sulla barca a dondolo.

Saluti da Vianello con le Pinne Ducili e gli Stivali.

Ogni fiaba ha il suo gatto.

RINTINTIN

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...........Credo che i veri terapeuti siano i Maestri i maestri di Vita ei Maestri d'arte.....quelli si sono veri terapeuti ....gli altri sono dei ciarlatani....la cui parola funge da remo in un mare di eunuchi mentali.

..........................

Meglio Colgate con il Gardol che Tre giorni a Venezia sulla barca a dondolo.

..........................

Bergonzoni secondo me, ha un suo degno emulo.......

come fai a giudicare Nello (gli altri sono dei ciarlatani)se non hai mai provato urrà :Batting Eyelashes: ......

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...Il mio transfert per la psicologa giovane e carina -rigidamente freudiana- non ebbe mai un controtransfert. Anzi, lei si sarebbe transferita pur di non avere rapporti con me che andassero al di là di quelli medico-paziente. Pensate che mi redarguì aspramente solo perché avevo osato darle del tu (NOI NON POSSIAMO ESSERE AMICI). Che fine hai fatto dottoressa X? mostri ancora la tua rigidità freudiana ai pazienti? Gli impedisci di darti del tu? Ma ormai ogni bellezza in te sarà sfiorita, forse ti sentirai un po' depressa e avrai bisogno anche tu di un analista...però senza transfert! :Batting Eyelashes:

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non vedo dove sia la contraddizione, farfalla. so bene che i casi citati,in cui si suscitano ed usano sentimenti romantici e/o erotici sono rari, ma mi sembra giusto citarli.ovviamente dietro situazioni del genere c'è non solo una totale mancanza di professionalità, ma anche qualche serio problema.

che poi tra paziente e terapeuta possano nascere dei sentimenti amorosi *veri*, non lo metto in dubbio; non essendomi mai capitato, nè da un lato nè dall'altro della "barricata", non ho sufficienti strumenti per esprimere un giudizio, ma la mia impressione è che, anche quando non ci sia solo il transfert, ma un rapporto reale tra due persone reali, sentimenti del genere possano essere in qualche modo viziati da una situazione che è comunque atipica, sbilanciata.

non escludo a priori che ci si possa innamorare davvero, e che si possa anche portare avanti una storia (magari dopo aver interrotto la terapia...), ma così a occhio, la vedo come una cosa un pò complicata.

Sì certo che è complicato, non dico di no, sì certo che sarebbe un rapporto sbilanciato, asimmetrico...ma tu quanta gente conosci che ha relazioni non complicate, bilanciate e simmetriche? Io...nessuna!!!

:huh:

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:huh::icon_confused:

Sì certo che è complicato, non dico di no, sì certo che sarebbe un rapporto sbilanciato, asimmetrico...ma tu quanta gente conosci che ha relazioni non complicate, bilanciate e simmetriche? Io...nessuna!!!

:huh:

a parte la complessità dei rapporti e delle relazioni in generale, rileggendo i vostri post mi sembrava che stesse parlando di agire il transfert-controtransfer in un rapporto terapeutico, e questo non è tanto normale e comune! Ma è vera questa storia che c'è un posto qui a Roma dove ci sono degli incontri di gruppo, analisi collettive? Che si fa lì, è un gruppo culturale, di formazione o solo di cura?

Ciao a tutti e grazie.

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la cosa più sconvolgente, che mi fa rabbia è che questi, "maestri, esperti," ancora non hanno capito che non si può conoscere la mente umana una volta per tutte come se fosse una macchina, o una equazione matematica, ognuno di loro crede o meglio ha la presunzione di capire tutto e tutti, eppure persone definite non pericolose, sane, hanno continuato ad uccidere; persone malate o semplicemente deboli si sono uccise,

ma ognuno ha la sua teoria della mente in cui tutto deve tornare e coincidere :huh:

che tristezza :icon_confused:

cmq c'è un altro argomento per quello che chiedi

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la cosa più sconvolgente, che mi fa rabbia è che questi, "maestri, esperti," ancora non hanno capito che non si può conoscere la mente umana una volta per tutte come se fosse una macchina, o una equazione matematica, ognuno di loro crede o meglio ha la presunzione di capire tutto e tutti, eppure persone definite non pericolose, sane, hanno continuato ad uccidere; persone malate o semplicemente deboli si sono uccise,

ma ognuno ha la sua teoria della mente in cui tutto deve tornare e coincidere :huh:

che tristezza :icon_confused:

cmq c'è un altro argomento per quello che chiedi

E' vero quello che dici: ho degli amici che mi hanno raccontato di terapeuti tanto sicuri di sè e della loro visione di quali fossero i loro problemi e le motivazioni che li spingevano che quasi neanche li stavano ad ascoltare! Però anche qui non bisogna generalizzare: poci tempo fa ad esempio ho rivisto un'intervista a Carotenuto che diceva che se era riuscito ad aiutare qualche persona era grazie alla propria fragilità e al proprio mettersi in gioco e non sicuramente grazie ad una posizione dominante. Il mio terapeuta ad esempio non interpreta mai per primo le mie azioni, le mie relazioni, i miei sogni, i miei pensieri: lascia che sia io a farlo e poi casomai interviene dicendomi " non potrebbe essere cosi?..." oppue " può darsi che mi sbagli ma io ho questa idea... " oppure " se esagero me lo dica ", cioè è sempre molto interlocutorio e valorizza sempre i miei punti di vista

Buona Domenica

:huh:

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certo,

infatti oltre alla teoria è necessario trovare persone sensibili, intelligenti e diverse dalla massa

ciao farfalla :huh:

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E' vero quello che dici: ho degli amici che mi hanno raccontato di terapeuti tanto sicuri di sè e della loro visione di quali fossero i loro problemi e le motivazioni che li spingevano che quasi neanche li stavano ad ascoltare! Però anche qui non bisogna generalizzare: poci tempo fa ad esempio ho rivisto un'intervista a Carotenuto che diceva che se era riuscito ad aiutare qualche persona era grazie alla propria fragilità e al proprio mettersi in gioco e non sicuramente grazie ad una posizione dominante. Il mio terapeuta ad esempio non interpreta mai per primo le mie azioni, le mie relazioni, i miei sogni, i miei pensieri: lascia che sia io a farlo e poi casomai interviene dicendomi " non potrebbe essere cosi?..." oppue " può darsi che mi sbagli ma io ho questa idea... " oppure " se esagero me lo dica ", cioè è sempre molto interlocutorio e valorizza sempre i miei punti di vista

Buona Domenica

:huh:

Carotenuto è un mito, ho adorato quell'uomo..

e la mia analista non nasconde di certo le sue fragilità, anzi.. e sono in effetti queste sue debolezze umane, lasciate disponibili "alla vista" degli altri, che mi stanno aiutando ad accettare le mie..

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quoto, anche la mia....e comunque credo che un certo transfert sia normale verso una persona che ti conosce in toto , ti appoggia e ti capisce senza giudicarti, uomo o donna che sia, l'importante è che il terapeuta mantenga sempre le dovute distanze, mi colpiva molto ciò che diceva datango, cioè che il suo terapeuta gli disse "non andremo mai a mangiare una pizza insieme", è importante mettere certi paletti, specialmente se si nota un attaccamento emotivo da parte del paziente. Anche io a volte ho fantasticato (non dal punto di vista erotico perchè sono etero) sulla mia dottoressa, ma col tempo acquistando sicurezza in me stessa, ho staccato la mia figura dalla sua...è un pò come il bimbo che impara a fare i primi passi e che all'inizio vuole la mano della mamma e gli viene difficile lasciarsi andare. Poi acquistando sicurezza in sè stesso, fa il primo slancio, quasi inconscio e da lì non ritorna più in dietro, per lo meno questo è accaduto a me....

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Carotenuto è un mito, ho adorato quell'uomo..

e la mia analista non nasconde di certo le sue fragilità, anzi.. e sono in effetti queste sue debolezze umane, lasciate disponibili "alla vista" degli altri, che mi stanno aiutando ad accettare le mie..

Sì Ilaria, condivido in pieno quello che dici e anch'io ho adorato Carotenuto...un vero maestro!

A proposito dell'argomento in questione non ti sembra che ci sia una rigidità eccessiva, un giudizio morale integralista che non permette di accogliere la possibilità della nascita di un sentimento amoroso reale tra terapeuta e paziente? Insomma...aldilà dei nostri rispettivi ruoli siamo esseri umani accidenti! Io ho l'impressione che sia un vero e proprio taboo, che normalmente si consideri la cosa semplicemente come " transfert e controtransfert agito " ( come dice Siouxie )...ma non sempre è così. Quello che conta veramente è la consapevolezza, è il non smettere di farsi delle domande su ciò che si sente...solo così si può sapere se è un sentimento reale o solo una reazione transferale o controtransferale...e per piacere...smettiamola con i pregiudizi!

:huh:

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non si tratta di pregiudizi, credimi! :nea:

capisco quello che dici :Love:

ma per esperienza devo ammettere che alla fine il nostro terapeuta ci conosce ma noi non possiamo dire altrettanto, cioè quando sei in terapia tu sai che lui agisce da psicoterapeuta e questo significa che cmq tu lì dentro, in quell'ora, sei il centro, si parla di te, della tua vita, non credi?

non è un giudizio, è solo paura, è la distinzione tra realtà esterna, condivisa vivendo e la realtà in una stanza di psicoterapia

poi, per carità, può benissimo accadere quello che dici, non c'è niente di strano, l'importante è tenere separate le due cose finchè la terapia non è finita :wink:

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