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Ste

Il mobbing non è un reato

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Ha desistito?

mai.... sempre col chiodo fisso... davanti a tutti... o da soli, per lui nn era importante! il commento a sfondo sessuale era ormai una prassi quasi!

pover'uomo!

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Ne parli al passato... com'è finita?

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Ne parli al passato... com'è finita?

che ho cambiato lavoro.... e che lui stà fallendo!!! ahahahha come godo!

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ammappete... ma non me ne avevi mai parlato... sarebbe da denunciare...

ma non è a posto... davvero dovrebbe farsi curare

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beh nn mi ha mai toccata tranne che nei fianchi... lo sai!! poi le battute.. le proposte.. dai che si fottesse! nn mi interessa +!

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che ho cambiato lavoro.... e che lui stà fallendo!!! ahahahha come godo!

Beh... se sul lavoro pensa ad altro... mi par naturale. :abbr:

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Beh... se sul lavoro pensa ad altro... mi par naturale. :angry:

no quello nn pensa ad altro in generale!!! il lavoro? cos'è? come si fa?

hahaha che vipera... :abbr:

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no quello nn pensa ad altro in generale!!! il lavoro? cos'è? come si fa?

hahaha che vipera... ^_^

:ph34r: Ma... che genere di attività ha? E' sua?

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:ph34r: Ma... che genere di attività ha? E' sua?

si era sua... la ha congelata.... e cmq ha la fortuna di essere un'ottima faccia da c--o!

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si era sua... la ha congelata.... e cmq ha la fortuna di essere un'ottima faccia da c--o!

e se la tocca spesso?

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Nuovo articolo sul Sole 24 Ore:

18 giugno 2008

Sul mobbing babele di norme

Sul mobbing proliferano ogni anno decine di circolari e provvedimenti, ma nessuna certezza giuridica. E così da più

parti si denuncia l'assenza nel nostro Paese di una normativa ad hoc che tuteli il lavoratore da questo tipo di abuso.

[...]

Nell'attesa di una normativa ad hoc, la tutela del lavoratore è affidata alla giurisprudenza che, in questo ambito, si è

sostituita al legislatore, definendo i presupposti del comportamento mobbizzante e i termini per valutare il risarcimento

dei danni provocati alla vittima. In sintesi, perché si tratti di mobbing è indispensabile che gli attacchi persecutori

avvengano sul posto di lavoro, siano frequenti, che abbiano una durata più o meno lunga e rivelino l'intenzione di

denigrare, offendere e mortificare la vittima. Ad esempio le azioni imputate possono tradursi in una marginalizzazione

dalla attività lavorativa, nello svuotamento delle mansioni, nei ripetuti trasferimenti ingiustificati, nella prolungata

attribuzione di compiti esorbitanti o nell'esercizio esasperato di forme di controllo.

Una variabile ritenuta fondamentale da chi ogni giorno affronta queste cause è la necessità di introdurre una tutela

processuale: «Attualmente - afferma Fantini - in fase di giudizio l'onere della prova spetta alla vittima. Andrebbe invertito

il meccanismo, in modo tale che in questi casi sia il datore di lavoro o il mobber a dover dimostrare di non aver compiuto

alcun abuso».

La difficoltà più grande, infatti, è proprio quella di misurare il danno e svelarne le cause: «Servono perizie medico legali -

dichiara Alessandra Menelao della Uil - che dimostrino una sindrome ansioso-depressiva, post traumatica da stress,

quantificando l'invalidità in una percentuale. In questo caso è come se la vittima venisse mobbizzata una seconda volta

dagli esperti, psicologi e avvocati, anche dal punto di vista economico». (l'intero articolo lo si può leggere qui)

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Miracolo a Milano...

Mobbing in banca: vessata dai capi perché aspetta un bimbo

MILANO 23/12/2008 - Umiliata dai capi e dai colleghi dopo l’annuncio della gravidanza. Costretta a lasciare il proprio

ufficio per trasferirsi in una stanzetta vuota, senza telefono e com­puter. Costretta a non lavora­re e a prendere ordini

da un impiegato dell’ufficio Fun­zione Anagrafe, lei che fino a qualche mese prima era una delle dirigenti di punta

dell’azienda. In una parola, mobbizzata. Ma dopo più di tre anni i tre dirigenti della banca d’affari Hsbc Bank ac­cusati

di mobbing sono stati condannati a 4 mesi di reclu­sione (convertiti in una mul­ta da 4500 euro) e ad un risar­cimento di

50mila euro. «È il primo caso di mobbing, a Mi­lano, che si conclude a favore della vittima » ha spiegato l’avvocato

Stefano Rubiu, che ha assistito la giovane dirigente durante il processo.(continua)

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avrei una domanda

come spesso accade mancano le prove ma se ho letto bene l'articolo le registrazioni ad insaputa del mobber si possono effettuare ed eventulamente usare nelle opportune sedi ?

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avrei una domanda

come spesso accade mancano le prove ma se ho letto bene l'articolo le registrazioni ad insaputa del mobber si possono effettuare ed eventulamente usare nelle opportune sedi ?

Premetto che non sono mai stato in un tribunale quindi la mia risposta vale quel che vale...

Da quel che leggo sull'argomento, dalle cronache di processi ecc.. io mi sono fatto l'idea che invece è facile recuperare prove, ma che

gli ostacoli siano di altro tipo... i soliti della giustizia, i tempi e i costi che una persona già in condizione di difficoltà non può affrontare,

magari una certa resistenza da parte degli operatori a riconoscere il problema in quanto tale e a mettere insieme tante prove che

magari una ad una potrebbero rientrare nella fisiologia delle cose che accadono, ma se messe assieme...

Mi sembra strano che si parli spesso di carenza di prove anche perché è un qualcosa che accade in un ambiente di lavoro e che dura un

certo tempo, non è un'aggressione improvvisa in un vicolo buio e deserto... quindi mi è difficile credere che non lasci tracce... Se poi si

aggiunge che spesso gli aggressori sono tali proprio perché si sentono al riparo, e la sicumera non induce certo alla cautela...

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sono daccordo sugli ostacoli

da quel che so nessuno vieta di registrare le telefonate che arrivano sul proprio cell o telefono di casa e' vietato pero' riprodurle ad altri senza l'autorizzazione di un magistrato

per quanto riguarda le registrazioni vocali nei colloqui di persona (non telefonici) non saprei

come dici giustamente tu il mobbing non e' una botta e via ma dura nel tempo e molte volte per sempre

a meno che il mobber o il mobbizzato crollino definitivamente

di solito viene fatto senza testimoni e quando ve ne sono se ne guardano bene dal testimoniare in tuo aiuto

potrebbero essere la prossima vittima.

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Non sono sicuro che sia sempre necessaria l'autorizzazione di un magistrato, Simon (a proposito: benvenuto).

Credo che dipenda... nel senso che la riservatezza delle comunicazioni è una cosa che si colloca ai confini tra il

rispetto della privacy dell'altro (che è il lato, diciamo, "positivo"), e dell'omertà (lato "negativo"), e queste sono

entrambe cose che la giurisprudenza conosce e regola...

Cioè, in altre parole, se io ti faccio telefonate oscene o minacciose, e tu le registri, non credo che tu abbia bisogno

dell'autorizzazione del magistrato per farle ascoltare a qualcuno per chiedere aiuto o addirittura renderle pubbliche

(se io ad esempio sono un personaggio pubblico che mentre ti minaccia in privato, in pubblico fa il santarellino per

farsi affidare cariche o altro sulla fiducia)...

L'ordinamento giuridico è fatto - o dovrebbe - per tutelalare "beni" diversi la cui tutela va spesso in contrasto... in

questo caso entrerebbero in contrasto tra loro: il diritto alla privacy (mio, che ce l'ho anche se sono un molestatore),

il diritto alla legittima difesa (tuo, che ce l'hai anche se le molestie te le faccio in privato), e il diritto all'informazione

(del pubblico, che se io voglio la sua fiducia ha diritto a sapere che tipo sono).

Comunque le registrazioni non sono l'unico genere di prova... ce ne sono tanti altri, ma ovviamente dipende da cosa

va dimostrato nel caso specifico di mobbing.

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grazie del benvenuto

da quel che si sente Ste con questa privacy ci fanno tutti un po quello che vogliono

a volte si appellano a volte si bypassa , abbiamo si un garante ma secondo me una legge decisa e comprensibile a tutti io non sono sicuro che esista

ipotesi

se io sono mobbizzato da un mio superiore o dal datore di lavoro in continuazione e diciamo per le piu' svariate scuse

con un piccolo registratore digitale mi copro

e se un domani si va in giudizio io posso dimostrare le mie accuse

sempre che il giudice sia daccordo ad ascoltarle

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Più che mancare una legge, c'è un gran baccano e una gran disinformazione perché è un argomento che tocca un po' tutti,

in questo paese compromesso... da un lato c'è chi ha tante cose da nascondere dall'altro c'è chi ha cose da far venire a galla,

in mezzo c'è lo "scudo" della privacy... se poi ci si aggiunge la rapida evoluzione dei mezzi tecnologici di comunicazione che

c'è stata negli ultimi anni e che anche da sola avrebbe portato il problema alla ribalta...

... comunque leggi ce ne sono. Non ce n'è una sola, ma non so se potrebbe essere tutto ridotto in un'unica legge...

Sulla tua ipotesi, credo che puoi andare tranquillo. Quello che non puoi fare è registrare comunicazioni tra altri a loro insaputa

(credo), ma registrare le comunicazioni che ti fanno puoi eccome...

Se vuoi un precedente "noto", leggi qui: http://www.articolo21.info/notizia.php?id=6397

In questo caso aveva registrato un colloquio orale, e l'aveva sbobinato ed era anche stato stampato su libri e articoli.

Oddio... non è un caso arrivato in cassazione, ma non credo che si siano tanti dubbi sulla liceità della cosa... semmai può essere

sollevato qualche dubbio sull'autenticità delle prove, boh?

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Torno al tema "Il mobbing non è un reato" con un articolo di qualche giorno fa, nel quale l'autrice fa diverse considerazioni

interessanti: http://www.osservatoriosullalegalita.org/0...2catamobmaf.htm

Dell'articolo m'ha colpito particolarmente questa frase:

Mi sorge il sospetto che la parola mobbing sia stata coniata al solo scopo di evitare di etichettare quali comuni delinquenti,

tutta la massa di "persone rispettabili" che, abusando del loro potere, distruggono la vita di uno o più lavoratori;

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I mobbizzati che reclamano giustizia hanno ferite invisibili, che potranno cicatrizzarsi solo allorquando percepiranno intorno a loro quel clima di fiducia, che impedisce di vedere nel proprio interlocutore un potenziale vessatore.

parole sante

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I mobbizzati che reclamano giustizia hanno ferite invisibili, che potranno cicatrizzarsi solo allorquando percepiranno intorno a loro quel clima di fiducia, che impedisce di vedere nel proprio interlocutore un potenziale vessatore.

parole sante

Occhio alla sottiliezza... se le accosti a queste...

il quale sa di poter contare sul silenzio omertoso dei colleghi che tacciono o perché conniventi o per paura di possibili analoghe ritorsioni.

... viene il dubbio che anche quello, cioè il bisogno di un "clima di fiducia", è un bisogno di gruppo (the mob) che finisce

per essere proiettato su uno come se fosse un bisogno solo suo, problema solo suo... qualcosa di personale.

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e' vero

dovrebbero essere tutelati tutti e non fare una guerra tra poveri , ma accade

specialmente tra diverse generazioni

io credo che una volta c'era piu' solidarieta' di oggi

vuoi la crisi , vuoi la paura di perdere il lavoro ma oggi tutti che fregano tutti

a proposito una collega mia ha un problema con delle cartelle cliniche richieste dal datore di lavoro

c'e' qualcuno che se ne intende circa la privacy ?

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