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essere fragili o vulnerabili è un fatto biologico o psicologico? :rolleyes:

Le mie scarse esperienze di vita mi inducono a credere che il più delle volte è una questione di posizione.

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bè se non si sta parlando di ferite o malattie allora decisamente psicologico, si la posizione che si occupa nei vari ambiti sociali può aiutare ma conosco un sacco di gente che potrebbe sentirsi forte e magari all'apparenza lo è e poi dentro è fragile come una foglia, è difficile generalizzare....

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bè se non si sta parlando di ferite o malattie allora decisamente psicologico, si la posizione che si occupa nei vari ambiti sociali può aiutare ma conosco un sacco di gente che potrebbe sentirsi forte e magari all'apparenza lo è e poi dentro è fragile come una foglia, è difficile generalizzare....

Di fronte agli agenti esterni, contro le forze del mondo e della società, dentro siamo tutti fragili.

Ma il topic non parla di fragilità o di forza, bensì di vulnerabilità, che è una caratteristica sicuramente

connessa alla forza personale, ma diversa da essa.

Una persona è vulnerabile quando è poco protetta, non tanto quando è fragile. Spesso anzi le persone

più forti sono più vulnerabili perché proteggono più che essere protette (i bravi genitori, per esempio).

La protezione può derivare da tante cose: da una corazza, dall'agilità, dalle guardie del corpo, dal gruppo,

dal contesto, anche da cose che di solito vengono considerate come negative tipo l'ipocrisia, la mancanza

di scrupoli, la codardia. Il mio riferimento alla "posizione" nel post precedente era appunto per sottolineare

come molto spesso si tende a scambiare per capacità/qualità personali - sia in noi stessi che negli altri -

forze e corazze protettive esterne a noi, che abbiamo in virtù della posizione in cui ci troviamo, che spesso

ci permette di utilizzare armi di difesa che se usate da altre posizioni o dalle stesse posizioni ma in contesti

diversi, ci verrebbero infilate nel naso in un nanosecondo facendoci passare la voglia di usarle.

E viceversa, carenze protettive esterne per carenze personali. Potrei fare milioni di esempi...

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si in effetti la protezione esterna può essere d'aiuto ma io continuo avedere un certa connessione con quel che alla fine uno precepisce e sente di essere... :ciao:

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si in effetti la protezione esterna può essere d'aiuto ma io continuo avedere un certa connessione con quel che alla fine uno precepisce e sente di essere... :abbr:

Beh, chiaro che poi bisognerebbe chiedersi "vulnerabilità" si, ma rispetto a che cosa... cioè... quali sono gli attacchi

o percepiti come tali che portano a ferire. Se io mi sento ferito perché non tutti mi considerano figo come Clooney,

o perché se cerco di fottere qualcuno questo mi risponde con tono sgarbato... beh... è probabile che non c'entri

molto la protezione esterna! :ciao:

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Le mie scarse esperienze di vita mi inducono a credere che il più delle volte è una questione di posizione.

Molto interessante ste :rolleyes:

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  • 4 weeks later...
La protezione può derivare da tante cose: da una corazza, dall'agilità, dalle guardie del corpo, dal gruppo,

dal contesto, anche da cose che di solito vengono considerate come negative tipo l'ipocrisia, la mancanza

di scrupoli, la codardia.

Beh, chiaro che poi bisognerebbe chiedersi "vulnerabilità" si, ma rispetto a che cosa... cioè... quali sono gli attacchi

o percepiti come tali che portano a ferire.

bravo Ste,

una bell'analisi multidimensionale, come direbbe la Francescato... neh? :mellow:

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La signora citata da Oscar in risposta a ciò che avevo scritto io...

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:huh: Chi è?

Anziana psicologa femminista in disarmo. Una volta scrissi, a proposito di vulnerabilità:

"Credere fondamentalmente nel rapporto di coppia significa rendersi vulnerabili in amore".

Perché...

chi dice donna dice danno! :D:

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Anziana psicologa femminista in disarmo. Una volta scrissi, a proposito di vulnerabilità:

"Credere fondamentalmente nel rapporto di coppia significa rendersi vulnerabili in amore".

Perché...

chi dice donna dice danno! :D:

Ah... :huh: Gli unici psicologi che conosco sono Karl Kraus e Forrest Gump :D:

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La signora citata da Oscar in risposta a ciò che avevo scritto io...

ah la Francescato, come Ste non la conosci? E chi non conosce la Francescato!!!!! :Whistle::Raised Eyebrow:

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Beh... diciamo che è il numero uno in italia in tema di psicologia di comunità... e di "analisi multimensionali"... ahahah...

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Beh... diciamo che è il numero uno in italia in tema di psicologia di comunità... e di "analisi multimensionali"... ahahah...

si si oscar non lo metto in dubbio , in effetti l'ironia era verso me e Ste che siamo in un sito di psicologia ma molte cose ci rimangono "oscure"..... :p:

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Beh... diciamo che è il numero uno in italia in tema di psicologia di comunità... e di "analisi multimensionali"... ahahah...

:rolleyes: Cosa sono le "analisi multidimensionali"?

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...effettivamente mi sento molto vulnerabile...... cerco di proteggermi, ma faccio l'esatto contrario...... più che vulnerabile, mi sento senza forze..... non è questo il giusto

Tempo di Battaglie........ bandiera bianca..... mi arrendo.....

:rolleyes:

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Ciao penny,

a mio dire, la vulnerabilità è una questione psicologica, con motivi legati all'infanzia e soprattutto quando eravamo neonati.

Un saluto, Alessandro.

Scommetto che l'amica di Oscar la definirebbe una "analisi zerovirgolazerounodimensionale". :D:

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Scommetto che l'amica di Oscar la definirebbe una "analisi zerovirgolazerounodimensionale". :D:

:D:

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Però se ci pensiamo, questo tipo di analisi - che non è in realtà analisi bensì enunciazione - potrebbe

denotare una certa vulnerabilità di chi la fa:

"motivi legati all'infanzia e soprattutto quando eravamo neonati"

E' un po' come allontanare ciò che può essere affrontato ora, mettendolo in un posto irraggiungibile ed

arbitrariamente ridefinibile.

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