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sirena

Psicologia del ritardo

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Spesso il tempo ce lo fanno perdere gli altri. Ma ai ritardari sembra brutto dire a qualcuno che lo sta trattenendo "guarda, ho un appuntamento, devo scappare" e finiscono per non rispettare chi aspetta.

Forse c'è un pò di debolezza in loro.

Beh...non vedo cosa c'è di male a dire ad una persona "guarda ho un appuntamento, devo scappare"....La persona mette sempre delle priorità (conscie o inconsce), che hanno comunque dei significati...Se so che ho un apuntamento con una persona è vengo fermato da un amico che con non vedo da tempo, posso decidere (consciamente) di fermarmi e arrivare all'appuntamento in ritardo oppure posso dimenticarmi completamente dell'apputamento (atteggiamento inconscio) essendo assorbito dalla discussione con l'amico...In tutti e due i casi sono i che lo voglio...E se una persona è matura, non troverà scusa per il ritardo, e nemmeno giustificazioni. Io non critico i ritardatari, perchè di tanto in tanto in tanto lo sono...Capisco che non ha senso trovare giustificazioni, ma semplicemente ringrazio per la pazienza portata....I processi consci e inconsci hanno un ruolo determinante nei ritardi...in tutti i casi siamo noi a determinarlo (anche quando troviamo traffico)...ora con questa ultima affermazione mi attirerò critiche...la psicologia esoterica comunque spiega bene come questo evento (il traffico) così apparentemente fuori dal nostro controllo possa determinare un ritardo...mi fermo quà...

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Già...

Questo spiega perchè mi dispiaccio se a fare ritardo per questo motivo sia il mio ragazzo. Perchè credo che lui in quel momento stia dando priorità all'altro. E perchè io stia male è un altro discorso ancora...insucerezza e bla bla bla.

L'ultima volta che è successo per questo motivo io lo aspettavo alla stazione, tornavo da un viaggio. Pioveva. Ha ritardato dicendo che ha accompagnato prima un suo amico, che tra l'altro si vedono quasi tutti i giorni, e si sono fermati un pò a parlare, ma che lui credeva di farcela, di arrivare in tempo.

Alla fine ha ritardato poco, ma al prossimo viaggio mi sono fatta venire a prendere da mia mamma, per evitarmi pippe mentali, perchè tanto, ritarda sempre e comunque.

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Beh...non vedo cosa c'è di male a dire ad una persona "guarda ho un appuntamento, devo scappare"....La persona mette sempre delle priorità (conscie o inconsce), che hanno comunque dei significati...Se so che ho un apuntamento con una persona è vengo fermato da un amico che con non vedo da tempo, posso decidere (consciamente) di fermarmi e arrivare all'appuntamento in ritardo oppure posso dimenticarmi completamente dell'apputamento (atteggiamento inconscio) essendo assorbito dalla discussione con l'amico...In tutti e due i casi sono i che lo voglio...E se una persona è matura, non troverà scusa per il ritardo, e nemmeno giustificazioni. Io non critico i ritardatari, perchè di tanto in tanto in tanto lo sono...Capisco che non ha senso trovare giustificazioni, ma semplicemente ringrazio per la pazienza portata....I processi consci e inconsci hanno un ruolo determinante nei ritardi...in tutti i casi siamo noi a determinarlo (anche quando troviamo traffico)...ora con questa ultima affermazione mi attirerò critiche...la psicologia esoterica comunque spiega bene come questo evento (il traffico) così apparentemente fuori dal nostro controllo possa determinare un ritardo...mi fermo quà...

potrei anche essere d'accordo con il fatto che i ritardi sono decisioni conscie o incoscie che comunque ci creiamo noi perchè è quello che vogliamo (quella del traffico si dovrebbe snocciolare meglio però!), però bisogna ricordarsi che fare quello che vogliamo non dovrebbe implicare che qualcun'altro non fa quello che vuole perchè aspetta noi. Insomma ti faccio un esempio, io potrei voler arrivare puntuale ad un appuntamento perchè dopo ne ho un altro più importante o ho da fare qualcosa che mi preme, se colui che aspetto arriva in ritardo (perchè consciamente o no voleva arrivare in ritardo), io ricevo un disagio che non mi permette di fare ciò che volevo. Allora io dovrei aspettare l'ora dell'apputamento e se nessuno arriva vado via perchè ho da fare, ma così non se ne esce più, quindi credo che fare ciò che vogliamo o ci sentiamo va benissimo ma attenzione che non siamo soli, e si rischia di mancare di rispetto al "volere" degli altri....mi sembra quasi un abuso della libertà altrui.....

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potrei anche essere d'accordo con il fatto che i ritardi sono decisioni conscie o incoscie che comunque ci creiamo noi perchè è quello che vogliamo (quella del traffico si dovrebbe snocciolare meglio però!), però bisogna ricordarsi che fare quello che vogliamo non dovrebbe implicare che qualcun'altro non fa quello che vuole perchè aspetta noi. Insomma ti faccio un esempio, io potrei voler arrivare puntuale ad un appuntamento perchè dopo ne ho un altro più importante o ho da fare qualcosa che mi preme, se colui che aspetto arriva in ritardo (perchè consciamente o no voleva arrivare in ritardo), io ricevo un disagio che non mi permette di fare ciò che volevo. Allora io dovrei aspettare l'ora dell'apputamento e se nessuno arriva vado via perchè ho da fare, ma così non se ne esce più, quindi credo che fare ciò che vogliamo o ci sentiamo va benissimo ma attenzione che non siamo soli, e si rischia di mancare di rispetto al "volere" degli altri....mi sembra quasi un abuso della libertà altrui.....

Non penso che sia un abuso in questi tempi dove dobbiamo confrontarci con la velocità e i ritmi. Dire che noi rispettiamo gli altri e arriviamo sempre in orario, mi sembra poco sincero da parte di tutti. tra l'altro ci sono situazioni che noi non notiamo (perchè conformi al nostro modo di vedere le cose),ma che vanno contro quello che gli altri, nel loro modo intimo di vedere le cose, chiamano rispetto. Ognuno a delle regole su interne e non si sente rispettato se non vengono eseguite. Ma vedendola in questo modo creiamo solo attriti che potrebbero essere superati con un allargamento del punto di vista. Queste interazioni tra esseri umani sono normali, come gli scontri tra codici che ognuno ha. Tutti gli attriti derivano tra uno scontro tra "codici". Se chiamiamo giuste e degnedi rispetto le nostre "regole" inevitabilmente spesso mancheremo di rispetto alle regole altrui. E' un grande gioco, e quello del riterdo e solo una postilla del codice generale che è in noi..ognuno ha il suo codice. Se tu vai nei paesi arabi o in africa, o anche in america latina, i tempi sono dialatati e gli orari il più delle volte non vengono rispettati... ognuno più che qui in occidente, ha il suo codice sulla questione della puntualità...Quello che voglio dire, è che è normale in una società dove ti senti in diritto (o costretto) a fare questo o quello, ritardare, proprio perchè tante cose non vorremmo farle...Dovremmo essere consapevoli tutti che a volte "siamo costretti a fare determinate cose"...L'inconscio sa benissimo cosa vogliamo affrontare o cosa no...e collabora o sabota a suo modo. Se fossimo veramente "consapevoli" forse non prenderemmo neanche determinati impegni, ma purtroppo in questa società frenetica sembra quasi impossibile...

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non so, non mi convince, se uno non vuole che gli siano imposte delle regoleche non sente sue non prende un appuntamento ma dice "ci vediamo in giro", almeno resta coerente se già viola il proprio "codice" dando un appuntamento è lui che sbaglia e non chi aspetta che lui arrivi, mentre il suo incoscio intralcia il normale svolgersi dell'appuntamento...

Ripeto capisco che magari il nostro inconscio può fare scherzi strani a volte ma credo che per un semplice ritardo si può parlare anche più semplicemente di mancanza di rispetto per colui che "è costretto" ad spettare. Detto questo non è che quando qualcuno fa ritardo gli si mette il coltello alla gola, semplicemente è giusto che glielo si faccia notare se lo si ritiene necessario e specialmente se il suo ritardo ha creato disagio a colui che l'aspettava....

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Molti ritardatari sono convinti che gli altri facciano ritardo pure. Almeno è quel che dicono. E quindi a sentire loro non c'è da preoccuparsi del ritardo perchè "vedrai, non ci sarà nessuno ancora".

A volte mi viene il dubbio che siano un passo avanti nell'evoluzione! :D:

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Molti ritardatari sono convinti che gli altri facciano ritardo pure. Almeno è quel che dicono. E quindi a sentire loro non c'è da preoccuparsi del ritardo perchè "vedrai, non ci sarà nessuno ancora".

A volte mi viene il dubbio che siano un passo avanti nell'evoluzione! :D:

no è il loro modo (conscio) di giustificarsi o di non sentirsi in colpa....

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Mi dispiace ma pure io sono una ritardataria incallita e penso di sapere pure il perchè..mio padre dai 16 ai 20 anni mi ha sempre dato degli orari per tornare a casa dalla passeggiata con le mie amiche (parliamo delle 20.30, ora di cena, non delle 3 o 4 di notte!), se sgarravo di un minuto lo trovavo già col piatto vuoto e non mi parlava per due giorni...tornavo in orario e lui era già seduto a tavola impaziente, tornavo prima e mi chiedeva di tornare alle 8 il giorno seguente... Credo che il mio ritardo sia dovuto a un trauma giovanile... Cerca di capire chi lo fa..

Saluti..

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Mi dispiace ma pure io sono una ritardataria incallita e penso di sapere pure il perchè..mio padre dai 16 ai 20 anni mi ha sempre dato degli orari per tornare a casa dalla passeggiata con le mie amiche (parliamo delle 20.30, ora di cena, non delle 3 o 4 di notte!), se sgarravo di un minuto lo trovavo già col piatto vuoto e non mi parlava per due giorni...tornavo in orario e lui era già seduto a tavola impaziente, tornavo prima e mi chiedeva di tornare alle 8 il giorno seguente... Credo che il mio ritardo sia dovuto a un trauma giovanile... Cerca di capire chi lo fa..

Saluti..

ciao lapina bè la tua autoanalisi è importante, forse il tuo è uno dei casi in cui il ritardo potrebbe davvero rappresentare una specie di risposta psicologica alle limitazioni di tuo padre e che comunque andrebbero analizzate in modo più approfondito, e comunque io posso capire ma tu non puoi giustificarti così e credere che gli altri siano sempre comprensivi....non tutti posso entrare nella tua testa.... :D:

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Mi dispiace ma pure io sono una ritardataria incallita e penso di sapere pure il perchè..mio padre dai 16 ai 20 anni mi ha sempre dato degli orari per tornare a casa dalla passeggiata con le mie amiche (parliamo delle 20.30, ora di cena, non delle 3 o 4 di notte!), se sgarravo di un minuto lo trovavo già col piatto vuoto e non mi parlava per due giorni...tornavo in orario e lui era già seduto a tavola impaziente, tornavo prima e mi chiedeva di tornare alle 8 il giorno seguente... Credo che il mio ritardo sia dovuto a un trauma giovanile... Cerca di capire chi lo fa..

Saluti..

Infatti lapina. Stiamo cercando appunto di capire cosa ci può essere dietro.

Grazie della tua testimonianza.

Magari parlassero tutti i ritardatari...possibile che qui siano tutti puntuali?!

All'inizio è partita quasi come uno sfogo, ma ti assicuro che almeno io ho la curiosità di capire davvero, senza sentenze.

Anche se fosse per mancanza di rispetto, ad esempio, si pensa questo e stop, senza giudicare nessuno.

C'è un motivo anche nel perchè non si rispettano gli altri ad esempio.

Ovvio che nella vita di tutti i giorni uno non può stare a giustificare tutti, perchè deve guardare pure alla sua vita, a quanto un comportamento giustificato o meno può nuocere all'altro.

Certo, io non mangio nessuno, ma una volta un mio collega che veniva all'università in machina con me, l'ho fatto rimanere a piedi, perchè mi faceva fare sempre tardi a lezione e a niente serviva la mia voglia di essere puntuale (il passaggio in fondo glielo davo io). Da allora sa che se vuole venire con me, non può fare tardi. Ma se io lo aspetto all'università per trovarci, fa tardi lo stesso.

Ma qui non siamo fuori. Se ne parla per capire appunto.

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non so, non mi convince, se uno non vuole che gli siano imposte delle regoleche non sente sue non prende un appuntamento ma dice "ci vediamo in giro", almeno resta coerente se già viola il proprio "codice" dando un appuntamento è lui che sbaglia e non chi aspetta che lui arrivi, mentre il suo incoscio intralcia il normale svolgersi dell'appuntamento...

Ripeto capisco che magari il nostro inconscio può fare scherzi strani a volte ma credo che per un semplice ritardo si può parlare anche più semplicemente di mancanza di rispetto per colui che "è costretto" ad spettare. Detto questo non è che quando qualcuno fa ritardo gli si mette il coltello alla gola, semplicemente è giusto che glielo si faccia notare se lo si ritiene necessario e specialmente se il suo ritardo ha creato disagio a colui che l'aspettava....

Io penso che le cose che ci danno più fastidio sono quelle che più ci riguardano...come ho detto in qualche intervento più sopra, noi non ci accorgiamo in quale campo "ritardiamo" o in quale campo "manchiamo di rispetto" ad altri. L'essere umano riconosce negli altri solo quello che è...non può riconoscere altro. Questa affermazione può turbare, ma se si osserva dentro, si capirà del perchè. Ora questa potrà non convincere (anzi irritare), come non convinse me quando mi venne esposta, però darsi il diritto di osservarsi per capire se ha fondamenti di verità, è un atto necessario - a mio parere- per crescere. Non rifiutarla a priori. Anch'io mi irritavo per i ritardi degli altri...poi ho capito di esserlo anch'io, seppur tenda ad essere sempre in orario....sembra un paradosso, ma non lo è. Ora quando la gente ritarda cerco di comprendere il ratardatario che è in me....e mi metto a leggere. :-)

per il resto nessuno demonizza chi si incazza per un ritardo...men che mai io...

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Io penso che le cose che ci danno più fastidio sono quelle che più ci riguardano...come ho detto in qualche intervento più sopra, noi non ci accorgiamo in quale campo "ritardiamo" o in quale campo "manchiamo di rispetto" ad altri. L'essere umano riconosce negli altri solo quello che è...non può riconoscere altro. Questa affermazione può turbare, ma se si osserva dentro, si capirà del perchè. Ora questa potrà non convincere (anzi irritare), come non convinse me quando mi venne esposta, però darsi il diritto di osservarsi per capire se ha fondamenti di verità, è un atto necessario - a mio parere- per crescere. Non rifiutarla a priori. Anch'io mi irritavo per i ritardi degli altri...poi ho capito di esserlo anch'io, seppur tenda ad essere sempre in orario....sembra un paradosso, ma non lo è. Ora quando la gente ritarda cerco di comprendere il ratardatario che è in me....e mi metto a leggere. :-)

per il resto nessuno demonizza chi si incazza per un ritardo...men che mai io...

ma sai tempo continuo a non essere d'accordo, perchè io non ho mai detto di demonizzare chi fa ritardo e tantomeno di irritarmi di fronte a questo tipo di comportamento, solo che a volte gli altri ritardando mi hanno impedito di fare le mie cose, o per lo meno mi hanno creato un disagio, e questo può non far incazzare ma perlomeno devi ammettere che limita la libertà dell'altro di poter impiegare quel tempo d'attesa in altre cose più importanti se ne ha da fare naturalmente.

Sai io ho un'amica (la mia migliore) ritardataria e mio cognato persone molto presenti nella mia vita, se fossi una che si irrita o demonizza i ritardatari non sarei così a stretto contatto con loro. Figurati che l'ultima volta che mio cognato ha accompagnato i miei alla stazione gli abbiamo dovuto dire che la partenza era mezz'ora prima proprio perchè conosciamo questo suo difetto e avevamo l'esperienza precedente di aver preso il treno al volo (nel vero senso della parola). L'abbiamo presa così come veniva, e ci abbiamo anche scherzato su con lui dopo quando gli abbiamo detto del trucco, comunque questo non toglie che lui ci crea disagio comportandosi in questo modo, questi sono i fatti....

Semplicemente ho detto quello che secondo me è il motivo del ritardo, anzi uno dei motivi, poi è ovvio ci posso essere ragioni più profonde ma il fatto oggettivo è che comunque qualunque sia la ragione ritardando si invade un campo non nostro, che riguarda l'organizzazione del tempo di chi ci aspetta.

Tutto qui...non ho pregiudizio verso nessuno, ritardatario o no... :;):

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Semplicemente ho detto quello che secondo me è il motivo del ritardo, anzi uno dei motivi, poi è ovvio ci posso essere ragioni più profonde ma il fatto oggettivo è che comunque qualunque sia la ragione ritardando si invade un campo non nostro, che riguarda l'organizzazione del tempo di chi ci aspetta.

Tutto qui...non ho pregiudizio verso nessuno, ritardatario o no... :;):

qui racchiudi il concetto.....poi in torto è anche chi si arrabbia per il ritardo altrui......però cio non toglie che ritardare è maleducazione....

io non ritardo e con chi ritarda più di una volta semplicemente dico "ci si vede la, in giro, non ti aspetto perchè sei in ritardo sempre.." e stop......

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qui racchiudi il concetto.....poi in torto è anche chi si arrabbia per il ritardo altrui......però cio non toglie che ritardare è maleducazione....

io non ritardo e con chi ritarda più di una volta semplicemente dico "ci si vede la, in giro, non ti aspetto perchè sei in ritardo sempre.." e stop......

in effetti Mimmo, se c'è un pregio che ho è la pazienza verso gli atri, vado d'accordo con tutti, anche quelli profondamente opposti a me, proprio perchè non giudico e non metto le mani davanti...se non posso evitare di prendere un appuntamento con un ritardatario, mi comporto di conseguneza, chiedo di essere avvisata telefonicamente quando si decide a venire all'appuntamento...così mi prendo amch'io il "mio" tempo....

E non dirmi che sono precisina!!!! :;):

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comunque io posso capire ma tu non puoi giustificarti così e credere che gli altri siano sempre comprensivi....non tutti posso entrare nella tua testa....

Ovviamente cerco di contrastare questa mia tendenza al ritardo e il più delle volte succede che arrivo troppo in anticipo! Proprio non mi riesce di essere puntuale!

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Ovviamente cerco di contrastare questa mia tendenza al ritardo e il più delle volte succede che arrivo troppo in anticipo! Proprio non mi riesce di essere puntuale!

bè almeno c'è da apprezzare lo sforzo!!!! :;):

Un abbraccio

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in effetti Mimmo, se c'è un pregio che ho è la pazienza verso gli atri, vado d'accordo con tutti, anche quelli profondamente opposti a me, proprio perchè non giudico e non metto le mani davanti...se non posso evitare di prendere un appuntamento con un ritardatario, mi comporto di conseguneza, chiedo di essere avvisata telefonicamente quando si decide a venire all'appuntamento...così mi prendo amch'io il "mio" tempo....

E non dirmi che sono precisina!!!! :;):

Io continuo ad avere una visione olistica, il che significa che il ritardo di un'altro e generato anche e soprattutto dall'interazione con me che aspetto che arrivi. Ti potrà sembrare irrazionale, metafisica come affermazione, ma ho notato che ci sono sottili corrispondenze, guardando l'evento dall'alto. Spesso mi incazzo anch'io quando mi fanno ritardi e dove "sballano" i programmi che la mia mente illusoria aveva costruito. E si, perchè è la mente che ci inganna. Programmi, aspettative, regole, rigidità....pensiamo che le cose siano e debbano essere costituite e costruite come dice il nostro ego, la nostra mente. Non accettiamo che il suo "programma" (quello dell mente) sia cambiato. Ecco che il ritardo ci manda in tilt e al posto di farci vedere un'altra possibilità. E come se la mente si concentrasse sull'evento non vedendo che attorno si hanno altre migliaia di possibilità oltre quelle programmate dalla mente...ora questo discorso esula da quello del post...ma mi premeva dirlo, in quanto il vero inganno è la mente e non "il ritardo" dell'altro....Io come tutti, spesso mi faccio ingannare dalla mente, ma se riesco ad essere lucido e a guardare dall'alto l'evento, mi rendo conto innanzitutto dell'interazione che ho con l'evento, la mia corrispondenza interiore con l'evento, e della possibilità che un cambiamento di percorso può darmi...

A parte questo, la mia non era una polemica ma una riflessione...so che non troverà terreno fertile, ma che -a mio parere- è importante...

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Io continuo ad avere una visione olistica, il che significa che il ritardo di un'altro e generato anche e soprattutto dall'interazione con me che aspetto che arrivi. Ti potrà sembrare irrazionale, metafisica come affermazione, ma ho notato che ci sono sottili corrispondenze, guardando l'evento dall'alto. Spesso mi incazzo anch'io quando mi fanno ritardi e dove "sballano" i programmi che la mia mente illusoria aveva costruito. E si, perchè è la mente che ci inganna. Programmi, aspettative, regole, rigidità....pensiamo che le cose siano e debbano essere costituite e costruite come dice il nostro ego, la nostra mente. Non accettiamo che il suo "programma" (quello dell mente) sia cambiato. Ecco che il ritardo ci manda in tilt e al posto di farci vedere un'altra possibilità. E come se la mente si concentrasse sull'evento non vedendo che attorno si hanno altre migliaia di possibilità oltre quelle programmate dalla mente...ora questo discorso esula da quello del post...ma mi premeva dirlo, in quanto il vero inganno è la mente e non "il ritardo" dell'altro....Io come tutti, spesso mi faccio ingannare dalla mente, ma se riesco ad essere lucido e a guardare dall'alto l'evento, mi rendo conto innanzitutto dell'interazione che ho con l'evento, la mia corrispondenza interiore con l'evento, e della possibilità che un cambiamento di percorso può darmi...

A parte questo, la mia non era una polemica ma una riflessione...so che non troverà terreno fertile, ma che -a mio parere- è importante...

no ma assolutamente non l'ho intesa come polemica, e in qualche modo capisco anche il senso di ciò che tu dici, un modo di vivere la vita passivamente (non nell'accezione negativa del termine), prendendo quello che viene, che sarebbe anche plausubile se poi non dovremmo incontrarci con le mille beghe quotidiane che ci portano a incrociare il nostro tempo con quello altrui, facendo risultare difficle mettere in atto un simile concetto.Quando si riesce a farlo sicuramente è tutto a nostro vantaggio perchè ci aiuta a sentirci parte di questo mondo e non protagonisti assoluti... ma credo che aapunto si esuli un pò dal tema principale....

ciao

Giusy

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