Vai al contenuto

Pubblicità

AlessandroMartinelli

IL LUOGO RIABILITATIVO: riflessioni sul trattamento delle malattie mentali al di fuori del manicomio

Recommended Posts

Dott. Domenico SAVINO

Psicologo Psicoterapeuta - DSM A.USL BA/3 Altamura - Centro di Salute Mentale di Gravina in Puglia

E’ impossibile pensare ad una cura della schizofrenia e comunque dei disturbi psicotici che non preveda strategie complesse e multicontestuali di intervento. I disperati tentativi dei familiari dei pazienti psicotici (e più nello specifico degli schizofrenici), di curare il loro congiunto con una sola modalità di intervento, solitamente quella farmacoterapica, sono nella stragrande maggioranza dei casi destinati al fallimento. D’altro canto molti servizi e molti operatori forniscono risposte parziali e tendono all’esaurimento delle risorse terapeutiche in relativamente breve tempo con la conclusione che è il malato a non voler guarire o, peggio ancora, ad identificare la guarigione con la scomparsa o l’attenuazione dei sintomi positivi (deliri, allucinazioni, disturbi del comportamento, etc…).

D’altronde lo stesso concetto di guarigione appartiene ad una visione organicistica delle cose, che poco è trasportabile negli ambiti psicologici di funzionamento della persona. Dice Spivak che:

"…sono gli operatori impotenti a creare pazienti senza speranza".

E’ per questo motivo, e cioè per colmare una lacuna e per mitigare un rischio che negli ultimi 10/15 anni il modello della riabilitazione psicosociale si è prepotentemente imposto nel trattamento dei disturbi psicotici gravi e più in particolare delle schizofrenie.

Generalmente chi opera nella riabilitazione ha un riferimento teorico in cinque modelli principali:

LA PSICOEDUCAZIONE, derivata dalla teoria delle emozioni espresse di J. Leff (FALLOON);

IL "SOCIAL SKILL TRAINING" di derivazione comportamentista (LIBERMAN);

IL MODELLO PSICOSOCIALE, modulato sulle dimensione sociale e relazionale del rinforzo comportamentale (SPIVAK);

L’EZIOPATOGENESI DELLA SCHIZOFRENIA (L. CIOMPI) che si sofferma sull’importanza degli stress socio-relazionali e delle componenti genetiche della malattia;

LE STRATEGIE INTEGRATE MULTICONTESTUALI (BURTI, SIANI, SICILIANI) che sono l’integrazione delle teorie di Spivak, quelle sistemiche e il pensiero psicodinamico di KOHUT.

Ma nonostante le teorie, rimane alquanto incerto cosa sia la riabilitazione, al punto che qualcuno propone di non usare più questa parola.

Sicuramente la riabilitazione offre opportunità al malato che non erano assolutamente perseguibili in ambiti assistenziali e contenitivi (manicomio), né con modelli terapeutici (farmacoterapia e psicoterapica) tout court. Inoltre l'orientamento riabilitativo necessita di verifiche ed aggiustamenti continui per scongiurare il rischio di manicomializzazione sia delle strutture (casacomio) che dei servizi (terricomio).

Masud Khan ha scritto:

"Il bisogno del folle non è quello di sapere, ma di essere e di parlare".

Essere e parlare, cioè esistere ed esprimersi sono i presupposti irrinunciabili all’innesco di meccanismi di cambiamento. In psichiatria la riabilitazione è il cambiamento. Inoltre la riabilitazione è l’attivazione di procedimenti ed interventi che tendono a neutralizzare il processo di emarginazione sociale e di cronicizzazione cui tende naturalmente la malattia mentale nella nostra cultura. Sostanzialmente questo passa attraverso il recupero di

abilità strumentali

comportamenti socialmente competenti

immagine del Sé individuale ed interagente con l’Altro da sé.

Fondamentale è comunque l’assioma largamente condiviso per il quale al paziente va detto (cioè il parlare) e fatto sentire (cioè l’essere) che:

"io ti accetto per quello che sei e non per quello che vorrei che tu fossi, anche se sono convinto che forse potresti essere altro, e quindi che potresti cambiare".

Oltre tutto questo io penso e vivo professionalmente la riabilitazione come un LUOGO. Un luogo mentale (l’essere) e fisico (l’agire, il parlare), nel quale operatori e pazienti si incontrano e stabiliscono un’alleanza per arginare l’avanzata del deserto psicotico.

Il compito di un operatore della riabilitazione, indipendentemente dalla sua qualifica professionale, è quello di stimolare nel luogo riabilitativo (sia esso struttura riabilitativa, ambulatorio, etc…) lo sviluppo...

http://www.psiconline.it/article.php?sid=321

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
 

Pubblicità


 

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Ospite
Rispondi a questa discussione...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.


  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Pubblicità



×
×
  • Crea Nuovo...

Important Information

Navigando questo sito accetti le nostre politiche di Privacy Policy.