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Ho sempre amato la cultura, sono un'insegnante.Ma l'altra sera a cena a casa mia , dopo che due invitati disquisivano di filosofia matematica facendo bella mostra di tutto il loro sapere ho sbottato:"La prossima volta invito due facchini del porto! senza offesa per i facchini" Sempre di piu sento le citazioni a memoria e l esclusione di chi non conosce "certi autori" come una forma di aggressività. Il sapere fine a se stesso lo sento davvero sterile e vivo gli intellettuali che tanto mi affascinavano come degli egocentrici contenitori di nevrosi.Attraverso la meditazione sento che non è il sapere la chiave, ma la saggezza Che a volte passa, anzi sempre passa per il cuore prima che per il cervello. Conosco persone impegnatissime in politica e in sindacato che non sanno cos è l'amore in famiglia per figli o genitori anziani e mi viene da dire loro e dove credete di andare??Sto rivalutando la semplicità che non sempre vuol dire ignoranza.E come diceva Gaber :"Ne ha uccisi piu la cultura...della bomba atomica!"

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Ho sempre amato la cultura, sono un'insegnante.Ma l'altra sera a cena a casa mia , dopo che due invitati disquisivano di filosofia matematica facendo bella mostra di tutto il loro sapere ho sbottato:"La prossima volta invito due facchini del porto! senza offesa per i facchini" Sempre di piu sento le citazioni a memoria e l esclusione di chi non conosce "certi autori" come una forma di aggressività. Il sapere fine a se stesso lo sento davvero sterile e vivo gli intellettuali che tanto mi affascinavano come degli egocentrici contenitori di nevrosi.Attraverso la meditazione sento che non è il sapere la chiave, ma la saggezza Che a volte passa, anzi sempre passa per il cuore prima che per il cervello. Conosco persone impegnatissime in politica e in sindacato che non sanno cos è l'amore in famiglia per figli o genitori anziani e mi viene da dire loro e dove credete di andare??Sto rivalutando la semplicità che non sempre vuol dire ignoranza.E come diceva Gaber :"Ne ha uccisi piu la cultura...della bomba atomica!"

Sacrosanta considerazione.

Vi sono persone che in realtà non hanno il : "SENSO DELLA VITA" sono riflesse (non narcise) di se stesse.

Una delle condizioni che più mi fa soffrire è la sterilità :

la sterilità di alcuni intellettuali che promuovono se stessi

la sterilità di alcune donne tronfie della loro bellezza staticizzata

purtroppo molti professori ,forse anche quelli che citi Tu, sono al di fuori del mondo reale, vivono in una sorta di recinto costruito con i loro concetti, con i loro paradossi....spesso sono persone interiormente ricche ma dotate di scarso senso pratico comunicativo....

ci dovremmo chiedere quali sono i valori, quali sono le azioni di solidarietà e carità umana che giornalmente facciamo......

ma questi insegnanti lo sanno cosa è insegnare?

credo che molti siano dei vecchi pavoni spennati intrappolati nell'arca del voyeurismo declamativo....

soggetti in attesa di tempi migliori facendo passare agli altri momenti peggiori.

DR. CATAPULTEN

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sono pienamente d'accordo con questi concetti, credo che la cultura sia importante ma non c'è bisogno di sfoggiarla, perchè è qualcosa che ci deve arricchire personalmente.

Bello l'esempio di Nello su "la sterilità di alcune donne tronfie della loro bellezza staticizzata", un pò come i ricchi arricchiti che ostentano le loro ricchezze senza naturalezza....

La ricchezza, l'intelligenza sono "valori" che bisogna avere dentro, il resto viene da sè.....

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i veri intellettuali hanno un loro modo di pensare e sono mal visti per via dei falsi intellettuali.

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facendo bella mostra di tutto il loro sapere ho sbottato:"La prossima volta invito due facchini del porto! senza offesa per i facchini" Sempre di piu sento le citazioni a memoria e l esclusione di chi non conosce "certi autori" come una forma di aggressività. Il sapere fine a se stesso lo sento davvero sterile e vivo gli intellettuali che tanto mi affascinavano come degli egocentrici contenitori di nevrosi.Attraverso la meditazione sento che non è il sapere la chiave, ma la saggezza Che a volte passa, anzi sempre passa per il cuore prima che per il cervello.

Io ci vedo una tirchieria di se. Non c'è generosità in chi non regala ciò che ha in quel momento. A tavola si ha ciò che si sa. Sai qualcosa? Regalala a chi non sa. Se parli criptato ti rivolgi solo ai ricchi come te, e dimostri di non voler comunicare con chi ti raggiungerà comunque nella tomba.

Ci vedo un narcisismo evidente, su cui non mi fermo perchè già ben detto.

Ci vedo una meschinità di fondo, per il sottile piacere di continuare a godere di questa esclusiva piccolezza di una serata

Ci vedo un'incapacità sociale ed ignoranza nel gestire i rapporti umani. Fortunatamente l'erudizione non è cultura.

Ci vedo maleducazione, per la esclusione che è stata fatta proprio alla padrona di casa

Ci vedo insensibilità ed egoismo, ovvero povertà di valori

Ci vedo pure stupidità, per non aver saputo "leggere" la situazione e prevedere cosa sarebbe accaduto.

Ci vedo aridità d'animo, che è peggio della tirchieria, dove almeno qualcosa conservi dentro. Qui non c'è proprio niente cuore...

E' meglio che smetto di vedere se no mi incazzo... (scusate la parola ma quando ce vò ce vò)

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i veri intellettuali hanno un loro modo di pensare e sono mal visti per via dei falsi intellettuali.

:D: That's right !!!

Ho confuso i falsi Intellettuali dai veri.......ed ora sò (a mie spese ) che non c'e Laurea che valga propri interessi curati, ed approfonditi.....

........ una persona che svolge mansioni manuali....può essere altamente più intelettuale di un prof. in Lettere.......... è certo!

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:new_lips: That's right !!!

Ho confuso i falsi Intellettuali dai veri.......ed ora sò (a mie spese ) che non c'e Laurea che valga propri interessi curati, ed approfonditi.....

........ una persona che svolge mansioni manuali....può essere altamente più intelettuale di un prof. in Lettere.......... è certo!

io purtroppo mi confronto molto spesso (non posso evitarlo..) con un intellettuale falso, laureato (per caso)che si crede di essere chissà chi, che dice che le amicizie si scelgono per gli interessi e che la figlia uscirà solo con chi gli presenta la dichiarazione dei redditi (ovvio che scherza ma mica tanto poi...) ecc. ecc. e poi nei fatti è più rozzo lui di un contadino... è iformato solo su ciò che lo riguarda dal punto di vista lavorativo e culturalmente ne sa meno di me....ci ho litigato mille volte ....Dio ce ne liberi.... povere figlie sue.... :acute:

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Mi è piaciuto sentire la condivisione di questo mio sentire...Non riuscivo neanche ad esprimere ciò che avevo dentro, avevo un magone e non ne capivo il motivo.Poi ho fatto il botto! La mia mente elabora i problemi cosi'! Un po' come i bambini fatto il ruttino dopo pranzo.E ora ho voglia di gente un po' diversa intorno, gente umana, guarda un po'!! :new_lips:

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Ciao condivido a pieno il tuo pensiero,aggiungo che una buona parte di intellettuali sono,spocchiosi,presuntuosi,boriosi....

usciti fuori dal loro contesto non valgono un fico secco.

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Mi è piaciuto sentire la condivisione di questo mio sentire...Non riuscivo neanche ad esprimere ciò che avevo dentro, avevo un magone e non ne capivo il motivo.Poi ho fatto il botto! La mia mente elabora i problemi cosi'! Un po' come i bambini fatto il ruttino dopo pranzo.E ora ho voglia di gente un po' diversa intorno, gente umana, guarda un po'!! :new_lips:

bè sono anch'io come te, questo periodo per esempio sono per la solitudine assoluta, mi spiace dirlo ma sento che nonho più voglia di stare con le persone dalle quali mi ero fatta attorniare negli ultimi anni...non so perchè vedo alcuni lati di loro che non riesco più a digerire, ma credo che sono io ad essere cambiata....

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il sapere è ostacolo al comprendere in verità...

solo colui che getta il suo sapere può comprenderla...

per chi ha buon udito....

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Il fatto è che si cresce e alcune esperienze si esauriscono, non si deve aver paura di lasciare andare le cose vecchie secondo me.Solo avere coraggio per andare incontro al nuovo.Ma fa bene anche stare da soli ogni tanto.Io ci riesco raramente per la verità ...E' una cosa in cui devo esercitarmi! :mf_pcwhack:

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Il fatto è che si cresce e alcune esperienze si esauriscono, non si deve aver paura di lasciare andare le cose vecchie secondo me.Solo avere coraggio per andare incontro al nuovo.Ma fa bene anche stare da soli ogni tanto.Io ci riesco raramente per la verità ...E' una cosa in cui devo esercitarmi! :mf_pcwhack:

sai qual'è il bello ? che io cerco di lasciare andare le "cose vecchie", sono loro che non si sganciano da me, ed è difficile spiegare il perchè di questi cambiamenti a chi non vuol capire....mi si accusa di non essere presente, di aver pianto sulle loro spalle e poi essermene andata ma davvero così non è, io cerco di essere utile ma essendo cambiata io le cose che propongo non piacciono, ciò che dico non piace, non piaccio più io ma, non si sganciano!!!! Che fare? Booh, io me ne vò per la mia strada, e poi chi mi ama mi segue....(e fu così che restai sola :chair: )...

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Ho sempre amato la cultura, sono un'insegnante.Ma l'altra sera a cena a casa mia , dopo che due invitati disquisivano di filosofia matematica facendo bella mostra di tutto il loro sapere ho sbottato:"La prossima volta invito due facchini del porto! senza offesa per i facchini" Sempre di piu sento le citazioni a memoria e l esclusione di chi non conosce "certi autori" come una forma di aggressività. Il sapere fine a se stesso lo sento davvero sterile e vivo gli intellettuali che tanto mi affascinavano come degli egocentrici contenitori di nevrosi.Attraverso la meditazione sento che non è il sapere la chiave, ma la saggezza Che a volte passa, anzi sempre passa per il cuore prima che per il cervello. Conosco persone impegnatissime in politica e in sindacato che non sanno cos è l'amore in famiglia per figli o genitori anziani e mi viene da dire loro e dove credete di andare??Sto rivalutando la semplicità che non sempre vuol dire ignoranza.E come diceva Gaber :"Ne ha uccisi piu la cultura...della bomba atomica!"

Penso che tendenzialmente la personalità umana (o l'ego) cerchi di darsi un valore attraverso quello che fa, quello che è o come appare, e quello che ha. Tutti i suoi atteggiamenti sono dettati in tutti questi casi dall'avere. Avere significa molte cose: avere cultura, avere intelligenza, avere immobili, avere rispettabilità e potere, essere "qualcuno" in società (ruolo), avere sensualità, avere capacità...L'ego per darsi valore cerca di sfoggiare questi averi, che siano reali o meno. E' un comportamento che cerca valore e il consenso degli altri, ma che ovviamente per un gioco di opposti può produrre nelle altre persone un effetto contrario (antipatia, odio...). L'avere ha tante sfaccettature dicevamo., ad esempio c'è chi attraverso un corpo vuole trasmettere sensualità e vuole piacere visivamente, c'è chi vuole colpire intellettualmente, ci vuol passare per persona "buona" e sensibile..ecc..ecc... Il giochino può essere più o meno conscio, ma c'è sempre. Anche la persona che si piange addosso e fa la vittima, in qualche modo vuole approvazione o affetto... Le sfumature del giochino della personalità sono infinite....ora qui in questo topic si tocca nello specifico "lo sfoggio intellettuale", ma non cambia niente...un qualcosa che se viene esposto in modo marcato, fa parte di una personalità che dipende" o dagli altri o dall'esterno....Volevo poi precisare una cosa che non va presa in modo personale. In primis perchè prendersela tanto con chi sfoggia i suoi "averi". Se due persone vogliono discutere di filosofia matematica riguarda loro e non dovrebbe (attraverso strane proiezioni o modelli mentali nostri) diventare un problema nostro. Fare una critica al loro "sapere" significa in qualche modo sentirsi in difetto. Che sia "il non sentirsi all'altezza" o sia "il mi da fastidio sentire tanta pomposità o ostentazione" è sempre un problema che riguarda chi emette la critica. Ora sia ben chiaro non sto facendo un discorso personale, ma generale. Io parto sempre dal presupposto che se non mi piace qualcosa è un problema mio. Una volta dalle mie parti si diceva: "non ti piace come mangio? Beh, puoi girarti dall'altra parte..." A parte questa precisazione, so bene che il topic è stato scritto per formulare una affermazione che vuole toccare un argomento più ampio. Sopra penso di aver risposto...

Osservando la nostra vita (noi stessi nell'intimo) e la vita degli altri, senza emettere giudizi di merito, capiremo quanto siamo contraddittori. Sopra hai affermato: "Conosco persone impegnatissime in politica e in sindacato che non sanno cos è l'amore in famiglia per figli o genitori anziani...." Non è anormale nell'essere umano un atteggiamento di questo tipo, per il semplice motivo (e per una serie di motivi psicologici),che la parte messa in luce e trasmessa agli altri (società, famiglia, ecc.ecc.) vuole aderire ad una categoria mentale "immaginaria" (rispettabile, amabile, forte...ecc..ecc..), che non corrisponde a quello che veramente siamo. Questa Immagine di noi che vogliamo dare agli altri ha una controparte che viene repressa e viene chiamata ombra. L'ombra esce magari in altri ambiti, ma esce sempre se viene repressa. Ecco allora che abbiamo gli animalisti che picchiano gli allevatori di polli, i pacifisti pronti a menar le mani con chi è a favore della guerra, e il sindacalista che tratta come una schiava la moglie...

Chiudo affermando che non è il sapere che fa danni alla collettività, ma il fatto di imporlo agli altri come modello assoluto. Di per se uno può anche darsi valore (e pavoneggiarsi) in società attraverso la sua cultura, il suo "sapere" o i suoi altri "averi"; quello comunque riguarderebbe il suo ego, e le sue mancanze interiori...Il problema è quando personalità forti conquistano le masse attraverso uno dei loro "averi" (vedi leader politici) e le muovono contro altre masse, cadute nello stesso tranello di pensiero. In questo caso la cultura fa tanti morti. Ma girando e rigirando il problema resta comunque sempre l'essere umano e la sua mente...

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Penso che ...[megacuttone]...

Chiudo affermando che ...[altro megacut]... girando e rigirando il problema resta comunque sempre l'essere umano e la sua mente...

Complimenti...! :8)::yahoo: e pensare che pensavo di essere io il più prolisso...! :D::D::D::Thinking::im Not Worthy::friends:

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Complimenti...! :8)::yahoo: e pensare che pensavo di essere io il più prolisso...! :D::D::D::Thinking::im Not Worthy::friends:

Forse perchè non ho ancora mangiato...Il cibo e la digestione lenta, mi avrebbero fatto desistere nell'avventurarmi in territori oscuri.... in effetti sembra un brano dei king Crimson....o dei Magma...

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io credo che stiamo errando ( in mia opinione)nel giudicare in un certo modo una

determinata parte della societa'. i veri filosofi

nn usano il loro sapere per urtare la gente anzi

loro quando parlano con un contadino nn parlano di marsilio ficino

ma si abbassano al loro livello e cercano anche

d'imparare dalla loro arte, idem con altri personaggi di diversi strati sociali.

tutti hanno qualcosa di speciale da offrire,e

capiscono che lo studio dell'ignoranza porta alla saggezza.

i falsi intellettuali son di una razza speciale, diversa.

loro cercano sempre di sfoggiare il loro sapere ,tante volte volutamente

inconprensibile ed alquanto errato con gente

che ne sa' di meno e paradossalmente molto spesso piu' di loro.

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io credo che stiamo errando ( in mia opinione)nel giudicare in un certo modo una

determinata parte della societa'. i veri filosofi

nn usano il loro sapere per urtare la gente anzi

loro quando parlano con un contadino nn parlano di marsilio ficino

ma si abbassano al loro livello e cercano anche

d'imparare dalla loro arte, idem con altri personaggi di diversi strati sociali.

tutti hanno qualcosa di speciale da offrire,e

capiscono che lo studio dell'ignoranza porta alla saggezza.

i falsi intellettuali son di una razza speciale, diversa.

loro cercano sempre di sfoggiare il loro sapere ,tante volte volutamente

inconprensibile ed alquanto errato con gente

che ne sa' di meno e paradossalmente molto spesso piu' di loro.

ti quoto!!!

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Ciao condivido a pieno il tuo pensiero,aggiungo che una buona parte di intellettuali sono,spocchiosi,presuntuosi,boriosi....

usciti fuori dal loro contesto non valgono un fico secco.

Ciao a tutti,

condivido molte cose che avete scritto sugli intellettuali, ma le parole con cui sono più d'accordo sono proprio queste che ha scritto Antius .

Il mio ex era un intellettuale di quelli convinti e non perdeva occasione di mettere in mostra il suo "sapere" !

Anche quando parlava con me a volte, sembrava non "scendere" dal suo piedistallo e mi sembrava che non ascoltasse nemmeno certe cose che gli dicevo e che andasse dritto per la sua strada, continuando a fare il discorso che aveva iniziato !

La cosa di cui mi sono subito resa conto era che, al di la delle tante cose che sapeva, non sapeva un bel niente di rapporti umani, di amicizia , di amore . . . non era quasi in grado di affrontare in maniera normale un uscita con i miei amici, una conversazione con loro, che erano persone semplici (e semplici per me non è una parola negativa, anzi, il contrario) e non dottori, avvocati o gente che aveva due lauree , come molti dei suoi "amici" !

quando andavamo in giro e mi presentava qualcuno, dopo mentre ci allontanavamo, come prima cosa mi diceva "quello è dottore " oppure "quello ha due lauree" . Al che una volta gli ho detto "ma allora io che non ho nemmeno una laurea non valgo niente ?"

Ci ha messo un po per darmi la risposta, perché è rimasto spiazzato dalla mia domanda, ma poi mi ha risposto "beh, con te è diverso "

Ancora devo capire il senso preciso di quella frase e del mio rapporto con lui , ma questa è un'altra storia ! :O)

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Ciao a tutti,

condivido molte cose che avete scritto sugli intellettuali, ma le parole con cui sono più d'accordo sono proprio queste che ha scritto Antius .

Il mio ex era un intellettuale di quelli convinti e non perdeva occasione di mettere in mostra il suo "sapere" !

Anche quando parlava con me a volte, sembrava non "scendere" dal suo piedistallo e mi sembrava che non ascoltasse nemmeno certe cose che gli dicevo e che andasse dritto per la sua strada, continuando a fare il discorso che aveva iniziato !

La cosa di cui mi sono subito resa conto era che, al di la delle tante cose che sapeva, non sapeva un bel niente di rapporti umani, di amicizia , di amore . . . non era quasi in grado di affrontare in maniera normale un uscita con i miei amici, una conversazione con loro, che erano persone semplici (e semplici per me non è una parola negativa, anzi, il contrario) e non dottori, avvocati o gente che aveva due lauree , come molti dei suoi "amici" !

quando andavamo in giro e mi presentava qualcuno, dopo mentre ci allontanavamo, come prima cosa mi diceva "quello è dottore " oppure "quello ha due lauree" . Al che una volta gli ho detto "ma allora io che non ho nemmeno una laurea non valgo niente ?"

Ci ha messo un po per darmi la risposta, perché è rimasto spiazzato dalla mia domanda, ma poi mi ha risposto "beh, con te è diverso "

Ancora devo capire il senso preciso di quella frase e del mio rapporto con lui , ma questa è un'altra storia ! :O)

Come ho detto sopra, la maggior parte degli individui chi più e chi meno (per un motivi psicologici diversi) "alzano la loro immagine" cercando di apparire agli altri per darsi un valore. Chi lo fa con la cultura, chi con la sensualità, chi con tanti altri espedienti. Dietro a questi atteggiamenti ovviamente c'è un terreno di non accettazione di se stessi e di una falsa immagine (o un'immagine) creata, che l'individuo follemente cerca di adattare, creare e dare in pasto aglia altri. Tra lui è il resto dell'umanità si crea una discrepanza, una separazione netta. L'individuo cerca follemente di darsi un valore, attraverso il paragone con gli altri e lo sminuimento degli altri. "io sò questo è valgo più di questa gente", "io ho gente che mi rispetta è valgo più di loro"...Questa è la follia che mettono in circolo nella propra testa le persone succubi dei propri pensieri e della propria mente. Gli uomini che seguono il gioco della società, si illudono che questo sia il vivere. Non a caso basano tutto sul valore, sul paragone, sul giudizio, sul "sentirsi migliori" moralmente, intellettualmente, fisicamente.....Queste sono le basi del viver male o del non vivere, proprio perchè ci si separara dagli altri e ci si sente in tensione nel raggiungimento di qualcosa che non esiste se non nella propria mente....ecco allora che una persona che ha un'immagine di se dell"intellettuale" non si adatterà e non proverà mai e poi mai a legare con persone "semplici" (come le hai definite tu)....Per darsi un valore e posizionarsi sul una propria immaginaria classifica mentale, si paragona e si vede superiore, snobba e denigra gli altri...Ecco la separazione che non conta dell'unicita e dell'unione intima delle persone e delle cose. La mente tende a separare, specialmente se usata in modo poco appropriato.

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Come ho detto sopra, la maggior parte degli individui chi più e chi meno (per un motivi psicologici diversi) "alzano la loro immagine" cercando di apparire agli altri per darsi un valore. Chi lo fa con la cultura, chi con la sensualità, chi con tanti altri espedienti. Dietro a questi atteggiamenti ovviamente c'è un terreno di non accettazione di se stessi e di una falsa immagine (o un'immagine) creata, che l'individuo follemente cerca di adattare, creare e dare in pasto aglia altri. Tra lui è il resto dell'umanità si crea una discrepanza, una separazione netta. L'individuo cerca follemente di darsi un valore, attraverso il paragone con gli altri e lo sminuimento degli altri. "io sò questo è valgo più di questa gente", "io ho gente che mi rispetta è valgo più di loro"...Questa è la follia che mettono in circolo nella propra testa le persone succubi dei propri pensieri e della propria mente. Gli uomini che seguono il gioco della società, si illudono che questo sia il vivere. Non a caso basano tutto sul valore, sul paragone, sul giudizio, sul "sentirsi migliori" moralmente, intellettualmente, fisicamente.....Queste sono le basi del viver male o del non vivere, proprio perchè ci si separara dagli altri e ci si sente in tensione nel raggiungimento di qualcosa che non esiste se non nella propria mente....ecco allora che una persona che ha un'immagine di se dell"intellettuale" non si adatterà e non proverà mai e poi mai a legare con persone "semplici" (come le hai definite tu)....Per darsi un valore e posizionarsi sul una propria immaginaria classifica mentale, si paragona e si vede superiore, snobba e denigra gli altri...Ecco la separazione che non conta dell'unicita e dell'unione intima delle persone e delle cose. La mente tende a separare, specialmente se usata in modo poco appropriato.

quoto in pieno!!!!

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Gli uomini che seguono il gioco della società, si illudono che questo sia il vivere. Non a caso basano tutto sul valore, sul paragone, sul giudizio, sul "sentirsi migliori" moralmente, intellettualmente, fisicamente.....Queste sono le basi del viver male o del non vivere, proprio perchè ci si separara dagli altri e ci si sente in tensione nel raggiungimento di qualcosa che non esiste se non nella propria mente....ecco allora che una persona che ha un'immagine di se dell"intellettuale" non si adatterà e non proverà mai e poi mai a legare con persone "semplici" (come le hai definite tu)....Per darsi un valore e posizionarsi sul una propria immaginaria classifica mentale, si paragona e si vede superiore, snobba e denigra gli altri...Ecco la separazione che non conta dell'unicita e dell'unione intima delle persone e delle cose. La mente tende a separare, specialmente se usata in modo poco appropriato.

Per quelli che fanno così concordo in pieno!

Ci sono poi anche quelli che [i]"sono" [/i]proprio così, i loro interessi sono realmente diversi e non provano le stesse emozioni per quelle cose semplici a cui molti danno maggior valore.

Ciò che è deprecabile è il disprezzare le scelte altrui probabilmente per pochezza di valori propri. Non sanno come godere di certe cose e come la volpe e l'uva, quelle cose diventano acerbe o marce. Si alimentano il proprio ego, rassicurati dall'esclusività dei pochi che sanno come loro.

Ma questa è ERUDIZIONE, non CULTURA! :Smug::;)::D::Whistle:

Probabilmente dispensano saperi per vanità e non per aiutare con la generosità d'animo che non hanno. Sanno di non saper essere così, e mal comune mezzo gaudio, disprezzano chi lo è. Semplice e vero.

Purtroppo però il mondo accademico è autoreferenziale, e ci si identifica con la cripticità e inarrivabilità di certi concetti e titoli. Brutta faccenda questa dell'identificazione... :D::Hmmmph:

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Per quelli che fanno così concordo in pieno!

Ci sono poi anche quelli che [i]"sono" [/i]proprio così, i loro interessi sono realmente diversi e non provano le stesse emozioni per quelle cose semplici a cui molti danno maggior valore.

Si certo ci sono situazioni e situazioni....Ma ogni situazione richiede almeno un pò di apertura mentale e non un arroccarsi su pregiudizi o giudizi formatesi a priori. Il discernimento è la parola che uso spesso. Posso trovarmi in compagnia di persone con cui non ho nulla da spartire, ma non per quello dovrò sentirmi superiore, mettermi in disparte e dare giudizi. L'esperienza potra farmi discernere però. Potrò rifrequentare queste persone oppure no, ma solo per una questione di sintonia (come tu hai spiegato bene sopra), e non per "giudizio" che sia dato a posteriori o a priori...

Negli ambienti culturali v'è la tendenza a snobbare soltanto per una questione di erudizione, chi non ha potuto studiare o non ha voluto studiare, indipendentemente dalle conoscenze reali della persona. Ma lo stesso atteggiamento c'è in altri settori della vita o categorie sociali. Un operaio snobberà chiunque faccia un lavoro diverso da uno svolto in fabbrica....Sono esempio generali ma che rendono bene di come la mente umana si debba arrampicare a qualcosa per darsi un valore, per diversificarsi dagli altri, per darsi impostanza...

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Per quelli che fanno così concordo in pieno!

Ci sono poi anche quelli che [i]"sono" [/i]proprio così, i loro interessi sono realmente diversi e non provano le stesse emozioni per quelle cose semplici a cui molti danno maggior valore.

Si certo ci sono situazioni e situazioni....Ma ogni situazione richiede almeno un pò di apertura mentale e non un arroccarsi su pregiudizi o giudizi formatesi a priori. Il discernimento è la parola che uso spesso. Posso trovarmi in compagnia di persone con cui non ho nulla da spartire, ma non per quello dovrò sentirmi superiore, mettermi in disparte e dare giudizi. L'esperienza potra farmi discernere però. Potrò rifrequentare queste persone oppure no, ma solo per una questione di sintonia (come tu hai spiegato bene sopra), e non per "giudizio" che sia dato a posteriori o a priori...

Negli ambienti culturali v'è la tendenza a snobbare soltanto per una questione di erudizione, chi non ha potuto studiare o non ha voluto studiare, indipendentemente dalle conoscenze reali della persona. Ma lo stesso atteggiamento c'è in altri settori della vita o categorie sociali. Un operaio snobberà chiunque faccia un lavoro diverso da uno svolto in fabbrica....Sono esempio generali ma che rendono bene di come la mente umana si debba arrampicare a qualcosa per darsi un valore, per diversificarsi dagli altri, per darsi impostanza...

tutto cio che dici è vero..... tempo fa scrissi un topic , non so si qui o altrove, sul fatto che ad oggi non c'è relazione tra uomo e uomo, ma tra immagine di uno e immagine dell'altro....da io a io....senza possibilità di contatto, come se si toccassero due muri di cinta.

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