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Come si misura la felicità


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Ognuno ha i suoi criteri per misurarla.

Chi parla di attimi, chi di emozioni, chi di sensazioni, ecc. Qualcuno la butta sul filosofico, altri sull'economico. Ognuno ha un suo metro di giudizio per sentirsi felice, o per negarne l'esistenza.

Tempo fa il sole24 ore pubblicò uno studio dove si elencavano i dieci criteri che le persone ritenevano utili per sapere se la si raggiungeva. Fra questi c'era la socialità, la pace interiore, e mediamente ricordo che si sentivano più felici gli anziani che i giovani (in quella ricerca lì). Ma quello fu un sondaggio, non un discorso...

Geriatri, psiconeuroendocrinologhi e ricercatori parlano di correlazione con la speranza di vita, per via della produzione di endorfine e neurotrasmettitori "buoni". Una faccenda "anche" biologica, insomma, ma non solo. Chi si percepisce più felice (anche se fa una vita di merda) vive di più, sempre che sia dia valore alla lunghezza della vita.

Io ho cambiato criteri di misurazione nel corso del tempo più volte... forse per ignoranza, per risposte di adattamento...

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...........per me la Felicità è DUREVOLE nel TEMPO, nel senso che.....anche a distanza di molto tempo, ripensando al momento in cui l'ho provata,

la sento di nuovo dilagare in me..........ogni volta....................ed è bellissimo.........anche solo il ricordo e la consapevolezza di averla vissuta!!!

:Alien:

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certo, ma "quando" sei felice?

Cosa deve accadere affinchè tu lo sia? Un fatto, un'emozione, cosa...?

Ripensaci npò...

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ah, allora avevo capito male...per "misurazione" credevo tu cercassi un'unità di misura TEMPORALE.............ossia "quanto dura".....

Se chiedi cosa rende felici...personalmente, quando riesco ad apprezzare pienamente ciò che stò vivendo/facendo......mi ricollego a ciò che più volte

ha scritto mio sull'essere PRESENTI, e all'ATTENZIONE da riservare alle nostre azioni.............credo sia importante e particolarmente piacevole

RICONOSCERE quella sensazione che si accende dentro.....è proprio una sensazione FISICA, che giunge fino alla testa.............se la si RICONOSCE

nel momento in cui si prova.....ne puoi godere, te la puoi gustare tutta, ed un senso di pace si diffonde in Te......e ripensandoci, nel tempo, puoi

riprovarla più volte, quasi alla stessa maniera............

Per quel concerne i ricordi delle persone anziane, forse la Felicità nasce in loro RICORDANDO momenti di cui magari non si rendevano conto quanto

fossero meritevoli di Felicità, e provano Felicità nell'occasione del ricordo di quei tempi....è una felicità del presente legata ad un piacevole ricordo

del passato...........ma chissà se allora, a tempo debito hanno RICONOSCIUTO e VISSUTO la stessa felicità, o non si sono resi conto della "fortuna"

d'allora che viene invece rivalutata con la limitazione dell'età, quindi il Passato, legato alla gioventu' viene idealizzato anche perchè ormai fuggito via..

Ho imparato ad apprezzare i momenti.....le occasioni vissute che hanno generato in me felicità...........ricordo passeggiate in un bosco per esempio, in

estate, la raccolta delle more.........ogni frutto era una felicità..........la marmellata.........prepararla........ed ora gustarla.............

una passeggiata con i miei cani...che ora non ci sono più......... trovare e raccogliere felice dei Funghi............... felicità nel lavoro......

felicità nello specchiarmi nell'anima dell'Altro, riconoscermi con Essa............... ogni cosa può essere "attimo di felicità", se si è predisposti per

RICONOSCERLA ed ACCOGLIERLA......... e quella fiammella resterà per sempre, Luce in Noi.

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certo, ma "quando" sei felice?

Cosa deve accadere affinchè tu lo sia? Un fatto, un'emozione, cosa...?

Io non ho dubbi su di me (per ora!) la felicità la raggiungo quando sono me stessa fino in fondo, a prescindere dal fatto o l'emozione provata.

Posso essere felice perchè dico la mia senza sentirmi fuoriluogo, posso essere felice quando faccio le cose che mi piace fare, quando parl ocon le persone che amo, quando abbraccio mio figlio che dorme e ascolto il suo respiro, quando entro in casa mia e la guardo, è la casa che ho scelto di costruire anche se ancora non è finita, è la più bella del mondo!

Sono felice quando gioco con il mio cane, quando compro un bel vestito, quando vado in palestra. Sonon felice di tutte queste piccole cose QUANDO LE SENTO MIE! Quando scelgo di farle senza condizionamenti.

Infatti la mia infelicità deriva dal non poter esprimere sempre e comunque me stessa, perchè spesso non verrei capita, accettata ma so anche che è sbagliato perchè comunque sono infelice lostesso.

Essere me stessa è un prezzo che pago sempre caro ma mi dà in cambio una felicità che non ha prezzo.....

Il mio dubbio è allora perchè non sono sempre disposta a pagare quel prezzo che mi fa stare così bene? Forse paura, forse mancanza di coraggio, forse vigliaccheria....

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Io non ho dubbi su di me (per ora!) la felicità la raggiungo quando sono me stessa fino in fondo, a prescindere dal fatto o l'emozione provata.

Posso essere felice perchè dico la mia senza sentirmi fuoriluogo, posso essere felice quando faccio le cose che mi piace fare, quando parl ocon le persone che amo, quando abbraccio mio figlio che dorme e ascolto il suo respiro, quando entro in casa mia e la guardo, è la casa che ho scelto di costruire anche se ancora non è finita, è la più bella del mondo!

Sono felice quando gioco con il mio cane, quando compro un bel vestito, quando vado in palestra. Sonon felice di tutte queste piccole cose QUANDO LE SENTO MIE! Quando scelgo di farle senza condizionamenti.

Infatti la mia infelicità deriva dal non poter esprimere sempre e comunque me stessa, perchè spesso non verrei capita, accettata ma so anche che è sbagliato perchè comunque sono infelice lostesso.

Essere me stessa è un prezzo che pago sempre caro ma mi dà in cambio una felicità che non ha prezzo.....

Il mio dubbio è allora perchè non sono sempre disposta a pagare quel prezzo che mi fa stare così bene? Forse paura, forse mancanza di coraggio, forse vigliaccheria....

:Alien:"sono me stessa", quindi ti senti sincera con te, rispetti ciò che sei. Bello..! :):

Mi sembra il coronamento di una conquista di sè, come lo scalatore che finalmente si può godere un pò di panorama...

"faccio le cose che mi piace fare, parl ocon le persone che amo"..."queste piccole cose QUANDO LE SENTO MIE! Quando scelgo di farle senza condizionamenti."

di nuovo rispetti ciò che sei, e non ciò che etichetta o convenienza vorrebbe. Questo però mi fa pensare ancora ad una rivalsa, cioè ad un "condizionamento" dall'esterno, sia pur spettro ormai di un passato superato.

Se per non poter esprimere sempre te stessa intendi il non poter dire sempre ciò che si pensa, o il non essere spontanei sempre e comunque... beh... questo è difficile possa accadere ad essere umano. Una certa dose di "mediazione" c'è sempre, se si interagisce con gli altri. Anche quando vorremmo infilarci un dito nel naso perchè ci prode, e in presenza di altri non lo facciamo, ci "limitiamo" in qualche modo. Salvo poi vedere ai semafori gente sola in auto che si scaccola... :D: , credendo di non essere vista (ammazza e che schifo di esempio... :rolleyes: ).

Io ci vedo in questo una conquista verso l'autonomia. Obiettivo agognato. Ma qui sarebbe interessante il contributo di "mio" e di "nello" che rivolgerebbero di sicuro il discorso sotto altri punti di vista da considerare.

Se fai dipendere la tua felicità dall'essere capita da altri, hai ancora un "locus esterno" (o referenza esterna per i pnlisti che tanto non stima Ste, tanto sempre la stessa cosa è), e il prezzo che tu non vuoi sempre pagare, perchè non lo facciamo diventare effetto anzichè causa? Prova un pò a vedere che succede...

Interessanti queste riflessioni di digi... chi si riconosce?

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la grazia .. sicuramente è fonte di serenità..

però secondo me la felicità è un gradino piu' su ,,,

è un sentimento molto intenso .. che dura poco ..

sono dei momenti in cui ti riesci a lasciar andare.. completamente..

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Io sono felice quando si riunisce la mia famiglia. Mio padre e mia sorella vivono lontano.

Sono felice quando mi libero di un peso: un esame per esempio.

sono felice quando mi sento di avere tempo da sprecare...fare quello che mi va senza ansie.

sì, penso che se non avessi l'ansia sarei felice spesso. :Alien:

sono felice quando non sento la mancanza di nulla....

e sono felice quando soddisfo un bisogno....

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:Alien:"sono me stessa", quindi ti senti sincera con te, rispetti ciò che sei. Bello..! :):

Mi sembra il coronamento di una conquista di sè, come lo scalatore che finalmente si può godere un pò di panorama...

"faccio le cose che mi piace fare, parl ocon le persone che amo"..."queste piccole cose QUANDO LE SENTO MIE! Quando scelgo di farle senza condizionamenti."

di nuovo rispetti ciò che sei, e non ciò che etichetta o convenienza vorrebbe. Questo però mi fa pensare ancora ad una rivalsa, cioè ad un "condizionamento" dall'esterno, sia pur spettro ormai di un passato superato.

Se per non poter esprimere sempre te stessa intendi il non poter dire sempre ciò che si pensa, o il non essere spontanei sempre e comunque... beh... questo è difficile possa accadere ad essere umano. Una certa dose di "mediazione" c'è sempre, se si interagisce con gli altri. Anche quando vorremmo infilarci un dito nel naso perchè ci prode, e in presenza di altri non lo facciamo, ci "limitiamo" in qualche modo. Salvo poi vedere ai semafori gente sola in auto che si scaccola... :D: , credendo di non essere vista (ammazza e che schifo di esempio... :rolleyes: ).

Io ci vedo in questo una conquista verso l'autonomia. Obiettivo agognato. Ma qui sarebbe interessante il contributo di "mio" e di "nello" che rivolgerebbero di sicuro il discorso sotto altri punti di vista da considerare.

Se fai dipendere la tua felicità dall'essere capita da altri, hai ancora un "locus esterno" (o referenza esterna per i pnlisti che tanto non stima Ste, tanto sempre la stessa cosa è), e il prezzo che tu non vuoi sempre pagare, perchè non lo facciamo diventare effetto anzichè causa? Prova un pò a vedere che succede...

Interessanti queste riflessioni di digi... chi si riconosce?

oscar mi hai fatto ribaltare dalla sedie con l'esempio dello scaccolamento davanti al semaforo!!!!! :): si è vomitevole come esempio ma rende molto l'idea!!!!!

Mi hai fatto molto riflettere quando dici che probabilmente questo mio voler a tutti i costi essere me stessa alla fine potrebbe essere un ulteriore condizionamento esterno inconscio magari, dovuto al desiderio di rivalsa!!!! Eheheh e io che credevo di essere superiore a questo!!!! Forse non è sbagliato quello che dici....

Ma non è solo quello, naturamente senò tutte le mie parole sarebbero vane.

Lavorerò un pò su questo punto, credo di averne bisogno ma continuerò a credere che basta poco per essere felici, certo è vero che esistono poi degli stadi di felicità ma comuque per me ogni stadio deve comprendere il mio essere mestessa altrimenti è qualcos'altro.

Mi piace anche la riflessione di left e mi ci ritrovo, nel senso che ho qualche ricordo di "lasciarsi andare" che ogni volta che ci penso mi sento invadere di gioia, sembra che duri come dic viola.

Un esempio? Il parto, il momento in cui ho visto il mio bambino, dopo tanto dolore, in cui non puoi, non riesci a fingere (infatti ci sono cose che ho detto durante le ultime contrazioni per le quali ho chiesto il segreto di stato a mio marito :D: ) finalmente il momento tanto atteso arriva vedi il tuo piccolo cucciolo uscire da dentro di te...dio che bello, la felicità in quel momento era con me!!!Io ero la felicità!!!! Dopo ero felice ma non più come in quel momento....

Si anche il sesso potrebbe essere ma non credo di aver mai provato io di queste sensazioni...

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:Big Grin:

C'era un uomo che per essere felice doveva fare sesso ovvero "gingillarsi" con una donna

tuttavia non ricordava il piacere sessuale, come la maggior parte degli uomini, e così doveva continuamente rifare sesso per appagarsi di felicità.........la felicità è continuare a fare ciò che ci fare stare bene....

per (me) la felicità è farmi compagnia da solo...........è il massimo dell'apoteosi autodidattica non autocelebrante.

Saluti da CAPE CANAVEREL

Ricordo a chi non trovasse la felicità in fase scritturale che si osserva nei righi inferiori di trovarla nei righi laterali orizontali (che di fatto non esistono)

La felicità speso è la ricerca, l'attesa di godot...............

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C'era un uomo che per essere felice doveva fare sesso ovvero "gingillarsi" con una donna

tuttavia non ricordava il piacere sessuale, come la maggior parte degli uomini, e così doveva continuamente rifare sesso per appagarsi di felicità.........la felicità è continuare a fare ciò che ci fare stare bene....

per (me) la felicità è farmi compagnia da solo...........è il massimo dell'apoteosi autodidattica non autocelebrante.

Saluti da CAPE CANAVEREL

Ricordo a chi non trovasse la felicità in fase scritturale che si osserva nei righi inferiori di trovarla nei righi laterali orizontali (che di fatto non esistono)

La felicità speso è la ricerca, l'attesa di godot...............

".........Vivo tutti i miei giorni aspettando Godot,

dormo tutte le notti aspettando Godot.

Ho passato la vita ad aspettare Godot.

(...........)

Ma l'abitudine di tutta una vita,

ha fatto si che ancora una volta,

per un minuto io mi sia girato,

a veder se per caso Godot era arrivato.

La morte mi ha preso le mani e la vita,

l'oblio mi ha coperto di luce infinita,

e ho capito che non si può,

coprirsi le spalle aspettando Godot.

Non ho mai agito aspettando Godot,

per tutti i miei giorni aspettando Godot,

e ho incominciato a vivere forte,

proprio andando incontro alla morte,

ho incominciato a vivere forte,

proprio andando incontro alla morte.

ho incominciato a vivere forte,

proprio andando incontro alla morte. " .............................Claudio Lolli "Aspettando Godot" :Big Grin:

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C'era un uomo che per essere felice doveva fare sesso ovvero "gingillarsi" con una donna

tuttavia non ricordava il piacere sessuale, come la maggior parte degli uomini,

ho capito!! :wub:

per essere felice devo fare un corso di memoria!

Hai visto mai...

No, dai scherzo...

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per (me) la felicità è farmi compagnia da solo...........è il massimo dell'apoteosi autodidattica non autocelebrante.

il bastare a se stessi, insomma? :wub:

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il bastare a se stessi, insomma? :):

.....beh, ritengo sia una GRAN cosa..."bastare a sè stessi per essere felici"..............che non sia però un'escludere il mondo esterno, e gli altri..........

non si può essere felici se non si stà bene con sè stessi, non puoi star bebe con gli altri di riflesso..........

:wub:

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il bastare a se stessi, insomma? :wub:

farsi compagnia da soli nel senso di fare cose interessanti e cercare di non annoiarsi mai....

imparare ad accetarsi e stimarsi...............

poi la vita ho imparato aprenderla per come è non sempre per come vorrei......

poi in fondo pur essendo con e stando con molta gente spesso mi trovo solo

e mi dico sono uno dei miei migliori amici perchè mi voglio bene

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farsi compagnia da soli nel senso di fare cose interessanti e cercare di non annoiarsi mai....

imparare ad accetarsi e stimarsi...............

poi la vita ho imparato aprenderla per come è non sempre per come vorrei......

poi in fondo pur essendo con e stando con molta gente spesso mi trovo solo

e mi dico sono uno dei miei migliori amici perchè mi voglio bene

:wub:

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Mi piace anche la riflessione di left e mi ci ritrovo, nel senso che ho qualche ricordo di "lasciarsi andare" che ogni volta che ci penso mi sento invadere di gioia, sembra che duri come dic viola.

Si. Si può sviluppare quest'intuizione di left... concordo

C'è chi si allena a farlo, chi impara, chi manco sa cos'è, chi non vuole...

Io dico spesso: "togliere, non mettere", ma non con supereficialità, ma sapendo cosa si fa, con equilibrio, rispettandosi, amandosi, amando

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Toh... leggete un pò qua...

pare che questi abbiano fatto addirittura un decalogo...

Lo sostiene una ricerca condotta in Inghilterra e pubblicata sull'ultimo numero della rivista International Journal of Epidemiology.

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bisognerebbe definire cosa intendi per felicità? Gioia, realizzazione di un desiderio.....?

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...........per me la Felicità è DUREVOLE nel TEMPO, nel senso che.....anche a distanza di molto tempo, ripensando al momento in cui l'ho provata,

la sento di nuovo dilagare in me..........ogni volta....................ed è bellissimo.........anche solo il ricordo e la consapevolezza di averla vissuta!!!

:redface:

dunque la felicità è un pensiero secondo te! :Hmmmph:

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ah, allora avevo capito male...per "misurazione" credevo tu cercassi un'unità di misura TEMPORALE.............ossia "quanto dura".....

Se chiedi cosa rende felici...personalmente, quando riesco ad apprezzare pienamente ciò che stò vivendo/facendo......mi ricollego a ciò che più volte

ha scritto mio sull'essere PRESENTI, e all'ATTENZIONE da riservare alle nostre azioni.............credo sia importante e particolarmente piacevole

RICONOSCERE quella sensazione che si accende dentro.....è proprio una sensazione FISICA, che giunge fino alla testa.............se la si RICONOSCE

nel momento in cui si prova.....ne puoi godere, te la puoi gustare tutta, ed un senso di pace si diffonde in Te......e ripensandoci, nel tempo, puoi

riprovarla più volte, quasi alla stessa maniera............

bene viola se riesce a sentire, alla stessa maniera in cui senti quella gioia, la differenza tra il piacere che ti da un pensiero e la gioia "presente"....

la gioia è...il ricordo di un piacere non è....la gioia non la puoi ricordare non essendo mai un esperienza del "SE", il piacere è un esperienza del sè...la differenza è vasta come il mare....

Per quel concerne i ricordi delle persone anziane, forse la Felicità nasce in loro RICORDANDO momenti di cui magari non si rendevano conto quanto

fossero meritevoli di Felicità, e provano Felicità nell'occasione del ricordo di quei tempi....è una felicità del presente legata ad un piacevole ricordo

del passato...........ma chissà se allora, a tempo debito hanno RICONOSCIUTO e VISSUTO la stessa felicità, o non si sono resi conto della "fortuna"

d'allora che viene invece rivalutata con la limitazione dell'età, quindi il Passato, legato alla gioventu' viene idealizzato anche perchè ormai fuggito via..

Ho imparato ad apprezzare i momenti.....le occasioni vissute che hanno generato in me felicità...........ricordo passeggiate in un bosco per esempio, in

estate, la raccolta delle more.........ogni frutto era una felicità..........la marmellata.........prepararla........ed ora gustarla.............

una passeggiata con i miei cani...che ora non ci sono più......... trovare e raccogliere felice dei Funghi............... felicità nel lavoro......

felicità nello specchiarmi nell'anima dell'Altro, riconoscermi con Essa............... ogni cosa può essere "attimo di felicità", se si è predisposti per

RICONOSCERLA ed ACCOGLIERLA......... e quella fiammella resterà per sempre, Luce in Noi.

vedi cara viola, quando c'è gioia, quella fiammella che è luce in noi, essa diventa parte di noi, in quando il contatto è vero e diretto.

Quando invece fai esperienza di una cosa , devi ricordarla per provare piacere....la gioia accrescia il tuo essere, la felicità essendo pensiero diventa contenuto....dunque accresce il se.

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... diffondere la grazia.. .un bel compito .. hehe...

no scherzo.. per me l' ho già scritto .. la felicità è il lasciarsi andare.. completamente.. ma dura sempre pochissimo .

in fondo è come la rabbia.. quando esplode..

anche la felicità esplode..

ma dipende tutto dal grado di autocontrollo della persona..

io per esempio in quanto robot.. mi arrabbio e sono felice molto di rado..

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... diffondere la grazia.. .un bel compito .. hehe...

no scherzo.. per me l' ho già scritto .. la felicità è il lasciarsi andare.. completamente.. ma dura sempre pochissimo .

in fondo è come la rabbia.. quando esplode..

anche la felicità esplode..

ma dipende tutto dal grado di autocontrollo della persona..

io per esempio in quanto robot.. mi arrabbio e sono felice molto di rado..

...........ma sotto la corazza del Robot...cosa c'è??? Sarebbe bello che uscisse fuori ...sicuramente una bella persona che ha molto da dire di sè....

:Confused:

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