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Lotta agli abusi sulle donne


oscar

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Giornata contro la violenza sulle donne e contro la loro segregazione

Lotta contro gli abusi e soprusi dei diritti più elementari delle donne, nel mondo.

Lo scopo di questa azione è quello di favorire condizioni di sviluppo e partecipazione delle Donne e delle loro famiglie, offrendo loro, attraverso l'istruzione, l'educazione ai diritti umani, la formazione professionale, l'educazione sanitaria e il microcredito, strumenti e opportunità di reale e concreto riscatto.

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questo ha molto a che fare con il topic di fauno sulle streghe ma non solo, non tutte le donne abusate hanno il coraggio di ribellarsi di denuciare, incredibile subisce violenza 1 donna su 3 in tutto il mondo, anche qui da noi dove si dice che siamo evoluti!!!!!

Capisco quelle donne che vivono nei paesi con una cultura e legge a loro sfavore, ribellarsi è quasi controproducente, e comunque non serve a nulla ma noi perchè subiamo ancora, perchè non denunciamo? Per vergogna per senso di colpa, perchè si vuole dimenticare e si crede che basta non parlarne per dimenticare, finquando invece non se ne può più di tenerselo dentro, perchè parlarne è importante, è un dovere ma anche un modo per uscire dall'inferno.

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  • 2 weeks later...

Copio e posto. Ci sta bene qua

29/11/2007

Le donne possono picchiare i mariti, Imam sciita rompe un tabù

Beirut, 29 nov. - (Adnkronos/Aki) - "La donna ha il diritto di picchiare il marito in caso di difesa e di rispondere nello stesso modo se viene colpita". E' questa la fatwa emanata dal più autorevole Imam sciita libanese, l'Ayatollah Muhammad Hussein Fadlallah, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne celebrata il 24 novembre in tutto il mondo. Intervistato dal sito Internet della tv satellitare 'al-Arabiya', l'esponente del clero sciita libanese detta le sue regole, elevando lo status della donna a un livello di gran lunga superiore rispetto a quello stabilito dai suoi colleghi sunniti. "Questa fatwa si basa su una fonte sharaitica che riguarda tutti i musulmani - spiega - è quella secondo la quale ogni essere umano ha il diritto di rispondere per difendersi se viene attaccato. Non esiste alcuna base sharaitica per la quale il marito o il padre o il fratello o chiunque altro abbia il diritto di picchiare una donna. E se si tratta di un colpo violento, la donna ha il diritto di difendersi e rispondere allo stesso modo". L'Ayatollah Fadlallah rompe anche un altro tabù che riguarda la vita familiare di molti musulmani quando spiega che "il dovere di sussistenza che l'uomo ha nei confronti della donna non ne consente il dominio assoluto. Se studiamo quali devono essere i rapporti tra l'uomo e la donna nel Corano, vediamo che non c'è scritto da nessuna parte che il legame è quello tra padrone e schiavo". Il versetto 34 della Sura coranica delle Donne afferma che "gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono (per loro, ndr) i loro beni. Le (donne, ndr) virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande". Secondo Fadlallah questo versetto impone all'uomo solo la gestione economica della casa e della famiglia e non gli consente di esercitare il dominio sulla propria moglie. Inoltre, analizzando i testi di diritto musulmano, l'esponente sciita rileva come sia la donna a poter scegliere se svolgere l'attività di casalinga o lavorare. Nessuna norma giuridica le impone infatti di essere mantenuta dal marito contro il suo volere. Sempre secondo questa interpretazione dei testi sacri dell'Islam, Fadlallah ritiene legittimo da parte delle mogli che subiscono violenze familiari la possibilità di lasciare il tetto coniugale, "avendo perso quei diritti sanciti nel contratto di matrimonio".

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