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E se ci si innamora dello psicologo?


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azz è vero me l'ha fatto notare anche pulcino, scusate tanto...provvedo subito

Mi dispiace cancellare le conversazioni private, ci sono affezionata! Ho cancellato solo i messaggi più datati...

troppa popolarità! :Batting Eyelashes:

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comunque tutti questi discorsi vanno fatti in seduta, perchè l'analisi si svolge solo nella stanza, il resto la inficia ed è una resistenza al lavoro, un ostacolare il lavoro dell'analista, che è capire cosa accade tra noi e loro.

Euridice lo dovrebbe sapere, mi meraviglio di lei! Non è che i tuoi sono deliri?

ma di che parli?

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[

ma guarda in generale sugli atteggiamenti anche io so lavorare di volontà, la cosa che mi è difficile è controllare questi disturbi che poi al momento hanno cambiato un pò "metodo" proprio perchè poi raggiunta una certa consapevolezza devono diventare più contorti, meno identificabili...

Stranamente al momento i miei problemi girano tutti intorno a questo disturbo, l'ultimo scoglio da superare ma quello più duro...

ehh come vi capisco, io proprio ultimamente sono venuta a capo di una certa situazione , e abbasato le resistenze, l'aver capito non vuol dire che è facile gestire.... anche per me vale la volontà , come anche nel caso del transfert .... argomento ritrattato ultimamente con Renato , accetto a malincuore che è più importante il ns rapporto lì che fuori , e quindi lotto e vado avanti di volontà .... importante è comunque affronatare certi argomenti compreso il transfert ... perchè ma chi avrebbe mai detto certe cose ??

beh le riunioni le puoi sempre fare con lui, intanto ti cerchi uno psi a Fi, cosa te lo impedisce veramente? E' vero che in un certo senso si ricomincia da capo masi recupera facilmente ormai di certe cose sei consapevole. Inoltre nel frattempo che ti crogioli avresti già cominciato... :Batting Eyelashes:

Ma stauuf stavi prima a Roma e ora Firenze ??? e il tuo psi è a Roma ??? poveretto stai peggio di me .... incomincio anche io con lo spicodramma ... non vedo l'ora ma un pò mi vergogno ... spiegami come funziona ...

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ciao, benvenuta !

dunque secondo me il problema sta in questa tua frase " il transfert c'è ma non ne sei innamorata"

diciamo che non ne sei tanto presa, non sei totalmente dipendente dal tuo analista .

per decidere di smettere vuol dire che non sei legata a lui ma intendo che non è forte il rapporto terapeutico, oppure pensi di aver raggiunti già dei risultati??

oppure vuoi decidere di smettere perchè senti di essere arrivata forse ad una piccola svolta dentro di te e hai paura???

la tua potrebbe essere anche una forma di RESISTENZA all analisi.credo che il rapporto terapeutico non sia molto forte.

A robè mi soorprende quanta determinazione per dare consiglia gli altri.... potrebbe essere la soluzione riuscirsi a vedere dall'esterno.. forse sto dicendo una ....c......a

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beh funziona che si introduce la cosa con un tema e poi chi vuole si mette al centro della cerchia e con altro paziente impersona un ruolo, tipo padre figlio oppure moglie e marito e simili...ci si dice quello che si vorrebbe dire o si è detto o non si è detto al proprio familiare o partner. Da lì si innesca la dinamica...dopo interviene lo psico a chiarire alcuni aspetti rilevanti.

Io ho fatto il figlio, il padre, il compagno...poi in mezzo viene fuori di tutto di più. E' interessante a patto che il gruppo di persone sia ben amalgamato, si sia spontanei, non si cerchi di fare le primedonne ma essere se stessi in situazioni che l'altro ti cuce adosso e che spesso poi ti rimandano alle tue concrete esperienze di vita.

Infatti nel ruolo a sorpresa non puoi fare altro che reagire in base ai tuoi tratti caratteristici, se fingi la cosa non funziona...

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Euridice__Canta_il_Jazz' timestamp='1308774631' post='331023']

Un po' perchè qualcosa nei tuoi post mi ha ispirato il termine ''dolore'' poi perchè, personalmente, e come gran parte della popolazione mondiale, mi sono trovata spesso a vivere situazioni (familiari e non, analitiche e non) dolorose e di abbandono...

ho notato che l'analisi spesso ti aiuta a sentire il dolore, il pathos, a viverlo senza eluderlo, permettendoti di ''soffrirlo''...parole del mio analista,a lui piace tanto il fatto che nel processo immancabilmente si incontra ''il dolore''

e questa è una cosa buona, una cosa che ti permette di vivere la vita nelle sue mille sfumature, perchè insieme alle emozioni brutte ci sono anche quelle belle e tutte formano una tavolozza fatta di toni scuri e chiari...

che bella questa cosa ..... vera e dolorosa nello stesso tempo

[b]devo dire però, forse per particolare fragilità mia, lui, da un certo punto in poi ha iniziato a umanizzarsie scaldare il rapporto, mi sono sentita proprio voluta bene e questa cosa mi ha permesso di accettare la mia separazione da lui, questo suo accogliemi mi ha fatto sentire il fatto che non eravamo fusi in un unico nucleo ma due persone ben distinte che stavano conoscendo il loro rapporto e si possono osservare, è come se mi avesse dato responsabilità verso me stessa

[/b]

a me è successo nell'ultimo periodo, quando ho cominciato a capire alcune cose , l'ho visto più umano anche io , e se prima mi metteva un pò soggezione anche questo "amore" verso di lui, oggi lo vedo con occhi sempre innamorati ,ma vedono non più un "dio" ma un Uomo ... anche certi gesti , posso dire addirittura farmi.. tenerezza ... che è sempre un buon sentimento ... mi sembra di vivere un rapporto più paritario , non lui che è su e io giù... sta sparendo il timore di dire ...

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Euridice__Canta_il_Jazz' timestamp='1308774631' post='331023']

Un po' perchè qualcosa nei tuoi post mi ha ispirato il termine ''dolore'' poi perchè, personalmente, e come gran parte della popolazione mondiale, mi sono trovata spesso a vivere situazioni (familiari e non, analitiche e non) dolorose e di abbandono...

ho notato che l'analisi spesso ti aiuta a sentire il dolore, il pathos, a viverlo senza eluderlo, permettendoti di ''soffrirlo''...parole del mio analista,a lui piace tanto il fatto che nel processo immancabilmente si incontra ''il dolore''

e questa è una cosa buona, una cosa che ti permette di vivere la vita nelle sue mille sfumature, perchè insieme alle emozioni brutte ci sono anche quelle belle e tutte formano una tavolozza fatta di toni scuri e chiari...

che bella questa cosa ..... vera e dolorosa nello stesso tempo

devo dire però, forse per particolare fragilità mia, lui, da un certo punto in poi ha iniziato a umanizzarsie scaldare il rapporto, mi sono sentita proprio voluta bene e questa cosa mi ha permesso di accettare la mia separazione da lui, questo suo accogliemi mi ha fatto sentire il fatto che non eravamo fusi in un unico nucleo ma due persone ben distinte che stavano conoscendo il loro rapporto e si possono osservare, è come se mi avesse dato responsabilità verso me stessa

a me è successo nell'ultimo periodo, quando ho cominciato a capire alcune cose , l'ho visto più umano anche io , e se prima mi metteva un pò soggezione anche questo "amore" verso di lui, oggi lo vedo con occhi sempre innamorati ,ma vedono non più un "dio" ma un Uomo ... anche certi gesti , posso dire addirittura farmi.. tenerezza ... che è sempre un buon sentimento ... mi sembra di vivere un rapporto più paritario , non lui che è su e io giù... sta sparendo il timore di dire ...

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beh funziona che si introduce la cosa con un tema e poi chi vuole si mette al centro della cerchia e con altro paziente impersona un ruolo, tipo padre figlio oppure moglie e marito e simili...ci si dice quello che si vorrebbe dire o si è detto o non si è detto al proprio familiare o partner. Da lì si innesca la dinamica...dopo interviene lo psico a chiarire alcuni aspetti rilevanti.

Io ho fatto il figlio, il padre, il compagno...poi in mezzo viene fuori di tutto di più. E' interessante a patto che il gruppo di persone sia ben amalgamato, si sia spontanei, non si cerchi di fare le primedonne ma essere se stessi in situazioni che l'altro ti cuce adosso e che spesso poi ti rimandano alle tue concrete esperienze di vita.

Infatti nel ruolo a sorpresa non puoi fare altro che reagire in base ai tuoi tratti caratteristici, se fingi la cosa non funziona...

era uan cosa che la psi aveva proposto anche a me, poi va beh non s'è più fatto, forse a settembre dice, boh non so se ho ancora voglia a settembre...però mi intriga molto questa cosa, nonostante poi io sia una timidona in pubblico.. o forse è proprio per questo ! :Thinking:

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digi, anche io sono timidissimo, sebbene quando si tratti di parlare in modo formale mi sento sicuro...

Propio per questo vincere la timidezza significa esporsi con gli altri...in un certo senso ricorda le prime confessioni paleocristiane che avvenivano collettivamente. C'è di più in questo caso ovviamente.

Il fatto è che dovrebbero essere riunioni frequenti.

Poi credo ti aiutano parecchio a capire come ti poni davanti agli altri e come reagiscono effettivamente perchè c'è un certo grado di libertà, non coartata dai formalismi della conversazione occasionale.

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caspita! deve essere una città grande da quel che intuisco.

comunque secondo me ti fai troppi problemi, se arrivi prima è tanto di guadagnato, del resto chissene...il mio varia spesso orari, di solito mi anticipa ao rimanda di un ora. Ma dato che una volta arrivato lì ci metto pochi minuti ad andare al suo studio non è un problema.

In effetti come spiegavo era un meccanismo di prima , ora che alcuni nodi si stannop sciogliendo mi faccio meno paranoie...e mi viene da ridere che delle volte mi va di origliare....

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si si infatti, da come me ne parlò la psi quello che dovevo fare io era una specie di percorso di una seduta a settimana per un certo periodo di tempo...le psi dovevano essere due, lei e una collega, il gruppo di sole donne, non so se era voluto o se non si trovavano uomini disponibili.. :Thinking: Mi ha detto che lei è specializzata nello psicodramma...

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si si infatti, da come me ne parlò la psi quello che dovevo fare io era una specie di percorso di una seduta a settimana per un certo periodo di tempo...le psi dovevano essere due, lei e una collega, il gruppo di sole donne, non so se era voluto o se non si trovavano uomini disponibili.. :Thinking: Mi ha detto che lei è specializzata nello psicodramma...

uhmmm, le recite per sole femmine o per soli maschi mi deprimerebbero...e poi tanti lati dell'esistenza sarebbero pressochè insondabili.

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Quoto il caspita di stauff....pulcino vedi quanto impegno metti nel rispettare gli appuntamenti delle sedute!!!

Aspettate entrambi.... non mi avete capito .. questo ERA un meccanismo che avevo, oggi me ne strafotto se arrivo prima ....e se arrivo prima e ho voglia di andare a fare pipì vado al suo gabinetto sensa tante paranoie mentre lui finisce con il cliente precedente, se mi va di leggere una rivista in sala d'attesa la leggo, se mi va di farmi i cavoli del cliente prima me li faccio... o se semplicemente arrivo prima e ho voglia di guardare dei negozi , vado senza il puntiglio dell'orario spaccato al nanosecondo .. considerate che un minimo di programmaione oraria la devo avere perchè impiego un ora e mezza per arrivare perchè sto in una grande città .... e solo chi ci abita capisce i tempi di attesa dei mezzi....

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Pulcino Io ho quotato il caspita per il viaggio di oltre un'ora, ammiro sinceramente 'impegno che ci metti nel non perdere una seduta!

Signori miei ...io vado!!

Un bacio a tutti

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beh funziona che si introduce la cosa con un tema e poi chi vuole si mette al centro della cerchia e con altro paziente impersona un ruolo, tipo padre figlio oppure moglie e marito e simili...ci si dice quello che si vorrebbe dire o si è detto o non si è detto al proprio familiare o partner. Da lì si innesca la dinamica...dopo interviene lo psico a chiarire alcuni aspetti rilevanti.

Io ho fatto il figlio, il padre, il compagno...poi in mezzo viene fuori di tutto di più. E' interessante a patto che il gruppo di persone sia ben amalgamato, si sia spontanei, non si cerchi di fare le primedonne ma essere se stessi in situazioni che l'altro ti cuce adosso e che spesso poi ti rimandano alle tue concrete esperienze di vita.

Infatti nel ruolo a sorpresa non puoi fare altro che reagire in base ai tuoi tratti caratteristici, se fingi la cosa non funziona...

il tema quindi lo decide lo psi ovvio?? i ruoli li decide ognuno di noi '?? quindi devono partecipare tutti gli invitati allo psicodramma ??? una volta scelto il ruolo lo psico ti dice se dire e rappresentare ciò che nella relatà di tutti i giorni si è detto o si è pensato o che avresti voluto dire e non hai detto , specificando questa cosa se si è detto o pensato ..'?? non so se sono stata chiara ... a fingere non ha senso .. quindi il ruolo a sorpresa vuol dire che te lo affibbia lo psi '?? mi sa che mi devo leggere qualcosa in merito...

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comunque tutti questi discorsi vanno fatti in seduta, perchè l'analisi si svolge solo nella stanza, il resto la inficia ed è una resistenza al lavoro, un ostacolare il lavoro dell'analista, che è capire cosa accade tra noi e loro.

Euridice lo dovrebbe sapere, mi meraviglio di lei! Non è che i tuoi sono deliri?

di che parli e con chi ce l'hai ?! :eek:

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era uan cosa che la psi aveva proposto anche a me, poi va beh non s'è più fatto, forse a settembre dice, boh non so se ho ancora voglia a settembre...però mi intriga molto questa cosa, nonostante poi io sia una timidona in pubblico.. o forse è proprio per questo ! :Thinking:

mi imbarazza un pò perchè non so come funziona e perchè non conosco gli altri membri,e l'interpretare altri ruoi non mi è mai capitato , interpreto nella vita me stessa e non fingo al massimo ho alcune resistenze che via via sto cercando di buttare giù.... ma immagino funzioni così .... di solito mi ci vuole poco per sciolgiere la timidezza usando il cazzeggio , ma dipende molto dall'ambito .. mi intriga comunque vedremo....

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uhmmm, le recite per sole femmine o per soli maschi mi deprimerebbero...e poi tanti lati dell'esistenza sarebbero pressochè insondabili.

è quello che ho pensato io all'inizio... però dopo ho pensato ciò che ha detto euri...

Per me potrebbe essere interessante lavorare in un gruppo omogeneo poichè si potrebbe indagare su certe dinamiche specifiche

potrebbe essere si, dopotutto anche nel rapporto analitico a due, se è fra persone dello stesso sesso o di due sessi diversi, c'è sempre una parte delle dinamiche che vengono trascurate....

Un gruppo omogeneo di sole donne (magari c'entrano i disturbi alimentari che di solito sono più presenti nelle donne) anche se potrebbe non affrontare alcune dinamiche , ne potrebbe però approfondire altre che in un gruppo misto affronterebbe in modo meno specifico... poi credo dipenda molto da quale sia l'impostazione che gli psi decidono di dare al percorso...

boh le chiederò però quando sarà il momento il perchè di questa scelta...

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mi imbarazza un pò perchè non so come funziona e perchè non conosco gli altri membri,e l'interpretare altri ruoi non mi è mai capitato , interpreto nella vita me stessa e non fingo al massimo ho alcune resistenze che via via sto cercando di buttare giù.... ma immagino funzioni così .... di solito mi ci vuole poco per sciolgiere la timidezza usando il cazzeggio , ma dipende molto dall'ambito .. mi intriga comunque vedremo....

anche a me imbarazza molto, non fosse qualcosa legata al percorso analitico direi di no assolutamente!

Però da questo punto di vista, proprio perchè andrebbe a stimolare parti di me nascoste, mi intriga non poco.

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il tema quindi lo decide lo psi ovvio?? i ruoli li decide ognuno di noi '?? quindi devono partecipare tutti gli invitati allo psicodramma ??? una volta scelto il ruolo lo psico ti dice se dire e rappresentare ciò che nella relatà di tutti i giorni si è detto o si è pensato o che avresti voluto dire e non hai detto , specificando questa cosa se si è detto o pensato ..'?? non so se sono stata chiara ... a fingere non ha senso .. quindi il ruolo a sorpresa vuol dire che te lo affibbia lo psi '?? mi sa che mi devo leggere qualcosa in merito...

si lo fissa lui, ma poi si finisce a parlare di tutto...il devi per i pazienti è escluso, ognuno fa quello che si sente, puoi anche solo ascoltare per tutto il tempo.

Lo psico non ti dice nulla di imperativo, al massimo propone e se vuoi intervieni. Il ruolo è a sorpresa se qualcuno degli altri ti chiama per fare il papà o la mamma o altro. Non sai cosa ti dirà e quindi devi adeguarti per rispondergli senza nessuna preparazione, non c'è un copione.

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