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ARLEY

E se ci si innamora dello psicologo?

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Non lo può dire nessuno in questo forum.

E comunque esiste il problema della diagnosi in psicoterapia. A volte si possono iniziare dei percorsi terapeutici ed accorgersi strada facendo che non solo la persona del terapeuta, ma proprio quell'approccio non è adeguato, ed allora chiudere il rapporto nel più breve termine permette di non procrastinare una situazione che si sa già non essere funzionale.

Occorre anche dire che non per tutte le persone l'elaborazione e la remissione del transfert passa attraverso il dialogo. Ci sono persone per le quali parlare di transfert è fuorviante perché si sentono un tutt'uno con l'altro e quindi anche con lo psicoterapeuta, il quale diventa per esse una vera e propria parte inglobata, non transfertizzata. Il trattamento non è per niente facile e non tutti gli psicoterapeuti possiedono strumenti tecnici per farvi fronte. Non dimentichiamoci che la psicoterapia è un coacervo di infiniti orientamenti.

Con questo non voglio dire che sia il caso di roberta15, ma solo che è davvero impossibile esprimere una qualche valutazione della situazione perché il problema diagnostico non riguarda solo la competenza e la preparazione del professionista, ma una contingenza logica. Nessuno va in terapia con un'etichetta della propria personalità. Al massimo ci può andare con un sintomo. Ma lo stesso sintomo può venire espresso da personalità ben diverse, da trattare con strumenti tecnici diversi.

:Applause:

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Al massimo ci può andare con un sintomo. Ma lo stesso sintomo può venire espresso da personalità ben diverse, da trattare con strumenti tecnici diversi.

Anche secondo me, peccato che prendendo in considerazione questo presupposto vengono meno proprio le basi... Just%20Kidding.gif

Comunque, mettendo da parte quelle che potrebbero venire scambiate per illazioni gratuite, (infatti hanno un costo -_- ), direi che probabilmente, se si stesse parlando di un chirurgo che nel corso di un' operazione si interrompe perchè non sa come portarla a termine, beh, non solo verrebbe additato come cialtrone ma probabilmente dovrebbe risponderne legalmente...

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Anche secondo me, peccato che prendendo in considerazione questo presupposto vengono meno proprio le basi... Just%20Kidding.gif

Comunque, mettendo da parte quelle che potrebbero venire scambiate per illazioni gratuite, (infatti hanno un costo -_- ), direi che probabilmente, se si stesse parlando di un chirurgo che nel corso di un' operazione si interrompe perchè non sa come portarla a termine, beh, non solo verrebbe additato come cialtrone ma probabilmente dovrebbe risponderne legalmente...

oddio ransie quello che hai scritto mi colpisce, perchè l esempio del chirurgo mi sembra molto azzeccato con la mia situazione!

comunque, la situazione adesso sta messa così e cioè che c'è stato un miglioramento nel senso che io negli ultimi due mesi non ho più insistito con lei, adesso a settembre le ho richiesto l appuntamento, lei ha rifiutato però c'è stato uno scambio di parole, prima non voleva neanche parlarmi! neanche dirmi una parola! mi attaccava il telefono in faccia!

ransie, dal momento che ho capito che hai letto bene quello che ho scritto , cosa mi puoi consigliare?

adesso io sto cercando di riempirmi le giornate, pensarci di meno, già da due mesi non le faccio chiamate, però ho paura di ricadere, lei poi potrebbe avvertire mia mamma o peggio ancora sporgere denuncia.

ho paura, non so come comportarmi e mi sento trattata male.

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roberta ma tu segui una terapia farmacologica prescritta da un medico ?

si, ma a dose molto bassa, infatti la psichiatra è un pò arrabbiata perchè è una dose da bambini piccoli, però io non sono molto d accordo con questi farmaci !

e comunque ho inziato a prenderli dopo la "crisi forte" con la psi, un anno fa.

alla fine io stavo così perchè si era rotto il rapporto con la psi.

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Purtroppo chi prende in carico delle persone, proprio per la serietà verso queste ultime ha il dirirro e dovere di poter decidere con quali

pazienti o utenti lavorare...

In realtà secondo me la tua EX psi si è comportata male perchè avrebbe dovuto inviarti molto tempo prima dato che non era in grado di analizzare il tuo transfert...

vabbe'..non vado avanti...

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Purtroppo chi prende in carico delle persone, proprio per la serietà verso queste ultime ha il dirirro e dovere di poter decidere con quali

pazienti o utenti lavorare...

In realtà secondo me la tua EX psi si è comportata male perchè avrebbe dovuto inviarti molto tempo prima dato che non era in grado di analizzare il tuo transfert...

ho da poco rifiutato un allievo perchè non mi piaceva il comportamento dle padre, so che prendere quel ragazzo avrebbe significato lavorare male

e colludere con il padre, vabbe'..non vado avanti...

euri, scusami , ma allievo di che cosa? cosa insegni?

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Anche secondo me, peccato che prendendo in considerazione questo presupposto vengono meno proprio le basi... Just%20Kidding.gif

Comunque, mettendo da parte quelle che potrebbero venire scambiate per illazioni gratuite, (infatti hanno un costo -_- ), direi che probabilmente, se si stesse parlando di un chirurgo che nel corso di un' operazione si interrompe perchè non sa come portarla a termine, beh, non solo verrebbe additato come cialtrone ma probabilmente dovrebbe risponderne legalmente...

Vero, anche secondo me vengono meno proprio le basi. Ma questo è un problema che si porta dietro la psicoterapia in generale perché ci sono tantissimi orientamenti con basi epistemologiche diverse, talvolta opposte.

E poi c'è un ulteriore problema di "promozione" di tali orientamenti. La gente va dallo psicologo, punto. E non sa che tra un ipnoterapeuta ed uno psicoanalista del Sé ci corre quanto il giorno e la notte.

Ma comunque non sono rari i casi in cui i chirurghi operano e poi richiudono il paziente senza fare niente perché constatano che il male é più esteso di quello che pensavano.

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Vero, anche secondo me vengono meno proprio le basi. Ma questo è un problema che si porta dietro la psicoterapia in generale perché ci sono tantissimi orientamenti con basi epistemologiche diverse, talvolta opposte.

E poi c'è un ulteriore problema di "promozione" di tali orientamenti. La gente va dallo psicologo, punto. E non sa che tra un ipnoterapeuta ed uno psicoanalista del Sé ci corre quanto il giorno e la notte.

Ma comunque non sono rari i casi in cui i chirurghi operano e poi richiudono il paziente senza fare niente perché constatano che il male é più esteso di quello che pensavano.

...

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ransie, dal momento che ho capito che hai letto bene quello che ho scritto , cosa mi puoi consigliare?

Ciao Robertina, qualcosa ti avevo già detto nel post precedente, sempre nell' ambito delle possibilità. Certamente io non ti conosco, il forum è sì un buon luogo di incontro ma è pur sempre un mezzo abbastanza limitato per conoscere davvero una persona, ammesso che sia una cosa fattibile altrimenti. Ovviamente, sarebbe piuttosto inutile dirti "lasciala perdere" perchè, se non ho capito male, anche tu ammetti che questa persona ti abbia ferita e non si sia comportata adeguatamente, però se nonostante questo non riesci a disfartene...

secondo me, fai molto bene a distrarti però questo non dovrebbe essere un modo per non pensare a lei ma per fare qualcosa che piaccia davvero a te. Io credo che in questo anno, tra una telefonata e un' incursione al suo studio e vicende varie legate alla psicologa tu abbia comunque condotto la tua vita, fatto cose, visto gente, per dirla con Verdone.:D:

La vita è tua, il tempo è tuo, così come tutte le cose che vivi, dall' angoscia alla gioia. Ma, il modo per impiegare il tuo tempo è quello che determina se il tuo giorno sarà speso a deprimerti o fare altro. In questo "fare altro" ci sono tutte le possibilità che vorrai dare a te stessa per capire quali sono quelle cose che tu, da sola, puoi fare per te, per farti stare bene e renderti felice. Devi decidere tu, dipende solo da te.

Aspetti da un anno il colloquio di un' ora con una che ti dice carinerie che ripete a pappagallo a tutti i clienti. Se lo ottenessi, credi che basterebbe a ripagare tutto il tempo che hai passato a starci male?

Mi spiace essere stata un po' cruda, non so se sia il consiglio giusto da dare a te come a chiunque altro. Sono solo le cose di cui mi accorgo ora, avrei avuto bisogno che qualcuno dicesse a me quando avevo la tua età.

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Ciao Robertina, qualcosa ti avevo già detto nel post precedente, sempre nell' ambito delle possibilità. Certamente io non ti conosco, il forum è sì un buon luogo di incontro ma è pur sempre un mezzo abbastanza limitato per conoscere davvero una persona, ammesso che sia una cosa fattibile altrimenti. Ovviamente, sarebbe piuttosto inutile dirti "lasciala perdere" perchè, se non ho capito male, anche tu ammetti che questa persona ti abbia ferita e non si sia comportata adeguatamente, però se nonostante questo non riesci a disfartene...

secondo me, fai molto bene a distrarti però questo non dovrebbe essere un modo per non pensare a lei ma per fare qualcosa che piaccia davvero a te. Io credo che in questo anno, tra una telefonata e un' incursione al suo studio e vicende varie legate alla psicologa tu abbia comunque condotto la tua vita, fatto cose, visto gente, per dirla con Verdone.:D:

La vita è tua, il tempo è tuo, così come tutte le cose che vivi, dall' angoscia alla gioia. Ma, il modo per impiegare il tuo tempo è quello che determina se il tuo giorno sarà speso a deprimerti o fare altro. In questo "fare altro" ci sono tutte le possibilità che vorrai dare a te stessa per capire quali sono quelle cose che tu, da sola, puoi fare per te, per farti stare bene e renderti felice. Devi decidere tu, dipende solo da te.

Aspetti da un anno il colloquio di un' ora con una che ti dice carinerie che ripete a pappagallo a tutti i clienti. Se lo ottenessi, credi che basterebbe a ripagare tutto il tempo che hai passato a starci male?

Mi spiace essere stata un po' cruda, non so se sia il consiglio giusto da dare a te come a chiunque altro. Sono solo le cose di cui mi accorgo ora, avrei avuto bisogno che qualcuno dicesse a me quando avevo la tua età.

:Applause:

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Non lo può dire nessuno in questo forum.

E comunque esiste il problema della diagnosi in psicoterapia. A volte si possono iniziare dei percorsi terapeutici ed accorgersi strada facendo che non solo la persona del terapeuta, ma proprio quell'approccio non è adeguato, ed allora chiudere il rapporto nel più breve termine permette di non procrastinare una situazione che si sa già non essere funzionale.

Occorre anche dire che non per tutte le persone l'elaborazione e la remissione del transfert passa attraverso il dialogo. Ci sono persone per le quali parlare di transfert è fuorviante perché si sentono un tutt'uno con l'altro e quindi anche con lo psicoterapeuta, il quale diventa per esse una vera e propria parte inglobata, non transfertizzata. Il trattamento non è per niente facile e non tutti gli psicoterapeuti possiedono strumenti tecnici per farvi fronte. Non dimentichiamoci che la psicoterapia è un coacervo di infiniti orientamenti.

Con questo non voglio dire che sia il caso di roberta15, ma solo che è davvero impossibile esprimere una qualche valutazione della situazione perché il problema diagnostico non riguarda solo la competenza e la preparazione del professionista, ma una contingenza logica. Nessuno va in terapia con un'etichetta della propria personalità. Al massimo ci può andare con un sintomo. Ma lo stesso sintomo può venire espresso da personalità ben diverse, da trattare con strumenti tecnici diversi.

Però cos'è, che rende funzionale la terapia, veramente, aikon?

La remissione del sintomo?

Un buon rapporto con il terapeuta?

Il benessere della persona in terapia durante il suo svolgersi?

Da cosa un paziente può vedere, in itinere, che la terapia è adatta a sè?

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Voglio direm noi pazienti non ci rendiamo conto di quel che succede in terapia, forse è anche giusto, e sorgono dubbi, domande, le quali tu mi dirai, devono essere tivolte al terapeuta.

Ma, se il paziente volesse continuare e il terapeuta fosse di parere contrario, di chi è la sconfitta?

Domanda retorica, ti pare?

Del terapeuta, no-o?

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Però cos'è, che rende funzionale la terapia, veramente, aikon?

La remissione del sintomo?

Un buon rapporto con il terapeuta?

Il benessere della persona in terapia durante il suo svolgersi?

Preparazione professionale, conoscenze teoriche e competenze tecniche da parte del terapeuta senz'altro.

Una buona alleanza terapeutica altrettanto.

La remissione del sintomo se nasce da trasformazioni profonde e non da spostamento.

Il benessere non necessariamente perché ci possono essere situazioni in cui passare attraverso il dolore serve all'elaborazione dello stesso. In altre situazioni invece, tanto benessere può essere segnale di collusione tra paziente e terapeuta ed allora non c'è progresso, ma solo conferma delle antiche dinamiche.

Poi naturalmente va visto caso per caso, è impossibile fare una valutazione del benessere in senso oggettivo.

Da cosa un paziente può vedere, in itinere, che la terapia è adatta a sè?

Se sente che la terapia le è utile in qualche modo. Anche se a volte può avere dubbi al riguardo l'importante è che trovi il modo di parlarne in seduta. Ovvio che anche il terapeuta deve sentire di fare qualcosa di utile.

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Voglio direm noi pazienti non ci rendiamo conto di quel che succede in terapia, forse è anche giusto, e sorgono dubbi, domande, le quali tu mi dirai, devono essere tivolte al terapeuta.

Ma, se il paziente volesse continuare e il terapeuta fosse di parere contrario, di chi è la sconfitta?

Domanda retorica, ti pare?

Del terapeuta, no-o?

Non parlerei di sconfitta, ma di limite.

I terapeuti non sono Dei onnipotenti ed è un guaio quando non riconoscono i loro limiti.

Per il paziente però anche il fallimento può essere un'occasione importante da sperimentare. Non darei una valutazione pesantemente negativa allo scontrarsi con il limite di qualcosa che non si riesce a fare. A volte anche rinunciare ad "aspettative magiche" contribuisce a ricomprendere un esame di realtà che può far male.

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Non parlerei di sconfitta, ma di limite.

I terapeuti non sono Dei onnipotenti ed è un guaio quando non riconoscono i loro limiti.

Per il paziente però anche il fallimento può essere un'occasione importante da sperimentare. Non darei una valutazione pesantemente negativa allo scontrarsi con il limite di qualcosa che non si riesce a fare. A volte anche rinunciare ad "aspettative magiche" contribuisce a ricomprendere un esame di realtà che può far male.

m,sì,mi torna il discorso.

Tornando al tuo mex di prima, ecco, mi colpisce il discorso della remissione del sintomo "se nasce da ecc ecc", mi riporta alla mia esperienza, mai più avuto un attacco "isterico" da dopo che sono in terapia, praticamente il sintomo che mi ci aveva portato sparito subito, ma non voleva dire nulla.

Comparsa di altri sintomi strani nei mesi successivi, nodi in gola. tossi strane, ecc.

Anche lì, m.

scomparsi anche quelli.

Certo che l'ansia secondo me non scomparirà mai, con la bacchetta magica, che sia per le sedute o che sia entrando, che so, in una classe nuova, mi posso rassegnare che il batticuore ce l'avrò a vita, fa parte di me.

Sul benessere, dunque, faccio così per portare qualcosa, io ne ho sempre avuto poco, in questi cinque anni, anzi, un casino immane di elucubrazioni, di senso di abbandono, di ragionamenti da bimbi piccini, illazioni sul terapeuta e bla bla.

Bello anche il dicorso che anche il terapeuta deve sentire di fare qualcosa di utile!

Questo mi colpisce, perchè a volte ho chiesto ma secondo lei sta terapia funziona o no, e a volte è stata tragica la risposta. altre invece ho avuto un riscontro positivo, non è vero che la sua terapia non va avanti, o cose del genere!

Una volta disse che sarebbe stata la prima volta che un paziente gli faceva fallire la terapia:))

Oddio che risate se ci ripenso:)

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I terapeuti non sono Dei onnipotenti ed è un guaio quando non riconoscono i loro limiti.

Per il paziente però anche il fallimento può essere un'occasione importante da sperimentare. Non darei una valutazione pesantemente negativa allo scontrarsi con il limite di qualcosa che non si riesce a fare. A volte anche rinunciare ad "aspettative magiche" contribuisce a ricomprendere un esame di realtà che può far male.

m,sì,mi torna il discorso.

Tornando al tuo mex di prima, ecco, mi colpisce il discorso della remissione del sintomo "se nasce da ecc ecc", mi riporta alla mia esperienza, mai più avuto un attacco "isterico" da dopo che sono in terapia, praticamente il sintomo che mi ci aveva portato sparito subito, ma non voleva dire nulla.

Comparsa di altri sintomi strani nei mesi successivi, nodi in gola. tossi strane, ecc.

Anche lì, m.

scomparsi anche quelli.

Certo che l'ansia secondo me non scomparirà mai, con la bacchetta magica, che sia per le sedute o che sia entrando, che so, in una classe nuova, mi posso rassegnare che il batticuore ce l'avrò a vita, fa parte di me.

Sul benessere, dunque, faccio così per portare qualcosa, io ne ho sempre avuto poco, in questi cinque anni, anzi, un casino immane di elucubrazioni, di senso di abbandono, di ragionamenti da bimbi piccini, illazioni sul terapeuta e bla bla.

Bello anche il dicorso che anche il terapeuta deve sentire di fare qualcosa di utile!

Questo mi colpisce, perchè a volte ho chiesto ma secondo lei sta terapia funziona o no, e a volte è stata tragica la risposta. altre invece ho avuto un riscontro positivo, non è vero che la sua terapia non va avanti, o cose del genere!

Una volta disse che sarebbe stata la prima volta che un paziente gli faceva fallire la terapia:))

Oddio che risate se ci ripenso:)

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io vorrei essere innamorata di qualcuno.......invece mi sento sull'orlo di una crisi di nervi

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oggi giornata di seduta , ne avevo bisogno , sono confusa arrabbiata e delusa ! con la psi ho cercato di mettere un pochino di ordine nella mia mente Rolling%20Eyes.gif

mi sento cosi sola e disperata ....perchè come tutti nn posso avere un pò d'amore :Praying:

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oggi giornata di seduta , ne avevo bisogno , sono confusa arrabbiata e delusa ! con la psi ho cercato di mettere un pochino di ordine nella mia mente Rolling%20Eyes.gif

mi sento cosi sola e disperata ....perchè come tutti nn posso avere un pò d'amore :Praying:

:abbr: (un po' d'amore da lontano lontano)

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