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E se ci si innamora dello psicologo?


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credo che non ci sia una risposta semplice alla tua domanda. è una questione molto personale... probabilmente alcuni psi parlerebbero di resistenze. può essere... io credo che non tutti, per motivi diversi, sentano il bisogno di andare in profondità. alcuni vanno solo per risolvere un sintomo o un disagio temporaneo, risolto quello non hanno interesse ad andare oltre, e solo il tempo dirà se i problemi non risolti del tutto si ripresenteranno oppure no. tante persone hanno trovato un equilibrio accettabile coi proprio disagi o traumi, e riescono a vivere una vita soddisfacente. a quel punto perchè buttare tutto all'aria? è un processo spesso penoso, e se si sente di non averne bisogno, o non si è pronti, credo sia legittimo interrompere. poi bisogna vedere quanto è vero che "si sta vivendo bene" e quanto ce la si racconta... io ho intrapreso la terapia quando i casini erano diventati talmente enormi che non potevo più fingere di non vederli. se avessi fatto questo percorso 15 anni prima la mia vita avrebbe avuto un altro corso, avrei evitato enormi errori. però, appunto, si tratta di me...

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In analisi tramite le libere associazioni si porta alla luce qualcosa di molto più profondo del background culturale.

E anche se volessimo considerarlo, potremmo chiederci cosa ne impedisce la decostruzione.

Non si tratta di avere a che fare con il dizionario e chi fa analisi lo sa bene.

ehm... chi fa analisi, appunto. ma siccome le tecniche psicoterapiche non si riducono all'analisi, e non tutte le persone che passano di qui fanno analisi... tipo io che mi faccio la mia bella psicoterapia con uno psi di orientamento sistemico relazionale.

niente analisi (terminabile o interminabile) per me! e collegandomi al vostro discorso, sono anzi lieta di fare un percorso destinato alla conclusione. :Whew:

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L'importante è che tu ne senta la portata. Non necessariamente un percorso deve avere l'obbiettivo del termine; Freud in realtà parlava di analisi terminabile ed interminabile.

Si possono scoprire nuovi scenari e rendersi conto che i motivi per cui si va in terapia sono cambiati. Talvolta in analisi ci si spoglia della direzione della cura e si assumono tratti molto più esistenzialisti, é più una ricerca di se stessi che una cura per un disturbo.

E' verissimo, solo chi ne ha fatto esperienza può comprendere questo passaggio così elevato, così grande.

Grazie!

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grazie dell'intervento, Juditta. Cque nel mio caso non si è trattato di "abbandonare" la terapia come "capriccio di resistenza", ma perchè ho sentito sulla mia pelle che essa non fosse più incisiva nè costruttiva per me, ma in un punto di stallo dovuto alla metodologia del terapeuta, anche se non solo...Per dirla con una metafora: se si vuole abbattere un albero, puoi decidere sì di puntare l'accetta in un determinato punto, ma se poi non s'inclina nè si piega, forse si è sbagliato il punto e bisognerebbe cambiarlo...In fondo dice Freud che il setting e la terapia non la crea il paziente, che, almeno qualche volta, doverbeb aver pur ragione? Questo è ovviamente il mio punto di vista di ora, giacchè non sono affatto serena nel sapere che al momento non ho piu' l'aiuto professionale su cui ho contato e investito economicamente..Infatti io al momento non ho risolto i miei problemi, anche se la lunga (almeno per me)terapia mi ha ovviamente arricchito e diversificato i punti di vista e le consapevolezze. Insomma, per dirla in breve, io vorrei ancora e ancora fare terapia, perchè non sono mai sazia di conoscere la mia interiorità, ma ho dovuto interrompere per motivi "oggettivi dentro di me", e per giunta con un terapeuta che ritengo "bravo", e per motivi forse qui difficili da spiegare se non per tentativi; faccio un esempio: se io ho "un problema" a me charo, e il mio terapeuta mi dice che "non è quella la cosa importante", anche se io la sento tale.....visto che ci si vede da mesi e io lo preciso sempre, perchè non avermene dato atto almeno una volta...? Sai quando senti che "è vero" un qualcosa che lui ti dice che "non è vero" ? Sì, d'accordo, terapia+resistenza, ecc...ma credo che come paziente, tenuto conto della fiducia e del bisogno di capire e vivere meglio, ognuno di noi possa sentire se quel percorso che sta facendo sia "generativo" per se stessi oppure stagnante, come puo' capitare, senza nulla togliere alle buone intenzioni, umane e professionali , delle due parti.

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ehm... chi fa analisi, appunto. ma siccome le tecniche psicoterapiche non si riducono all'analisi, e non tutte le persone che passano di qui fanno analisi... tipo io che mi faccio la mia bella psicoterapia con uno psi di orientamento sistemico relazionale.

niente analisi (terminabile o interminabile) per me! e collegandomi al vostro discorso, sono anzi lieta di fare un percorso destinato alla conclusione. :Whew:

Ovvio, juditta, che ci siano altri percorsi terapeutici oltre l'analisi. Però io stavo rispondendo ad una tua considerazione su ciò che può essere alla base di un'associazione. E siccome le libere associazioni sono una tecnica usata in analisi (e non mi risulta in sistemica) ti stavo delucidando circa la scarsa importanza data al background culturale in tale ottica. Tutto qui, cerca di non vederci qualcosa di più di quel che é.

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Aikon....Forse la tua delusione riguarda il fatto che ancora non hai sperimentato con un uomo un rapporto così profondo come quello che hai in analisi.........

è proprio così...

si è così ma mi sto rendendo conto, in queste ore, che posso sperimentarlo solo ora dopo il tuffo di realtà di cui mi sono tant lamentata nell'ultimo post...

venerdì sera dopo vari episodi, che si sono susseguiti in maniera direi sincronica, è come se mi si fosse aperto un varco verso emozioni tenui di amore e tenerezza...diverse da quelle di amore passionale e doloroso, colorato da i miei fantasmi interni...giovedì e poi venerdì dopo una seduta intensa in cui ho elaborato una botta presa con il lavoro, ed ho affrontato certi miei modi di percepirmi e organizzarmi rispetto agli altri, quando ho incontrato L. era come se fossi diversa, pronta a entrare in contatto con lui...

Ne sono felice.

I rapporti si costruiscono nel tempo, affrontando le proprie paure e dando tempo all'altro di poterci accogliere.

Continua così! ;-)

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grazie dell'intervento, Juditta. Cque nel mio caso non si è trattato di "abbandonare" la terapia come "capriccio di resistenza", ma perchè ho sentito sulla mia pelle che essa non fosse più incisiva nè costruttiva per me, ma in un punto di stallo dovuto alla metodologia del terapeuta, anche se non solo...Per dirla con una metafora: se si vuole abbattere un albero, puoi decidere sì di puntare l'accetta in un determinato punto, ma se poi non s'inclina nè si piega, forse si è sbagliato il punto e bisognerebbe cambiarlo...In fondo dice Freud che il setting e la terapia non la crea il paziente, che, almeno qualche volta, doverbeb aver pur ragione? Questo è ovviamente il mio punto di vista di ora, giacchè non sono affatto serena nel sapere che al momento non ho piu' l'aiuto professionale su cui ho contato e investito economicamente..Infatti io al momento non ho risolto i miei problemi, anche se la lunga (almeno per me)terapia mi ha ovviamente arricchito e diversificato i punti di vista e le consapevolezze. Insomma, per dirla in breve, io vorrei ancora e ancora fare terapia, perchè non sono mai sazia di conoscere la mia interiorità, ma ho dovuto interrompere per motivi "oggettivi dentro di me", e per giunta con un terapeuta che ritengo "bravo", e per motivi forse qui difficili da spiegare se non per tentativi; faccio un esempio: se io ho "un problema" a me charo, e il mio terapeuta mi dice che "non è quella la cosa importante", anche se io la sento tale.....visto che ci si vede da mesi e io lo preciso sempre, perchè non avermene dato atto almeno una volta...? Sai quando senti che "è vero" un qualcosa che lui ti dice che "non è vero" ? Sì, d'accordo, terapia+resistenza, ecc...ma credo che come paziente, tenuto conto della fiducia e del bisogno di capire e vivere meglio, ognuno di noi possa sentire se quel percorso che sta facendo sia "generativo" per se stessi oppure stagnante, come puo' capitare, senza nulla togliere alle buone intenzioni, umane e professionali , delle due parti.

Ma se lui é veramente convinto che "non é vero" perché vorresti che ti assecondasse (e dunque non fosse sincero) per quella che tu reputi una questione "metodologica"?

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Ovvio, juditta, che ci siano altri percorsi terapeutici oltre l'analisi. Però io stavo rispondendo ad una tua considerazione su ciò che può essere alla base di un'associazione. E siccome le libere associazioni sono una tecnica usata in analisi (e non mi risulta in sistemica) ti stavo delucidando circa la scarsa importanza data al background culturale in tale ottica. Tutto qui, cerca di non vederci qualcosa di più di quel che é.

bene, sono contenta di averti dato modo di sfoggiare la tua erudizione.

se mo' magari hai qualche intervento da fare più consono allo spirito di condivisione di esperienze che ha sempre caratterizzato questo topic...

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bene, sono contenta di averti dato modo di sfoggiare la tua erudizione.

se mo' magari hai qualche intervento da fare più consono allo spirito di condivisione di esperienze che ha sempre caratterizzato questo topic...

Juditta, che problema hai?

Si sta parlando di argomenti psicologici in un forum di psicologia, mi sembra perfettamente consono.

Abbassa i toni, per cortesia.

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grazie dell'intervento, Juditta. Cque nel mio caso non si è trattato di "abbandonare" la terapia come "capriccio di resistenza", ma perchè ho sentito sulla mia pelle che essa non fosse più incisiva nè costruttiva per me, ma in un punto di stallo dovuto alla metodologia del terapeuta, anche se non solo...Per dirla con una metafora: se si vuole abbattere un albero, puoi decidere sì di puntare l'accetta in un determinato punto, ma se poi non s'inclina nè si piega, forse si è sbagliato il punto e bisognerebbe cambiarlo...In fondo dice Freud che il setting e la terapia non la crea il paziente, che, almeno qualche volta, doverbeb aver pur ragione? Questo è ovviamente il mio punto di vista di ora, giacchè non sono affatto serena nel sapere che al momento non ho piu' l'aiuto professionale su cui ho contato e investito economicamente..Infatti io al momento non ho risolto i miei problemi, anche se la lunga (almeno per me)terapia mi ha ovviamente arricchito e diversificato i punti di vista e le consapevolezze. Insomma, per dirla in breve, io vorrei ancora e ancora fare terapia, perchè non sono mai sazia di conoscere la mia interiorità, ma ho dovuto interrompere per motivi "oggettivi dentro di me", e per giunta con un terapeuta che ritengo "bravo", e per motivi forse qui difficili da spiegare se non per tentativi; faccio un esempio: se io ho "un problema" a me charo, e il mio terapeuta mi dice che "non è quella la cosa importante", anche se io la sento tale.....visto che ci si vede da mesi e io lo preciso sempre, perchè non avermene dato atto almeno una volta...? Sai quando senti che "è vero" un qualcosa che lui ti dice che "non è vero" ? Sì, d'accordo, terapia+resistenza, ecc...ma credo che come paziente, tenuto conto della fiducia e del bisogno di capire e vivere meglio, ognuno di noi possa sentire se quel percorso che sta facendo sia "generativo" per se stessi oppure stagnante, come puo' capitare, senza nulla togliere alle buone intenzioni, umane e professionali , delle due parti.

è difficile risponderti... da un lato mi dispiace sempre leggere che un terapia finisca con un senso di incompiutezza o di incomprensione... dall'altro credo che possa succedere, per vari motivi. hai provato per un'ultima volta a fargli capire che è questo che ti sta allontanando dalla terapia? ciò che per me ha sempre fatto la differenza, nei momenti cruciali, è questo: sentire il mio terapeuta aperto alle critiche, quando ce ne sono state. pronto a spiegare la propria posizione, ma anche a mettersi in discussione, sempre. è per questo che io ho continuato a dargli fiducia, e i risultati ottenuti nel corso di anni mi confermano che ho avuto ragione. però i momenti nei quali non mi sono sentita compresa ci sono stati, e tanti. momenti nei quali mi sembrava che le nostre strade divergessero... eppure il lavoro è stato efficace comunque.

io al posto tuo cercherei un ultimo chiarimento col cuore in mano. e comunque secondo me fai bene a difendere ciò che per te è importante...se tu senti che certi temi per te sono fondamentali, li devi affrontare, di li ci devi passare per forza. magari poi scoprirai che aveva ragione il tuo psi, ma certi tempi interiori non possono essere forzati, pure io ho passato tantissimo tempo parlando di questioni che erano "marginali" rispetto alla mia vita. ma proprio quei passaggi mi hanno fatto cambiare tanto...

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:LMAO:

Sei così cambiata che continui a mancare di rispetto alle persone, così come ti ha insegnato il tuo terapeuta sistemico relazionale, uh.

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mi fate tenerezza ragazze, seriamente! su, su, che nel mondo c'è posto per tutti, anche per le persone che non vi piacciono! :;):

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su, l'ho scritto che è un caso se in questi giorni ho scritto, sollecitata da alcune domande. poi tornerò a non scrivere e ci penserai tu a tenere vivo il forum coi tuoi solleciti e positivi contributi, come del resto hai fatto in questi mesi... :Straight Face:

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sì, c'è posto anche per te, purtroppo. il risultato della terapia per cretini che segui.

e comunque non me ne frega degli squallidi insulti personali a me, ma vedi di evitare di insultare un tipo di psicoterapia (la sistemico-relazionale) dato che così insulti terapeuti e pazienti che passassero di qui.

sarebbe come a dire che io vedendo come ti comporti te dopo 6 anni di analisi dicessi che l'analisi è una terapia da cretini... ma non lo faccio, perchè ci sono sono ottimi terapeuti in giro.

quindi un po' di rispetto, che al mondo non ci sei solo tu e le tue miserie personali.

e anche un po' di rispetto per Add, per Kitchen, e per tutte le persone che passano di qui cercando un confronto, e senza capirci nulla si ritrovano in mezzo a messaggi di insulti.

anche se te ne sbatte il caxxo di interagire con loro, puoi lasciare che dialoghino con qualcun'altro.

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Peace for a while to all good willing women ^^

che in parole povere vor dì fate l'amore no la guera :Batting Eyelashes:

( ps eury non mi considera più.... :Broken Heart: )

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quindi un po' di rispetto, che al mondo non ci sei solo tu e le tue miserie personali.

e anche un po' di rispetto per Add, per Kitchen, e per tutte le persone che passano di qui cercando un confronto, e senza capirci nulla si ritrovano in mezzo a messaggi di insulti.

anche se te ne sbatte il caxxo di interagire con loro, puoi lasciare che dialoghino con qualcun'altro.

Grazie juditta di essere sempre attenta e pronta a diffendere ed aiutare chi si trova in difficoltà.

Scusate forse mi ripeto, ma ultimamente sono inceppata e ho davvero tanta paura di me stessa. E' arrivata l'ora di dover fare una scelta della mia vita, mi distruggo ma nego la realtà, la mia paura è che il giorno quando lo accetterò sarà l'ultimo.

Povera mia psi, l'ho fatto sudare malamente, forse per questo l'ultima volta ha cambiato la tattica diventando dura come la pietra, si, ha funzionato, mi ha costretto di sganciare qualche bomba ma ora mi sento davvero male, non so a cosa può essere servito?

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e comunque non me ne frega degli squallidi insulti personali a me, ma vedi di evitare di insultare un tipo di psicoterapia (la sistemico-relazionale) dato che così insulti terapeuti e pazienti che passassero di qui.

sarebbe come a dire che io vedendo come ti comporti te dopo 6 anni di analisi dicessi che l'analisi è una terapia da cretini... ma non lo faccio, perchè ci sono sono ottimi terapeuti in giro.

quindi un po' di rispetto, che al mondo non ci sei solo tu e le tue miserie personali.

e anche un po' di rispetto per Add, per Kitchen, e per tutte le persone che passano di qui cercando un confronto, e senza capirci nulla si ritrovano in mezzo a messaggi di insulti.

anche se te ne sbatte il caxxo di interagire con loro, puoi lasciare che dialoghino con qualcun'altro.

anche te evita di rispondere con le tue solite finte smilies in cui ti sbellichi, veramente indisponenti e fatte ai danni altrui, se loro non se ne accorgono di cosa fai,meglio per loro.

Io sì, invece, e stigmatizzo comportamenti che sarebbero da correggere, da parte del tuo terapeuta, visto propagandi la sistemico-relazionale.

Con te non funziona.

Ah, l'espressione, "te ne sbatte il caxxo" è volgare e non consona, secondo le tue rigide regole di netiquette, che invochi sempre.

Complimenti.

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Ciao, scusate se mi intrometto, dico quello che ho notato io leggendo alcuni post

Premesso che a me la psicoanalisi affascina anche se non condivido alcuni elementi, mi è sembrato che sia tu Aikon che lighting steste come ad "incensarvi" a vicenda parlando di quanto è importante un'esperienza con questo tipo di terapia, quanto è alta e quanto è edificante, quasi una cosa di nicchia (non per niente c'è il pregiudizio sulla psicanalisi come qualcosa riservato ad una ristretta cerchia di persone).

Detto questo, esistono anche altri tipi di terapie, che spesso tendono ad essere sminuiti perché magari non aiutano allo stesso modo a pensare, a scoprire se stessi ecc... che "curano" e basta (che poi scusate se è poco).

Oltretutto se io vado a iniziare una psicoterapia mi aspetto appunto di curarmi da qualcosa, nemmeno in senso strettamente "medico", ma spero perlomeno di riuscire a risolvere un problema. Saranno meno esistenzialiste, ok, ma a parte che non tutti sono interessati a certe cose (e non significa per questo essere poco propensi ad arricchirsi culturalmente), magari qualcuno si "accontenta" semplicemente di vivere meglio...

Poi per quanto mi riguarda tendo a storcere un po' il naso quando leggo di quelle correnti psicoterapiche che millantano di risolvere i problemi in poche sedute (se anche succedesse significa che chi ci va poteva evitarlo, a questo punto, perché forse sarebbe anche "guarito" da solo chissà... parere personale) però pure a me parlare di terapia interminabile fa un po' "preoccupare" eh!

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ti preoccupa, izumi,per un problema "economico" o per un problema di orgoglio personale?

<solo una curiosità, perchè chi fa terapia, poi, è destinato comunque a diventare terapeuta di se stesso, per sempre, questo è il concetto.

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ti preoccupa, izumi,per un problema "economico" o per un problema di orgoglio personale?

<solo una curiosità, perchè chi fa terapia, poi, è destinato comunque a diventare terapeuta di se stesso, per sempre, questo è il concetto.

Sicuramente mi preoccupa anche per via dell'aspetto economico (e credo non ci sia nulla di male in questo ^^')

Poi per l'orgoglio personale, mah mica tanto alla fine... Mi preoccupa proprio il fatto che ci possa voler concretamente molto tempo per cambiare; chiaro che non c'è la bacchetta magica, ma sapere che ci vorranno anni e anni (senza nemmeno che i risultati siano garantiti) mi fa preoccupare

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