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E se ci si innamora dello psicologo?


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Scusate se m'intrometto ma trovo l'argomento interessante.

Ovviamente ragiono con la mia testa. Penso che il bisogno di essere visti implichi il bisogno di essere compresi, accettati. Altrimenti è una sfida, un'imposizione.

Mi vengono in mente gli scugnizzi, che per strada sentono il bisogno di disturbarti. Lì secondo me c'è un misto di bisogni. Bisogno di buttare fuori un'aggressività subita e bisogno di attirare l'attenzione con modalità distorte. In fondo è sempre una mancanza di affetto che la fa da padrone.

Se provi un senso di colpa può essere sia perché sai intimamente che l'esibizionismo è un surrogato, sia che avverti la tua fragilità e sai che rischi di farti del male se ti esponi.

Per esporsi, per esporre la propria intimità senza problemi, ci vuole sicurezza e convinzione delle proprie emozioni....e anche un buon senso della realtà. Secondo me bisogna essere il più possibile onesti....e pronti ad eventuali colpi. Non è la corazza che protegge ma una genuina stabilità.

Solo così si abbandona un atteggiamento difensivo che fa temere nemici prima ancora di avverli avvistati oppure, se questi esistono davvero, non li si teme più di tanto perché si avverte nettamente una separazione. I tuoi problemi, i loro problemi. E magari, parlando con te stessa il più sinceramente possibile, distingui meglio anche le tue proiezioni.

ciao.

già hai ragione e credo che il transfert in parte sia anche questo bisogno!essere visto!notato!desiderare di essere amato dal terapeuta è anche questo no?comunicare al proprio medico che si prova qualcosa per lui e sperare in qualche modo...fantasticare che lui possa dire altrettanto infondo è questo.e genera senso di colpa.perchè per prima cosa già in partenza è impossibile e poi il terapeuta non è nella posizione di essere così schietto da mandarti via,deve trovare un modo per aiutarti a gestire questo sentimento.ti deve accompagnare,non solo nei problemi che già avevi ma a gestire il tuom amore per lui.

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già hai ragione e credo che il transfert in parte sia anche questo bisogno!essere visto!notato!desiderare di essere amato dal terapeuta è anche questo no?comunicare al proprio medico che si prova qualcosa per lui e sperare in qualche modo...fantasticare che lui possa dire altrettanto infondo è questo.e genera senso di colpa.perchè per prima cosa già in partenza è impossibile e poi il terapeuta non è nella posizione di essere così schietto da mandarti via,deve trovare un modo per aiutarti a gestire questo sentimento.ti deve accompagnare,non solo nei problemi che già avevi ma a gestire il tuom amore per lui.

Ti faccio una domanda un po' forzata ;-)

Potresti pensare che tra i tuoi problemi alimentari (adesso risolti), l'episodio di violenza subito ed il "transfert" non rimesso ma che ha comunque portato alla conclusione della terapia ci possa essere un nesso?

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Ti faccio una domanda un po' forzata ;-)

Potresti pensare che tra i tuoi problemi alimentari (adesso risolti), l'episodio di violenza subito ed il "transfert" non rimesso ma che ha comunque portato alla conclusione della terapia ci possa essere un nesso?

beh si certo che c'è!il transfert generava in me desiderio e colpa.forse ad un certo punto era inaccettabile,visto che non passava il sentimento e il desiderio verso di lui e inconsciamente la morbosità.certo non è il pensiero cosciente ma quello inconscio.l'abbiamo analizzato in questo modo più volte anche in terapia.sono stata violentata da bambina quindi in me si è insinuata l'idea che io non potevo essere amata se non violentata.quindi io volevo essere inconsciamente violentata.coscientemente considero la violenza esattamente come tutti gli altri.ma sul piano della psiche profonda ho un problema.

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sì, grazie, ma io non voglio distinguerle se non dentro la stanza, fuori sarebbe una forma di nevrosi allucinante e insopportabile:))

beninteso che siamo liberi di proiettare a oltranza:)))

mettiamoci d'accordo, qua vietato distinguere proiezioni.

Ma ti ricordi quando qui si usava "te proietti", come difesa da messaggi ostici? :Just Kidding:

A un certo punto "Te proietti!" era una minaccia di risposta :Drooling:

Me lo ricordo bene e penso che, in generale, ogni uso può diventare un abuso.

Ma a prescindere da questo penso che non sia salutare non distinguere tra realtà e proiezioni, in qualsiasi contesto.

Secondo me dobbiamo sforzarci di farlo anche fuori la stanza, perché altrimenti rischiamo di precluderci le relazioni col prossimo.

Per me la confusione non giova mai, come si fa a recuperare un sano senso della realtà se ci si confonde continuamente tra questa e le proiezioni?

E certamente è un lavoro faticoso, perché non permette di sfogarsi liberamente, ma da qui a vederlo come forma di nevrosi non sono d'accordo.

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beh si certo che c'è!il transfert generava in me desiderio e colpa.forse ad un certo punto era inaccettabile,visto che non passava il sentimento e il desiderio verso di lui e inconsciamente la morbosità.certo non è il pensiero cosciente ma quello inconscio.l'abbiamo analizzato in questo modo più volte anche in terapia.sono stata violentata da bambina quindi in me si è insinuata l'idea che io non potevo essere amata se non violentata.quindi io volevo essere inconsciamente violentata.coscientemente considero la violenza esattamente come tutti gli altri.ma sul piano della psiche profonda ho un problema.

Perché allora hai deciso di concludere la terapia?

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già hai ragione e credo che il transfert in parte sia anche questo bisogno!essere visto!notato!desiderare di essere amato dal terapeuta è anche questo no?comunicare al proprio medico che si prova qualcosa per lui e sperare in qualche modo...fantasticare che lui possa dire altrettanto infondo è questo.e genera senso di colpa.perchè per prima cosa già in partenza è impossibile e poi il terapeuta non è nella posizione di essere così schietto da mandarti via,deve trovare un modo per aiutarti a gestire questo sentimento.ti deve accompagnare,non solo nei problemi che già avevi ma a gestire il tuom amore per lui.

Rispondendo ad Aikon hai chiarito la tua personale situazione. Infatti stavo per dirti che ciò che si prova dipende da ognuno.

Per esempio quando capitava a me, io non provavo senso di colpa. Semmai una frustrazione tremenda (il mio passato era costituito di rifuti -non nel senso di munnezza Just%20Kidding.gif) e un imbarazzo notevole.

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Perché allora hai deciso di concludere la terapia?

perchè ho messo sotto controllo i disturbi alimentari ormai e continuare così mi sembrava solo di prolungare l'agonia.

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in realtà aikon credo che la mia risposta sia molto riduttiva.è molto difficile affrontare se stessi e questi sentimenti.a un certo punto era davvero difficile affrontare questa cosa e mi rendevo conto che avrei voluto mettere in pratica ciò che non può essere messo in pratica.quindi ho preferito chiudere tutto.

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Me lo ricordo bene e penso che, in generale, ogni uso può diventare un abuso.

Ma a prescindere da questo penso che non sia salutare non distinguere tra realtà e proiezioni, in qualsiasi contesto.

Secondo me dobbiamo sforzarci di farlo anche fuori la stanza, perché altrimenti rischiamo di precluderci le relazioni col prossimo.

Per me la confusione non giova mai, come si fa a recuperare un sano senso della realtà se ci si confonde continuamente tra questa e le proiezioni?

E certamente è un lavoro faticoso, perché non permette di sfogarsi liberamente, ma da qui a vederlo come forma di nevrosi non sono d'accordo.

Una buona regola che ho imparato nelle chat di automutuoaiuto è di non dare consigli o giudicare, l'unica proiezione deleteria è esprimere anche involontariamente giudizi sull'esperienza altrui, ma utile all'interlocutore invece sarebbe cercare di dire la propria esperienza, cioè ciò che viviamo noi, o abbiamo vissuto, in relazione all'argomento trattato.

mai essere intrusivi, ti potrei fare mille citazioni di intrusività arbitraria, qua dentro.

Tipo: "Quell'idiota del tuo convivente,del tuo fratello, della tua sorella, hai ragione, è proprio un idiota, forza, mandalo a cagare! Se lo fai sei tutti noi!" :icon_nav1:

Un'automoderazione in questo senso in tal direzione, la direzione del non giudizio e della neutralità, ci protegge, e interferisce sì, ma in maniera positiva, sempre, poichè ci consente riflessione, e serena rielaborazione.

vedi zazà, tu lo hai sempre fatto in maniera spontanea, ma non è stato MAI stabilto questo accordo, che è FONDAMENTALE per poter parlare in serenità insieme, delle nostre esperienze terapeutiche e di vita.

una volta accordatisi su questo patto, siamo intesi.

per quanto riguarda il rendersi conto delle proiezioni, si può fare, qui come nella vita, ma certamente non può essere comunicato, l'autoanalisi toglie spontaneità al dialogo, diventa una cosa non più veritiera.

Tu ci staresti a mettermi a parte della tua autoanalisi? non credo proprio.:)

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in realtà aikon credo che la mia risposta sia molto riduttiva.è molto difficile affrontare se stessi e questi sentimenti.a un certo punto era davvero difficile affrontare questa cosa e mi rendevo conto che avrei voluto mettere in pratica ciò che non può essere messo in pratica.quindi ho preferito chiudere tutto.

E' davvero difficile affrontare se stessi.

Goditi i tuoi risultati, a volte sono necessari periodi un po' in stand-by. Ogni step ha il suo tempo giusto.

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E' davvero difficile affrontare se stessi.

Goditi i tuoi risultati, a volte sono necessari periodi un po' in stand-by. Ogni step ha il suo tempo giusto.

si!io credo che prima o poi dovrò riprendere il discorso.il mio doc non si è preso la briga di ridarmi nemmeno il mio materiale.perchè pensa che ne riavrò bisogno.questa è una pausa.ero stressata.affannata.il mercoledì che era il giorno della seduta mi generava un pò di stress,insomma avevo il batticuore come un'adolescente.che vergogna!e si era accentuato dopo che avevo messo sotto controllo il disturbo alimentare.a quel punto era fuori controllo il transfert.sichè gli ho detto chiaramente che così non poteva andare.lui non ha fattto obiezioni e mi ha assecondata.mi ha spiegato molto bene il significato del mio sentimento e perchè si era scatenato e credo che si aspetti comunque che poi ci lavoreremo un giorno.non si scappa ci lavoreremo.anche perchè sto mangiando dinuovo poco e la mia tendenza all'anoressia torna.non si fugge dai pro pri problemi9 e il mio disturbo alimentare è legato alla violenza sessuale e la violenza sessuale al disturbo di personalità ai rapporti umani al transfert.per ora non sono mal messa insomma le cose non vanno male,sarebbe il colmo è solo un mese e mezzo che sono senza terapia.non ho fatto neanche mezzo passo da sola ma so bene che dovrò affrontare ancora tante cose.

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  • 2 weeks later...

Una buona regola che ho imparato nelle chat di automutuoaiuto è di non dare consigli o giudicare, l'unica proiezione deleteria è esprimere anche involontariamente giudizi sull'esperienza altrui, ma utile all'interlocutore invece sarebbe cercare di dire la propria esperienza, cioè ciò che viviamo noi, o abbiamo vissuto, in relazione all'argomento trattato.

mai essere intrusivi, ti potrei fare mille citazioni di intrusività arbitraria, qua dentro.

Tipo: "Quell'idiota del tuo convivente,del tuo fratello, della tua sorella, hai ragione, è proprio un idiota, forza, mandalo a cagare! Se lo fai sei tutti noi!" :icon_nav1:

Un'automoderazione in questo senso in tal direzione, la direzione del non giudizio e della neutralità, ci protegge, e interferisce sì, ma in maniera positiva, sempre, poichè ci consente riflessione, e serena rielaborazione.

vedi zazà, tu lo hai sempre fatto in maniera spontanea, ma non è stato MAI stabilto questo accordo, che è FONDAMENTALE per poter parlare in serenità insieme, delle nostre esperienze terapeutiche e di vita.

una volta accordatisi su questo patto, siamo intesi.

per quanto riguarda il rendersi conto delle proiezioni, si può fare, qui come nella vita, ma certamente non può essere comunicato, l'autoanalisi toglie spontaneità al dialogo, diventa una cosa non più veritiera.

Tu ci staresti a mettermi a parte della tua autoanalisi? non credo proprio.:)

Un bel patto, ma forse un tantino utopico, ahimé.

Se penso a tutto ciò che ho scritto nel forum, soprattutto in questo topic, dico che chiunque avrebbe potuto tentare qualsiasi tipo di intrusione nei miei riguardi. Non ricordo che sia mai successo, probabilmente perché sono una persona tendenzialmente moderata e dai toni pacati. Tuttavia ho sempre messo in conto che questo potesse avvenire, ho misurato la mia fragilità e intimamente ho sempre saputo che ero così convinta di quello che affermavo o raccontavo che nessuno avrebbe potuto scalfirmi. Faccio delle mie onestà e sincerità il mio punto di forza, se non vengo compresa non me ne faccio un cruccio più di tanto, forse è per questo che non mi sono mai ritrovata in grosse polemiche, non sono un'insistente né dò spazio all'insistenza, non ho voglia di convincere a tutti i costi. Se si riesce a dialogare bene, sennò pazienza. Credo sia questo che mi ha permesso di parlare liberamente senza la sicurezza di un patto.

Riguardo le proiezioni, non mi pare di aver detto che debbano essere comunicate, quando riguardano le persone con cui dialoghiamo, quindi su questo sono d'accordo con te, ci mancherebbe, finisce che si confondono ancora di più le acque. Idem per l'autoanalisi, che per me è una cosa diversa, che ingloba anche il vedere le proprie proiezioni; scusa se preciso, mi è sembrato che tu l'utilizzassi come sinonimo.

Ma sempre per quanto riguarda i rapporti qui sul forum, diversamente è se ti racconto qualcosa che mi è accaduto dove tu non c'entri nulla. Lì posso raccontare e anche fare autoanalisi, quindi riportare la mia visione dei fatti e anche le mie eventuali proiezioni e altro ancora, tipo emozioni provate ecc. ecc.

Lo apriamo un bel topic: "La gestione dei rapporti interpersonali tra gli utenti del forum" ?!:rofl:

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  • 4 weeks later...
 

Un bel patto, ma forse un tantino utopico, ahimé.

Se penso a tutto ciò che ho scritto nel forum, soprattutto in questo topic, dico che chiunque avrebbe potuto tentare qualsiasi tipo di intrusione nei miei riguardi. Non ricordo che sia mai successo, probabilmente perché sono una persona tendenzialmente moderata e dai toni pacati. Tuttavia ho sempre messo in conto che questo potesse avvenire, ho misurato la mia fragilità e intimamente ho sempre saputo che ero così convinta di quello che affermavo o raccontavo che nessuno avrebbe potuto scalfirmi. Faccio delle mie onestà e sincerità il mio punto di forza, se non vengo compresa non me ne faccio un cruccio più di tanto, forse è per questo che non mi sono mai ritrovata in grosse polemiche, non sono un'insistente né dò spazio all'insistenza, non ho voglia di convincere a tutti i costi. Se si riesce a dialogare bene, sennò pazienza. Credo sia questo che mi ha permesso di parlare liberamente senza la sicurezza di un patto.

Riguardo le proiezioni, non mi pare di aver detto che debbano essere comunicate, quando riguardano le persone con cui dialoghiamo, quindi su questo sono d'accordo con te, ci mancherebbe, finisce che si confondono ancora di più le acque. Idem per l'autoanalisi, che per me è una cosa diversa, che ingloba anche il vedere le proprie proiezioni; scusa se preciso, mi è sembrato che tu l'utilizzassi come sinonimo.

Ma sempre per quanto riguarda i rapporti qui sul forum, diversamente è se ti racconto qualcosa che mi è accaduto dove tu non c'entri nulla. Lì posso raccontare e anche fare autoanalisi, quindi riportare la mia visione dei fatti e anche le mie eventuali proiezioni e altro ancora, tipo emozioni provate ecc. ecc.

Lo apriamo un bel topic: "La gestione dei rapporti interpersonali tra gli utenti del forum" ?!:rofl:

Di solito non amo le persone tendenzialmente "moderate e pacate",le trovo indisponenti, sono quelle che per amor di diplomazia si tengono fuori dalle grane e non dicono mai in faccia le cose che pensano veramente, non prendono mai parte a nulla, appaiono tendenzialmente menefreghiste e opportuniste.

io poi le percepisco subito,ho il radar incorporato. :Batting Eyelashes:

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Di solito non amo le persone tendenzialmente "moderate e pacate",le trovo indisponenti, sono quelle che per amor di diplomazia si tengono fuori dalle grane e non dicono mai in faccia le cose che pensano veramente, non prendono mai parte a nulla, appaiono tendenzialmente menefreghiste e opportuniste.

io poi le percepisco subito,ho il radar incorporato. :Batting Eyelashes:

Però può anche darsi che al tuo radar manchino le coordinate di una tranquillità vera, per cui non la vedi.

Quanto al concetto di partecipazione si potrebbe discorrere un bel po', per ora mi astengo. E nun so' menefreghista, SO' STANCA!

un caro saluto (carezzevole o costoso?! :Thinking:)

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Però può anche darsi che al tuo radar manchino le coordinate di una tranquillità vera, per cui non la vedi.

Quanto al concetto di partecipazione si potrebbe discorrere un bel po', per ora mi astengo. E nun so' menefreghista, SO' STANCA!

un caro saluto (carezzevole o costoso?! :Thinking:)

Non sei tanto chiara, stavolta.

Cosa significa che "sei stanca" per te?

Definisci "stanchezza", se ti va.

E l'opzione "carezzevole" vs "costoso"?

Sarai stanca al momento in cui non rispondi, se rispondi vuol dire che non sei stanca, ma possiedi le energie per rispondere.

Carezzevole contro costoso, significa che ti è costato caro mandarmi un caro saluto? :D:

ultimo quesito: definisci cosa è una tranquillità vera, questo vera mi incuriosisce.

Non è certo il sonno della morte, e non è neppure uno stato di coma, immagino.

Ci sono tante forme di Vita, io tranquillità lo associo al sonno, e quindi alla non-esistenza.

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Non sei tanto chiara, stavolta.

Cosa significa che "sei stanca" per te?

Definisci "stanchezza", se ti va.

E l'opzione "carezzevole" vs "costoso"?

Sarai stanca al momento in cui non rispondi, se rispondi vuol dire che non sei stanca, ma possiedi le energie per rispondere.

Carezzevole contro costoso, significa che ti è costato caro mandarmi un caro saluto? :D:

ultimo quesito: definisci cosa è una tranquillità vera, questo vera mi incuriosisce.

Non è certo il sonno della morte, e non è neppure uno stato di coma, immagino.

Ci sono tante forme di Vita, io tranquillità lo associo al sonno, e quindi alla non-esistenza.

Ieri sera ero stanca perché avevo passato la notte in bianco e tutto il giorno per accudire mio padre, dato che tre giorni fa si è fratturato il femore e appena tornato a casa ha avuto una ricaduta della bronchite. Tuttavia, avendo visto che mi avevi scritto già da qualche giorno, volevo comunque darti un minimo di risposta, forse avrei fatto meglio ad aspettare di avere più tempo per farlo meglio. Per questo sono stata breve, senza rendermi conto che potessi risultare poco chiara.

Ho tenuto a precisare che ero stanca perché non volevo dare l'impressione di essere menefreghista liquidando il tuo post in quattro parole che ho scritto.

Il doppio senso che ho attribuito al "caro" saluto dipendeva dal fatto che non sapevo come interpretare il tuo commento a cui ho risposto perché da un lato io tendo a salutare affettuosamente, ma dall'altro mi sarebbe potuto anche costare salutarti dato che per come ti sei posta nei miei riguardi sembrava che tu mi criticassi.

Questo perché io avevo detto che sono tendenzialmente pacata e moderata e tu hai dato a questa definizione un'accezione sostanzialmente negativa.

Dato che io non mi ritrovo nella descrizione che hai fatto, volevo instillarti il dubbio che forse non sempre è così. Forse, più semplicemente, le persone moderate sono sinceramente tranquille, senza troppi retropensieri, secondi fini, ecc.ecc.

E forse associamo a questo termine tranquillità significati diversi, come è evidente dall'ultimo post che hai scritto.

Se dovessi fare io un'associazione, direi che tranquillità mi rimanda la desiderio di pace, voglia di spiegare e spiegarsi con pacatezza.....poi sarò una gran palla, ma questo è un altro discorso!

E' interessante notare le differenze che alimentano le incomprensioni....per esempio io mai assocerei la tranqullità al sonno perché io non faccio sonni tranquilli (i vecchi utenti del forum forse se lo ricorderanno :D:) e non considero il sonno non-esistenza. Un tempo lo pensavo anch'io, poi leggendo un libro di Winnicott e parlandone anche in seduta mi sono resa conto che non è vero. Anche il sonno è vita, quando ricordiamo i sogni spesso ricordiamo anche le emozioni che abbiamo provato mentre lo facevamo, appunto emozioni vissute.

Spero di essere stata più chiara, nonostante sia comunque stanchina (ma meno di ieri) e mi aspettino altre notti, spero più tranquille!!

Ciao ciao

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Ospite pruillio

sono daccordo con te zaza',il sonno e' esistenza,senno' i sogni che importanza-significato avrebbero!?

sempre rotonda nei tuoi interventi,e piacavoli da leggere...ciao :)

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Ha ragione quando dice che nel mio post sotto sotto c'era un fastidio, non l'avevo ben inquadrato, c'era una sofferenza, ma in questo senso:

Era l'affermazione della zazà, " io sono una persona così", che corrisponde alla visione che lei ha di se stessa, ma sarebbe più gradevole,nella comunicazione, che le opinioni su di sè arrivassero dagli altri, e non da se stessi medesimi. :D:

se non arrivano, è opportuno non sottolineare le proprie qualità, che siano buone o cattive.

naturalmente questa è un'idea personalissima, non necessariamente condivisibile, e può anche trovare pochi estimatori.

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sono daccordo con te zaza',il sonno e' esistenza,senno' i sogni che importanza-significato avrebbero!?

sempre rotonda nei tuoi interventi,e piacavoli da leggere...ciao :)

oooh, non ho memoria che tu abbia mai dato importanza ai sogni, non dicevi che servivano per giocare i numeri al lotto, e che tu non avevi difese, ma eri sempre a diretto contatto con tutto?

abbiamo la conversione sulla via di Damasco? :D:

Onoraci di un tuo sogno, su, questo mi manca :icon_twisted:

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Ospite pruillio

oooh, non ho memoria che tu abbia mai dato importanza ai sogni, non dicevi che servivano per giocare i numeri al lotto, e che tu non avevi difese, ma eri sempre a diretto contatto con tutto?

abbiamo la conversione sulla via di Damasco? :D:

Onoraci di un tuo sogno, su, questo mi manca :icon_twisted:

usare i sogni in un certo modo si,sono buoni per il lotto,ma dire che i sogni e quindi dormire non e' esistenza,e' errato.

infatti sognare, significa vivere o rivivere qualcosa con tanto di emozioni,a tal punto che quando ci svegliamo sentiamo ancora le sensazioni del sogno ancora vive.

e' vero,io sogno sempre,ricordo sempre il sogno,e ce' ben poco da interpretare nei miei sogni,si spiegano da se'.

in piu',il nostro cervello lavora anche mentre dormiamo,forse di piu'.

problemi?

ps. di me ti manca tutto,fuorche' i miei sogni...ah ah

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