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ARLEY

E se ci si innamora dello psicologo?

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Ignorarti? Non scherziamo!!!

Grazie invece per le tue riflessioni

Io credo di aver iniziato a fingere fin dalla nascita

:abbr:

grazie diotima...si credo anche io, mi sono così plasmata rispetto al volere degli altri che ho perso completamente il contatto con me stessa...chi sono io? Boh!

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Beh, si tratta di una semplice scrivania piuttosto grande e sulla quale non c'è posato nulla eccetto una pianta nell'estremità dell'angolo. E' moderna, liscia e senza oggetti come piace a me; ma la odio! Iero ho ufficialmente protestato e non sto a dire quanto abbia analizzato tale protesta, direi che ne era contenta. Anche perché è stata una delle poche sedute senza silenzi, ma tanto ora so che lei è con me e posso parlare..... Solo che sono convinta che se non ci fosse la scrivania riuscirei a portarla davvero dentro di me, là dove le ho sempre impedito di arrivare. E giù con le interpretazioni dell'ostacolo esterno e dell'oggetto interno! L'ho voluta giovane, carina e kleiniana? Ora me la tengo.

p.s. e chi la molla più? :wub:

questo mi sembra un grandioso passo in avanti !! :good:

Ieri ha riferito pari pari una mia frase che avevo scritto qui, mi è preso un colpo :Skull:

:shok:

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Si lo so...ma intanto non riesco a muovermi, so che non posso tornare indietro ma mi sento bloccata immobilizzata nell'andare avanti e riempio tutto il vuoto intorno a me mangiando....in due anni di analisi non ho mai sentito la mia angoscia così forte....spero sia davvero un passaggio obbligato!

scusami se ti rispondo in maniera stringata, ma volevo solo dirti che penso davvero che si tratti di un passaggio obbligato, è normale provare angoscia, ti trovi al punto di dover decidere se abbandonare una coperta che per quanto brutta e stretta ti ha almeno un po' riscaldata per quasi 30 anni e non sai se la coperta che avrai dopo ti farà effettivamente stare più calda

forse non sarai più calda, ma almeno la nuova coperta ti piacerà, l'avrai scelta tu !

prenditi tutto il tempo che vuoi, abbi paura, è normale , anzi credo sia proprio sano

poi a un certo punto farai una scelta che ti verrà così, in maniera spontanea, senza manco stare a pensarci più di tanto

intanto io ti mando un abbarccio forte e un bacio (che tanto è tutto virtuale e lo riesco a fare !! ^_^ )

:air_kiss:

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:shok:

dici che è entrata? :cry::cry::cry:

Lo sapevo che dovevo andare da un'ottuagenaria, così a mala pena usava il telefono fisso.

E doveva essere brutta, antipatica, pelosa e coi baffi!

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che dire Berenice, credo questo confronto sia stato molto positivo.

Sai mi ha colpito proprio questa nostra differenza di affrontare i due mondi : lavorativo e sentimentale!

Riassumento all'osso, tu sei quella che s'è buttata sul lavoro ma che nonostante tutto anche in quello senti che non sei stata "libera" di scegliere, come le persone che possiamo definire "normali", anche se insomma sappiamo che non sarebbe appropriato!

E la tua vita sentimentale è quella su cui hai maggiori "problemi" e forse a quanto pare senti come qualcosa di "vergognoso" , o almeno difficile da spiegare (scusa sei termini non sono de ltutto appropriati ma voglio riassumere, correggimi se dico sciocchezze), inconmprensibile all'occhio esterno.

Per me è praticamente il contrario, ciò su cui mi sento in difficoltà, sia nello spiegare agli altri ma anche nell'accettare per me stessa, è tutto ciò che riguarda le conquiste scuola-lavoro.

Al contrario il lato sentimentale all'apparenza è salvo (proprio come per te è il lavoro ), eppure ciò che hai accennato su tuo padre, è qualcosa che comprendo profondamente, eppure nonostante abbia accanto un uomo che mi ama tantissimo e un figlio meraviglioso, io sento che anche lì ho tantissimi problemi...e anche se da fuori non si direbbe, io ci sto lavorado da due anni, affinchè possa far andare le cose ne lmodo migliore possibile, consapevole che alcune cose non potrò più viverle, consapevole che pur essendo avvantagiata in questo campo, rispetto ad altri, ho comunque uan serie di problemi che se no risolti comunque avrebbero potuto portarmi a perdere anche quel poco che avevo. Problemi non del tutto risolti, tra l'altro...anche io non posso dire moltissimo....

Però insomma questo mi aiuta a comprendere molte cose...non so se si capsice il paragone che ho fatto fra noi due, maavrei potuto farlo con altre di voi qui in modi diversi...

In fondo non credo fra di noi ci siano persone completamente invalidate dalle nevrosi che stiamo provando a curare...tutte dopotutto a modo nostro e con le grandissime difficoltà che comporta, abbiamo una vita all'apparenza normale! E poco importa se la "normalità" è una vita familiare , lavorativa o sociale all'apparenza stabile...il punto è che non lo viviamo come dovremmo, il punto è che comunque non siamo noi stesse e che abbiamo da sempre sacrificato al nostra personalità....

ecco io è a questo che miro, io vorrei recuperare me stessa, vorrei sentire le mei scelte (giuste o sbagliate che siano) mie e solo mie!

Ma ciò (per quanto mi riguarda) comporta dei grossi sacrifici, comporta rinunciare a un equilibrio che mi ero costruita a fatica, un equilibrio che portava da un alto la mia infelicità e dall'altro la serenità della mia famiglia....

La domanda che mi ha posto la psi mercoledì è il riassunto di tutto ciò: "quanto è disposta lei a rinunciare a se stessa per mantenere un equilibrio falsato che garantisca però la serenità della sua famiglia"?

Ecco io oggi non so rispondere a questa domanda....dal di fuori appare la cosa più semplice del mondo, e anche a me....razionalmente! Ma il mio inconscio ha paura di scegliere, perchè sa che se scelgo di sciogliere questo falso equilibrio dopo non si torna indietro, e io ho un'immensa paura di non riuscire a trovare me stessa..fin ora questo ruolo di vittima sacrificale mi ha almeno dato un fine....dopo cosa c'è?

La psi dice, "ecco ora lo sa"!!!!

Si lo so...ma intanto non riesco a muovermi, so che non posso tornare indietro ma mi sento bloccata immobilizzata nell'andare avanti e riempio tutto il vuoto intorno a me mangiando....in due anni di analisi non ho mai sentito la mia angoscia così forte....spero sia davvero un passaggio obbligato!

Scusate mi sono dilungata in riflessioni tutte mie...so che non si capsice un tubo....ma forse mi serve esternale....ignoratemi pure...

Ho letto con interesse e commozione le tue riflessioni.

Diciamo che il non sentirmi libera di scegliere in campo lavorativo dipende anche da quel famigerato mondo "esterno" di cui parliamo ogni tanto, e lì, bon, possiamo fare poco. Mentre invece certe scelte recenti che non sono stata in grado di fare, sì, dipendono da me...poi, per carità, magari si sarebbero rivelate infruttuose, ma almeno avrei provato... che poi, nei fatti, quando provo e mi impegno nel 90% dei casi riesco (sempre per il discorso "quello che dipende da me DEVE funzionare").

Mi capita spesso di invidiare le persone che hanno una storia che sembra funzionare (poi, per carità, parliamo spesso di apparenze) ma poi mi dico "Che hai da invidiare, tu che non hai fatto altro che rincorrere amori sbagliati e fottuti dall'inizio?" ... ho vissuto da un estremo all'altro, passando da una "facile" autocommiserazione perché nessuno voleva, nessuno poteva amarmi, e giù con la rabbia verso il mondo - leggi, uomini - a un condannare me stessa per il mio modo di essere, per i miei sentimenti malati che mi hanno fatto sempre tendere verso ciò che più mi faceva male... Anche lo psicoanalista da subito mi ha fatto notare che hpo un modo di sentire e pensare un po' a "sistema binario", e diverse volte mi ha parlato di "compassione" come modo possibile di pensare a me stessa... accettarsi da sé ed abbracciarsi...come si fa? :Confused:

Scusa ma stasera sto di nuovo a terra, mi sono rifatta un bel pianto subito dopo il lavoro...questa è la mia solita, antica reazione da "bambina ignorata". Ovviamente sono tornate nella mia mente immagini e ricordi degli ultimi 10 anni..questo sentire a me così noto e ogni volta così doloroso...come devo fare io? Torno a casa e mi sento così sola... e poi non parliamo delle persone che dispensano consigli, dio mio. Premetto che nell'ultimo anno (in questi giorni festeggio il mio anniversario con lo psycho :new_lips: ) ho fatto una certa piazza pulita per quanto riguarda certi rapporti di amicizia e anche con le persone che considero ancora amiche ho avuto notevoli discussioni, vabbe'. Cmq stasera ho chiamato un'amica perché avevo un po' voglia e bisogno di parlare di certe cose che sono successe con il tipo di cui sono invaghita... voglio dire, certe volte uno vuole parlare, non cerca mica consigli o facili consolazioni, no? Beh, la mia amica commenta le mie pene con "Ma a te piace soffrire" (certo, perché con la mia disastrosa situazione economica spendo tot soldi a settimana per continuare a stare male) e consiglia "Ma esci, vatti a svagare"... mi sento veramente una scema, con queste persone che assumono spesso e volentieri un tono paternalistico, perché si sentono "arrivate" (e non vi sto a raccontare cosa è successo quando le crisi ce le hanno avute loro e io a fare la solita allegra psicologa con tutte). Vabbe', scusate lo sfogo ma veramente mi rendo conto che parlare di sentimenti e stati d'animo con le persone e con gli anni che passano diventa sempre più difficile...

E non so come mai ancora non mi sia gettata sul cibo per rimediare!

"quanto è disposta lei a rinunciare a se stessa per mantenere un equilibrio falsato che garantisca però la serenità della sua famiglia"?

Ovviamente qui ci sarebbe un intero capitolo da aprire. Chiaramente non conoscendo molto il tuo vissuto, dietro a una domanda del genere può esserci il mondo intero! Però concordo con Frogga...certe volte la "soluzione" (passami questo termine, ora non me ne vengono altri) viene da sé, e quando succede, ci stupiamo di quanto tempo e di quante forze avevamo impiegato nell'arrovellarci nella sua ricerca. L'unica cosa che mi sento di dirti è che dovremmo pensare un po' di più alla temporaneità dei nostri stati d'animo. Insomma, da qualche parte, in qualche modo, le cose subiranno un'evoluzione, o fosse anche un'involuzione, qualcosa deve pur succedere.

Però a me 'sta cosa del creare per sé un ruolo nuovo intriga una cifra!

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Beh, si tratta di una semplice scrivania piuttosto grande e sulla quale non c'è posato nulla eccetto una pianta nell'estremità dell'angolo. E' moderna, liscia e senza oggetti come piace a me; ma la odio! Iero ho ufficialmente protestato e non sto a dire quanto abbia analizzato tale protesta, direi che ne era contenta. Anche perché è stata una delle poche sedute senza silenzi, ma tanto ora so che lei è con me e posso parlare..... Solo che sono convinta che se non ci fosse la scrivania riuscirei a portarla davvero dentro di me, là dove le ho sempre impedito di arrivare. E giù con le interpretazioni dell'ostacolo esterno e dell'oggetto interno! L'ho voluta giovane, carina e kleiniana? Ora me la tengo.

p.s. e chi la molla più? :wub:

Ieri ha riferito pari pari una mia frase che avevo scritto qui, mi è preso un colpo :Skull:

Non ho capito, ma tu hai vicini i piedini del tavolo o quelli dello psi? :icon_mrgreen:

Dimenticavo...

i piedini (si fa per dire) sono dello psicologo, eh! :icon_surprised: Cmq scusa se mi permetto, ma anche io avverto una certa "resistenza" in questa tua avversione verso la scrivania. Ti dico, io ho avuto per diverso tempo una forte avversione per la sedia del mio psi perchè è piuttosto alta, mentre il mio divano è bassotto...e vai con l emie fantasie su di lui che deve mostrarmi la sua superiorità, a me che odio il concetto stesso di "autorità" e sono in lotta con l'idea del "padre" - e il mio non è stato proprio tenrerissimo - da quando ero ragazzina.

E però la scrivania senza oggetti a me me prenderebbe proprio male... io riempio tutto con qualsiasi cosa!

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ciao Andrea, e certo che ci ricordiamo!

hai cambiato sponda? :He He:

intendo dal comportamentismo alla psicanalisi! :Just Kidding:

sono curiosa, come mai questa scelta?

ciao juditta!!!

ciao andrea?.......e allora? quanto tempo

raccontaci cosa è successo nel frattempo......

Io tutto ok........niente di nuovo.....

Psicoterapia........tranquilla!niente di particolare........

saluto tutte.....eh.....prossima sett.ho un esame quello....con prof.....figo,...chissà se lo passero'?

ciao Elli!!!

un saluto ad andreatt e a elli e in in bocca al lupo all'uno per il nuovo percorso intrapreso e all'altra per l'esame..

saluti anche a te

ciao andrea !!

e certo che ti innamorerai di lui !! :He He:

raccontaci un po': come mai cambio di psi e di tipo di terapia ?

certo che i fatti miei mai !! :ph34r:

ciao Froggy

x tutti:

con la cognitivo comportamentale vedevo che non andavo più avanti ,inoltre stavo abbastanza bene quindi decisi di smettere.

Adesso ho deciso di riprendere perchè ne sentivo il bisogno ed ho voluto tentare la "strada" della psicanalisi... per ora ho fatto circa 4-5 sedute..., non so mai che dirgli:-),inoltre mi spaventa il fatto che di solito è molto lunga... e molto cara... per ora ci vado,poi vedrò il da farsi

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Dimenticavo...

i piedini (si fa per dire) sono dello psicologo, eh! :icon_surprised: Cmq scusa se mi permetto, ma anche io avverto una certa "resistenza" in questa tua avversione verso la scrivania. Ti dico, io ho avuto per diverso tempo una forte avversione per la sedia del mio psi perchè è piuttosto alta, mentre il mio divano è bassotto...e vai con l emie fantasie su di lui che deve mostrarmi la sua superiorità, a me che odio il concetto stesso di "autorità" e sono in lotta con l'idea del "padre" - e il mio non è stato proprio tenrerissimo - da quando ero ragazzina.

E però la scrivania senza oggetti a me me prenderebbe proprio male... io riempio tutto con qualsiasi cosa!

A me non è che dia fastidio la scrivania senza oggetti perché a casa faccio esattamente la stessa cosa: non ho soprammobili, tappeti, tende, soltanto librerie piene di volumi. Gli oggetti mi creano un'ansia infinita (e anche qui mi sa che ci vorrebbero un paio d'anni d'analisi solo per questo), quindi non è quello. Il fatto è che la scrivania mi divide la lei, sta lì a ricordarmi che non potremo mai raggiungerci veramente. Mi piacerebbe sedermi di fronte a lei senza ostacoli, accoccolarmi sulla mia sedia senza dover stare come quando vai nello studio di un commercialista o in un ufficio. Non capisco perché si ostina a non accogliere questa mia disperata richiesta. Quando le ho detto che la lampada mi creava disagio ha cominciato a stare al buio, evidentemente la scrivania ha un significato ben diverso. Tieni presente che per i kleiniani il concetto di oggetto interno/esterno, buono/cattivo, oggetto che contiene o che ostacola è fondamentale. Confido nel fatto che nelle ultimi due sedute c'è stato un netto cambiamento nel nostro rapporto e io ora io sento di non essere più bloccata come prima per affrontare il discorso. Lunedì le parlerò ancora di questo, lo analizzeremo finché vorrà. Da quando ho sentito che è con me non ho più paura, è una sensazione meravigliosa.

Digi, lo so che devo imparare a stare bene anche senza di lei. Ora non mi ribacchettare, fammi godere il mio transfert positivo. :;):

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Ciao Andreatttt, tu non mi conosci ma io sì! Sto leggendo tutto il topic, sono arrivata a pag. 370. Bentornato

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ciao juditta!!!

ciao Elli!!!

saluti anche a te

ciao Froggy

x tutti:

con la cognitivo comportamentale vedevo che non andavo più avanti ,inoltre stavo abbastanza bene quindi decisi di smettere.

Adesso ho deciso di riprendere perchè ne sentivo il bisogno ed ho voluto tentare la "strada" della psicanalisi... per ora ho fatto circa 4-5 sedute..., non so mai che dirgli:-),inoltre mi spaventa il fatto che di solito è molto lunga... e molto cara... per ora ci vado,poi vedrò il da farsi

hai salutato tutte le vecchie utenti tranne me!!! :cray::80:

A me non è che dia fastidio la scrivania senza oggetti perché a casa faccio esattamente la stessa cosa: non ho soprammobili, tappeti, tende, soltanto librerie piene di volumi. Gli oggetti mi creano un'ansia infinita (e anche qui mi sa che ci vorrebbero un paio d'anni d'analisi solo per questo), quindi non è quello. Il fatto è che la scrivania mi divide la lei, sta lì a ricordarmi che non potremo mai raggiungerci veramente. Mi piacerebbe sedermi di fronte a lei senza ostacoli, accoccolarmi sulla mia sedia senza dover stare come quando vai nello studio di un commercialista o in un ufficio. Non capisco perché si ostina a non accogliere questa mia disperata richiesta. Quando le ho detto che la lampada mi creava disagio ha cominciato a stare al buio, evidentemente la scrivania ha un significato ben diverso. Tieni presente che per i kleiniani il concetto di oggetto interno/esterno, buono/cattivo, oggetto che contiene o che ostacola è fondamentale. Confido nel fatto che nelle ultimi due sedute c'è stato un netto cambiamento nel nostro rapporto e io ora io sento di non essere più bloccata come prima per affrontare il discorso. Lunedì le parlerò ancora di questo, lo analizzeremo finché vorrà. Da quando ho sentito che è con me non ho più paura, è una sensazione meravigliosa.

Digi, lo so che devo imparare a stare bene anche senza di lei. Ora non mi ribacchettare, fammi godere il mio transfert positivo. :;):

:huh: beh in realtà io credo invece che la fiducia sia il sentimento più importante in analisi...quindi ben venga e ben venga anche l'"amore"...

spero dinon dare l'impressione di una che bacchetta! :icon_confused:

in due post mi avete fatto sentire molto amate eh.... :Broken Heart:

:Raised Eyebrow:

:D:

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A me non è che dia fastidio la scrivania senza oggetti perché a casa faccio esattamente la stessa cosa: non ho soprammobili, tappeti, tende, soltanto librerie piene di volumi. Gli oggetti mi creano un'ansia infinita (e anche qui mi sa che ci vorrebbero un paio d'anni d'analisi solo per questo), quindi non è quello. Il fatto è che la scrivania mi divide la lei, sta lì a ricordarmi che non potremo mai raggiungerci veramente. Mi piacerebbe sedermi di fronte a lei senza ostacoli, accoccolarmi sulla mia sedia senza dover stare come quando vai nello studio di un commercialista o in un ufficio. Non capisco perché si ostina a non accogliere questa mia disperata richiesta. Quando le ho detto che la lampada mi creava disagio ha cominciato a stare al buio, evidentemente la scrivania ha un significato ben diverso. Tieni presente che per i kleiniani il concetto di oggetto interno/esterno, buono/cattivo, oggetto che contiene o che ostacola è fondamentale. Confido nel fatto che nelle ultimi due sedute c'è stato un netto cambiamento nel nostro rapporto e io ora io sento di non essere più bloccata come prima per affrontare il discorso. Lunedì le parlerò ancora di questo, lo analizzeremo finché vorrà. Da quando ho sentito che è con me non ho più paura, è una sensazione meravigliosa.

infatti credo che tutte le tue energie mentali dovrebbero essere concentrate sul capire PERCHE' questa scrivania costituisce un ostacolo così grosso per te... e non sul cercare di convincerla e eliminarlo.

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ciao ragazze-i miei, le cose vanno un po' meglio ma sempre pessimamente...

ciao euri....si va avanti....c'est la vie! :icon_confused:

Ho letto con interesse e commozione le tue riflessioni.

Diciamo che il non sentirmi libera di scegliere in campo lavorativo dipende anche da quel famigerato mondo "esterno" di cui parliamo ogni tanto, e lì, bon, possiamo fare poco. Mentre invece certe scelte recenti che non sono stata in grado di fare, sì, dipendono da me...poi, per carità, magari si sarebbero rivelate infruttuose, ma almeno avrei provato... che poi, nei fatti, quando provo e mi impegno nel 90% dei casi riesco (sempre per il discorso "quello che dipende da me DEVE funzionare").

Mi capita spesso di invidiare le persone che hanno una storia che sembra funzionare (poi, per carità, parliamo spesso di apparenze) ma poi mi dico "Che hai da invidiare, tu che non hai fatto altro che rincorrere amori sbagliati e fottuti dall'inizio?" ... ho vissuto da un estremo all'altro, passando da una "facile" autocommiserazione perché nessuno voleva, nessuno poteva amarmi, e giù con la rabbia verso il mondo - leggi, uomini - a un condannare me stessa per il mio modo di essere, per i miei sentimenti malati che mi hanno fatto sempre tendere verso ciò che più mi faceva male... Anche lo psicoanalista da subito mi ha fatto notare che hpo un modo di sentire e pensare un po' a "sistema binario", e diverse volte mi ha parlato di "compassione" come modo possibile di pensare a me stessa... accettarsi da sé ed abbracciarsi...come si fa? :Confused:

Scusa ma stasera sto di nuovo a terra, mi sono rifatta un bel pianto subito dopo il lavoro...questa è la mia solita, antica reazione da "bambina ignorata". Ovviamente sono tornate nella mia mente immagini e ricordi degli ultimi 10 anni..questo sentire a me così noto e ogni volta così doloroso...come devo fare io? Torno a casa e mi sento così sola... e poi non parliamo delle persone che dispensano consigli, dio mio. Premetto che nell'ultimo anno (in questi giorni festeggio il mio anniversario con lo psycho :new_lips: ) ho fatto una certa piazza pulita per quanto riguarda certi rapporti di amicizia e anche con le persone che considero ancora amiche ho avuto notevoli discussioni, vabbe'. Cmq stasera ho chiamato un'amica perché avevo un po' voglia e bisogno di parlare di certe cose che sono successe con il tipo di cui sono invaghita... voglio dire, certe volte uno vuole parlare, non cerca mica consigli o facili consolazioni, no? Beh, la mia amica commenta le mie pene con "Ma a te piace soffrire" (certo, perché con la mia disastrosa situazione economica spendo tot soldi a settimana per continuare a stare male) e consiglia "Ma esci, vatti a svagare"... mi sento veramente una scema, con queste persone che assumono spesso e volentieri un tono paternalistico, perché si sentono "arrivate" (e non vi sto a raccontare cosa è successo quando le crisi ce le hanno avute loro e io a fare la solita allegra psicologa con tutte). Vabbe', scusate lo sfogo ma veramente mi rendo conto che parlare di sentimenti e stati d'animo con le persone e con gli anni che passano diventa sempre più difficile...

E non so come mai ancora non mi sia gettata sul cibo per rimediare!

"quanto è disposta lei a rinunciare a se stessa per mantenere un equilibrio falsato che garantisca però la serenità della sua famiglia"?

Ovviamente qui ci sarebbe un intero capitolo da aprire. Chiaramente non conoscendo molto il tuo vissuto, dietro a una domanda del genere può esserci il mondo intero! Però concordo con Frogga...certe volte la "soluzione" (passami questo termine, ora non me ne vengono altri) viene da sé, e quando succede, ci stupiamo di quanto tempo e di quante forze avevamo impiegato nell'arrovellarci nella sua ricerca. L'unica cosa che mi sento di dirti è che dovremmo pensare un po' di più alla temporaneità dei nostri stati d'animo. Insomma, da qualche parte, in qualche modo, le cose subiranno un'evoluzione, o fosse anche un'involuzione, qualcosa deve pur succedere.

Però a me 'sta cosa del creare per sé un ruolo nuovo intriga una cifra!

Ti capisco sulle amicizie (e aggiungerei parentele) "porta-consiglio", la cosa peggiore sai qual'è? Che non puoi nemmeno incazzarti con questi, perchè poi ci restano male e ti dicono che lo facevano per il tuo bene! :Frustrated:

Pensa che io ho anche un'amica che ha fatto psicoterapia (anche se ha lasciato dall'oggi al domani) e nemmeno a lei certe cose le posso dire, se ne esce con le solite "soluzioni" non richieste e i soliti consigli sconclusionati del cavolo...inutile davvero, io ormai delle cose più intime parlo solo qui sul forum, e non è affatto una consolazione! Io vorrei avere qualcuno con cui condividere certe cose anche dal vivo, non dico qualcuno che conosca il percorso di psicoterapia ma almeno qualcuno che sa ascoltare...

Per lo meno io ho mio marito ma a volte vorrei parlare dei problemi che riguardano anche lui con qualcun'altro e poi ci sono cose che lui proprio non potrebbe capire...

insomma a quanto apre dobbiamo abituarci anche a questo altro aspeto "brutto" del mondo.... che dobbiamo fa? Tra l'altro non socrdiamoci che spesso noi "donne in analisi" siamo davvero scomode a tutti colori (specialmente donne) che non hanno alcuna intenzione di guardarsi dentro...è più comodo considerarci "strane" o "pazze"!!!!

Va beh l'argomento sarebbe vastissimo...

sulla mia famiglia e l'equilibrio malsano, in effetti ci sarebbe tanto da scrivere, l'ho anche fatto abbondantemente in passato, diciamo che la mia famiglia dal di fuori è la tipica famiglia "perfetta". Genitori che si amano e stanno insieme da quasi quarant'anni, due figlie (io e mia sorella) felicememnte (apparenza!!!) sposate con figli a loro volta, e tutti in buona salute! Manca solo la musichetta del mulino bianco!!! :Raised Eyebrow:

La verità è che per mantenere tutto questo, qualcuno (una a caso: io! :Talking Ear Off: ) ha dovuto seppellire la sua personalità e immolarsi come capro espiatorio di tutte le "imperfezioni" che ogni tanto venivano a galla!!!

Ecco per anni questo è stato il mio ruolo, innamorata pazza di un padre pardone e appiattita da una madre che non può accettare che sua figlia sia diversa da sè e dalla figlia maggiore.

Io ero la "strana", io ero quella sovrappeso, io ero quella bisognosa di psicoterapia, io ero la madre snaturata e la moglie stronza...ero tutto io....ciò che non andava....e mi ero così convinta che fosse vero che dpotutto il mio ruolo mi sembrava ottimo....vittima degli altir ma soprattutto vittima dime stessa...da qui i miei continui fallimenti, il mio non accettare tutto ciò che è piacere e soddisfazione personale, sesso e uomini compresi!

In due righe questa è la storia della mia vita, nulla di che, dal di fuori nemmeno si vedeva quanto andassi affondo....sempre più...poi è nato mio figlio e qualcosa in me si è svegliato...grazie a lui ho rivissuto la mai infanzia, ho regredito fino a provare sensazioni ormai rimosse....e ho capito che quella bambina andava salvata!

E oggi sono qui a portare avanti questa promessa che mi sono fatta, fra gli alti e bassi che l'analisi ci riserva!

Ieri è arrivato mio marito (per chi non lo sa, lavora fuori, ci vediamo un week end ogni due settimane circa) e per la prima volta gli ho parlato delle abbuffate, non che non lo sapesse, ma diciamo che non avevamo mai apertamente affrontato l'argomento, perchè io me ne vergognavo. Inoltre da questa estate le cose andavano molto meglio, per cui avevo accantonato il discorso.

Per la prima volta gli ho parlato della vera me, anche nel male, e ho potuto constatare che il mondo è ancora in piedi...che non crolla niente, come invece tutti i miei sogni indicavano....

anzi ho comprenso ancora di più che almeno posso aggrapparmi a lui, che almeno mi rimane questo, e in tutte le scelte fatte per la mia famiglia, quella di sposare quest'uomo è stata l'unica che ho azzeccato veramente. Ecco del mio passato, mi rimane solo lui....tutto il resto non sono io....

Chi lo sa....forse è anche questa un'evoluzione....

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infatti credo che tutte le tue energie mentali dovrebbero essere concentrate sul capire PERCHE' questa scrivania costituisce un ostacolo così grosso per te... e non sul cercare di convincerla e eliminarlo.

io per almeno 4-5 mesi ho odiato tutto in quella stanza, il salottino in vimini, la finestra con le persiane che avevo di fronte e che mi accecava....

Poi mentre io provavo a lasciarmi andare, pian piano manco mi avesse letta ne lpensiero, la psi ha cominciato a eliminare tutti quei "fastidi", il salottino in vimini ha lasciato spazio a un comodo salotto in alcantara, messo in una posizione diversa rispetto alla finestra che comunque aveva acquistato delle tende azzurre che permettevano il foltrare della luce in modo meno accecante....

Solo che io rispetto a diotima non ho mai parlato di queste cose alla psi, non ci riuscivo, però adesso con il senno di poi, posso dire che erano solo e soltanto resistenze..anche se le novità hanno giovato molto a sentirmi ancora più rilassata ....

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Ieri è arrivato mio marito (per chi non lo sa, lavora fuori, ci vediamo un week end ogni due settimane circa) e per la prima volta gli ho parlato delle abbuffate, non che non lo sapesse, ma diciamo che non avevamo mai apertamente affrontato l'argomento, perchè io me ne vergognavo. Inoltre da questa estate le cose andavano molto meglio, per cui avevo accantonato il discorso.

Per la prima volta gli ho parlato della vera me, anche nel male, e ho potuto constatare che il mondo è ancora in piedi...che non crolla niente, come invece tutti i miei sogni indicavano....

anzi ho comprenso ancora di più che almeno posso aggrapparmi a lui, che almeno mi rimane questo, e in tutte le scelte fatte per la mia famiglia, quella di sposare quest'uomo è stata l'unica che ho azzeccato veramente. Ecco del mio passato, mi rimane solo lui....tutto il resto non sono io....

Chi lo sa....forse è anche questa un'evoluzione....

mi ha colpita questa cosa che hai scritto... anche in questo ci somigliamo... scoprire che mio marito potesse essere capace di ascoltarmi, capirmi, comprendermi e sostenermi è stata una delle conquiste che ho fatto con la psicoterapia.. non è che pensassi che lui non fosse in grado... ero io convinta di non poterne parlare con lui... adesso razionalmente non so neppure dire bene perchè... era che alcuni miei disagi non li "potevo-dovevo" dire... pensa che ci ho messo più di un anno a dirgli che stavo andando da una psicologa...

...e pensare che quando ho cominciato la terapia avevo una paura folle di scoprire che lui non andasse bene x me, al punto che avevo detto alla psi che non volevo mettere in discussione questa relazione e che quindi preferivo non affrontare l'argomento (al che ovviamente la psi è cascata dalle nuvole dicendo che non era assolutamente sua intenzione dare giudizi o pareri a riguardo)...

Anche io mi sento molto diversa dal passato, e anche il rapporto con mio marito è cambiato, però (e questa ipotesi non l'avevo neppure minimamente considerata) in meglio!

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:huh: beh in realtà io credo invece che la fiducia sia il sentimento più importante in analisi...quindi ben venga e ben venga anche l'"amore"...

spero dinon dare l'impressione di una che bacchetta! :icon_confused:

in due post mi avete fatto sentire molto amate eh.... :Broken Heart:

:Raised Eyebrow:

:D:

Ma se ho scritto così è proprio perché tengo tanto a te! Se tu mi fossi stata indifferente o antipatica mica avrei pensato alla tua reazione alle mie parole.

Qualche bacchettata me l'hai data :(: ma poi ci siamo anche chiarite :): e magari un po' è stata anche salutare :3_2::bash:

:abbr:

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infatti credo che tutte le tue energie mentali dovrebbero essere concentrate sul capire PERCHE' questa scrivania costituisce un ostacolo così grosso per te... e non sul cercare di convincerla e eliminarlo.

In effetti voglio provare a capirlo. Il problema è che secondo me non sarò in grado di farla entrare veramente nella mia anima finché ci sarà quell'ostacolo, paradossalmente il modo per fare chiarezza sarebbe proprio quello di eliminarlo. Il serpente che si morde la coda .... :icon_frown:

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In effetti voglio provare a capirlo. Il problema è che secondo me non sarò in grado di farla entrare veramente nella mia anima finché ci sarà quell'ostacolo, paradossalmente il modo per fare chiarezza sarebbe proprio quello di eliminarlo. Il serpente che si morde la coda .... :icon_frown:

sei sicura che la terapia consista nel fare entrale la psicologa nella tua anima?

comunque il problema con l'ostacolo è tuo, è una tua questione. io per quasi due anni ho fatto le sedute con una scrivania in mezzo tra me e lo psicologo, tranne qualche volta in cui eravamo in un'altra stanza, e non ho l'ho mai percepita come un ostacolo al sentirlo vicino. ora stiamo uno di fronte all'altra su due poltrone e all'inizio ero a disagio, mi mancava la "protezione" della scrivania!

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sei sicura che la terapia consista nel fare entrale la psicologa nella tua anima?

Ho usato un'espressione della mia psi, mi dice sempre che non la faccio entrare nella mia anima :icon_confused:

Ma poi, psiche non significa appunto spirito, anima?

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ovviamente lei ha bisogno che tu le apra il tuo mondo interiore per poterti aiutare.

ti spiego perchè te l'ho chiesto...

leggendoti ho l'impressione (tutta personale, non pretendo sia esatta) che tu cerchi o aspiri a un rapporto molto vicino, stretto...forse troppo vicino! mi viente in mente la parola "simbiotico"... per questo la tua psi lascia la scrivania, per porre il giusto limite... limite che deve esserci nei rapporti terapeutici, come in tutti i rapporti umani, pena rischiare di risultare invadenti o di soffocare l'altro.

può essere che nella tua vita tu abbia instaurato rapporti "troppo" stretti, nei quali mancava la giusta distanza?

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Ciao Andreatttt, tu non mi conosci ma io sì! Sto leggendo tutto il topic, sono arrivata a pag. 370. Bentornato

piacere di conoscerti :)

hai salutato tutte le vecchie utenti tranne me!!! :cray::80:

SCUSAAAAA!!!!!!!!!! :im Not Worthy:

è STATO UN LAPTUS!!! mi hai pure fatto gli auguri per il mio compleanno:-) grazie mille

:huh: beh in realtà io credo invece che la fiducia sia il sentimento più importante in analisi...quindi ben venga e ben venga anche l'"amore"...

spero dinon dare l'impressione di una che bacchetta! :icon_confused:

in due post mi avete fatto sentire molto amate eh.... :Broken Heart:

:Raised Eyebrow:

:D:

SCUSAAAAA!!!!!!!!!! :im Not Worthy:

è STATO UN LAPTUS!!! mi hai pure fatto gli auguri per il mio compleanno:-) grazie mille

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è STATO UN LAPTUS!!!

Anche questo sembra un lapsus! :Just Kidding::D:

Ciao Andreatttt, a-ri-benvenuto, io non ti conosco......sono ancora a pag. 60!

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