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E se ci si innamora dello psicologo?


ARLEY

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zazà non ci puoi lasciare con la curiosità sulle "conseguenze devastanti" ! :Waiting:

si zazà racconta !!

mamma, ragazze, sono stanca morta....però ci provo lo stesso perché poi so che va a finire che scrivo tra un mese!!!

Dunque.....diciamo che ho provocato io certe sue battute con le mie battute pungenti anche se dette scherzosamente.

Appena arrivata lì gli ho chiesto se era l'ultima seduta prima di Pasqua, ero quasi certa di no, però volevo esseres sicura (mi ero anche portata dietro i soldi per eventualmente pagarlo). Io sono andata lì con il desiderio di trovare un seguito a quello sguardo intenso che mi aveva fatto, non so come spiegare......speravo di ritrovarmi in quello stato di semi-grazia che la volta precedente mi aveva fatto raccontare le mie emozioni e il mio passato con naturalezza ma invece avevo in testa quel sogno sulle resistenze e mi sentivo molto lontana da qualsiasi stato minimamente decente.

Dentro di me, io volevo dirgli che volevo stare con lui, punto e basta ma invece mi è uscito un rimprovero....cioè, siccome lui salta una settimana a pasqua, io gli ho detto, appunto in tono sfottitorio: dottore, lei si prende troppe vacanze! Enzo non se le faceva tutte queste vacanze!! ....che poi, a pensarci ora....non ci metterei la mano sul fuoco che lui a pasqua non si prendeva una settimana, la verità è che non me lo ricordo ma solo ora mi sta venendo il dubbio! vabbè, il succo è che non soffrivo del distacco ma è anche vero che è successo dopo qualche anno....almeno credo..povera memoria mia!

E lui mi risponde a tono: Decisamente superiore! (o qualcosa di simile..)

Mi sono stesa e ha attaccato con le domande.."si sente abbandonata?" ecc ecc. Ho detto varie cose tra cui....che penso che la pausa serve anche all'analista per riposarsi, per prendersi una pausa dai pazienti......e lui: "una pausa da lei!"

....ho sentito uno strappo dentro di me. Tuttavia ho proseguito, gli ho raccontato del sogno e dello sconforto che provavo, del mio timore di non riuscire a fare analisi davvero perché, tra l'altro, era successo che sulla spinta delle sue domande sull'affetto di Enzo mi ero andata a rileggere il mio diario di dieci anni fa. Avevo riportato certe critiche sue.....io gli avevo raccontato un sogno su certe porte.....lui mi diceva "almeno nel sogno aprile queste porte!", poi c'era anche dell'altro che non sto mo' a dire, insomma, cose tipo: "ma vieni qui a fare psicanalisi o psicocazzo???...questo perché gli avevo chiesto se potevo fargli una foto......che però in seguito mi ha permesso di fare, ho raccontato anche questo a Ric.

Una cosa assurda su cui rifletto ora: Ric mi ha detto che il palazzo faceva pensare all'analisi e direi che ci sta perché proprio io ho scritto qui ancora prima di andare lì che mi sembrava un sogno sulle resistenze...eppure quando me l'ha detto io ho risposto di no!!!! vi giuro che in quel moemnto non sentivo il nesso!!! mi pare (non mi ricordo :(: ) che il palazzo mi facesse pensare alla mia famiglia!!!

Poi abbiamo parlato di altro sempre per associazioni però ad un certo punto sono ritornata su quelle battute iniziali, che sembravano scherzose ma non troppo, ovviamente lui mi ha chiesto che cosa pensassi che lui pensasse......io ero indecisa....forse aveva provato veramente un senso di stizza nei miei riguardi perché stavo a rompergli le palle! ovviamente non mi ha chiarito cosa pensava davvero.

La seduta è finita con un senso d'insoddisfazione.

Ah...dimenticavo....dopo aver raccontato il sogno lui mi ha "suggerito" che potevo sentire tutto il mio struggimento, io gli ho specificato che non mi sembrava di autocondannarmi chissà quanto e che avrei preferito sentirgli dire chiaramente da lui: Io, Ric, sento il tuo struggimento.

Gli è uscita una specie di risata-sorriso.

Si capisce, ragazze??? volevo la comunicazione netta e chiara, il riconoscimento diretto anche se mi rendo benissimo conto che propormi, suggerendolo, un sentimento....in fondo è la stessa cosa!!

Ho raccontato anche questo punto per dire che mica l'ho sentito distante e pungente per tutta la seduta.

Però fatto sta che la sera ho avuto un collasso di pianto, per mancanza d'affetto misto ad un senso di nausea che riuscivo a spiegarmi solo in parte. Forse mi sentivo sporca perché chiedevo a chi non può rispondermi. Ho pensato che dovevo cercarmi la madre ideale senza di lui, mi sono rivista il film Vai e vivrai in cerca di risposte, di soluzioni, e ho pianto come una fontana.

Vedete, poi dopo mi sono ricordata che anche con Enzo ci sono stati momenti simili, in cui mi sono sentita profondamente criticata (Judi, ovviamente mi sono ricordata anche di tutte le riflessioni che abbiamo fatto proprio qui in proposito...sul pretendere e bla bla) per certe mie modalità eccessive di richiesta e mi sono domandata se Ric avesse avvertito qualcosa di simile anche se non c'è paragone su quello che mi fidavo di dire e di fare all'epoca! Ho pensato Ma vuoi vedere che son sempre la stessa e non me ne voglio rendere conto! :o:

Però poiché Enzo mi voleva bene comunque, mi sono tranquillizzata e ho ristabilito il contatto con il "mio" Ric che non mi rifiuta.

Inutile dire che ho pensato a quello che s'era detto qui sulle incazzature.....sul meccanismo umano che fa sì che nell'atmosfera rarefatta tutto si accentua.....

In sintesi mi sono un po' impressionata per questa mia reazione enorme.....ci sarebbe da dire che subito dopo la seduta è accaduto un evento molto, molto forte che non posso raccontare in pubblico che molto probabilmente ha inciso e poi c'era una cosa che avrei voluto fare quella sera e non ho potuto....credo che ho subito un eccesso di emozioni in mille direzioni, una specie di collasso.

Comunque l'ho detto, dopo quel vomito di pianto poi mi sono ripresa velocemente e ora desidero solo raccontare questo seguito a lui per fare maggior chiarezza.

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Che succede a questo topic???

neanche in piena estate l'ho visto languire così....

vabbè, per tirarlo su racconto una cosa che mi è successa oggi:

Ero in auto bloccata nel traffico, nei paraggi della casa del mio analista. Per caso mi giro di fianco e vedo a pochi metri proprio lui insieme ad una donna poco più giovane, suppongo la moglie. Camminavano abbastanza lentamente, quindi li osservo. Non so spiegarmi bene perché, ma quando lo incontro per strada mi sembra sempre più vecchio e serioso di quando lo vedo allo studio. Così su due piedi non ho provato nessuna emozione, forse ho sentito un po' di distanza, ma poi, guardandoli di spalle allontanarsi, mi è salita una scarica di nonsochè.....sembrava la stessa emozione adolescenziale che si prova quando incontri all'improvviso il ragazzo che ti smuove le viscere! però io non provavo nessun desiderio per lui in quel momento, anzi.

Non sapevo se ridere o piangere :He He:

Ho pensato: Zazà......ma allora c'è una parte di te che non cambia mai...ma quando la finisci...e che palle!!! :Just Kidding:

Se a qualcuna di voi va di raccontare esperienze simili, io ricordo solo la volta che Juditta raccontò qualcosa. Trovo che sono delle situazioni molto interessanti per osservarsi.

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Che succede a questo topic???

neanche in piena estate l'ho visto languire così....

vabbè, per tirarlo su racconto una cosa che mi è successa oggi:

Ero in auto bloccata nel traffico, nei paraggi della casa del mio analista. Per caso mi giro di fianco e vedo a pochi metri proprio lui insieme ad una donna poco più giovane, suppongo la moglie. Camminavano abbastanza lentamente, quindi li osservo. Non so spiegarmi bene perché, ma quando lo incontro per strada mi sembra sempre più vecchio e serioso di quando lo vedo allo studio. Così su due piedi non ho provato nessuna emozione, forse ho sentito un po' di distanza, ma poi, guardandoli di spalle allontanarsi, mi è salita una scarica di nonsochè.....sembrava la stessa emozione adolescenziale che si prova quando incontri all'improvviso il ragazzo che ti smuove le viscere! però io non provavo nessun desiderio per lui in quel momento, anzi.

Non sapevo se ridere o piangere :He He:

Ho pensato: Zazà......ma allora c'è una parte di te che non cambia mai...ma quando la finisci...e che palle!!! :Just Kidding:

Se a qualcuna di voi va di raccontare esperienze simili, io ricordo solo la volta che Juditta raccontò qualcosa. Trovo che sono delle situazioni molto interessanti per osservarsi.

Io non l'ho mai visto fuori dallo studio, ma ogni tanto ci penso, penso a come potrebbe essere vederlo fuori... Mi piacerebbe, almeno x una volta parlargli al di fuori dello studio, ma credo non sarebbe la stessa cosa, ogni tanto quando sono in giro, mi guardo attorno pensando: e se fosse qui in giro??? Come mi vedrebbe fuori dalla terapia???, Mi piacerebbe avere un colloquio con lui fuori, seduti su una panchina in un parco, mi piacerebbe che x una volta tutto acccadesse in maniera meno "formale"....Ma non capiterà mai.........

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Io ho visto una volta la mia psi al supermercato o meglio mi ha visto lei perché mi sono sentita accarezzare una spalla e me la sono trovata davanti che mi diceva buongiorno. Penso di aver risposto con un buongiorno anch'io e poi sono fuggita come un razzo lasciando gli acquisti nel cestino

bentornate ragazze

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Io ho visto una volta la mia psi al supermercato o meglio mi ha visto lei perché mi sono sentita accarezzare una spalla e me la sono trovata davanti che mi diceva buongiorno. Penso di aver risposto con un buongiorno anch'io e poi sono fuggita come un razzo lasciando gli acquisti nel cestino

bentornate ragazze

Ok. Ma tu non hai mai desiderato di vederla al di fuori del setting????? Anche io se lo incontrassi x caso mi sentirei, credo, in estremo imbarazzo...... Ma mi piacerebbe che si potesse fare pianificandolo...

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Che succede a questo topic???

neanche in piena estate l'ho visto languire così....

vabbè, per tirarlo su racconto una cosa che mi è successa oggi:

Ero in auto bloccata nel traffico, nei paraggi della casa del mio analista. Per caso mi giro di fianco e vedo a pochi metri proprio lui insieme ad una donna poco più giovane, suppongo la moglie. Camminavano abbastanza lentamente, quindi li osservo. Non so spiegarmi bene perché, ma quando lo incontro per strada mi sembra sempre più vecchio e serioso di quando lo vedo allo studio. Così su due piedi non ho provato nessuna emozione, forse ho sentito un po' di distanza, ma poi, guardandoli di spalle allontanarsi, mi è salita una scarica di nonsochè.....sembrava la stessa emozione adolescenziale che si prova quando incontri all'improvviso il ragazzo che ti smuove le viscere! però io non provavo nessun desiderio per lui in quel momento, anzi.

Non sapevo se ridere o piangere :He He:

Ho pensato: Zazà......ma allora c'è una parte di te che non cambia mai...ma quando la finisci...e che palle!!! :Just Kidding:

Se a qualcuna di voi va di raccontare esperienze simili, io ricordo solo la volta che Juditta raccontò qualcosa. Trovo che sono delle situazioni molto interessanti per osservarsi.

io in questo periodo ho una grande, enorme, difficoltà a scrivere. in generale non solo sul topic...

io non mi ricordo di aver raccontato qualcosa del genere :Thinking::He He:

e qualcosina da raccontare ce l'avrei... solo che non riesco proprio a concentrarmi! :unsure:

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Anche a me non è mai capitato, anche perchè lui lavora tutti i giorni fino a sera tardi e abita lontano da me, quindi sarebbe poco probabile un incontro casuale. A volte mi sono interrogata sulla possibilità che ciò accadesse e quello che ipotizzo è solo tanta ANSIA. Credo che al di fuori del setting, lo vedrei come una persona come tutte le altre, da cui si aspetterebbe qualcosa, insomma sarebbe molto imbarazzante. Per non parlare dell'eventualità di vederlo con un'altra donna, io scapperei e comunque so che proverei una gelosia straripante dopo!! :Nail Biting:

Rimuginerei su di lui, su di lei e sull posto che occupo nella sua vita, cioè un posto marginalissimo

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Anche a me non è mai capitato, anche perchè lui lavora tutti i giorni fino a sera tardi e abita lontano da me, quindi sarebbe poco probabile un incontro casuale. A volte mi sono interrogata sulla possibilità che ciò accadesse e quello che ipotizzo è solo tanta ANSIA. Credo che al di fuori del setting, lo vedrei come una persona come tutte le altre, da cui si aspetterebbe qualcosa, insomma sarebbe molto imbarazzante. Per non parlare dell'eventualità di vederlo con un'altra donna, io scapperei e comunque so che proverei una gelosia straripante dopo!! :Nail Biting:

Rimuginerei su di lui, su di lei e sull posto che occupo nella sua vita, cioè un posto marginalissimo

Anche io me lo domanderei, perchè la mia speranza è quella di occupare un piccolo posto nella sua vita....... Ma onestamente, credo che chiusa la porta dello studio, lui non si ricordi nemmeno che io esisto....

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moh?

Io l'altro giorno me lo sono trovato davanti alle ruote della bici, prima della seduta, e ho pensato di investirlo.

Già, già, mi sono dimenticata di dirglielo.

Ma c'era un sacco di gente intorno, il vicolo era zeppo. Era voltato, non mi ha visto, così ho frenato e accostato, chiuso la bici.

Nel frattempo è salito.

beh, non è proprio scritto sul momento, ma gli assomiglia.

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Ok. Ma tu non hai mai desiderato di vederla al di fuori del setting????? Anche io se lo incontrassi x caso mi sentirei, credo, in estremo imbarazzo...... Ma mi piacerebbe che si potesse fare pianificandolo...

Ci penso spesso al fatto di poterla incontrare fuori dal setting, ma nei miei pensieri sono sempre incontri casuali, forse perché so che pianificandolo non sarebbe possibile. Prima di incontrarla al supermercato ho desiderato spesso di imbattermi per caso nella sua presenza, ma a giudicare dalla reazione che ho avuto quando è successo, ora spero che non accada proprio più

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la mia è difficile che la incontri, perchè vive in un'altra città...ma spesso incontro al ex psi e di solito mi mimetizzo fra la gente e sgattaiolo via...nel mio inconscio rimbeliccilito sono convinta che vedendomi capirebbe che non sono cambiata affatto... -_-

Se in questi giorni dovessi incontrare la mia attuale psi, invece penso che si ritroverebbe a dialogare con un ghiacciolo... -_-

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la mia è difficile che la incontri, perchè vive in un'altra città...ma spesso incontro al ex psi e di solito mi mimetizzo fra la gente e sgattaiolo via...nel mio inconscio rimbeliccilito sono convinta che vedendomi capirebbe che non sono cambiata affatto... -_-

Se in questi giorni dovessi incontrare la mia attuale psi, invece penso che si ritroverebbe a dialogare con un ghiacciolo... -_-

:Shame On You:

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allora... aspettavate me? :He He:

vabbuò, confesso. io ho incontrato il mio psi al di fuori del setting. due volte. :Raised Eyebrow:

qui mi sento di fare la solita precisazione, che magari è superflua, magari no... nel senso che da quello che ho capito, parlando col mio psi, leggendo sul forum, e parlando con altre persone... alcune terapie necessitano proprio di quel distacco, di quella lontanza... per permettere allo psi da fare da "specchio" o cose del genere (non mi spingo oltre perchè non ho la competenza per approfondire). so che è così e mi rendo conto che in terapie del genere incontrarsi al di fuori potrebbe rivelarsi controproducente, forse anche un po' sconvolgente... la mia terapia non è di quel tipo e quindi questi due momenti al di fuori non hanno interferito.

adesso non sto a entrare nei dettagli, comunque sono stati incontri in situazioni "pubbliche", non è che ci siamo incontrati a bere un caffè o per fare una passeggiata... poi si, abbiamo anche bevuto un caffè, ma non era quello il motivo dell'incontro...

la prima volta l'incontro per me è stato abbastanza "sconvolgente"... infatti lui poi provò a farmene parlare in seduta, però io scavallai proprio l'argomento. devo dire che in un certo senso mi aveva turbata. non perchè fosse successo qualcosa di strano, mi turbava l'averlo visto al di fuori dello studio, non ero minimamente riuscita a sentirmi serena nel parlare con lui... mi mancava proprio la protezione del "setting". si, protezione è la parola chiave... mi ero sentita vulnerabile...

invece la seconda volta è stato tutto diverso. ero molto agitata sapendo che l'avrei incontrato, memore anche dell'esperienza precendente... e invece stavolta mi ha stupito la tranquillità che ho avuto in quel momento. non ero per niente a disagio, per niente. nonostante lui sia un tipo difficile da gestire, nel senso che ha una libertà nel modo di porsi nelle situazioni, che stride tanto con la mia timidezza e impacciatagine. a me a volte mette a disagio la sua "mancanza di timidezza", mi sa che non si capisce cosa voglio dire...

comunque stavolta sono stata tranquilla, ho parlato con lui come se davvero mi trovassi con un amico col quale ho grande confidenza. forse la parola chiave di questo secondo incontro è proprio confidenza.

la mia tranquillità ha stupito me stessa per prima, e devo dire che per me è stata una prova di "maturazione". maturazione mia e maturazione del nostro rapporto. la prova che sono cambiata (contate che è passato tanto, più di un anno e mezzo, tra i due incontri)... questa cosa mi ha fatto felice.

non c'è stata poi l'occasione di parlarne, però gliela vorrei dire sta cosa se mi ricordo...

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la prima volta che ho incontrato donna bettina fuori dallo studio non era un incontro casuale, sapevo che l'avrei vista lì all'inaugurazione di una mostra: ero nervosissima, tesa. all'epoca ero nel pieno del transfert e avevo diffioltà a relazionarmi a lei all'interno del settig, figuriamoci fuori !! :crazy:

cmq riuscii a farfugliare un saluto appena la vedi, le presentai la mia compagna e poi la ignorai per il resto della serata, troppo imbarazzata anche solo per trovarmi nello stesso ambiente con lei

adesso mi capirta spesso di vederla fuori dal setting quando facciamo i seminari e sono molto più rilassata, parliamo e scherziamo anche se ho sempre ben presente che si tratta della mia psicoterapeuta e non di un'amica qualsiasi

se la incontrassi per caso non so come mi comporterei. ogni tanto ci penso e mi piacerebbe vederla nella sua quotidianità, magari con suo marito

si tratta di curiosità, di desiderio di conoscere lei come persona e non solo come psi

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la prima volta che ho incontrato donna bettina fuori dallo studio non era un incontro casuale, sapevo che l'avrei vista lì all'inaugurazione di una mostra: ero nervosissima, tesa. all'epoca ero nel pieno del transfert e avevo diffioltà a relazionarmi a lei all'interno del settig, figuriamoci fuori !! :crazy:

cmq riuscii a farfugliare un saluto appena la vedi, le presentai la mia compagna e poi la ignorai per il resto della serata, troppo imbarazzata anche solo per trovarmi nello stesso ambiente con lei

adesso mi capirta spesso di vederla fuori dal setting quando facciamo i seminari e sono molto più rilassata, parliamo e scherziamo anche se ho sempre ben presente che si tratta della mia psicoterapeuta e non di un'amica qualsiasi

se la incontrassi per caso non so come mi comporterei. ogni tanto ci penso e mi piacerebbe vederla nella sua quotidianità, magari con suo marito

si tratta di curiosità, di desiderio di conoscere lei come persona e non solo come psi

tu ormai sei un' habituè degli incontri "fuori setting" :He He:

direi che la tua esperienza, unita alla mia, un po' smitizza la questione dell' "incontro"... nell'immaginazione si carica di significati metafisici... :Skull:e la prima volta in effetti ha un impatto bello tosto, ma poi in realtà, se per qualche motivo ci si trova a incontrarsi "al di fuori", tutto diventa assolutamente gestibile.

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allora... aspettavate me? :He He:

vabbuò, confesso. io ho incontrato il mio psi al di fuori del setting. due volte. :Raised Eyebrow:

qui mi sento di fare la solita precisazione, che magari è superflua, magari no... nel senso che da quello che ho capito, parlando col mio psi, leggendo sul forum, e parlando con altre persone... alcune terapie necessitano proprio di quel distacco, di quella lontanza... per permettere allo psi da fare da "specchio" o cose del genere (non mi spingo oltre perchè non ho la competenza per approfondire). so che è così e mi rendo conto che in terapie del genere incontrarsi al di fuori potrebbe rivelarsi controproducente, forse anche un po' sconvolgente... la mia terapia non è di quel tipo e quindi questi due momenti al di fuori non hanno interferito.

adesso non sto a entrare nei dettagli, comunque sono stati incontri in situazioni "pubbliche", non è che ci siamo incontrati a bere un caffè o per fare una passeggiata... poi si, abbiamo anche bevuto un caffè, ma non era quello il motivo dell'incontro...

la prima volta l'incontro per me è stato abbastanza "sconvolgente"... infatti lui poi provò a farmene parlare in seduta, però io scavallai proprio l'argomento. devo dire che in un certo senso mi aveva turbata. non perchè fosse successo qualcosa di strano, mi turbava l'averlo visto al di fuori dello studio, non ero minimamente riuscita a sentirmi serena nel parlare con lui... mi mancava proprio la protezione del "setting". si, protezione è la parola chiave... mi ero sentita vulnerabile...

invece la seconda volta è stato tutto diverso. ero molto agitata sapendo che l'avrei incontrato, memore anche dell'esperienza precendente... e invece stavolta mi ha stupito la tranquillità che ho avuto in quel momento. non ero per niente a disagio, per niente. nonostante lui sia un tipo difficile da gestire, nel senso che ha una libertà nel modo di porsi nelle situazioni, che stride tanto con la mia timidezza e impacciatagine. a me a volte mette a disagio la sua "mancanza di timidezza", mi sa che non si capisce cosa voglio dire...

comunque stavolta sono stata tranquilla, ho parlato con lui come se davvero mi trovassi con un amico col quale ho grande confidenza. forse la parola chiave di questo secondo incontro è proprio confidenza.

la mia tranquillità ha stupito me stessa per prima, e devo dire che per me è stata una prova di "maturazione". maturazione mia e maturazione del nostro rapporto. la prova che sono cambiata (contate che è passato tanto, più di un anno e mezzo, tra i due incontri)... questa cosa mi ha fatto felice.

non c'è stata poi l'occasione di parlarne, però gliela vorrei dire sta cosa se mi ricordo...

Ma quale è stato il motivo x il quale avete deciso di vedervi fuoti dal setting??? E da chi è partita l'idea???

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a me è successo di incontrarlo una sera nel centro della mia città e credo fosse con la moglie... l'ho volutamente evitato. sarebbe stato imbarazzante ma al max gli avrei detto un semplice "buonasera".

devo dire la verità... non mi interessa affatto incontrarlo fuori dal setting. lui lì per me ha un valore, al di fuori no. è difficile da spiegare ma è come se per me esistesse solo lì dentro. pensate che mio marito più volte mi ha chiesto di far caso se ha la fede per vedere se è sposato... io penso sì, la prox volta ci faccio caso ma poi mi passa, c'è sempre qualcosa di più importante per me quando sono lì.

non gli ho mai chiesto nè se ha figli nè quanti anni ha.

eppure è forse la persona che ha cambiato più profondamente la ma vita. ma più che lui quello che il nostro rapporto in quella stanza mi sta regalando... la capacità di ascoltare, accettare, mettere da parte i giudizi, aprirmi a pensieri profondamente nuovi, al dolore, alla tristezza e alla paura così come alla vita.

proprio ieri dopo una seduta ho sentito profondamente che più di ogni altra cosa quello che "cura" il mio dolore non è quello che dico o analizzo lì dentro, ma la grande opportunità che lì dentro ho trovato di ascoltarmi, di usare l'altro per capirmi e di riscoprire il desiderio di conoscermi.

questo vale solo lì dentro perchè siamo io e lui, due persone, il silenzio, empatia e ascolto... fuori nessuna di queste condizioni potrebbe ripetersi e lo spazio dell'ascolto sarebbe impossibile.

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Buon per te, io non so niente del mio terapeuta, della sua vita, ma sarei curiosissima.

Schiatto di curiosità!

Però ho delle foto sue da ragazzo, non vi sto a dire perchè, e quanto le ho guardate e riguardate agli inizi!!

Una volta le ho portate in seduta!

Aveva un bellissimo sorriso sereno, e gli stessi occhi...pungenti.:))

Era un tipo alla moda, questo l'ho notato, alla moda del tempo suo, del tempo nostro, ma io sono leggermente più giovane.:))

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a me è successo di incontrarlo una sera nel centro della mia città e credo fosse con la moglie... l'ho volutamente evitato. sarebbe stato imbarazzante ma al max gli avrei detto un semplice "buonasera".

devo dire la verità... non mi interessa affatto incontrarlo fuori dal setting. lui lì per me ha un valore, al di fuori no. è difficile da spiegare ma è come se per me esistesse solo lì dentro. pensate che mio marito più volte mi ha chiesto di far caso se ha la fede per vedere se è sposato... io penso sì, la prox volta ci faccio caso ma poi mi passa, c'è sempre qualcosa di più importante per me quando sono lì.

non gli ho mai chiesto nè se ha figli nè quanti anni ha.

eppure è forse la persona che ha cambiato più profondamente la ma vita. ma più che lui quello che il nostro rapporto in quella stanza mi sta regalando... la capacità di ascoltare, accettare, mettere da parte i giudizi, aprirmi a pensieri profondamente nuovi, al dolore, alla tristezza e alla paura così come alla vita.

proprio ieri dopo una seduta ho sentito profondamente che più di ogni altra cosa quello che "cura" il mio dolore non è quello che dico o analizzo lì dentro, ma la grande opportunità che lì dentro ho trovato di ascoltarmi, di usare l'altro per capirmi e di riscoprire il desiderio di conoscermi.

questo vale solo lì dentro perchè siamo io e lui, due persone, il silenzio, empatia e ascolto... fuori nessuna di queste condizioni potrebbe ripetersi e lo spazio dell'ascolto sarebbe impossibile.

Vorrei essere come te, vorrei riuscire a non provare curiosità, interesse x lui x la sua vita come fai tu....Io ogni tanto qualche domanda sulla sua vita gliela faccio, piccole cose ma ogni tanto chiedo, e tutto sommato credo sia normale provare interesse x una persona così importante x la nostra vita, quantomeno x la mia, credo sia difficile non pensare a una persona che cerca di aiutarti a cambiare la tua vita, o quantomeno cerca di aiutarti ad accettarla x quella che è....Lui ha segnato la mia vita in maniera indelebile, e credo che anche quando il nostro rapporto si interromperà, non lo dimenticherò, come faccio sempre con le persone importanti x me....

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fuori nessuna di queste condizioni potrebbe ripetersi e lo spazio dell'ascolto sarebbe impossibile.

... parlando di una terapia analitica "classica"

poi ci sono altri percorsi nei quali il fatto di conoscere l'identità di chi si ha davanti, addirittura di berci un caffe assieme, non interferisce con l'ascolto. :;):

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Che invidia..sbavo..berci il caffè.

Poi che dici, a me il caffè mi piace..

Comunque una volta mi ha beccato vicino a casa sua, quella delle vacanze, gh, che figura barbina...:))

Gh, ma che ne sapevo che passava proprio di lì a quell'ora?:)))

Così imparo...

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Ma quale è stato il motivo x il quale avete deciso di vedervi fuoti dal setting??? E da chi è partita l'idea???

mi sa che non ve lo dovevo dire...

preferisco non entrare nei particolari, comunque una situazione pubblica che mi poteva tornare utile per alcuni motivi pratici. l'idea è stata sua, figurarsi non mi sarei mai permessa di chiedere una cosa del genere.

però davvero ragazze, non "invidiatemi". l'ho raccontato solo per testimoniare che si finisce per mitizzare questa cosa del "incontro fuori dal setting". mentre se si ha un solido rapporto terapeutico, non lo cambia di una virgola.

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