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E se ci si innamora dello psicologo?


ARLEY

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Già.

Dunque: "Buonasera, sono Tizia.

Giovedì mattina ho di nuovo gli orali agli esami.

Si potrebbe spostare la seduta?"

Così va bene?

Uffffff...

Madonna, che problema!

Ma possibile che parlare con il proprio analista sia un problema?

scusa ma nno sei tu quella delle seduta telefoniche? :Thinking: e ora ti fai tutti sti problemi per spostare una seduta per motivi tra l'altro ben giustificati?

:icon_rolleyes:

Niente, non risponde... <_<

Metto il richiamo automatico ogni cinque minuti :He He:

Sarò mica una stalker?:))

Idea :Loser: Chiamo la segretaria. Ma mi girano a chiamarla, sarebbe la seconda volta.

Idea, chiamo il secondo numero di cell, quello non di lavoro:)), quello personale.:))

Cavolo!

Basta, chiamo il 118 :icon_confused:

:Shame On You: secondo me se ha una segretaria dovresti chiamare lei!

Io stamattina ero nella stanza del dentista e ho chiamato la psi nell'intervallo di tempo in cui il dentista salutava la paziente precedente...all'inzio non mi ha risposto, ma quando ho chueso pensando che l'avrei richiamata nel pomeriggio, mi ha richiamato lei... mentre rispondevo, mi sono pure un pò pentita, figurandomi che il dentista entrasse e ascoltasse parte della conversazione, cosa che poi non è avvenuta! :Whew:

Comunque mi sono sentita più naturale del solito, conoscendo la mia proverbiale fatica a conversare telefonicamente! Specialmente con lei!

TRa l'altro io le ho chiesto se si poteva anticipare la mia seduta della settimana prossima, (lei sapeva che poteva esserci questo imprevisto), dicendole che se non poteva potevamo rimandare all'altra settimana!

Lei mi ha risposto che se io volevo un posto c'era, altrimenti capiva e avremmo rimandato, il mio primo pensiero è stato "ecco non vuole vedermi, preferisce rimandare" e ho pensato di dire "ok rimandiamo"...ma poi con molta onestà le ho detto che in realtà ero indecisa anche io ma che forse avevo bisogno di farla quella seduta...l'ho sentita sorridere e dire "ok allora ci vediamo martedì al solito orario".

Certo tutto sto casino per rimandare una seduta....ci credo che siamo in analisi... :Rolling Eyes:

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No, no :icon_surprised:

Già, mi disse che aggiustava gli orari!!

No, lo rimando, glielo dico in settimana, ho paura che pensi che sono in ansia.

Però se glielo dico troppo tardi, penserà che non me ne frega nulla.

Oppure è troppo tardi per spostare.

La settimana successiva?

Poi vado in vacanza...

Cristo, che casino, oggi.

Ma oggi lui lavora, oppure no?

ma infatti t'anneghi in un bicchiere d'acqua!

a me il dentista ha messo un appuntamento a cavallo dell'ora della seduta, settimana prossima.

nell'ultima seduta ero troppo impegnata a caxxiarlo per ricordarmene... :icon_rolleyes:

il giorno dopo l'ho chiamato e gli ho detto"settimana prossima ho il dentista all'ora X, come facciamo?"

e ci siamo organizzati.

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Ma ora avrà la chiamata sul cellulare!

Che devo fare, devo aspettare che richiami lui, oppure devo chiamare di nuovo io?

Com'è meglio?

Così mi conoscete meglio anche voi...:(

E' sempre stato tutto un lavoro così.

Non lo so con lui come si deve fare.

Non è un rapporto normale.

va beh, quando lo chiamo in seduta, va beh, è lì.

Ma per questi extra, è un casino, non si sa come regolarsi.

Non è mica cordiale come gli altri a cui telefono, è sempre lui.

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senti, se dev'essere una tortura così, richiama tu così tagli la testa al toro! :unknw:

:D: Ok, grazie, ormai lunedì, facciamo così.:)

Andiamo a vedè la partita, sarà meglio:))

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Vi è mai capitato che il vostro psi o la vostra psi, di quelli che normalmente sono delle sfingi e non esprimono mai un giudizio, improvvisamente dicano una cosa che vi arriva al cuore peggio di una pugnalata? La mia ha visto il risultato di ciò che ha detto, ho cominciato a tremare come una foglia... Tra l'altro su un argomento di cui le avevo parlato solo dopo molto tempo (questo però accadeva qualche seduta fa) e solo dopo che avevo sentito crescere in me la fiducia nei suoi confronti. Le uniche parole che mi sono uscite sono che non le avrei detto più nulla di quanto ho a cuore veramente. Lo so che dovrei riparlarne con lei, dire tutto quello che ho provato, tirare fuori tutta la rabbia nei suoi confronti... ma non ce la farò... Non ho voglia di andare. Non ho voglia di stare con lei. Mi ha fatto troppo male

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ma tu sei sicura che a lei sia "arrivato" il tuo turbamento profondo? dico così perchè, vabbè, io sono molto ermetica e le mie emozioni, soprattutto quelle più dolorose, tendo a non mostrarle, rendendo oggettivamente difficile anche allo psi decifrarle... e poi perchè non ritengo gli psi dei "veggenti", insomma non sono in grado neanche loro di immaginare il NON detto...

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ma tu sei sicura che a lei sia "arrivato" il tuo turbamento profondo? dico così perchè, vabbè, io sono molto ermetica e le mie emozioni, soprattutto quelle più dolorose, tendo a non mostrarle, rendendo oggettivamente difficile anche allo psi decifrarle... e poi perchè non ritengo gli psi dei "veggenti", insomma non sono in grado neanche loro di immaginare il NON detto...

Penso proprio di sì, tra l'altro sembrava addolorata anche lei. Solo che è rimasta in silenzio per un tempo che mi è sembrato una vita e mi ha detto che era finita la seduta un secondo prima che io scappassi via. E' anche vero che sono una maestra del non detto, ma ero proprio distrutta e si vedeva. Solo per orgoglio sono scoppiata a piangere appena varcata la soglia

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Penso proprio di sì, tra l'altro sembrava addolorata anche lei. Solo che è rimasta in silenzio per un tempo che mi è sembrato una vita e mi ha detto che era finita la seduta un secondo prima che io scappassi via. E' anche vero che sono una maestra del non detto, ma ero proprio distrutta e si vedeva. Solo per orgoglio sono scoppiata a piangere appena varcata la soglia

Diotima è difficile fare paragoni o commentare quanto dici, non conoscendo i fatti ma quando ti ho letta mi è venuto in mente una cosa accaduta tempo fa..avevo parlato con la psi della mia difficoltà a parlare con lei, le avevo detto che mi sembrava di perdere tempo (era un periodo negativo, portavo rabbia, avevo saputo da poco che lei era incinta e non sapevo gestire la cosa, che ovviamente mi aveva richiamato cose molto più intime che lei ben conosceva), e che se la cosa doveva andare avanti così avrei preferito fare una vacanza con quei soldi...le dissi proprio così, pensando di farle comprendere il grado del mio avvilimento e pessimismo riguardo al percorso!

Per me era un grande passo verso di lei, le stavo dando fiducia dicendole pensieri che la riguardavano direttamente e che se non mi fossi sentita accolta non avrei espresso ma la sua risposta mi spiazzò, perchè lei mi rispose che lei sarebbe stata ben contenta di sapere che avevo speso i miei soldi per fare una vacanza, perchè voleva dire che avevo fatto una mia scelta...ma io stavo chiaramente esprimendo un disagio, non una scelta consapevole!!! Le dicevo che ero così al capolinea che a sto punto era inutile continuare ad andare...

Ci rimasi male finì la seduta e come te, uscì a malapena da lì per poi mettermi a singhiozzare in macchina...pensavo davvero di essere al capolinea.

Alla seduta dopo andai con l'intento di o chiarire o chiudere...ma sentivo di avere poche speranze!!!

Le dissi dopo un quarto d'ora di silenzio iniziale, che avevo difficoltà a parlarle di quello che volevo dirle ma che era l'unica cosa importante per me, chiarire quello che c'eravamo dette la seduta precedente, che ci ero rimasta male, che non era possibile che lei non aveva capito il mio disagio, il mio dolore....mentre lo dicevo mi rendevo conto che non c'era soluzione...cosa avrebbe dovuto dirmi?

E invece mi spiazzò dinuovo, stavolta piacevolmente! Mi disse che probabilmente si era fatta prendere dalla fretta....mi disse con molta onestà che anche lei si preoccupava per me, per il periodo in cui sarei rimasta sola (a causa delle sue qestioni personali), e forse stava spingendo un pò troppo avanti l'analisi, ma era evidente che io non ero pronta....mi disse che si scusava ma che il suo intento non era quello di farmi soffrire....e che le dispiaceva se avevo passato uan brutta settimana per questa cosa ma d'altro canto, era accaduta e in analisi si approfitta di tutto per far uscire cose che abbiamo dentro e che forse questa era stata un'occasione per me di esprimere la mia rabbia e lei era felicissima, nonostante tutto di avermela offerta, anche se non volontariamente....

...e ti dirò quell'episodio che io credo sia stato davvero involontario, sbloccò la mia situazione e cominciai a "lavorare" di nuovo...avevo imparato che potevo esprimere la mia rabbia, quella poi che mi aveva così arenato fino a quel momento non riuscendo a esprimerla!!!

Ti ho raccontato tutto questo per dirti che a volte quando pensiamo che siamo al capolinea, quando pensiamo che non esistono soluzioni, c'è qualcosa dietro che noi nemmeno immaginavamo che ci apre nuovi mondi che ci dà nuovi punti di vista....

Io da quell'episodio ho imparato che le persone che amo mi possono accettare anche come sono e non se io cerco di essere come loro mi vorrebbero...che poi cosa ne posso sapere io di come mi vogliono gli altri? Ma i miei meccanismi sono sempre stati quelli, da bambina fare così è stato salvifico! Ora sono deleteri ma è difficile uscirne!

La psi mi ha dimostrato che invece gli altri possono addirittura chiedermi scusa, che io posso restare me stessa e essere amata anche di più anche quando esprimo la mia rabbia....incredibile, un nuovo mondo per me!!! non so se si capisce....

So che adesso vivi tutto come qualcosa di invalicabile ma non chiuderti a riccio, lascia sempre uno spiraglio per capire almeno se esiste anche per te "un altro mondo" che non conoscevi!

Un abbraccio!

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mi sa che mi sono lasciata prendere dal racconto... :Raised Eyebrow: scusa la lungaggine... :blush:

Perché scusarti digi, è stato un bellissimo racconto.

Sai, da quello che leggo qua sopra credo che la tua psi sia quella che assomiglia più di tutti alla mia. I suoi silenzi per lasciare a te lo spazio di partire, l'uso rigoroso del Lei, il non parlare mai di sé, soprattutto l'ascoltare quello che le tue parole evocano lasciando a te la libertà di interpretarlo con il suo aiuto. Questo è comune a molti altri psi naturalmente, ma nel tuo modo di raccontarla ci vedo moltissimo la mia. Sono sicura che se comprendesse di aver sbagliato qualcosa me lo direbbe, per esempio più volte ha commentato che forse stava andando troppo veloce per i miei tempi. Per farti capire un po' meglio, facciamo l'esempio che dopo mesi che vai dalla tua psi le parli del tuo attaccamento a una persona, un rapporto bello e pulito, niente di peccaminoso per intenderci (e comunque, anche se nel caso lo fosse non credo che dovrebbe cambiare molto...). Non ne avevi parlato prima perché era una cosa che sentivi molto tua, una parte di te da cui non volevi separarti. Finché un giorno senti di poterti affidare pienamente e racconti la bellezza di quell'incontro. Le sedute successive capita talvolta di farvi cenno, lei non commenta mai al solito, semplicemente accoglie e permette a te stessa di ascoltarti. Quando una volta ne riparli, spieghi quanto sia importante per te quel rapporto. E lei, che mai prima d'ora era intervenuta... nemmeno quando avresti invocato una sua presa di posizione, un suo consiglio, all'improvviso dice che quello è un incontro che ti farà male e che tu farai male all'altro perché è solo una relazione idealizzata, che tu rifiuti di costruire dentro di te una relazione solida con le altre persone che conosci e credo che alludesse un po' anche a se stessa. Per relazione solida lei intende il riuscire a portarle dentro anche quando sono fisicamente lontane, il mio solito punto dolente insomma. E perché, quello che per lei è solo un rapporto idealizzato non è forse sempre dentro di me? Possibile che io abbia potuto percepire quasi una punta di gelosia nelle sue parole?

Quella persona è importantissima per me, le voglio un bene dell'anima. La cosa assurda è che la distanza non ci permette di stare insieme fisicamente, ma è davvero dentro di me molto più delle persone che sono a un passo. Le sue parole hanno lacerato la stanza, il mio sentire. Mi hanno distrutta. Mi sono sentita tradita. Abbandonata proprio da chi dovrebbe aiutarmi a stare meglio, dalla persona cui dovrei affidarmi. Come potrei mai tornare a farlo ora?

Beh, anch'io non sono stata certo concisa.... :Rose:

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Perché scusarti digi, è stato un bellissimo racconto.

Sai, da quello che leggo qua sopra credo che la tua psi sia quella che assomiglia più di tutti alla mia. I suoi silenzi per lasciare a te lo spazio di partire, l'uso rigoroso del Lei, il non parlare mai di sé, soprattutto l'ascoltare quello che le tue parole evocano lasciando a te la libertà di interpretarlo con il suo aiuto. Questo è comune a molti altri psi naturalmente, ma nel tuo modo di raccontarla ci vedo moltissimo la mia. Sono sicura che se comprendesse di aver sbagliato qualcosa me lo direbbe, per esempio più volte ha commentato che forse stava andando troppo veloce per i miei tempi. Per farti capire un po' meglio, facciamo l'esempio che dopo mesi che vai dalla tua psi le parli del tuo attaccamento a una persona, un rapporto bello e pulito, niente di peccaminoso per intenderci (e comunque, anche se nel caso lo fosse non credo che dovrebbe cambiare molto...). Non ne avevi parlato prima perché era una cosa che sentivi molto tua, una parte di te da cui non volevi separarti. Finché un giorno senti di poterti affidare pienamente e racconti la bellezza di quell'incontro. Le sedute successive capita talvolta di farvi cenno, lei non commenta mai al solito, semplicemente accoglie e permette a te stessa di ascoltarti. Quando una volta ne riparli, spieghi quanto sia importante per te quel rapporto. E lei, che mai prima d'ora era intervenuta... nemmeno quando avresti invocato una sua presa di posizione, un suo consiglio, all'improvviso dice che quello è un incontro che ti farà male e che tu farai male all'altro perché è solo una relazione idealizzata, che tu rifiuti di costruire dentro di te una relazione solida con le altre persone che conosci e credo che alludesse un po' anche a se stessa. Per relazione solida lei intende il riuscire a portarle dentro anche quando sono fisicamente lontane, il mio solito punto dolente insomma. E perché, quello che per lei è solo un rapporto idealizzato non è forse sempre dentro di me? Possibile che io abbia potuto percepire quasi una punta di gelosia nelle sue parole?

Quella persona è importantissima per me, le voglio un bene dell'anima. La cosa assurda è che la distanza non ci permette di stare insieme fisicamente, ma è davvero dentro di me molto più delle persone che sono a un passo. Le sue parole hanno lacerato la stanza, il mio sentire. Mi hanno distrutta. Mi sono sentita tradita. Abbandonata proprio da chi dovrebbe aiutarmi a stare meglio, dalla persona cui dovrei affidarmi. Come potrei mai tornare a farlo ora?

Beh, anch'io non sono stata certo concisa.... :Rose:

Diotima, mi dispiace tanto sentirti così, l'incomprensione è brutta da reggere.

Ma non mollare, cerca il chiarimento. Se sei convinta delle tue ragioni affettive parlane ancora.

Vorrei anche farti una domanda: perché il non essere capita lo associ al tradimento, all'abbandono?

Te lo chiedo perché anch'io varie volte mi sento incompresa, l'ho scritto anche qui, ma non per questo mi sento tradita o abbandonata da lui. Sicuramente queste incomprensioni alimentano quel senso di distanza, di assenza, che mi fa tanto male alle volte, mi scatenano fantasie tremende però......non so come spiegare....è come se procedessi su due piani diversi, ossia so qual'è la realtà (lui non mi abbandona per niente) ma sento pienamente la sensazione dell'assenza. Spero si capisca :pardon:

Ah! e poi dimenticavo: perché per te raccontare qualcosa di intimo significa separarti da esso? (ti ho messo in grassetto la frase che mi ha suscitato la domanda)

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Diotima, mi dispiace tanto sentirti così, l'incomprensione è brutta da reggere.

Ma non mollare, cerca il chiarimento. Se sei convinta delle tue ragioni affettive parlane ancora.

Vorrei anche farti una domanda: perché il non essere capita lo associ al tradimento, all'abbandono?

Te lo chiedo perché anch'io varie volte mi sento incompresa, l'ho scritto anche qui, ma non per questo mi sento tradita o abbandonata da lui. Sicuramente queste incomprensioni alimentano quel senso di distanza, di assenza, che mi fa tanto male alle volte, mi scatenano fantasie tremende però......non so come spiegare....è come se procedessi su due piani diversi, ossia so qual'è la realtà (lui non mi abbandona per niente) ma sento pienamente la sensazione dell'assenza. Spero si capisca :pardon:

Ah! e poi dimenticavo: perché per te raccontare qualcosa di intimo significa separarti da esso? (ti ho messo in grassetto la frase che mi ha suscitato la domanda)

Hai ragione zazà, le tue domande mi hanno fatto molto riflettere sai...

Dunque, uscita da quella stanza, fra una crisi di pianto e l'altra, ho cercato di capire quello che stavo provando. La percezione più forte che ho sentito è stata il senso di tradimento. Vedi, credo che la mia psi abbia messo in atto, voluto o meno che sia, il tipico atteggiamento che teneva mia madre... Quando le raccontavo di un incontro, un'amicizia, una relazione mia madre entrava immediatamente in azione e con le sue parole iniziava a distruggerle. Trovava immediatamente qualcosa che non andava, l'altra persona non poteva mai essere alla mia altezza, mi avrebbe sicuramente fatto del male, c'era di sicuro in essa una volontà di approfittarsi di me... e potrei continuare all'infinito. La mia difesa è stata non parlarne più, quando abitavo coi miei non raccontavo più nulla. Da una parte riducevo le mie amicizie al minimo, dall'altra cercavo di viverle di nascosto, fuori da quella casa. Mi sono completamente isolata, giorni e giorni chiusa nella mia camera a studiare, ascoltare musica e scrivere. Ho vissuto così quelli che sulla carta dovrebbero essere gli anni più belli...

Alla mia psi non avevo detto nulla di questa relazione perché avevo messo in atto il solito schema difensivo. Le ho parlato quando mi sono sentita di poter avere fiducia. Ecco perché ho provato un fortissimo senso di tradimento.

La frase che hai messo in grassetto crea qualche problema di interpretazione anche a me :o: Perché ho scritto così? Forse perché nel momento in cui rendi partecipe l'altra persona di una cosa questa non sarà più protetta e tutelata, l'altra potrà distruggertela? Come se emozioni, sentimenti, rapporti possano essere veramente al sicuro soltanto quando restano chiusi nel mio intimo? Anche questa una risposta agli attacchi di mia madre? Non lo so zazà :unknw:

Pensa quanto materiale su cui poter lavorare... se non fosse che quella benedetta donna mi ha messa al tappeto... e io entrerò là dentro e resterò muta... :(:

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Hai ragione zazà, le tue domande mi hanno fatto molto riflettere sai...

Dunque, uscita da quella stanza, fra una crisi di pianto e l'altra, ho cercato di capire quello che stavo provando. La percezione più forte che ho sentito è stata il senso di tradimento. Vedi, credo che la mia psi abbia messo in atto, voluto o meno che sia, il tipico atteggiamento che teneva mia madre... Quando le raccontavo di un incontro, un'amicizia, una relazione mia madre entrava immediatamente in azione e con le sue parole iniziava a distruggerle. Trovava immediatamente qualcosa che non andava, l'altra persona non poteva mai essere alla mia altezza, mi avrebbe sicuramente fatto del male, c'era di sicuro in essa una volontà di approfittarsi di me... e potrei continuare all'infinito. La mia difesa è stata non parlarne più, quando abitavo coi miei non raccontavo più nulla. Da una parte riducevo le mie amicizie al minimo, dall'altra cercavo di viverle di nascosto, fuori da quella casa. Mi sono completamente isolata, giorni e giorni chiusa nella mia camera a studiare, ascoltare musica e scrivere. Ho vissuto così quelli che sulla carta dovrebbero essere gli anni più belli...

Alla mia psi non avevo detto nulla di questa relazione perché avevo messo in atto il solito schema difensivo. Le ho parlato quando mi sono sentita di poter avere fiducia. Ecco perché ho provato un fortissimo senso di tradimento.

La frase che hai messo in grassetto crea qualche problema di interpretazione anche a me :o: Perché ho scritto così? Forse perché nel momento in cui rendi partecipe l'altra persona di una cosa questa non sarà più protetta e tutelata, l'altra potrà distruggertela? Come se emozioni, sentimenti, rapporti possano essere veramente al sicuro soltanto quando restano chiusi nel mio intimo? Anche questa una risposta agli attacchi di mia madre? Non lo so zazà :unknw:

Pensa quanto materiale su cui poter lavorare... se non fosse che quella benedetta donna mi ha messa al tappeto... e io entrerò là dentro e resterò muta... :(:

Però attenta Diotima, perché così rischi di perpetrare il giogo familiare!

Devi farti forza e dirle ciò che hai scritto qui (potresti stamparlo e leggerlo :Raised Eyebrow: ).

Le cose si fanno in due, non irrigidirti, dalle una mano per venirti incontro.

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Diotima mannaggia non posso stare molto al pc, volevo dirti che anche a me è capitato di sentire la tua psi molto simile alla mia da come me la racconti...e quello che hai detto lo comprendo, mi rendo conto che a volte dire una cosa che si è tenuta dentro per tanto tempo e sentirsela "distrugggere" così fa molto male, non posso fare cenno alla cosa qui, però a me è capitato anche questo (ovviamente in modo diverso), ti assicuro che per me era importante, il centro del mio mondo, io pensavo che la mia terapia addirittura si aggirasse intorno a quella cosa, per me era inattaccabile....eppure la psi piano piano, prima dandomi accoglimento, poi cominciando a porre qualche dubbio e infine con qualche attacco diretto (subito tragicamente) ha cominicato a demolirmi la mia convinzione...mi rendevo conto che quanto più sentivo distante la psi, più mi legavo a questa cosa e viceversa....finchè un giorno non ebbi il coraggi di parlarne da lì ho cominciato a "separarmi" da questa cosa (non materiale, una convinzione intima direi), e la psi ha potuto pian piano spiegarmi che non era così importante al convinzione che avevo in sè ma quanto le sensazioni legate ad essa, quelle mi disse rimangono, ci sono e lei se le porterà dentro sempre ma almeno sa da cosa derivano....almeno sa con cosa deve lottare ogni volta che si ripresentano!!!

Certo l'attaccamento a una persona a te può sembrare più importante, anche perchè prevede il coinvolgemento dell'altro..non è una cosa tua....ma non attaccari a i tuo isoliti schemi, non andare lì con la convinzione di dover fare scena muta....anzi prova a esternare la tua rabbia, prova a dirle cosa ti ha ferito....tanto peggio di questo cosa ci può essere ?

Ovviamente la tua psi se glielo chiederai ti darà le sue spiegazioni, che puoi non condividre ma su cui puoi perlomeno riflettere....

Un abbraccio...non mollare, mi raccomando...

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riguardo a quella frase sottolineata da zazà.....volevo dirti uan cosa che mi è saltata subito in mente leggendola....spero di non offenderti pure io ma cerco di farti vedere le cose da un altro punto di vista, che non è il mio, perchè non conosco la questione bene, ma un punto di vista più generico senza coinvolgimenti.

la riporto:

Non ne avevi parlato prima perché era una cosa che sentivi molto tua, una parte di te da cui non volevi separarti

ovviamente parlavi in generale ma parlavi di te...e proprio questa frase mi ha fatto pensare a quella mia questione che ti ho raccontato prima!

E se invece non ne avessi parlato alla psi perchè in fondo in fondo, dentro di te temevi proprio che parlandone, avresti posto le basi per l'allontanamento da questa persona? Basi che però sono dentro di me e che la psi poteva solo far venire fuori...

Mi rendo conto che per te al momento è impossibile, capsico che ci tieni a questa persona ma nessuno ti obbliga a separartene, se ci pensi nemmeno la psi...semplicemente ti ha detto quello che pensava...può anche sbagliarsi no? Come dici tu potrebbe esserci un pizzico di gelosia....però a te questo fa molto male....su forza che queste grandi sofferenza sono importanti per i nostri percorsi...

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Penso proprio di sì, tra l'altro sembrava addolorata anche lei. Solo che è rimasta in silenzio per un tempo che mi è sembrato una vita e mi ha detto che era finita la seduta un secondo prima che io scappassi via. E' anche vero che sono una maestra del non detto, ma ero proprio distrutta e si vedeva. Solo per orgoglio sono scoppiata a piangere appena varcata la soglia

Sai Diotima - nick che fa rima con "stima"

a costo di sembrare ripetitiva, non posso far altro che dichiararmi d'accordo con digi. Anch'io ho avuto un'esperienza simile alla tua: io era dall'inizio della terapia, cioè da quasi due anni!!!!, che mi sentivo incompresa, inascoltata, fraintesa, quasi disprezzata per la verità, e non riuscivo ad esprimergli queste sensazioni per la paura di vederle confermate per l'ennesima volta. Quanto ci ho sofferto. Poi un giorno, all'ennesima espressione di disagio, se n'è uscito con un'affermazione quasi spazientita che sembrava voler sminuire il mio malessere alla luce di un fatto che lui attribuiva a me ma che probabilmente riguardava un'altra persona, e la cui estraneità alla mia vita era per l'appunto un motivo di dolore (e gliene avevo accennato più volte). Non so se mi sono spiegata: fai conto che io mi lamenti di continuo di non avere la cosa "x" e che un giorno lui mi risponda "ma perché si lamenta tanto, in fondo alla sua età ha anche la cosa "x" che mi sembra un ottimo traguardo". Immaginati come mi sono sentita.

Ma come dice digi, la psicoterapia è come il maiale: non si butta via niente :Pig:

Ho continuato a soffrire come un cane per qualche altra settimana poi mi sono decisa a dirgli che avrei interrotto la terapia perché secondo me parlavamo lingue diverse e, fatto ancora più grave, lui aveva un pregiudizio nei miei confronti e lo portava avanti ostinatamente senza ascoltare quello che _io_ avevo da dirgli. Mi sono alzata sbattendogli i suoi 90 euro sul tavolo e mi sono diretta verso la porta. Lui mi ha afferrata per un braccio, mi ha fatta filare verso il divano e si è seduto: e ti giuro che quella non è stata una seduta di psicoterapia ma una resa di conti vera e propria durante la quale ci siamo presi metaforicamente a schiaffi e ci siamo rivolti parole piuttosto dure. Però è come se l'avessi obbligato ad ascoltarmi e ad aprire gli occhi e lui ha ammesso di avermi fraintesa sbagliando clamorosamente approccio. Così dopo due anni di inutili torture la mia terapia ha finalmente preso una piega decisiva.

Ti esorto quindi a riflettere sul tuo dolore e a spiegarti chiaramente proprio come hai fatto con digi e con zazà. Il mio percorso accidentato mi ha portata a credere che le terapie troppo "lisce" servano a poco e che siano proprio gli scossoni a mettere in luce i nodi importanti da sciogliere.

Un abbraccio

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Grazie a tutte ragazze, non vi quoto perché richiederebbe troppo spazio ma ci tengo molto a ringraziarvi di cuore per i vostri interventi. Ciascuna di voi mi ha dato uno spunto importante su cui riflettere e in questa confusione che ho in testa è davvero gran cosa.

zazà, secondo me non occorre che lo stampi... se lo sarà già letto online :unsure:

digi, allora non era solo una mia impressione che le nostre psi fossero in qualche modo simili :;):

muchacha, temo che non avrò mai la forza di chiedere la resa dei conti :Black Eye:

Troverò mai il coraggio di andare domani? E se anche lo troverò scenderà il silenzio là dentro, lei non lo interrompe quasi mai... a volte butta lì brevi frasi, ma se io non mi aggancio addio

La sola cosa che ho ben chiara e ferma è che in quell'incontro, quello che secondo la psi dovrebbe prima o poi crollare e distruggere entrambe le parti, ho incontrato una persona stupenda alla quale mi lega un profondo e indissolubile affetto. Neppure tutto il transfert positivo del mondo potrebbe farmi insorgere il dubbio. A parte il fatto che ormai il mio transfert sta decisamente prendendo un'altra piega...Per me così sempre insicura e pessimista... Mi aspettavo una psi favorevolmente colpita, invece.... :cry:

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ciao a tutte......

questa storia della fine mi ha scombussolato, al punto da telefonargli..........la prima volta che gli telefono in tre anni, non abbiamo mai avuto contatti al di fuori della seduta, mai mai....

gli ho detto che averi voluto fare uuna seduta domani xkè poi io non potevo, ho tutte le sere impegnate, e lui mi ha detoo che non aveva posto,che lo aveva solo alle 20........troppo tardi!non volevo andare cosi' tardi,non ne avevo voglia!

Allora gli ho detto che non importave, e che ci saremo visti fra tre sett. xkè appunto poi io vado via in ferie......Quando pero' l'ho sentito, ho capito che era finito tutto, nel senso che nel momento in cui ho sentito la sua voce è come se si fosse riscreata l'atmosfera del setting.....e ho sentito le stesse cose che sento in seduta.......cioè che è finita da parte mia.......solo che ci penso......ci penso e non capisco perchè.......non capisco cosa in realta' viene mosso.....in modo inconsapevole!!!

Volevo aggiornarvi.........posso??

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ciao a tutte......

questa storia della fine mi ha scombussolato, al punto da telefonargli..........la prima volta che gli telefono in tre anni, non abbiamo mai avuto contatti al di fuori della seduta, mai mai....

gli ho detto che averi voluto fare uuna seduta domani xkè poi io non potevo, ho tutte le sere impegnate, e lui mi ha detoo che non aveva posto,che lo aveva solo alle 20........troppo tardi!non volevo andare cosi' tardi,non ne avevo voglia!

Allora gli ho detto che non importave, e che ci saremo visti fra tre sett. xkè appunto poi io vado via in ferie......Quando pero' l'ho sentito, ho capito che era finito tutto, nel senso che nel momento in cui ho sentito la sua voce è come se si fosse riscreata l'atmosfera del setting.....e ho sentito le stesse cose che sento in seduta.......cioè che è finita da parte mia.......solo che ci penso......ci penso e non capisco perchè.......non capisco cosa in realta' viene mosso.....in modo inconsapevole!!!

Volevo aggiornarvi.........posso??

Elli, certo che puoi! ma che stai pure a chiedere?! dai!

Anzi, se ti va prova a spiegarti meglio

:abbr:

p.s: domani, ovviamente :He He:

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Sai Diotima - nick che fa rima con "stima"

a costo di sembrare ripetitiva, non posso far altro che dichiararmi d'accordo con digi. Anch'io ho avuto un'esperienza simile alla tua: io era dall'inizio della terapia, cioè da quasi due anni!!!!, che mi sentivo incompresa, inascoltata, fraintesa, quasi disprezzata per la verità, e non riuscivo ad esprimergli queste sensazioni per la paura di vederle confermate per l'ennesima volta. Quanto ci ho sofferto. Poi un giorno, all'ennesima espressione di disagio, se n'è uscito con un'affermazione quasi spazientita che sembrava voler sminuire il mio malessere alla luce di un fatto che lui attribuiva a me ma che probabilmente riguardava un'altra persona, e la cui estraneità alla mia vita era per l'appunto un motivo di dolore (e gliene avevo accennato più volte). Non so se mi sono spiegata: fai conto che io mi lamenti di continuo di non avere la cosa "x" e che un giorno lui mi risponda "ma perché si lamenta tanto, in fondo alla sua età ha anche la cosa "x" che mi sembra un ottimo traguardo". Immaginati come mi sono sentita.

Ma come dice digi, la psicoterapia è come il maiale: non si butta via niente :Pig:

Ho continuato a soffrire come un cane per qualche altra settimana poi mi sono decisa a dirgli che avrei interrotto la terapia perché secondo me parlavamo lingue diverse e, fatto ancora più grave, lui aveva un pregiudizio nei miei confronti e lo portava avanti ostinatamente senza ascoltare quello che _io_ avevo da dirgli. Mi sono alzata sbattendogli i suoi 90 euro sul tavolo e mi sono diretta verso la porta. Lui mi ha afferrata per un braccio, mi ha fatta filare verso il divano e si è seduto: e ti giuro che quella non è stata una seduta di psicoterapia ma una resa di conti vera e propria durante la quale ci siamo presi metaforicamente a schiaffi e ci siamo rivolti parole piuttosto dure. Però è come se l'avessi obbligato ad ascoltarmi e ad aprire gli occhi e lui ha ammesso di avermi fraintesa sbagliando clamorosamente approccio. Così dopo due anni di inutili torture la mia terapia ha finalmente preso una piega decisiva.

Ti esorto quindi a riflettere sul tuo dolore e a spiegarti chiaramente proprio come hai fatto con digi e con zazà. Il mio percorso accidentato mi ha portata a credere che le terapie troppo "lisce" servano a poco e che siano proprio gli scossoni a mettere in luce i nodi importanti da sciogliere.

Un abbraccio

e come Diotima si ritrova nelle descrizioni di digi, io invece mi ritrovo in quelle di muchacha.

ho messo in grassetto le frasi nelle quali mi trovo di più. è quello che sto attraversando ora, quello che è successo martedì...

anche in me la rabbia per la sensazione di stare parlando due lingue diverse e per non sentire ascoltato ciò che _io_ sto provando a dire. forse non per un pregiudizio verso di me, ma per una scala di valori diversa, una diversa inclinazione personale... non so dirlo. e non è che la questione si sia chiusa con la seduta di martedì! proprio no, il match è ancora apertissimo, anche perchè alcune sue frasi mi hanno rimandato ancora quel senso di profondo fraintendimento. oppure, ripeto, forse una grande differenza nel modo di vedere le cose, che però mi fa sentire inascoltata nelle mie istanze. come se lui mi volesse portare in una direzione, ma non ascoltasse la mia sofferenza per "altro", qualcos'altro che per lui non è determinante. ma se per me lo è? non siamo tutti uguali...

e nelle parole di muchacha ritorna il senso del "pagamento", che per me è una questione fondamentale: ti pago per aiutarmi, ma se i nostri obiettivi non coincidono, se per un modo troppo diverso di concepire le cose non sei in grado di aiutarmi... io cosa continuo a venire a fare da te? a pagamento? già nella vita è difficile troncare rapporti insoddisfacenti, per mille motivi... ma portare avanti un rapporto che non sta funzionando, per di più pagando per portarlo avanti, per me diventa un vero e proprio segno di masochismo. di li la molla per "la resa dei conti".

ovviamente anch'io credo che Diotima dovrebbe parlare, non che sia semplice...ci ho messo mesi pure io per arrivare all'esasperazione o per trovare il coraggio, non so. forse sono arrivata al punto di non avere nulla da perdere, forse anche non volevo alimentare una dipendenza fine a se stessa...perchè quel rapporto deve essere finalizzato a ME STESSA. e per me è impensabile portare avanti una terapia se sento di non poter esprimere ciò che provo veramente ed essere aiutata in quelle che sono le cose per me importanti.

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Miii che seduta anonima e sonnolenta :Yawn:

Ormai dovrei saperlo che per me vale il principio "Due passi avanti, uno indietro" ma continuo a sperare sempre in un'accelerazione positiva e a restarci delusa.

:Sick:Aspetti negativi: dopo aver introdotto e lasciato cadere nel vuoto vari spunti, ho lasciato all'eccelso l'iniziativa di tirar fuori un argomento che non mi suscitava alcun interesse e, tra uno sbadiglio e l'altro, uno mio e uno suo, siamo arrivati faticosamente alla fine della seduta :Yawn:

E sì che mi ero fatta tutta caruccia (negli ultimi tempi ho un problema di dismorfofobia) e non vedevo l'ora di proseguire il discorso dell'altra volta.

Ma lui non ha dato segno di ricordarsene ed è parso annoiato, assente, privo della consueta empatia.

In più, mi sono ricordata appena uscita, la volta scorsa gli avevo scritto un messaggio di ringraziamento, conciso ma sentito. Di solito i miei rari sforzi comunicativi fuori seduta costituiscono uno spunto di discussione. Ma questa volta niente: come se non l'avesse mai ricevuto. Mi sento come se gli avessi affidato un pezzetto di cuore e lui l'avesse gettato distrattamente tra i rifiuti (reminiscenza musicale anni '80).

Così sono un po' delusa e un po' arrabbiata :Waiting:

:Idea:Aspetto positivo: a un certo punto del solito argomento trito e ritrito - che ormai ho il sospetto venga tirato fuori quando l'uno o l'altro non ha voglia di fare la seduta - ho detto che rispetto alla mia infanzia e adolescenza mi sento come se mi fosse stato negato qualcosa o quanto meno non sia stata capace di prendermelo.

Così ho capito com'è che funziona da sempre la mia vita, incluse buona parte delle sedute: me ne sto buona buona, timorosa di disturbare, in attesa che qualcuno mi offra qualcosa e, indirettamente, che scelga per me. La seduta di oggi, piatta e sonnacchiosa, è la copia carbone della mia vita.

Non gli consentirò più di scegliere gli argomenti al posto mio, e questo probabilmente riscatta la seduta ed è il mio "value for money" del giorno.

Scusate la lungaggine, passo e chiudo.

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