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E se ci si innamora dello psicologo?


ARLEY

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certo che nn dirti niente del messaggio , nn è stato carino, anzi...!! come mai sceglie lui di cosa parlare , nn sei libera di dire tutto quello che ti passa per la testa?!

cmq succede anche a me , parlo spesso delle stesse cose, credo sia normale dopo un pò si finiscono gli argomenti, io a volte parlo per intere sedute di cose noiose e trite e ritrite , allora in quei momenti la mia psi tira fuori qualcuno dei suoi test!! :rofl: penso ho fatto anche quello delle macchie , quando lo ha tirato fuori ho pensato che eravamo alla frutta :rofl:

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e nelle parole di muchacha ritorna il senso del "pagamento", che per me è una questione fondamentale: ti pago per aiutarmi, ma se i nostri obiettivi non coincidono, se per un modo troppo diverso di concepire le cose non sei in grado di aiutarmi... io cosa continuo a venire a fare da te? a pagamento? già nella vita è difficile troncare rapporti insoddisfacenti, per mille motivi... ma portare avanti un rapporto che non sta funzionando, per di più pagando per portarlo avanti, per me diventa un vero e proprio segno di masochismo. di li la molla per "la resa dei conti".

Io ho un rapporto ambivalente nei confronti di questo scambio di prestazione contro denaro. Da un lato è evidente che il professionista debba essere pagato, sia perché deve mantenersi sia perché la competenza che mette al mio servizio ha un valore. Come Judy penso anche che il fatto di pagarlo, l'essere sua "cliente" oltre che paziente, mi consenta di avanzare delle pretese. Nel mio modo di vedere, compensa un po' la condizione di inferiorità intrinseca di chi si mette nelle mani di qualcuno: è vero, io sono piccola e nera e ho tanto bisogno di te, però anche tu ne hai di me e se non mi soddisfi non ti pago più :8):

Dall'altro provo fastidio e disagio nei confronti del pagamento. Il fastidio mi deriva dal fatto di ricevere empatia e comprensione (quando avviene) nello stesso modo in cui un uomo solo e frustrato riceve un fac-simile dell'amore da una prostituta. L'esigenza del momento viene soddisfatta (qualche volta) ma l'appagamento in senso lato latita. Il disagio non lo so, ma tutte le volte che gli piazzo le banconote sulla scrivania mi vergogno come se stessi rubando le questue in chiesa. E chillosaperché.

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certo che nn dirti niente del messaggio , nn è stato carino, anzi...!! come mai sceglie lui di cosa parlare , nn sei libera di dire tutto quello che ti passa per la testa?!

Lo sarei se solo sapessi cogliere l'occasione. Il più delle volte mi siedo e sto zitta, magari gli chiedo come sta e probabilmente nel farlo arrossisco :wub: Così lui mi aiuta un po'. Oggi avevo iniziato bene dicendogli subito una cosa a cui lui aveva reagito, ma poi mi sono addormentata e non sono riuscita a proseguire su quella linea.

Me lo devo scrivere 100 volte sul quaderno:

sono un'ameba, sono un'ameba, sono un'ameba...

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Lo sarei se solo sapessi cogliere l'occasione. Il più delle volte mi siedo e sto zitta, magari gli chiedo come sta e probabilmente nel farlo arrossisco :wub: Così lui mi aiuta un po'. Oggi avevo iniziato bene dicendogli subito una cosa a cui lui aveva reagito, ma poi mi sono addormentata e non sono riuscita a proseguire su quella linea.

Me lo devo scrivere 100 volte sul quaderno:

sono un'ameba, sono un'ameba, sono un'ameba...

:muttley:

allora è una cosa che capita a tutte, anche io chiedo alla mia psi come va , e lei mi risp che nn siamo li per parlare di lei ... :sorry:

certo che per te è diverso ....ti piace....tutto è più difficile...

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Sai, da quello che leggo qua sopra credo che la tua psi sia quella che assomiglia più di tutti alla mia. I suoi silenzi per lasciare a te lo spazio di partire, l'uso rigoroso del Lei, il non parlare mai di sé, soprattutto l'ascoltare quello che le tue parole evocano lasciando a te la libertà di interpretarlo con il suo aiuto. Questo è comune a molti altri psi naturalmente, ma nel tuo modo di raccontarla ci vedo moltissimo la mia. Sono sicura che se comprendesse di aver sbagliato qualcosa me lo direbbe, per esempio più volte ha commentato che forse stava andando troppo veloce per i miei tempi. Per farti capire un po' meglio, facciamo l'esempio che dopo mesi che vai dalla tua psi le parli del tuo attaccamento a una persona, un rapporto bello e pulito, niente di peccaminoso per intenderci (e comunque, anche se nel caso lo fosse non credo che dovrebbe cambiare molto...). Non ne avevi parlato prima perché era una cosa che sentivi molto tua, una parte di te da cui non volevi separarti. Finché un giorno senti di poterti affidare pienamente e racconti la bellezza di quell'incontro. Le sedute successive capita talvolta di farvi cenno, lei non commenta mai al solito, semplicemente accoglie e permette a te stessa di ascoltarti. Quando una volta ne riparli, spieghi quanto sia importante per te quel rapporto. E lei, che mai prima d'ora era intervenuta... nemmeno quando avresti invocato una sua presa di posizione, un suo consiglio, all'improvviso dice che quello è un incontro che ti farà male e che tu farai male all'altro perché è solo una relazione idealizzata, che tu rifiuti di costruire dentro di te una relazione solida con le altre persone che conosci e credo che alludesse un po' anche a se stessa. Per relazione solida lei intende il riuscire a portarle dentro anche quando sono fisicamente lontane, il mio solito punto dolente insomma. E perché, quello che per lei è solo un rapporto idealizzato non è forse sempre dentro di me? Possibile che io abbia potuto percepire quasi una punta di gelosia nelle sue parole?

Quella persona è importantissima per me, le voglio un bene dell'anima. La cosa assurda è che la distanza non ci permette di stare insieme fisicamente, ma è davvero dentro di me molto più delle persone che sono a un passo. Le sue parole hanno lacerato la stanza, il mio sentire. Mi hanno distrutta. Mi sono sentita tradita. Abbandonata proprio da chi dovrebbe aiutarmi a stare meglio, dalla persona cui dovrei affidarmi. Come potrei mai tornare a farlo ora?

Hai ragione zazà, le tue domande mi hanno fatto molto riflettere sai...

Dunque, uscita da quella stanza, fra una crisi di pianto e l'altra, ho cercato di capire quello che stavo provando. La percezione più forte che ho sentito è stata il senso di tradimento. Vedi, credo che la mia psi abbia messo in atto, voluto o meno che sia, il tipico atteggiamento che teneva mia madre... Quando le raccontavo di un incontro, un'amicizia, una relazione mia madre entrava immediatamente in azione e con le sue parole iniziava a distruggerle. Trovava immediatamente qualcosa che non andava, l'altra persona non poteva mai essere alla mia altezza, mi avrebbe sicuramente fatto del male, c'era di sicuro in essa una volontà di approfittarsi di me... e potrei continuare all'infinito. La mia difesa è stata non parlarne più, quando abitavo coi miei non raccontavo più nulla. Da una parte riducevo le mie amicizie al minimo, dall'altra cercavo di viverle di nascosto, fuori da quella casa. Mi sono completamente isolata, giorni e giorni chiusa nella mia camera a studiare, ascoltare musica e scrivere. Ho vissuto così quelli che sulla carta dovrebbero essere gli anni più belli...

Alla mia psi non avevo detto nulla di questa relazione perché avevo messo in atto il solito schema difensivo. Le ho parlato quando mi sono sentita di poter avere fiducia. Ecco perché ho provato un fortissimo senso di tradimento.

Diotima mi domando se hai realmente sentito una punta di gelosia o se non si tratta di qualcosa che avresti deisderato sentire

in quello che scrivi ci leggo un sacco di proiezioni, di rivivere attraverso la tua psi il rapporto con tua madre

e allora, visto che in terapia tutto fa brodo, usa questa cosa per analizzare altri aspetti

lo so che fa male, anche a me è successo che la mia psi mi abbia detto delle cose che mi hanno fatta soffrire, mi hanno fatta sentire assolutamente non capita, mi hanno fatto incazzare veramente tanto

lì per lì ho incassato il colpo, ci sono stata male

poi dopo un po' sono riuscita a parlargliene, le ho sbattuto in faccia tutto il dolore che mi aveva fatto provare , in alcuni occasioni ha fatto un mea culpa, in altre mi ha ritirato la palla, ma sempre e cmq ne abbiamo parlato e ne sono spesso venute furoi discussioni interessanti, argomenti importanti

quindi il succo è: lo so che fa male, che stai male, ma usa questa cosa a tuo favore, non ti accartocciare su te stessa, non ripetere sempre lo stesso meccanismo , ma prova a spezzare l'ingranaggio !

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Così ho capito com'è che funziona da sempre la mia vita, incluse buona parte delle sedute: me ne sto buona buona, timorosa di disturbare, in attesa che qualcuno mi offra qualcosa e, indirettamente, che scelga per me. La seduta di oggi, piatta e sonnacchiosa, è la copia carbone della mia vita.

Non sai quanto mi risuona (tanto x usare una parola che piace tanto agli psi :Nerd: ) questa frase, muchacha!!

E anche io me ne sono resa conto in un momento di "crisi" con la psi... da quella volta la terapia ha fatto un enorme balzo in avanti, e anche il rapporto tra noi si è molto ribilanciato... mi ricordo di aver notato proprio questo paradosso... ho passato la vita (e due anni e mezzo buoni di terapia) a cercare di non disturbare, di assecondare le scelte degli altri, ad aderire ai ruoli che gli altri sceglievano x me... e poi viene fuori che la cosa migliore che avessi fatto era quella di dire no, scusi, guardi che così non va.... <_<

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Diotima mi domando se hai realmente sentito una punta di gelosia o se non si tratta di qualcosa che avresti deisderato sentire

in quello che scrivi ci leggo un sacco di proiezioni, di rivivere attraverso la tua psi il rapporto con tua madre

e allora, visto che in terapia tutto fa brodo, usa questa cosa per analizzare altri aspetti

lo so che fa male, anche a me è successo che la mia psi mi abbia detto delle cose che mi hanno fatta soffrire, mi hanno fatta sentire assolutamente non capita, mi hanno fatto incazzare veramente tanto

lì per lì ho incassato il colpo, ci sono stata male

poi dopo un po' sono riuscita a parlargliene, le ho sbattuto in faccia tutto il dolore che mi aveva fatto provare , in alcuni occasioni ha fatto un mea culpa, in altre mi ha ritirato la palla, ma sempre e cmq ne abbiamo parlato e ne sono spesso venute furoi discussioni interessanti, argomenti importanti

quindi il succo è: lo so che fa male, che stai male, ma usa questa cosa a tuo favore, non ti accartocciare su te stessa, non ripetere sempre lo stesso meccanismo , ma prova a spezzare l'ingranaggio !

infatti, diotima, concordo pienamente con froggy!

anche a me è successa la stessa cosa (ne ho accennato nel post precedente) ed è stato assolutamente fondamentale farlo presente!!

Magari scriviti ciò che vuoi dirle su un foglietto, così non rischi di ingarabugliarti con le parole (io quando devo dire qualcosa di importante che ho paura di non riuscire a dirlo esattamente come vorrei, faccio così!)

Forza diotima!! Siamo tutte con te! :ola:

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Ti esorto quindi a riflettere sul tuo dolore e a spiegarti chiaramente proprio come hai fatto con digi e con zazà. Il mio percorso accidentato mi ha portata a credere che le terapie troppo "lisce" servano a poco e che siano proprio gli scossoni a mettere in luce i nodi importanti da sciogliere.

è quello che mi auguro anche io..... <_<

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Ho continuato a soffrire come un cane per qualche altra settimana poi mi sono decisa a dirgli che avrei interrotto la terapia perché secondo me parlavamo lingue diverse e, fatto ancora più grave, lui aveva un pregiudizio nei miei confronti e lo portava avanti ostinatamente senza ascoltare quello che _io_ avevo da dirgli. Mi sono alzata sbattendogli i suoi 90 euro sul tavolo e mi sono diretta verso la porta. Lui mi ha afferrata per un braccio, mi ha fatta filare verso il divano e si è seduto: e ti giuro che quella non è stata una seduta di psicoterapia ma una resa di conti vera e propria durante la quale ci siamo presi metaforicamente a schiaffi e ci siamo rivolti parole piuttosto dure. Però è come se l'avessi obbligato ad ascoltarmi e ad aprire gli occhi e lui ha ammesso di avermi fraintesa sbagliando clamorosamente approccio. Così dopo due anni di inutili torture la mia terapia ha finalmente preso una piega decisiva.

ma davvero lo hai fatto ?!

sei il mio mito !! :Cowboy:

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Diotima mi domando se hai realmente sentito una punta di gelosia o se non si tratta di qualcosa che avresti deisderato sentire

in quello che scrivi ci leggo un sacco di proiezioni, di rivivere attraverso la tua psi il rapporto con tua madre

e allora, visto che in terapia tutto fa brodo, usa questa cosa per analizzare altri aspetti

lo so che fa male, anche a me è successo che la mia psi mi abbia detto delle cose che mi hanno fatta soffrire, mi hanno fatta sentire assolutamente non capita, mi hanno fatto incazzare veramente tanto

lì per lì ho incassato il colpo, ci sono stata male

poi dopo un po' sono riuscita a parlargliene, le ho sbattuto in faccia tutto il dolore che mi aveva fatto provare , in alcuni occasioni ha fatto un mea culpa, in altre mi ha ritirato la palla, ma sempre e cmq ne abbiamo parlato e ne sono spesso venute furoi discussioni interessanti, argomenti importanti

quindi il succo è: lo so che fa male, che stai male, ma usa questa cosa a tuo favore, non ti accartocciare su te stessa, non ripetere sempre lo stesso meccanismo , ma prova a spezzare l'ingranaggio !

Non sai quanto mi risuona (tanto x usare una parola che piace tanto agli psi :Nerd: ) questa frase, muchacha!!

E anche io me ne sono resa conto in un momento di "crisi" con la psi... da quella volta la terapia ha fatto un enorme balzo in avanti, e anche il rapporto tra noi si è molto ribilanciato... mi ricordo di aver notato proprio questo paradosso... ho passato la vita (e due anni e mezzo buoni di terapia) a cercare di non disturbare, di assecondare le scelte degli altri, ad aderire ai ruoli che gli altri sceglievano x me... e poi viene fuori che la cosa migliore che avessi fatto era quella di dire no, scusi, guardi che così non va.... <_<

... e infatti.... scena muta... con lei che diceva che proprio non volevo farla entrare.... sono solo un disastro.....

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A giudicare dal macroscopico passo indietro che abbiamo fatto :(:

ma no, dai... per una seduta moscia!

ps. ahahah vedo che sei diventata "membro alterno"! :Just Kidding:

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... e infatti.... scena muta... con lei che diceva che proprio non volevo farla entrare.... sono solo un disastro.....

non la devi vedere in questa maniera... non devi dimostrare nulla, non c'è un modo giusto di comportarsi.

tutto ciò che fai li lo fai per te stessa... usa gli spunti che ti hanno dato per te stessa.

anche se sei ferita, andare in seduta e non parlare più di ciò che sta nel profondo del tuo cuore è un'occasione sprecata, perchè hai una grande opportunità, la psicoterapia, e se non ti apri non la puoi sfruttare.

tu hai pure questa spada di damocle sulla testa, il rischio che lei parta, vorresti davvero salutarla avendo lasciato irrisolta qualche grossa questione tra di voi ?

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Ciao a tutti amici, mi dispiace di perdermi così tanti passaggi perché i vostri dialoghi sono interessanti. Questa settimana ho riflettuto su cose importanti. Innanzitutto ho ammesso a me stessa di quanto il mio psi sia importante per me in questo momento. Ciò contemporaneamente mi spaventa molto: vero che un paziente per star meglio deve saper dare fiducia, ma non sarà a volte un pò troppo utopistico questo discorso? Gli psi son pur sempre esseri umani, in grado di emozionarsi e turbarsi, nel bene e nel male. Alla fine penso una cosa, e sempre ribadendo che la mia cotta é un modo per non illudersi troppo di avere a che fare con una persona che ti vuol bene ma al massimo in fantasia ti desidera: per quanto possa argomentare con lui su questo, credo che un piccolo margine di scetticismo mi si debba concedere di diritto, specialmente quando in passato si ha avuto uno psichiatra segretamente innamorato di te e che perciò ti ha abbandonato, accollando a te proiezioni, razionalizzazioni, frustrazioni e palle varie. Ogni cosa ha in sé lati molto buoni. Cerco di prenderne quanto più dal mio attuale psi. Ma questa interpretazione della vita incomincia a starmi davvero stretta, quando finirò con lui e col resto della ciurma, ne sarò felice. Intanto ho deciso che da settembre non reagirò più alle sue provocazioni, gli parlerò il minimo affinché possa capire, ma se uno non é in grado é sempre responsabilità mia? anche perché potrebbe finire come tra me e mio padre nel litigio di ieri pomeriggio: botte da orbi, insulti ecc. papà per me ormai non esiste più. Fanculo tutti! Non devo motivare più un tubo a nessuno!

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Ciao a tutti amici, mi dispiace di perdermi così tanti passaggi perché i vostri dialoghi sono interessanti. Questa settimana ho riflettuto su cose importanti. Innanzitutto ho ammesso a me stessa di quanto il mio psi sia importante per me in questo momento. Ciò contemporaneamente mi spaventa molto: vero che un paziente per star meglio deve saper dare fiducia, ma non sarà a volte un pò troppo utopistico questo discorso? Gli psi son pur sempre esseri umani, in grado di emozionarsi e turbarsi, nel bene e nel male. Alla fine penso una cosa, e sempre ribadendo che la mia cotta é un modo per non illudersi troppo di avere a che fare con una persona che ti vuol bene ma al massimo in fantasia ti desidera: per quanto possa argomentare con lui su questo, credo che un piccolo margine di scetticismo mi si debba concedere di diritto, specialmente quando in passato si ha avuto uno psichiatra segretamente innamorato di te e che perciò ti ha abbandonato, accollando a te proiezioni, razionalizzazioni, frustrazioni e palle varie. Ogni cosa ha in sé lati molto buoni. Cerco di prenderne quanto più dal mio attuale psi. Ma questa interpretazione della vita incomincia a starmi davvero stretta, quando finirò con lui e col resto della ciurma, ne sarò felice. Intanto ho deciso che da settembre non reagirò più alle sue provocazioni, gli parlerò il minimo affinché possa capire, ma se uno non é in grado é sempre responsabilità mia? anche perché potrebbe finire come tra me e mio padre nel litigio di ieri pomeriggio: botte da orbi, insulti ecc. papà per me ormai non esiste più. Fanculo tutti! Non devo motivare più un tubo a nessuno!

io credo... almeno credo di aver capito, che ciò che dici li serve più a te che a "far capire" lui. piuttosto vai li e parla all'infinito del tuo malcontento, (come farò io oggi :icon_rolleyes: ). ma andando li e tacendo, magari pensiamo di fare un torto a loro, invece lo facciamo solo a noi stessi...

mi dispiace per quello che è successo con tuo padre, ma non finirà così col tuo psi, di questo sono davvero sicura.

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ma no, dai... per una seduta moscia!

ps. ahahah vedo che sei diventata "membro alterno"! :Just Kidding:

Ma è una di quelle sedute che ti avvelenano piano piano, come dicevi tu. Lì per lì sentivo che c'era qualcosa che non andava ma non capivo bene cosa, come un non riuscire bene a sintonizzarsi. Poi appena uscita mi sono ricordata di quel messaggio che gli avevo scritto per ringraziarlo dell'armonia che mi stava facendo provare.

La volta scorsa avevo captato il segnale "osare di più/aprirsi di più". L'ho fatto, con uno sforzo non da poco. Lui lo ha ignorato con nonchalance (forse neanche di proposito ma per dimenticanza) solo una settimana dopo avergli parlato della mia paura di non essere accolta. La fiducia che gli avevo accordato e le piccole certezze che avevo acquisito si sono afflosciati come un castello di carte con uno starnuto. Ora come ora non ho neanche voglia di dirglielo: mi sembrerebbe fiducia mal riposta.

Dov'è l'icona della coda tra le gambe? :(:

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procurala per stasera che tra poche ore ho la seduta e devo continuare "il lavoro" iniziato la volta scorsa.

perchè alla fin della fiera, nonostante lo sfogo, lui mi ha comunque rimandato una sensazione di "non comprensione".

e qui, o che siano proiezioni mie, o che sia la realtà... beh la terapia non può andare avanti senza aver prima sciolto questo nodo. se è possibile scioglierlo.

qui si fa l'italia o si muore...

molto paraculamente gli ho preparato quel "regalino", glielo do a inizio seduta prima di ricominciare col rosario " tu non mi capisci"...

oh, che tormento, stanotte ero talmente agitata...ho dormito poco e male.

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procurala per stasera che tra poche ore ho la seduta e devo continuare "il lavoro" iniziato la volta scorsa.

Il pusher delle icone era Froggy...

perchè alla fin della fiera, nonostante lo sfogo, lui mi ha comunque rimandato una sensazione di "non comprensione".

e qui, o che siano proiezioni mie, o che sia la realtà... beh la terapia non può andare avanti senza aver prima sciolto questo nodo. se è possibile scioglierlo.

Mi pare che in questo periodo ci sia una vera e propria epidemia di incomprensioni con il terapeuta. Ma fintanto che ti resta la volontà di sciogliere i nodi... Mi sono persuasa che la terapia vera e propria consista proprio nei tentativi di sciogliere i nodi, tutto il resto sono chiacchiere in attesa di un nuovo nodo. Il problema arriva quando il nodo ti sembra in realtà un vicolo cieco che vanifica tutto il lavoro svolto. Tienici aggiornati.

molto paraculamente gli ho preparato quel "regalino", glielo do a inizio seduta prima di ricominciare col rosario " tu non mi capisci"...

oh, che tormento, stanotte ero talmente agitata...ho dormito poco e male.

Devo aver perso una puntata: perché scrivi "regalino" fra virgolette? È un regalo o non lo è? Pensa quante differenze si nascondono nel modo di porgere un regalo: avevo covato l'idea di regalargli il libro che sto leggendo adesso, pensavo che glielo avrei dato alla fine della seduta, in modo da non influenzare il rosario ^_^

Ma non me la sento più :Shame On You:

-_-

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Mi pare che in questo periodo ci sia una vera e propria epidemia di incomprensioni con il terapeuta. Ma fintanto che ti resta la volontà di sciogliere i nodi... Mi sono persuasa che la terapia vera e propria consista proprio nei tentativi di sciogliere i nodi, tutto il resto sono chiacchiere in attesa di un nuovo nodo. Il problema arriva quando il nodo ti sembra in realtà un vicolo cieco che vanifica tutto il lavoro svolto. Tienici aggiornati.

non lo so, non lo so...

vanificare il lavoro svolto, no. gettare delle ombre sulle possibilità di lavoro futuro, si...

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oh, che tormento, stanotte ero talmente agitata...ho dormito poco e male.

solo stanotte?! beata te! :Just Kidding:

Come è andata?

Spero ci farai sapere qualcosina stasera..... :Four Leaf Clover:

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Mi è toccato rimandare ancora la seduta.

Lui ha risposto " va bene mi faccia sapere quando può"

woof, in compenso oggi mi sono consolata con "Quale quadro famoso ha dipinto Van Gogh?" " Risposta "L'urlo di Munch".

L'urlo di munch lo faccio io.

Quale fiume scorre a Parigi? Il Nilo.:))

Cosa porti a inglese? "io porto il Negro":))))

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