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E se ci si innamora dello psicologo?


ARLEY

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Dipende, in genere cerco sempre di riprendere il filo del discorso ma tante volte succede che devo parlare di qualcosa di più urgente, non voglio rinunciare a niente e allora cerco di parlare di entrambe le cose trovando qualche collegamento tra loro.

Allora mi rendo conto di essere un caso piuttosto faticoso per l'Eccelso: io mi metto lì e aspetto che cominci lui. Raramente introduco un discorso e quasi mai ricordo di cosa abbiamo parlato la volta precedente. Però da ciò che dice capisco che il filo lo tiene :im Not Worthy:

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Una domanda tecnica, senza considerazioni moraleggianti, please.

In tema con il titolo del thread: per quale motivo l'agito sessuale in psicoterapia è tanto demonizzato? Quali conseguenze può avere sulla terapia? (pura curiosità, eh)

Grazie

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E comunque io sento che il grosso del lavoro non consiste in quella breve conversazione settimanale, che alle volte sembra puro cazzeggio, ma in quel rifrullo di idee che iniziano a vorticare in sottofondo non appena esco in strada. In pratica lui alimenta e io elaboro dopo, in silenzio e mio malgrado, e poco importa se lì per lì lasciamo qualche loose end. Prima o poi tutto torna.

la penso esattamente come te. e in questo senso io credo di aver usato , inconsciamente, il forum (e la scrittura in generale) per rafforzare quel rifrullio...

devo di che dopo un paio d'anni così, a un ritmo molto intenso... negli ultimi mesi ho avuto bisogno di rallentare un po'. o di lasciare che qualcosa lavorasse nel profondo ma senza continuare a pensare e pensare e spaccare il capello in 4...

era diventato un po' logorante.

Divagando, :Talking Ear Off: , è strano come queste chiacchiere apparentemente senza capo né coda, a volte più profonde, a volte leggere e perfino futili, siano in realtà condotte con invisibile cognizione di causa e producano certi risultati. Ma voi come fate, affrontate argomenti in maniera sistematica o svolazzate di fiore in fiore come succede con me?

spesso svolazzo... altro volte ho qualche argomento che mi preme e allora divento sistematica.

quasi mai ricordo di cosa abbiamo parlato la volta precedente.

pure io

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Una domanda tecnica, senza considerazioni moraleggianti, please.

In tema con il titolo del thread: per quale motivo l'agito sessuale in psicoterapia è tanto demonizzato? Quali conseguenze può avere sulla terapia? (pura curiosità, eh)

Grazie

a chi lo stai chiedendo? :He He:

qua siamo tutte pazienti, sulla stessa barca come te... potrebbe rispondere in maniera "fondata" una psicologo, sicuramente all'interno della categoria la questione è stata oggetto di dibattito, riflessioni, studi...

una risposta che mi sono data, da paziente... è che "l'agito" in questo caso sarebbe una specie di abuso.

sulla nostra pelle abbiamo sperimentato che i nostri "innamoramenti",e conseguenti desideri sessuali, il più delle volte sono proiezioni. addiritura spesso sono un passaggio obbligato della terapia per poi sfumare in altri tipi di sentimenti.

il terapeuta lo sa. ma se, sapendolo, venisse a letto con noi, abuserrebe di un nostro stato di vulnerabilità indotto dalla terapia per il proprio "tornaconto"(in questo caso sessuale), e questa è un'azione che viola la deontologia professionale.

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a chi lo stai chiedendo? :He He:

qua siamo tutte pazienti, sulla stessa barca come te... potrebbe rispondere in maniera "fondata" una psicologo, sicuramente all'interno della categoria la questione è stata oggetto di dibattito, riflessioni, studi...

una risposta che mi sono data, da paziente... è che "l'agito" in questo caso sarebbe una specie di abuso.

sulla nostra pelle abbiamo sperimentato che i nostri "innamoramenti",e conseguenti desideri sessuali, il più delle volte sono proiezioni. addiritura spesso sono un passaggio obbligato della terapia per poi sfumare in altri tipi di sentimenti.

il terapeuta lo sa. ma se, sapendolo, venisse a letto con noi, abuserrebe di un nostro stato di vulnerabilità indotto dalla terapia per il proprio "tornaconto"(in questo caso sessuale), e questa è un'azione che viola la deontologia professionale.

Hai ragione, avrei dovuto chiederlo a uno psicologo :Batting Eyelashes:

La tua risposta ha senso. Solo che mi è capitato sott'occhio un articolo molto astruso che parla di "fattori archetipici sottesi agli agiti sessuali nel processo transferale/controtransferale": non ci ho capito un tubo se non che il sesso in certi contesti ha un qualcosa di ferale con conseguenze molto serie e indelebili sulla psiche del paziente che mi sembra vadano ben oltre l'abuso di cui parli.

Ero curiosa di sapere in che senso, e perché gli psicoterapeuti anglosassoni non sembrano crederci più di tanto :American Flag:

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Hai ragione, avrei dovuto chiederlo a uno psicologo :Batting Eyelashes:

La tua risposta ha senso. Solo che mi è capitato sott'occhio un articolo molto astruso che parla di "fattori archetipici sottesi agli agiti sessuali nel processo transferale/controtransferale": non ci ho capito un tubo se non che il sesso in certi contesti ha un qualcosa di ferale con conseguenze molto serie e indelebili sulla psiche del paziente che mi sembra vadano ben oltre l'abuso di cui parli.

Ero curiosa di sapere in che senso, e perché gli psicoterapeuti anglosassoni non sembrano crederci più di tanto :American Flag:

appuno... io ci posso arrivare "a logica", ma sotto ci sono questioni molto specifiche e forse difficili da immaginare da profano...

una delle cose che mi possono venire in mente è il transfert per il quale il terapeuta ricopre un ruolo "genitoriale" (il tutto senza che magari ce ne rendiamo neppure conto, non agli inizi della terapia...). in questo caso un rapporto sessuale, dal punto di vista di impatto psicologico profondo, potrebbe avvicinarsi addirittura all'incesto...

mi viene in mente una cosa che aveva scritto zazà, però non so riportarla.. sul fatto che i terapeuti per noi assumoni un ruolo di quasi "divinità" (sempre in una certa fase della terapia, perchè poi li tiriamo giù dal trono...) e quindi che poteva essere pericoloso fare l'amore con questo dio...

anche il mio psi aveva accennato alla "pericolosità" per la salute psicologica...

boh... vedo comunque che ancora cerchi articoli sul tema...ti interessa... :Batting Eyelashes::Just Kidding:

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appuno... io ci posso arrivare "a logica", ma sotto ci sono questioni molto specifiche e forse difficili da immaginare da profano...

una delle cose che mi possono venire in mente è il transfert per il quale il terapeuta ricopre un ruolo "genitoriale" (il tutto senza che magari ce ne rendiamo neppure conto, non agli inizi della terapia...). in questo caso un rapporto sessuale, dal punto di vista di impatto psicologico profondo, potrebbe avvicinarsi addirittura all'incesto...

Vero, è uno dei motivi di confusione e aggressività nella prima fase della mia terapia: non riuscivo a conciliare l'attrazione per lui con il desiderio di essere coccolata paternamente. Non che adesso ci riesca, semplicemente a volte prevale un aspetto, a volte l'altro. Forse dovremmo discuterne.

mi viene in mente una cosa che aveva scritto zazà, però non so riportarla.. sul fatto che i terapeuti per noi assumoni un ruolo di quasi "divinità" (sempre in una certa fase della terapia, perchè poi li tiriamo giù dal trono...) e quindi che poteva essere pericoloso fare l'amore con questo dio...

anche il mio psi aveva accennato alla "pericolosità" per la salute psicologica...

boh... vedo comunque che ancora cerchi articoli sul tema...ti interessa... :Batting Eyelashes::Just Kidding:

Sì, mi interessa perché continuo ad essere convinta che il mio transfert cerchi di aprirsi un varco in tutt'altra direzione e che l'attrazione erotica non c'entri niente e anzi sia solo d'ostacolo. Sono seriamente ossessionata, non sai quanto vorrei neutralizzare questo aspetto. :(:

Cos'è la storia del fare l'amore con la divinità? Zazà, quando ti svegli mi spieghi?

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Sì, mi interessa perché continuo ad essere convinta che il mio transfert cerchi di aprirsi un varco in tutt'altra direzione e che l'attrazione erotica non c'entri niente e anzi sia solo d'ostacolo. Sono seriamente ossessionata, non sai quanto vorrei neutralizzare questo aspetto. :(:

io invece ho la sensazione che in questo caso la lingua batta dove il dente duole...

mi sembra che ci siano delle similitudini nei nostri percorsi. entrambe abbiamo delle "questioni irrisolte" riguardo alla sessualità (sicuramente per motivi diversi)... questioni che si ripresentano implacabili proprio li, in quel rapporto particolare...

credo che neutrallizzare questo aspetto sarebbe un modo per non affrontare una questione... che invece il nostro inconscio sente, eccome! :icon_twisted:

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io invece ho la sensazione che in questo caso la lingua batta dove il dente duole...

mi sembra che ci siano delle similitudini nei nostri percorsi. entrambe abbiamo delle "questioni irrisolte" riguardo alla sessualità (sicuramente per motivi diversi)... questioni che si ripresentano implacabili proprio li, in quel rapporto particolare...

credo che neutrallizzare questo aspetto sarebbe un modo per non affrontare una questione... che invece il nostro inconscio sente, eccome! :icon_twisted:

Non so, Judy. Sicuramente qualche nodo da sciogliere ce l'ho, ma percepisco questa attrazione come un sipario tra noi, che non dovrebbe esserci e che mi impedisce di comunicare con il padre che cerco.

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e se tu il padre te lo volessi........ :icon_twisted:

è una fase dello sviluppo psicologico anche quella!

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Non ci ho mai pensato ma mio padre non è neanche il mio tipo d'uomo.

Io so solo che la prima volta che mi sono presentata nello studio dell'Eccelso sono rimasta folgorata da cotanta prestanza e mi sono detta "Ohiohi, prevedo problemi..."

E da quel momento ho iniziato a costruire un muro, salvo poi capire che ero più gelosa di sua figlia che di sua moglie. A volte avrei voglia di accoccolarmi sulle sue ginocchia ma una vocina mi dice che non si può, che andrebbe a finir male.

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Ho letto un libro che accenna all'argomento, in un certo senso la tesi si avvicina a quello che ha detto Juditta.

Un'ipotesi è che non si potrebbe cadere nell'agito sessuale perchè in realtà il paziente non è innamorato dell'analista ma proietta su di lui solo dei suoi aspetti interni; il terapeuta che sa del meccanismo che si innesca tradirebbe l'intimità e la fiducia che ha conquistato. Tuttavia, se in casi eccezionali ciò accadesse, questo "danno" deve essere rielaborato dal paziente e sta alla sua capacità di farlo la possibilità che questo non gli crei ulteriori disagi.

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muchacha scusa , ma sono un po' rincoglionita in quest'ultimo periodo e non ricordo bene: tu l'argomento lo hai affrontato/sviscerato con l'Eccelso oppure fai la gnorri con lui ?

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te lo domando perchè se lo hai affrontato e ne hai parlato fino allo sfinimento e nonolstante ciò senti che sia una barriera tra di voi allora potrebbe essere che "usi" quest'attrazione per creare un distacco tra voi, che alimenti le tue resistenze

invece, se non gliene hai mai realmente parlato allora questo potrebbe in parte spiegare la barriera che senti, perchè c'è qualcopsa di non detto che pesa nel rapporto terapeutico

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nn ho fatto una cosa intelligente......

non credo sia così patrina, ognuno fa quello che sente, quello che è "giusto" per lui in quel determinato momento quindi forse non eri in grado di affrontare in seduta il motivo che ti aveva fatto piangere già prima di entrare

lei cmq ti ha dato la sua disponibilità e questa è una gran bella cosa

credo che in questo periodo dell'anno la stanchezza si faccia sentire , stanchezza non solo fisica, ma anche mentale e "spirituale", ci sono meno energie da dedicare alla terapia (che è una gran succhiaenergie)

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Divagando, :Talking Ear Off: , è strano come queste chiacchiere apparentemente senza capo né coda, a volte più profonde, a volte leggere e perfino futili, siano in realtà condotte con invisibile cognizione di causa e producano certi risultati. Ma voi come fate, affrontate argomenti in maniera sistematica o svolazzate di fiore in fiore come succede con me?

io all'inizio prendevo appunti tra una seduta e l'altra e arrivavo lì carica di post it

poi una volta donna bettina mi ha cazziata (tanto per fare una cosa nuova -_-) e mi ha detto di provare ad andare lì solo con me stessa, di provare a sentire le emozioni del momento (pare facile :Talking Ear Off: )

per fartela breve ora vado lì e parlo della prima cosa che mi viene in mente. l'inizio è sempre molto lento, in genere ci fumiamo una sigaretta e le racconto brevemente le amenità della giornata o degli ultimi giorni. poi faccio un bel respiro profondo e.... vedo cosa esce in quel momento

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mentre andavo via mi veniva da piangere.....anzi piangevo.....nn so perchè :Rolling Eyes:

non è che sotto sotto speravi ti trattenesse?

secondo me potrebbe essere una bella opportunità la prossima volta parlare di questo...

non so se è così in generale, ma io ho notato che in realtà quando ho la sensazione di parlare sempre degli stessi argomenti triri e ritriti, è perchè in realtà sto evitando di affrontare altro...

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Una domanda tecnica, senza considerazioni moraleggianti, please.

In tema con il titolo del thread: per quale motivo l'agito sessuale in psicoterapia è tanto demonizzato? Quali conseguenze può avere sulla terapia? (pura curiosità, eh)

Grazie

Che domandone :He He:

Qualcosa da dire l'avrei ma devo rimandare a stanotte, fermo restando che sono considerazioni da paziente.

Hai ragione, avrei dovuto chiederlo a uno psicologo :Batting Eyelashes:

La tua risposta ha senso. Solo che mi è capitato sott'occhio un articolo molto astruso che parla di "fattori archetipici sottesi agli agiti sessuali nel processo transferale/controtransferale": non ci ho capito un tubo se non che il sesso in certi contesti ha un qualcosa di ferale con conseguenze molto serie e indelebili sulla psiche del paziente che mi sembra vadano ben oltre l'abuso di cui parli.

Ero curiosa di sapere in che senso, e perché gli psicoterapeuti anglosassoni non sembrano crederci più di tanto :American Flag:

Mi potresti indicare l'articolo? anche in mp se vuoi.

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Che domandone :He He:

Qualcosa da dire l'avrei ma devo rimandare a stanotte, fermo restando che sono considerazioni da paziente.

T'aspetterò ad occhi sbarrati :im Not Worthy:

Mi potresti indicare l'articolo? anche in mp se vuoi.

In questo momento non sono in grado di risponderti. Si trova in un libro dal titolo, se non sbaglio, Transfert e controtransfert che ho acquistato qui su Psiconline diverso tempo fa. Ti do i dati appena torno in ufficio. E tu mi chiarisci quella faccenda accennata da Judy a proposito della pericolosità di fare l'amore con una divinità?

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Ho letto un libro che accenna all'argomento, in un certo senso la tesi si avvicina a quello che ha detto Juditta.

Un'ipotesi è che non si potrebbe cadere nell'agito sessuale perchè in realtà il paziente non è innamorato dell'analista ma proietta su di lui solo dei suoi aspetti interni; il terapeuta che sa del meccanismo che si innesca tradirebbe l'intimità e la fiducia che ha conquistato. Tuttavia, se in casi eccezionali ciò accadesse, questo "danno" deve essere rielaborato dal paziente e sta alla sua capacità di farlo la possibilità che questo non gli crei ulteriori disagi.

Messa così l'eventualità suona meno drastica. Certo che i risvolti pratici sarebbero piuttosto particolari: il terapeuta sarebbe in grado di aiutare il paziente a rielaborare l'accaduto? E continuerebbe a far pagare le sedute pur avendo partecipato al "danno"?

Leggevo tempo fa da qualche parte che in realtà si tratta di un'eventualità meno infrequente di quanto si creda. Solo che non essendo compatibile con la deontologia professionale (e se non sbaglio comporta delle conseguenze piuttosto serie per l'attività del lascivo terapeuta) nessuno ne parla. Insomma, un tabù al limite dell'incestuoso.

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te lo domando perchè se lo hai affrontato e ne hai parlato fino allo sfinimento e nonolstante ciò senti che sia una barriera tra di voi allora potrebbe essere che "usi" quest'attrazione per creare un distacco tra voi, che alimenti le tue resistenze

invece, se non gliene hai mai realmente parlato allora questo potrebbe in parte spiegare la barriera che senti, perchè c'è qualcopsa di non detto che pesa nel rapporto terapeutico

Froggy, la dinamica dei nostri colloqui è, appunto, quella del salto di palo in frasca. La mia terapia è una sorta di soap opera in cui i personaggi spariscono e ricompaiono dopo molte puntate, magari dopo aver subito una plastica facciale in seguito a un tragico incidente che si riteneva mortale.

Se una seduta è particolarmente densa, quasi immancabilmente ne segue una di cazzeggio anche se l'argomento era lungi dall'esaurito. Tempo fa abbiamo iniziato a parlarne e credo che difficilmente ci torneremo sopra prima delle vacanze.

In realtà io non alimento alcun distacco: al contrario, attualmente sono molto aperta e disponibile al dialogo. Solo che parlare di sesso è né più né meno che una forma di sesso, forse un tantinello più frustrante. E mi riduce a dei livelli di saturazione ormonale che mi rendono difficile la concentrazione. Di conseguenza evito di introdurre l'argomento per non alimentare l'ossessione.

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Messa così l'eventualità suona meno drastica. Certo che i risvolti pratici sarebbero piuttosto particolari: il terapeuta sarebbe in grado di aiutare il paziente a rielaborare l'accaduto? E continuerebbe a far pagare le sedute pur avendo partecipato al "danno"?

mmm....non credo che poi possa rielaborare l'accaduto con colui o colei con cui ha consumato...sarebbe un'ulteriore manipolazione da parte del terapeuta credo

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in realtà, in un articolo letto tantissimo tempo fa, mi sembrava di aver letto che anche gli psicologi che "cadevano" in questa esperienza, dovevano affrontare un percorso per rielaborare la questione... mi sembra si riferisse alla realtà americana...

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in realtà, in un articolo letto tantissimo tempo fa, mi sembrava di aver letto che anche gli psicologi che "cadevano" in questa esperienza, dovevano affrontare un percorso per rielaborare la questione... mi sembra si riferisse alla realtà americana...

Troppo complicato per avere qualche speranza, vero? :sorry:

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