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ARLEY

E se ci si innamora dello psicologo?

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Io gli ho telefonato, gli ho chiesto di ricordarmi a che ora e in che giorno era la seduta, sono fuori, fuori..

gli ho telefonato mentre friggevo un sofficino, con il mestolo in mano e il cellulare all'orecchio..

Dice: "mi dia il tempo di guardare l'agenda.."

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Io gli ho telefonato, gli ho chiesto di ricordarmi a che ora e in che giorno era la seduta, sono fuori, fuori..

gli ho telefonato mentre friggevo un sofficino, con il mestolo in mano e il cellulare all'orecchio..

Dice: "mi dia il tempo di guardare l'agenda.."

:D:

nn sei l'unica ad essere fuori fuori

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è qualcosa di più sotterraneo che percepisco...come se mi rifiutasse, anche nel volermi bene, come se si riparasse allontanandomi da lui..

ho come l'impressione che siano tutte cose che dice per mantenere le distanze, va bene qualsiasi osa, ver o non vera, basta che io venga tenuta a bada, ho questa sensazione

perchè? In fondo può pure massacrarmi di cose che vede solo lui, ma perchè mi allontana, perchè allontana il mio affetto, è questo che mi uccide

Vorrei aggiungere che anche io sento forte questa cosa .... sento che nei suoi atteggiamenti cerchi di essere spiacevole e che mi tratti male per allontanarmi da lui, c'è secondo te o secondo voi una costruzione di questo atteggiamento solo al fine della terapia??? o è una cosa sua '??cioè tiene le distanze con frasi che non rispecchiano il mio modo di essere ( ecco cosa intendevo dire quando vi spiegavo del litigio con lui )perchè così si ripara lui ....??? da chi da sestesso e dalle sue emozioni o da me '??? PARANOIA

Mi sto vedendo le puntate di teatrment in stremeeng , e credo che rispecchino ogni nostra emozione transferale ....

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e io invece sono una sòla che è quasi una settimana che vorrei scrivere ma non ci riesco, oppure vengo interrotta, come è successo un paio d'ore fa... :icon_neutral:

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allora ragazze vi racconto un po' dell'esperimento che ho fatto l'altra sera con la sandplay therapy

in pratica c'è una "lettiera" :p: e poi una libreria con pupazzetti vari (rappresentazioni di alberi, animali, esseri umani, oggetti, personaggi immaginari, edifici, mezzi di trasporto e così via). a prima vista mi sembravano tantissimi, ma poi, quando sono andata a usarli, mi sono resa conto che ne mancavano tanti.

cmq procedo con ordine:

donna bettina mi ha subito detto di fare amicizia con la sabbia, di infilarci le mani e giocarci un po' (e già qui mi sentivo profondamente a disagio, una perfetta idiota. secondo lei perchè non mi premetto di giocare <_< )

ho infiliato le mani nella sabbia e ho timidamente inziato a pastrugnarla. ho creato una specie di montagnetta e poi ci ho scavato un piccolo buco davnti (il fondo della lettiera è blu e a me pareva un laghetto).

poi ho iniziato a scegliere i personaggi. ho preso un boia (che ho infilato per metà nella sabbia) e vicino gli ho piazzato una gabbietta con 2 animaletti.

poi ho trovato un paio di personaggi interessanti: uno credo fosse un personaggio di qualche fumetto(come genere un po' capitan harlock, bello, tenebroso e solitario....), l'altro era una donna con le pistole che solo dopo ho scoperto essere calamity jane 00010002.gif. questi 2 li ho piazzati su un altro angolo.

poi ho preso un ponte e l'ho fatto cadere in un altro angolo, completamente dissociato dal resto.

alla fine, sul monticello iniziale avrei voluto piazzare una bandiera degli stati uniti, ma non c'era e allora da una zattera ne ho staccata una bianca e l'ho piazzata lì.

e questo è tutto.

dopo ne abbiamo parlato, abbiamo commentato un po' i personaggi che avevo scelto e poi abbiamo parlato d'altro che , magicamente, si è legato alla rappresentazione che avevo fatto.... :Whistle:

in pratica i temi che avevo affrontato erano il vittimismo, la solitudine, isolamento e quegli stessi temi erano nella mia rappresentazione (insieme ad altri)

poi donna bettina (che per la prima volta in 3 anni e 1/2 aveva diligentemente preso appunti !! 00005004.gif ) mi ha spiegato che avrebbe fotografato la mia sabbia e che l'avrebbe messa nel mio quadernone in modo da averla sempre a disposizione.

mi è sembrato interessante, uno spunto di riflessione valido per me che ho tante difficoltà con i sogni

e poi , se non altro, ho rotto la monotonia di una psicoterapia che mi pareva sempre uguale a se stessa da troppo tempo

adesso bisogna capire quanto mi durerà l'euforia per la novità, ma sono contenta perchè sto sperimentando in qualche modo insieme a donna bettina ed è un viaggio tutto nuovo sia per me che per lei, nessuno schema già visto, nessun copione da cui attingere... magari riesco a spezzare i miei soliti meccanismi....

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e io invece sono una sòla che è quasi una settimana che vorrei scrivere ma non ci riesco, oppure vengo interrotta, come è successo un paio d'ore fa... :icon_neutral:

e daiiiiiiiii....... scrivi un po' qualcosa che mi manchi !! :air_kiss:

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allora ragazze vi racconto un po' dell'esperimento che ho fatto l'altra sera con la sandplay therapy

in pratica c'è una "lettiera" :p: e poi una libreria con pupazzetti vari (rappresentazioni di alberi, animali, esseri umani, oggetti, personaggi immaginari, edifici, mezzi di trasporto e così via). a prima vista mi sembravano tantissimi, ma poi, quando sono andata a usarli, mi sono resa conto che ne mancavano tanti.

cmq procedo con ordine:

donna bettina mi ha subito detto di fare amicizia con la sabbia, di infilarci le mani e giocarci un po' (e già qui mi sentivo profondamente a disagio, una perfetta idiota. secondo lei perchè non mi premetto di giocare <_< )

ho infiliato le mani nella sabbia e ho timidamente inziato a pastrugnarla. ho creato una specie di montagnetta e poi ci ho scavato un piccolo buco davnti (il fondo della lettiera è blu e a me pareva un laghetto).

poi ho iniziato a scegliere i personaggi. ho preso un boia (che ho infilato per metà nella sabbia) e vicino gli ho piazzato una gabbietta con 2 animaletti.

poi ho trovato un paio di personaggi interessanti: uno credo fosse un personaggio di qualche fumetto(come genere un po' capitan harlock, bello, tenebroso e solitario....), l'altro era una donna con le pistole che solo dopo ho scoperto essere calamity jane 00010002.gif. questi 2 li ho piazzati su un altro angolo.

poi ho preso un ponte e l'ho fatto cadere in un altro angolo, completamente dissociato dal resto.

alla fine, sul monticello iniziale avrei voluto piazzare una bandiera degli stati uniti, ma non c'era e allora da una zattera ne ho staccata una bianca e l'ho piazzata lì.

e questo è tutto.

dopo ne abbiamo parlato, abbiamo commentato un po' i personaggi che avevo scelto e poi abbiamo parlato d'altro che , magicamente, si è legato alla rappresentazione che avevo fatto.... :Whistle:

in pratica i temi che avevo affrontato erano il vittimismo, la solitudine, isolamento e quegli stessi temi erano nella mia rappresentazione (insieme ad altri)

poi donna bettina (che per la prima volta in 3 anni e 1/2 aveva diligentemente preso appunti !! 00005004.gif ) mi ha spiegato che avrebbe fotografato la mia sabbia e che l'avrebbe messa nel mio quadernone in modo da averla sempre a disposizione.

mi è sembrato interessante, uno spunto di riflessione valido per me che ho tante difficoltà con i sogni

e poi , se non altro, ho rotto la monotonia di una psicoterapia che mi pareva sempre uguale a se stessa da troppo tempo

adesso bisogna capire quanto mi durerà l'euforia per la novità, ma sono contenta perchè sto sperimentando in qualche modo insieme a donna bettina ed è un viaggio tutto nuovo sia per me che per lei, nessuno schema già visto, nessun copione da cui attingere... magari riesco a spezzare i miei soliti meccanismi....

ti devo fare i complimenti per il tuo coraggio!

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e daiiiiiiiii....... scrivi un po' qualcosa che mi manchi !! :air_kiss:

vabbuò provo...

devo dire che mi discosto un po' dal clima generale del topic nell'ultimo periodo, per dire che il mio rapporto con giovanni (per chi non lo sapesse il nome in codice con cui chiamo qui il mio psi) va a gonfie vele!

dopo un anno difficoltoso, costellato da dubbi, frustrazione sull'andamento della terapia, tanta rabbia e aggressività riversata contro di lui, qualche lite, incomprensioni arrivate fino al punto di farmi pensare di chiudere... adesso magicamente va tutto bene.

non sono più incazzata con lui, non ho più questa sensazione di non essere compresa, e lo sento molto vicino. e anche dentro di me qualcosa si sta muovendo, anche se non sono in grado, adesso, di capire esattamente in che direzione... e dove andrò a parare.

io combatto con le mie resistenze, avrei delle novità da raccontargli ma non ce la faccio, sarebbe complicato da spiegare adesso. questo mi porta a volte a divagare selvaggiamente, ma forse alla fine, anche queste divagazioni hanno un senso.

venerdì è stata una seduta importante, anche se non avevo programmato quello che gli avrei detto. ci siamo ricollegati alla seduta precedente, ora non mi ricordo esattamente da dove abbiamo cominciato, so che gli ho fatto delle riflessioni su come mi stia rendendo sempre più conto di quanto profondamente ho rimosso la mia infanzia. io non penso mai al passato,ma a parte questo...la seduta prima gli ho raccontato un episodio forte che sicuramente mi ha impressionato, e mentre parlavo mi rendevo conto di ricordarlo appena. ricordo che sia successo, e gli sviluppi... ma non ricordo nessun particolare, men che mai cosa provassi. idem quando lui mi ha chiesto come si comportasse mio padre in una determinata situazione.

non è qualcosa che si dimentica... ma se io scavo nel passato "conosco i fatti" ma non ho ricordi. ho ricordi più recenti che si adattano a quei fatti del passato... questo è il massimo che posso recuperare dalla mia memoria...

mi fa impressione questa cosa, non mi ero accorta di quanto profondamente avessi cancellato.

poi gli ho raccontato di un episodio in cui mi diede uno schiaffo. mio padre non è violento di natura, quindi quell'episodio mi è rimasto proprio impresso.

giovanni mi ha raccontato di un episodio della sua infanzia nel quale entrambi i genitori lo volevano picchiare e lui si nascondeva.

a quel punto mi è venuto spontaneo dirgli una cosa. una cosa che non gli avevo mai raccontato, in tre anni. gli ho detto che avevo sempre censurato un particolare riguardo il comportamento di uno dei miei genitori. non lo so spiegare perchè... non è stata una censura decisa a tavolino, come tante altre cose che mi vergognavo a dire, o avevo paura, e che mi sono sforzata di raccontare.

questa cosa era rimasta in un angolo, non ci pensavo neanche, in fondo lo consideravo un particolare "irrilevante"... ma non lo era, non lo è. perchè non mi va di scriverlo qui, ma si tratta di qualcosa con un grosso peso.

non ve lo so spiegare fino in fondo perchè avessi una censura inconscia così forte su questa cosa. non lo so nemmeno io.

così gliel’ho detto, con molta tranquillità. giovanni ha detto che questo particolare cambiava pesantemente l’immagine che si era fatto della mia famiglia. mettiamola così: entrambi i miei genitori hanno grossi problemi psicologici. uno dei due problemi più gravi, socialmente riconosciuti. io avevo passato a giovanni un quadro nel quale l’altro genitore, assieme ai figli, era vittima dei problemi dell’altro. che sia stato vittima è indubbio, ma a causa dei propri problemi e della difficilissima situazione ha finito per far ricadere sui figli le proprie difficoltà. in maniera pesante. diciamo che siamo cresciuti tra l’incudine e il martello, in una situazione di insicurezza continua e di mancanza di protezione da ambo le parti.

non è stata una bella infanzia e sono felice di non ricordarmela.

giovanni ha fatto dei commenti su come deve essere stato duro crescere in una situazione del genere, e su come questo mi (ci) abbia segnato e mi abbia portato ad avere i problemi che ho.

io gli ho detto “io lo so che quello che faccio qui è importante, anche se la società non lo riconosce”

lui ha convenuto con me, per la società contano i risultato, gli output. e poco conta il lavoro di chi cerca di liberarsi dell’eredità di un passato così opprimente, andando oltre, oltre le ferite, oltre i dolore, i ricordi rimossi. oltre i limiti dei propri genitori che non mi hanno potuto dare gli strumenti per essere adulta.

è stata una seduta triste, ma non di sfogo o di recupero di emozioni antiche... è stata una seduta di condivisione di una tristezza antica, esistenziale, con nel cuore ancora il desiderio, o la speranza, che sia possibile andare oltre quello che mi è stato dato.

sono felice di aver condiviso questa cosa con lui, e non so quante altre persone potranno conoscere questo aspetto di me. perchè nessuno vuole sentir parlare di tristi infanzie e se ne parli ci fai pure la figura del vittimista.

una cosa che ho pensato dopo la seduta, è che veramente lui è per me GENITORE.

non padre, ma genitore...nel senso più profondo del termine. qualcosa che va oltre l’affetto, che si c’è, ma se fosse solo quello sarebbe veramente fine a se stesso.

genitore come colui che mi sta aiutando in questo percorso, per darmi gli strumenti per essere una persona adulta. che mi aiuta in questo lavoro di rifondazione delle basi della mia personalità, così precarie per l’eredità del passato.

non è questo il compito più importante di un genitore?

ps. non mi quotate, che magari mi viene da cancellare il messaggio. ho scritto cose molto intime.

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e io invece sono una sòla che è quasi una settimana che vorrei scrivere ma non ci riesco, oppure vengo interrotta, come è successo un paio d'ore fa... :icon_neutral:

:Raised Eyebrow:

allora ragazze vi racconto un po' dell'esperimento che ho fatto l'altra sera con la sandplay therapy

in pratica c'è una "lettiera" :p: e poi una libreria con pupazzetti vari (rappresentazioni di alberi, animali, esseri umani, oggetti, personaggi immaginari, edifici, mezzi di trasporto e così via). a prima vista mi sembravano tantissimi, ma poi, quando sono andata a usarli, mi sono resa conto che ne mancavano tanti.

cmq procedo con ordine:

donna bettina mi ha subito detto di fare amicizia con la sabbia, di infilarci le mani e giocarci un po' (e già qui mi sentivo profondamente a disagio, una perfetta idiota. secondo lei perchè non mi premetto di giocare <_< )

ho infiliato le mani nella sabbia e ho timidamente inziato a pastrugnarla. ho creato una specie di montagnetta e poi ci ho scavato un piccolo buco davnti (il fondo della lettiera è blu e a me pareva un laghetto).

poi ho iniziato a scegliere i personaggi. ho preso un boia (che ho infilato per metà nella sabbia) e vicino gli ho piazzato una gabbietta con 2 animaletti.

poi ho trovato un paio di personaggi interessanti: uno credo fosse un personaggio di qualche fumetto(come genere un po' capitan harlock, bello, tenebroso e solitario....), l'altro era una donna con le pistole che solo dopo ho scoperto essere calamity jane 00010002.gif. questi 2 li ho piazzati su un altro angolo.

poi ho preso un ponte e l'ho fatto cadere in un altro angolo, completamente dissociato dal resto.

alla fine, sul monticello iniziale avrei voluto piazzare una bandiera degli stati uniti, ma non c'era e allora da una zattera ne ho staccata una bianca e l'ho piazzata lì.

e questo è tutto.

dopo ne abbiamo parlato, abbiamo commentato un po' i personaggi che avevo scelto e poi abbiamo parlato d'altro che , magicamente, si è legato alla rappresentazione che avevo fatto.... :Whistle:

in pratica i temi che avevo affrontato erano il vittimismo, la solitudine, isolamento e quegli stessi temi erano nella mia rappresentazione (insieme ad altri)

poi donna bettina (che per la prima volta in 3 anni e 1/2 aveva diligentemente preso appunti !! 00005004.gif ) mi ha spiegato che avrebbe fotografato la mia sabbia e che l'avrebbe messa nel mio quadernone in modo da averla sempre a disposizione.

mi è sembrato interessante, uno spunto di riflessione valido per me che ho tante difficoltà con i sogni

e poi , se non altro, ho rotto la monotonia di una psicoterapia che mi pareva sempre uguale a se stessa da troppo tempo

adesso bisogna capire quanto mi durerà l'euforia per la novità, ma sono contenta perchè sto sperimentando in qualche modo insieme a donna bettina ed è un viaggio tutto nuovo sia per me che per lei, nessuno schema già visto, nessun copione da cui attingere... magari riesco a spezzare i miei soliti meccanismi....

Beh Frogga a me pare tuttomolto interessante, e se ti può consolare anche io mi sarie sentita a disagio a "giocare con la sabbia", per cui si che sei stata brava, inoltre come dici tu può essere un modo per fare qualcosa dinuovo, reinventarsi la psicoterapia e andare oltre..brava!!!

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vabbuò provo...

devo dire che mi discosto un po' dal clima generale del topic nell'ultimo periodo, per dire che il mio rapporto con giovanni (per chi non lo sapesse il nome in codice con cui chiamo qui il mio psi) va a gonfie vele!

......

(ho riportato solo l'inizio per dare il riferimento alla mia risposta..)

Innanzitutto volevo riportare anche io il mio attuale rapporto con la psi, davvero sereno, che mi permette finalmente di essere me stessa sena sentirmi giudicata...anche lei adesso è molto più serena, non deve trattenersi troppo e può esprimere meglio alcune idee e opinioni...il nostro rapporto direi che è diventato complice...riconosco anche io la sua parte genitoriale, ma al momento c'è molto di più per me, io sento proprio di essere in pimo piano rispetto alla mia terapia. Da poco ho fatto un sogno in cui ero accompagnata da uan figura che io ho sentito come amica ma era semrpe come sbiadita, lì al mio fianco presente ma mai protagonista...all'inizio non riuscivo a dare un significato a questa figura poi ho compreso che si trattava della psi e per come è cominciata la mai psicoterapia questo è un passo enorme, un obiettivo che io credevo di non poter mai raggiungere!

Però come dice Juditta la sento anche come un genitore, nel senso in cui intendeva lei...un genitore che io sto imparando a introiettare e farlo parte di me!

e' evidente che con queste base sto affrontando temi molto più in profondità e molto più delciati, io definirei questa una seconda fase della mai psicoterapia, e quella pausa che ci ho messo in mezzo, è servita proprio per dare lo stacco, anche psicologicamente!

Ciò che sto affrontando se vogliamo generalizzare è il tema della femminilità, attraverso le figure femminili per me significative...e attraveros ciò che mi hanno trasmesso, di buono e di brutto! E' un modo per ritrovare me stessa...

Tornando a te juditta, io credo che rivedere certe cose, anche senza aver recuperato come dici te emozioni e ricordi, è importante, forse adesso hai una consapevolezza diversa per vederle sotto un'ottica diversa...

Per combinazione anche con la mia psi seduta scorsa si è parlato delle difficoltà che ha la società ad affrontare le emozioni e a riconoscere gli errori (anche legittimi) dei genitori.

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... una seduta di condivisione di una tristezza antica, esistenziale, con nel cuore ancora il desiderio, o la speranza, che sia possibile andare oltre...

Juditta, se ho quotato troppo me lo dici che cancello tutto ok?

Da qui volevo partire per dire che ho sempre trovato importante nella mia terapia andare alle radici di questo dolore esistenziale che da sempre mi accompagna

e ovviamente questa strada non puo' che portare alla rivisitazione dei rapporti coi genitori, per quanto scontato tutto cio' possa sembrare. Se si sono avuti

dei genitori bambini e pertanto incapaci di trasmettere schemi di rapporti affettivi sicuri e basati sull'amore piuttosto che sul potere e sul controllo,

e' ovvio che tutto il resto si sviluppa malato e distorto. Inizialmente non mi sono affacciata su questo topic proprio perche' non mi sono mai sentita innamorata

del mio terapeuta, per quanto affezionata gli sia. Anzi, ogni volta che mi avvicino a questo traguardo (si, per me e' una meta altamente auspicabile piu' che un

problema o un ostacolo!) scatta il mio lato paranoico e comincio a sclerare. Sogno allora di potermi liberare di questo personaggio e di tornare nel mio limbo

di sofferenza e compulsioni varie, sitauzione a me molto piu' nota che non un percorso di 'amore consapevole' da e verso una persona adulta.

Per questo quando vi leggo non posso non pensare che se avessi fatto questo percorso vent'anni prima, gli ormoni avrebbero preso il sopravvento proprio per

proteggermi dal dover affrontare questo passaggio, ovvero a dover riconoscere la figura del genitore nella persona che mi sta davanti... perche' se i genitori

sono stati devastanti .... bhe'... non e' un passaggio proprio facile facile da fare!

Brava Juditta che il passaggio lo hai fatto, spero di saperlo fare anche io e di superare le mie pare al piu' presto possibile. Grazie anche per aver condiviso

questi tuoi pensieri con tutti noi. Mi aiuta sempre molto leggervi.

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Ciao a tutte voi e in particolare a te Juditta, la cosa che mi risulta singolare, ma questo ovvio lo vedo dalla mia esperienza ,perchè con lo psi certe cose "pesanti " nel mio caso le ho "vomitate "subito !!! ma ovvio anche questo ognuno ha i suoi tempi e le sue ondate, oggi per esempio tu non ti ritrovi nella nostra scia del rapporto con lo psi.

Anche nel mio caso sono cose pesanti come le tue o perlomeno credo di percepire che siano molto molto simili, sai quando ??? quando dici che uno dei tuoi genitori aveva dei problemi riconosciuti e che uno era vittima dell'altro... nel mio caso il mio psi dai miei racconti ne ha trovato la deduzione e questo lo sento molto vero che quello che sembrava la vittima in realtà era il carnefice .... io ho sempre percepito uno dei due genitori come vittima perchè l'altro aveva problemi,in realtà ne avevano entrambi , ma io non lo riconoscevo vedevo l'altro come vittima in realtà non era così e lo si deduce da come ha anche gestito la famiglia ....

La mia infanzia è stata na schifezza , io la ricordo ma ricordo anche di non aver sentito l'affetto , non c'era ... in questo senzo raccontando in varie fasi il mio vissuto lui è venuto alla conclusione da subito che in un certo senso io da sola mi sono "salvata " , però per certi versi sono rimasta "bambina "nel senso che devo affinare la questione perchè essendo andata vanti per molto da sola , sono grezza ...s uo termine.

Il mio rapporto con lui ha ancora tando da andare.... singolari sono i sogni che faccio.... in un sogno lui non ha il suo fisico ma di una persona gay e io tento di baciarlo ma mi rifiuta, in alti sogni sogno di baciare un tipo che mi sta antipatico ma che è un bel tipo , in un altro sogno di baciare un altro tipo che è carino ma vedo poi mio marito e sento sentimenti di colpa ma di paicere per aver baciato quel tizio..... immagino la figura sia sempre in realtà il desiderio di abciare lui.. lo psi

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non posso fare a meno di notare che le "questioni" sono simili fra tutte noi, pur essendo diversi i contesti in cui si sono create.

Per esempio nella mia famiglia non c'era nessuno con "problemi riconosciuti", al contrario, la mia può sembrare una famiglia "normale", ma è proprio in quella parola che nasce tutto il marcio della mia famiglia!

I problemi erano tutti messi da parte, nascosti, rifiutati persalvare la facciata, e non potendo esprimere le emozioni e i sentimenti negativi, non sono stati ma iespressi nemmeno quelli positivi! Era una famiglia da mulino bianco, di quelle all'apparenza serene che però per uan perosna emotiva come me siginificava doversi reprimere, non poter esprimere il proprio disagio, perchè inevitabilmente avrei messo a repentaglio i loro equilibri instabili, quell'apparente normalità!

Proprio in questi giorni ho recuperato alcuni ricordi/emozioni legati a mia nonna, che è morta quando avevo solo 5 anni.

Ho ricordato quanto mi sentissi "piena" con lei...quanto mi sentissi "unica" e speciale, nonostante avessi una moltitudine di cugini a cui lei teneva allo stesso modo. Quando invece in casa mia eravamo solo due figlie e io sentivo la competizione spietata che ci facevamo per essere "viste" da mai madre, per poterci sentire accettate...solo che mia sorella ci riusciva io no perchè ero troppo diversa da loro, non ero : normale!!!!

C'era una cosa che ricordavo da sempre ma che non avevo mai raccontato alla psi, una cosa che mi riempie di angoscia ogni votla che ci penso...quando mi accucciavo fra la lavatrice in funzione e la cucina e me ne stavo lì per ore , a volte mi addormentavo. La psi mi ha detto che probabilmente stavo cercando calore e la cosa terribile è che lo cercavo meccanicamente, e forse questo in seguito alla morte di mia nonna, quando a soli 5 anni mi sono ritrovata completamente sola!

Però recuperare quei ricordi anche se dolorosi mi ha dato la possibilità di recuperare una parte del mio vuoto, per una volta non ho dovuto fare i conti con il lutto! Ho recuperato una parte di me, forse proprio quella parte che ha instillato dentro di me il seme che ha permesso di non annullarmi completamente, di non aderire a quello schema familiare a cui negli anni mi sono adagiata sempre più, mi ha permesse di cominciare la psicoterapia e mettere in dubbio la tanto amata normalità della mia famiglia!

Una famiglia che poi tanto normale non è dopotutto, ma come tutte le altre è piena di problemi, falle e nevrosi.... anche io come voi dentro sono rimasta bambina...una bambina che non è potuta crescere, perchè non le hanno dato le basi per farlo...

Io credo che questo sia un tratto molto comune fra di noi...leggendovi lo ritrovo spesso.

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Si, e' abbastanza triste rendersi conto di aver vissuto una vita come un bambino in fuga. In fuga da quelle immagini

interiori distorte che purtroppo anche dopo il distacco fisico dalla propria famiglia non ci lasciano mai. C'e' anche

un grande senso di pena nei confronti di queste figure, che comunque, nel loro piccolo, hanno fatto del loro meglio

per crescerci, ma non ce l'hanno fatta. A crescerci intendo. Magari ad allevarci, ma non a renderci degli adulti.

Ce la faranno i nostri psi a fare di meglio?

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intendi con noi o con i propri figli?

perchè con me è scontato che ci riesca, le mie figure genitoriali sono state veramente sotto la media...

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Intendo con noi ovviamente. Io non do per scontato di riuscire ad uscire dalla terapia

completamente cresciuta, me lo auguro, ma non so se ci riusciro'. Non sono piu' tabula

rasa come appena nata, ho una vita intera alle spalle.

Anche le scelte grosse della vita sono oramai gia' fatte in base ad una situazione

interiore che adesso, anche se la cambio, non mi riportera' indietro nel tempo per

consentirmi di vivere la mia vita altrimenti.

Voglio dire, a volte e' piu' facile costruire una casa ex-novo che doverla ristrutturare

scontrandosi con tutta una serie di magagne strutturali che non puoi piu' scavalcare.

Per questo dico... speriamo che il lavoro riesca comunque accettabile.

Scusate, sono un po' depressa ultimamente, me ne rendo conto. Scusate.

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è ovvio che non è come partire da zero. e che i risultati ottenibili non sono paragonabili a quelli di un bambino sano che viene cresciuto da genitori mediamente equilibrati in un clima relativamente sereno.

è impossibile.

in questo momento non mi so spiegare, ma questo discorso per me, per il mio modo di vivere la terapia, si collega a quello che dice jung in questo spezzone (che Stauff aveva postato tempo fa)

non si può cancellare il dolore del passato, e a parte tutto, a parte il lavoro per acquisire gli strumenti che non ho... fondamentalmente quello che cerco è il modo di dare un senso al dolore passato. qualcosa che dia un significato a tutto il percorso che mi ha portato fin qui.

e se ci riuscissi tutto avrebbe un senso...

se ci penso: io ho incontrato questo psicologo, giovanni, tramite il mio compagno che lo conosceva da tempo. e il mio compagno l'ho conosciuto frequentando alcuni posti con delle mie amiche conosciute in università.

quindi alcune cose del mio passato che rinnego, ad esempio la scelta sbagliata di facoltà universitaria... come pure cose presenti che non stanno funzionando, cioè la relazione col mio compagno, mi hanno portato qui, a fare questo percorso, con questa persona.

tutto è collegato.

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Che sfogata, ragazzi, sono andata sul forum degli psicoterapeuti e gliene ho dette quattro.

Vabeh, stanotte ho sognato Parigi, e poi un uomo nero che si tramutava in zombie, pazzesco.

Roba da matti, veramente.

Io non ho focalizzato il sogno, ancora, so solo che sono agguerritissima, caxxo.

Fankulo, fankulo, fankulo.

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Che sfogata, ragazzi, sono andata sul forum degli psicoterapeuti e gliene ho dette quattro.

Vabeh, stanotte ho sognato Parigi, e poi un uomo nero che si tramutava in zombie, pazzesco.

Roba da matti, veramente.

Io non ho focalizzato il sogno, ancora, so solo che sono agguerritissima, caxxo.

Fankulo, fankulo, fankulo.

:shok:

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Innanzitutto volevo riportare anche io il mio attuale rapporto con la psi

digi scusa la domanda, ma mi sa che mi sono persa qualche puntata..... hai ripreso con la psi ?!

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:shok:

non preoccuparti, mi hanno risposto e bene.Sui problemi sessuali, sui vari versanti ecc, non si fanno intimidire da me, sanno il fatto loro.

Mi fa schiantare la faccina..:))

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è ovvio che non è come partire da zero. e che i risultati ottenibili non sono paragonabili a quelli di un bambino sano che viene cresciuto da genitori mediamente equilibrati in un clima relativamente sereno.

è impossibile.

in questo momento non mi so spiegare, ma questo discorso per me, per il mio modo di vivere la terapia, si collega a quello che dice jung in questo spezzone (che Stauff aveva postato tempo fa)

non si può cancellare il dolore del passato, e a parte tutto, a parte il lavoro per acquisire gli strumenti che non ho... fondamentalmente quello che cerco è il modo di dare un senso al dolore passato. qualcosa che dia un significato a tutto il percorso che mi ha portato fin qui.

e se ci riuscissi tutto avrebbe un senso...

se ci penso: io ho incontrato questo psicologo, giovanni, tramite il mio compagno che lo conosceva da tempo. e il mio compagno l'ho conosciuto frequentando alcuni posti con delle mie amiche conosciute in università.

quindi alcune cose del mio passato che rinnego, ad esempio la scelta sbagliata di facoltà universitaria... come pure cose presenti che non stanno funzionando, cioè la relazione col mio compagno, mi hanno portato qui, a fare questo percorso, con questa persona.

tutto è collegato.

quanto è interessante sto discorso...io mi sento in sintonia con i vostri dubbi ma anche con le vostre speranze, bellissima questa ultima cosa che hai detto Juditta....in fondo se non fossi arrivata a toccare il fondo non avrei cominciato questo percorso, ho uno dei ricordi più belli della mia vita associato a uno dei peggiori, la nascita di mio figlio e l'inizio della mia confusione, la paura di non riuscir a essere una buona madre, il dubbio sul mio passato e sulla mia famiglia "perfetta"!!!

Sicuramente qualcosa ce la siamo persa per strada, ma altre potrebbero avvenire e potremmo goderne con vera consapevolezza!

P.s.: bellissimo il discorso di jung...mi piace molto quel riferimento ai suoi pazienti..

digi scusa la domanda, ma mi sa che mi sono persa qualche puntata..... hai ripreso con la psi ?!

più di una Frò... :Just Kidding:

dunque a novembre sono ritornata dalla psi per fare il pnuto della situzione ma è venuto fuori che c'erano dei temi importanti che avevo sviluppato durante la pausa, e come dicevo riguardano la mia figura materna. Ho messo tanto in dubbio mio padre, pensando che quello fosse il mio problema quando invece era solo la punta dell'iceberg! Ecco diciamo che adesso sono scesa più nel profondo, sto cercando di ricomporre i pezzettini di me stessa!

La psi dice che l'ho potuto fare solo adesso proprio perchè sento il nostro rapporto passato a un livello superiore e quella pausa in realtà è stata molto più terapeutica di mille parole (poi visto che è gratis..meglio ancora... :Just Kidding: ), mi ha permesso di verificare la mia forza e la mia indipendenza!

Riassunto fatto! :Four Leaf Clover:

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vabbuò provo...

juditta ho letto con attenzione quello che hai scritto e alcune cose mi hanno colpita perchè mi ci sono ritrovata

anche io ricordo solo dei minimi brandelli della mia infanzia, in genere sono semore ricordi legati a eventi non piacevoli (non dei drammi, ma cmq non cose divertineti, ad esempio ricordo delle cadute o un gran cazziatone di mio padre o altri piccoli microtraumi)

in ogni caso si tratta di ricordi asettici, a cui non associo nessuna emozione

ne ho parlato varie volte con donna bettina e probabilmente il motivo è che me ne proteggo (come del resto faccio anche ora con le emozioni attuali). diciamo che dovuto mettere una certa distanza tra me e i miei ricordi per non esserne traumatizzata e , da una parte, pur con tutti i suoi difetti questo modo di agire mi ha cmq protetto.

per quanto riguarda il discorso sulla società e sul fatto che non venga data importanza al lavoro che qualcuno fa su se stesso, mi trovi assolutamente d'accordo. mi rendo conto che la stragrande maggioranza della gente vive in un perenne stato dormiente e non è minimamente consapevole dei meccanismi psicologici spesso distorti che mette in atto. quando alle volte provo a fare discrsi su di me o sugli altri che alzano un po' il velo mi accorgo che non vengo presa bene, ma come una rompicoglioni per cui ormai , con molte persone, ho smesso di farli e mi rapporto a loro al livello che loro preferiscono. poi ci sono persone con cui posso "andare oltre", ma sio tratta veramente di non tanta gente.

questo per dirti che credo di capire quello che senti rispetto a questo aspetto di te che devi in qualche modo tenere segreto.

bello il fatto che lo consideri Genitore e bello il fatto che tu abbia recuperato il tuo rapporto con lui e riesca a viverlo finalmente con serenità

certo ci volevano pure gli scazzi eprchè solo attraverso quelli potevi arrivare a questo punto, però adesso probabilmente sei ad un altro livello nella tua terapia

bello, bello, bello quello che hai scritto e l'emozione che è passata !

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